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📰 CONSENSO

Il consenso non è una questione che colpisce granché la mente della nostra specie. Questo è dettato dai seguenti fattori:-

1. Il senso che tutto ci sia dovuto. Facciamo ciò che ci va, come ci va, quando ci va e con chi ci piace. Abbiamo accesso ad ogni ambito.
2. La nostra incapacità di riconoscere e rispettare i confini. Questo si collega al nostro senso di diritto laddove nessuno è al di là dei nostri limiti. Una persona ha una relazione? e allora, è un potenziale bersaglio per noi. Questo posto è occupato. Sì, lo è, da noi. Quel drink è destinato a qualcun altro? lo credevi. Invadiamo lo spazio personale, prendiamo cose che non sono nostre, ci impossessiamo delle risorse di altre persone e facciamo come se fossero nostre perché nelle nostre menti, lo sono.
3. Tu sei parte di noi. Incluso dentro di noi, attaccato a noi e dato che sei parte di noi, per quale ragione al mondo dovremmo avere bisogno di chiederti il permesso di fare qualcosa? Non ha senso dalla nostra prospettiva.
4. Siamo incontentabili. Perfino se in realtà pensiamo che potremmo avere bisogno del consenso non importa perché le conseguenze che derivano dal fallimento nell’ottenere il consenso per fare qualcosa a noi non si applicheranno. Siamo capaci di sfuggire alle accuse, sviare le responsabilità e sottrarci dalla colpevolezza.
5. Il nostro senso di superiorità. Il consenso è una catena. Dà restrizioni e ostacola. Siamo il colosso che avanza a grandi falcate ed un tale consenso non si applica a titani quali siamo noi. Il consenso è ciò che i comuni mortali devono ottenere.

Questa attitudine al permesso implica che ci comportiamo come predoni invasori. Tutto è terra di conquista. Come si può manifestare?

Con i Narcisisti Inferiori è palese e ovvio. Ti dirà che si trasferisce da te e si presenterà con la sua valigia e la chitarra (con le corde rotte) e sorriderà mentre ti precede velocemente in casa. Le tue risorse vengono prese – soldi, cibo, energia- senza che venga data alcuna spiegazione. I tuoi amici vengono sequestrati oppure spinti in un angolo e ti viene detto dall’Inferiore ciò che veramente pensa di loro, oppure ci avrà flirtato identificandoli come potenziali per la triangolazione. L’Inferiore inviterà gente senza chiedere, userà la tua auto senza prima verificare (e non rimetterà la benzina usata). Prontamente farà debiti a tuo nome. Se lo affronti riguardo al fatto che non chiede e non ottiene il permesso tutto ciò che sentirà e che lo stai criticando. Raramente si preoccuperà anche solo di pensare a chiedere scusa per le sue azioni. Non ha bisogno di spiegarsi con te. Se decide di rispondere la spiegazione di solito è ovviamente incredibile ma questo non gli importa perché può fare ciò che gli va e tu devi stare al passo con il programma.

“Condividiamo tutto in questa casa.”

“Ciò che è tuo è mio.”

“Non posso credere che tu faccia tante storie.”

“No, non l’ho usato.”

“Non sono stato io.”

“Deve averlo preso qualcun altro.”

Lo può fare perché è chi è e faresti meglio a lasciare da parte le tue lamentele o avrai ciò che ti meriti con gli interessi. La tua persona non si merita di meglio. Verrai palpeggiata in pubblico, ti salterà addosso durante i litigi, ti assalirà, ti stuprerà, aspettati che ti faccia sembrare come vuole senza considerare se vuoi o meno il suo nome tatuato sul collo o se i capelli corti ti stiano davvero bene. Tutto gli è dovuto. Punto.

Il Narcisista Medio è meno brutale ed evidente nel suo comportamento di assorbimento ma non meno invasivo. Differisce dall’Inferiore nel fatto che ha abbastanza controllo per non perdere le staffe quando viene affrontato per aver usato i risparmi per la birra o consumato tutta l’acqua calda senza accendere lo scaldabagno. Piuttosto, il Medio darà una spiegazione, perfino delle scuse (anche se non hanno significato) al fine di assicurarsi che il consenso venga dato retroattivamente.

“Pensavo di avertelo chiesto.”

“Mi spiace, non ci ho pensato. La prossima volta mi ricorderò.”

“È stata un’emergenza e non ho avuto il tempo. Non ti arrabbiare con me.”

“Lo sostituirò domani (non accadrà), cerchiamo di non litigare adesso, ho qualcosa di bello da dirti.”

“Intendevo prenderne un altro, mi sono semplicemente dimenticato perché sono troppo impegnato a starti dietro.”

“Avevo fame; Non ce l’avrai con me per aver mangiato qualcosa no?”

Il Medio ti indurrà con l’imbroglio a concedere il consenso così da poterlo archiviare e utilizzarlo per la prossima volta.

“Ma l’ultima volta non ti importava.”

“L’altra volta avevi detto che andava bene.”

“Non hai detto niente quando l’ho fatto l’altra volta, quindi come potevo sapere che ora non l’avresti accettato? Non sono telepatico.”

Il Narcisista Medio in particolare si impegnerà a farti sentire dispiaciuto per lui in modo da concedere a posteriori il permesso, ti farà sentire in colpa per le obiezioni e ti farà sentire un guastafeste se non acconsenti a ciò che vuole.

E il Superiore? Come puoi aspettarti non c’è alcun palese accaparramento dell’Inferiore dato che il Superiore trova questo comportamento volgare. Non si impegnerebbe nel piagnucolare patetico del Medio, questo è ignobile e indegno del Superiore. Ovviamente il Superiore ha semplicemente grandi, se non grandissime aspettative di poter fare come gli piace però le sue capacità cognitive aumentate e la sua consapevolezza fanno sì che se ce n’è bisogno, andrà semplicemente dritto per la sua strada e farà ciò che gli va ma riconosce il valore nell’ottenere realmente il consenso. In effetti, l’estrazione di questo consenso da una vittima apparentemente riluttante è una sfida che il Superiore gradisce in quanto attira carburante, sottolinea il suo potere ed enfatizza la sua superiorità. Puoi aspettarti che il Superiori utilizzi il ricatto emotivo, la corruzione e la costrizione per estrarre il consenso.

“Se acconsenti a farlo, ti porterò in un posto bello per cena.”

“Se non lo fai, ti lascerò.”

“Se rifiuti potrei dover pubblicare quelle foto tue che ho.”

“Non pensavo fossi noioso, chiunque altro lo farebbe sai?”

“La mia ex lo farebbe senza problemi. Forse ho fatto un errore lasciandola per te?”

Il Superiore farà pressioni, immense pressioni al fine di estrarre questo consenso così che la realtà è che questo consenso non è stato veramente dato, ma questo non fermerà il Superiore. Una volta che hai annuito, detto che sei d’accordo, borbottato “ok, allora” il consenso è stato rilasciato e andrà avanti con qualunque cosa sia ciò che vuole. Non pensare di poter cambiare idea. Nel mondo dei Superiori, non puoi ritirare il consenso che una volta avevi dato e vale per il resto della relazione. Non è applicabile come un’eccezione.

Il Superiore applicherà anche la negazione plausibile ad ogni situazione dove il consenso diventa un problema, così se viene affrontato da una terza parte riguardo al problema del consenso, ad esempio, prendere la macchina di qualcuno o usare i loro soldi, userà una combinazione di fascino e vere e proprie bugie al fine di danneggiare la versione degli eventi della vittima e far apparire che il consenso fosse stato accordato. L’intelligenza strategica del Superiore combinata con i tratti menzionati all’inizio di questo scritto gli permette di comportarsi con impunità riguardo al tema del consenso.

H.G. TUDOR

Consent

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👤 L’ATTACCAMENTO È LA SEDE DELLA SOFFERENZA

Questo è un mondo capriccioso, arbitrario e ostile. Deve essere ridotto all’obbedienza, domato e sottoposto allo sforzo del controllo. Il mio controllo.

Questo è il motivo per cui devo fare in modo che ogni apparecchio a cui mi capita di affezionarmi si attacchi a me. Dal mio vicino di casa che saluto e con cui scambio convenevoli banali a vantaggio della mia facciata (anche se prontamente gli infilerò un gancio da macellaio arrugginito in quel suo cranio malformato se mi parlerà di nuovo dei dettagli della ristrutturazione della sua ultima acquisizione immobiliare) ai miei amici che si uniscono a me per un drink in un venerdì sera all’ultima ragazza che sfoggio, tutti loro devono essere attaccati a me.

La creazione del mio costrutto è il dispositivo che fa sì che queste persone si attacchino a me. Quel magnifico edificio che viene creato dagli specchi che mostro a coloro di cui incrocio le strade. Fare in modo che il controllore sorrida sul treno dandogli man forte mentre si occupa di un ostile passeggero adolescente, incoraggiare un amico nei suoi progetti per dimagrire, mostrare a quella potenziale IPPS le sue speranze e i suoi desideri, così inizia a innamorarsi. Tutto questo è il lavoro del costrutto che è progettato per disegnare ogni singola risorsa – dalla terziaria fino alla sempre-così-fondamentale-per-me – Risorsa Primaria Intima – e far sì che si leghino a me.

Se il barista pensa che io sia un cliente simpatico e fedele, un collega junior mi considera un capo ispiratore, la signora che sorpasso un giorno sì e uno no durante la corsa all’aperto mi dà un sorriso di riconoscimento e ammirazione; se un amico mi considera una persona a cui rivolgersi per un consiglio, se lei si innamora perdutamente di me; ci sono migliaia di modi diversi per questi apparecchi di collegarsi a me.

Potrebbe essere un collaboratore geloso che si ribella alla mia arroganza, il fornitore nervoso che teme la mia chiamata per chiedere cosa c’è dietro l’ultimo casino della sua compagnia, lo scartato piangente che una volta era la pupilla dei miei occhi ma ora è un vermiciattolo infestato caduto per il vento, tutti rimangono attaccati a me.

È facendo in modo che questi apparecchi stiano attaccati a me che posso esercitare il controllo mentre li integro nel mio mondo. Sono miei per essere controllati, per essere utilizzati, per estrarre da loro e attraverso questo posso quindi controllare il mio ambiente. Controllando il mio ambiente, ho lo scopo di ridurre al minimo l’agguato traditore o l’insidioso ammutinamento. Mantenendo tutto al suo posto, soggetto al mio controllo e funzionante come richiedo, significa che proseguo dritto e l’ordine è mantenuto.

L’attaccamento è la chiave per raggiungere questo obiettivo. Devo attirarti, agganciarti, afferrarti, devo vincolarti a me, legarti in modo che tu non mi sfugga, ancorarti in posizione, fermarti e assicurare l’attaccamento. Ti darò l’illusione del periodo d’oro, ti mentirò, ti concederò magnanimità, ti mostrerò generosità, mostrerò anche qualche forma di intimità costruita, gentilezza e sostegno, la promessa di carburante e gli anni di verifiche applicate mi consentono di darti quello che vuoi, quindi mi assicuro il tuo attaccamento.

Eppure per tutti questi gasdotti che sono collegati a me, per tutti i ponti che sono stati costruiti, i collegamenti, che sono stati costruiti con cura, sono tutti a senso unico. Sei tu che sei attaccato a me. Io non sento alcun attaccamento per te.

Ecco perché sono così in grado di rivoltarmi contro la persona che presumibilmente amo e guardarla mentre le lacrime gocciolano sul volto incredulo mentre la striglio per aver indossato l’ombreggiatura sbagliata del rosso o essere arrivata con due minuti di ritardo. Ecco perché posso stendermi tra le cosce di seta di un’altra donna e prometterle il mondo mentre tu sei sveglia, chiedendoti dove sono e pregando che non sia stato coinvolto in un incidente stradale. Ecco perché posso assicurarti che verrai promosso entro la fine dell’anno e invece nel prossimo incontro offrire la stessa cosa a qualcun altro. Ecco perché posso decidere di non presentarmi alla cena che hai trascorso un mese a pianificare e andare a vedere un film da un’altra parte. Ecco perché posso distruggere l’orologio di tua nonna con un martello mentre tu osservi, in un attacco di isteria.

La mia assenza di attaccamento mi consente di deludere, rinnegare, imbrogliare, mentire, provocare, ferire, torturare e abusare. Mi dà fluidità, mobilità ed efficienza. Non sono ostacolato dalla colpa, né dal rimorso o dal senso del dovere. Non costituisco alcun legame con te. Non lo sento.

Puoi chiedermi cosa potrei pensare di coloro con cui interagisco e posso evocare i tributi e le frasi fatte in un istante: –

“John? Lavoratore eccellente, non delude mai l’azienda, un membro chiave della squadra.”

“È una donna meravigliosa, non so cosa farei senza di lei. È il mio mondo.”

“È incredibile. Il primo nome sulla lista dei giocatori ogni settimana.”

“NarcSide Inc? Fottutamente geniale. Usali. Io l’ho fatto una volta. Mai andato da nessun’altra parte.”

Ma per tutto questo non provo nulla a titolo di attaccamento. Ti attiro a me, ma io non mi attaccherò a te. Cosa porta l’attaccamento? Nient’altro che sofferenza. Guardati intorno e vedrai l’affanno e il dolore che l’essere attaccati porta alle persone.

Divieni affezionato a un cane che morirà nell’arco di 10 anni e piangi per la perdita del tuo amico peloso. Perché? Perché attaccarsi a qualcosa che semplicemente ti lascerà?

Sei attaccato al tuo datore di lavoro e mostri fedeltà? Per che cosa? Così possono metterti a 90 gradi e fregarti facendoti licenziare e ti mostrano la porta senza nemmeno un flacone di lubrificante per alleviare il dolore dell’esperienza?

Sei attaccato alla tua casa, ma devi venderla, o brucia, o è allagata, o qualcuno irrompe e ancora più dolore viene scaricato su di te.

Sei attaccato al tuo amico e condividi tutto con quella persona e poi un giorno viene falciato da un autotreno e non rimane altro che una macchia sulla strada. Sei sconvolto, senza contare te stesso con il lutto a causa del tuo attaccamento.

Ti leghi ad un amante, una fidanzata, un marito, un compagno solo per permettere loro di tradirti, di lasciarti per qualcun altro, di venire risucchiati in questa spirale mortale riempita di morfina o di afferrarsi il petto quando un attacco di cuore li porta via da te. Il tuo mondo si schianta, sei distrutto, oltre al lutto e tutto questo a causa del tuo attaccamento.

Ti leghi ai figli solo perché ti deludano, scrocchino da te, intraprendano uno stile di vita sgradevole che ti mette in imbarazzo e ti sconcerta perché sei attaccato a loro. O ti preoccupi sempre di come stanno andando a scuola, si assicureranno quel lavoro, supereranno l’esame di guida, troveranno un buon uomo o una donna? I tuoi sentimenti vengono passati attraverso il mulino a causa di questo attaccamento.

Oh, so che mi dirai che guadagni così tanto da questi attaccamenti, amore, felicità, sostegno, comprensione, compagnia, gioia, lealtà, senso di realizzazione e altro ancora. L’ho già sentito prima, ma vedo sempre più la sofferenza che nasce da questi attaccamenti. Non ne vale la pena.

È molto meglio in primo luogo non divenire mai attaccati. Non posso fidarmi. Come posso quando mi è stata data una sana e inoppugnabile lezione che se provi ad attaccarti tutto ciò che ricevi in cambio è rifiuto e sofferenza. Meglio non disturbarsi. Costruisci il muro, scava il fossato, poni le barriere, non permettere a nessuno di entrare e così facendo impedisci a questi attaccamenti che indeboliscono di verificarsi, così ti risparmi l’inevitabile, ed è sempre inevitabile, la sofferenza che aspetta dietro l’angolo.

Eppure, per quanto riguarda me, non ho nemmeno bisogno di considerare di creare quella torre o di assicurarmi che il fossato sia scavato in profondità. Non devo tirare fuori il filo spinato metaforico e le recinzioni elettriche per tenere lontane le persone. Questo è tutto fatto per me perché io non so come connettermi con qualcuno. Non ho idea di come sia fatto.

Posso farli attaccare a me. Questo è facile. Lo faccio da quando riesco a ricordare. Una combinazione di genialità, fascino, magnetismo, manipolazione e identificazione di quelli dal forte al debole e viceversa che sono i migliori che soccombono all’essere attaccati a me. Posso ottenerlo attraverso tutte le varie tecniche di seduzione che ho descritto prima.

Eppure per quanto riguarda tutto quel potere di attrazione, a cui pochi possono resistere, dalla terziaria alla secondaria alla fonte primaria, non so come creare un attaccamento emotivo con qualcuno. Posso allineare interessi e risultati e intuire una reciprocità di intenti, ma non provo nulla per questi apparecchi. Non c’è legame. Non c’è nulla che mi leghi a loro. Il vuoto dentro di me, il vuoto che cerco di riempire di carburante proveniente da tutti quelli nella mia matrice di carburante pervade la mia relazione con quelli che stanno in quella matrice. Io sono vuoto e questo riecheggia nei miei rapporti con tutti quelli che mi circondano.

Qualunque cosa ti spinga a sentirti connessa con qualcun altro, in qualsiasi modo tu lo descriva, e ho sentito persone farlo in molte occasioni, rimango incapace di percepire e sperimentarlo su me stesso.

Non c’è proprio niente lì.

Mi affligge questo? No. Vedo la sofferenza che viene dall’attaccamento e vedo la mia incapacità di collegarmi a qualcuno come un vantaggio, quindi mi viene risparmiato quello che succede a tanti altri.

Il Demone ha avuto tutto questo e può tenerlo.

Io ho abbandonato la sede della sofferenza e ho trovato un nuovo trono.

H.G. TUDOR

Attachment Is the Seat of Misery

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📰 ASCOLTIAMO MAI?

Potresti non pensarlo ma noi ti ascoltiamo davvero. Ammetto che può sembrare strano perché tu pensi che il nostro modo di comportarci implichi che non sia possibile che ti ascoltiamo. Non prendiamo atto di ciò che dici perché continuiamo a fare le stesse cose che facevamo prima. Continuiamo a ripetere un commento come se non avessimo mai sentito la tua risposta la prima volta. Ci ricordi l’ora in cui ci incontreremo e arriviamo tardi o non lo facciamo affatto. Potresti venire perdonato per aver pensato che siamo pessimi ascoltatori. La realtà è che siamo ottimi ascoltatori. La verità è che scegliamo di ascoltare in modo diverso.

Quando ci urli in faccia, avanzando la tua argomentazione in modo energico risponderemo a quello che stai dicendo, di solito con diniego e deflessione. Non siamo interessati a ciò che stai dicendo, siamo preoccupati di ascoltare i tuoi sentimenti. Vogliamo sentire la rabbia strozzata e ribollente che si manifesta nelle tue parole, perché in questo modo sappiamo (oltre a vedere il tuo viso contorto e arrossato) che hai reagito alla nostra provocazione e di conseguenza ci stai fornendo carburante. Se ti stai lanciando su di noi insulti, chiamandoci di tutti i nomi e rimproverando il nostro gusto di vestirci, il peso e l’intelligenza, non veniamo feriti da queste critiche perché il fatto che stai sputando veleno, urlando di rabbia o urlando di gioia mentre ci insulti significa che stai fornendo emozione che equivale al carburante. I nomi aspri si dissipano semplicemente perché non li sentiamo. Stiamo sentendo l’emozione di ciò che viene detto, questo è ciò che conta. Puoi studiare l’insulto più originale che il mondo abbia mai conosciuto, ma se ce lo lanci contro con emozione, tutto ciò che sentiamo è la tua reazione emotiva. Ti sei mai chiesto perché stiamo sorridendo quando litighi con noi? È perché ci stai dando quello che vogliamo: carburante. Oh, e anche perché sappiamo che sorriderti ti farà infuriare ancora di più.

Ti ascoltiamo con notevole attenzione durante le fasi iniziali della seduzione. Facciamo in modo che ogni pezzetto di informazioni, ogni frammento di conoscenza che ci aiuterà a sedurti e legarti strettamente a noi venga udito e assorbito, archiviato pronto per l’uso al momento opportuno. Ogni volta che ci riveli un nuovo ristorante che hai trovato o un nuovo spettacolo che è appena cominciato e che ti piace, ne prendiamo nota. Quando ci parli dei tuoi amici, ascoltiamo in attesa di portarli anche sotto il nostro incantesimo. Quando ascoltiamo in questa circostanza pensi che siamo attenti e interessati a te. In effetti, lo siamo e la tua reazione a questo è di lodarci, fornendoci in questo modo carburante, e di sentirti attratto da noi, legandovi in tal modo a noi. Il nostro interesse tuttavia non è quello che normalmente percepireste, perché è avvalorato dall’uso che possiamo fare di ciò che ci dici, al fine di proseguire col nostro programma.

Ti ascoltiamo anche per capire come i nostri comportamenti ti influenzano. Ascoltiamo la lode e la gioia che zampillano da te e notiamo ciò che abbiamo fatto che ha causato questo. Quando ti sottoponiamo alla svalutazione, assorbiamo il carburante che rovesci verso di noi, ma ascoltiamo anche come ti sta influenzando. Ci parli di come fa male, di come non riesci a dormire, di come ti senti ansioso, di come ti senti male, di quanto sei spaventato, di come non capisci. Non ci importa come ti senti ma più di tutto siamo interessati a te che ce lo dici. Questo costituisce il feedback basato sulle nostre varie manipolazioni. Mentre raccogliamo il carburante dalla tua supplica piena di lacrime, ci rendiamo anche conto di come ciò che abbiamo detto ha avuto un effetto su di te. Ti ascoltiamo mentre ci spieghi come ti senti perché non lo sentiamo da soli. Abbiamo bisogno di imparare da te in questo senso. Abbiamo bisogno di imparare così possiamo imitare è quando insorge la necessità. Dobbiamo imparare che se qualcuno avverte un senso di perdita, allora piangerà. Di conseguenza, se prevediamo di perderti, una reazione appropriata sarebbe piangere. Abbiamo imparato da ciò che ci hai mostrato e da ciò che ci hai detto. Vedi, ti ho detto che prestiamo attenzione a te. Ti ascoltiamo anche così sappiamo esattamente quanto è stata efficace la nostra manipolazione. È quello che ci stai dicendo che indica un grado di dolore e tristezza trascurabile o è più consistente? Non lo sappiamo da soli perché noi non proviamo tristezza. Quell’emozione ridondante ci è stata strappata o non ha mai permesso di svilupparsi fin dall’inizio. Di conseguenza, per capire cosa rende triste qualcuno, un po’ triste o tremendamente triste, dobbiamo osservare le tue reazioni e ascoltare quello che stai dicendo. Non stiamo ad ascoltare perché siamo preoccupati e perché vogliamo trovare una soluzione al tuo stato di tristezza. Non ci serve assolutamente a niente. Quello che stiamo facendo è ascoltare i particolari della tua infelicità in modo da poterla replicare. Possiamo riprodurre sia il fatto di fingere di sentirci infelici quando capita l’occasione adatta e anche replicarlo per rendere qualcuno infelice ai fini del controllo e della raccolta di carburante.

È attraverso l’ascolto che noi perfezioniamo le nostre capacità manipolative. È attraverso l’ascolto che impariamo tutto su di te, cosa ti piace e cosa non ti piace, quali sono le tue speranze e quali sono le tue vulnerabilità che possiamo sfruttare. Attraverso l’ascolto capiamo come ti senti così possiamo imitarlo. È attraverso l’ascolto che siamo in grado di comprendere come sei influenzato da ciò che facciamo. Sì, passiamo molto tempo a parlare, a dire al mondo di quanto siamo splendidi, e questo naturalmente è vero, ma saresti sorpreso semplicemente per quanto ascoltiamo. Solo perché potremmo non stare ascoltando basandoci su ciò che tu ritieni essere importante non significa che non stiamo ascoltando affatto. Lungi da ciò.

Di conseguenza, la prossima volta che ci implorerai di ascoltarti per una volta o che ci supplicherai di “ascoltare ciò che sto dicendo”, scoprirai che lo stiamo facendo e arriverai a rimpiangerlo.

H.G. TUDOR

Do We Ever Listen?

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📑 IL NARCISISTA VUOLE VERAMENTE CAMBIARE?

“Ma io posso cambiare.”

Una frase detta così spesso da alcuni della nostra specie. Avrai, più probabilmente che no, sentito questa frase ad un certo punto durante il tuo coinvolgimento con noi. Di solito viene pronunciata come parte di un recupero preventivo quando il narcisista vede che c’è un rischio considerevole che tu abbandoni la relazione formale e, in tal modo, venga minacciata la fornitura di carburante dalla fonte principale. Fa anche parte del Grande Recupero Iniziale per attirarti di nuovo, se fossi riuscito a fare quei primi passi verso la fuga. Lo ascolterai nel Recupero Successivo Benigno anche se seguendo lo scorrere del tempo hai più probabilità di sentire il cugino, vale a dire, “Ma io sono cambiato.” In qualche occasione compare durante la fase di svalutazione, in seguito a un episodio spiacevole come parte di un’ulteriore manipolazione per tenerti legato al narcisista e fornire carburante. Di conseguenza, il suo uso avverrà in diverse parti della dinamica narcisistica.

Per alcuni, la frase contiene le parole magiche che l’empatico si aspetta di sentire. Il desiderio intrinseco dell’empatico di rimediare, guarire e ripristinare i desideri per quell’ammissione da parte del narcisista che lui può modificare il suo comportamento, fare scelte nuove e sane, imparare dagli errori e intraprendere un percorso migliore. La dichiarazione di volontà di cambiamento viene accolta da alcuni empatici ed essi accettano altruisticamente questa affermazione, poiché credono che tutte le persone hanno qualcosa di buono dentro, che in questo caso lo stanno riconoscendo e stanno adottando un approccio diverso.

Per gli altri, le parole vengono accolte ma con cautela. Forse il comportamento svalutante è stato così profondo e selvaggio che il destinatario è diffidente, timoroso che le sue speranze vengano suscitate troppo presto. Il loro desiderio intrinseco di vedere il cambiamento, per il bene di entrambe le persone nella relazione vuole essere d’accordo, per afferrare questa offerta con entrambe le mani e vedere la sua messa in opera, ma osano sperare che questo avvenga? In effetti possono, perché, dato che in quel momento la fredda, dura logica di prudenza fa in modo che la sua presenza venga avvertita, diventa invasa dal crescente pensiero emotivo che grida – “Se n’è reso conto. Lui sa che ha fatto male. Vuol farsi perdonare. Vuole cambiare”. Il pensiero emotivo produce quelle sorelle gemelle di pressione – Speranza e colpa. L’empatico, incatenato al concetto di speranza, desidera sinceramente che la persona che ama cambi e diventi una persona migliore. Pesa anche il senso di colpa, che sussurra: “E se fosse sincero, se potesse cambiare e non tu gli dessi una possibilità, che persona cattiva saresti per farlo?” Il pensiero emotivo vincerà.

Raramente questa protesta di essere in grado di cambiare rimarrà inascoltata. Raramente non verrà data l’opportunità al narcisista che afferma che ce la può fare. Sono solo gli informati, quelli che possono applicare la loro fredda e dura logica e resistere alla crescente ondata del pensiero emotivo che possono respingere il fascino di quelle parole allettanti. Per quanto riguarda tutti gli altri, sono portati a concedere al narcisista un’ulteriore opportunità di mantenere loro, le vittime, al loro posto.

Tuttavia, chi dei nostri fratelli emette questa supplica? Cosa significa e può davvero succedere?

Raramente la sentirai dal Narcisista Inferiore. Lui non vede alcun motivo per cambiare. Lui o lei fa come vogliono. Se ha distrutto la casa o ti ha aggredito fisicamente, beh, è stata colpa tua se è successo e una volta che la furia accesa si è calmata, il meglio che otterrai è che il pulsante di reset venga premuto e non venga detto nulla sul comportamento precedente. La dichiarazione di cambiamento potrebbe essere fatta se l’Inferiore si trova di fronte a una crisi di carburante e in assoluta disperazione se l’è lasciato sfuggire per impedire l’abbandono della sua fonte primaria, ma arrivati al mattino dopo, l’intenzione sarà svanita e qualsiasi suggerimento di cambiamento verrà respinto. La crisi è stata scongiurata, la ferita guarita e la rabbia si è attenuata, e il cosiddetto Inferiore non ha intenzione di apportare quei cambiamenti, non quando, naturalmente, è stata colpa tua.

Se gli viene in mente la sua intenzione, la accantonerà, dicendoti che la considererà, che è occupato con qualcos’altro al momento ma ne potrai parlare più tardi, che deve andare al lavoro, che deve incontrare una persona e tu verrai lasciato in sospeso. Non riprenderà la discussione su come fare un cambiamento o cercare aiuto e temendo un ulteriore episodio esplosivo tu non lo insisterai ulteriormente e la questione verrà lasciata lì.

Raramente l’ascolterai dal Narcisista Superiore. Non vede neanche una ragione per cambiare. Oh, noi sappiamo quello che facciamo ma che è nato dal bisogno ed è ciò che deve essere fatto. I nostri bisogni, superiori ai tuoi, richiedono questo comportamento e se non puoi accettarlo, possiamo facilmente trovare qualcun altro che lo farà, perché, dopo tutto, siamo il premio, il campione e l’ultimo arrivato, quindi la perdita è tua. Il Superiore non emetterà questa supplica come Recupero Preventivo o simili per non farsi lasciare. È vero, non vorrà che la sua fonte primaria scappi. È una questione di fornitura di carburante, ma spesso più di orgoglio e superiorità. Dopo tutto, le vaste matrici di carburante della Scuola del Superiore https://conoscereilnarcisista.com/2018/11/19/la-matrice-di-carburante-parte-tre implicano che anche se la fonte primaria ha avuto l’audacia di fuggire, lui nel frattempo ha molte altre fonti a cui rivolgersi. Tuttavia non vorrà subire ferite da questa fonte primaria che fugge e vorrà fermarla, ma userà il fascino e la minaccia per raggiungere questo obiettivo, non la promessa che cambierà. Non è degna di lui.

L’unica volta in cui potresti sentire queste parole proferite dal Narcisista Superiore è unicamente perché vede l’opportunità di altri comportamenti machiavellici nel manipolare la sua vittima generando false speranze. Vedrà l’opportunità di potenziare il suo colpo da maestro accettando di impegnarsi in terapia. Non la vedrà come una possibilità di cambiare, ma piuttosto come un’opportunità per saperne di più su se stesso (e perché no, dal momento che è una creatura così affascinante), per capire di più sulle sue possibilità e affrontare la sfida di terapeuti e simili. Se accetta di cambiare il suo comportamento e di accettare consigli e assistenza esterni, stabilirà anche i termini e le condizioni affinché ciò avvenga al fine di promuovere i propri programmi. Tuttavia, non sentirete maiil Narcisista Superiore usare la frase “Ma io posso cambiare” come parte di una disperata supplica.

Di conseguenza, ci resta la scuola che usa questa manipolazione spesso, molto più spesso delle altre scuole e questo è, naturalmente, il Narcisista di Medio Rango. Il Medio Rango usa questa manipolazione per i seguenti motivi: –

1. Lui o lei si considera una brava persona. Nella sua prospettiva significa che lui si considera veramente una persona rispettabile e quindi, visto che è onesto, lui, beh, farà la cosa giusta e cercherà di fare un cambiamento;

2. Si considera generoso ed è pronto a fare quel sacrificio se ciò significa salvare la relazione;

3. Si considera una sorta di anima torturata, ha “il suo demone”, c’è qualcosa che lo divora e lui desidera affrontarlo;

4. Deve essere salvato e tu sei la persona che può salvarlo. Mancano la testarda arroganza dell’Inferiore o la superiorità beffarda del Superiore.

Cosa c’è dietro quei fattori guida?

1. La prospettiva narcisistica. Si considera colui che fa del bene e sono le altre persone che causano i problemi, ma poiché lui è COSI’ bravo, lo dimostrerà affrontando i problemi che sono stati creati. Questo non perché creda davvero che ci sia qualcosa di sbagliato in lui in termini di colpevolezza, ma piuttosto si tratta di una vera un’opportunità per lui di mostrare al mondo che è bravo e sono gli altri il problema.

2. Questa è la prospettiva della vittima che balza alla ribalta. Il mondo è un posto orribile e non importa quanto lui cerchi di aiutare gli altri, il mondo continua a cercare di annientarlo ma non importa, perché, indovina un po’? Lui trionferà su di esso e sarà quello che si sacrificherà per la collettività, che fa il sacrificio e lo fa per il bene superiore.

3. Questa è la prospettiva della vittima, ancora una volta. Non si accorge di essere disordinato. Non si rende conto di manipolare. È incapace di farlo perché non ha intuizione o consapevolezza. Tuttavia considera questa storia complessiva di essere un”anima in pena’ come uno straordinario strumento per attingere carburante. La solidarietà, la preoccupazione e la compassione arrivano tutte fluenti. Non è un riconoscere che c’è qualcosa di sbagliato nel Medio Rango, ma piuttosto incolpa “il demone” (qualsiasi cosa possa essere) perché lo spostamento della colpa è un meccanismo di difesa chiave e incolpare te, i vicini, il tempo o un concetto intangibile tutto lavorerà per lui

4. Questa è la prospettiva della vittima ancora una volta, ma fa anche tutto parte della solidarietà per attirare l’attenzione. Il Medio Rango desidera attrarre pietà e compassione ma anche essere riverito, poiché è l’eroe caduto che è stato salvato ed è quindi in grado di risorgere ancora una volta, nel pensiero magico che rivive nella sua mente

Il Medio Rango Centrale (MRC) e il Medio Rango Maggiore (MRM) hanno una sufficiente funzione cognitiva per rendersi conto che il loro comportamento causa un problema. È qui che molte vittime (comprensibilmente) sono ingannate nel pensare che il narcisista stia effettivamente mostrando introspezione (anzi spesso questo induce a pensare che il narcisista non è un narcisista, o che lo è ma può effettivamente cambiare). L’MRC o il MRM possono riconoscere che le sue azioni causano dolore e problemi, tuttavia, lui o lei non accetterà mai la responsabilità del dolore e dei problemi. Ad esempio, potrebbero dire,

“So che quando per qualche giorno sparisco sei preoccupato, MA ho bisogno di spazio perché mi tormenti sempre.”

“Capisco che ti fa male quando dico certe cose, MA al momento sono sotto pressione al lavoro e non mi aiuti quando mi chiedi perché torno a casa tardi.”

Possono vedere le conseguenze ma non sono responsabili delle conseguenze. Sono programmati per non farlo.

Come sempre, la vittima non informata accetta la spiegazione di terze persone come causa del comportamento deviato o si auto-punisce e la vittima incolpa lui o se stessa. Quindi la causa del problema viene considerata la pressione sul lavoro o il tormento della vittima.

Il Medio Rango dichiarerà che può cambiare e inoltre agirà anche sulla dichiarazione che semina di nuovo i semi della falsa speranza e assicura che la vittima resti al suo posto e fornisca carburante. Questa è solo un’altra parte della manipolazione.

Il Medio Rango può diventare più attento, non somministrare trattamenti del silenzio, fermare le manipolazioni e smettere di tenere il broncio per alcune settimane. Questo è un Periodo di Tregua e lui l’ha messo in atto perché quando hai detto che non te ne saresti andato, sei diventato di nuovo dipinto di bianco perché hai fatto quello che lui voleva. Hai ceduto al suo controllo e il tuo comportamento gentile ha fornito carburante. Il periodo d’oro ritorna e questo è ciò che mette in moto il cambio dei suoi comportamenti. Non perché ha in qualche modo riconosciuto che deve cambiare perché ti fa del male. Il cambiamento avviene perché tu hai fatto ciò che voleva, così il suo modo di pensare per parti separate ti rende “bianco” ancora una volta ed è questo che tiene a bada la svalutazione, ma solo per un po’.

Naturalmente, la vittima inconsapevole, avendo visto i cambiamenti avvenuti (ma non conoscendo la vera ragione che c’è dietro) è convinta erroneamente che questi cambiamenti possano ripetersi e quindi quando l’appello “Ma io posso cambiare” viene fatto in un periodo successivo, la vittima è inondata di speranza perché è successo prima (quindi può sicuramente succedere di nuovo) e quindi il ciclo continua.

Se ritorni alla Relazione Formale con un Grande Recupero Iniziale o un Recupero Successivo Benigno, vieni dipinto di bianco ancora una volta e il periodo d’oro ritorna, creando l’illusione di comportamenti cambiati. Fin quando al momento opportuno non si offusca.

L’insidioso metodo manipolativo del Medio Rango fa sì che questi cambiamenti si presentino in molte forme. Modificherà i suoi comportamenti a casa. Interromperà la tresca accantonando la IPSS mentre il Periodo d’Oro del Periodo di Tregua lo attira di nuovo verso di te. Darà una mano, mostrerà ancora una volta quel barlume di incantesimo. Ovviamente annuncerà la sua ritrovata redenzione a terzi, perché raccoglierà carburante e manterrà la facciata, e, naturalmente, gli accordi con la sua completa convinzione di essere una brava persona. Questo gli fornirà anche munizioni da lanciare contro di te al momento opportuno, nel senso che lui ha apportato i cambiamenti e se le cose hanno vacillato, allora deve essere colpa tua.

Il Medio Rango parteciperà prontamente a sessioni di terapia. Questo gli permette di fare diverse cose: –

1. Mostrarti che è volenteroso e una brava persona;

2. Può mantenere la facciata, “Dawn voleva che andassi in terapia e poiché la amavo tanto era il minimo che potessi fare.” (Ora dimmi che marito meraviglioso che sono).

3. Userà le sessioni di terapia per far avanzare i suoi programmi. Spesso la vittima non saprà cosa viene discusso a causa della riservatezza. Pertanto il Medio Rango, convinto della propria bontà e mancanza di colpevolezza, manipolerà il terapeuta (e lo farà in modo convincente il più delle volte). Successivamente, il Medio Rango dirà alla vittima che in realtà il terapeuta ha detto che la vittima è l’aggressore e che il narcisista è la vittima. Questo potrebbe essere vero, un’esagerazione delle osservazioni del terapeuta inconsapevole o una bugia. In ogni caso, questo lascerà la vittima destabilizzata, tale è la convinzione del narcisista. Aggiungi il fatto che la vittima ha visto alcuni cambiamenti, la propria autostima erosa e ridotto il pensiero critico e non sorprende che la vittima sia confusa o addirittura creda a ciò che sta dicendo il narcisista.

4. Il narcisista può tenere in pugno la vittima. “Ho fatto come hai chiesto e ottenuto un aiuto. Mi hanno detto che non c’è problema. (Ora sei in debito con me e mi assicurerò di estrarre quel debito da te ripetutamente).

Il desiderio di cambiare è motivato da ragioni completamente diverse da quelle che tu comprendi e questo desiderio non è autentico. Il cambiamento è di breve durata, mai permanente, e tutti i comportamenti di qualunque specie ad esso associati, indipendentemente da quanto sinceri appaiano, non importa quanto convinta la supplica, non importa quante lacrime vengono versate (e il Medio Rango accenderà l’acquedotto), fa tutto parte della manipolazione.

Non possono cambiare e non cambieranno.

Acquisisci questa consapevolezza in modo che quando senti “Ma io posso cambiare”, prevalga una fredda e dura logica e resisti al fascino della speranza. Le persone sono per natura ottimiste. Le persone empatiche ancora di più, ma il lato oscuro di questa speranza è la vulnerabilità e la nostra tipologia, e in particolare il Medio Rango conta su questo e lo sfrutta.

H.G. TUDOR

Does The Narcissist Really Want To Change?

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📁 NO! SEI TU IL NARCISISTA – PARTE UNO


Il problema dello stato di consapevolezza della nostra specie è un elemento centrale del puzzle. Le vittime lottano con la prospettiva che uno si comporta in modo tale da non vedere ciò che sta facendo. Come può non rendersi conto di ciò che sta facendo? Come può non vedere che ha torto? Come può non accettare che ho ragione, che ho le prove in mano? Come può non capire che è lui che sta causando i problemi e non io? Come può non riconoscere di essere egoista, offensivo o abusante? Come può uno non sapere che si sta comportando in questo modo? Suppongo che tu ti sia fatto una o più di quelle domande ad un certo punto. La nostra consapevolezza di ciò che siamo coincide anche con la tua consapevolezza di ciò che siamo. Come ho sottolineato in precedenza, quasi nessuno individua la nostra specie quando ci approcciamo con te per la prima volta. Anche se sei stato irretito da uno dei nostri simili, hai buone probabilità di essere irretito una seconda volta. Spesso la realizzazione di ciò che ti è accaduto potrebbe non avvenire per molti anni dopo l’evento o una volta che lo scarto è avvenuto. Potrai renderti conto di essere stato intrappolato da un narcisista durante la svalutazione o più probabilmente quando torniamo cercando di effettuare un recupero post-scarto/fuga. Praticamente senza eccezioni, una volta che hai capito con chi ti sei invischiato, hai il desiderio travolgente di dirci che sai cosa siamo. È sicuramente un momento di trionfo? Sei stato avvisato da un’influenza esterna e/o hai letto molto e molti dei nostri comportamenti coincidono con quelli del narcisista. Hai avuto il tuo momento “aha” e mentre la tua mente potrebbe star sempre nuotando nell’esperienza, il tuo cuore si è spostato da tutte le parti e così tante domande sono rimaste senza risposta; ora sai cosa siamo. Hai la conoscenza e ci smaschererai dicendoci chiaramente che lo sai e ci dirai direttamente cosa siamo. È giunto il momento per te di sferrare di nuovo un lungo colpo atteso da tempo verso di noi. Quindi, armato di questa conoscenza, cosa puoi aspettarti che accada? Come ci si aspetterebbe, la risposta del narcisista dipende dal tipo con cui sei stato coinvolto. Cominciamo con il Narcisista Inferiore.

L’Inferiore non sa cosa è. Agisce attraverso l’istinto, la reazione e le risposte istintive. Se dici a un Inferiore che è un narcisista, è probabile che non riesca nemmeno a capire cosa intendi. Se hai espresso questa conoscenza in modo da non fornire carburante, se non capisce di che si tratta, con ogni probabilità incontrerai l’accensione della sua furia e commenti come

“Perché usare parole di fantasia tutto a un tratto?”

“Perché stai usando le parole del dizionario? Stai cercando di farmi capire che sei meglio di me? “

La sua incapacità di capire cosa intendi sarà percepita da lui come una critica nei suoi confronti. Si sentirà ferito e quindi la sua furia si accenderà. Essendo molto carente in termini di controllo, si scaglierà contro di te mentre istintivamente cerca carburante per sanare la sua ferita. Non sa che questo è ciò che sta accadendo, né capisce la sua reazione, ma questo è ciò che accadrà. Se ti capita di aver acquisito consapevolezza da un libro e usi questo per giustificare la definizione, aspettati che il libro venga strappato a metà o gettato sul fuoco come risposta istintiva.

Se l’Inferiore ha una certa comprensione di ciò che è un narcisista, lo vedrà sempre solo come una critica. Come molti considererà la definizione solo per intendere che ama se stesso. Puoi aspettarti risposte come: –

“Stai dicendo che amo me stesso? Eh, suppongo di doverlo fare perché tu non lo fai più vero? “

“Amo me stesso. Hai del coraggio. Hai visto il modo in cui ti comporti, pavoneggiandoti e facendo la bella vita? “

L’Inferiore devierà immediatamente questa critica percepita girando intorno alla situazione e impegnandosi in uno spostamento della colpa contro di te. Prenderà qualsiasi prova a portata di mano che dimostrano che tu sei quella che ama se stessa e non lui. Se hai comprato dei vestiti nuovi di recente, puoi aspettarti che questo venga tirato fuori e che tu venga sfidato per le tue abitudini di spesa. È probabile che i vestiti vengano strappati o gettati via. Se hai una gamma di pozioni e lozioni che usi come parte del tuo trattamento di bellezza, saranno considerate come prova che ami te stesso. Saranno gettate nella stanza mentre la furia si accende, versate nel lavandino o rotte.

L’Inferiore non accetterà e non può accettare di essere un narcisista. Lui non sa cos’è e quindi non ha consapevolezza. Se cerchi di “educarlo” spiegando i vari tratti e comportamenti del narcisismo e colleghi questo al modo in cui si comporta, se lo fai in modo neutro, starai ammucchiando più critiche su di lui. Ogni osservazione che hai fatto sarà trattata con deflessione e negazione.

Se dici,

“Senti, sto solo cercando di farti vedere che quando esci e scompari bevendo prima di tornare a casa a chiedere sesso, non dimostri alcun pensiero per me e ignori i miei limiti: questo è il comportamento di un narcisista”.

Sarai trattato con,

“Oh, così ora non posso uscire a bere, vero?”

“Non chiedo sesso, non me la dai mai come vedi, e in ogni caso dovresti, cosa ti prende in questi giorni? Lo fai da qualche altra parte, vero?

“Confini? Narcisista? Chi ti ha riempito la testa con questa merda? Scommetto che era Lucy vero?, non le sono mai piaciuto.”

Quando la furia accesa esplode, assisterai alla paranoia, allo spostamento di colpa, alla negazione, alla proiezione e alla deflessione mentre l’Inferiore evita di discutere la questione. Non si definisce affatto con lui. A prescindere da quanto possa sembrare ovvio, non riesce a capire che può avere una qualunque colpa. Può essere chiaro come il giorno per te, il comportamento narcisistico corrisponde esattamente a quello che fa, ma per tutta la tua spiegazione non lo accetterà. In primo luogo, non lo farà perché non sa cos’è, quindi non ha la capacità di accettarlo. In secondo luogo, anche se potesse, non lo farà a causa del meccanismo di difesa che noi abbiamo, e cioè che non siamo responsabili.

La negazione e la deflessione continueranno finché non mostrerai segni di esasperazione, turbamento o rabbia. Quando questo carburante appare, questo aiuterà l’Inferiore a curare le ferite che ha e quindi, istintivamente, cercherà di spingerti a fornirgli carburante attraverso le sue risposte. Se il tuo interrogatorio persiste e viene condotto in modo neutro, sarà costretto a scagliarsi (ovviamente sarai incolpato di questo) il che si tradurrà in violenza verbale, distruzione di cose e violenza fisica. La paranoia dell’Inferiore lo convincerà che stai cercando di coglierlo sul fatto in un modo che non capisce (né può farlo) e tutto ciò che sa è che prova un senso di notevole disagio. Non sa che questo è causato dalla mancata fornitura di carburante e dal ferimento causato dalle tue ripetute critiche. Istintivamente avrà bisogno di proteggersi e questo significa ottenere carburante. Ha bisogno di tenere a mente i tuoi commenti “oh così intelligenti” – da qui la negazione e la deflessione, ma non può controllare la furia accesa che si accende per cercare il combustibile necessario.

Se ti ostini a sottolineare quello che è e non c’è rifornimento di carburante, ti eviterà mentre va in cerca di carburante da qualcun altro e con lo scopo di allontanarsi dalla fonte della sua irritazione.

È improbabile che l’Inferiore ti accusi di essere un narcisista perché non ha una reale comprensione di ciò a cui ti riferisci. Ciò che farà, tuttavia, è di rigettare contro di te le parti costitutive che tu identifichi come comportamenti narcisistici. Questo per difendersi dalle critiche legate a tutto ciò. Questo per difendersi perché lui non può essere ritenuto responsabile di alcun tipo di fallimento o debolezza. Questo viene fatto come reazione per cercare di indurti a reagire a queste accuse, così da fornire carburante. Finisci per giustificare che non sei il narcisista, quindi (per istinto piuttosto che per un piano calcolato) è in grado di fermare l’attacco ferente da parte tua e per giunta ottenere carburante mentre difendi il fatto che tu non ami te stesso, che ti interessi di lui e delle altre persone, che riconosci i limiti e così via.

Non convincerai mai un Narcisista Inferiore di essere un narcisista. Lui non riesce a capirlo. Questo è il motivo per cui anche se i suoi comportamenti corrispondono a quelli della nostra specie, lui non può vederlo. Non ha neanche la minima introspezione. Tutto quello che otterrai è far sì che lui si difenda, che la sua furia si inneschi e alla fine fare in modo che si scagli contro di te. Non perdere tempo a cercare di convincerlo. Non lo farai. Se vuoi ferirlo, diglielo, ma poi ritirati altrimenti ti ritroverai sul punto di ricevere l’atto finale di una furia accesa.

H.G. TUDOR

No! You Are The Narcissist! Part One

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👤 QUESTA VOLTA FUNZIONERÀ

Quando per la prima volta entri nel mirino, quando appari tra quei bersagli e percepisco le tue qualità empatiche, la tua corrispondenza nei tratti che ti rendono così attraente per me, sono pieno di ottimismo. Ho parlato in molte occasioni del mio bisogno di estrarre carburante quotidianamente. Questo rituale richiede l’acquisizione di una persona che sarà la mia fonte primaria e poi tutta una serie di fonti secondarie e terziarie che sono composte da amici, familiari, estranei, colleghi e così via. È un compito incessante, ma per il quale sono stato costruito, per il quale sono stato progettato e per il quale mi applicherò sempre. Preferisco conservare le mie energie ed è per questo che vivo nella speranza che questa volta la persona che ho preso di mira sia quella che non mi deluderà. In questa occasione ho trovato la persona che sarà la mia fonte primaria così non dovrò mai impegnarmi nella svalutazione di questa persona perché ha fallito nel suo obbligo di fornirmi carburante. Molte persone possono considerarmi una persona pregiudizievole ed è vero che pre-giudico le persone, ma lo faccio sempre solo sulla base di prove adeguate. Cerco le caratteristiche necessarie nel modo in cui interagisci con gli altri, nelle cose che dici e in ciò che fai. Osservo attentamente prima di fare la mia mossa. Quando vedo proprio le cose che ho a cuore e richiedo allo scopo di raccogliere carburante, provo euforia. Vi è eccitazione e attesa. Soprattutto a causa del carburante che spero di raccogliere da te, quel delizioso e dorato carburante che mi supercarica, mi rinvigorisce e mi dà il potere di navigare attraverso la vita affascinante e attraente. Tuttavia, il mio entusiasmo non è tutto basato sulla previsione di assaggiare il tuo carburante. No, una parte significativa della mia attesa nasce dal fatto che potresti essere l’unico. Potresti essere quella persona che non mi delude. Potresti essere quella che finalmente mi fornisce un carburante così dolce che non dovrò mai andare altrove a cercare una risorsa primaria. Non posso rinunciare alle mie fonti supplementari poiché rappresentano una riserva e un’emergenza per quando non sono in grado di estrarre il mio carburante principale da te come fonte primaria. Questo non perché ti ho scartato o perché hai commesso quell’infido atto di sfuggirmi e di applicare il no contact. Niente affatto. La riserva è necessaria perché a causa di vari fattori non posso essere al tuo fianco ogni ora del giorno o in qualche modo in contatto con te fino a questo punto. Ciò implica che per quanto mi goda il tuo dolce, dolce carburante, sono costretto a ottenerlo altrove e lo prendo da quelle fonti supplementari. Sei comunque tu che cerco sempre per il carburante migliore. Sei tu che cerco perché tu mi fornisca la maggior parte del carburante e lo faccia con una regolarità rassicurante. Voglio questo carburante da una sola fonte primaria. Sembri pensare che io mi rallegri degli abusi che ho messo in atto quando ho svalutato la mia vittima fonte primaria, ma è così. Può sembrare che sia così, un effetto collaterale del potere che scorre attraverso di me mentre bevo avidamente quel carburante negativo, ma in realtà preferirei non dover mai seguire questa strada. Preferirei che tu continuassi a pompare quel carburante positivo a tal punto che per me rimane sempre soddisfacente. Voglio che tu sia quella persona che è sempre lì, affidabile, sicura e straordinaria nella produzione del tuo carburante. Ne trarresti beneficio anche tu. Non ci sarebbero terribili abusi quando avviene la svalutazione. Non ci sarebbe lo sconcertante scarto (almeno per te sconcertante – per me ha perfettamente senso) e infine non dovrei nemmeno prendermi la briga di applicare vari tipi di recupero per riportarti da me. Immagina di evitare tutto questo e di restare nel glorioso periodo d’oro della seduzione per tutto il tempo? So quanto lo ami. L’ho visto nei tuoi occhi, ti ho visto parlare di esso e ovviamente ho visto quanto tu abbia lottato a volte per recuperarlo. Tu adori e veneri il periodo d’oro e puoi averlo. Puoi averlo per tutto il tempo. Tutto quello che ti chiedo è di continuare a fornirmi quel carburante alla potenza e al livello che sono appropriati e richiesti. Non può essere troppo difficile per te, vero? Una volta lo facevi. Lo fornivi egregiamente, ma poi mi hai deluso non fornendomi la qualità a cui ero abituato. Hai diminuito la frequenza e sei diventato inaffidabile, in questo modo mi hai ferito e questo non poteva essere tollerato. Dovevi essere ferito a tua volta. Non c’era speranza di fare in altro modo. Immagina di riuscire ad evitare di portare tutto quell’orrore su di te continuando a fare ciò che è necessario. Tu continui a darmi il mio carburante alla dose prescritta e in cambio puoi rimanere per sempre nel periodo d’oro. Questo è ciò che spero anch’io e tu pensi che io sia egoista. Niente affatto. Vinceremo entrambi. Tu hai il periodo d’oro e io ho il prezioso carburante. Questo è ciò che spero ogni volta che si presenta un nuovo obiettivo e io comincio il mio lavoro di prendere in considerazione il passaggio alla seduzione di questo obiettivo. Sono pieno di speranza, sono pieno di ottimismo che questa volta, solo per una volta, continuerai a fare ciò di cui ho bisogno e non mi deluderai. Non importa quante volte è successo in passato. Non importa quante volte sono stato tradito e ferito dalla condotta sediziosa di coloro che hanno detto, così tante volte, che mi amavano e l’avrebbero fatto sempre, io ho sempre continuato a credere nel potere e nella capacità che il prossimo obiettivo potrebbe semplicemente essere quello giusto. Non sono una persona cattiva per aver creduto in quel modo, vero? Voglio solo trovare la persona giusta per me. Proprio come lo vuoi tu.

Tu vuoi trovare la persona che amerai per il resto della tua vita, io voglio trovare la persona il cui carburante amerò per il resto della mia vita. Di sicuro puoi capirlo e riconoscerne il valore? Di sicuro devi accettare che questo è un concetto nobile? Di sicuro capisci perché penso sempre che potresti essere tu la persona giusta. Questa volta.

H.G. TUDOR

This Time It Will Work

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📰 IL POTERE DELLA MORTE

“Finché ho un desiderio. Ho una ragione per vivere. La soddisfazione è morte.”

Così disse George Bernard Shaw. Per noi la soddisfazione non è la morte, ma traiamo soddisfazione dalla morte, la morte degli altri. Ho scritto su come raramente partecipo ai funerali e ho spiegato i motivi di questo, ma ciò non vuol dire che non useremo le circostanze del morire e della morte per i nostri specifici vantaggi. Infatti, dove lo spettro della morte incombe in attesa di tagliare l’ultimo sottile legame tra la persona e la vita, con la sua affilata falce, la nostra specie giunge allo scoperto strisciando per avvalersi del copioso carburante disponibile. Se dovessi vedere uno della nostra specie riapparire dopo un’assenza, c’è una ragionevole possibilità che l’odore disgustosamente dolce della morte ci abbia attratto.

Se dovessimmo apprendere che un membro della famiglia o un amico sta per andarsene in questa spirale mortale, allora questo rappresenta un’opportunità meravigliosa per la nostra specie. Per cominciare, la facciata può essere mantenuta dimostrando una falsa compassione sulle circostanze della persona la cui fine è imminente. Conosciamo tutte le frasi da sciorinare alla processione di visitatori e consolatori che sono attratti al letto del moribondo. Ci dilettiamo nel restare a veglia accanto a questa persona, anche se probabilmente non ci siamo preoccupati di lei per anni. Se qualcuno fosse così audace da chiedere perché siamo apparsi ora dopo tutto quel tempo in cui siamo rimasti lontani, ci appiglieremo a un’osservazione ingiustificata per castigare l’interlocutore.

“Come puoi chiedere una cosa del genere, in un momento come questo?”

“Questo non è dovuto a me; riguarda lo zio Malcolm.” (Come lo diciamo con una faccia seria mi sorprende ancora).

“Lo puoi dire, cosa hai fatto per lei ultimamente?” (Che verrà chiesto anche se sappiamo che l’interlocutore è stato il migliore in assoluto per la persona morente)

La nostra risposta sarà progettata per attirare una reazione emotiva e consentirci di assumere il carburante fornito.

Trasmetteremo una rudimentale apparenza di preoccupazione, anche se è tutto per far scena. Ovviamente lasceremo il grosso del lavoro ad altre persone. Non siamo lì per cambiare le bende intrise di pus o per dar sollievo la fronte febbricitante. Non ripuliremo qualcuno dopo che si sporca o si rovesciato addosso il cibo e il bicchiere con le mani tremanti e agitate. Niente affatto, ma faremo ciò che sappiamo fare meglio emetteremo una raffica di parole di vuota gentilezza, falsa compassione e considerazione fasulla nei confronti dell’individuo malato. Questo ci fa sembrare buoni agli occhi di tutte le persone riunite e i loro cenni di approvazione e borbottii di ringraziamento non solo ci forniscono carburante ma contribuiscono al mantenimento della facciata. Siamo un buon punto d’appoggio per viaggiare fin qui (venivamo comunque per un altro motivo) e offrire parole eloquenti di conforto a tutti i presenti.

Osservaci mentre ci muoviamo in mezzo a familiari, amici, colleghi e vicini che si presentano per vedere se possono aiutare mentre ci mettiamo a far da portinai. Nessuno ha il permesso di entrare senza prima vedere noi, in modo da poter risucchiare il carburante che viene fornito con una situazione emotiva così intensa. Fratelli e sorelle pieni di lacrime, zii dalla faccia severa, cugini disorientati tutti pronti perché noi mandiamo loro un commento compiacente e di sostegno, solo per ricevere i loro ringraziamenti, la loro gratitudine e approvazione.

Non permetteremo all’individuo la cui sabbia del tempo si sta esaurendo di godersi il centro del palcoscenico un’ultima volta e ci accampiamo sul suo territorio, usurpandolo attraverso un’esibizione di apparente preoccupazione e compassione. Osserva attentamente e vedrai che in realtà non facciamo nulla per la persona che sta morendo, che non è il nostro ruolo, ci sono dei servitori per questo ed è tutto indegno di noi. Invece, la vediamo come una possibilità di attingere carburante e sembrare un individuo che dà supporto che sta riunendo tutti insieme e si assicura che gli ultimi giorni della persona morente siano più felici e tranquilli possibile.

Abbiamo visto diverse volte ciò che dev’essere detto per produrre le lacrime, la testa lentamente abbassata e il sorriso debole, il tentativo di essere coraggiosi nonostante la grave tristezza. Dentro non lo sentiamo mentre salutiamo ogni persona. Ci sentiamo rinvigoriti dal carburante che scorre. Gironzoliamo attorno al letto, osservando come si pone il nuovo arrivato di fronte al nostro incarico, commentando ciò che stavamo facendo per loro (in effetti è qualcun altro che si è preso cura di loro ma siamo contenti di prenderci il merito) così otteniamo ulteriore approvazione e ringraziamenti. Riteniamo che questi visitatori siano venuti davvero a vedere noi, a ringraziarci per il nostro lavoro, la nostra generosità e la nostra grandezza, piuttosto che per la persona morente e stremata nel letto vicino. Come un macabro cuculo, noi compariamo e ci impadroniamo dell’atto finale di questa persona, rivendicandolo per noi stessi, le nostre linee di carburante intanto si snodano verso chiunque appaia.

Ovviamente rimane ancora l’opportunità di attingere carburante dall’individuo morente. Anche se può guardarci attraverso gli occhi nocciola morfina e mormorare parole sotto sedazione che sono difficili da discernere, la tenuta della loro presa sul nostro braccio o sulla mano ci dice molto su come apprezza ciò che stiamo facendo. Mentre il suo tempo in questo mondo volge al termine, vediamo ancora la possibilità di estrarre un po’ di carburante da questa persona mentre tiriamo fuori i noti convenevoli per un momento come questo. Non li diciamo per trasmettere conforto, ma solo per garantire che ci arrivino apprezzamenti, gratitudine e ringraziamenti e, a loro volta, ci alimentino.

Come guardiani e capo-consolatori ci posizioniamo al centro di ogni cosa durante questo periodo. Facciamo poco, ma dirigiamo gli altri e diamo comandi e osservazioni verbali, ognuno dei quali è strumentale. Cercheremo di creare ancora più carburante protendendoci in giù e ascoltando attentamente mentre il morente parla, forse le sue ultime parole mentre annuiamo e li accarezziamo gentilmente con la mano, il prescelto per il loro discorso finale. Prenderemo queste parole e le useremo a nostro vantaggio. Se la vedova in lutto, chiamiamola Emily, chiede cosa ha detto il suo defunto marito, potremmo omettere le sue effettive parole e dire,

“Ha detto, di’ a Emily che mi dispiace per quello che ho fatto.”

Il suo sguardo di confusione alla nostra falsa affermazione ci darà carburante. In alternativa, potremmo dire,

“Ha detto, di’ a Rose che l’amo così tanto.”

Il suo sguardo perplesso mentre chiede “Chi è Rose?” genera un ulteriore mucchio di carburante.

E ancora, possiamo fingere che ci sia stato rivelato un grande segreto e che non possiamo dire di cosa si tratta per attirare domande e attenzioni su di noi.

Certamente, ci possono essere casi in cui vi è l’ultima possibilità di attingere un po’ di carburante negativo, di far diventare fiamme quegli occhi offiscati per l’ultima volta dallo shock, dal dolore e dalla confusione. Un’opportunità per avvicinarsi e sussurrare un’ultima frase caustica, progettata per condannare questa persona disgraziata a passare i suoi ultimi momenti nel tormento, incapace di rispondere in modo efficace, le sue smorfie e gesti graffianti indicativi del disagio che è stato causato dalla barbarie d’addio che gli è stata gentilmente detta nelle orecchie. Uno scoppio di carburante negativo di commiato che sottolinea il nostro senso di onnipotenza per il fatto che possiamo ancora raggiungere questo risultato anche in un momento come questo. Un tale atto viene solitamente conservato per qualcuno che crediamo veramente lo meriti.

Durante la mia vita ho conosciuto un maestro professionista di tali comportamenti. Dal bambino silenzioso fatto sedere e osservare, all’adulto esperto che può vedere subito attraverso questa facciata e che sa cosa sta succedendo veramente. Ho visto tutte queste mosse, azioni e comportamenti messi in atto da questo presunto paladino di compassione e per tutto il tempo sapevo cosa stava realmente accadendo.

Forse non ho copiato molto spesso questi comportamenti in modo esauriente per me stesso – di solito perché il tempo non mi ha mai permesso di trascorrere giorni del genere a fare questo tipo di veglia – ma l’ho visto quando ero più giovane e impresso istantaneamente quando ero più vecchio, così come i ricordi di altri che si incastrano tutti insieme. Io so cosa fa lei. Quando arriva, vestita in modo impeccabile, con i tacchi che fanno click sul pavimento mentre si mette al centro della scena, mi concentro su quel click clic e so che il coleottero orologio della morte è giunto.

Ho imparato e potrei ancora scegliere di far valere quelle lezioni in caso di necessità, ma so per certo che cercherò l’ultima fonte di carburante negativo prima del rantolo della morte. So per chi conserverò il commento che ho scelto per ottenere quella soddisfazione dalla morte.

H.G. TUDOR

The Power of Demise

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👤 LA TORRE RELAZIONALE

Sono seduto in alto nella mia Torre Relazionale. Posso vedere così tante cose da questo trono.

Guardo verso nord e vedo le linee dorate e scintillanti che si estendono da me ai miei leali sudditi attraverso il territorio. Vedo i miei sostenitori, i miei seguaci e la mia compagnia andare avanti con la loro vita quotidiana, restando allo stesso tempo legati a me. Sentono che tale privilegio è connesso a me, al loro sovrano e io mi nutro di quel senso di privilegio e ammirazione, e di quell’adorazione che si intreccia attorno ad esso.

Guardo verso sud e vedo altre linee di oro lucente che collegano me ai miei più devoti luogotenenti. Dal mio punto di osservazione posso dar loro un segnale e obbediranno, eseguendo i miei comandi, rispettando i miei dettami e eseguendo le mie istruzioni. È una fonte di grande conforto guardare verso di loro e osservare la loro operosità nei miei confronti.

Guardo ad est e aggrotto le sopracciglia davanti alle legioni riunite che marciano verso di me. I malcontenti, i respinti, gli sciocchi e gli idioti, tutti quelli che hanno impugnato le armi contro di me e ora marciano nell’aspettativa di spodestarmi. Eppure altre linee si estendono da me a questi traditori. Linee viola scuro, quasi invisibili contro il firmamento glorioso, queste innumerevoli linee che hanno unito permanentemente a me questi trasgressori e mediante le quali io tiro, contorgo e strappo. Essi gemono, piangono e si lamentano del loro destino, ma non c’è speranza per nessun altro perché questi sono coloro che portano la macchia del tradimento, il putrido odore di sedizione sprigiona dai loro strambi contorni. Lasciateli venire, lascia che avanzino verso di me e io li osserverò mentre si infrangono contro la mia torre, come onde contro le rocce mentre vengono mandate a sparpagliarsi e dissolversi in così tanti spruzzi. Li osservo da lontano, talvolta che comandano ai miei luogotenenti di entrare nella mischia per circuire con lusinghe e dirigere, una miriade di oro e viola scintillanti e lucenti quando le linee si intrecciano. Ogni tanto il viola diventa dorato, quando con un mio dono paradisiaco concedo la mirabile gioia ai pochi eletti.

Guardo ad ovest e lì vedo te. Brilli di una tale gloria, la linea d’oro tra te e me che sprizza di effervescenza. Una linea spessa che ti si avvolge attorno ai polsi, al dorso e alla gola, che manda quella preziosa essenza verso di me. Ci sono giorni in cui quella connessione si oscurerà al viola della colpa, la linea spessa si allungherà e si assottiglierà, ma non si spezzerà mai. Ti guardo mentre cammini verso di me, a faccia in su, gli occhi estatici, le mani protese mentre la luce arde più luminosa e quelli che sono inferiori a me avrebbero difficoltà a tenere gli occhi su di te, ma io lo farò sempre. Anche se di tanto in tanto potrei distogliere la mia faccia da te, i miei occhi bui ti cercheranno sempre.

Ti osservo mentre cammini verso di me, i sostenitori, i luogotenenti, gli emarginati e te. Posso vedere tutto da questa posizione elevata mentre organizzo, dirigo e orchestro. So cosa vuoi. So cosa volete tutti, ognuno di voi.

Sono collegato a tutti voi, siete legati a me, alcuni più stretti di altri, alcuni con quelle catene che mordono e bruciano, altri che non sollevano obiezioni alla loro serica schiavitù, ma tutti sono legati a me. Ho fatto in questo modo. Volevo questo. Sono collegato a così tanti di voi. Ho una relazione con ognuno. La nostra vicinanza relazionale varia da estraneo a partner intimo, da seguace ad amico di cerchia ristretta, da collega a familiare e così via. Rapporti. Ne ho a centinaia e ne creo di più ogni giorno, protendendo i miei viticci d’oro e porpora per rimanere esattamente dove voglio essere – al centro della mia torre.

So perché vi dirigete tutti verso di me. Volete entrare in questa torre ed ottenere il permesso da me. Desiderate togliere il lucchetto al vasto cancello e passare attraverso l’imponente portale per permettervi di salire i tortuosi gradini di pietra, passando ogni volta senza ostacoli o complicazioni attraverso le molte porte e i molti cancelli che proteggono il mio santuario.

So che vuoi entrare nel mio santuario.

Alcuni di voi vogliono prendersi cura di ciò che si trova lì. Alcuni di voi desiderano possedere ciò che vi salta agli occhi. Alcuni di voi desiderano chiederne una parte ed esserne per sempre pervasi degli effetti. Alcuni di voi desiderano diffondere ciò che si trova in questo santuario. Alcuni di voi desiderano capire cosa si trova lì. Alcuni di voi desiderano distruggere ciò che viene rivelato.

Di qualsiasi cosa si tratti, le centinaia di relazioni che ho, non importa quanto lunghe, quanto solide e quanto stretto sia il legame o di quale altro tipo possano essere, tutti cercano di entrare nella mia Torre Relazionale e addentrarsi nel santuario.

Questo non può accadere.

Io ho fatto questa torre. L’ho costruita alta. Ho costruito le pareti profonde e spesse, fatte dalle pietre della negazione e le lastre di digressione tutte tenute al posto con la malta di carburante. Ho modellato le spesse assi della porta dalla proiezione, il legno imbullonato insieme attraverso la triangolazione e la serratura creata da uno sguardo d’acciaio e dalla risolutezza ferrea. Il pesante chiavistello che è posto su questa è nato dal trasferimento di colpa. Ho messo molte trappole e insidie all’interno di questa torre per impedire a chiunque di raggiungere il santuario. I gradini di pietra sono spalmati di vetriolo, le pareti sono piene di diffamazione, i calderoni attendono di riversare su di te la loro furia accesa e ti gettano in profonde fosse di disperazione. La pietra è così spessa che qui c’è solo silenzio, come se le pareti stesse ti stessero dando uno sguardo freddo e funesto. Tutto ciò che ho imparato verrà usato per ostacolare la tua progressione, intralciarti e ostacolarti in modo che tu non possa mai raggiungere quel santuario.

So che tutti voi volete andare lì. So che tu vuoi entrare nel profondo di me, nel mio santuario interiore, ma non posso permetterlo. Non oso. Non posso ammettere nessuno. Mai.

Ho costruito questa torre alta. L’ho costruita spessa. L’ho resa impenetrabile.

L’ho costruita per tenerti fuori.

L’ho costruita per tenermi dentro

Siamo sempre connessi ma finché rimango nella mia Torre Relazionale in così splendido isolamento, il mio santuario interiore resta protetto e pure io.

H.G. TUDOR

The Relational Tower

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📰 PERCHÉ NON PUOI RISOLVERE UNA DISCUSSIONE CON UN NARCISISTA?

Le dispute tra le persone sorgono sempre. Potresti definirlo un dibattito, una conversazione, un ragionevole scambio di opinioni, una discussione, uno scontro o una brutta lite. Questa definizione dipende molto dai soggetti dell’interazione.

Quando uno dei soggetti è uno di noi, un narcisista, sembra sempre che non si risolva mai, almeno, non per la sua soddisfazione (quella del non-narcisista).

Iniziamo comunque con una disputa tra due persone che non sono narcisisti. La persona A afferma che la persona B glu deve 50.000 sterline. La persona B nega di dover qualcosa. Se non riescono a risolverla tra loro, dovranno ricorrere ad altri mezzi per raggiungere un risultato, il che significherebbe invariabilmente andare in tribunale con il costo atteso in termini di tempo e denaro. La disputa è tuttavia in grado di essere risolta per dell’atteggiamento mentale dei due partecipanti.

L’atteggiamento mentale della Persona A è: “Preferirei 50.000 sterline, ma riconosco che per raggiungere una risoluzione dovrò accettare una somma minore. Finché questa somma minore è all’interno di un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

L’atteggiamento mentale della Persona B è: “Preferirei non pagare nulla ma riconosco che per raggiungere la risoluzione dovrò pagare qualcosa. Finché questo qualcosa si trova entro un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

Da questo si può vedere che esiste un potenziale per allineare gli atteggiamenti mentali delle parti. Nessuno dei due sarà del tutto felice, ma la disputa sarà risolta e potranno andare avanti con altre questioni. Se si accordano per 30.000 sterline, la persona A ha effettuato un recupero inferiore a quello che desiderava, ma più di niente. La persona B ha effettuato un pagamento che è più di quanto desiderasse ma meno di tutto. Le due persone hanno atteggiamenti mentali che sono in grado e compiono un allineamento e quindi vi è una risoluzione.

Questo esempio non narcisistico dimostra esattamente perché non vi è mai alcuna risoluzione (o almeno sembra così a te in quanto vittima empatica) quando si interagisce con la nostra specie. La ragione è che non vi è allineamento di interessi.

Prendiamo ad esempio una situazione tra narcisista e vittima. La vittima non sa di trovarsi in un intreccio romantico con il narcisista. La vittima è una Fonte Primaria Intima e il narcisista è un Narcisista di Medio Rango. I due hanno partecipato ad una manifestazione nel pomeriggio. Il narcisista si è sentito ignorato dalla IPPS e questo ha acceso la sua furia e ora il narcisista, per provocare e guadagnare carburante, ha accusato la vittima di flirtare con un membro del sesso opposto. La vittima sa che non lo ha fatto ed è sconvolta da questa accusa e anche sconcertata. Ne deriva una discussione.

Qual è l’atteggiamento mentale della vittima?

1. Come cercatore di verità, stabilire la verità che non ha flirtato con nessuno e il narcisista riconosce che non l’ha fatto.
2. Il narcisista si scusa per la falsa accusa.

Qual è l’atteggiamento mentale del narcisista?

1. Guadagnare carburante;
2. Affermare e mantenere la superiorità sulla vittima

Entrambe le parti hanno obiettivi completamente diversi.

I bisogni della vittima possono essere soddisfatti dal narcisista?

Il narcisista non ammetterà che l’accusa era una bugia perché emettere la menzogna sta facendo turbare la vittima, la fa arrabbiare e quindi fornisce carburante. Di conseguenza, il narcisista manterrà la menzogna per preservare la fornitura di carburante.

Il narcisista non si scuserà perché ammettere che il narcisista ha torto cederebbe la superiorità alla vittima. Metterebbe anche fine alla ferita/ turbamento/rabbia della vittima e quindi il carburante finirebbe.

Non c’è nulla che il narcisista possa ottenere nel realizzare ciò che la vittima vuole.

I bisogni del narcisista possono essere soddisfatti dalla vittima?

Sì, ma non in modo intenzionale dalla vittima. A causa del fatto che le vittime non sanno con cosa hanno a che fare, che non sanno di essere coinvolte con un nostro simile, che non capiscono il concetto di carburante o che abbiamo una prospettiva diversa rispetto a loro, la vittima non può decidere di continuare a dare carburante, né può decidere di concedere la superiorità al narcisista.

Invece, rimane legata da proprio atteggiamento mentale e dai propri desideri che sono la conseguenza del suo punto di vista. Lo vede come l’UNICO risultato che è giusto, perché dal suo punto di vista non ha flirtato, quindi non è in grado di capire perché il narcisista non può accettare che sia così. Non riesce a capire perché non si scuserà quando ha torto. Non sa che lui ha bisogno di continuare a estrarre carburante da lei. Non sa che ha bisogno di affermare e mantenere la superiorità su di lei.

Di conseguenza, continua a cercare di convincere il narcisista a considerare il suo punto di vista e ottenere le scuse. Questo non succederà. Lei non raggiunge la risoluzione che vuole. Inoltre, è sconcertata sul motivo per cui il narcisista non può raggiungere questa risoluzione quando sembra così ovvio (a lei) che lei ha ragione e lui ha torto.

La risoluzione non avverrà alle sue condizioni perché non sono allineate con ciò che il narcisista vuole. Invece, la risoluzione avverrà solo quando il narcisista è soddisfatto del carburante ricevuto (quindi la ferita è stata guarita e la furia accesa del narcisista si smorza) e la sua percezione di superiorità è stata raggiunta. Quindi lui interrompe la discussione allontanandosi, cambiando argomento o anche lasciando completamente perplessa la vittima suggerendo di uscire a cena insieme. Questo rapido passaggio dalla discussione a suggerire qualcosa di piacevole, quando (dal punto di vista della vittima) non c’è stata risoluzione, lascia la vittima perplessa e a bocca aperta a questo improvviso cambiamento.

Dal punto di vista del narcisista è del tutto logico. Si è rifornito di carburante e ha guarito la ferita, quindi la furia accesa diminuisce; in questo modo non ha bisogno di continuare a provocare nella discussione. Sente di aver fatto valere la sua furia perché la vittima è sconvolta, sembra sgomenta o avvilita. Ha raggiunto i suoi obiettivi che la vittima (involontariamente) ha soddisfatto. Finisce così la discussione. La vittima è perplessa perché dal suo punto di vista nulla è stato risolto. Se lei insiste, è probabile che fornisca Carburante di Sfida (vedi Rifornirsi, Combattere o Fuggire) e quindi a questo il narcisista reagirà deviando, negando, proiettando e tutta una serie di altre manipolazioni.

Di conseguenza, ogni volta che una vittima discute con la nostra specie, la vittima non si sente mai come se ci fosse una risoluzione perché i suoi obiettivi non vengono mai soddisfatti. Anche quando gli obiettivi del narcis
ista sono raggiunti e interrompe la manipolazione, la vittima, ancora comprensibilmente credendo che la questione sia irrisolta, continua ad andare avanti. Questo fa sì che il narcisista risponda alla sfida e quindi il narcisista vede la vittima come se mantenesse una discussione inutilmente.

È solo quando la vittima capisce che sta trattando con un narcisista e che noi adottiamo una prospettiva completamente diversa, il che modifica gli obiettivi che cerchiamo dalla discussione, che la vittima può ottenere un risultato alternativo. Armata di questa conoscenza, la vittima può:

1. Dichiarare la sua causa una volta così sa di averlo fatto, non esternare alcuna reazione e ritirarsi;
2. Dichiarate la sua causa una volta, esternare una reazione positiva per alimentare il narcisista evitando di sentirsi costernata e ferita nel tentativo di raggiungere un risultato che non può mai raggiungere; o
3. Ritirarsi, preferendo non attaccare e risparmiarsi il fastidio di essere sottoposta a ripetute manipolazioni a causa dei diversi secondi fini di vittima e narcisista.

Una volta che avrai acquisito il potere con questa comprensione del perché non raggiungi mai una risoluzione con noi, ti avvicinerai a tali intrecci in modo completamente diverso ed edificante.

H.G. TUDOR

Why Can’t You Resolve An Argument With A Narcissist?

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👤 PUTTANA

Dimmi, come ci si sente ad essere così puttana? Come ti fa sentire? Sei orgogliosa di te stessa? Sei contenta di ciò che sei diventata? I tuoi genitori sono orgogliosi di ciò che la loro figlia o figlio ha fatto con la loro vita, diventare questa cosa che si prostituisce così regolarmente e senza alcun senso di vergogna? Se solo lo sapessero eh? Se solo conoscessero i retroscena, vai per ottenere quello che vuoi. Dev’essere un’esistenza superficiale, non credi? A sapere che a nessuno piaci veramente, che tutto l’amore, l’affetto, l’amicizia, la gentilezza e la gratitudine devono essere comprati e pagati. Che vita vuota deve essere? So che sei molto brava in questo. Io te lo darò. Sei una professionista quando si tratta di svolgere questo ruolo. Devo ammettere che a volte lo guardo con uno strano tipo di, beh, suppongo che sia rispetto vero? Sì, rispetto per il modo in cui svolgi il tuo ruolo. Tu sai cosa dire non è vero? Quelle parole ti vengono facilmente, ma dev’essere così perché le hai usate abbastanza spesso su altre persone. Sei un criminale seriale se viene detta la verità ed è per questo che l’epiteto di puttana è così appropriato. Sai cosa dire solo per ottenere ciò che vuoi. Sai quando dirlo, cosa dire e come dirlo, proprio come una prostituta che mette in mostra la sua merce in una vetrata di Amsterdam. Hai elaborato il tuo lato migliore, il tuo atteggiamento più accattivante e li hai fatti accorrere ogni volta. Sono impressionato da questo; Devo dirlo. Lo fai sembrare così reale. Mi hai fregato, non c’erano dubbi. Hai usato la tua esperienza e sei competente nell’intensificare la sensazione, quindi è meglio di qualunque altra cosa. Probabilmente è meglio della realtà. So che stai solo facendo il tuo lavoro ma sono prudente con te, sarei uno stupido se non lo fossi, però ci sono un sacco di individui là fuori che ci cadranno in continuazione. Non uscirai fuori dal business, niente affatto. Avrai un flusso costante di persone disposte a versarsi zucchero nelle orecchie, a sentire quelle parole smielate che escono da quelle labbra così invitanti. E le promesse, oh le promesse. Così difficile resistere, così allettante, così eccitante. Alla fine reclamano la tua attenzione. Lo trovo strano in un certo senso perché ti stai vendendo ma in realtà non devi venderti, vero? Vengono da te. Si affollano a frotte, attratti dal tuo richiamo di sirena e tu accetti sempre. Dai sempre loro esattamente quello che vogliono. L’hai fatto con me. Sapevi quello che volevo e me lo hai fornito, in abbondanza. È stato sensazionale e mi hai preso all’amo così io non lo volevo da nessun altro. È davvero potente.

Ad ogni modo vorrei sapere come ci si sentiva. Come ci si sente a vivere in questo modo? Come ci si sente a sapere che è tutto uno spettacolo, una performance e non è reale? Com’è essere così superficiale? Ti importa almeno? Forse no, dopotutto stai ottenendo quello che vuoi, vero? Bene, in effetti entrambi siamo così, entrambi dovremmo essere contenti di questo, ma perché io non lo sono? Perché mi sento usato? Pensavo di essere quello che aveva il controllo, pensavo di essere quello che prendeva le decisioni eppure mi sembra sempre di lasciare il controllo a te. Pensavo di essere stato io a suonare la melodia e che tu danzassi a quella, allora non funziona sempre così vero? Vorrei poter capire perché era così. Mi fai sentire come te a volte, o per lo meno mi fai sentire come immagino ti senta tu, squallida, usata, sporca, una sgualdrina.

Suppongo che non dovrei essere sorpreso. Questo è tutto ciò che sai non è vero? È così che ti sei dovuta adattare, è così che devi assicurarti di sopravvivere facendo in modo che le persone facciano ciò che vuoi, per farti apprezzare, per farti adorare e amare da loro. Mi chiedo, per quanto tempo continuerai così? È così che andrà sempre? È questo che sei costretta a fare per il resto della tua vita, cercare una soluzione tra i capricci della tua esistenza facendo sempre ciò che l’altra persona vuole. Hai bisogno di compiacere, vero? È così che sopravvivi. Esisti solo attraverso il consenso e i desideri degli altri. Puoi pensare di esercitare il potere, puoi pensare che il piacere, il compiacere a tutti i costi, la gioia, l’estasi e la felicità facciano parte del tuo dono, ma tu sei obbligata a fornire quelle cose perché se non lo fai non sei niente. Tu non sei niente. Niente senza di me. Niente di niente. Ti ho resa quello che sei, hai bisogno di me anche se tu mi dirai che io ho bisogno di te. Forse abbiamo bisogno l’uno dell’altra? Non mi piace pensare che sia così perché devo essere io quello che prende le decisioni, che muove i fili e che ottiene quello che vuole. Io comando e tu esegui. È così che dev’essere, no?

Quindi, continua a fare ciò che sai fare meglio. Continua a immaginare che le persone ti amino davvero, che le persone ti apprezzino davvero e che vogliano stare con te perché sei così meravigliosa e deliziosa. Sono le tue prestazioni che vogliono e faresti meglio a non dimenticarlo. Farai meglio a ricordare che sei legata ai loro desideri. Tu balli alla melodia e la persona che paga il suonatore suona la melodia. Ma tutti pagano, no? Il pagamento è tutto ciò che conta e tu ti assicuri sempre di essere pagata. Non vieni mai imbrogliata, presa con la forza o a sconto. Non farai nulla senza avere il tuo pagamento e ti assicurerai di ottenere il prezzo pieno per i tuoi favori, vero? Niente gratis. Tutti pagano. Niente perché vuoi farlo o senti che dovresti. È tutto dietro pagamento. È tutto ciò che vuoi, il pagamento per te stessa.

Puttana.

Ti odio.

H.G. TUDOR

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