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📰 CUCCIOLO

“Bombasexy”

“Angelo”

“Bimba”

“Tesoro”

“Principessa”

“Piccola”

“Pinguina”

“Scricciolo”

“Lucciolina”

Dall’ovvio e usato alla corruzione e bastardizzazione del tuo nome passando per l’assolutamente bizzarro, i nomignoli sono elementi comuni delle relazioni. I genitori possono avere un diminutivo o un vezzeggiativo per il proprio figlio, usiamo diminutivi per i nostri amici ma più spesso vengono usati nel contesto di una relazione sentimentale. Il loro uso è per indicare tenerezza e per evidenziare qualcuno di speciale ed unico (anche se utilizzare bimba non vincerà premi in questa categoria) tra questa persona e la sua metà. Quando utilizzati nel contesto di una relazione non narcisistica sono piuttosto innocui, forse alludono a qualcosa per prendere in giro e potrebbe essere leggermente imbarazzante (ad esempio chiamare qualcuno lucciola-verme luminoso perché diventa rosso e si imbarazza facilmente) ma generalmente sono usati come un epiteto affettuoso e gentile. Questa situazione diventa corrotta e totalmente differente nelle nostre mani. Noi usiamo regolarmente nomignoli per le nostre fonti primarie, ma i nostri motivi per cui lo facciamo non riguardano la tenerezza sincera piuttosto una serie di motivazioni più nefaste:

1. Viene fatto per sembrare che si prova tenerezza per te così che tu pensi di essere speciale per noi. Ti meriti che ti venga dato un nomignolo e quindi vieni portata a pensare che naturalmente a noi importa di te e ti amiamo dato che abbiamo compiuto questo fatto. Viene fatto perché è un passo abituale in molte relazioni intime e tutto ciò che facciamo è imitarlo allo scopo di farti pensare che la relazione tra te e noi è magnifica, speciale, meravigliosa.

2. Tu sei nostro possesso. Dandoti un’etichetta in questa maniera ti stiamo marchiando e mettendo un timbro secondo cui ci appartieni. Ci permette di esercitare controllo su di te.

3. Noi oggettifichiamo tutti i nostri dispositivi e dandoti un nomignolo stiamo rinforzando questo. Possiamo chiamarti “angelo” ma nelle nostre menti sei solo un angelo, una delle centinaia o migliaia là fuori. Nello stesso modo in cui quelli che si ritrovano in una situazione difficile potrebbero usare il loro nome con un rapitore al fine di umanizzare loro stessi e l’altra persona, noi utilizziamo i nomignoli per disumanizzarti. È il nostro punto di vista il fatto che sei un oggetto per noi ed è molto più facile controllare e maltrattare un oggetto.

4. Utilizziamo lo stesso nomignolo per molti dei nostri dispositivi. Ci saranno delle differenze quando ad esempio il nomignolo gioca sul tuo nome, così se ti chiami Rebecca, possiamo chiamarti Beccipops, ma se è un nomignolo che non ha nulla a che fare con il tuo nome effettivo o una tua caratteristica specifica allora dovresti sapere che molte fonti primarie prima di te hanno avuto tutte lo stesso nome e anche quelle che verranno dopo di te.

5. Utilizzando un nomignolo e mantenendo lo stesso per tutte le nostre fonti primarie minimizziamo il rischio di chiamarti, accidentalmente, con il nome sbagliato provocando interrogatori e una vera sfida. Quindi, se ti chiamiamo “Zuccherino” e abbiamo una relazione, anche l’altra persona verrà chiamata “Zuccherino”. Se mai aveste accesso al cellulare del narcisista, non stupitevi di vedere Zuccherino 1 e Zuccherino 2 nella rubrica.

6. Come molte cose narci, ciò che concediamo poi lo tiriamo via per sconvolgerti ed esercitare il controllo su di te. Quindi se ci siamo sempre riferiti a te come “Roba che scotta” puoi aspettarti che arrivata la svalutazione ci riferiremo a te con il tuo nome effettivo invece di corrompere il nomignolo, ad esempio chiamandoti “Surgelata”. Questo viene fatto per provocarti una reazione e sentirti ferita da questo cambiamento dal vezzeggiativo affezionato.

7. In certi casi, il nomignolo potrebbe davvero sembrare un complimento verso di te ma in realtà ha un significato nascosto per la nostra specie e anche se sorridi quando senti usare questo nome, in realtà dentro stiamo ridendo di te perché non ti accorgi di essere stata insultata. Un esempio potrebbe essere scherzare riferendoci a te come “la boss”. Quindi di fronte a te e alla nostra congrega possiamo dire;

“Grazie per la proposta, ne parlerò con la boss”

Tu sorridi a questo rispetto affezionato verso la tua autorità ignorando il fatto che la mia congrega e io sappiamo che significa Best of Seven Sluts- Meglio di Sette Puttane, essendo un riferimento a come ti consideriamo sessualmente.

8. In certi casi, dimentichiamo chi sei effettivamente (perché ti consideriamo un oggetto) ma se chiamiamo un oggetto “Gnometta” allora possiamo ripiegare su questo e riferirci a te con questo nome senza sembrare stupidi per esserci scordati come ti chiami.

9. Possiamo inventarci nuovi e differenti nomignoli che sono insultanti, irrispettosi e spiacevoli quando ci lanciamo nella tua svalutazione. Possiamo chiamarti “Orticaria” perché continui ad apparire dove non vogliamo vederti. Possiamo chiamarti “Il Pirata” perché hai poco seno, ad esempio un petto incavato. Possiamo etichettarti come La Spina perché sei una spina nel fianco o possiamo scegliere semplicemente Cosa come i lettori abituali sapranno dal mio trattamento verso Lesley

https://conoscereilnarcisista.com/2018/11/19/cosa

10. Insisteremo sul fatto che utilizzi un nomignolo per noi ma lo sceglieremo. Nessuno che sia normale sceglie il proprio diminutivo e poi dice alla gente di usarlo. Diminutivi e nomignoli si evolvono da caratteristiche osservate da quelli attorno al destinatario del nome. Il fatto che compariamo e ti diciamo di chiamarci “Palle d’oro” è una prova del nostro senso che tutto ci sia dovuto e della nostra grandiosità.

L’uso di nomignoli da parte della nostra specie non deve mai essere considerato gentile ed elogiativo. È un mezzo per sminuirti, irritarti ed esercitare il nostro controllo su di te, allo stesso modo di qualcuno che tiene un animale domestico, che è come sei considerata visto che ti teniamo in una delle nostre gabbie dorate.

H.G. TUDOR

Pet

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👤 CONFORMITÀ INANIMATA

Gli oggetti inanimati mi affascinano. Mostrami un bellissimo orologio con il suo complicato meccanismo in mostra e starò seduto per un lungo periodo ammirandone la fattura. Adoro toccare uno dei miei completi godendo della sensazione della stoffa, sarò piacevolmente soddisfatto di ammirare il modo in cui è appeso e naturalmente come mi sta guardandomi allo specchio. Una scultura, un quadro, una macchina o un gioiello. Tutto questo mi suscita ammirazione. Sono oggetti di bellezza e status e come tali appartengono pienamente al mio mondo. Inoltre, fanno esattamente ciò che voglio. Amo la mia lavastoviglie. Funziona sempre. Premo il bottone e obbedisce ai miei comandi, quietamente rimuove i residui dalle stoviglie costose. I bicchieri escono brillanti, senza strisce o segni. Ogni singola volta. Gli oggetti sono affidabili. Eseguono ciò che gli chiedo di eseguire. Non amo nulla di più che un elettrodomestico. Soddisfa, obbedisce, consegna. Amo i possedimenti.
Amo possederti e fare di te un oggetto inanimato. È così che ti vedo. Sei un dispositivo di cui mi aspetto che farà ciò che voglio. Non sei altro che un’estensione di me, posta qui per eseguire le mie esigenze e i miei capricci. Amo attribuire nomi di marche alle mie ex ragazze. Becky era Zanussi – era brava in scienze, quindi era un dispositivo scientifico. Sarah era Nike dato che dovevo solo dirle “Fallo e basta” (lei mi chiamava Burger King- facciamo a modo tuo, mi piaceva abbastanza). Un’altra era Energizer perché continuava ad andare e andare (ma questa è un’altra storia). Mi piace pensare di essere Tag Heurer (indovinato: è un gioco mentale). Io oggettivizzo tutti e valuto come possano essere una buona applicazione per me. Ti possiedo e devi agire come dico io. Tutti i miei altri beni lo fanno, perché dovresti essere diversa?

H.G. TUDOR

Inanimate Appliance

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📁 TI VEDIAMO COME UN OGGETTO

Tu vuoi essere qualcuno per la mia specie e me.

Non accadrà.

Tu sei qualcosa per noi, non qualcuno.

Non mi riferisco a te. Perché dovrei? Io mi considero superiore, elevato e speciale. Le meschine preoccupazioni che governano la tua vita non mi riguardano. Non ho responsabilità. Certamente ho una certa comprensione di cosa significhi essere te, dopo tutto quello che ho ascoltato mi hai parlato tante volte di come ti senti e ho osservato così spesso te e altri come te. Però non lo sento. Non posso mettermi nei tuoi panni. Non voglio e anche se lo facessi, non potrei farlo perché non ho quell’empatia emotiva o l’ancora più forte contagio emotivo che provi tu.

Sì, posso vedere le differenze tra te e lei, tra lui e loro. Riesco a vedere le differenze in altezza, la forma del corpo, lei ha gli occhi verdi e hai gli occhi azzurri, lui non ha capelli e lui ha i rasta. Riconosco l’attrazione fisica, vedo i diversi vestiti che indossi, le variazioni nelle scarpe indossate, i gioielli sfoggiati e cose simili. Noto tutto questo ma questo non ti rende più di una persona per me. È solo la distinzione tra una lavatrice che è bianca e una color argento.

Prendi la mia televisione che si trova all’estremità del salotto principale. Si tratta di un televisore Samsung Curved SUHD HDR Dot Smart TV 78″ da cui guardo principalmente lo sport. Mi fornisce un’immagine che è in altissima definizione con una gamma di colori brillanti. Il suono è impressionante e sembra pulito e attraente. Offre un display eccezionale e quindi offre ciò di cui ho bisogno.

Fa’ conto di essere la mia fonte primaria. Vedo che sei alto 5 piedi e 9 “, sei esile, con la pelle chiara e i lunghi capelli castani sulla parte bassa della schiena, che diventa leggermente ondulata verso la fine. La tua faccia è ovale. I tuoi occhi sono verdi. Sembri elegante e attraente. Sei un eccezionale display di attrattiva fisica. Conosco tutto questo ma il tuo scopo principale è di fornirmi carburante positivo e lo fai in modo impressionante. Quindi mi offri ciò che richiedo da te.

Tu non sei diverso dalla mia televisione. Sei lì per soddisfare una funzione. Devi provvedere secondo gli Scopi Primari, che sono la fornitura di carburante, i tratti caratteriali e i benefici residui. Se lo fai e lo fai in un modo straordinario, sei un’apparecchio altamente efficiente. Se non lo fai, sei un (apparecchio) malfunzionante.

Tu e la televisione siete lì per fare le cose per me, perché ne ho il diritto.

Premo i tuoi pulsanti quando ti seduco o in seguito quando ti provoco e tu devi produrre carburante per me. Tu durante il periodo d’oro sei il mio apparecchio preferito. Ho molti elettrodomestici, altri oggetti che vomitano carburante in quantità variabili e potenze differenti. Ho collegato tutti questi apparecchi a me perché ripeto la mia oggettificazione di te è legata anche alla necessità di esercitare il controllo. Se voglio mangiare un po’ di pane tostato, metto due fette di pane nel mio tostapane Alessi e premo la levetta, regolo il controllo per regolare il grado di tostatura richiesto e un minuto o due dopo ho due fette perfettamente tostate. Funziona ogni volta. Io lo controllo. Fa quello che voglio. Non rifiuta di tostare il mio pane, non lo tosta solo da un lato, non dà fuoco al pane o produce addirittura un risultato del tutto diverso presentandomi una coscia d’agnello. Mi aspetto che tu sia ugualmente rispettoso ed efficace. Non capisco perché non dovresti esserlo. Sei lì per fare ciò che voglio, ho il diritto di raggiungere gli Scopi Primari e dal momento che ti ho installato come risorsa primaria, dovresti adempirvi ripetutamente, in modo coerente e senza interruzioni. Non sono interessato ai capricci della tua vita che influiscono sulla tua capacità di funzionare a causa del mio senso di diritto, della mia nozione di superiorità e, naturalmente, dei miei incessanti bisogni e richieste.

Gli oggetti sono molto più facili da controllare. Vengono installati, alimentati e funzionano. Se smettono di funzionare, vengono gettati e sostituiti. Di conseguenza, quando smetti di produrre secondo gli Scopi Primari, subisci lo stesso destino. Non ho tempo per ripararti, vieni messo da parte e un modello migliore, più lucente, più efficace prende il tuo posto. Come ho fatto a cavarmela senza? Perché ti ho sopportato per così tanto tempo visto che eri un apparecchio difettoso?

Potresti guardare il tuo sostituto e chiedermi perché mai quell’apparecchio è stato scelto al posto tuo. Può essere perché ci hai dato tutto ciò che potevi. Può essere perché puoi accorgerti che sei più in gamba, più interessante, più intelligente e più bello del tuo sostituto. Forse lo sei, forse quelle caratteristiche distintive ci sono, ma tu non stavi producendo secondo gli Scopi Primari e il tuo sostituto lo sta facendo, il che significa che è di gran lunga superiore a te. Tu sei superfluo. Aggiungi al fatto che vediamo te e gli altri come oggetti, con la nostra necessità di efficienza, la nostra mancanza di rimorso e di coscienza e puoi capire (o forse iniziare a capire) perché troviamo così facile da disimpegnarci da te, metterti sul mucchio di rottami e scegliere un altro apparecchio con tanta facilità.

Se tu metti fine a una relazione, potresti essere preoccupato di assicurarti che l’altra persona non sia troppo devastata, che stia bene perché anche se non vuoi più essere in una Relazione Formale ti preoccupi sempre del benessere di un altro essere umano. Per noi è inutile. Perché usare la tua energia per gestire qualcosa che è inutile? È una perdita di tempo.

La tua oggettificazione rende molto più facile il nostro funzionamento. Considerandoti semplicemente come un altro oggetto che è lì a funzionare per noi, che deve essere controllato da noi e che può essere prontamente sostituito quando lo riteniamo necessario, raggiungiamo i nostri obiettivi molto più facilmente. Le prestazioni e il controllo sono fondamentali e questo è ciò che fanno gli oggetti. Che si tratti di un ornamento che ci appare bello e possiamo metterlo dove vogliamo, o un veicolo a motore che ci porta da A a B o una lavastoviglie che ci fornisce bicchieri brillanti e senza strisce, li controlliamo tutti e funzionano.

Questa oggettificazione si estende a come consideriamo oggetti differenti. Ad esempio, quando vieni sedotto e incorporato come risorsa primaria partner intimo, sei il nostro bene più prezioso. Tu sei quello che ci darà il carburante positivo necessario ogni giorno in grandi quantità e con una potenza considerevole. Questo significa che verrai accudito, sarai trattato bene, sarai sfilato e messo in mostra, come una pregiata opera d’arte o una costosa collana. Verrai posizionato con cura su quel piedistallo, lucidato, pulito e mantenuto.

La fonte terziaria che lavora nella stazione di servizio dove facciamo il pieno di benzina ogni settimana è come un vecchio orsacchiotto. Gli diciamo sempre ciao e riceviamo una piacevole quantità di carburante positivo mentre fingiamo interesse per la vita monotona di questa persona. Conosciamo questa persona da anni e come quell’orsacchiotto, non vediamo il bisogno di gettarla via, non ancora, ma non riteniamo che vi sia alcuna necessità di manutenzione. Pertanto, il relativo orsacchiotto ha un occhio che manca, un po’ d’imbottitura è fuoriuscita da dentro e la pelliccia si è scolorita.

Allo stesso modo in cui si presta attenzione a uno specchio delicato e costoso, così tratteremo i nostri apparecchi. Alcuni possono essere ammaccati da un lato, graffiati e macchiati, come un paio di vecchie scarpe da ginnastica, altri vengono maneggiati con cura fino a quando non decidiamo diversamente. I nostri apparecchi nella nostra rete di carburante vengono considerati e gestiti in modi differenti.

Gli apparecchi vetrina, la risorsa primaria nel periodo d’oro o i famosi amici di lunga data della cerchia interna che sono fonti secondarie non intime, vengono esibiti e sfoggiati regolarmente. La tanto diffamata risorsa secondaria familiare non intima, un parente o il figlio prediletto ridotti a capro espiatorio, sono l’orribile maglione che viene indossato sempre e solo quando deve essere fatto e altrimenti viene deriso e ridicolizzato. I nostri Luogotenenti sono i nostri strumenti, i dispositivi su cui contiamo per eseguire i nostri ordini dal momento che vengono impiegati per raggiungere i nostri obiettivi.

La nostra oggettificazione di te è necessaria per il mantenimento del controllo e il raggiungimento degli obiettivi principali. Questa oggettificazione viene garantita a causa della nostra mancanza di empatia. Non appena riesco a capire come si sente un iMac (riesco a capire) come ti senti tu. Non mi preoccupo se la mia penna Mont Blanc sente qualcosa. È lì per funzionare. Ho un interesse legittimo verso di te come essere senziente per scopi di fornitura di carburante, ma non sono preoccupato di come ti senti perché non posso entrare in empatia con te.

Questa oggettificazione si manifesta non solo nel modo in cui ti esibiamo come trofeo, ti svalutiamo senza alcuna preoccupazione per le conseguenze che questo ha su di te e infine su come ci disimpegniamo e ti sostituiamo, ma anche nel modo in cui interagiamo con te. L’uso di nomi di animali domestici (vedi “Cucciolo”) è un modo per disumanizzarti. Ci riferiamo a te come lei, ella, lui e egli, piuttosto che al tuo vero nome, spogliandoti dell’identità (vedi “Questo” per un metodo estremo in cui lo facciamo). Rifiutiamo la legittimità dei tuoi bisogni e desideri anteponendovi i nostri. Un frigocongelatore non ha aspirazioni, non ha un progetto di vita o obiettivi e noi rifiutiamo anche l’applicabilità di queste cose anche a te. Questa oggettificazione appare nel modo in cui interagiamo con te, specialmente durante la svalutazione

“Fallo e basta.”

“Fai quello che voglio”.

“Falla finita.”

“Smettila di disobbedirmi.”

“Farai questo o altro.”

Non viene fatta nessuna richiesta, nessuna cortesia, nessuna considerazione. Non chiediamo alla lavatrice se non gli dispiacerebbe lavare i nostri vestiti, quindi perché dovremmo chiederti se non ti dispiacerebbe fare qualcosa per noi?

Tu e tutti gli altri, dai nostri genitori ai nostri amici, ai nostri colleghi ai nostri figli, sono tutti oggetti che ci si aspetta eseguano i nostri ordini. Funziona e ti terremo. Fallisci e verrai sostituito.

Ora, perché c’è una spia che lampeggia sulla tua fronte?

H.G. TUDOR

We See You As An Object

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👤 UNA CIOTOLA DI CILIEGIE

190920C A Bowl of Cherries.jpgIo ho un Amico della cerchia interna. È quello che le persone considererebbero generalmente come un “buon uomo”. È più vecchio di me, non abbastanza vecchio  per essere un padre. Piuttosto lo zio più giovane che è con i piedi per terra, ma si gode un po’ di sale della vita. Combatte le frodi nelle organizzazioni governative, si gode una birra, ama il suo sport, un entusiasta uomo di famiglia, devoto e svolge un ruolo nella parrocchia locale, suona strumenti musicali, scrive poesie e ogni sabato fa la spesa e passa un’ora a chiacchierare con un suo amico di famiglia. Lui e io ci godiamo il cibo italiano e un buon dibattito mentre mettiamo il mondo al posto. Si gode ​​un’accanita discussione ed è tutto buon carburante, ma non c’è mai alcun rancore dopo, anche quando ho girato e girato per evitare di ammettere una certa questione. Ogni volta che ci incontriamo inizia sempre col ricordarmi che la mia vita è una ciotola di ciliegie.

“Sì, HG è una ciotola di ciliegie. Guardati. Un uomo istruito con molti amici, un buon lavoro, letterato, capace di fare ciò che vuole, e viaggi. Organizzi il tuo tempo in modo da poter passare il tempo con molte persone e soprattutto con le ragazze. Santa Toledo, le ragazze. Le affronti e nessun disguido ma non sei mai turbato da questo vero? A volte vorrei essere single e più giovane così da potermi unire a te in queste avventure. Tu sei un uomo a suo agio nella sua stessa pelle. Posso vederlo e ciò significa che puoi avere una vita che è una ciotola di ciliegie”.

Mi piace sempre questo suo piccolo discorso. È importante che le persone riconoscano la  mia posizione elevata e i benefici che ne derivano. Non mostra mai gelosia né giudica quello che faccio (anche se ovviamente non sa tutto). Considera i miei comportamenti come “passatempi” e “avventure”. La conservazione più giovane con il mondo ai suoi piedi. Racconterò l’ultima storia delle mie attività mentre lui sorseggia la sua rioja. Ride e scuote la testa mentre gli descrivo quello che ho fatto, ma non è mai allarmato da quello che gli dico. È un grande sostenitore del vivere la vita fino in fondo, del cogliere le opportunità e del dar fuoco al mondo. Tutto ciò che faccio io naturalmente. C’è solo un argomento dove commenta in modo leggermente negativo. I bambini.

“Allora HG,” inizierà prima di inghiottire ancora vino e accendere un’altra sigaretta se stiamo cenando a casa sua, “quando possiamo aspettarci dei bambini? Tutte queste signore, e non puoi dirmi che non vogliono un piccolo HG con cui condividere le ciliegie?”

“Forse un giorno”, mento, dal momento che non ho intenzione di avere figli. Non sa che ci ho pensato un po’ di tempo fa.

“Beh, sei nel periodo migliore, quindi quelle ciliegie continueranno ad apparire, succose e mature, ma seriamente, un uomo dovrebbe avere figli. Io ne ho quattro. Due da ciascuna moglie. I bambini sono un grande conforto. Ti dice che qualcuno può sopportarti se vuole portare la tua prole, ti danno qualcosa per cui lottare, qualcosa per cui vivere e poi hai degli eredi mentre li vedi andare per il mondo facendo a modo loro.”

Sorrido e gli permetto di dire tutto questo. Lo sento ogni volta che ci incontriamo.

“Devi aver incontrato la donna giusta ormai, giusto? Non hai problemi ad attirarle con la tua grande ciotola di ciliegie vero?”

“È in parte vero, ma c’è così tanto da fare e condividere quelle ciliegie non è davvero in programma.”

“Andiamo”, sorride, “ne hai più che abbastanza e dovresti condividerle. Dovresti far piovere i tuoi regali su qualcuno di speciale e sulla tua prole. È la cosa giusta da fare. Non devi preoccuparti, ragazzo mio, di condividere quelle ciliegie che sai. Ne hai sempre una ciotola piena e se ne condividerai qualcuna in giro sarai sempre in grado di prenderne altre, vero?”

“Non ce ne sono mai abbastanza e devo stare attento sai, ci sono troppe persone che mi
ruberebbero le ciliegie e mi lascerebbero senza niente.”

“No non è vero, te l’ho detto prima, le ciliegie sono lì per condividerle, non per
accumularle. Devi ascoltarmi. Condividi e continua a raccogliere.”

Sorrido e lo lascio continuare con il suo monologo sulle ciliegie e i bambini. Ha ragione anche se io sono colui che raccoglie le ciliegie. Sono in alto, elevato sopra ogni altra cosa intorno a me e raggiungo quei posti che le persone piccole non potranno mai raggiungere. Posso spostarmi da una parte all’altra, su e giù e assicurarmi di ottenere sempre le ciliegie più saporite e succulente prima di chiunque altro. Posso vederle rosse scure e con quella lucentezza raffinata che aspettano solo di essere colte da me e solo da me. Così tante da raccogliere là fuori per cercare di riempire la mia ciotola. Se solo riuscissi a scoprire un modo per tappare il buco nella mia ciotola, in quel caso forse potrei essere tentato di condividere.

H.G. TUDOR

A Bowl of Cherries

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📰 CONTROLLARE SOVRACCARICANDO

Intrigante. Curioso. Interessante. Eccitante. Affascinante. Avvincente. Irresistibile. Stringente. Appassionante. Accattivante. Magnetico. Intraprendente. Coinvolgente. Allettante. Divertente. Distraente. Solleticante. Stuzzicante. Stimolante. Ricco di spunti. Incredibile. Geniale. Magnifico. Scintillante. Stupefacente. Ipnotizzante. Ipnotico. Felicità. Allegro. Esultante. Sbalorditivo. Allettante. Estasi. Edificante. Rinvigorente. Emancipato. Effervescente. Entusiasta. Euforico. Beato. Esilarante. Rapito. Solare. Festoso. Giulivo. Spensierato. Sorridente. Gioviale. Affascinante. Unico. Mozzafiato. Glorioso. Raggiante. Brillante. Luccicante. Spumeggiante. Benedetto. Giocondo. Esuberante. Gregario. Carismatico. Sensazionale. Emozionante. Sorprendente. Sconcertante. Carino. Attraente. Bello. Altruista. Bellissimo. Meraviglioso. Grazioso. Radioso. Indimenticabile. Imperdibile. Incantevole. Estasiante. Ammaliante. Meraviglioso. Squisito. Notevole. Eccezionale. Impressionante. Memorabile. Disarmante. Appariscente. Magistrale. Di prima categoria. Delizioso. Dilettevole. Sontuoso. Formidabile. Virtuoso. Eccellente. Eccezionale. Favoloso. Divino. Celestiale Maestoso. Nobile. Intraprendente. Amorevole. Appassionato. Ardente. Zelante. Fervente. Comprensivo. Intenso. Appassionato. Veemente. Infuocato. Sessuale. Sensuale. Misterioso. Animato. Vivace. Logorante. Bruciante. Mutevole. Vigoroso. Atletico. Energico. Erotico. Lussurioso. Amoroso. Passionale. Torrido. Piccante. Elettrico. Devozione. Tenerezza. Intimità. Adorazione. Affettuosità. Adorante. Attento. Idolatria. Venerante. Ardore. Desiderio. Adulazione. Infatuazione. Amichevole. Infatuato. Ossessionato. Amato. Perfezione.

Distante. In disparte. Lontano. Distaccato. Insensibile. Inavvicinabile. Isolato. Formale. Freddo. Gelato. Scostante. Duro. Austero. Ritirato. Riservato. Indifferente. Inaccessibile. Incomunicativo. Scortese. Freddo. Imperturbabile. Gelido. Asociale. Sprezzante. Glaciale. Frigido. Arrogante. Altezzoso. Estromesso. Separato. Rimosso. Reticente. Taciturno. Proibitivo. Introverso. Riservato. Privato. Solitario. Diffidente.

Furioso. Irato. Rabbioso. Infuriato. Infiammato. Fumante. Bollente. Incandescente. Irato. Irritato. Esasperato. Ribollente. Pazzo. Farneticante. Urlante. Violento. Farneticante. Delirante. Adirato. Livido. Sdegnato. Indignato. Furibondo. Esplosivo. Distruttivo. Agitato. Apoplettico. Gassato. Turbolento. Tempestoso. Feroce. Selvaggio. Ululante. Ruggente. Insinuare. Incolpare. Etichettare. Castigare. Accusare. Degradare. Sminuire. Screditare. Denigrare. Svilire. Deprecare. Banalizzare. Deridere. Dileggiare. Ridicolizzare. Criticare. Disprezzare. Condannare. Abusare. Malvagio. Insultare. Condannare. Rimproverare. Censura. Controllo. Dolore. Far male. Maltrattare. Ferire. Condannare. Danneggiare. Danno. Paralizzare. Disattivare. Menomare. Mutilare. Graffiare. Colpire. Prendere a pugni. Prendere a calci. Strozzare. Strangolare. Battere. Assalto. Molestare. Danno. Tortura. Maltrattare. Imprigionare. Uso improprio. Pervertire. Sfruttare. Sbranare. Opprimere. Bullo. Insultare. Brancolare. Manovrare. Spingere. Tirare. Schiaffo. Maledizione. Beffa. Stuzzicare. Biasimare. Sgridare. Offendere. Mancare di rispetto. Diffamare. Segregare. Sporcare. Terribile Orribile. Sgradevole. Tremendo. Terrificante. Abominevole. Ripugnante. Vile. Impressionante. Terrificante. Pauroso. Pietrificante. Rivoltante. Ributtante. Odioso. Schifoso. Repellente. Nauseante. Ripugnante. Orrendo. Spaventoso. Sconcertante. Atroce. Offensivo. Discutibile. Antipatico. Spiacevole. Losco. Indecente. Scoraggiante. Nocivo. Degradato. Spettrale. Raccapricciante. Diabolico. Pericoloso. Cattivo. Odioso. Grave. Allarmante. Doloroso. Brutto. Zittire. Sopprimere. Soffocare. Imbavagliare. Grottesco. Scortese. Tomba. Critico. Grave. Fastidioso. Sgradito. Frustrante. Aggravante. Esasperante Vessatorio. Pernicioso. Mendace. Tossico. Velenoso. Virulento. Mortale.

Sganciare. Scartare. Rottamare. Scagliarsi. Disfarsi. Ripudiare. Abbandonare. Partire. Far cadere. Rinunciare. Rifiutare. Liquidare. Lanciare. Rovesciare. Fosso. Spazzatura. Stalla. Disertare. Scomparire. Svanire. Fuga. Evaporare. Dissipare. Ritirarsi. Indietreggiare. Passare. Riflusso. Dissolvenza. Silenzio.

Apparire. Recupero. Sorpresa. Infastidire. Perseguitare. Importunare. Affiorare. Sorgere. Materializzarsi. Verificarsi. Emergere. Visibile. Apparente. Svelare. Molestare. Inseguire. Tormentare. Affliggere. Assillare. Diffamare. Insultare. Perseguitare. Disturbare. Innervosire. Preoccuparsi. Disturbare.
Guaio. Fantasma. Cacciare. Vessare. Stressare. Agitare. Provocare. Rompere. Insistere. Esca. Scocciatura. Spia. Pressione. Interferire. Seccatura. Addolorato. Penitenza. Contrizione. Pentito. Pieno di rimorso. Abietto. Colpevole. Contrito. Dispiaciuto. Imbarazzato. Vergognoso. Svergognato. Pietoso. Patetico. Deprecabile. Lamentevole. Tragico. Sciagurato. Miserabile. Lamentoso. Affranto. Promessa. Adempimento. Onore. Assicurazione. Voto. Giuramento. Garanzia. Opportunità. Adempimento. Impresa. Patto. Giurare. Cambiare. Convertire. Trasformare. Adattare. Modificare. Ricostruire. Rifare. Rimodellare. Ricostruzione. Elemosinare. Invocare. Supplicare. Scongiurare. Implorare. Chiedere. Richiesta. Ordinare. Esortare. Ingiungere. Petizione. Umile. Falso.

Ripetere. Pappagallo. Ricorrente. Rigurgitare. Replicare. Duplicare. Ribadire. Riprodurre. Ancora.

Esaurimento.

Sovraccaricato.

H.G. TUDOR

To Control By Overloading

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👤 MAI ABBASTANZA

170820 Never Enough.jpgTi avrò detto che ho solo occhi per te, che tu sei l’unica, che sono completamente dedicato a te e che ho voglia di stare sempre e solo con te. Tu mi fai dire queste cose. È la tua aspettativa di questa fedeltà a te e solo a te, indottrinata in te dal mondo, che mi fa dire queste cose. Io devo soddisfare le tue aspettative per catturarti e poi mantenerti. È una situazione ridicola. Da quando una persona può essere sostenuta solo da una cosa? È impossibile. Nella sua forma più semplice, ti viene dato solo acqua da bere e niente da mangiare. Morirai di fame. Poi, se ti viene dato da mangiare solo pane, il tuo corpo sarà malnutrito in quanto non riceve i nutrienti di cui ha bisogno da frutta, verdura, carne e così via. Una sola cosa da mangiare non è sufficiente. Prendi il tuo lavoro. Se dovessi fare sempre la stessa cosa, lo stesso compito in assoluto andresti fuori di testa dalla noia. Oppure perderesti il lavoro a causa della meccanizzazione. Una sola cosa non è abbastanza.

Hai mai avuto una sola relazione? Improbabile. In quale altro modo sapresti se è quella giusta se non hai nulla con cui confrontarla? Un uomo solo può vincere una partita di calcio? Ovviamente no. Ha bisogno dei suoi compagni di squadra. Da dove viene il tuo stimolo? Sei relegato a leggere un solo libro ripetutamente? No. Un film visto innumerevoli volte? No, ti piace e preferisci una varietà di spettacoli proiettati. Hai solo una persona con cui interagisci a livello sociale? Di nuovo, la risposta è no. Attingi il tuo nutrimento sociale da diversi amici, familiari, conoscenti e così via. Uno non è abbastanza.

Io non sono diverso. La cosa che mi sostiene è il carburante. Devo attingerlo da diverse fonti. Eppure, le mie azioni necessarie per acquisire questo carburante mi sottopongono all’indignazione morale e alla disapprovazione. Come può essere giusto? Io non ti dico che devi mangiare un solo tipo di cereali a colazione per il resto della tua vita, perché ci si dovrebbe aspettare da me che raccolga il mio carburante da un solo apparecchio? Ho bisogno di variare. Non solo è necessario garantire che il carburante sia sempre pronto, ma è necessario fornire l’elemento propulsore per la fornitura di carburante dal mio apparecchio principale. Se non ho nulla da cui possa provocare una tua reazione, il tuo carburante che fluisce si prosciugherà presto.

Il risultato è che io e te non siamo mai soli. Non vi è unicità nonostante tutte le mie parole affermino che è così. Quando ti irretisco per la prima volta, ci sarà un altra persona che subisce il mio vetriolo. Molto probabilmente vieni avvisato di questo ex psicotico.  Ciò di cui è meno probabile che ti parli è della mia campagna di denigrazione in corso al fine di raccogliere ulteriore carburante da questa puttana che mi ha deluso. Sarò fedele all’inizio. Sì, fedele quanto alla tua comprensione del concetto, vale a dire che non frequenterò fisicamente un’altra persona. Non sono fedele, tuttavia, nell’essere dedicato solo a te. Contatterò gli altri per portarli nella mia sfera di influenza, molto probabilmente sussurrando loro le stesse cose che ho detto a te. La mia bocca può non chiudersi su queste nuove opportunità, ma è una cosa più casuale che calcolata. Sicuramente l’ho chiusa con loro per attingere carburante da loro. Mentre mi faccio raccontare la giornata quelle linee invisibili di carburante raggiungono e si attaccano alla maggior parte delle persone con cui interagisco. Sono sicuro, giudicato dai tuoi standard, che non ti preoccuperesti eccessivamente dei metodi con cui attingo carburante da alcune persone. In altri casi saresti preoccupato al massimo. Tuttavia, devi capire che sto solo facendo quello che fanno tutti. Sto cercando varietà. Nel tuo caso lo fai perché preferisci che sia così. È interessante. Mantenere una variabilità mantiene le cose fresche e stimolanti. Nel mio caso devo farlo. Potrebbe non esserci traccia di rossetto sul mio colletto ma ci sono decine di linee di carburante collegate e in modi che troverai sempre sgradevoli. Questo ovviamente se mai lo scoprissi.

H.G. TUDOR

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