📰 IO SPIO UN INVESTIGATORE PRIVATO

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Ho spesso menzionato il bisogno di sapere dell’empatico. Inizialmente questo è nato dal tuo desiderio di conoscere e comprendere allo scopo di permetterti di adempiere alle tue capacità di accudimento e cura. Solo comprendendo e conoscendo ciò che è sbagliato, ciò che passa per la mente di una persona o comprendendo la sua situazione, sei in grado di assistere e aiutare. Alcune persone amano sapere perché sono curiose. Alcune persone amano sapere perché sono decisamente ficcanaso. Noi amiamo sapere così possiamo usarlo contro di te o per proseguire nei nostri schemi. A te piace sapere così puoi aiutare. Questo è un tratto fondamentale dell’individuo empatico ed è una cosa che sei mai in grado di lasciar andare. Anche quando ti sottoponiamo alla svalutazione, sei incapace di accettare che ciò accada senza essere in grado di capire perché. Tu hai bisogno di sapere. Sappiamo che tu devi sapere e sfruttiamo questa cosa. Questo è il motivo per cui ci impegniamo in negazioni, deflessioni e in discussioni circolari perché siamo pienamente consapevoli che con questo impedimento a permetterti di sapere e di capire che i progetti attingiamo carburante da te, ma anche che ti fa continuare a farlo. Anche quando ti scartiamo, tu vuoi comunque dare un senso a quello che è successo. Devi e vuoi sapere perché ti abbiamo trattato nel modo in cui ti abbiamo trattato, perché ti abbiamo fatto tutte quelle cose orribili e perché non sei stato abbastanza? Attingendo a questo tuo tratto, ci assicuriamo anche che tu debba sapere ciò che stiamo facendo una volta che ti abbiamo gettato da parte.

Chiederai ai nostri amici cosa stiamo facendo e porrai domande simili alla nostra famiglia nel tentativo di accertare ciò che ora stiamo facendo senza di voi. Chiedi ai tuoi amici di spiare per tuo conto, raccogliendo informazioni sui luoghi in cui siamo stati e le persone con cui abbiamo socializzato. Vedi, se provi a sfuggirci, non puoi sbarazzarti di noi perché compariremo con un Recupero in mano pronto a risucchiarti. Tuttavia, se abbiamo deciso che abbiamo estratto quanto più carburante possibile da te (almeno per ora) faremo del nostro meglio per rimanere invisibili e tenerti a fare ipotesi. Vogliamo che tu ti chieda cosa stiamo facendo? Vogliamo che tu stia seduto a contemplare dove siamo e con chi siamo? Siamo felici? Stiamo pensando a te?

Questo bisogno di sapere diventa impellente e ti imbarchi nel tuo ruolo di investigatore privato. Seguirai il nostro profilo Facebook per raccogliere informazioni. Noi ti bloccheremo per aumentarti il lavoro ma tu userai il profilo di un amico per guardarlo o ne creerai uno falso. Passerai davanti ai luoghi dove sai che potremmo essere, casa, lavoro e luoghi ricreativi e sociali sperando di dare un’occhiata a ciò che stiamo facendo in modo da poter saziare quel bisogno di sapere. Creerai un nuovo profilo e ci seguirai su Twitter, controllando ogni giorno per vedere ciò che abbiamo scritto. C’è una nuova ragazza? Com’è lei? La stiamo portando nei posti in cui abbiamo portato te? Chi sono queste persone nelle fotografie e dove sono state scattate? Sappiamo che starai spiando e più proverai a sapere più domande sorgeranno. Usiamo l’ossessione come metodo di manipolazione e ciò continua su questa linea.

La nostra onnipresenza continuerà a ricordartelo e non puoi farci nulla dal momento che rinforzi ripetutamente la nostra presenza nella tua mente cercando, controllando e spiando. Cercherai il nostro nome su Google, esaminerai il nostro sito web di lavoro per eventuali modifiche, controllerai su Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn. Come un detective alla ricerca di indizi, continuerai a farlo ogni giorno. Crei un’abitudine allo scopo di nutrire la dipendenza che è il bisogno di sapere. Sappiamo che lo farai, architettiamo e incoraggiamo questo comportamento in te. La consapevolezza che tu sei coinvolto in queste pratiche ci fornisce carburante. Non possiamo vederti o sentirti ma sappiamo che ci stai spiando. Sappiamo come sei e possiamo immaginarti ardentemente chino sulla tastiera mentre fissi il tuo monitor. Non negarlo perché quando ti Recuperiamo è una delle prime cose su cui ti stuzzichiamo. Quante volte al giorno hai controllato il nostro profilo Facebook? Tu ammetterai che l’hai fatto almeno tre volte al giorno e ci dici quanto ti siamo mancati. Chiederai informazioni sulla nuova persona con cui stavamo e a chi si riferivano i post che vedevi e tutte le fotografie che avevamo messo in mostra. Anche noi abbiamo sentito la tua mancanza? Pure tu lo chiedi sempre. Perché? Perché tu hai sempre bisogno di sapere.

H.G. TUDOR

I Spy A Private Eye

📰 L’ANGELO SOVERCHIANTE

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L’Angelo Soverchiante appare come mandato dal cielo, giunge con apparente gentilezza, traboccante di preoccupazione e scoppiettante di disponibilità “non-posso-fare-abbastanza-per-“.

L’Angelo Soverchiante è una persona che sembra metterti al centro dei suoi pensieri, dove lui vuole sempre assisterti, che tu abbia tutto ciò di cui hai bisogno e “Io volevo solo assicurarmi che tu stessi bene”. No. “Stai davvero bene?”

Come puoi individuare l’Angelo Soverchiante? Ci sono molti esempi dell’Angelo Soverchiante in azione. Ricorda, uno o due di questi esempi non sono determinanti ma se molti di essi sono in sintonia con te e/o costituiscono uno schema allora c’è motivo di preoccuparsi.

• Una telefonata o un messaggio come prima cosa al mattino chiedendoti se stai bene quando non c’è ragione di credere che tu non stia bene. Particolarmente degno di nota se questa chiamata o questo messaggio arriva dopo una chiamata simile proprio appena eri andato a dormire, quindi tutto ciò che hai fatto tra le chiamate/messaggi è dormire.
• Presentarsi quando sei fuori con gli amici o la famiglia “nella remota possibilità che tu avessi bisogno di qualcosa” o “sto solo controllando che tu ti stia divertendo, quindi sono passato”
• Ripetuti messaggi per chiedere “sei arrivato bene?” quando stai viaggiando da qualche parte. Particolare degno di nota se stai facendo un viaggio a breve distanza e/o viaggiando con un gruppo.
• Comportarsi come se foste a un primo appuntamento quando avete una relazione da un po’ di tempo.
• Presentarsi a casa tua la mattina molto presto quando sei stato fuori la notte, la sera prima con amici e famiglia, per voler controllare che tu ti sia divertito oppure per portarti la colazione.
• Insistenza per accompagnarti a visite mediche, specialmente quelle che potrebbero includere uno psicologo o un terapeuta.
• Apparire preoccupato per la tua dieta ma prendere decisioni al tuo posto “Non ho comprato vino quando sono andato a fare spesa dato che sono preoccupato perché noi (tu) potremmo bere troppo.”, “Dove sono i Pringles? Oh li metto via, fanno ingrassare.”
• Dare avvertimenti infondati sulle persone “Non l’avrai notato perché tu non cogli queste cose come me, ma il marito di Lisa, Geoff, ci prova con te, quindi sarebbe una buona idea se tu non andassi da Lisa stasera. Non voglio causarti problemi, mi sto solo prendendo cura di te.”
• Fare commenti sulla tua scelta di vestiario “Penso che tu stia benissimo ma vuoi davvero indossare qualcosa di così attillato mentre vai in città, sai come possono essere certi uomini”. Si dà il caso che di solito il vestito non è neanche particolarmente attillato.
• Bypassare le tue scelte del mezzo di trasporto “Sarà più semplice se ti ci porto io in macchina, più sicuro che prendere un taxi o un bus.” Particolare degno di nota se hai già preso la decisione di usare un mezzo di trasporto e/o stai viaggiando con altre persone.
• Presentarsi per darti un passaggio a casa quando tu non l’hai chiesto.
• Prendere decisioni per te che riguardano la tua salute “Mi sembri un po’ intasato, penso che ti stia venendo un raffreddore, penso che sarebbe meglio che tu stessi a casa stasera e lasciassi che io mi occupi di te, va bene?”
• Comparire non invitato con l’auspicio di farti sentire meglio quando non c’è alcun problema in essere con “Ciao, sono in viaggio per venire da te con un pacco regalo perché prima mi sei sembrata un po’ giù ed è mio compito assicurarmi che tu sia felice, ci sarò tra 10 minuti, a dopo.”
• Limitare la tua opportunità di trascorrere del tempo con altre persone spesso senza consultarti “Ho detto a Bill e Jenny che ti sentivi esausto dopo una frenetica settimana di lavoro, quindi ho detto che stasera non potevamo farcela” oppure “Ho chiamato tua mamma e ho detto che avremmo saltato questo fine settimana perché avevi bisogno di riposo.”
• Chiamate e messaggi sempre più frenetici ma apparentemente premurosi se non hai risposto, spesso carichi di melodramma (“Ho chiamato tre volte e non hai risposto, sono agitato per la preoccupazione che possa esserti successo qualcosa.” – hai detto al narcisista che stai andando alla porta accanto per un bicchiere di vino, non che sei entrato in una zona della Siria devastata dalla guerra).

Ciò che distingue L’Angelo Soverchiante è che questo tipo di narcisista potrebbe non fare affidamento su Giochi di Pietà (“Mi sento giù, perché non stai con me stasera piuttosto che andare al cinema con i tuoi amici, ti prego?”) o su esibizioni di Grandiosità (comprare molti regali, prenotare viaggi, pagare sempre), ma si tratta esclusivamente del fatto che questo narcisista si preoccupa per il tuo benessere, la tua salute e i tuoi interessi.

Il comportamento sarà eccessivamente paternalistico, dimostrando un approccio “So cosa è meglio per te”, ti verrà negata la possibilità di prendere decisioni sulla tua vita, dove vai, cosa fai, chi vedi, cosa scegli di mangiare, indossare, guardare e così via. Una notevole delicatezza verrà dimostrata con i commenti, in genere mancheranno di forza e si manifesteranno in modi del tipo “Non sto dicendo che sei in sovrappeso, ma potresti voler ridurre per un po’ le cene con le persone del lavoro” oppure “Probabilmente non te ne sei accorto ma sei stato piuttosto irascibile ultimamente, ti stai buttando giù e non vuoi ammalarti vero. Penso che sarebbe meglio se stessi un weekend a casa, sì?”

L’Angelo Soverchiante vuole assicurarsi che tu sia isolato da qualsiasi cosa ti consenta di affermare chi sei, distaccato e rimosso da qualsiasi cosa ti definisca un’entità separata dal narcisista. L’Angelo Soverchiante come qualsiasi narcisista ti vede come un’estensione di se stesso e in questo caso l’estensione si basa su un desiderio prevalente di prendersi cura di te.

Rivisitiamo i comportamenti sopra descritti e decifriamoli ulteriormente.

• Una telefonata o un messaggio come prima cosa al mattino chiedendoti se stai bene quando non c’è ragione di credere che tu non stia bene. Particolarmente degno di nota se questa chiamata o questo messaggio arriva dopo una chiamata simile proprio appena eri andato a dormire, quindi tutto ciò che hai fatto tra le chiamate/messaggi è dormire. (Mancanza di riconoscimento dei confini invadendo e regolando il tuo tempo prima del sonno e l’ora del risveglio (possibilmente venendo svegliato dalla “chiamata premurosa”. Senso del diritto. Il narcisista vuole assicurarsi che tu sia solo.)
• Presentarsi quando sei fuori con gli amici o la famiglia “nella remota possibilità che tu avessi bisogno di qualcosa” o “sto solo controllando che tu ti stia divertendo, quindi sono passato” (Mancanza di riconoscimento dei confini, senso del diritto e voler accertare con chi sei per valutare eventuali minacce.)
• Ripetuti messaggi per chiedere “sei arrivato bene?” quando stai viaggiando da qualche parte. Particolare degno di nota se stai facendo un viaggio a breve distanza e/o viaggiando con un gruppo. (Tenere sotto controllo i tuoi movimenti)
• Comportarsi come se foste a un primo appuntamento quando avete una relazione da un po’ di tempo. (Estensione del Love-Bombing e mancanza di consapevolezza su come una relazione normale e sana progredisce perché il narcisista non ne ha mai avuta una)
• Presentarsi a casa tua la mattina molto presto quando sei stato fuori la notte, la sera prima con amici e famiglia, per voler controllare che tu ti sia divertito oppure per portarti la colazione. (Voler vedere se c’è qualcun altro, facciata di gentilezza, mancanza di riconoscimento dei confini presentandosi molto presto quando tu la sera prima sei stato sbronzo e quindi vuoi samaltire i postumi della sbornia)
• Insistenza per accompagnarti a visite mediche, specialmente quelle che potrebbero includere uno psicologo o un terapeuta, impedendoti di andare agli appuntamenti medici (laddove ne hai concordato uno per contestare il fatto che il narcisista dice che c’è qualcosa di sbagliato in te) o insistere che vada a un appuntamento medico (solo per verificare che tutto è a posto quando il narcisista l’ha organizzato) (Preoccupazione per le interferenze esterne, opportunità di contestare l’opzione di un medico esperto il che manifesta grandiosità e superbia, opportunità di sfruttare l’opinione medica per dichiarare “te l’avevo detto” all’insegna di apparente premura)
• Apparire preoccupato per la tua dieta ma prendere decisioni al tuo posto “Non ho comprato vino quando sono andato a fare spesa dato che sono preoccupato perché noi (tu) potremmo bere troppo.”, “Dove sono i Pringles? Oh li metto via, fanno ingrassare.” (Svilimento, mancanza di riconoscimento dei confini, acquisizione di proprietà)
• Dare avvertimenti infondati sulle persone “Non l’avrai notato perché tu non cogli queste cose come me, ma il marito di Lisa, Geoff, ci prova con te, quindi sarebbe una buona idea se tu non andassi da Lisa stasera. Non voglio causarti problemi, mi sto solo prendendo cura di te.” (Bugie, gaslighting, Diffamazione)
• Fare commenti sulla tua scelta di vestiario “Penso che tu stia benissimo ma vuoi davvero indossare qualcosa di così attillato mentre vai in città, sai come possono essere certi uomini”. Si dà il caso che di solito il vestito non è neanche particolarmente attillato. (Incolpare, Insultare)
• Bypassare le tue scelte del mezzo di trasporto “Sarà più semplice se ti ci porto io in macchina, più sicuro che prendere un taxi o un bus.” Particolare degno di nota se hai già preso la decisione di usare un mezzo di trasporto e/o stai viaggiando con altre persone. (Mancanza di riconoscimento dei confini)
• Presentarsi per darti un passaggio a casa quando tu non l’hai chiesto. (Senso del diritto)
• Prendere decisioni per te che riguardano la tua salute “Mi sembri un po’ intasato, penso che ti stia venendo un raffreddore, penso che sarebbe meglio che tu stessi a casa stasera e lasciassi che io mi occupi di te, va bene?” (Senso del diritto, Isolamento)
• Comparire non invitato con l’auspicio di farti sentire meglio quando non c’è alcun problema in essere con “Ciao, sono in viaggio per venire da te con un pacco regalo perché prima mi sei sembrata un po’ giù ed è mio compito assicurarmi che tu sia felice, ci sarò tra 10 minuti, a dopo.” (Senso del diritto, mancanza di riconoscimento dei confini)
• Limitare la tua opportunità di trascorrere del tempo con altre persone spesso senza consultarti “Ho detto a Bill e Jenny che ti sentivi esausto dopo una frenetica settimana di lavoro, quindi ho detto che stasera non potevamo farcela” oppure “Ho chiamato tua mamma e ho detto che avremmo saltato questo fine settimana perché avevi bisogno di riposo.” (Isolamento)
• Chiamate e messaggi sempre più frenetici ma apparentemente premurosi se non hai risposto, spesso carichi di melodramma (“Ho chiamato tre volte e non hai risposto, sono agitato per la preoccupazione che possa esserti successo qualcosa.” – hai detto al narcisista che stai andando alla porta accanto per un bicchiere di vino, non che sei entrato in una zona della Siria devastata dalla guerra). (Mancanza di riconoscimento dei confini)

In tutti questi comportamenti vi sarà la gestione della facciata dato che il narcisista crede davvero di essere una persona buona, gentile e premurosa e non può vedere che i vari aspetti del comportamento narcisistico equivalgono a due cose. La raccolta di carburante da parte tua e ovviamente il controllo. Controlla dove vai, chi vedi, cosa mangi, dove balli, dove fai acquisti, con chi passi il tempo e per quanto tempo.

A causa del coinvolgimento che hai, sia come IPPS, IPSS e questo può influenzare anche le NISS, il tuo pensiero emotivo probabilmente è alto e quindi gran parte di questo comportamento passa inosservato per quello che è – controllo. Invece tu probabilmente penserai che questa persona è sempre così dolce, molto premurosa, sensibile, attenta e cortese. Anche se noti le bandiere rosse, il tuo pensiero emotivo cercherà di oscurarle facendoti sentire in colpa se protesti, rifiuti o sei in disaccordo con questo comportamento.

Questo tipo di comportamento è visto soprattutto con i Narcisisti di Medio-Rango Centrali, Medio-Rango Minori e occasionalmente con i Narcisisti Inferiori Centrali.

Se prendi una posizione contro l’apparente gentilezza, attenzione e comportamento premuroso, sperimenterai comportamenti come questi: –

• Broncio (Trattamento del Silenzio Presente)
• Passaggio a Giochi di Pietà (ma senza partire con questi) (“Sto solo cercando di prendermi cura di te, non c’è bisogno di essere orribile”.)
• Applicazione della Colpa (“Faccio tutto questo per te e tu insisti ancora a uscire anche con questo tempo rischiando di ammalarti?”
• Triangolazione (“Mi chiedo cosa penserebbe tua madre se sapesse che sei uscita per la terza volta questa settimana.”)
• Svilimento (“Indossare quello non ti sta affatto bene e otterrai un’attenzione indesiderata.”)
• Assassinio di personalità (“Non c’è da meravigliarsi che le persone dicano che sei una troia quando ti vesti in quel modo. Vorrei che non glielo rendessi così facile.”
• Altezzosità (“Oh dimenticalo, sto solo cercando di prendermi cura di te, ma tu fai quello che vuoi come al solito, sono stufo di preoccuparmi. Fottiti.”)
• Trattamento del Silenzio Assente.
• Minaccia (“Faresti meglio a stare qui altrimenti …….”)
• Rivangare Il Passato (“Guarda cosa è successo l’ultima volta che hai fatto il contrario di quello che ti ho consigliato, (inserisce un disguido occasionale apparentemente sepolto)”)
• Revisione della storia (“L’ultima volta che hai fatto questo, sai cosa è successo, vero? (Inserisce un evento avverso costruito).

La manipolazione che evidenzia la falsa premura e preoccupazione da parte dell’Angelo Soverchiante si sposterà su una diversa forma di manipolazione al fine di affermare il controllo come conseguenza della tua posizione che sarà di ferita o più solitamente Carburante di Sfida.

L’Angelo Soverchiante si sforza (istintivamente) di sopraffarti.

Potresti essere sopraffatto da questa gentilezza.

Questo è esattamente ciò che vuole il narcisismo.

Quando sei sopraffatto, sei controllato.

H.G. TUDOR

The Overwhelming Angel

📰 RIDURRE LE DISTANZE

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È difficile resistere alla tentazione di raggiungerci, no? Non importa quanto grande sia la tua determinazione, quanto sei radicato nella tua posizione di mantenere il no contact e di stare lontano da noi, rimane sempre quel desiderio di contattarci. Questo è ovviamente qualcosa che abbiamo progettato, un dispositivo pre-meditato che è stato messo a punto per assicurarci che siamo divampati ripetutamente nella tua mente. Questo è l’effetto dell’onnipresenza. Quell’addio supplementare manipolativo con cui ti lasciamo. Sia che ti escludiamo o che tu abbia preso la decisione coraggiosa di esorcizzarci dalla tua vita, l’effetto di questa onnipresenza è difficile da controllare. I vari suoni, i gusti, le foto e i profumi che portano immediatamente un ricordo di noi – invariabilmente un ricordo piacevole e felice – sono stati tutti inseriti nella tua vita e nella routine quotidiana in modo che tu non possa suonare un determinato brano musicale, mangiare un determinato pasto, andare in un determinato posto o anche guardare determinati panorami senza quella chiara memoria cristallina che si forma nella tua mente di quel tempo meraviglioso ed eccitante che abbiamo vissuto insieme durante il periodo d’oro. Questi ricordi evocano emozioni potenti e forti, sia buone che cattive e questa è esattamente l’intenzione. L’effetto dell’onnipresenza ti fa pensare a noi. La maggior parte delle persone sono creature emotive e la natura delle nostre vittime, essendo individui empatici, implica che sei posseduto da un’emozione più grande rispetto agli altri. Ancora una volta, è stato intenzionale. Essere governati dall’emozione significa che invece di dissipare istantaneamente il pensiero di noi, permetti al ricordo di formarsi e sbocciare mentre ne assapori di nuovo l’effetto. Puoi sentire la nostra voce mentre ti ricordavamo quanto ti amavamo. Adesso sai che era una falsa dichiarazione, ma l’emozione che attraversa il tuo corpo provoca ancora una reazione dentro di te e crea l’idea che forse ti amiamo ancora. Potrebbe essere così vero? Quindi una domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Una canzone particolare può essere trasmessa alla radio. Hai preso la saggia decisione di cancellare tutte quelle playlist che abbiamo creato per te da iTunes in modo da non essere tentato di rimuginare se quelle canzoni memorabili venissero riprodotte di nuovo. Nonostante questa eliminazione non puoi legiferare su ciò che viene suonato alla radio e la tua mano raggiunge il tasto di spegnimento ma non puoi fermare la canzone quando le prime note vengono suonate e ti viene immediatamente ricordato come suonavamo quella canzone mentre ti conducevamo per mano in camera da letto, pronti a far la pace dopo che avevamo discusso e litigato. Quando sentivi quella canzone la consideravi sempre come una specie di offerta di pace presentata da noi per risolvere il conflitto. Non ti rendi conto che l’abbiamo considerato uno strumento per manipolare le tue emozioni allo scopo di attingere ulteriore carburante da te, ma ci siamo accontentati di permetterti di interpretarlo come volevi. Tutto ciò di cui avevamo bisogno era la tua reazione emotiva. Mentre ascolti la canzone, in piedi nel salotto, i tuoi occhi si spostano sulla sedia dove ci sedevamo sempre mentre guardavamo la televisione o leggevamo un libro. Non puoi fare a meno di chiederti, ancora una volta, dove è che è andata male? Perché ti abbiamo trattato così? Un’altra domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Può anche accadere che tu stia verificando le tue finanze e mentre controlli i tuoi estratti conto bancari per segni di attività insolite, i tuoi occhi cadono su quell’ordine mensile di addebito diretto o permanente che abbiamo creato quando abbiamo istituito un debito a nome tuo. Sei rimasto con questo debito, anche se ce ne siamo andati da tempo. Il costo ti causa problemi e va solo ad esacerbare gli altri problemi finanziari con cui ti abbiamo lasciato. Sai che dovresti cacciare via il pensiero dalla tua mente ma è così difficile. La logica cerca di dirti di metterlo da parte, uccidere il pensiero e una volta morto seppellirlo, ma l’emozione che sorge non ti permetterà di farlo. La rabbia aumenta e accartocci l’estratto conto, le tue mani tremano per la rabbia per come ti abbiamo ferito, per come abbiamo preso la tua fiducia e ne abbiamo abusato, per come ci hai dato tutto, assolutamente tutto nella ricerca di questo presunto amore perfetto e invece noi l’abbiamo fatto a pezzi, lo abbiamo calpestato, l’abbiamo rinnegato e te l’abbiamo gettato in faccia. Come osiamo prendere il tuo amore e trattarlo in questo modo? Chi pensiamo di essere? Vuoi fare le cose per bene e dirci alcune verità spiacevoli. Ci sono affari in sospeso da risolvere.

Ecco come funziona. Vogliamo che tu continui a pensare a noi, vogliamo che tu ci contatti oppure vogliamo che tu sia vulnerabile al nostro contatto a un certo punto, sia che si tratti di una settimana o di un decennio più tardi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo l’onnipresenza così ti ricorderai di noi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo una situazione in cui tu hai bisogno di contattarci. Vuoi chiederci perché ti abbiamo trattato in questo modo, vuoi sapere se ti abbiamo davvero amato o no, vuoi sapere se siamo felici con la nuova persona che abbiamo tra le braccia e che cosa ha che tu non hai? Vuoi l’opportunità di lanciarti in una predica e darci una bella strigliata. Ci sono domande senza risposta e affari incompiuti e questo rende così difficile per te resistere. Sai che non dovresti interagire con noi, ma vuoi scoprire perché abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto, perché siamo semplicemente spariti e ti abbiamo lasciato a farti domande e meditare. Vuoi capire perché ti abbiamo trattato così male quando tutto ciò che hai fatto è stato amarci, perché nel tuo mondo non ha senso. Questi due elementi; l’onnipresenza e l’affare incompiuto si traducono nella tentazione di raggiungerci dato che è molto difficile resistere.

Se sai dove siamo, se senti che siamo di nuovo in città, se sai che c’è un evento imminente a cui parteciperemo dove ci sarai anche tu, il desiderio e la necessità di contattarci ancora incombe. Prometti a te stesso che manterrai la calma, giuri che farai solo le domande e otterrai le risposte (anche se ovviamente non lo farai – non te le daremo perché vogliamo tenere quella carota penzolante), ti impegni a non cadere in preda al nostro fascino. Queste buone intenzioni invariabilmente vacilleranno perché quando ci raggiungi, sperando di mettere a posto i pezzi di questi affari incompiuti, ci stai permettendo di prenderti di mira ancora una volta, di raggiungere il nostro sacco di fascino e cercare di riportarti ancora una volta nel nostro mondo. Potresti pensare che una volta morso due pauroso, ma il nostro morso è sia delizioso che mortale e attraverso queste manipolazioni cerchiamo sempre di portarti a volere di più. Potrebbe esserci una distanza tra te e noi, ma c’è sempre la possibilità di colmare questa distanza e riprendere il nostro rapporto ancora una volta.

H.G. TUDOR

Bridging the Gap

📰 ONNIPRESENZA

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L’onnipresenza. Un elemento estremamente importante della relazione narcisistica. Dobbiamo crearla al fine di assicurarci che tu sia impossibilitato a voltare pagina e per massimizzare le nostre prospettive di eseguire con successo un recupero post fuga o post scarto. L’onnipresenza è l’atto di far sembrare come se fossimo ancora con te, anche se non siamo vicini fisicamente. È uno strumento necessario in modo da rimanere nei tuoi pensieri incombere nei tuoi ricordi e permeare ogni giorno mentre tu provi a sopravvivere senza di noi. L’onnipresenza è altamente efficace perché è intrecciata nel tessuto del nostro coinvolgimento così che infetta tutti i tuoi sensi. Vogliamo che tu ci senta quando ascolti qualche musica, vogliamo che pensi a noi quando c’è un certo profumo nell’aria, vogliamo che ci rievochi quando vedi qualcosa di particolare o guardi un film, vogliamo che ti ricordi di noi quando le tue dita si avvolgono intorno ad un particolare oggetto e vogliamo che ci avverti con te quando assapori qualcosa da bere oppure un pasto. Non vogliamo soltanto che il nostro ricordo salti fuori da un solo punto ma da richiami continui di ciò che avevamo insieme.
Sostanzialmente l’onnipresenza viene creata in modo che ricordi il buono, così tu ritorni al periodo d’oro e sperimenti quel senso di nostalgia che ti fa rompere il no contact. Ci sono momenti dove può essere anche un richiamo ai brutti tempi per quanto sia più raro e potrebbe essere fatto e attivato con il proposito di recuperi maligni.

Cosa succede nella nostra mente quando viene creata l’onnipresenza? È un atto conscio? Lo pianifichiamo? Consideriamo il modo migliore per ottenerla o è solo una pura coincidenza che accade, un risultato delle potenti emozioni che evochiamo in te che semplicemente sono state impresse con una certa banalità e per circostanze ordinarie? Sei colpevole della creazione dell’onnipresenza per esserti innamorato così profondamente ed intensamente di noi che hai posto un simile accumulo emotivo in certe canzoni, eventi e luoghi? È tutto pianificato ed orchestrato, un oscuro grande disegno che viene tirato fuori come parte della nostra costante e calcolata manipolazione verso di te?

Il Narcisista Inferiore, come potresti aspettarti, crea l’onnipresenza meno potente. Questo consegue da due fattori. Il primo è che non agisce tramite calcolo ma piuttosto tramite istinto. Saprà che darti un nomignolo, scegliere “la nostra canzone” e mandarti qualche regalo è parte di come dovrebbe procedere il romanticismo ma pensa poco a come questo avrà impatto su di te. Secondariamente, la tessitura dell’onnipresenza avviene attraverso la fase di seduzione come conseguenza della creazione di tutti questi meravigliosi ricordi. L’Inferiore non fa molto love bombing ma piuttosto tiene la belva sottochiave durante il periodo d’oro (che nel caso del Narcisista Inferiore sarebbe meglio chiamare periodo di bronzo). Dato che è meno sulla modalità del love bombing ne consegue che l’onnipresenza viene seminata meno. Però il Narcisista Inferiore ottiene un vantaggio netto sulle altre due scuole come conseguenza di questo approccio. La scarsità di elementi dell’onnipresenza implica che quando ne incontri uno ha una risonanza particolare. Potrebbe non essere stato eccessivamente romantico durante la seduzione ma il fatto che ha cucinato per te qualche muffin al cioccolato e sono diventati il suo piatto forte fa sì che il ricordo sia particolarmente forte su questo punto. Il fatto che abbia ballato solo un lento con te su una particolare canzone fa sì che se dovessi risentire quella canzone ancora, la reminiscenza del ballo guancia a guancia è effettivamente potente. Nulla di questo deriva dal calcolo.
L’inferiore fa il minimo indispensabile quando seduce. Proseguendo, quando hai a che fare con il Narcisista Vittima (che di solito è Inferiore e occasionalmente Medio) contribuisci davvero alla creazione dell’onnipresenza. Questo accade perché hai fatto certi piatti che ha gustato e quindi se li dovessi fare ora, ti ricorderai di quanto ti abbia fatto i complimenti per aver fatto quella torta deliziosa o quelle gustose lasagne. Potrebbe essere che ogni Domenica facesse il suo bagno settimanale e tu gli strofinavi la schiena e gli lavavi i capelli, assecondando quell’istinto materno che molti Narcisisti Vittima richiedono. Ogni settimana alle 7 di sera della Domenica sarai portato a pensare che fosse il momento in cui ti prendevi cura di lui in bagno. Quindi le richieste e le necessità dell’Inferiore diventano di per sé una forma di onnipresenza.

Il Narcisista Medio, similmente manca di consapevolezza, non sa che sta creando l’onnipresenza. Tuttavia sa abbastanza di sé da comprendere che fare un buon sforzo durante la seduzione gli farà vincere il premio che richiede e farà buon uso di tutti gli effetti tangibili che arrivano nel creare l’onnipresenza. Li seminerà nel corso della seduzione. Si impegnerà a rispecchiare ciò che ti piace e ciò che non ti piace ma userà anche la sua abilità di evocare pietà con buoni risultati nella creazione dell’onnipresenza. Ad esempio, potrebbe selezionare certe canzoni che afferma che rappresentano il suo desiderio per te. In realtà potresti non amare molto quelle canzoni, forse sono di un genere musicale differente di quello che a te piace, ma sei comunque contento del fatto che si sia preso il tempo di mandarti quelle canzoni e renderlo parte di ciò che costituisce il “tu e lui”. Pertanto, quelle canzoni acquistano una risonanza particolare dato che diventano rappresentative della relazione. Non puoi sopportare di dirgli che trovi Luther Vandross o Michael Bublè sdolcinati, si è intrufolato dentro di te tubando smorfiosamente, così non avete protestato e avete concesso loro di intessere una relazione finché gli importava. Il Narcisista Medio mette particolare enfasi nel corteggiare la sua vittima (laddove il Superiore stupisce le vittime con la sua magnificenza) e come parte di questo corteggiamento fa in modo di apparire presentabile, porta la vittima in posti speciali e la tratta bene, offrendo regali e altri favori. Tutto di questo corteggiamento va a creare l’onnipresenza che è un felice effetto collaterale del comportamento del Narcisista Medio.

Il Narcisista Superiore progetta per stabilire l’onnipresenza nelle sue vittime. Conosce la sua qualità di indurre dipendenza e vuole che tu lo diventi. Deliberatamente si accerta di cosa ti piace non solo per rispecchiarti il più perfettamente possibile ma anche per ottenere munizioni per lo scopo di creare la presenza costante. Il Superiore sa che perché l’onnipresenza sia efficace deve coinvolgere i cinque sensi ed essere impressa sistematicamente così che la vittima venga condizionata. Il Narcisista Superiore sa anche che più grandioso è il gesto e naturalmente per lui si tratta tutto di grandiosità, più è probabile che abbia l’effetto di lasciare il segno. Tramite la combinazione di questo, insieme alla ripetizione e alla vastità e la profondità dell’uso di tutti i cinque sensi, l’onnipresenza creata dal Narcisista Superiore è davvero formidabile. Il Superiore va anche oltre perché non solo inquinerà il luogo dove vivi con moltissima onnipresenza ma si impegnerà per infettare anche altri posti. Il posto dove lavori, il posto dove mangi, il posto dove ti piace comprare, passeggiare, andare in bicicletta e così via. Durante la seduzione, ogni volta che il Superiore fa qualcosa di nuovo con la sua vittima cercherà di imprimere la sua presenza nell’evento. Potrebbe essere incidere le iniziali su un albero sotto il quale siete stati seduti a tenervi per mano, potrebbe essere nominare il panorama dietro di voi mentre vi fermate durante un giro con la mountain bike. Potrebbe essere chiedere al barman di creare un cocktail con il tuo nome o assicurarsi che tu venga riconosciuto e chiamato per nome dal maitre in posti di un certo livello.

Il Superiore sa esattamente cosa sta facendo quando crea l’onnipresenza. Non solo, lo ha fatto così tante volte con le altre vittime che sa che è efficace. Ha già un modello che applica. Un modello di canzoni, fragranze, tessuti, posti e gusti che usa per ogni vittima. Potrebbe variare alcuni degli elementi all’interno di questo modello, ma spesso sono gli stessi. Si assicurerà che il suo profumo sia distinto e inusuale, che ci siano canzoni chiave che incarnino la relazione, all’inizio lascerà da te un particolare indumento che sia piacevole da toccare, si assicurerà che ci siano locali, ristoranti, passeggiate e cose simili che siano marchiati. Questo imprinting continuerà in camera da letto dove forse svelerà una particolare parola o frase che è inusuale (per te) che usa al momento dell’orgasmo (tuo o suo) o come parola di sicurezza.
Sussurrerà qualcosa nel tuo orecchio e ti toccherà in modo particolare, quando associa la musica farà allo stesso modo per far sì che le tue sensazioni siano amplificate così quando ascolti quella canzone, non solo penserai al Superiore ma sentirai la sua voce nel tuo orecchio e il suo respiro sul tuo collo. Tutto questo è calcolato e pianificato, anche se potrebbero non esserci grandi differenze tra ciò che viene applicato per ogni vittima. Dopotutto, se funziona ed è efficace, continuerà con quello.

H.G. TUDOR

EverPresence

👥 VULNERABILE

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Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

Vulnerable

👥 UNA COSA PORTA ALL’ALTRA

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

One Thing Leads To Another

👤 TUTTA SOLA

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Hai mai avuto la sensazione che qualcosa non quadra? Cos’era quel rumore che hai sentito solo ora? Era un sogno o era realtà? Sembrava un motore. Un motore profondo e rauco che riconosci e che hai sentito molte volte. Ti siedi sul letto e vedi che sono quasi le tre del mattino. Pieghi la testa e ascolti, le orecchie tese per quel suono familiare e spaventoso. Non senti niente. Forse il motore è stato spento e quel veicolo ora è rimasto ad aspettare fuori. Sono io, dici, nella pozza di oscurità gettata da un recinto, vigile e che osserva la tua casa? Quella nodosa sensazione fa presto ad afferrarti lo stomaco mentre lentamente emergi dal letto. Ti muovi attentamente sentendoti come se il fruscio del piumone o i tuoi piedi nudi sul pavimento emettessero un suono che io potrei sentire. Sai che è sciocco perché il mio udito non è così acuto, ma ti trovi sui carboni ardenti e di conseguenza ti muovi nello stesso modo. Ti dirigi verso la finestra dove le tende sono tirate. Hai voglia di gettarle indietro con un movimento improvviso sperando di farmi saltare. Vedi un’immagine della mia faccia premuta contro la finestra, sbirciare diabolica, prominente e snervante. Con cautela, sposti leggermente la tenda e guardi attraverso lo spazio. Il tuo campo visivo è limitato e non puoi vedere tutto ma il mio veicolo non sembra essere lì. Sto guardando quelle tende che una volta ero solito tirare delicatamente? Oppure mi aggiro per l’esterno della tua casa, alla ricerca di una finestra aperta o di una porta non chiusa a chiave? Hai trattenuto il respiro, non osando respirare, il tuo cuore che batteva forte e ti rimbombava nelle orecchie e ti chiedi se hai scambiato quel suono con quello del motore della mia auto, ma tu sai cosa hai sentito. Forse ero appena passato? Quante volte hai visto una Mercedes nera antracite con la coda dell’occhio mentre passeggiavi per i negozi, andavi in un bar o uscivi dal lavoro? Il tuo cuore salta ogni volta che ne vedi una e i tuoi occhi guizzano sulla targa per verificare se è la mia macchina. Naturalmente, ora potrei aver cambiato auto. Non lo sai per certo. Vuoi passare davanti al luogo in cui vivo e accertare che macchina guido in modo da poterla tenere d’occhio, ma temi che io possa vedertelo fare e trovare soddisfazione dalla tua apparizione. Qualcosa non quadra. In questi giorni sperimenti spesso questa sensazione. Ti si drizzano i capelli sul collo quando senti di essere osservata. Quando stai per uscire dall’ufficio, stai in piedi dietro il vetro e l’acciaio a scrutare la piazza fuori per vedere se sono lì. Pensi di avermi visto due volte ma poi me ne sono andato, evidentemente in allarme per aver percepito la tua presenza. Una volta ti incamminavi tranquillamente dal tuo posto di lavoro al parcheggio, ma ora ti affretti, sperando di non essere individuata e sperando che la tua auto non sia stata manomessa. I tuoi occhi seguono la stessa procedura. Danno uno sguardo ai finestrini per assicurarsi che non siano stati distrutti. Guardi il parabrezza per vedere se un biglietto pieno di odio si trova nascosto sotto uno dei tergicristalli. Ce ne sono stati molti anche se sono sempre stampati, quindi non sei mai stata in grado di dimostrare che arrivavano da me (non ne saresti in grado comunque – li ho stampati al PC di un luogotenente non al mio, non sono un dilettante). I tuoi occhi guardano l’esterno della carrozzeria in cerca di segni di graffi, ammaccature e fari rotti prima di controllare lo scarico e le gomme. Non entri mai senza assicurarti che nessuno sia in agguato sul sedile posteriore e una volta dentro blocchi le porte con la chiusura automatica e poi ti concedi di respirare.

C’è qualcosa di strano. È la stessa sensazione di quando vai da qualche parte da sola. I tuoi passi sono frettolosi, occhiate furtive lanciate dalla tua spalla, i vicoli controllati, mentre cammini lungo il marciapiede, lontana da cancelli e siepi. Attraversi la strada quando una figura oscura cammina verso di te. Spesso hai qualcuno che ti accompagna ma non sempre è possibile. Tiri leggermente la tenda da una parte per aumentare il campo visivo. Puoi vedere tutto alla sinistra della tua casa, ma nulla sembra essere fuori posto. Guardi verso la strada ma non riesci a vedere nessun veicolo, ma di nuovo potrei essere parcheggiato dietro l’angolo e ora essere in piedi all’ombra di un albero a guardare il tuo viso pallido che sbirciava fuori. Guardi il tuo cellulare, sempre carico e pronto, e pensi di chiamare la polizia, ma cosa diresti loro? Che pensi di aver sentito il motore della mia macchina? Sono stati in giro una volta questa settimana e anche se sono sempre educati, hai l’impressione che gli ufficiali stiano cominciando a pensare che senti e vedi cose. Puoi dirlo. Le loro garbate rassicurazioni non mascherano del tutto i toni rassegnati con cui parlano. Dovresti chiamare la polizia? Potrebbe essere una cosa sensata. Anche se sto osservando, l’arrivo di una macchina di pattuglia dovrebbe farmi scappare di corsa, e se venissi beccato mentre sto fuori in agguato in questo momento? Sarebbe bello. Poi di nuovo, forse dovresti aspettare di avere qualche prova concreta, finché non mi vedi e poi dovresti chiamare. Non vuoi che la polizia ti etichetti come una perditempo, ma qualcosa non quadra.

Cambi posizione in modo da poter guardare a destra e maledici silenziosamente una piega nella tenda che ti copre la visuale. Dovrai tirarla da parte e questo sicuramente mi avviserà della tua presenza. Con la mano tremante, muovi la tenda e poi ti sporgi in avanti per poter guardare oltre il giardino. Con disinvoltura esperta lasci che i tuoi occhi si spostino sul giardino, sul muro e sul recinto, alla ricerca di forme estranee. I tuoi occhi si fermano su qualcosa nell’angolo del giardino, dove il muro e la recinzione si incontrano, una pozza d’ombra. C’è una figura lì? Guardi fissa, mentre gli occhi si abituano all’oscurità e aspetti. Ti senti stordita mentre osservi cercando di vedere se quella forma nera come l’inchiostro sono io o solo l’immaginazione che in questi giorni sembra essere fuori controllo. No, non riesci a vedere nessuno. I tuoi occhi controllano di nuovo il giardino dal tuo alto punto di osservazione ma non vedi nulla. E se fossi sotto la finestra, stretto contro la porta d’ingresso e nascosto alla vista? E se fossi andato in giro attorno al retro della casa? Hai chiuso a chiave il cancello laterale, vero? Non riesci a ricordare. Pensi di averlo fatto ma hai ripetuto così tanti controlli prima di ritirarti di notte che è diventato qualcosa di sfocato. Tutti i cancelli devono essere controllati, le finestre chiuse a chiave con le chiavi tolte – anche durante l’estate sopporti il caldo invece di tenere le finestre aperte. Le maniglie delle porte vengono testate due volte e altre due volte. Porte francesi tirate e spinte per assicurarsi che siano sicure. È un rituale notturno ma necessario. Un amico ti ha suggerito un cane, ma chi si prenderebbe cura di lui mentre sei al lavoro? Una volta ti sentivi al sicuro qui, soprattutto quando vivevo qui con te, ma ora non più e trasferirsi, col mercato attuale non è un’opzione. Forse un inquilino sarebbe la soluzione? Il denaro sarebbe ben accetto e anche la compagnia, ma questa è la tua casa e non sopporti di essere costretto a fare questi passi per la mia insistente presenza.

Ogni giorno quando torni dal lavoro spazzi la casa assicurandoti che non c’è stato nessuno che è entrato durante il giorno. Cerchi qualcosa che è stato spostato o è fuori posto, il che indica che un dispositivo o una videocamera potrebbero essere stati collocati nel tuo salotto o in camera da letto. Eri contenta di aver cambiato subito le serrature quando tutto è andato a rotoli. Dovresti avere il posto perfettamente spazzato. Eri solita passeggiare per la casa nuda ma ora non più, ti senti persino a disagio a stare nella doccia, quando guardi nervosamente verso l’alto in cerca della luce rossa che denota che una telecamera è stata collocata su una mensola e tu vieni osservata. Ora in nessun posto ti senti al sicuro da me. Il tuo sonno è frammentato e questo ti ha portato a lottare per valutare se le tue paure sono reali o immaginate. Ci sono ancora troppe chiamate anonime, messaggi vuoti da numeri sconosciuti e strani messaggi in segreteria lasciati al lavoro. Sai che sono ancora là fuori da qualche parte e non hai idea di cosa potrei fare.

Non riesci vedere nessuno fuori e rifletti se dovresti controllare il retro, ma hai davvero bisogno di dormire. Ti abbassi e ti siedi sul bordo del letto, ascoltando qualcosa, qualsiasi cosa. Ti viene incontro solo il totale silenzio. Nessun motore vibrante, nessun rumore di passi sul vialetto esterno, nessun avanzare di soppiatto su per le scale, nessun vetro infranto, nessuna porta forzata. Continui a guardare fuori ma nulla si muove. Forse era un sogno? No, hai sicuramente sentito quel singolare ruggito del motore ma forse era più lontano o qualcun altro con la stessa macchina. È possibile non è vero? Il tuo respiro si fa più lento e inizi a convincerti che si trattava di un altro falso allarme. Tuttavia, hai quella sensazione che ci sia qualcosa di strano. Ti senti come se io fossi stato vicino. I tuoi occhi si lanciano verso l’armadio, la mente improvvisamente è riempita dal pensiero che ci sia io dentro, a spiare attraverso le antine e a divertirmi per la tua espressione paurosa. Cerchi di distogliere il pensiero ma non puoi. Un’improvvisa palla di rabbia si forma dentro di te e con un grido salti su, apri le porte dell’armadio e infili le mani negli indumenti, spingi e tiri ma trovi solo vestiti e top, abiti e maglioni appesi con cura. Non sono lì. Chiudi le porte e ti butti di nuovo nel letto, saltandoci sopra, come una bambina spaventata che deve correre dalla porta al letto, così i mostri sotto il letto non le afferrano le caviglie. Una volta in quel letto, sei in un bozzolo di sicurezza. Ti tiri il piumone sopra la testa e ti sdrai lì, raggomitolata in una palla, imprecando contro di me e respirando affannosamente.

Alla fine emergi, la faccia accaldata dal respirare sotto il piumone e sei grata per l’aria fredda della tua stanza. Ti sdrai di nuovo e permetti a te stessa di srotolarti gradualmente, le orecchie continuano ad ascoltare un suono ma non ne arriva nessuno. Guardi l’orologio e vedi che ora sono le 3-15 del mattino e dovresti davvero dormire. Rotoli di lato e aggiusti il cuscino, pregando che il sonno ti faccia presto visita. Se solo la sensazione che ci sia qualcosa di strano ti lasciasse.

Arriva il mattino e tu esci dal letto con gli occhi gonfi, ma grata di avere almeno dormito. Ti occupi della tua solita routine in bagno prima di vestirti e scendere le scale pronta a preparare la colazione. Mentre scendi le scale ti fermi e vedi qualcosa che giace sul tappeto sotto la buca delle lettere alla porta d’ingresso. È quadrato e di plastica. Sono solo le 7 e il postino non c’è ancora stato, anche se non hai sentito nessuno che metteva qualcosa nella cassetta delle lettere. Sali lentamente le scale mentre quella sensazione di qualcosa di strano ti opprime. Vedi che è una custodia di CD che è stata depositata. Non è giusto. Nessuno ha preso in prestito qualcuno dei tuoi CD. C’è qualcosa che assolutamente non quadra. Con lo stomaco in sobbuglio e il respiro affannoso, il cuore martellante e la nausea crescente, prendi il CD e lo giri per leggere la copertina.

The Police: Every Breath You Take (Trad. “Ogni volta che prendi respiro “ n.d.t.)

Quella era una delle tue canzoni preferite, non è vero?

Finché non ti ho detto cosa significava davvero il testo.

H.G. TUDOR

All Alone

👤 IL TUO MONDO NEI MIEI OCCHI

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Voglio che tu guardi nei miei occhi e lì troverai te stesso. Vedrai tutto ciò che hai sempre desiderato nei miei occhi. Ogni speranza che hai risplenderà dai miei occhi, tutto ciò che hai desiderato sarà visibile a te. Tuttavia, non resterai a guardare la versione ordinaria di quelle cose che desideri. Ne vedrai un assortimento arricchito, la tipologia di quelle cose che ti sono care brillare e splendere. Voglio che tu guardi profondamente nei miei occhi e ti concentri su ciò che vi trovi. Lasciati assorbire da quei profondi pozzi di desiderio mentre inizi a perdere te stesso. È naturale voler cadere in ciò che vedi, lasciare andare quei vincoli e quelle inibizioni in modo da divenire completamente assorbito da ciò che stai guardando. Non può arrecarti alcun danno, perché stai solo fissando le cose che contano per te. Onestà, umiltà, umorismo e desiderio. Integrità, valori e passione. Tutto ciò che consideri come una virtù può essere visto nel mondo che ho creato nei miei occhi. Ciò che tu mi dici, sia in modo diretto che indiretto, entrerà invariabilmente nel tuo punto di vista nel giro di pochi istanti. È come un pianeta arido molto lontano che è stato scoperto dagli esploratori intergalattici che iniziano la terraformazione del pianeta per renderlo abitabile. Tutte le cose che vuoi divengono realtà dal momento che si sono formate in questo mondo proprio davanti a te. Gli interessi che hai compaiono; i luoghi che ami visitare entrano in campo e gli eventi a cui ti piace assistere esplodono. Sei ipnotizzata mentre questo meraviglioso mondo si forma nei miei occhi, tutto generato da te anche tu se sei così presa dal processo e da ciò che vedi che non ti rendi conto che tutto ciò che sto facendo è prendere i materiali che mi stai fornendo e riprodurre tutte quelle cose che vuoi vedere. Sono abile nel farmi dire tutto di te per aggiungerlo a tutto il lavoro preparatorio che ho intrapreso prima di fare la mia mossa. Come gli ingredienti in un cocktail particolarmente delizioso, combino tutte queste cose che ti interessano e intesso la mia magia per creare una bevanda che non vorrai mai smettere di bere. È inebriante e rinvigorente, una miscela avvincente che, una volta che hai preso il tuo primo sorso, continuerai ad attingervi. Non hai possibilità di scappare perché dal momento in cui ti faccio guardare in profondità nei miei occhi ti mostro tutte le cose che vuoi. Ti mostro il mondo in cui tu sei la regina, dove niente mai ti ferirà, dove il tuo vero valore è stato riconosciuto da me. Questo mondo è perfetto. Tutto è al suo posto e si accorda con i tuoi valori. Non ti fermi mai a chiedermi come mai sono riuscito a creare questo mondo in modo così accurato e geniale. Non ti interroghi su come fa questa creazione ad essere così magnifica perché è tutto ciò che hai sempre desiderato. Dall’esistenza da fiaba che hai promesso a te stessa da ragazza fino al trattamento corretto che meriti come persona onesta quale sei, tutto compare su questo mondo che ho fatto su misura per te. È accattivante, affascinante e seducente. Tu vuoi questo mondo più di qualsiasi cosa tu abbia mai conosciuto. Vuoi essere assorbito da esso e cadere in profondità nel suo tessuto, coccolato dalla sicurezza che esso fornisce. Niente va storto in questo mondo, è una chiara utopia e, soprattutto, è proprio lì davanti a te. Tutto ciò che devi fare è mantenere lo sguardo fisso su di me, lasciandoti cadere in profondità, in profondità in questo mondo meraviglioso e tutto andrà bene. Tutto resterà meraviglioso.

Ciò di cui non ti rendi mai conto è che questo mondo verrà inghiottito in una circostanza. In un batter d’occhio, questa utopia verrà cancellata e sarà come se non fosse mai esistita. Le pozze di inchiostro scuro che sono la realtà di questi occhi divoreranno questo mondo creato, cancellandolo altrettanto prontamente come un buco nero che inghiotte un pianeta. Ancora una volta l’oscurità avrà la meglio e annienterà la costruzione che tenevi così cara. Anche quando questo accade, continuerai a cercare. Mi fisserai profondamente negli occhi, cercando di trovare di nuovo questo mondo in mezzo all’oscurità nera come l’inchiostro. Non c’è luce che possa brillare abbastanza a lungo da illuminare dove è andato questo mondo. L’oscurità è assoluta perché è l’oscurità che è la realtà. Non che questo ti impedirà di provarci. Continuerai a guardare e cercare, tentando nuovamente di trovare il mondo perfetto, sperando che emerga nuovamente nella luce. Continuerai a provare ed è per questo che ti mostriamo il mondo nei nostri occhi.

H.G. TUDOR

Your World In My Eyes

👥 IL NARCISISTA CONOSCE LE TUE DEBOLEZZE

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Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutte) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plasmano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

The Narcissist Knows Your Weaknesses

👤 SENZA SOSTA

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È una bella giornata. Il tipo di giornata che sembra piena di possibilità. Il sole splende nel firmamento blu, il canto degli uccelli riempie l’aria come il profumo dell’erba e dei fiori, e l’ottimismo passa lentamente. Tu stai alla finestra e guardi attraverso la vista del tuo giardino ben curato e poi dei campi al di là, che estendono verso le colline in lontananza. Il tuo tempo è di tua proprietà e stai considerando non solo quello che farai in questo splendido giorno, ma qual’è il prossimo per te e per la tua vita. In che direzione lo porterai? Dove dirigerai la tua buona nave? Ci sono state delle acque agitate in passato, ma le hai navigate e hai gettato via quel carico inutile che ha minacciato di affondarti ed ora eccoti qua con così tante scelte, così tante opzioni e opportunità a tua disposizione, senza ostacoli da parte di altri che potrebbero cercare di importi i propri valori e le proprie decisioni. Tu sei la libertà personificata anche se devi ammettere che ci sono momenti in cui vorresti accogliere qualcuno con cui condividere questa libertà senza precedenti, ma non c’è fretta di raggiungere questo obiettivo. Accadrà quando accadrà, tu credi in queste cose. Mentre continui a guardare oltre il panorama, il telefono squilla e ti distogli dai tuoi pensieri per rispondere al telefono.

“Ciao”, dichiari nel ricevitore. Senti una voce, chiara, fiduciosa, calda e stranamente invitante, che ti parla.

“Salve, sono il signor Saul Mate dalla Somnium Incorporated e volevo solo farti sapere che sono in grado di offrire tutto ciò che ti serve ventiquattro ore al giorno, 365 giorni all’anno. Ricorda che è tutto per te. Grazie di essere un cliente affezionato.”

La chiamata termina.

Tu sorridi e metti a posto il ricevitore. Squilla di nuovo e rispondi.

“Salve, sono il signor Saul Mate chiamo da Somnium Incorporated. Sei pregato di ricordare che sono al tuo fianco anche quando non ci sono e sono sempre pronto a occuparmi di tutto ciò che chiedi. Quello che ti serve, io provvedo. Grazie di essere un cliente affezionato.”

La chiamata termina nuovamente e mentre stai pensando a questa chiamata arriva il bip di un messaggio sul tuo cellulare. Metti a posto il ricevitore del telefono fisso e ti dirigi verso il punto in cui il tuo cellulare è posato sulla credenza. Lo prendi e vedi che hai un messaggio di testo da un numero che non riconosci. Tu apri comunque il messaggio.

“Somnium Incorporated – che ti porta ad un nuovo livello nella fornitura di gioia e contentezza.”

Il telefono fisso squilla di nuovo e tu mormori mentre rispondi.

“Sì?” “Salve, sono il signor Saul Mate chiamo da Somnium Incorporated. Abbiamo intrapreso un vasto esercizio di profilazione che ci colloca nella posizione ottimale per comprendere tutte le tue esigenze e, cosa più importante, soddisfarle. Ogni. Singola. Volta. Grazie di essere un cliente affezionato.”

“Guarda, non ho ordinato niente da te”, protesti tu ma la linea si interrompe.

Un altro messaggio arriva sul tuo celllulare.

“Somnium Incorporated – basta che tu lo dica e lo avrai. Il cielo aspetta che tu ci permetta di prenderci cura di te.”

C’è un rumore dal tuo laptop e tu posi il ricevitore e raggiungi il computer per trovare un’e-mail da soulmate@somniuminc.com

“Gentile Cliente, volevamo solo farti sapere quanto adoriamo prenderci cura di ogni tua esigenza. Tu sei molto speciale per noi, infatti tu sei l’unico che vogliamo servire”.

“Che cosa sta succedendo?” Ti chiedi ad alta voce. Il tuo cellulare fa di nuovo bip e riecheggia il suono di un’e-mail che arriva. Ti accingi a guardare questi messaggi quando suona il campanello.

“Che c’è adesso?” Mormori.

Apri la tua porta d’ingresso e trovi un corriere lì in piedi che tiene in mano un enorme mazzo di fiori.

“Buongiorno signorina, consegna per Miss Victoria Tim”, sorride. Ti consegna il mazzo e se ne va. C’è un biglietto allegato e tu lo leggi.

“Per te, caro cliente, che sempre serviremo e provvederemo per qualsiasi cosa – Somnium Inc.”

Porti dentro i fiori che sono certamente belli e intanto senti qualcosa che viene spinto nella tua cassetta delle lettere. Posi i fiori e torni alla porta e vedi che vari volantini in diversi stili e colori sono stati infilati nella tua cassetta delle lettere. Arrivano tutti da Somnium Inc. e contengono una varietà di promesse, dichiarazioni e complimenti per te e per loro. Suona il campanello e tu apri la porta irritata, stringendo ancora i volantini. Puoi sentire di nuovo il telefono fisso che squilla, il bip ripetuto del cellulare e il suono del tuo laptop. Questa volta alla porta c’è un corriere diverso con un pacco che ti consegna.

“Victoria Tim?” Chiede e tu annuisci.

“Firma qui per favore”, dice con un sorriso e spinge il dispositivo di firma verso di te. Tu ringrazi e lui ti augura una bella giornata mentre tu rientri dentro con il pacco che porta un’etichetta.

“Da Somnium Inc. al nostro migliore e più straordinario cliente, vogliamo servirti per sempre.”

Scuoti la testa e metti giù il pacco per rispondere al telefono fisso.

“Salve, qui è il signor Saul Mate, ti sto chiamando solo per ricordarti quanto sei speciale per noi e come noi avremo a cuore solo i tuoi migliori interessi.” Il campanello suona di nuovo.

“Smetti di chiamare questo numero!” Urli e sbatti il telefono. Prendi il cellulare e vedi che sono arrivati 25 messaggi tutti dallo stesso numero. Hai dato un’occhiata a un paio di quei messaggi.

“Volevamo solo farti sapere che non abbiamo mai avuto un cliente come te prima d’ora. Sei unico sotto tutti gli aspetti e vogliamo solo darti tutto ciò che meriti – Somnium Inc.

“Non ci siamo mai sentiti così per nessuno dei nostri clienti prima d’ora è come se fossimo stati inviati dal paradiso aziendale per renderti felice per sempre – Somnium Inc.”

Il telefono fisso squilla ancora ma tu lo ignori. Senti diversi rintocchi che provengono dal tuo laptop e vedi che la tua casella di posta si sta riempendo di e-mail dallo stesso mittente; soulmate@somniuminc.com. Getti un grido quando il campanello suona ancora una volta e gettandoti sulla porta aperta, il telefono che squilla in sottofondo ti si para davanti una fila di corrieri che serpeggia lungo il tuo sentiero e sulla strada al di là. Portano tutti oggetti come fiori, pacchi, cestini, palloncini e cose simili.

“Consegna per Miss Victoria Tim”, annunciano tutti all’unisono e ti offrono un sorriso accattivante e una strizzatina d’occhio.

“Andate via!” Urli, “Non li voglio. Non ho niente a che fare con la Somnium Inc.! “

Chiudi la porta e fai marcia indietro verso il soggiorno, mentre il telefono fisso continua a squillare, il tuo cellulare fa bip incessantemente e i rintocchi provenienti dal tuo laptop non si fermano. Più volantini cadono sullo zerbino mentre tu scagli il cellulare da una parte, metti le mani sulle orecchie cercando di soffocare questa cacofonia, ma senza successo. Senti un forte bussare alla porta di casa mentre il rintocco, il suono e il bip continuano. Imprechi e aspetti. Prendi in considerazione l’idea di andare su Internet per cercare informazioni su questa società Somnium Inc. e Saul Mate pronta a sporgere denuncia. Questa è una molestia. Nessuna impresa dovrebbe comportarsi in questo modo e comunque, dove hanno preso le tue informazioni? Come hanno saputo i tuoi numeri di telefono, indirizzo e-mail e indirizzo di residenza? Non li hai mai messi in giro. Il bussare alla porta continua e tu vai a sbattere contro la porta principale.

“Ho detto che io …” cominci mentre apri la porta, aspettandoti di trovare la fila di corrieri in attesa, ma non c’è nessuno lì. I tuoi occhi guardano lo zerbino sul pavimento della veranda e c’è un biglietto da visita bianco con lettere in rilievo nere. Ti chini e lo strappi, il frastuono di squilli e allarmi sembra svanire mentre la tua attenzione viene attirata da questo biglietto. Lo leggi.

“Mi dispiace ci sei mancato, chiameremo ancora.”

Il nome Saul Mate è in un angolo e Somnium Inc. è in un altro angolo. Guardi attraverso il prato ma non c’è nessuno lì. Vai al cancello principale e guardi a sinistra e a destra lungo il viale, ma è vuoto.

Se una compagnia o un’organizzazione ti trattasse in questo modo ti lamenteresti. Questo comportamento è il nostro biglietto da visita e non solo tu lo accetti ma lo vuoi. E dici che noi siamo quelli contorti?

H.G. TUDOR

Relentless