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👥 NON POSSO AMARTI PIÙ

Ti ho sempre adorato. È vero. Non l’hai capito. Come hai potuto? Ho mantenuto la mia adorazione confinata in qualcosa di distante e remoto, vivendo sempre nella speranza che un giorno sarei stato in grado di riversare su di te la mia adorazione. Per quanto tempo è durata questa condizione? Direi oltre dieci anni. Sì, così a lungo. È stato quando sei entrata per la prima volta in azienda. Abbiamo lavorato in dipartimenti separati ma un giorno ti ho vista arrivare e da quel momento ho sentito questa adorazione per te. Era forte e potente, e fluiva dal profondo di me. Ho saputo in un istante cosa era e sapevo che dovevo dartela. Non avevo idea di quando potesse presentarsi quell’occasione, quando avrei potuto essere in grado di fornirti questa adorazione potente e senza fine. Non l’hai saputo ma sono riuscito a copiare la tua fotografia dal sito web dell’azienda e me ne stavo sdraiato sul mio letto o seduto su una sedia e fissavo la tua foto chiedendomi quando sarei stato in grado di darti quello che meritavi. Ho pensato di ascoltarti mentre eri sdraiata accanto a me e sussurravi il mio nome, la sensazione della tua mano nella mia, la gioia nel condividere le esperienze. Questa adorazione è rimasta, rimescolata e cresciuta dentro di me. L’ho sostenuta e nutrita per tutto questo tempo. Questo dimostra sicuramente quanto sia potente e quanto tu sia speciale per me. Sì, lo so che non ne avevi idea. Come potevi? L’ho tenuto per me perché volevo conservarla tutta per te. Certamente ci sono state altre durante quei dieci anni ma erano solo pratica per quando sarei stato in grado di fornire quell’adorazione a te. Ero affezionato a quelle altre presumibilmente significative, ma non illudiamoci né tu né io; non si sono neanche avvicinate a evocare l’adorazione che ho per te. Non ero sorpreso. L’avevo capito dall’istante in cui ho posato gli occhi su di te che tu eri quella giusta. Non ho potuto fare la mia mossa finché non mi sono messo alla prova. Vedi, sono stato deluso così tante volte in passato. Pensavo di sapere e capire qual’era la vera adorazione. Ero stato ingannato da degli impostori e scoperto che avevano promesso molto eppure mantenuto così poco. Non dubitavo di te, ma dovevo esserne sicuro. Ogni giorno che passava in cui negavo a me stesso la possibilità di darti la mia adorazione era un altro giorno in cui verificavo se quell’adorazione sarebbe rimasta intatta, ed era così. Ho superato il test. Ho fatto molte domande su me stesso e ho scoperto che non ne avevo intenzione. Questa volta era la realtà. Questa era vera e sincera adorazione, niente di più e niente di meno. Mi sono reso conto, mentre i mesi diventavano anni, che più aspettavo più diventavo sicuro e inoltre, come un grande whisky che invecchiava, che più aspettavo e più intensa sarebbe stata questa adorazione. Compresi che permettere a questa adorazione di crescere e svilupparsi, metterla alla prova, determinare se avesse dei limiti e delle carenze, in definitiva avrebbe significato che sarei stato in grado di dispensare l’adorazione come nessun altro avrebbe mai potuto fare. Io potevo darti quello che meritavi e in cambio tu mi avresti fornito quello che volevo e di cui avevo bisogno.

Può sembrare strano ma è quasi giunto un momento in cui ho pensato che forse non ti avrei mai dato questa adorazione. Mi chiedevo e riflettevo se sarebbe stato meglio per me mantenerla dentro me stesso. Mettendo sotto chiave la mia adorazione, mi sono sempre chiesto se sarebbe andata perduta dopo un altro giorno di attesa e di prova, ma poi ho capito che da quando ti adoro in questo modo, non potrei più tenere nascosta questa adorazione. Che persona sarei se non ti fornissi proprio la cosa che meriti? Avremmo fallito entrambi, sia io che te. Quindi, è per questo che ho fatto la mia mossa. Non c’era nulla di definito che ha innescato questo bisogno di fare il mio approccio e di fornirti questa adorazione. Non c’era altro elemento propulsore se non la consapevolezza che era giunto il momento. Non c’era più nulla da guadagnare nel mantenere questa adorazione limitata a me stesso. Ho dovuto liberarla e posarla su di te. Dovevo versarla su di te, spargerla e spalmarla. Avevo bisogno di offrire questa adorazione perfetta e di permetterti di crogiolarti in essa, di rallegrarti e sapere anche che questo è ciò che ti fornirò. Come può ora essere così? Ho aspettato così tanto per darti questo che non può esserci altro risultato se non questo stato permanente di adorazione che ci permetterà di diventare una cosa sola e preservare per sempre questo stato di cose. Dieci anni possono sembrare un tempo lungo, ma è solo un battito di ciglia se paragonato all’adorazione infinita che ti darò e che ci terrà uniti. Non dobbiamo crollare, non dobbiamo cadere. L’ho promesso a te proprio ho promesso la stessa cosa a lei il mese scorso, a un’altra il mese prima e a un’altra ancora l’anno scorso.

H.G. TUDOR

I Cannot Love You More

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📁 IL NARCISISTA DELLA CLASSE

Sono Chloe. Ho 18 anni e ho avuto una relazione con il mio insegnante, il signor Stevens o Phil come poi lo chiamavo.

Non sono una ragazza sciocca, anche se hanno ripetutamente cercato di dirmi che lo sono. Credetemi, ho sentito il peso dei miei avversari mentre cercavano di convincermi, ovviamente orchestrati da Phil, che avevo sognato tutto. Ancora, c’era da aspettarselo che loro, gli insegnanti, serrassero i ranghi e si proteggessero a vicenda. Questo è quello che fanno non è vero? Ho perso degli amici per questo, ma ho capito che sono solo gelosi e che volevano Phil proprio come me, solo io dovevo averlo. Non li biasimo per aver avuto delle fantasie su di lui, è bello e divertente e ha quell’aria semplice che lo rende così simpatico, ma non capiscono che è tutta una recita. Phil il Flirt, Phil l’amicone, ma quando gli conviene rimane Phil l’Insegnante, separato e in disparte.

Ha iniziato lui, questo è ovvio. Non negherò che mi è piaciuto fin dall’inizio. A tutti piace. È un insegnante popolare e il fatto di essere anche di bell’aspetto non sarà mai un problema per i suoi paletti di popolarità, ma vedi, lui tutto questo lo sa, lui gioca con tutto questo, il ragazzo lo usa proprio. Lo usa per avvinghiarti e poi, ed ecco la parte intelligente, lo usa in sua difesa. “Non posso farci niente se approfittano della mia popolarità”, protesta mentre mantiene la sua innocenza. Lui non è innocente. Lui ha preso la mia innocenza.

Lui ha iniziato. Ho riconosciuto il modo in cui mi guardava. Mi ha sempre cercato in classe prima di chiunque altro, come per assicurarsi che fossi sempre lì nel mio solito posto e poi dandomi “quel sorriso”. Oh, sorride a tutti, mi hanno detto. A loro non sorride come fa, o meglio faceva, a me. Io non sono stupida. Posso essere giovane, ma ho visto come mi guardava, come sentivo il suo sguardo su di me, come sapevo con la coda dell’occhio che lui era in piedi accanto a me e stava guardando dentro la mia camicetta. E chi non lo farebbe? Sono attraente, ho la mia buona dose di ragazzi che mi corrono dietro e Mr Stevens è un uomo, è carne e sangue, quindi deve guardare, giusto? Non doveva toccarmi, ma l’ha fatto. Oh, mi ha toccato, in tanti modi, e sapeva cosa stava facendo.

Avevo sentito di altre che si erano già innamorate di lui prima. Voci di una certa ragazza qualche anno fa che era stata convinta a trasferirsi in un’altra scuola perché si era innamorata di lui e non l’avrebbe lasciato in pace. Ho provato anche a cercarla in realtà ma non ho ottenuto nulla. Alcuni dicono che l’ha messa incinta e che ha dovuto abortire, i suoi genitori hanno messo a tacere tutto perché non volevano lo scandalo. Alcuni dicono che è tutto inventato. Hanno detto lo stesso per me.

Io so quello che ho visto. Le strizzatine d’occhio sfacciate solo per me, il sorriso leggermente più largo del solito puntato su di me. Il modo in cui solitamente chiedeva a me per prima, quando alzavo la mano per rispondere a una domanda. Si è innamorato lui di me per primo. Ho provato a dirlo, ma hanno respinto quello che ho detto. Mi hanno detto che mi stavo facendo troppi film mentali solo perchè era amichevole, che stavo cercando di vedere cose che non c’erano, perché avevo un bisogno disperato della sua approvazione.

Era sempre incoraggiante, mi lodava per il mio lavoro. Ho sempre apprezzato la storia, ma è diventato ancora meglio quando è stato assegnato come mio insegnante. Ho lavorato sodo perché volevo ottenere buoni risultati e volevo che fosse soddisfatto del mio lavoro. Ho ottenuto voti altissimi sin dall’inizio e ora mi rendo conto che questo è stato il suo modo di catturarmi, facendomi sentire speciale, riservandomi un trattamento speciale. Ha interceduto per me, sarei una candidata per Oxbridge (prestigiose università britanniche) e questo significava lezioni extra; con lui ovviamente. Ora, sono abbastanza brava da entrare a Oxford o Cambridge (ho scelto Oxford), ma chiaramente lui questo l’ha visto come un’opportunità per isolarmi dagli altri studenti e abilmente, dai testimoni. Dopo tutto, un sacco di persone in diverse materie seguono questi tutorial per Oxford dopo le ore del college, ma lui ha usato questo tempo per insegnarmi qualcosa di più della dinastia Tudor e della Guerra Civile Inglese.

Una volta che mi ha avuta in quelle lezioni speciali, faccia a faccia, era inevitabile dove saremmo andati a parare. Non mi stavo lamentando. Volevo la sua attenzione, assolutamente, sebbene, naturalmente, lui avrebbe dovuto saperlo. Lui era quello in una posizione di fiducia, un uomo in una posizione di autorità e io ero solo l’allieva. Sì, lo volevo, ma non avevo capito che era stato lui ad architettare tutto perché mi sentissi in quel modo. Questo è ciò che fanno questi predatori. Fanno sembrare che sia tu a farlo, ma lui mi ha ipnotizzato e mi ha fatto cadere sotto il suo incantesimo.

Se ne assicurava sempre, facendo quel tanto che bastava a mantenere il dubbio che avesse giudicato male la situazione, quel tanto che bastava per poter protestare che si trattava di un gesto innocente. La mano sulla spalla, l’abbraccio per le congratulazioni, il tocco delle dita un po’ troppo lungo quando ci passavamo un libro o un saggio. Oh, era bravo, sapeva quello che stava facendo, avvolgendomi progressivamente e rendendomi il centro dell’universo. Mi ha scelto fin dall’inizio e a poco a poco mi ha avvolto. Ha usato la sua influenza per portarmi all’obbedienza e mettermi in ginocchio (come ha goduto vedendomi in ginocchio) e ho alzato la sua attenzione e altro.

Presto iniziarono gli incontri segreti. Accordi fatti nel suo ufficio con quell’albero genealogico della famiglia Stuart che copriva la porta finestra in modo che nessuno potesse vedere cosa succedeva nel suo ufficio. Così a favore di un governo trasparente, sottoscriveva ancora l’idea di una monarchia assoluta. Non ha mai usato il suo telefono, il vecchio furbo Phil. L’ha fatto sembrare romantico, le istruzioni sussurrate su dove incontrarsi e quando, sempre all’aperto, mai nei luoghi in cui saremmo potuti essere visti. Nessuna traccia, nessun testimone, nessuna prova. Era un maestro in questo gioco ed io ero chiaramente ingenua, ma non sono una ragazzina sciocca.

E poi mi ha abbandonato. Nessuna spiegazione. È diventato freddo. Civile ma freddo. Ho cercato di far vedere ai miei amici che mi trattava in modo diverso, ma mi hanno detto che me lo stavo immaginando. I miei voti rimasero eccellenti ma il Phil che mi tratteneva e mi leggeva dai testi storici e mi deliziava con la sua conoscenza era sparito. La commissione di tutela di Oxbridge giunse a una conclusione mentre incombevano gli esami di ammissione; non c’era motivo che lui stesse solo con me e anche se cercavo di avere un’udienza con lui, questo monarca assoluto non mi concedeva l’ammissione.

Quindi ho parlato. Perché non avrei dovuto? Diceva di amarmi e lo amavo anche io. Eppure, una volta che ha avuto la mia innocenza (o meglio una volta che l’ha fatto una quarantina di volte), mi ha considerato conquistata e non più di grande interesse per lui. Nessuno mi tratta così. Io lo farò crollare. Non la passerà liscia. Oh, so che pensano che io abbia inventato tutto, una specie di vendetta per non aver ottenuto quello che volevo, ma mi hanno sottovalutata. Non ho intenzione di negare e farò in modo che tutti vedano, anche i miei genitori che per qualche inspiegabile ragione si sono schierati con lui. Non dovrei essere sorpresa in effetti, mi hanno sempre odiata per qualche ragione, sono dei ciarlatani a pensare di potersi definire madre e padre. No, so che così è come si comporta la sua specie. Rivoltano tutti contro di te, ti tagliano fuori e ti dipingono come il creatore dei problemi. Quello non sono io. Io sono la vittima.

Io sono il signor Stevens. Ho 30 anni e sono un insegnante di storia. Lo sono ancora, anche se attualmente sono sospeso a causa delle ridicole accuse di una visionaria. È oltraggioso che l’invenzione fantastica di qualcuno abbia il potenziale per rovinare la carriera di un uomo.

Non sono pazzo. Ho insegnato per quasi un decennio e conosco i trucchi che gli alunni hanno imparato. Li ho visti tutti. Sono sempre stato un insegnante che adotta l’approccio ‘carota’. Ottieni sempre più con il miele piuttosto che con l’aceto. Oh, so che ci sono uno o due spine nel fianco nella stanza del personale che considerano la mia popolarità con sdegnoso disprezzo, ma questa è solo gelosia da parte loro. I miei risultati parlano da soli. Un sacco di studenti scelgono di studiare storia e tra la sig.na Kelshaw e me, formiamo una squadra formidabile. Per fortuna che la sig.na Kelshaw mi ha sostenuto in questa spiacevole questione, sebbene avessi sempre saputo che l’avrebbe fatto. Donna sensibile

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Cammini davvero su una corda tesa, quando sei amichevole, ma fermo, con gli studenti. Non sono loro amico, ma non devo nemmeno essere loro nemico. Amo la storia e il mio naturale entusiasmo per l’argomento è qualcosa che cerco di installare anche nei miei incarichi. Se ami qualcosa, fai sempre meglio, vero? Non sembra un obbligo o un compito. Mentre mi assicuro che quelli che scelgono di studiare la storia con me la amano davvero e vogliono viverla e respirarla, mi libero di quelli per i quali da subito non è piacevole e passano ad un argomento diverso nelle prime due settimane. Inoltre, fare questo mi assicura che io avro’ solo studenti che otterranno i migliori voti, quindi è una manovra vincente. Voglio lasciare il segno su questo college. Sarò il preside un giorno, anche se al momento sembra che siano i principi morali che stanno cercando di attirare maggiormente la mia attenzione.

Chloe Fowler è una brava studentessa. Lei farà bene. Educata se in qualcosa cerca attenzione. Sempre la prima ad alzare la mano per esprimere un’opinione su tutto e niente. Non c’è niente di veramente sbagliato in questo, suppongo, in fondo lei ha imparato il mantra: dimostrare qualcosa e quindi assicurarsi di avere sostegno quando ha avanzato le sue argomentazioni. Le insegnavo proprio come insegnavo a tutti gli altri; al meglio delle mie capacità.

Sfortunatamente per me, ha interpretato male la mia preoccupazione per la sua educazione come se volesse significare qualcos’altro. Cosa ci potevo fare? Non devo certo sedermi dietro uno schermo e isolarmi dai miei studenti, giusto? Non è il modo in cui opero. Non sono un tipo da “non sorridere prima di Natale”. Affatto. La storia deve essere viva, accessibile e soprattutto piacevole. È come qualsiasi cosa in questa vita – se ti piace, falla tuo e avrai successo. Voglio che tutti i miei studenti abbiano successo.

Sì, ho scelto Chloe Fowler per Oxbridge. Questa è stata la scelta giusta e continuo a dire che lo è, nonostante le sue ridicole accuse. Ha la sua mente acuta, troppo acuta, guarda caso. Ho letto di cosa mi ha accusato, o meglio l’ufficiale di polizia me lo ha letto ed è tutta una sciocchezza, una fiaba inventata. Vedo che è stata intelligente, però, si è assicurata di accusarmi nelle occasioni in cui non c’era nessun altro disponibile a testimoniare sulle nostre interazioni. Capita sempre che quelli scelti per le lezioni di Oxbridge vedano i loro tutor nei loro uffici. È sempre stato così e sono lieto che i miei colleghi insegnanti e il preside abbiano confermato che è così. Sapevo che mi avrebbero sostenuto su questo. È un nostro rischio professionale, studenti infatuati che iniziano a pensare di essere la luce dei tuoi occhi. Di solito non è niente di più che una innocente lunga cotta e poi passa, ma non a questa ragazza. C’è qualcosa di veramente sbagliato in lei. Deve uscire con le bugie che lei stessa ha blaterato. Suggerendo che abbiamo fatto sesso sotto “l’albero che Carlo II ha nascosto”. So che questa è una bugia; quell’albero fu distrutto centinaia di anni fa. Tutto ciò che ha blaterato è solo il frutto della mente di un‘immaginaria e lei è pericolosa. Nessuno le crederà. So che la polizia deve passare attraverso queste mozioni ma tutto questo si fermerà presto. Lo ha fatto perché l’ho respinta. Non l’ho rifiutata apertamente, dopotutto non c’era nulla da respingere, non avevamo una relazione romantica, non c’era un flirt, niente. È chiaro, comunque, lei ha pensato diversamente e in quella sua mente deformata, si è sentita respinta in qualche modo e questo è il risultato. Un’indagine costosa e inutile, oltre all’interferenza degli altri studenti, non c’è da meravigliarsi che così tanti si siano rivoltati contro di lei.

So che a lei piacevo. Sono una persona simpatica, ma ho mantenuto una corretta relazione insegnante-studente e lei ha ritenuto opportuno sognare qualcos’altro. Cosa ci puoi fare? Mettere le telecamere ovunque, suppongo, ma poi chi le vuole, sicuramente deve esserci una base di fiducia tra noi? Sono infastidito? Certo che lo sono. Non ho fatto nulla di sbagliato e arriva questa ragazza, blatera ogni genere di idiozia e viene trattata seriamente. Voglio dire, chiunque può vedere che questo è un mucchio di bugie. Questo è meglio che non influisca sulle mie prospettive di promozione o prenderò anche azioni legali. Per fortuna il giornale locale non ha riferito nulla fino ad ora, quella conversazione che ho avuto con il vicedirettore sembra aver funzionato, fin qui tutto bene su quel fronte. È un buon amico e non vuole vedere la reputazione di un insegnante laborioso e di successo insudiciato. Quello che mi infastidisce di più è quanto sia facile per qualcuno come lei fare queste cose e il passo successivo è la sospensione e l’investigazione. Mi dicono che è un atto neutrale, ma so che ci saranno quelli che tireranno in ballo quella vecchia spazzatura del “non c’è fumo senza fuoco”.

Mi rendo conto che quando sei un tizio dall’aspetto decente come me e siccome sei amichevole e ti trovi a scherzare con gli studenti, alcuni potrebbero confondere i limiti ma è una cosa è confonderli e un’altra è superarli. Devo essere punito solo per essere popolare, perché è questo che lei sta cercando di fare?

Non ho intenzione di cambiare il mio stile però. Sono un insegnante pratico e questo ottiene sempre risultati e una visionaria assopita non farà cambiare a Phil Stevens il modo di insegnare. Non c’è possibilità.

È ridicolo. Come se fossi interessato ad una ragazza di 16 anni (che è quanto lei diceva di avere quando è iniziato) quando ho una moglie meravigliosa a casa. Questo già di per sé dovrebbe far capire che si tratta di una caccia alle streghe da parte di un adolescente disturbato che dovrebbe studiare per i suoi esami e essere aiutata per qualunque problema lei abbia, piuttosto che cercare di rovinare la vita di un uomo onesto e rispettabile. Io sono la vittima in tutto questo.

Chi è il narcisista della classe?

H.G. TUDOR

The Classroom Narcissist

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👤 UN’ALTRA POSSIBILITÀ

Che male potrebbe fare darci un’altra possibilità? Come il giocatore d’azzardo che piazza un’altra scommessa nella speranza della grossa vincita, c’è tutto da guadagnare e non c’è molto altro da perdere vero? Ti trovi giù tra i morti quindi cosa potrebbe andare storto? Inoltre, immagina se non lo facessi? Immagina di perdere questa opportunità e qualcun altro la coglie? Qualcun altro trae vantaggio da tutto il tuo lavoro e lo fa bene. Fa e dice le cose giuste per godersi la gioia del periodo d’oro, ma questa volta dura per sempre. Sarebbe come permettere a qualcuno dietro di te in coda di comprare un gratta e vinci vincente dalla selezione su cui avevi posato gli occhi. Così vicino, eppure così lontano. Immagina l’avvilimento devastante di sapere che ce l’avevi a portata di mano ma non sei riuscito ad attraversare e cogliere l’attimo. Come potresti guardarti allo specchio negli anni successivi se non afferrassi questa gloriosa possibilità?

Non vuoi permettere a nessun altro di acquisire un vantaggio, vero? Non dopo tutto quello che hai fatto per stabilizzare la nave, per mantenere le cose a galla e per condurre una rotta sensata attraverso acque pericolose. Ti è dovuta questa possibilità. Hai diritto a questo magnifico risultato ed ecco che questo ti viene offerto. Tutto quello che devi fare è prenderlo e darci un’altra possibilità di sistemare le cose. Sì, in passato è andata male, ma Robert il Bruce si è arreso nei suoi tentativi di sconfiggere gli inglesi? No, non l’ha fatto, ha continuato ad andare avanti vero, e lo so, so solo che sei fatto di un tessuto simile. Hai lo spirito instancabile, ecco perché ti ho scelto. Sapevo che non ti saresti arreso. Troppe persone mi hanno deluso, ma non tu. Tu non hai intenzione di farlo, vero? Hai messo gli occhi sul premio. Non potresti vivere con te stesso sapendo di aver rinunciato alla possibilità per noi di tornare ancora una volta al periodo d’oro.

So che alcune persone dicono che il comportamento passato è il più grande indicatore del comportamento futuro, ma sono solo amareggiate perché non hanno la capacità e l’abilità di apportare cambiamenti. Volevano fare la differenza ma non ne avevano i mezzi. Non avevano il fegato, i mezzi, il necessario per fare il lavoro. Tu li hai. Io posso dirlo. Conosco queste cose e se solo credi in me questa volta, allora tutto sarà diverso. Solo una possibilità. Questo è tutto ciò che sto chiedendo. Non è molto, non dopo tutto quello che abbiamo passato.

Non hai intenzione di buttare via tutto ciò che abbiamo costruito vero? Sicuramente non penso che farai una cosa del genere. Tu non sei così. Tu credi in noi e tu sei colui che ha in mano la chiave per un futuro magico. Basta mettere la chiave nella serratura, girarla e aprirmi la porta. Sarò lì ad aspettare. Ho tutto il tempo del mondo. Non ho intenzione di andare da nessuna parte nell’immediato se so che continuerai a credere in me, ma se hai intenzione di mollare, anche se non penso che lo farai, beh, ci sono molte persone che prenderanno il tuo posto. No, non ho nessuno pronto, non sto dicendo questo. Sto solo sottolineando che una persona speciale come me, beh, ci sono persone che potrebbero essere interessate, questo è tutto ciò che sto dicendo. Ma non parliamo di loro. È qualcosa che potrebbe accadere solo se prendi la decisione sbagliata. Non che lo farai. Sei bravo a prendere decisioni. Lo so. Tu hai scelto di stare con me. Oh, so che ho fatto in modo che sembrasse che ti avessi cercato io, ma non illudiamoci qui, sei tu che hai preso la decisione. Dopotutto, tu hai il controllo del tuo destino, vero? Io mi sono solo offerto a te, tu hai dovuto prendere la decisione di fare quel passo verso di me e l’hai fatto e sai perché? Perché lo sai. Sai che ci apparteniamo. Sai cosa sentiamo l’uno per l’altro. Sì, so che ci sono momenti difficili, è proprio quello che la vita ci scaglia ma io e te, beh, siamo meglio di tutto questo, vero? Non sto cercando di influenzarti perché ho la massima fiducia che farai la cosa giusta. Tu conosci la tua mente. Tutto quello che sto facendo è chiederti se valga la pena buttare via tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che possiamo avere, solo perché non mi darai un’altra possibilità?

So che sei una persona che crede nel potere dell’amore. Ci credo anch’io. L’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che tu ed io abbiamo, beh, nessun altro capisce questo vero? So cosa dice la gente del fatto che io e te stiamo insieme, ma è tutta gelosia. Hai intenzione di lasciare che i commenti oltraggiosi degli altri ti neghino la felicità? Non penserei neanche per un momento che potresti verosimilmente concepire che ciò accada. Tu sei te stesso. L’ho sempre rispettato. Ti ho dato quello che ti serviva. So che a volte potrei essere un maestro di compiti ardui, ma l’ho fatto per noi, perché è solo quando si è veramente e duramente provati che si può dire che è amore. Chiunque è in grado di amare come nei libri e nei film. Chiunque può emergere nel suo gioco quando non ha timori e preoccupazioni. Il vero banco di prova di una relazione è quando i gettoni sono giù, quando hai le spalle al muro quando è contro tutte le avversità. È quando qualcun altro interferisce, vuole quello che hai tu e tu devi combattere per quello che vuoi. Tu ce l’hai. Ho visto il fuoco e la determinazione nei tuoi occhi perché so che mi vuoi. Vuoi che stiamo insieme. Siamo stati messi alla prova, ripetutamente, ma non siamo riusciti a superarla? Non siamo usciti dall’altra parte e siamo migliori per questo? Il nostro amore è diventato più forte perché siamo stati testati e siamo sopravvissuti a quel test. Hai intenzione di lasciar perdere tutto solo perché dico alcune cose nell’impeto del momento? Questo è ardore per te, lo fai emergere in me, non posso farci niente se tu mi fai scatenare queste emozioni. Preferiresti che io fossi un guscio freddo e senza cuore? Certo che no. Io sono quello che sono e sono un calderone che tu riesci a rimestare perché è così che tu ed io siamo. Altre persone lanciano le loro opinioni in giro, so che lo fanno, non sono stupido, so cosa dicono, ma non capiscono te e me. Non hanno ciò che abbiamo noi e nel migliore dei casi sono fuori strada e nel peggiore gelosi.

Quindi, dammi un’altra possibilità. È facile e abbiamo così tanto da guardare avanti. Non c’è davvero nient’altro che puoi perdere nel provare di nuovo, vero, ma se non lo fai ti chiederai sempre “e se?” E ti farà diventare pazzo non sapere cosa sarebbe potuto succedere se ti fossi fidato del tuo istinto e mi avessi permesso di tornare.

Facciamolo. Creiamo di nuovo il nostro meraviglioso mondo. Solo tu ed io.

Dì solo di sì.

H.G. TUDOR

One More Chance

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📰 IDENTITÀ DA PERFORMANCE

Mi sono spesso riferito a come i progressi della tecnologia si sono dimostrati un grande vantaggio per la mia specie. Non solo la tecnologia ci consente una maggiore portata, per più persone, più spesso e più facilmente ci fornisce il camuffamento. La genesi del “selfie” è la testimonianza di questo. Una volta se volevi essere in una foto tua, chiedevi a un’altra persona di usare la tua fotocamera per scattare una foto di te e dei tuoi amici o magari di te in uno scenario fantastico. Ora l’avvento del telefono con fotocamera ha permesso a tutti di farsi una foto di se stessi con gli amici, con una persona famosa, di fronte a un monumento, mentre fa uno stupido broncio, tiene in mano la birra e così via. Questo bisogno di stare “nell’inquadratura” è un richiamo ai tratti narcisistici del diritto, della violazione dei confini e della grandiosità. Certamente, non tutti sono della nostra specie e neanche il fatto che hai la tendenza a farti selfie ti rende uno dei nostri. Tuttavia, ciò che provoca è aumentare lo sfondo di tendenze narcisistiche così le nostre possono adattarsi ancora più facilmente a ciò che la società sta facendo. Quindici anni fa, se qualcuno continuava a tormentare altre persone per farsi una foto di se stessi in posizioni e posti diversi, si inarcavano le sopracciglia. Ora, se vedi qualcuno che tiene in alto il telefono e fa il broncio, non batti ciglio. È previsto. Questa tendenza narcisistica è diventata dominante e noi l’accogliamo con favore, poiché consente ai nostri di fondersi con quella corrente principale, permettendoci di muoverci più facilmente tra tutti voi.

Quando ti fai quel selfie, sei impegnato nell’identità da performance. Stai rafforzando la tua identità nei confronti della performance di stare in piedi e scattare una foto di te stesso che poi posti su diversi social media, invii per messaggio ai tuoi amici e probabilmente imposti come immagine di copertina. Il reato di performance è il caso in cui un criminale si impegna in attività delittuose che lui o lei registra. Quanti video hai visto su Facebook dove è in corso uno scontro e nessuno lo ferma, ma invece stanno tutti in piedi intorno con le telecamere tenute in alto a filmare la scena? Quante volte hai visto persone che pubblicano foto di se stesse mentre commettono un atto criminale, che può essere l’uso di droghe, aggredire qualcuno, danni criminali o furti? Include anche quegli atti che potrebbero non essere criminali ma che sarebbero considerati moralmente riprovevoli. Fare fotografie a una persona ubriaca che dorme in mezzo alla strada, piuttosto che aiutarla, scattare foto a qualcuno che si è sporcato o ha vomitato. Fotografare l’incidente o la sventura di qualcuno e aggiungere un commento apparentemente spiritoso in lettere bianche nella parte inferiore dell’immagine. Questi comportamenti sono tutti orientati alla performance, al mettersi in mostra e al dare spettacolo.

Noi siamo maestri nell’identità da prestazione. Siamo definiti da ciò che facciamo nei confronti di un pubblico attento e che ci ammira. Ogni nostra mossa è coreografata, il nostro ingresso attentamente programmato. Camminiamo nel paesaggio urbano con un’immaginaria colonna sonora che ci risuona in testa mentre ci pavoneggiamo, considerando noi stessi in una sorta di film o documentario. Un indovinello una volta diceva

“Una foglia cade in una foresta ma non c’è nessuno che la sente, ha fatto un suono?”

L’equivalente moderno per la nostra specie è,

“Se abbiamo fatto qualcosa ma nessuno l’ha visto, è accaduto davvero?”

Noi siamo definiti da ciò che gli altri ci vedono fare e dalla loro reazione a ciò. Che si tratti di ammirazione, odio, rabbia, turbamento, terrore, dolore, ilarità, divertimento, lode, amore o adorazione, deve sempre esserci un’emozione infusa. Questa reazione definisce chi siamo perché ci fornisce carburante. Ci dice che siamo brillanti, temuti, furiosi, dominanti, divertenti, spiritosi, sensazionali, belli, notevoli e così via. La reazione è tutto per il carburante che fornisce, ma anche perché la nostra performance ci permette di definire ciò che crediamo di essere, l’aspetto esteriore che il mondo deve vedere in contrapposizione a quello che si trova chiuso in profondità e non permettiamo mai che venga visto.

Voi tutti vi impegnate nell’identificare la performance. Spesso ha poche conseguenze ma forma sempre parte di ciò che siete. La crescente tendenza delle persone a impegnarsi in un’identità da performance implica che il nostro bisogno, il nostro assoluto bisogno di farlo, non spiccherà tanto quanto potrebbe. Sì, attira una reazione, ma questo bisogno di attenzione è possibile che non venga sempre visto per quello che è. Le persone ci considerano semplicemente espansivi, bizzarri, divertenti, l’anima della festa, al centro di tutto. Ci sono decine di modi educati per dire cercatore di attenzione senza che tu ti renda conto che è quello che stai facendo. Noi dobbiamo farlo comunque, dobbiamo esibirci dal momento in cui ci alziamo dal letto fino a quando non ci torniamo di nuovo al fine di attingere carburante e creare ciò che vogliamo che il mondo veda. Il mondo può davvero essere un palcoscenico, ma è un palcoscenico per me e la mia specie.

H.G. TUDOR

Performance Identity

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📰 IL NARCISISTA MICRO MANAGER

Il Micro Manager non è una persona che spiega ciò che lui o lei vuole fare e quindi si affida a qualcun altro per sapere cosa fare e come farlo. Invece, il Micro Manager è una persona che effettivamente controlla la persona incaricata di eseguire l’attività o il progetto e dirige, interferisce e critica eccessivamente, spesso insistendo sui cambiamenti e poi volere che cambi di nuovo nel modo in cui era prima nonostante neghi che era corretto la prima volta. La microgestione non è di per sé un indicatore decisivo del fatto che una persona appartiene alla nostra specie, ma la microgestione è una forma di manipolazione che viene utilizzata dalla nostra specie per controllare ulteriormente e ottenere carburante.

Verrà usata più comunemente in due ambienti; in casa con la Fonte Primaria Intima (“IPPS”) e nel luogo di lavoro con le Fonti Secondarie Non Intime (“NISS”) anche se potresti essere doppiamente sfortunato ed essere una IPPS che lavora anche con noi. Buona fortuna in questo caso.

Nell’ambiente domestico, il Narcisista Micro Manager crea un’atmosfera molto sgradevole, opprimente e impegnativa. Mentre le nostre manipolazioni nel complesso fanno sì che le nostre vittime facciano ipotesi e camminino su quei ben noti gusci d’uovo, il Narcisista Micro Manager fa salire l’esperienza ad un nuovo livello.

Qualunque sia il compito in cui sei impegnato, il Narcisista Micro Manager renderà nota la sua presenza. Ci sono una varietà di modi in cui ciò si manifesterà:

1. Ti guarda svolgere compiti e faccende ma non dice nulla. Se chiedi perché il Narcisista Micro Manager ti sta guardando, ti verrà risposto

“Non badare a me, sto solo fuori dai piedi prima che vada storto.”

“Non posso guardare mia moglie mentre fa un lavoro una volta tanto?”

“Sto solo tenendo d’occhio le cose.”

“Sto aspettando di risolvere le cose quando tutto andrà a gambe all’aria.”

2. Ti passa davanti ripetutamente mentre sei impegnato a fare qualcosa e sospira, alza gli occhi al cielo o fa versi si disapprovazione, e se lo sfidi ti verrà data una delle risposte sopra o simili, oppure negherà di aver detto qualcosa e tu stai immaginando cose.

3. Sta accanto a te e commenta in modo critico ciò che stai facendo, sottolineando che lo stai facendo male, che se continui a far così lo romperai, non funzionerà mai in questo modo, stai andando troppo veloce/troppo lento, e così via. Se reagisci a questo ti verrà detto che stai reagendo in modo eccessivo, che non reggi le critiche o che stavamo solo cercando di aiutare.

4. Fa l’esperto. Piuttosto che criticare espressamente cosa stai facendo come per il punto tre sopra, questa volta il Narcisista Micro Manager ti dirà esattamente come dovrebbe essere fatto secondo le sue conoscenze specialistiche ma ovviamente non ci abbasseremo per aiutarti effettivamente a farlo o per mostrarti come dovrebbe essere fatto. Preferiamo piuttosto stare in disparte e sparare a zero su di te.

5. Si porta dietro l’esperto. Simile a quanto sopra, ma capiterà semplicemente di conoscere un esperto che conosce un modo migliore di potare quel cespuglio e tu se reagisci a questo, allora ci vendicheremo con “Quindi stai dicendo che tale e tale non è un esperto?” allo scopo di farti sentire che hai superato il limite per aver lanciato una simile sfida.

6. Fornisce una radiocronaca su cosa stai facendo come se tu non fossi lì e noi stessimo parlando con qualcun altro. “Non riuscirà mai a farli sedere in modo giusto in questo modo vero?” O “Oh, mio caro, non rimuoverà quella macchia facendo così, che errore da scolaretto.” Questa forma di microgestione è particolarmente disumanizzante dal momento che agisce come se tu non esistessi.

Invariabilmente non starai facendo nulla di male, ma questo osservarti da sopra le spalle ti metterà in imbarazzo e ti renderà ansioso, il che implica che potresti commettere degli errori, che noi ovviamente coglieremo al volo con un grido di trionfo e il troppo familiare “te l’avevo detto”.

Tutto ciò che fai è messo sotto esame, commentato, osservato e infine espressamente o implicitamente criticato. Questo è progettato per farti sentire senza valore e svalutato. È naturalmente finalizzato ad attingere carburante da te attraverso il dolore, l’irritazione, la rabbia o la frustrazione. Qualunque sia la tua reazione, non aspettarti che ti forniremo supporto o incoraggiamento. Invece la tua risposta, benché accolta come carburante, verrà usata contro di te.

“Non ha senso arrabbiarsi, devi imparare a farlo meglio.”

“Non cercare di incolparmi per le tue mancanze, sono stufo che tu faccia questo.”

“Cerco di aiutarti e questo è il modo in cui reagisci? Sei così ingrato.”

“Se tu avessi fatto bene la prima volta non avrei dovuto commentare, giusto?”

Se provi a farci svolgere il compito, scuoteremo semplicemente la testa e andremo via borbottando qualche insulto sottovoce o ti diremo che non è una soluzione cercare di passare il compito a qualcun altro, devi imparare tu come farlo bene.

Dovresti anche aspettarti che la nostra natura contraddittoria faccia una comparsa. Per cui la scorsa settimana ti abbiamo detto che dovresti sempre mettere il latte nella tazza prima di aggiungere la bustina di tè e poi questa settimana è il contrario. Non pensare che farcelo notare ci farà accettare la contraddizione; c’è carburante da raccogliere nel continuare a farlo.

Tutti i tuoi sforzi in casa saranno sottoposti a controllo e osservazione. Ci alzeremo e ti osserveremo mentre stiri o pulisci. Commenteremo il modo in cui stai cucinando la cena, ti occupi del giardino, metti gli oggetti negli armadi e così via. Qualsiasi cosa tu stia facendo sarà soggetta a questo comportamento da parte del Narcisista Micro Manager.

Di seguito sono riportati gli obiettivi del Narcisista Micro Manager:

1. Carburante dalle tue risposte;
2. Esercizio di controllo stretto e dettagliato;
3. Erosione della tua autostima;
4. Gaslighting;
5. Creazione di ansia e tensione

È una cosa a cui tutti quelli della nostra specie si dedicano? No non lo è. Il Narcisista Inferiore si impegnerà in questo comportamento e il suo approccio sarà una delle ripetute critiche e esasperazioni per la tua apparente incompetenza. Tende ad impegnarsi più che altro nei comportamenti 1,2 e 3. Anche il Medio-Rango lo farà e sarà più incline ad operare nel modo descritto nei comportamenti 4,5, e 6. I Superiori, di tutte le scuole di narcisisti sono meno propensi a impegnarsi come Narcisista Micro Manager perché considereranno persino il commentare su cosa stai facendo in giro per casa una cosa al di sotto di loro. Lo considerano troppo banale e noioso per meritare di passare il tempo ad osservarti. Invece, sono molto più propensi a scegliere una Frase Denigratoria Post-Evento del tipo: –

“Questo dolce è abbastanza buono ma ovviamente non è neanche lontanamente buono quanto il mio della scorsa settimana.”

“Questa maglietta vorrebbe essere stirata?”

“Che diavolo è questo aborto di lavoro?”

“Non vincerà alcun premio”.

“Non so perché ti sei infastidito, entro la settimana sarà morto.”

“Non avevo realizzato che Jackson Pollock avesse decorato lo studio”.

“Vedo che il lavavetri cieco ci ha di nuovo fatto visita.”

Il Superiore preferirà semplicemente abbattere il tuo sforzo alla fine, pienamente consapevole dello sforzo che hai messo in quel particolare compito o progetto e annullarlo con un’osservazione sarcastica o dolorosa. È più il suo approccio questo piuttosto che passare il tempo a guardarti fare qualcosa di banale e rimarcarlo.

Quindi come puoi contrastare il Narcisista Micro Manager in casa?

1. Come sempre non reagire alle battute, ai commenti e alle osservazioni. Se eviti di fornire carburante, il Narcisista Micro Manager ha meno di una motivazione per impegnarsi nel comportamento e lo interromperà o almeno lo farà meno spesso.
2. Avvaliti di un professionista per svolgere i compiti. Anche se solo per una settimana, assumi un addetto alle pulizie, un giardiniere, qualcuno per stirare i vestiti, ordinare i pasti da asporto tutte le sere. Quando arrivano i conti da pagare, verrai certamente incolpato, ma ti sarai risparmiato tutta una serie di sforzi.
3. Esegui i compiti per te e per i bambini ma non per il Narcisista Micro Manager. Ovviamente si lamenterà e questo accenderà la sua furia, ma tu stavi venendo comunque minato e svalutato. Succede sempre, ma ti sarai risparmiato un po’ di sforzi. Il Narcisista Micro Manager, pur avendone diritto, desidera anche quei benefici residui che tu fornisci e se li revochi lui cercherà di manipolarti per reintegrarli, e ciò potrebbe avvenire attraverso la fornitura di complimenti e ricompense. Ovviamente c’è il rischio che vengano fatte ulteriori minacce, ma senza dubbio non saranno peggiori di quelle che stai già sperimentando.
4. Non invitare il Narcisista Micro Manager a cercare di fare un lavoro migliore. Gli darai solo carburante e il Narcisista Micro Manager non considererà il tuo comportamento come qualcosa per cui lui si deve correggere. Anche se potresti pensare che vi sia la tentazione per lui di dimostrare la sua superiorità ad eseguire il compito, il suo desiderio di evitare di spendere energia inutilmente e il suo senso di diritto implica che troverà qualche ragione per non farlo.
5. Invece potresti considerare di inquadrare la richiesta in termini di “Ho bisogno che un esperto mi mostri come è fatto”; non sempre funziona ma vi è una migliore possibilità di coinvolgere il Narcisista Micro Manager a dare una mano facendo appello al suo senso di superiorità piuttosto che sfidarlo.
6. Rimanere una IPSS.

H.G. TUDOR

The Micro Managing Narcissist

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📰 L’IMPOSTORE DEL FORUM DI SUPPORTO

Ci sono molti forum di supporto online riguardo il problema del narcisismo e dell’abuso narcisistico.

In passato mi sono mosso contro le ombre di questi blog, pagine Facebook, Twitter e così via, osservando e assorbendo i comportamenti di cui sono stato testimone. Ce ne sono alcuni che forniscono informazioni. Altri sono sfoghi catartici di vittime che cercano di mettere in guardia raccontando gli orrori personali lungo il proprio cammino o recupero. Ce ne sono altri che servono ad assistere le persone nel guarire dal trauma che hanno sofferto. La loro qualità ed affidabilità varia. In mezzo alla proliferazione dei forum di supporto si annida la nostra categoria.

Non c’è alcun dubbio che la nostra tipologia risieda in questi luoghi. Effettivamente, di tanto in tanto Narcisisti Inferiori e Medi hanno fatto apparizioni e hanno frequentato il mio blog. Per me è facile individuarli, ma lo è meno per altri. Naturalmente, i narcisisti compaiono in altri siti e forum, commentando e interagendo. Questi narcisisti guadagneranno un po’ di carburante dall’interazione con le altre persone nel forum, ma più specificamente cercheranno di farsi amico un commentatore o due e continuare le interazioni fuori dal blog in messaggi privati, telefonate, Skype e infine incontrandosi personalmente. La fonte terziaria diventa secondaria e la fornitura di carburante cresce di potenza, quantità e frequenza. Un articolo a parte parlerà di questo tipo di interazione.

I narcisisti agiscono anche in questi forum di supporto in ruoli differenti: chi moderatore, chi amministratore o gestore.

Come si manifesta?

In primo luogo se un Narcisista Superiore gestisce un forum di questo tipo allora lui o lei saranno ben informati al riguardo, confermeranno ciò che sono e spiegheranno molto riguardo il modo in cui pensano e operano. Questi siti sono estremamente rari. I Superiori sono rari e quindi quelli che gestiscono siti simili sono ancora più rari. Però, quelli che esistono rendono chiaro in cosa consiste il sito e chi vi opera. Questa scarsità unita al luogo comune secondo cui tutti i narcisisti sanno cosa sono, porta alcune persone a considerare questi siti in modo errato.

In secondo luogo, un Narcisista Inferiore non gestirà un forum. Lui o lei non ha idea di ciò che è, ed essendo assolutamente privo di empatia (inclusa l’empatia cognitiva), non potrebbe mai verificarsi che un Inferiore metta a punto un sito del genere. Non ha interesse ad apparire come santo e non desidera ascoltare le preoccupazioni altrui. L’Inferiore frequenterà i forum ma non li gestirà, preferirà piuttosto utilizzare il lavoro degli altri per vantarsi riguardo i propri (supposti) incontri con un narcisista e poi mettersi al centro dell’attenzione mentre si vanta del proprio stile di vita, attacca altri commentatori e lo fa con una completa mancanza di consapevolezza sia dei suoi comportamenti, sia di ciò che è.

In terzo luogo, è il Narcisista Medio a porsi il problema della creazione e della conduzione di questi forum. Perché il Narcisista Medio? Ripeto, lui o lei non sanno ciò che sono ma questi siti li attraggono perché:-

1. Sono capaci di aiutarli nella gestione della facciata. Il Narcisista Medio crede veramente di essere una brava persona, una persona rispettabile, una persona empatica. Sono gli altri che sono orribili, abusanti narcisisti. Non lui.
2. Il sito fornisce loro un pretesto eccellente per indignarsi riguardo a ciò che hanno personalmente percepito come maltrattamento. Il Narcisista Medio adora un buon festa della commiserazione, una Conferenza della Compassione o un Simposio della Solidarietà e quelli che interagiscono con queste persone vi aderiscono.
3. Permette loro di continuare una campagna contro quelli che il Narcisista Medio percepisce come abusanti. Che siano l’ex fidanzata, i genitori, il capo o quello che una volta era il miglior amico, tutti si ritrovano sistematicamente infangati e il riconoscimento che i lettori del sito forniscono al Narcisista Medio non fa altro che consolidare nella loro mente che lui è una brava persona e che è veramente la vittima.

Il Medio Rango è il narcisista che troverete a gestire questi forum. Ovviamente non tutti i forum di supporto online sono gestiti dalla nostra tipologia, tutt’altro, ma c’è una notevole presenza di appartenenti alla nostra categoria. In effetti, ho avuto molti dei miei lettori che hanno espresso le loro preoccupazioni e sospetti riguardo certi siti e la loro provenienza, basati sulle loro esperienze lì e su ciò che avevano osservato.

Questo è difficile da riconoscere per le persone. Naturalmente avranno qualche familiarità con l’idea del narcisismo, sennò perché mai dovrebbero stare in un forum di supporto all’abuso narcisistico?! D’altra parte, è altamente probabile che le loro abilità non si siano ancora adattate a riconoscere la nostra tipologia e certamente non in questi particolari panni da lupo travestito da pecora.

Quali sono allora gli indicatori che mostrano che un narcisista sta gestendo il sito (o è coinvolto come moderatore o amministratore)? In base a ciò che ho osservato in certi siti, dovresti essere consapevole di ciò che segue:

1. Invalidazione. L’argomento del narcisismo è sia emotivo che complesso e quindi le persone hanno varie esperienze, opinioni e teorie. Alcune possono essere semplicemente sbagliate. Alcune possono basarsi su un fraintendimento. Alcune comunque restano valide in quanto esperienza individuale. L’Impostore del Forum di Supporto respingerà nettamente l’esperienza di un lettore o di un commentatore se non concorda con loro, se si oppone o contraddice qualcosa che viene affermato dal Forum. Invece di riconoscere le differenze di opinione, o spiegare educatamente perché il punto di vista del lettore è sbagliato, l’Impostore del Forum di Supporto sarà sprezzante.

2. Aggressività. Se il lettore tiene testa all’Impostore del Forum allora verrà trattato in modo aggressivo. Il lettore non sta insultando o provocando e sta semplicemente affermando il suo punto di vista. Gli vengono date risposte aggressive dall’Impostore del Forum di Supporto. Questa è la manifestazione della rabbia innescata del Narcisista Medio. Gli verrà detto che non sa niente, che si sta rendendo ridicolo, che il Forum ne sa molto di più e gli viene ricordato che lui (l’Impostore) gestisce il forum.

3. Etichettatura. L’Impostore del Forum di Supporto etichetterà il lettore come abusante o narcisista. L’ho visto accadere in molte occasioni ed è una rapida dose di proiezione destinata ad abbattere, invalidare e insultare il lettore.

4. L’Etichettatura ha anche un ulteriore effetto. Agisce come una chiamata alle armi per gli altri lettori al fine di lanciarli in un attacco contro lo sfortunato lettore. L’Impostore del Forum di Supporto si aspetta che i suoi lettori si coalizzino contro questo “narcisista” e gli dicano ciò che è cacciandolo fuori dal forum. Chi sono quelli che rispondono a questo fervido appello dell’Impostore del Forum di Supporto? Appartengono a due gruppi; altri narcisisti e vittime fuorviate. Il primo gruppo naturalmente non sa di esserlo. Gli Inferiori la vedranno come un’opportunità eccellente per qualche provocazione verbale insultante. I Medi la vedranno come una chance di ingraziarsi gli ospiti e dimostrare le proprie credenziali di “brava” persona. Le Vittime Fuorviate (spesso nuovi membri) sono ancora molto ferite dalla loro esperienza, e la loro inesperienza e il punto di vista generale li porta a scagliarsi contro qualcuno che hanno erroneamente considerato narcisista. È facile sbagliare per loro, dopo tutto, stanno ancora imparando e il supposto guru ha dichiarato che questa persona è un narcisista, quindi deve essere vero. Ci saranno quelli che hanno maggiore esperienza ed empatia che difenderanno il lettore, e riconoscono che non è un narcisista, e che una persona ha il diritto di esprimere la propria opinione. Anch’essi sosterranno la propria posizione e quindi questo spesso fa sì che altri evitino di iniziare una rissa.
5. Il gestore si impegnerà in ripetute reminiscenze dei loro terribili trattamenti subiti dal narcisista. Ci sarà un sermone quotidiano mentre inveiscono contro questa persona con entusiasmo zelante che dura troppo a lungo rispetto a quello di una vittima sincera.

6. Il gestore dopo aver identificato un presunto narcisista non lascerà correre. Se il lettore rimane (o gli viene permesso di rimanere) nel sito, verrà ripetutamente additato e soggetto a critiche passivo aggressive. Perfino una volta usciti o bannati, verranno menzionati dall’Impostore del Forum di Supporto.

7. L’Impostore del Forum di Supporto farà ripetuti riferimenti ai propri “aggressori online” o “trolls” al fine di ottenere solidarietà dai lettori. Questi presunti aggressori rimangono vaghi e privi di forma a livello di identità perché spesso non esistono, ma sono una percezione dell’Impostore del Forum di Supporto.

8. L’Impostore del Forum di Supporto si profonderà in drammi patetici al fine di guadagnare solidarietà e supporto dai lettori. Mentre farà più volte menzione di come è stato trattato male dal narcisista da cui era stato intrappolato, farà anche commenti come “certe volte non so perché mi sforzo a fare questo” e “sono stanco di non essere apprezzato” e “alcuni di voi non hanno idea di quante energie mi prenda”

9. Piagnistei. Se l’Impostore del Forum di Supporto usa video nel sito o è presente su YouTube allora le lacrime di coccodrillo autocommiserative scorreranno. Quelli le cui lacrime sono sincere o non posteranno materiale che le contiene (non vogliono che la gente li veda o li consideri non professionali) o se lo fanno è chiaro che sono sincere. I piagnistei dell’Impostore del Forum di Supporto saranno forzati dato che si fanno venire le lacrime. Come per un interruttore le accenderanno e spegneranno. Una volta che sai cosa cercare, lo vedrai.

10. C’è una mancanza di originalità nel materiale. L’Impostore del Forum di Supporto può contare solo sui suoi presunti fan empatici dell’abusato non attraverso effettive esperienze o empatia emozionale ma tramite l’imitazione. Di conseguenza, il materiale che viene messo nel sito sarà attinto altrove. Spesso l’Impostore del Forum di Supporto più pigro (unito al suo senso di essere in diritto e alla mancanza di responsabilità) ruberà il lavoro altrui e, o non lo accrediterà all’autore originale, o lo farà passare per proprio.

11. Ci saranno commenti passivo aggressivi verso commentatori e lettori. Ripeto, questo non è sempre ovvio ai nuovi arrivati, ma chi ha esperienza se ne renderà conto presto e unito ai punti precedenti il quadro diverrà chiaro.

12. Improvvisi blocchi. Un lettore si ritroverà bloccato dal sito senza alcuna spiegazione o senza capire ciò che ha fatto. Questa risposta passivo aggressiva nascerà perché l’Impostore del Forum di Supporto ha percepito alcuni comportamenti del lettore come inaccettabili e quindi ferito, ha scatenato la sua ira gelida fornendo un Trattamento del Silenzio.

Col tempo, l’insieme di questi comportamenti dimostreranno la vera natura delle persone che gestiscono il sito e voi poi realizzerete chi c’è davvero dietro la maschera di presunto amorevole empatico.

Potreste già esservi ritrovati nei panni di destinatari di tali comportamenti. Naturalmente, non li sperimenterete in futuro. Perché? Beh, non avete ragione di andare da altre parti se non qui, non è vero!?”

H.G. TUDOR

The Support Forum Fraud

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📁 NO! SEI TU IL NARCISISTA – PARTE UNO


Il problema dello stato di consapevolezza della nostra specie è un elemento centrale del puzzle. Le vittime lottano con la prospettiva che uno si comporta in modo tale da non vedere ciò che sta facendo. Come può non rendersi conto di ciò che sta facendo? Come può non vedere che ha torto? Come può non accettare che ho ragione, che ho le prove in mano? Come può non capire che è lui che sta causando i problemi e non io? Come può non riconoscere di essere egoista, offensivo o abusante? Come può uno non sapere che si sta comportando in questo modo? Suppongo che tu ti sia fatto una o più di quelle domande ad un certo punto. La nostra consapevolezza di ciò che siamo coincide anche con la tua consapevolezza di ciò che siamo. Come ho sottolineato in precedenza, quasi nessuno individua la nostra specie quando ci approcciamo con te per la prima volta. Anche se sei stato irretito da uno dei nostri simili, hai buone probabilità di essere irretito una seconda volta. Spesso la realizzazione di ciò che ti è accaduto potrebbe non avvenire per molti anni dopo l’evento o una volta che lo scarto è avvenuto. Potrai renderti conto di essere stato intrappolato da un narcisista durante la svalutazione o più probabilmente quando torniamo cercando di effettuare un recupero post-scarto/fuga. Praticamente senza eccezioni, una volta che hai capito con chi ti sei invischiato, hai il desiderio travolgente di dirci che sai cosa siamo. È sicuramente un momento di trionfo? Sei stato avvisato da un’influenza esterna e/o hai letto molto e molti dei nostri comportamenti coincidono con quelli del narcisista. Hai avuto il tuo momento “aha” e mentre la tua mente potrebbe star sempre nuotando nell’esperienza, il tuo cuore si è spostato da tutte le parti e così tante domande sono rimaste senza risposta; ora sai cosa siamo. Hai la conoscenza e ci smaschererai dicendoci chiaramente che lo sai e ci dirai direttamente cosa siamo. È giunto il momento per te di sferrare di nuovo un lungo colpo atteso da tempo verso di noi. Quindi, armato di questa conoscenza, cosa puoi aspettarti che accada? Come ci si aspetterebbe, la risposta del narcisista dipende dal tipo con cui sei stato coinvolto. Cominciamo con il Narcisista Inferiore.

L’Inferiore non sa cosa è. Agisce attraverso l’istinto, la reazione e le risposte istintive. Se dici a un Inferiore che è un narcisista, è probabile che non riesca nemmeno a capire cosa intendi. Se hai espresso questa conoscenza in modo da non fornire carburante, se non capisce di che si tratta, con ogni probabilità incontrerai l’accensione della sua furia e commenti come

“Perché usare parole di fantasia tutto a un tratto?”

“Perché stai usando le parole del dizionario? Stai cercando di farmi capire che sei meglio di me? “

La sua incapacità di capire cosa intendi sarà percepita da lui come una critica nei suoi confronti. Si sentirà ferito e quindi la sua furia si accenderà. Essendo molto carente in termini di controllo, si scaglierà contro di te mentre istintivamente cerca carburante per sanare la sua ferita. Non sa che questo è ciò che sta accadendo, né capisce la sua reazione, ma questo è ciò che accadrà. Se ti capita di aver acquisito consapevolezza da un libro e usi questo per giustificare la definizione, aspettati che il libro venga strappato a metà o gettato sul fuoco come risposta istintiva.

Se l’Inferiore ha una certa comprensione di ciò che è un narcisista, lo vedrà sempre solo come una critica. Come molti considererà la definizione solo per intendere che ama se stesso. Puoi aspettarti risposte come: –

“Stai dicendo che amo me stesso? Eh, suppongo di doverlo fare perché tu non lo fai più vero? “

“Amo me stesso. Hai del coraggio. Hai visto il modo in cui ti comporti, pavoneggiandoti e facendo la bella vita? “

L’Inferiore devierà immediatamente questa critica percepita girando intorno alla situazione e impegnandosi in uno spostamento della colpa contro di te. Prenderà qualsiasi prova a portata di mano che dimostrano che tu sei quella che ama se stessa e non lui. Se hai comprato dei vestiti nuovi di recente, puoi aspettarti che questo venga tirato fuori e che tu venga sfidato per le tue abitudini di spesa. È probabile che i vestiti vengano strappati o gettati via. Se hai una gamma di pozioni e lozioni che usi come parte del tuo trattamento di bellezza, saranno considerate come prova che ami te stesso. Saranno gettate nella stanza mentre la furia si accende, versate nel lavandino o rotte.

L’Inferiore non accetterà e non può accettare di essere un narcisista. Lui non sa cos’è e quindi non ha consapevolezza. Se cerchi di “educarlo” spiegando i vari tratti e comportamenti del narcisismo e colleghi questo al modo in cui si comporta, se lo fai in modo neutro, starai ammucchiando più critiche su di lui. Ogni osservazione che hai fatto sarà trattata con deflessione e negazione.

Se dici,

“Senti, sto solo cercando di farti vedere che quando esci e scompari bevendo prima di tornare a casa a chiedere sesso, non dimostri alcun pensiero per me e ignori i miei limiti: questo è il comportamento di un narcisista”.

Sarai trattato con,

“Oh, così ora non posso uscire a bere, vero?”

“Non chiedo sesso, non me la dai mai come vedi, e in ogni caso dovresti, cosa ti prende in questi giorni? Lo fai da qualche altra parte, vero?

“Confini? Narcisista? Chi ti ha riempito la testa con questa merda? Scommetto che era Lucy vero?, non le sono mai piaciuto.”

Quando la furia accesa esplode, assisterai alla paranoia, allo spostamento di colpa, alla negazione, alla proiezione e alla deflessione mentre l’Inferiore evita di discutere la questione. Non si definisce affatto con lui. A prescindere da quanto possa sembrare ovvio, non riesce a capire che può avere una qualunque colpa. Può essere chiaro come il giorno per te, il comportamento narcisistico corrisponde esattamente a quello che fa, ma per tutta la tua spiegazione non lo accetterà. In primo luogo, non lo farà perché non sa cos’è, quindi non ha la capacità di accettarlo. In secondo luogo, anche se potesse, non lo farà a causa del meccanismo di difesa che noi abbiamo, e cioè che non siamo responsabili.

La negazione e la deflessione continueranno finché non mostrerai segni di esasperazione, turbamento o rabbia. Quando questo carburante appare, questo aiuterà l’Inferiore a curare le ferite che ha e quindi, istintivamente, cercherà di spingerti a fornirgli carburante attraverso le sue risposte. Se il tuo interrogatorio persiste e viene condotto in modo neutro, sarà costretto a scagliarsi (ovviamente sarai incolpato di questo) il che si tradurrà in violenza verbale, distruzione di cose e violenza fisica. La paranoia dell’Inferiore lo convincerà che stai cercando di coglierlo sul fatto in un modo che non capisce (né può farlo) e tutto ciò che sa è che prova un senso di notevole disagio. Non sa che questo è causato dalla mancata fornitura di carburante e dal ferimento causato dalle tue ripetute critiche. Istintivamente avrà bisogno di proteggersi e questo significa ottenere carburante. Ha bisogno di tenere a mente i tuoi commenti “oh così intelligenti” – da qui la negazione e la deflessione, ma non può controllare la furia accesa che si accende per cercare il combustibile necessario.

Se ti ostini a sottolineare quello che è e non c’è rifornimento di carburante, ti eviterà mentre va in cerca di carburante da qualcun altro e con lo scopo di allontanarsi dalla fonte della sua irritazione.

È improbabile che l’Inferiore ti accusi di essere un narcisista perché non ha una reale comprensione di ciò a cui ti riferisci. Ciò che farà, tuttavia, è di rigettare contro di te le parti costitutive che tu identifichi come comportamenti narcisistici. Questo per difendersi dalle critiche legate a tutto ciò. Questo per difendersi perché lui non può essere ritenuto responsabile di alcun tipo di fallimento o debolezza. Questo viene fatto come reazione per cercare di indurti a reagire a queste accuse, così da fornire carburante. Finisci per giustificare che non sei il narcisista, quindi (per istinto piuttosto che per un piano calcolato) è in grado di fermare l’attacco ferente da parte tua e per giunta ottenere carburante mentre difendi il fatto che tu non ami te stesso, che ti interessi di lui e delle altre persone, che riconosci i limiti e così via.

Non convincerai mai un Narcisista Inferiore di essere un narcisista. Lui non riesce a capirlo. Questo è il motivo per cui anche se i suoi comportamenti corrispondono a quelli della nostra specie, lui non può vederlo. Non ha neanche la minima introspezione. Tutto quello che otterrai è far sì che lui si difenda, che la sua furia si inneschi e alla fine fare in modo che si scagli contro di te. Non perdere tempo a cercare di convincerlo. Non lo farai. Se vuoi ferirlo, diglielo, ma poi ritirati altrimenti ti ritroverai sul punto di ricevere l’atto finale di una furia accesa.

H.G. TUDOR

No! You Are The Narcissist! Part One

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📑 IL BUONO IL CATTIVO E NIENT’ALTRO

A tutti noi piace attaccare etichette alle persone. Le persone lo fanno istintivamente nei confronti di qualcuno che hanno appena incontrato, qualcuno di cui hanno letto, una persona che conoscono da lungo tempo o qualcuno che hanno visto in televisione. È raro per qualcuno dire di non avere un punto di vista o un’opinione su qualcun altro. Gli esempi possono includere:-

“Lui è un tipo affidabile, sempre presente quando hai bisogno di lui.”

“È un tipo buffo.”

“È molto maliziosa.”

“È mozzafiato.”

“È uno sempre in cerca di attenzioni.”

“Un musicista geniale.”

“Mi irrita veramente, non so per cosa ma è così.”

Queste sono classificazioni basate solo su aspetto e personalità. Si può classificare qualcuno per razza, religione, luogo di nascita, occupazione, sesso e molto altro. Le etichette vengono usate continuamente dal momento che la gente viene messa in contenitori e compartimenti. La nostra specie fa lo stesso, ma noi ci distinguiamo in modo sostanziale. Abbiamo una classificazione immediata delle persone che è molto semplice. Mettiamo la gente in ulteriori categorie dopo questa categorizzazione iniziale spesso utilizzando etichette che tu non useresti e poi possiamo anche attaccare etichette aggiuntive simili a quelle che usi tu. Qual è la categorizzazione iniziale? È semplice.

Una persona o è buona o è cattiva. Quella persona è con noi o è contro di noi. Fa ciò che vogliamo o non lo fa. Non ci sono se e forse in queste classificazioni. Non c’è grigio con noi, quando si tratta di decidere in quale compartimento dev’essere collocato qualcuno. O sei bianco o sei nero. Non puoi essere grigio chiaro, grigio medio o grigio scuro. Noi non facciamo una via di mezzo; o è uno o l’altro. Lascia che ti faccia qualche esempio delle persone attorno a me attualmente.

Julia (il mio capo) – Buona

Mia madre – Cattiva

Paul (un Luogotenente da lungo tempo) – Buono

Andrea (fonte primaria precedente) – Cattiva

Rachael (sorella) – Buona

Eric (collega) – Buono

Tania (Luogotenente) – Buona

Lesley (la ragazza Cosa) – Cattiva

Elizabeth (ex fidanzata litigiosa) – Cattiva

Phillip (Luogotenente) – Buono

Colin (rivale al lavoro) – Cattivo

Non sono indifferente a nessuno di loro. Devi essere consapevole del fatto che questa categorizzazione è basata sulla mia visione di loro a prescindere dai loro comportamenti verso di me. Lesley ad esempio ha risposto ad un riaggancio un po’ di tempo prima e mi manda ancora messaggi con commenti gentili di tanto in tanto. Io sto al gioco dato che sono ben lontano dal volerla finire con lei, ma è una persona cattiva per ciò che ha fatto e inoltre so che sta cercando un’opportunità per spodestarmi e cercare qualche forma di vendetta su di me come conseguenza del fatto che ho ostacolato continuamente le sue ambizioni. Conosco il suo gioco.

Queste categorizzazioni sono fluide. Anzi, sono estremamente fluide per alcune persone, di solito i nostri partner intimi specialmente la Fonte Primaria Intima, ma si applicherà anche alle fonti secondarie (siano esse intime, familiari, colleghi e/o amici). Passeremo in un istante dal nero al bianco, e al nero ancora una volta. Non c’è nessun cambiamento lento nel tempo, non c’è sfumatura bianca tra il nero. Se cerchi di mettere in evidenza le cose buone che hai fatto per noi quando ti stiamo attaccando in qualche modo (dato che ora vieni visto come nero) ci sfiderai e quindi la nostra prima linea di difesa (vedi Le Doppie Linee di Difesa del Narcisista) prenderà il via e negheremo che tu abbia mai fatto una di queste cose per noi, il che ti confonde ulteriormente ed è così che avviene il gaslighting. Ricorda, l’Inferiore e il Medio Rango lo fanno sempre per istinto e non vedono l’incoerenza o il comportamento anomalo Il Superiore lo fa con un certo istinto ma anche con calcolo ed è consapevole delle contraddizioni, ma a noi non interessa.

Potresti essere una brava persona all’inizio quando mi sveglio ma dopo colazione sei una cattiva persona. Qualche volta sarai del tutto inconsapevole del perché la tua condizione si è alterata e ciò potrebbe apparire capriccioso e arbitrario ma non è così; avrai fatto qualcosa o non fatto qualcosa che ha cambiato la tua classificazione. Più spesso è collegato al tuo fallimento nel fornirmi carburante e quindi sarai designato come cattiva persona e sottoposto al trattamento in accordo ad una tale condizione; svalutazione e denigrazione. Al contrario, si può anche cambiare da cattivo a buono in un batter d’occhio. Non necessariamente capirai perché è così, ma lo è. È del tutto logico per noi.

La tua condizione di bianco o nero è influenzata anche da altri movimenti nella matrice di carburante, cosa di cui spesso non hai idea. Di conseguenza, potresti spaccarti la schiena per farci piacere, pensando di fare tutto ciò che a noi apparentemente piace, permettendoci di fare a modo nostro e rispettandoci ma non funziona – non puoi cambiare l’essere visto come nero. Questo perché quando sei dipinto di nero, tutto ciò che fai è visto attraverso quel filtro. Mentre una volta ci rallegravamo della tua condizione di consigliere di amministrazione di un’azienda quotata in borsa, ora ti strigliamo dicendoti che pensi più al tuo lavoro che a noi. Una volta elogiavamo il tuo piatto d’autore, ma ora diciamo che è insipido e privo di ispirazione. Ciò si verifica perché hai fatto o non hai fatto qualcosa, sei stato dipinto di nero e inoltre ci sono altre persone nella matrice del carburante che ti stanno superando, sono viste come bianche e nonostante i tuoi migliori sforzi per cercare di tornare nel nostro favore, non ci stai riuscendo perché quello stato bianco è attribuito a qualcun altro.

All’improvviso ti trattiamo benevolmente e ti chiedi perché è successo, forse per una volta hai fatto qualcosa di giusto. Ha più a che fare con qualcun altro che si comporta in modo tale da diventare nero e quindi per mantenere il contrasto (e con esso la freschezza del carburante) tu diventi bianco ancora una volta. La difficoltà che hai è che pensi spesso che questo cambiamento sia dovuto a qualcosa che hai fatto, ad esempio, che ci hai comprato i biglietti per un particolare evento. Quindi, quando ti ritrovi nero, provi a fare un passo simile per tornare al bianco, ma per le ragioni spiegate sopra, questo fallisce e tu resti sconcertato sul perché questa volta non ha funzionato.

Come ho già detto, una volta che ti abbiamo classificato come buono o cattivo, ti classificheremo ulteriormente, di solito in base al carburante che offri e a come stai sotto il nostro controllo. Dopo questo utilizzeremo con te etichette simili – una persona interessante, affascinante e così via. Infatti, prendi Paul, mio aiutante da lungo tempo. Lui naturalmente è una bella persona ma lo considero anche una fonte molto buona di carburante, una fonte molto affidabile di carburante e completamente sotto il mio controllo, leale e devoto. Mia madre è una cattiva persona. Dato che è una buona fonte di carburante per i suoi scoppi emozionali e i capricci, è solo abbastanza affidabile. Ho poco controllo su di lei, è una traditrice e progetta di detronizzarmi, non ha alcun concetto di lealtà e complotta attivamente contro di me. Quindi anche se può fornire carburante gli altri fattori fanno sì che lei venga posta nella classifica dei cattivi. Non la considero grigia solo perché fornisce carburante ma non può essere effettivamente controllata.

Perché consideriamo la gente in questa maniera? Perché non possiamo avere una visione olistica di loro? Per esempio, lo si potrebbe affermare con l’ex fidanzata Lesley che ad un certo punto era amorevole, devota e faceva molto per me. Sì, è diventata un apparecchio rotto e mi ha deluso, mi ha anche fatto un affronto, per cui deve essere ripetutamente punita. Continua a tentare di essere gentile con me. Non guardo a questa miriade di caratteristiche e fattori (e altre cose ancora) e la metto in qualche sorta di categoria tra buona e cattiva? No, non lo faccio. Perché?
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Perché la mia necessità di carburante è tale che non posso avere una classificazione della gente amorfa, slavata. Queste persone sono buone – posso far affidamento su di loro perché mi offrano carburante positivo e facciano come dico. Queste persone sono cattive – posso ottenere carburante negativo ma devo stare attento dato che stanno tramando contro di me e cercano di eludere il mio controllo. Questo allora mi concede di applicare in modo appropriato le mie manipolazioni. È anche necessario che mi permetta di mantenere la mia superiorità e la mia autostima. Ho bisogno di mantenere in vita questi due aspetti costantemente. Se tu non fai ciò che voglio, stai mettendo in discussione la mia superiorità. Stai insinuando che io sono privo di valore. Di conseguenza sei una persona cattiva e io sono la persona che è degna e ammirevole, tu sei perfido e malvagio. Se fai ciò che voglio, stai confermando la mia superiorità sottomettendoti al mio volere. Sono pieno di autostima perché tu lo stai riconoscendo agendo in accordo coi miei desideri. Discostatene e diventerai una persona cattiva.
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Per andare avanti e anche per difendere noi stessi dev’esserci un approccio tutto o niente. Tu sei visto come meraviglioso, sorprendente, fedele e funzionante – perciò interagiamo con te con impegno e dedizione (ad esempio il love bombing che si verifica in relazione a coloro che seduciamo intimamente) in modo da essere in grado di estrarre la quantità massima di carburante e ti teniamo legato a noi attraverso la messa in atto di comportamenti benevoli. Questo vale per tutti gli apparecchi – dal coniuge all’amante agli amici. Se dovessi ferirci o sfidarci, il nostro meccanismo di autodifesa che è il narcisismo deve fornire una difesa assoluta. Per mettere in atto questo non puoi essere visto come grigio, non puoi essere visto in modo vago, sei diventato il nemico così tutte le difese possano essere mobilitate con un’adeguata aggressività e impegno per attingere carburante per curare la ferita o per respingere la tua sfida e affermare ancora una volta la nostra superiorità. Questo improvviso cambiamento dal bianco al nero e di nuovo al bianco è un dispositivo necessario per consentirci di funzionare. Non possiamo avere mezze misure perché se le avessimo, questo avrebbe come risultato l’indecisione, un approccio inferiore a quello totale, e questo porterebbe a una riduzione di carburante, un’inefficace guarigione delle ferite e parziale soppressione delle sfide, e tutto ciò ridurrebbe la nostra efficacia e diminuirebbe il nostro controllo sul mondo che ci circonda. Questo poi ci farebbe sentire inutili, insignificanti e poco importanti e ci riporterebbe in un posto dove non dobbiamo andare mai più.

Questa mancanza di costanza nell’obiettivo, il fatto che ci dimentichiamo delle cose buone che hai fatto per noi in un istante mentre vieni dipinto di nero è sconcertante per coloro che vengono irretiti da noi, ma è assolutamente necessario per noi per funzionare, prosperare e sopravvivere. La risposta deve essere totale, deve essere istantanea e deve darci la massima prospettiva di successo lasciandoti confuso, stordito, disorientato, mentre fornisci carburante e resti sotto il nostro controllo.

Dovresti averlo imparato ormai perché noi vediamo il mondo attraverso lenti differenti dalle tue, ci sono molte cose che farai (di cui non sarai consapevole) che ci porteranno a oscillare dal considerati buono a cattivo e poi di nuovo buono, spesso nello spazio di un’ora o meno. Questo è tutto basato su come percepiamo essere la tua condiscendenza. Durante la seduzione, sei sempre e solo una buona persona perché rappresenti quella meravigliosa potente fonte di carburante positivo che desideriamo. Rappresenti la prospettiva di una fonte senza macchia a differenza della persona cattiva che stiamo svalutando e stiamo per scartare. Rispondi sempre positivamente ai nostri approcci, al nostro bombardamento d’amore e ci offri ciò che vogliamo. Pertanto rimani una buona persona. Quelli che sono nella nostra congrega, i nostri luogotenenti e quelli che formano la nostra facciata rimangono buone persone. Sfidaci, opponiti a noi o ancora peggio vedi attraverso di noi e sfiderai il nostro bisogno di superiorità e autostima, quindi devi essere automaticamente designato come cattiva persona, indipendentemente da cosa è successo prima, che potrebbe creare una visione più complessa. Non hai fatto ciò che volevamo; sei una cattiva persona. Poi cambi e fai ciò che vogliamo, e diventi una persona buona. È una semplice e necessaria classificazione che utilizziamo.

Di conseguenza, tutto o è buono o è cattivo con la nostra specie. Bisogna ammettere che, comunque di solito finirà anche male…

H.G. TUDOR

The Good, The Bad and the Nothing Else

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📰 5 MITI SUL NARCISISTA

Ho sempre letto diverse opinioni su di me e sulla mia specie, con considerevole interesse. Noto molte osservazioni intelligenti e ben ragionate su quello che facciamo e sul perché lo facciamo. Molte trasmettono una forza considerevole. Altre opinioni sono puramente guidate dalla comprensibile rabbia e dalla ferita che noi abbiamo generato nelle persone, anche se io ho ripetutamente cercato di spiegare, che quando si opera per mezzo delle emozioni si prendono decisioni mediocri e non abbiamo chiaro il quadro. M’imbatto anche in commenti inaccurati che sono stati fatti su noi. Non mi riferisco al disaccordo che si può avere in termini di attacco personale contro di noi. Molte persone ci considerano stronzi o bastardi. Io comprendo questo punto di vista, molti individui della mia specie non sarebbero d’accordo, ma non è questo tipo di giudizio di valore che lo fa diventare un mito su di noi. Ci sono altre idee sbagliate più importanti. Come parte del mio lavoro in corso nello spiegare ciò che noi siamo, perché facciamo quello che facciamo e il tuo coinvolgimento in questa dinamica narcisistica, è altrettanto importante spiegare ciò che noi siamo come esporre dettagliatamente ciò che non siamo. Con questo proposito in mente, vado ad elencare cinque miti sulla nostra categoria.

1. Non abbiamo emozioni

Questa opinione ha ottenuto qualche supporto dovuto al fatto che la mia tipologia agisce con una considerevole vacuità interiore. L’esistenza di questo vuoto può fare in modo che le persone credano che sia perché noi siamo un involucro e un guscio che noi siamo privi di emozioni. Pure il fatto che noi ci nutriamo delle emozioni delle persone rafforza l’opinione che non ne abbiamo di nostre. Noi abbiamo bisogno di rubare le emozioni che le altre persone tentano di farci sentire.
Il fatto è che noi sperimentiamo e sentiamo certe emozioni. Sperimentiamo la noia, la rabbia e il furore. Infatti, la rabbia schiumante che sta sempre lì sotto la superficie, pronta ad essere accesa, è una nostra emozione predominante. Noi conosciamo la noia il disgusto e la ripugnanza. Ci sono molto familiari la gelosia, l’invidia, la vergogna e l’odio. La cattiveria, il malanimo, l’aspettativa, il disprezzo, l’aggressione e il potere sono altre. La nostra scuderia di emozioni è dominata da emozioni negative. Queste sono quelle a cui è stato concesso di comparire e questo succede perché la forza sotto queste emozioni è stata imbrigliata prima per permetterci di raggiungere i nostri scopi. Il nostro odio per essere privi di carburante, ci guida ad estrarlo. Il nostro disgusto per la debolezza fa sì che noi vogliamo sempre mantenere la superiorità e la forza. Sono queste emozioni che ci rendono efficaci e spietati.
Al contrario noi non proviamo gioia o felicità, tristezza o rimpianto, serenità o amore, rimorso o senso di colpa. Queste emozioni sono estranee a noi insieme alle altre. O non le abbiamo mai conosciute o ci sono state strappate per permetterci di operare con maggiore efficacia, liberi da ingombri e ostacoli. Noi comprendiamo le emozioni perché vogliamo che le tue siano dirette verso di noi. Comprendiamo come imitarle e capiamo quando dovrebbero essere espresse (anche se qualcuno della nostra specie riesce meglio di altri in questo) ma in definitiva noi sperimentiamo qualche emozione, solo in modo del tutto diverso da te.

2. Imitarci ci fa infuriare

No non è così. Se noi siamo arrabbiati con te e urliamo, e se tu decidi di rispecchiare questo comportamento, tutto quello che fai è fornirci carburante. Se ripeti a pappagallo quello che ti diciamo, se vi è connessa qualche emozione, anche se lo dici con sarcasmo, con un sogghigno e con disprezzo, è carburante. Se tu decidi di tacere perché lo facciamo noi, possiamo renderci conto che il trattamento del silenzio non ci procura il carburante che ci aspettiamo, ma non ci fa infuriare. Invece, noi passeremo semplicemente a una diversa forma di manipolazione per fare in modo che tu ci fornisca carburante. Tu lo trovi difficile dopo un po’ continuare a rispecchiare quello che stiamo facendo, la tua capacità emozionale è tale che di solito si manifesta sotto qualche forma e quindi otteniamo carburante. Noi ci rendiamo conto anche di ciò che stai facendo e se ci stai dando carburante, ti permetteremo di rispecchiarci. Se non lo stai facendo, il tuo rispecchiarci non è una critica quindi non c’è offesa, ma passeremo ad un comportamento diverso per estrarre carburante.

3. Ci manchi quando te ne sei andata

No, ci manca il tuo carburante, non tu. È ciò che ci manca più di tutto. Ci possono mancare anche le caratteristiche che eravamo in grado di rubarti e anche i benefici residui che tu ci hai fornito. È qualcosa che le vittime della nostra specie trovano molto difficile da accettare. Sicuramente qualcosa di ciò che abbiamo detto e fatto era genuino? Sembrava fosse così, quindi dev’essere stato sicuramente così? Deve essere stato un caso che noi abbiamo gradito alcune cose che hai fatto? Noi le abbiamo fatte; il carburante, le caratteristiche e i benefici residui. Non ci preoccupavamo se eri spiritosa; salvo che il tuo senso dell’umorismo fosse appropriato per il nostro proposito di farci sembrare migliori con le altre persone. Ci manca solo il sorriso radioso perché ci forniva carburante. La tua ampia conoscenza del vino era ancora un’altra caratteristica che ci faceva sembrare migliori.
Non sono solo queste cose che ci mancano quando te ne sei andata, resta il semplice fatto che se ti abbiamo scartata, noi decidiamo che non valeva più la pena di averti intorno e nella maggior parte dei casi, avevamo individuato e sedotto un rimpiazzo. Con questa persona in sede, ci focalizziamo su queste, tornando da te solo per attivare i recuperi maligni successivi (o quelli benigni più tardi quando il rimpiazzo comincia a diventare stantio). C’è una piccola parentesi che tu ci amassi con tutto ciò che avevi, che tu pensavi che fossimo il tu mondo e nessuno poteva aver fatto per noi quello che hai fatto tu, ma questo è tutto secondo la tua prospettiva. Una volta che ti abbiamo scartato, questo non conta più nulla. Sei diventata un apparecchio malfunzionante e sei stata sostituita. Non ci manca nulla di te.
Sei tu scappi, a noi mancheranno i tre articoli che ho descritto sopra e inoltre noi cercheremo di recuperarli attraverso il Grande Recupero Iniziale e i Recuperi Seguenti ma non pensare che le nostre proteste di non essere in grado di vivere senza di te, come non possiamo immaginare un altro giorno con te e che ci manchi così tanto, non hanno niente a che fare con te come persona. Non è così. Noi siamo incapaci di vivere senza il tuo carburante, non possiamo immaginare un altro giorno senza usare le tue caratteristiche e ci mancano così tanto i tuoi benefici residui. Tutte queste dichiarazioni, suppliche, gesti imploranti e così via sono solo designati per recuperare le tre principali ragioni per cui ci attacchiamo a te. Puoi dire a te stessa che sentiamo terribilmente la tua mancanza se ti fa sentire meglio ma stai ingannando te stessa.

4. Odiamo stare da soli

Noi abbiamo bisogno delle persone. Non c’è dubbio su questo. Abbiamo bisogno delle persone perché abbiamo bisogno dei tre principali benefici, il principale dei quali è il carburante, ma non è la stessa cosa che dire che odiamo stare soli. In questo caso c’è un fondo di verità nella dichiarazione sopra ma richiede un importante requisito. Se siamo stati ben-carburati siamo in grado di stare da soli, di impegnarci in attività solitarie e trascorrere tempo in compagnia di noi stessi senza difficoltà. Naturalmente, più si va avanti, e alla fine il nostro livello di carburante scende, e noi abbiamo bisogno di cercare persone ma non odiamo stare da soli in una situazione simile.
Inoltre, i vantaggi della tecnologia fanno sì che anche se noi possiamo non essere fisicamente vicini a qualcuno, i vantaggi di Skype, dei messaggi di testo, delle chiamate telefoniche, e anche di lettere scritte a mano ci permettono di stare per conto nostro ma in contatto con molte risorse di carburante. Aggiungi a questo il Carburante di Pensiero e hai una situazione per cui noi possiamo essere fisicamente isolati ma con tante connessioni che riusciamo perfettamente bene ad estrarre tutti questi vari tipi di carburante.
Rimuovi comunque tali connessioni, e (ponici) in una situazione in cui i nostri livelli di carburante sono già bassi e noi siamo fisicamente isolati senza strumenti per contattare le persone; ecco, in questo caso potresti vedere che noi odiamo stare da soli.

5. Abbiamo una coscienza

Non l’abbiamo. Pensiamo solo a noi stessi, ai nostri bisogni e a come ciascuna situazione può portarci benefici. Può sembrare che mostriamo una coscienza allo scopo di raggirare le persone, e questo si osserva di più nel Narcisista di Medio Rango e nel Narcisista Superiore, allo scopo di adattarsi a una situazione e alle aspettative delle persone ma noi siamo stati creati senza il bisogno di una coscienza. Se ne avessimo una non saremmo capaci di calpestare le persone come facciamo. Non saremmo capaci di passare sempre avanti, mai preoccupandoci per chi è venuto prima di noi. Semmai ti trovassi in una situazione dove uno della nostra specie sembri aver avuto la coscienza punta, tutto ciò significa che noi vediamo un vantaggio nel fingere che sia così e noi desideriamo ingannare te ed altri per i nostri benefici personali.

H.G. TUDOR

5 Myths About the Narcissist

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👤 CHI DORME NEL TUO LETTO?

Sono addormentato e tu no. Io sono lì. Addormentato, gli occhi chiusi in un beato riposo apparentemente non influenzato da ciò che abbiamo espletato prima. Il mio petto si alza e si abbassa con un ritmo lento, il mio respiro è rilassato e regolare. Potrebbe arrivare un momento in cui vuoi fermare quella respirazione. Potresti voler mettere uno di quei cuscini pieni sulla mia faccia pacifica e premere con tutta la tua forza e volontà. Potresti desiderare di comprimerlo contro la mia bocca e il naso, appoggiandovi tutto il tuo peso corporeo per evitare che le mie mani frenetiche strappino via il cuscino per poter respirare ancora una volta. Quel desiderio, anche se non lo farai, pochi hanno la forza di volontà di portarlo a termine, potrebbe anche comparire più e più volte e prima di quanto pensi. L’immagine di spegnere una vita così tossica attraverso l’applicazione concertata di una cosa così innocua come un cuscino. È improbabile che sia l’unica immagine che prende forma nella tua testa. Immagini di scivolare giù dalle scogliere, un colpo e scappi, un tostapane nella vasca da bagno, un veleno oscuro e non individuabile somministrato in un ambiente dove ci sarebbero più sospetti di Cluedo. Così tanti scenari assassini che si può ben arrivare a immaginare di dire esattamente come sei ora. Nel nostro letto. Nel bel mezzo della notte.

Dormo profondamente, il sonno dei retti e dei giusti. L’incidente precedente non mi ha turbato. O è che mi sono addormentato nello stordimento del bere, e i fumi dell’alcool mi hanno indotto in coma? Poi ancora, potrebbe essere l’effetto di alcuni psicofarmaci di cui mi avvalgo ripetutamente per cui sembro morto al mondo? Potrebbe essere una di quelle cose, ma qualunque cosa sia, io sono addormentato e tu non lo sei. Rimani sveglia perché non riesci a dormire. Sei seduta, le ginocchia raccolte al petto, gli occhi fissi su di me mentre la tua mente turbina. Tra tutti i pensieri tumultuosi, le considerazioni vorticose e i ricordi in aumento, un pensiero che domina su tutti gli altri, si ripete e si fa largo.

Chi è lui?

Cosa ha provocato una questione così seria? È stato un incidente isolato. Forse un selvaggio rimprovero quando tutto sembrava pacifico. Una giornata piacevole che improvvisamente è stata strappata dalla lingua acida che ha spruzzato commenti taglienti verso di te. Ti ricordi come sembravo. Non pareva che fossi io. Sono apparso posseduto. Gli occhi si sono oscurati, la fronte corrugata, la bocca attorcigliata e l’espressione impostata in una di odio. Non te lo saresti mai aspettato prima di ora. In effetti, hai trovato il modo in cui sembravo più spaventoso di quello che ho detto. Da dove è venuto? Stai lottando per ricordare come è iniziata la discussione. Qualcosa a che fare con il non ascolto, era così, ma che escalation ha avuto. L’irritazione è durata un attimo prima che la rabbia, la collera e la furia scoppiassero e tu ti trovassi a ritrarti da questa violenza verbale. Questo non era mai successo prima. Era stato tutto così meraviglioso. Sì, avevi sentito un paio di persone che ti avevano fatto notare il mio temperamento, ma in tutti quei mesi felici non l’avevi mai visto apparire neanche una volta. Anche durante i periodi di prova, sono rimasto calmo, sereno, quasi glaciale a volte quando la pressione saliva. Questo è stato uno dei motivi per cui mi hai stimato. La mia capacità di restare lucido. Quindi cosa è successo, solo poche ore prima? Chi era quello? Non sembravo io, ma dovevo essere io, non c’era nessun altro nella stanza.

Ora sei seduta nel silenzio della camera da letto. La luce bassa della lampada alla tua sinistra splende attraverso i miei lineamenti. Ora non c’è rabbia dipinta sulla mia faccia. Appaio come sembro sempre quando dormo, come se nulla al mondo potesse avere importanza. Sei spesso rimasta sveglia a vegliare su di me, felice di accarezzarmi il petto o la fronte, i miei occasionali mormorii di soddisfazione e il leggero rovesciamento della mia bocca che denota la contentezza che traggo dalle tue attente cure.
Così giaccio lì, proprio come farei ogni altra notte. A dormire. Calmo. Tranquillo. Sono lo stesso di come sono sempre ogni altra notte quando hai vegliato su di me. Eppure, ancora la domanda viene di nuovo. Chi era quello che è apparso prima?

Dopo l’esplosione, sono uscito e ti ho lasciato. All’inizio non sapevi cosa fare. Ti sei sentita scioccata. Una volta che ti sei ricomposta, hai telefonato alla tua migliore amica e hai spiegato cosa era successo, fornendole ogni dettaglio del meraviglioso giorno precedente e ogni particolare della tempesta che è esplosa in un istante.

“Oh, non è niente”, ha detto con la sua familiare voce rassicurante, “le coppie litigano, io e Pete abbiamo sempre delle discussioni. Lascialo raffreddare, andrà a posto. Ora, parlami di quel nuovo libro che hai menzionato l’altro giorno, va bene?”

La tua migliore amica ha spazzato via (il discorso). Forse aveva ragione. Dopotutto, tutte le coppie non inciampano a un certo punto? Certo. I tuoi genitori non l’hanno fatto, non spesso comunque, quindi forse hai un’idea irrealistica di come andare d’accordo. Nonostante le sue rassicurazioni sei rimasta preoccupata e hai chiamato tua sorella.

“Accidenti, è una sorpresa”, ha osservato dopo aver sentito il tuo racconto, “è sempre così adorabile, non pensavo che potesse fare una cosa del genere. Tornerà. Tornano sempre, probabilmente si sente un po’ un coglione per averti urlato contro e ha solo bisogno di andare a bere una birra o qualcosa del genere. Seriamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi.”

Invece ti sei preoccupata. La successione di chiamate è stata fatta ad altri amici, tuo fratello e tua nonna. Hanno tutti tirato fuori rassicurazioni e hanno suggerito banalità per placare le tue preoccupazioni.

“Oh, non essere così sensibile, hai avuto la tua prima discussione, benvenuta nel club.”

“Scommetto che è stressato, probabilmente perché lavora troppo duramente, avevi detto che ha lavorato molte ore di recente. Scommetto che torna con delle scuse e dei fiori. Dagli solo un po ‘di spazio per un’ora o due. “

“Sarei impazzita se dovessi vivere con te sorellina, no, sul serio, si sta solo sfogando, voi due state bene insieme.”

“Oh tuo nonno aveva un brutto carattere ma non abbiamo mai dormito su una discussione. È così che siamo stati sposati per cinquant’anni. Ti aspetti troppo; ti devi impegnare in una relazione mia cara. “

Tutti pensavano secondo schemi simili. È parte integrante di una relazione. Fa male perché è la prima volta. Vuoi abbracciarmi e chiedermi scusa per esserti preoccupata così tanto, ma non vuoi disturbarmi. Ti rimproveri per aver riflettuto troppo su questo. Certo, pensi sempre troppo alle cose e come ti hanno detto tutti io sono tornato. Sono tornato dopo un paio d’ore, ho sorriso e ti ho preso tra le braccia come se nulla fosse accaduto. Non volevi parlare dell’incidente. Quel segno nero in un giorno altrimenti dorato e perciò non l’hai fatto. Il tuo sollievo al mio ritorno sorridente è stato così grande che non volevi lasciarmi andare e siamo rimasti abbracciati per diversi minuti. Il resto della serata è passato con la cena e un film prima di andare a letto insieme dove mi sono addormentato in un istante.
Non mostrai preoccupazione per quello che era successo. Non mi sono scusato ma non te ne sei preoccupata. Non avevi alcun desiderio di ritornare su ciò che era successo, almeno non volevi farlo con me, ma non sei stata in grado di evitare di farlo nelle ultime due ore quando ti sei seduta qui sul letto, guardandomi, facendoti domande e meditando. Quelle parole erano così velenose, quell’espressione così odiosa, anche adesso il ricordo ti fa sentire agitata. Eppure, tutti quelli con cui hai parlato ti hanno rassicurato e devono avere ragione, no, se tutti la pensano così? Persone che hanno avuto relazioni più lunghe di te. Loro chiaramente ne sanno qualcosa e tutti hanno minimizzato il fatto. Deve essere la tua reazione eccessiva a un bisticcio, un (bisticcio) spaventoso ma forse era tutto lì. Un una tantum. Un incidente isolato. Speri che sia perché non ti è piaciuta la persona in cui mi sono trasformato, neanche un po’. Non vuoi incontrarlo di nuovo. Non è la persona di cui ti sei innamorata. Lui non è la persona che adori e di cui ti prendi cura. Non è la persona con cui sei andata a vivere e vuoi stare per il resto della tua vita. Non ne hai preso atto. Chiunque fosse, il tuo letto non è il suo posto.

Lì dormo. A proprio agio. Tranquillo. Sereno. Pensi di conoscermi. Pensi di sapere chi dorme nel tuo letto con te.

Non ne hai idea.

È così che inizia e né tu né nessun altro sapete la verità di chi sta dormendo nel tuo letto.

H.G. TUDOR

Who Is Sleeping In Your Bed?