📰 RIDURRE LE DISTANZE

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È difficile resistere alla tentazione di raggiungerci, no? Non importa quanto grande sia la tua determinazione, quanto sei radicato nella tua posizione di mantenere il no contact e di stare lontano da noi, rimane sempre quel desiderio di contattarci. Questo è ovviamente qualcosa che abbiamo progettato, un dispositivo pre-meditato che è stato messo a punto per assicurarci che siamo divampati ripetutamente nella tua mente. Questo è l’effetto dell’onnipresenza. Quell’addio supplementare manipolativo con cui ti lasciamo. Sia che ti escludiamo o che tu abbia preso la decisione coraggiosa di esorcizzarci dalla tua vita, l’effetto di questa onnipresenza è difficile da controllare. I vari suoni, i gusti, le foto e i profumi che portano immediatamente un ricordo di noi – invariabilmente un ricordo piacevole e felice – sono stati tutti inseriti nella tua vita e nella routine quotidiana in modo che tu non possa suonare un determinato brano musicale, mangiare un determinato pasto, andare in un determinato posto o anche guardare determinati panorami senza quella chiara memoria cristallina che si forma nella tua mente di quel tempo meraviglioso ed eccitante che abbiamo vissuto insieme durante il periodo d’oro. Questi ricordi evocano emozioni potenti e forti, sia buone che cattive e questa è esattamente l’intenzione. L’effetto dell’onnipresenza ti fa pensare a noi. La maggior parte delle persone sono creature emotive e la natura delle nostre vittime, essendo individui empatici, implica che sei posseduto da un’emozione più grande rispetto agli altri. Ancora una volta, è stato intenzionale. Essere governati dall’emozione significa che invece di dissipare istantaneamente il pensiero di noi, permetti al ricordo di formarsi e sbocciare mentre ne assapori di nuovo l’effetto. Puoi sentire la nostra voce mentre ti ricordavamo quanto ti amavamo. Adesso sai che era una falsa dichiarazione, ma l’emozione che attraversa il tuo corpo provoca ancora una reazione dentro di te e crea l’idea che forse ti amiamo ancora. Potrebbe essere così vero? Quindi una domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Una canzone particolare può essere trasmessa alla radio. Hai preso la saggia decisione di cancellare tutte quelle playlist che abbiamo creato per te da iTunes in modo da non essere tentato di rimuginare se quelle canzoni memorabili venissero riprodotte di nuovo. Nonostante questa eliminazione non puoi legiferare su ciò che viene suonato alla radio e la tua mano raggiunge il tasto di spegnimento ma non puoi fermare la canzone quando le prime note vengono suonate e ti viene immediatamente ricordato come suonavamo quella canzone mentre ti conducevamo per mano in camera da letto, pronti a far la pace dopo che avevamo discusso e litigato. Quando sentivi quella canzone la consideravi sempre come una specie di offerta di pace presentata da noi per risolvere il conflitto. Non ti rendi conto che l’abbiamo considerato uno strumento per manipolare le tue emozioni allo scopo di attingere ulteriore carburante da te, ma ci siamo accontentati di permetterti di interpretarlo come volevi. Tutto ciò di cui avevamo bisogno era la tua reazione emotiva. Mentre ascolti la canzone, in piedi nel salotto, i tuoi occhi si spostano sulla sedia dove ci sedevamo sempre mentre guardavamo la televisione o leggevamo un libro. Non puoi fare a meno di chiederti, ancora una volta, dove è che è andata male? Perché ti abbiamo trattato così? Un’altra domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Può anche accadere che tu stia verificando le tue finanze e mentre controlli i tuoi estratti conto bancari per segni di attività insolite, i tuoi occhi cadono su quell’ordine mensile di addebito diretto o permanente che abbiamo creato quando abbiamo istituito un debito a nome tuo. Sei rimasto con questo debito, anche se ce ne siamo andati da tempo. Il costo ti causa problemi e va solo ad esacerbare gli altri problemi finanziari con cui ti abbiamo lasciato. Sai che dovresti cacciare via il pensiero dalla tua mente ma è così difficile. La logica cerca di dirti di metterlo da parte, uccidere il pensiero e una volta morto seppellirlo, ma l’emozione che sorge non ti permetterà di farlo. La rabbia aumenta e accartocci l’estratto conto, le tue mani tremano per la rabbia per come ti abbiamo ferito, per come abbiamo preso la tua fiducia e ne abbiamo abusato, per come ci hai dato tutto, assolutamente tutto nella ricerca di questo presunto amore perfetto e invece noi l’abbiamo fatto a pezzi, lo abbiamo calpestato, l’abbiamo rinnegato e te l’abbiamo gettato in faccia. Come osiamo prendere il tuo amore e trattarlo in questo modo? Chi pensiamo di essere? Vuoi fare le cose per bene e dirci alcune verità spiacevoli. Ci sono affari in sospeso da risolvere.

Ecco come funziona. Vogliamo che tu continui a pensare a noi, vogliamo che tu ci contatti oppure vogliamo che tu sia vulnerabile al nostro contatto a un certo punto, sia che si tratti di una settimana o di un decennio più tardi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo l’onnipresenza così ti ricorderai di noi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo una situazione in cui tu hai bisogno di contattarci. Vuoi chiederci perché ti abbiamo trattato in questo modo, vuoi sapere se ti abbiamo davvero amato o no, vuoi sapere se siamo felici con la nuova persona che abbiamo tra le braccia e che cosa ha che tu non hai? Vuoi l’opportunità di lanciarti in una predica e darci una bella strigliata. Ci sono domande senza risposta e affari incompiuti e questo rende così difficile per te resistere. Sai che non dovresti interagire con noi, ma vuoi scoprire perché abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto, perché siamo semplicemente spariti e ti abbiamo lasciato a farti domande e meditare. Vuoi capire perché ti abbiamo trattato così male quando tutto ciò che hai fatto è stato amarci, perché nel tuo mondo non ha senso. Questi due elementi; l’onnipresenza e l’affare incompiuto si traducono nella tentazione di raggiungerci dato che è molto difficile resistere.

Se sai dove siamo, se senti che siamo di nuovo in città, se sai che c’è un evento imminente a cui parteciperemo dove ci sarai anche tu, il desiderio e la necessità di contattarci ancora incombe. Prometti a te stesso che manterrai la calma, giuri che farai solo le domande e otterrai le risposte (anche se ovviamente non lo farai – non te le daremo perché vogliamo tenere quella carota penzolante), ti impegni a non cadere in preda al nostro fascino. Queste buone intenzioni invariabilmente vacilleranno perché quando ci raggiungi, sperando di mettere a posto i pezzi di questi affari incompiuti, ci stai permettendo di prenderti di mira ancora una volta, di raggiungere il nostro sacco di fascino e cercare di riportarti ancora una volta nel nostro mondo. Potresti pensare che una volta morso due pauroso, ma il nostro morso è sia delizioso che mortale e attraverso queste manipolazioni cerchiamo sempre di portarti a volere di più. Potrebbe esserci una distanza tra te e noi, ma c’è sempre la possibilità di colmare questa distanza e riprendere il nostro rapporto ancora una volta.

H.G. TUDOR

Bridging the Gap

📰 ONNIPRESENZA

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L’onnipresenza. Un elemento estremamente importante della relazione narcisistica. Dobbiamo crearla al fine di assicurarci che tu sia impossibilitato a voltare pagina e per massimizzare le nostre prospettive di eseguire con successo un recupero post fuga o post scarto. L’onnipresenza è l’atto di far sembrare come se fossimo ancora con te, anche se non siamo vicini fisicamente. È uno strumento necessario in modo da rimanere nei tuoi pensieri incombere nei tuoi ricordi e permeare ogni giorno mentre tu provi a sopravvivere senza di noi. L’onnipresenza è altamente efficace perché è intrecciata nel tessuto del nostro coinvolgimento così che infetta tutti i tuoi sensi. Vogliamo che tu ci senta quando ascolti qualche musica, vogliamo che pensi a noi quando c’è un certo profumo nell’aria, vogliamo che ci rievochi quando vedi qualcosa di particolare o guardi un film, vogliamo che ti ricordi di noi quando le tue dita si avvolgono intorno ad un particolare oggetto e vogliamo che ci avverti con te quando assapori qualcosa da bere oppure un pasto. Non vogliamo soltanto che il nostro ricordo salti fuori da un solo punto ma da richiami continui di ciò che avevamo insieme.
Sostanzialmente l’onnipresenza viene creata in modo che ricordi il buono, così tu ritorni al periodo d’oro e sperimenti quel senso di nostalgia che ti fa rompere il no contact. Ci sono momenti dove può essere anche un richiamo ai brutti tempi per quanto sia più raro e potrebbe essere fatto e attivato con il proposito di recuperi maligni.

Cosa succede nella nostra mente quando viene creata l’onnipresenza? È un atto conscio? Lo pianifichiamo? Consideriamo il modo migliore per ottenerla o è solo una pura coincidenza che accade, un risultato delle potenti emozioni che evochiamo in te che semplicemente sono state impresse con una certa banalità e per circostanze ordinarie? Sei colpevole della creazione dell’onnipresenza per esserti innamorato così profondamente ed intensamente di noi che hai posto un simile accumulo emotivo in certe canzoni, eventi e luoghi? È tutto pianificato ed orchestrato, un oscuro grande disegno che viene tirato fuori come parte della nostra costante e calcolata manipolazione verso di te?

Il Narcisista Inferiore, come potresti aspettarti, crea l’onnipresenza meno potente. Questo consegue da due fattori. Il primo è che non agisce tramite calcolo ma piuttosto tramite istinto. Saprà che darti un nomignolo, scegliere “la nostra canzone” e mandarti qualche regalo è parte di come dovrebbe procedere il romanticismo ma pensa poco a come questo avrà impatto su di te. Secondariamente, la tessitura dell’onnipresenza avviene attraverso la fase di seduzione come conseguenza della creazione di tutti questi meravigliosi ricordi. L’Inferiore non fa molto love bombing ma piuttosto tiene la belva sottochiave durante il periodo d’oro (che nel caso del Narcisista Inferiore sarebbe meglio chiamare periodo di bronzo). Dato che è meno sulla modalità del love bombing ne consegue che l’onnipresenza viene seminata meno. Però il Narcisista Inferiore ottiene un vantaggio netto sulle altre due scuole come conseguenza di questo approccio. La scarsità di elementi dell’onnipresenza implica che quando ne incontri uno ha una risonanza particolare. Potrebbe non essere stato eccessivamente romantico durante la seduzione ma il fatto che ha cucinato per te qualche muffin al cioccolato e sono diventati il suo piatto forte fa sì che il ricordo sia particolarmente forte su questo punto. Il fatto che abbia ballato solo un lento con te su una particolare canzone fa sì che se dovessi risentire quella canzone ancora, la reminiscenza del ballo guancia a guancia è effettivamente potente. Nulla di questo deriva dal calcolo.
L’inferiore fa il minimo indispensabile quando seduce. Proseguendo, quando hai a che fare con il Narcisista Vittima (che di solito è Inferiore e occasionalmente Medio) contribuisci davvero alla creazione dell’onnipresenza. Questo accade perché hai fatto certi piatti che ha gustato e quindi se li dovessi fare ora, ti ricorderai di quanto ti abbia fatto i complimenti per aver fatto quella torta deliziosa o quelle gustose lasagne. Potrebbe essere che ogni Domenica facesse il suo bagno settimanale e tu gli strofinavi la schiena e gli lavavi i capelli, assecondando quell’istinto materno che molti Narcisisti Vittima richiedono. Ogni settimana alle 7 di sera della Domenica sarai portato a pensare che fosse il momento in cui ti prendevi cura di lui in bagno. Quindi le richieste e le necessità dell’Inferiore diventano di per sé una forma di onnipresenza.

Il Narcisista Medio, similmente manca di consapevolezza, non sa che sta creando l’onnipresenza. Tuttavia sa abbastanza di sé da comprendere che fare un buon sforzo durante la seduzione gli farà vincere il premio che richiede e farà buon uso di tutti gli effetti tangibili che arrivano nel creare l’onnipresenza. Li seminerà nel corso della seduzione. Si impegnerà a rispecchiare ciò che ti piace e ciò che non ti piace ma userà anche la sua abilità di evocare pietà con buoni risultati nella creazione dell’onnipresenza. Ad esempio, potrebbe selezionare certe canzoni che afferma che rappresentano il suo desiderio per te. In realtà potresti non amare molto quelle canzoni, forse sono di un genere musicale differente di quello che a te piace, ma sei comunque contento del fatto che si sia preso il tempo di mandarti quelle canzoni e renderlo parte di ciò che costituisce il “tu e lui”. Pertanto, quelle canzoni acquistano una risonanza particolare dato che diventano rappresentative della relazione. Non puoi sopportare di dirgli che trovi Luther Vandross o Michael Bublè sdolcinati, si è intrufolato dentro di te tubando smorfiosamente, così non avete protestato e avete concesso loro di intessere una relazione finché gli importava. Il Narcisista Medio mette particolare enfasi nel corteggiare la sua vittima (laddove il Superiore stupisce le vittime con la sua magnificenza) e come parte di questo corteggiamento fa in modo di apparire presentabile, porta la vittima in posti speciali e la tratta bene, offrendo regali e altri favori. Tutto di questo corteggiamento va a creare l’onnipresenza che è un felice effetto collaterale del comportamento del Narcisista Medio.

Il Narcisista Superiore progetta per stabilire l’onnipresenza nelle sue vittime. Conosce la sua qualità di indurre dipendenza e vuole che tu lo diventi. Deliberatamente si accerta di cosa ti piace non solo per rispecchiarti il più perfettamente possibile ma anche per ottenere munizioni per lo scopo di creare la presenza costante. Il Superiore sa che perché l’onnipresenza sia efficace deve coinvolgere i cinque sensi ed essere impressa sistematicamente così che la vittima venga condizionata. Il Narcisista Superiore sa anche che più grandioso è il gesto e naturalmente per lui si tratta tutto di grandiosità, più è probabile che abbia l’effetto di lasciare il segno. Tramite la combinazione di questo, insieme alla ripetizione e alla vastità e la profondità dell’uso di tutti i cinque sensi, l’onnipresenza creata dal Narcisista Superiore è davvero formidabile. Il Superiore va anche oltre perché non solo inquinerà il luogo dove vivi con moltissima onnipresenza ma si impegnerà per infettare anche altri posti. Il posto dove lavori, il posto dove mangi, il posto dove ti piace comprare, passeggiare, andare in bicicletta e così via. Durante la seduzione, ogni volta che il Superiore fa qualcosa di nuovo con la sua vittima cercherà di imprimere la sua presenza nell’evento. Potrebbe essere incidere le iniziali su un albero sotto il quale siete stati seduti a tenervi per mano, potrebbe essere nominare il panorama dietro di voi mentre vi fermate durante un giro con la mountain bike. Potrebbe essere chiedere al barman di creare un cocktail con il tuo nome o assicurarsi che tu venga riconosciuto e chiamato per nome dal maitre in posti di un certo livello.

Il Superiore sa esattamente cosa sta facendo quando crea l’onnipresenza. Non solo, lo ha fatto così tante volte con le altre vittime che sa che è efficace. Ha già un modello che applica. Un modello di canzoni, fragranze, tessuti, posti e gusti che usa per ogni vittima. Potrebbe variare alcuni degli elementi all’interno di questo modello, ma spesso sono gli stessi. Si assicurerà che il suo profumo sia distinto e inusuale, che ci siano canzoni chiave che incarnino la relazione, all’inizio lascerà da te un particolare indumento che sia piacevole da toccare, si assicurerà che ci siano locali, ristoranti, passeggiate e cose simili che siano marchiati. Questo imprinting continuerà in camera da letto dove forse svelerà una particolare parola o frase che è inusuale (per te) che usa al momento dell’orgasmo (tuo o suo) o come parola di sicurezza.
Sussurrerà qualcosa nel tuo orecchio e ti toccherà in modo particolare, quando associa la musica farà allo stesso modo per far sì che le tue sensazioni siano amplificate così quando ascolti quella canzone, non solo penserai al Superiore ma sentirai la sua voce nel tuo orecchio e il suo respiro sul tuo collo. Tutto questo è calcolato e pianificato, anche se potrebbero non esserci grandi differenze tra ciò che viene applicato per ogni vittima. Dopotutto, se funziona ed è efficace, continuerà con quello.

H.G. TUDOR

EverPresence

👥 VULNERABILE

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Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

Vulnerable

👥 UNA COSA PORTA ALL’ALTRA

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

One Thing Leads To Another

👤 TUTTA SOLA

 

ALL-ALONE-1Hai mai avuto la sensazione che qualcosa non quadra? Cos’era quel rumore che hai sentito solo ora? Era un sogno o era realtà? Sembrava un motore. Un motore profondo e rauco che riconosci e che hai sentito molte volte. Ti siedi sul letto e vedi che sono quasi le tre del mattino. Pieghi la testa e ascolti, le orecchie tese per quel suono familiare e spaventoso. Non senti niente. Forse il motore è stato spento e quel veicolo ora è rimasto ad aspettare fuori. Sono io, dici, nella pozza di oscurità gettata da un recinto, vigile e che osserva la tua casa? Quella nodosa sensazione fa presto ad afferrarti lo stomaco mentre lentamente emergi dal letto. Ti muovi attentamente sentendoti come se il fruscio del piumone o i tuoi piedi nudi sul pavimento emettessero un suono che io potrei sentire. Sai che è sciocco perché il mio udito non è così acuto, ma ti trovi sui carboni ardenti e di conseguenza ti muovi nello stesso modo. Ti dirigi verso la finestra dove le tende sono tirate. Hai voglia di gettarle indietro con un movimento improvviso sperando di farmi saltare. Vedi un’immagine della mia faccia premuta contro la finestra, sbirciare diabolica, prominente e snervante. Con cautela, sposti leggermente la tenda e guardi attraverso lo spazio. Il tuo campo visivo è limitato e non puoi vedere tutto ma il mio veicolo non sembra essere lì. Sto guardando quelle tende che una volta ero solito tirare delicatamente? Oppure mi aggiro per l’esterno della tua casa, alla ricerca di una finestra aperta o di una porta non chiusa a chiave? Hai trattenuto il respiro, non osando respirare, il tuo cuore che batteva forte e ti rimbombava nelle orecchie e ti chiedi se hai scambiato quel suono con quello del motore della mia auto, ma tu sai cosa hai sentito. Forse ero appena passato? Quante volte hai visto una Mercedes nera antracite con la coda dell’occhio mentre passeggiavi per i negozi, andavi in un bar o uscivi dal lavoro? Il tuo cuore salta ogni volta che ne vedi una e i tuoi occhi guizzano sulla targa per verificare se è la mia macchina. Naturalmente, ora potrei aver cambiato auto. Non lo sai per certo. Vuoi passare davanti al luogo in cui vivo e accertare che macchina guido in modo da poterla tenere d’occhio, ma temi che io possa vedertelo fare e trovare soddisfazione dalla tua apparizione. Qualcosa non quadra. In questi giorni sperimenti spesso questa sensazione. Ti si drizzano i capelli sul collo quando senti di essere osservata. Quando stai per uscire dall’ufficio, stai in piedi dietro il vetro e l’acciaio a scrutare la piazza fuori per vedere se sono lì. Pensi di avermi visto due volte ma poi me ne sono andato, evidentemente in allarme per aver percepito la tua presenza. Una volta ti incamminavi tranquillamente dal tuo posto di lavoro al parcheggio, ma ora ti affretti, sperando di non essere individuata e sperando che la tua auto non sia stata manomessa. I tuoi occhi seguono la stessa procedura. Danno uno sguardo ai finestrini per assicurarsi che non siano stati distrutti. Guardi il parabrezza per vedere se un biglietto pieno di odio si trova nascosto sotto uno dei tergicristalli. Ce ne sono stati molti anche se sono sempre stampati, quindi non sei mai stata in grado di dimostrare che arrivavano da me (non ne saresti in grado comunque – li ho stampati al PC di un luogotenente non al mio, non sono un dilettante). I tuoi occhi guardano l’esterno della carrozzeria in cerca di segni di graffi, ammaccature e fari rotti prima di controllare lo scarico e le gomme. Non entri mai senza assicurarti che nessuno sia in agguato sul sedile posteriore e una volta dentro blocchi le porte con la chiusura automatica e poi ti concedi di respirare.

C’è qualcosa di strano. È la stessa sensazione di quando vai da qualche parte da sola. I tuoi passi sono frettolosi, occhiate furtive lanciate dalla tua spalla, i vicoli controllati, mentre cammini lungo il marciapiede, lontana da cancelli e siepi. Attraversi la strada quando una figura oscura cammina verso di te. Spesso hai qualcuno che ti accompagna ma non sempre è possibile. Tiri leggermente la tenda da una parte per aumentare il campo visivo. Puoi vedere tutto alla sinistra della tua casa, ma nulla sembra essere fuori posto. Guardi verso la strada ma non riesci a vedere nessun veicolo, ma di nuovo potrei essere parcheggiato dietro l’angolo e ora essere in piedi all’ombra di un albero a guardare il tuo viso pallido che sbirciava fuori. Guardi il tuo cellulare, sempre carico e pronto, e pensi di chiamare la polizia, ma cosa diresti loro? Che pensi di aver sentito il motore della mia macchina? Sono stati in giro una volta questa settimana e anche se sono sempre educati, hai l’impressione che gli ufficiali stiano cominciando a pensare che senti e vedi cose. Puoi dirlo. Le loro garbate rassicurazioni non mascherano del tutto i toni rassegnati con cui parlano. Dovresti chiamare la polizia? Potrebbe essere una cosa sensata. Anche se sto osservando, l’arrivo di una macchina di pattuglia dovrebbe farmi scappare di corsa, e se venissi beccato mentre sto fuori in agguato in questo momento? Sarebbe bello. Poi di nuovo, forse dovresti aspettare di avere qualche prova concreta, finché non mi vedi e poi dovresti chiamare. Non vuoi che la polizia ti etichetti come una perditempo, ma qualcosa non quadra.

Cambi posizione in modo da poter guardare a destra e maledici silenziosamente una piega nella tenda che ti copre la visuale. Dovrai tirarla da parte e questo sicuramente mi avviserà della tua presenza. Con la mano tremante, muovi la tenda e poi ti sporgi in avanti per poter guardare oltre il giardino. Con disinvoltura esperta lasci che i tuoi occhi si spostino sul giardino, sul muro e sul recinto, alla ricerca di forme estranee. I tuoi occhi si fermano su qualcosa nell’angolo del giardino, dove il muro e la recinzione si incontrano, una pozza d’ombra. C’è una figura lì? Guardi fissa, mentre gli occhi si abituano all’oscurità e aspetti. Ti senti stordita mentre osservi cercando di vedere se quella forma nera come l’inchiostro sono io o solo l’immaginazione che in questi giorni sembra essere fuori controllo. No, non riesci a vedere nessuno. I tuoi occhi controllano di nuovo il giardino dal tuo alto punto di osservazione ma non vedi nulla. E se fossi sotto la finestra, stretto contro la porta d’ingresso e nascosto alla vista? E se fossi andato in giro attorno al retro della casa? Hai chiuso a chiave il cancello laterale, vero? Non riesci a ricordare. Pensi di averlo fatto ma hai ripetuto così tanti controlli prima di ritirarti di notte che è diventato qualcosa di sfocato. Tutti i cancelli devono essere controllati, le finestre chiuse a chiave con le chiavi tolte – anche durante l’estate sopporti il caldo invece di tenere le finestre aperte. Le maniglie delle porte vengono testate due volte e altre due volte. Porte francesi tirate e spinte per assicurarsi che siano sicure. È un rituale notturno ma necessario. Un amico ti ha suggerito un cane, ma chi si prenderebbe cura di lui mentre sei al lavoro? Una volta ti sentivi al sicuro qui, soprattutto quando vivevo qui con te, ma ora non più e trasferirsi, col mercato attuale non è un’opzione. Forse un inquilino sarebbe la soluzione? Il denaro sarebbe ben accetto e anche la compagnia, ma questa è la tua casa e non sopporti di essere costretto a fare questi passi per la mia insistente presenza.

Ogni giorno quando torni dal lavoro spazzi la casa assicurandoti che non c’è stato nessuno che è entrato durante il giorno. Cerchi qualcosa che è stato spostato o è fuori posto, il che indica che un dispositivo o una videocamera potrebbero essere stati collocati nel tuo salotto o in camera da letto. Eri contenta di aver cambiato subito le serrature quando tutto è andato a rotoli. Dovresti avere il posto perfettamente spazzato. Eri solita passeggiare per la casa nuda ma ora non più, ti senti persino a disagio a stare nella doccia, quando guardi nervosamente verso l’alto in cerca della luce rossa che denota che una telecamera è stata collocata su una mensola e tu vieni osservata. Ora in nessun posto ti senti al sicuro da me. Il tuo sonno è frammentato e questo ti ha portato a lottare per valutare se le tue paure sono reali o immaginate. Ci sono ancora troppe chiamate anonime, messaggi vuoti da numeri sconosciuti e strani messaggi in segreteria lasciati al lavoro. Sai che sono ancora là fuori da qualche parte e non hai idea di cosa potrei fare.

Non riesci vedere nessuno fuori e rifletti se dovresti controllare il retro, ma hai davvero bisogno di dormire. Ti abbassi e ti siedi sul bordo del letto, ascoltando qualcosa, qualsiasi cosa. Ti viene incontro solo il totale silenzio. Nessun motore vibrante, nessun rumore di passi sul vialetto esterno, nessun avanzare di soppiatto su per le scale, nessun vetro infranto, nessuna porta forzata. Continui a guardare fuori ma nulla si muove. Forse era un sogno? No, hai sicuramente sentito quel singolare ruggito del motore ma forse era più lontano o qualcun altro con la stessa macchina. È possibile non è vero? Il tuo respiro si fa più lento e inizi a convincerti che si trattava di un altro falso allarme. Tuttavia, hai quella sensazione che ci sia qualcosa di strano. Ti senti come se io fossi stato vicino. I tuoi occhi si lanciano verso l’armadio, la mente improvvisamente è riempita dal pensiero che ci sia io dentro, a spiare attraverso le antine e a divertirmi per la tua espressione paurosa. Cerchi di distogliere il pensiero ma non puoi. Un’improvvisa palla di rabbia si forma dentro di te e con un grido salti su, apri le porte dell’armadio e infili le mani negli indumenti, spingi e tiri ma trovi solo vestiti e top, abiti e maglioni appesi con cura. Non sono lì. Chiudi le porte e ti butti di nuovo nel letto, saltandoci sopra, come una bambina spaventata che deve correre dalla porta al letto, così i mostri sotto il letto non le afferrano le caviglie. Una volta in quel letto, sei in un bozzolo di sicurezza. Ti tiri il piumone sopra la testa e ti sdrai lì, raggomitolata in una palla, imprecando contro di me e respirando affannosamente.

Alla fine emergi, la faccia accaldata dal respirare sotto il piumone e sei grata per l’aria fredda della tua stanza. Ti sdrai di nuovo e permetti a te stessa di srotolarti gradualmente, le orecchie continuano ad ascoltare un suono ma non ne arriva nessuno. Guardi l’orologio e vedi che ora sono le 3-15 del mattino e dovresti davvero dormire. Rotoli di lato e aggiusti il cuscino, pregando che il sonno ti faccia presto visita. Se solo la sensazione che ci sia qualcosa di strano ti lasciasse.

Arriva il mattino e tu esci dal letto con gli occhi gonfi, ma grata di avere almeno dormito. Ti occupi della tua solita routine in bagno prima di vestirti e scendere le scale pronta a preparare la colazione. Mentre scendi le scale ti fermi e vedi qualcosa che giace sul tappeto sotto la buca delle lettere alla porta d’ingresso. È quadrato e di plastica. Sono solo le 7 e il postino non c’è ancora stato, anche se non hai sentito nessuno che metteva qualcosa nella cassetta delle lettere. Sali lentamente le scale mentre quella sensazione di qualcosa di strano ti opprime. Vedi che è una custodia di CD che è stata depositata. Non è giusto. Nessuno ha preso in prestito qualcuno dei tuoi CD. C’è qualcosa che assolutamente non quadra. Con lo stomaco in sobbuglio e il respiro affannoso, il cuore martellante e la nausea crescente, prendi il CD e lo giri per leggere la copertina.

The Police: Every Breath You Take (Trad. “Ogni volta che prendi respiro “ n.d.t.)

Quella era una delle tue canzoni preferite, non è vero?

Finché non ti ho detto cosa significava davvero il testo.

H.G. TUDOR

All Alone

👥 IL NARCISISTA CONOSCE LE TUE DEBOLEZZE

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Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

The Narcissist Knows Your Weaknesses

👤 SENZA SOSTA

RELENTLESS

È una bella giornata. Il tipo di giornata che sembra piena di possibilità. Il sole splende nel firmamento blu, il canto degli uccelli riempie l’aria come il profumo dell’erba e dei fiori, e l’ottimismo passa lentamente. Tu stai alla finestra e guardi attraverso la vista del tuo giardino ben curato e poi dei campi al di là, che estendono verso le colline in lontananza. Il tuo tempo è di tua proprietà e stai considerando non solo quello che farai in questo splendido giorno, ma qual’è il prossimo per te e per la tua vita. In che direzione lo porterai? Dove dirigerai la tua buona nave? Ci sono state delle acque agitate in passato, ma le hai navigate e hai gettato via quel carico inutile che ha minacciato di affondarti ed ora eccoti qua con così tante scelte, così tante opzioni e opportunità a tua disposizione, senza ostacoli da parte di altri che potrebbero cercare di importi i propri valori e le proprie decisioni. Tu sei la libertà personificata anche se devi ammettere che ci sono momenti in cui vorresti accogliere qualcuno con cui condividere questa libertà senza precedenti, ma non c’è fretta di raggiungere questo obiettivo. Accadrà quando accadrà, tu credi in queste cose. Mentre continui a guardare oltre il panorama, il telefono squilla e ti distogli dai tuoi pensieri per rispondere al telefono.

“Ciao”, dichiari nel ricevitore. Senti una voce, chiara, fiduciosa, calda e stranamente invitante, che ti parla.

“Salve, sono il signor Saul Mate dalla Somnium Incorporated e volevo solo farti sapere che sono in grado di offrire tutto ciò che ti serve ventiquattro ore al giorno, 365 giorni all’anno. Ricorda che è tutto per te. Grazie di essere un cliente affezionato.”

La chiamata termina.

Tu sorridi e metti a posto il ricevitore. Squilla di nuovo e rispondi.

“Salve, sono il signor Saul Mate chiamo da Somnium Incorporated. Sei pregato di ricordare che sono al tuo fianco anche quando non ci sono e sono sempre pronto a occuparmi di tutto ciò che chiedi. Quello che ti serve, io provvedo. Grazie di essere un cliente affezionato.”

La chiamata termina nuovamente e mentre stai pensando a questa chiamata arriva il bip di un messaggio sul tuo cellulare. Metti a posto il ricevitore del telefono fisso e ti dirigi verso il punto in cui il tuo cellulare è posato sulla credenza. Lo prendi e vedi che hai un messaggio di testo da un numero che non riconosci. Tu apri comunque il messaggio.

“Somnium Incorporated – che ti porta ad un nuovo livello nella fornitura di gioia e contentezza.”

Il telefono fisso squilla di nuovo e tu mormori mentre rispondi.

“Sì?” “Salve, sono il signor Saul Mate chiamo da Somnium Incorporated. Abbiamo intrapreso un vasto esercizio di profilazione che ci colloca nella posizione ottimale per comprendere tutte le tue esigenze e, cosa più importante, soddisfarle. Ogni. Singola. Volta. Grazie di essere un cliente affezionato.”

“Guarda, non ho ordinato niente da te”, protesti tu ma la linea si interrompe.

Un altro messaggio arriva sul tuo celllulare.

“Somnium Incorporated – basta che tu lo dica e lo avrai. Il cielo aspetta che tu ci permetta di prenderci cura di te.”

C’è un rumore dal tuo laptop e tu posi il ricevitore e raggiungi il computer per trovare un’e-mail da soulmate@somniuminc.com

“Gentile Cliente, volevamo solo farti sapere quanto adoriamo prenderci cura di ogni tua esigenza. Tu sei molto speciale per noi, infatti tu sei l’unico che vogliamo servire”.

“Che cosa sta succedendo?” Ti chiedi ad alta voce. Il tuo cellulare fa di nuovo bip e riecheggia il suono di un’e-mail che arriva. Ti accingi a guardare questi messaggi quando suona il campanello.

“Che c’è adesso?” Mormori.

Apri la tua porta d’ingresso e trovi un corriere lì in piedi che tiene in mano un enorme mazzo di fiori.

“Buongiorno signorina, consegna per Miss Victoria Tim”, sorride. Ti consegna il mazzo e se ne va. C’è un biglietto allegato e tu lo leggi.

“Per te, caro cliente, che sempre serviremo e provvederemo per qualsiasi cosa – Somnium Inc.”

Porti dentro i fiori che sono certamente belli e intanto senti qualcosa che viene spinto nella tua cassetta delle lettere. Posi i fiori e torni alla porta e vedi che vari volantini in diversi stili e colori sono stati infilati nella tua cassetta delle lettere. Arrivano tutti da Somnium Inc. e contengono una varietà di promesse, dichiarazioni e complimenti per te e per loro. Suona il campanello e tu apri la porta irritata, stringendo ancora i volantini. Puoi sentire di nuovo il telefono fisso che squilla, il bip ripetuto del cellulare e il suono del tuo laptop. Questa volta alla porta c’è un corriere diverso con un pacco che ti consegna.

“Victoria Tim?” Chiede e tu annuisci.

“Firma qui per favore”, dice con un sorriso e spinge il dispositivo di firma verso di te. Tu ringrazi e lui ti augura una bella giornata mentre tu rientri dentro con il pacco che porta un’etichetta.

“Da Somnium Inc. al nostro migliore e più straordinario cliente, vogliamo servirti per sempre.”

Scuoti la testa e metti giù il pacco per rispondere al telefono fisso.

“Salve, qui è il signor Saul Mate, ti sto chiamando solo per ricordarti quanto sei speciale per noi e come noi avremo a cuore solo i tuoi migliori interessi.” Il campanello suona di nuovo.

“Smetti di chiamare questo numero!” Urli e sbatti il telefono. Prendi il cellulare e vedi che sono arrivati 25 messaggi tutti dallo stesso numero. Hai dato un’occhiata a un paio di quei messaggi.

“Volevamo solo farti sapere che non abbiamo mai avuto un cliente come te prima d’ora. Sei unico sotto tutti gli aspetti e vogliamo solo darti tutto ciò che meriti – Somnium Inc.

“Non ci siamo mai sentiti così per nessuno dei nostri clienti prima d’ora è come se fossimo stati inviati dal paradiso aziendale per renderti felice per sempre – Somnium Inc.”

Il telefono fisso squilla ancora ma tu lo ignori. Senti diversi rintocchi che provengono dal tuo laptop e vedi che la tua casella di posta si sta riempendo di e-mail dallo stesso mittente; soulmate@somniuminc.com. Getti un grido quando il campanello suona ancora una volta e gettandoti sulla porta aperta, il telefono che squilla in sottofondo ti si para davanti una fila di corrieri che serpeggia lungo il tuo sentiero e sulla strada al di là. Portano tutti oggetti come fiori, pacchi, cestini, palloncini e cose simili.

“Consegna per Miss Victoria Tim”, annunciano tutti all’unisono e ti offrono un sorriso accattivante e una strizzatina d’occhio.

“Andate via!” Urli, “Non li voglio. Non ho niente a che fare con la Somnium Inc.! “

Chiudi la porta e fai marcia indietro verso il soggiorno, mentre il telefono fisso continua a squillare, il tuo cellulare fa bip incessantemente e i rintocchi provenienti dal tuo laptop non si fermano. Più volantini cadono sullo zerbino mentre tu scagli il cellulare da una parte, metti le mani sulle orecchie cercando di soffocare questa cacofonia, ma senza successo. Senti un forte bussare alla porta di casa mentre il rintocco, il suono e il bip continuano. Imprechi e aspetti. Prendi in considerazione l’idea di andare su Internet per cercare informazioni su questa società Somnium Inc. e Saul Mate pronta a sporgere denuncia. Questa è una molestia. Nessuna impresa dovrebbe comportarsi in questo modo e comunque, dove hanno preso le tue informazioni? Come hanno saputo i tuoi numeri di telefono, indirizzo e-mail e indirizzo di residenza? Non li hai mai messi in giro. Il bussare alla porta continua e tu vai a sbattere contro la porta principale.

“Ho detto che io …” cominci mentre apri la porta, aspettandoti di trovare la fila di corrieri in attesa, ma non c’è nessuno lì. I tuoi occhi guardano lo zerbino sul pavimento della veranda e c’è un biglietto da visita bianco con lettere in rilievo nere. Ti chini e lo strappi, il frastuono di squilli e allarmi sembra svanire mentre la tua attenzione viene attirata da questo biglietto. Lo leggi.

“Mi dispiace ci sei mancato, chiameremo ancora.”

Il nome Saul Mate è in un angolo e Somnium Inc. è in un altro angolo. Guardi attraverso il prato ma non c’è nessuno lì. Vai al cancello principale e guardi a sinistra e a destra lungo il viale, ma è vuoto.

Se una compagnia o un’organizzazione ti trattasse in questo modo ti lamenteresti. Questo comportamento è il nostro biglietto da visita e non solo tu lo accetti ma lo vuoi. E dici che noi siamo quelli contorti?

H.G. TUDOR

Relentless

📰 LA CREAZIONE DI INSOLITE PIETRE MILIARI

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Noi narcisisti creiamo insolite pietre miliari allo scopo di mantenere la presa narcisistica delle nostre vittime.

Il calendario è farcito di pietre miliari. Ci sono quelle che sono applicabili a tutti, ad esempio il compleanno di una persona. Ce ne sono altre che sono applicabili a una grande percentuale di persone nel mondo, Natale, Domenica di Pasqua, San Valentino, Eid, la Giornata di Nirvana Day (prima che tu lo chieda non si tratta della band), Yom Kippur e Diwali. Ci sono persone che celebrano il giorno di San Patrizio (anche per la più effimera delle ragioni) e altri che celebrano il Capodanno Cinese. Ci sono molti giorni di osservanza o feste, tra cui il Giorno della Libertà, il Giorno dell’Indipendenza, la Notte dei Falò, Halloween, la Giornata Nazionale della Donna, il Giorno di Nostra Signora d’Africa, la Domenica del Ricordo e l’Anniversario della morte di Re Jigme Dorji Wangchuck (no che non è inventata). Questi giorni ed eventi sono commemorati dalle persone in diverse parti del mondo.

Queste pietre miliari nella storia sono riprodotte ad un livello più personale dai cittadini, ad esempio anniversari di matrimonio, un anniversario basato su da quanto una coppia è insieme (da una settimana a un mese, poi sei mesi e poi anni) o il ricordare l’anniversario della morte di qualcuno. Vi è una molteplicità di pietre miliari che includerà il fatto che sono trascorsi dieci anni da quando una persona si è laureata, un anno da quando una persona ha lasciato la prigione, cinque anni da quando è stata licenziata, sei mesi da quando quella relazione è finita. Alcune di queste pietre miliari non sono celebrate, alcune sono ricordate brevemente, a volte con affetto e spesso con preoccupazione, sollievo o lieve sorpresa nel rapido passaggio del tempo.

Alla gente piace commemorare determinate pietre miliari. Registreranno il primo giorno di scuola dei loro figli a scuola e anni dopo diranno al loro figlio che in questo giorno vent’anni fa hai iniziato a frequentare l’asilo o hai mosso i primi passi. Un ex militare può ricordare con un misto di rammarico e ottimismo che sono trascorsi due anni da quando ha mosso i primi passi sulle protesi degli arti. Tale ricordo e commemorazione viene fatta per molte ragioni diverse, potrebbe essere una festa assurda, una certa nostalgia, una seria riflessione o un ricordo sconvolgente. Nonostante ciò che potrebbe essere, le persone accumulano queste pietre miliari per tutta la vita, che siano applicabili a loro stessi o ad altri che sono legati a loro.

Noi non facciamo eccezione in questo comportamento.

Noi comunque lo facciamo per ragioni completamente diverse. Riconosciamo e utilizziamo le pietre miliari più evidenti di compleanni, feste di Natale, anniversari e così via e ho spiegato come queste vengono utilizzate in Infelice Compleanno a te ad esempio. Tuttavia, questo non basta. Andiamo oltre le pietre miliari che il mondo ha creato per le varie persone. Noi ci creiamo le nostre. Ci impegniamo regolarmente e ripetutamente nella creazione di insolite pietre miliari. Questo viene fatto creando le Pietre Miliari Dorate e le Pietre Miliari Ossidiane.

Le Pietre Miliari Dorate vengono create mentre ti seduciamo. Se il tuo compleanno cade nel periodo della tua seduzione, allora naturalmente verrai ricoperto di doni meravigliosi, una serata fantastica o una giornata fuori e fatto sentire ultra speciale. Fa tutto parte dell’idealizzazione ma questo compleanno non è una pietra miliare creata da noi. Esisteva già e per caso ha coinciso con il periodo d’oro della seduzione. Una Pietra Miliare d’Oro è una pietra miliare che è stata specificamente creata da noi, per manifestarla come qualcosa di delizioso e speciale nel Regno Di Te e Me. Puoi facilmente individuare queste Pietre Miliari Dorate in quanto variano dal romantico allo spiritoso. Considera, se vuoi, questi esempi:-

Ti mando una cartolina per dirti che è passata una settimana da quando ci siamo baciati per la prima volta

Ti scrivo una poesia per commemorare che è passato un anno da quando mi sono innamorato di te (anche se ci vediamo solo da due settimane)

Ti mando un messaggio per ricordarti che è passata un’intera tremenda ora dall’ultima volta che ci siamo visti

Ti mando dei fiori per ringraziarti di aver riempito la mia vita di luce e amore il mese scorso

Ti mando un regalo per sottolineare il fatto che abbiamo fatto l’amore cinque volte in una notte

Vista in modo imparziale, queste occasioni e il fatto di commemorarle sono assurde. Tuttavia, quando utilizzate nell’illusione del seducente periodo d’oro, appaiono carine, accattivanti, divertenti, commoventi e amorevoli. Quanto dobbiamo essere presi da te se ti telefoniamo per spiegare che ci amiamo da 1,2 milioni di minuti o che la scorsa notte è stata la centesima volta che mi hai detto che mi amavi. A volte queste pietre miliari sono inventate, ma più spesso sono realistiche e ci sono quelli della nostra specie che hanno calcolato il numero di volte in cui ci siamo baciati, fatto l’amore o che ti abbiamo chiamato con il nome di un animale domestico.

Queste Pietre Miliari Dorate sono viste in modo favorevole dalle nostre vittime, stupidi e meravigliosi promemoria di quanto sia piacevole il nostro rapporto. Monumenti all’accoppiamento unico e speciale che è avvenuto tra te e me.

Dal nostro punto di vista, anche se possono sembrare divertenti, leggermente usa e getta e romantiche, queste Pietre Miliari Dorate hanno uno scopo importante. Ci permettono di tenerti legato a noi, ci permettono di dimostrare quanto siamo infatuati di te e di misurare il nostro controllo su di te. Ci permettono di attingere carburante da te, carburante positivo provocato dalle tue risate per lo sciocco dato statistico che ti abbiamo appena esposto, o dai tuoi occhi pieni di lacrime mentre ti rendi conto di quanta meditazione e sforzo abbiamo fatto a calcolare quante volte siamo stati in un ristorante particolare che tu ami, così visto che siamo sulla soglia della ventesima visita lo abbiamo prenotato per questo fine settimana. Queste Pietre Miliari Dorate vengono effettivamente cosparse da bandiere rosse perché non le troverai in nessuna relazione normale o sana. Quelle relazioni celebrano una settimana, un mese e poi un anno dall’esistenza della relazione, ma non scenderanno nei dettagli. Il dettaglio evidenzia la nostra ossessione per te, il modo in cui consideriamo la nostra relazione come una questione puramente di statistiche: quanto tempo abbiamo trascorso con te, quante volte ci hai detto qualcosa, quante volte siamo stati in un certo posto, quante volte abbiamo fatto una cosa particolare insieme. Questo è estremamente indicativo. Nota come è privo di sentimento reale ma è tutto basato su frequenza, contenuto e quantità. Meccanico. Queste cose sono suscettibili di calcolo il che equivale a controllo.

Mentre la creazione di Pietre Miliari Dorate può essere accattivante, è la creazione di quelle Pietre Miliari Ossidiane che sorgono durante la svalutazione che mostrano davvero la nostra propensione ad essere egocentrici. Lo scopo della Pietra Miliare Ossidiana è quello di creare il nostro evento speciale in cui noi siamo l’ospite speciale, quello riverito e che riceve le attenzioni e, naturalmente, rifornito di carburante. Le Pietre Miliari Ossidiane dal tuo punto di vista sono mozzafiato per la loro assurdità e banalità (e devono esserlo per avere il giusto impatto su di te), ma ovviamente noi non le vediamo in questo modo. Considera queste:-

È il diciassettesimo anniversario settimanale da quando il gatto Tiddles è morto

(Era il tuo gatto non il nostro e lo detestavamo)

Sono passati nove anni da quando nostra madre è morta, il che significa che non possiamo fare nulla per tutto il giorno

(Alcune persone possono essere arrabbiate per l’anniversario della morte di un parente amato, ma non rimangono bloccate tutto il giorno nove anni dopo l’evento e inoltre sai che non andavamo d’accordo con nostra madre e non abbiamo nemmeno assistito al funerale)

È il quinto anniversario della scomparsa di un bambino e piangiamo e ci lamentiamo per questo

(Non conosciamo il bambino e neanche qualcuno vagamente imparentato con il bambino)

È passato un mese da quando abbiamo avuto un incontro ravvicinato con la morte

(Un’auto ci ha suonato il clacson quando siamo usciti in strada, ma non era neanche lontanamente vicino a noi)

Siamo nella posizione in cui siamo stati recentemente promossi da due mesi

(Hai comprato lo champagne quando siamo stati promossi, ma ci aspettiamo ulteriori riscontri e riconoscimenti in questo anniversario di due mesi)

Sono trascorsi 25 anni dalla morte del nostro amato amico

(Non avevamo mai nemmeno menzionato questa persona prima).

La creazione di queste Pietre Miliari Ossidiane ha vari temi comuni:

1. Nota come non hanno niente a che fare con te o col nostro rapporto con te;
2. Riguarderanno qualcosa che non è correlato a te e invariabilmente qualcosa che ha a che fare con noi, o una nostra perdita o successo o qualcuno che conosciamo che ha avuto un successo o una perdita
3. La Pietra Miliare Ossidiana spesso sarà una completa invenzione;
4. Se non si tratta di un’invenzione, sarà fondata non solo sul più insignificante dei legami, ma anche sulle più flebili ragioni perché vi possa essere qualsiasi commemorazione

Queste Pietre Miliari Ossidiane vengono utilizzate per i seguenti motivi:-

1. Per rimproverarti di essere così freddo e insensibile da dimenticare che in questo giorno diciotto anni fa abbiamo perso il lavoro – rimproveriamo il fatto che tu non ricordi un evento di cui non sapevi nulla o di cui non ci si poteva, con ragione, aspettare che ci fosse da preoccuparsi, come un mezzo per esercitare il controllo facendoti star male e attirare carburante negativo;
2. Portare l’attenzione di te e degli altri su di noi in modo da fornire carburante;
3. Per sminuire gli eventi commemorativi credibili di altre persone (la tua celebrazione del trentesimo compleanno coincide con il devastante incendio del capannone che ha distrutto la nostra collezione di riviste automobilistiche dieci anni fa)
4. Per farti sentire dispiaciuto per noi così ci viene fornito il carburante
5. Usarle come scuse per non fare certe cose (“Verrei a cena a casa dei tuoi genitori ma proprio ora sono fuori di me per l’anniversario della morte di Bugle the Budgie (che non è mai esistito))

La creazione di Pietre Miliari Ossidiane non verrà vista al di fuori della dinamica narcisistica. Sono pietre miliari create per ottenere carburante e per esercitare il controllo, attraverso la loro assoluta assurdità e creazione di drammi, che ti lascia sconcertato sul perché ha avuto un impatto così grande su di noi, e possibilmente ti senti in colpa per non saperlo (dovresti sapere che oggi era quel particolare anniversario?) e preoccupato (a causa del tuo stato empatico) di stabilire cosa c’è che non va (potremmo non spiegare in un primo momento che cosa sia la Pietra Miliare Ossidiana, e tenerti invece a fare congetture mentre gridiamo, piangiamo, teniamo il broncio, ci guardiamo attorno o sembriamo arrabbiati).

Quali Pietre Miliari Dorate e/o Ossidiane hai sperimentato?

H.G. TUDOR

The Creation of Unusual Milestones

👥 È TUTTO COLLEGATO

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

It Is All Connected

📰 30 COLPI DI MARTELLO

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Le azioni che intraprendiamo contro di te quando stiamo insieme sono sempre progettate per avere un impatto su di te sia in quel momento che in una fase successiva. Gli esempi di questo sono infiniti. Ad esempio, durante la nostra seduzione nei tuoi confronti, stiamo introducendo e creando l’Onnipresenza su cui faremo affidamento nel post-scarto o nel post-fuga per mantenerti suscettibile al desiderio di noi (così come di molte altre cose) in modo che il recupero diventi molto più facile. Considera anche, sempre attraverso la seduzione, come si ottiene erogazione di complimenti, un amore apparentemente perfetto, un grande sesso, momenti felici insieme e così via. Tutto questo è fatto in modo che non solo possiamo vincolarti a noi ma in seguito ci fornisce il materiale per farti precipitare lontano quando ti togliamo tutto ciò. Gran parte di ciò che facciamo ha un effetto immediato e un effetto successivo. Uno di questi effetti è quello di creare in te il concetto di focalizzazione errata.

Se sei riuscito a sfuggirci o più probabilmente sei stato scartato, sappiamo (perché abbiamo progettato che accada questo) che ci sono così tante cose che stai facendo e che farai, che collettivamente consideriamo come l’Errata Focalizzazione. Questo è stato progettato per soddisfare i nostri scopi e senza dubbio accade sempre in seguito a un invischiamento con la nostra tipologia. Questo avviene in conseguenza di due fattori. Il primo è dovuto al modo in cui ti abbiamo trattato perché non ha senso, manca di logica ed è così confuso. Questo di per sé crea così tante domande e considerazioni che formano il Focus sbagliato. In secondo luogo, è nella tua natura fare queste domande e anche volere delle risposte perché uno dei tuoi tratti è il bisogno di conoscere la verità. Alcune persone (anche se ovviamente non le prenderemo mai di mira) potrebbero semplicemente fregarsene e andare avanti senza guardare indietro verso di noi. Quelle persone non hanno interesse a cercare di capire cosa è successo e non desiderano sapere la verità. Quelle persone non ci sono di alcuna utilità e non saranno scelte come obiettivo e per la seduzione. Invece, sono le persone come te che sono suscettibili ai nostri approcci e possiedono quei tratti che indicano che l’errata focalizzazione è garantita quanto il sole che sorge ad est. Quando costruiamo l’Errata Focalizzazione tu finisci per concentrarti su di noi invece che su te stessa e a sua volta questo ti ostacola, ti impedisce di andare oltre e ci permette di tenerti dove vogliamo che tu sia, in uno stato miserabile, confuso e dove sguazzi nell’emozione.

Delle trenta parti costitutive dell’Errata Focalizzazione, quali sono le risposte e le osservazioni verso queste domande e affermazioni? Quali sono le parti costitutive dell’Errata Focalizzazione? Ce ne sono davvero tante e qui ce ne sono trenta che ti permetteranno di evitare l’effetto dell’Errata Focalizzazione e che a sua volta ti permetteranno di concentrarti su te stessa e i tuoi bisogni personali.

1. Ti stai domandando perché ti abbiamo trattato in modo così terribile dopo essere stati così meravigliosi con te.

РLo facciamo perch̩ tu hai smesso di fornirci carburante positivo potente. Avevamo bisogno di estrarre carburante negativo da te al suo posto in modo di continuare ad esistere

2. Tu vorresti sapere come possiamo averti lasciata in questo modo dopo tutto ciò che hai fatto per noi?

– Con assoluta facilità. Noi pensiamo solo per noi stessi. Tu sei solo un dispositivo per noi non una persona. Qualcun altra riceve il nostro interesse ora e la consideriamo meglio di te su ogni fronte.

3. Sei perplessa riguardo a come riusciamo a voltare pagina verso qualcun altro dopo essere stati con te, specialmente dato che dicevamo che io e te eravamo anime gemelle e saremmo stati insieme fino alla fine dei tempi?

– Questi sono ritornelli standard (ci sarà un post futuro su questo) che distribuiamo come confetti nel tentativo di sedurti. Raramente ciò che diciamo ha quel significato dato che siamo bugiardi cronici.

4. Cosa stiamo facendo con il nostro nuovo acquisto?

– Più o meno esattamente ciò che abbiamo fatto con te. Le seduciamo e diamo loro il periodo d’oro. Applicheremo tecniche simili nel modo in cui le affasciniamo e le incantiamo come abbiamo fatto con te. Aspettati che diciamo le stesse cose, le portiamo negli stessi posti, compriamo gli stessi regali e così via, con qualche sporadico cambiamento.

5. Loro sono meglio di te?

– Quanto tempo hai? Loro sono più belle, più amorevoli, più intelligenti, più di successo, più divertenti, più ammirate, più adorabili, infatti qualunque cosa tu fossi stata loro sono mille volte meglio.

La realtà è che non lo sono, possono anche essere inferiori rispetto a te, ma noi non lo vediamo. Per noi sono scintillanti e nuove e quindi meravigliose.

6. Loro sono felici con questa persona ora?

– Noi non sentiamo la felicità. Ci sentiamo congestionati dal potere che ci attraversa ad ondate tramite il carburante. Diremo a tutti che siamo felici per mantenere l’apparenza e anche nella speranza che tu senta della nostra enorme gioia di stare con questa persona.

7. Cos’ha questa persona che io non ho?

– Per noi, il più straordinario e potente carburante positivo.

Nel tuo mondo, loro sono un po’ differenti, anche se rimarresti sorpresa per quante cose in comune potreste avere.

8. Non sembra nemmeno che lei sia il nostro tipo quindi perché abbiamo scelto proprio lei?

– Se diffonde carburante positivo allora è il nostro tipo. Questo è tutto ciò che importa. Voi siete tutti dispositivi ai nostri occhi.

9. Tu trascorri il tempo nello “stalkero da Ex” mentre controlli i nostri social (e quelli del nuovo obiettivo) per vedere cosa facciamo insieme, cosa ci diciamo e cercare qualche segno di problemi nella nostra nuova relazione.

– Vogliamo che tu lo faccia così non volterai pagina. Non vedrai nessun segno di problemi in paradiso. Tutto il contrario dato che diffondiamo la propaganda.

10. Tu vuoi che la nostra nuova relazione fallisca così ti sentirai meglio e validata perché la stessa cosa che è accaduta a te è successa anche al nuovo bersaglio.

– Sappiamo che è così perché questo corrisponde a quanto odiosa e orribile tu sia e ci fa chiedere perché mai ti avevamo scelta. Non preoccuparti, alla fine vacillerà, succede sempre.

12. Ti chiedi cosa dovresti fare per riconquistarci.

РNon dovresti davvero preoccupartene ma non devi fare nulla perch̩ ti recupereremo abbastanza presto.

13. Ti chiedi quali errori sono stati fatti che hanno causato la rottura della relazione.

– Quanto tempo ti rimane per farci elencare la litania delle tue violazioni? La verità è che questa è la nostra prospettiva. Tu non hai fatto nulla di sbagliato.

14. Inizi ad immaginare cosa sta accadendo tra queste quattro mura, che tu conoscevi così bene una volta, e diventa una fissazione pensare a ciò che sta accadendo.

– Tutto ciò che è accaduto tra te e me. È davvero spaventoso quanto gli assomiglia.

15. Ricordi i giorni trascorsi con noi e ti chiedi se stiamo facendo le stesse cose che abbiamo fatto con te con la nuova persona.

– Certamente.

16. Vorresti che spiegassimo perché abbiamo fatto quel che abbiamo fatto?

– Non succederà. Abbiamo bisogno che rimani aggrappata per avere delle risposte e una conclusione.

17. Provi a trovare un senso a cosa è accaduto ma non riesci. Questo, però, non ti ferma dal continuare a scorrere nella tua testa tutto del nostro rapporto ancora e ancora mentre cerchi di trovare una risposta.

– Non ha alcun senso fare così. La risposta non è lì.

18. Stai seduta chiedendoti se ti stiamo pensando?

РNo, non lo facciamo. Non esisti per noi fino a che non appari nella sfera di influenza e allora ̬ tempo di recupero.

19. Rimugini sul fatto se ci manchi o meno.

– Tu non ci manchi per nulla. Potrebbe mancarci il tuo carburante ad un certo punto.

20. Lei ci bacia come facevi tu?

– Sì, non che ci interessi.

21. La amiamo più di quanto amavamo te?

– Diremo al mondo intero e a te (e a lei) che non abbiamo mai amato nessuna così tanto prima. Naturalmente lo abbiamo fatto. È sempre lo stesso anche se non è amore nel senso in cui lo intendi tu.

22. Abbiamo tenuto i regali che ci hai fatto?

– Sì. Verranno usati per recuperare e triangolare.

23. Perché abbiamo cancellato tutte le tue foto dai social?

– Per provocarti e per mantenere felice il nuovo obiettivo.

24. Perché non abbiamo cancellato tutte le tue foto dai social?

– Per provocarti e per tenerti aggrappata.

25. Perché stiamo dicendo quelle cose su di te alle altre persone?

– È una campagna denigratoria, abituati. Tutte l’hanno avuta. Non sei nulla di speciale.

26. Ci sentiamo cattivi per il modo in cui ti abbiamo trattata?

– No.

27. Perché non importa che cosa facciamo alla fine vinciamo sempre?

РPerch̩ cambiamo le regole a nostro favore.

28. Ti parleremo ancora?

– Oh sì. Quando è tempo di recupero.

29. I nostri amici e la nostra famiglia mi parlano ancora dopo che è accaduto tutto questo?

– No. la campagna denigratoria è in atto. Però lo faranno quando ci sarà il tuo recupero.

30. E se lei fosse “quella giusta”?

– Certo che lo è. Il rimpiazzo è sempre “quella giusta” (fino alla prossima “quella giusta”).

Passi così tanto tempo occupato con questi pensieri. Dominano la tua mente. Si riproducono scenari per cercare di rispondere a queste domande. Ti siedi e discuti di queste questioni con amici e familiari che fanno del loro meglio per essere di supporto ma non hanno le risposte. Non riceverai nessuna risposta da loro che ti soddisferà perché alla fine vuoi che quelle risposte vengano da noi e noi lo sappiamo. Questo è il motivo per cui non te le forniremo.

Avrai immediatamente notato ciò che tutti i trenta punti sopra hanno in comune. Sono tutti su di noi. Questo è intenzionale. Vogliamo che tutto sia su di noi. Lo vogliamo durante la seduzione, durante la svalutazione e la fuga o il post scarto. Deve sempre ruotare attorno a noi e la creazione di così tante domande derivanti dal nostro trattamento da parte tua è una conseguenza deliberata che è stata progettata per farti concentrare su di noi.

Questo ti paralizza.

Questo ripete il dolore.

Questo ti trattiene.

Questo ti mantiene vulnerabile al recupero che avverrà.

Questo è ciò che vogliamo.

Vogliamo che ti concentri su di noi.

Devi concentrarti su di te.

Ma applicherai sempre la messa a fuoco sbagliata.

Ora hai la conoscenza

H.G. TUDOR

30 Hammer Blows