👥 LA MATRIARCA NARCISISTA NE SA DI PIÙ

191202F 🌼 The Matriarch Narcissist Knows Best

“Ti voglio bene”

“Ho sentito che questo è un buon modo per ottenere una reazione da parte tua perché questo è ciò che vuoi sempre sentire.”

 

“Non combinerai mai niente”

“Non finché sto interferendo in ogni aspetto della tua vita, controllandoti e rendendo la tua infanzia e la tua vita adulta una lunga lotta.”

 

“Ho solo pensato di chiamarti e vedere come stai.”

“Non mi dai abbastanza carburante. Sei una figlia/figlio ingrato e rimpiango il giorno in cui ti ho partorito.”

 

“La prossima settimana è il mio compleanno e mi chiedevo se avessi pianificato qualcosa.”

“Mi aspetto qualcosa di sfarzoso e spettacolare così posso stare al centro dell’attenzione. Se non hai pianificato un evento simile sei crudele e insensibile, proprio come ho sempre pensato.”

 

“Sono orgogliosa di te.”

“Per una volta hai fatto qualcosa che approvo e ora mi prenderò tutto il credito per questo.”

 

“Eri una vera sfida quando eri più piccolo.”

“Pensavo avresti resistito alla mia manipolazione dal cuore di ghiaccio, ma ti ho distrutto alla fine.”

 

“Hai sentito credo della triste notizia della morte di tuo Zio Paul ?”

“Un morto! Un funerale! Che palco meraviglioso per dominare e succhiare carburante da tutti i parenti.”

 

“Sto solo cercando di aiutarti, lo sai?”

“Sto cercando di controllarti, smetti di resistermi.”

 

“Ti ho dato così tanto. Tutto ciò che voglio è un po’ di gratitudine.”

“Penso di averti dato tanto. Ho bisogno di un po’ di carburante.”

 

“Era solo una battuta. Ti prendi troppo sul serio.”

“Non era uno scherzo. Accidenti a te che hai visto oltre. Devo fare marcia indietro velocemente così non devo rendere conto.”

 

“Sei stato un incidente.”

“Mettiti a piangere e fammi sentire potente.”

 

“Tuo padre ed io abbiamo discusso su questo perché riteniamo…”

“Ho deciso…”

 

“Tuo padre è d’accordo con me quindi non ha senso correre da lui.”

“Tuo padre sa bene che non deve contraddirmi.”

 

“Riponevo così tante speranze su di te.”

“Non stai facendo ciò che voglio.”

 

“Non è mai successo”

“È successo ma non ti è concesso di rinfacciarmelo.”

 

“Non avremmo mai pensato che lasciassi questa casa.”

“Non avresti dovuto uscire dal mio controllo.”

 

“Non ti vediamo quasi mai ultimamente.”

“Dovresti garantirmi più carburante e più spesso.”

 

“Non eri così da piccolo.”

“Allora era molto più facile controllarti.”

 

“Non ti voglio bene.”

“Non ti voglio bene. Non l’ho mai fatto.”

 

H.G. TUDOR

The Matriarch Narcissist Knows Best

👥 LA MADRE NE SA DI PIÙ

191005E 🌼 Mother Knows Best.jpg

“Ti voglio bene”

“Ho sentito che questo è un buon modo per ottenere una reazione da parte tua perché questo è ciò che vuoi sempre sentire.”

 

“Non combinerai mai niente”

“Non finché sto interferendo in ogni aspetto della tua vita, controllandoti e rendendo la tua infanzia e la tua vita adulta una lunga lotta.”

 

“Ho solo pensato di chiamarti e vedere come stai.”

“Non mi dai abbastanza carburante. Sei una figlia/figlio ingrato e rimpiango il giorno in cui ti ho partorito.”

 

“La prossima settimana è il mio compleanno e mi chiedevo se avessi pianificato qualcosa.”

“Mi aspetto qualcosa di sfarzoso e spettacolare così posso stare al centro dell’attenzione. Se non hai pianificato un evento simile sei crudele e insensibile, proprio come ho sempre pensato.”

 

“Sono orgogliosa di te.”

“Per una volta hai fatto qualcosa che approvo e ora mi prenderò tutto il credito per questo.”

 

“Eri una vera sfida quando eri più piccolo.”

“Pensavo avresti resistito alla mia manipolazione dal cuore di ghiaccio, ma ti ho distrutto alla fine.”

 

“Hai sentito credo della triste notizia della morte di tuo Zio Paul ?”

“Un morto! Un funerale! Che palco meraviglioso per dominare e succhiare carburante da tutti i parenti.”

 

“Sto solo cercando di aiutarti, lo sai?”

“Sto cercando di controllarti, smetti di resistermi.”

 

“Ti ho dato così tanto. Tutto ciò che voglio è un po’ di gratitudine.”

“Penso di averti dato tanto. Ho bisogno di un po’ di carburante.”

 

“Era solo una battuta. Ti prendi troppo sul serio.”

“Non era uno scherzo. Accidenti a te che hai visto oltre. Devo fare marcia indietro velocemente così non devo rendere conto.”

 

“Sei stato un incidente.”

“Mettiti a piangere e fammi sentire potente.”

 

“Tuo padre ed io abbiamo discusso su questo perché riteniamo…”

“Ho deciso…”

 

“Tuo padre è d’accordo con me quindi non ha senso correre da lui.”

“Tuo padre sa bene che non deve contraddirmi.”

 

“Riponevo così tante speranze su di te.”

“Non stai facendo ciò che voglio.”

 

“Non è mai successo”

“È successo ma non ti è concesso di rinfacciarmelo.”

 

“Non avremmo mai pensato che lasciassi questa casa.”

“Non avresti dovuto uscire dal mio controllo.”

 

“Non ti vediamo quasi mai ultimamente.”

“Dovresti garantirmi più carburante e più spesso.”

 

“Non eri così da piccolo.”

“Allora era molto più facile controllarti.”

 

“Non ti voglio bene.”

“Non ti voglio bene. Non l’ho mai fatto.”

 

H.G. TUDOR

Mother Knows Best

📰 RECUPERO DAL NARCISISTA GENITORIALE

190917A 🌼 Hoovering By The Parental Narcissist.jpg

Anche se molte persone sperimentano la nostra categoria nel contesto di una relazione romantica, ci sono anche molte persone la cui esperienza della dinamica narcisistica si origina dalla loro relazione con un genitore. Naturalmente, nessuno riconosce di primo acchito di avere un genitore narcisista. Quando qualcuno è un bambino, non ha nulla a cui fare riferimento e immancabilmente solitamente l’illuminazione emerge solo una volta che il bambino è diventato un adulto.

Qualche volta è necessario che la persona rimanga invischiata con un narcisista in una relazione romantica prima che avvenga il risveglio all’idea di essere stati intrappolati. Come parte della propria illuminazione riguardo al fatto che qualcuno della nostra tipologia li abbia intrappolati tramite l’egida di una relazione sentimentale, il soggetto realizza anche allora che uno (o forse entrambi) dei propri genitori sia un narcisista. Ci vuole l’accoppiata con un narcisista in senso sentimentale per ottenere questa consapevolezza. Per altri, è la comparazione tra il loro rapporto con quel genitore e come vedono la relazione dei loro amici con i loro genitori, o la relazione tra la propria dolce metà (che non è narcisista) e i genitori di lui o di lei, per mettere in discussione il comportamento dei propri genitori che alla fine li porta sul cammino della scoperta.

Da parte mia, finché non mi è stato mostrato da un’ex fidanzata cosa fossi, non ho realizzato che MadreNarci fosse anche lei una della nostra fratellanza. È stato un momento insolito. Da un lato ora avevo un’etichetta da applicare a me stesso, cortesia dell’osservazione non-giudicante di questa fidanzata informata. Ero compiaciuto per questa etichetta dato che mi permetteva di comprendere di più riguardo a ciò che ero, per quanto non fosse qualcosa che avevo pianificato di condividere. Però, mentre capivo come i miei comportamenti si applicavano al modello di comportamento che lei aveva rivolto verso di me, realizzavo anche che mia madre fosse simile e quindi anche che fosse una di noi. Un tipo differente di narcisista, ma ciononostante tale. Una simile rivelazione ammetto che mi ha stordito ma presto ho sepolto questi pensieri dato che non avevano alcuna utilità. Non aveva senso rimuginare su ciò che era accaduto nel passato, era ridondante e mi portava solamente in un luogo da cui ero scappato da tempo.
Piuttosto, mi sono focalizzato sulla mia nuova comprensione e su come potessi applicare questa conoscenza a mio vantaggio. Quindi, questo è ciò che ho fatto all’inizio del mio viaggio post universitario, entrare nel mondo del lavoro (a parte i lavori estivi e cose simili) e continuare a irretire vittime ignare sentimentalmente, socialmente e perfino attraverso interazioni minime.

In questo periodo ho cercato di fare esercizio della mia indipendenza da MadreNarci che naturalmente ha tentato di esercitarla tutte le volte che poteva. Ho frequentato l’università, come molti, lontano dal posto dove sono cresciuto e quindi questo ha rappresentato il primo risveglio dal controllo che MadreNarci ha esercitato su di me. Ovviamente, quelle vacanze prolungate significavano un ritorno alla nave madre e alle sue continue macchinazioni ed è stato solamente quando ho cominciato la mia prima posizione sulla scala della carriera della professione scelta e con questo è arrivata la necessità di avere una base in città, che davvero ho iniziato ad allontanarmi dalla sua presa.

Come potresti aspettarti, non avrebbe concesso di cedere questo controllo facilmente ed è così con tutti i narcisisti parentali. Proprio come nella visione della relazione romantica narcisista, il narcisista parentale ritiene che tu, il suo figlio o sua figlia gli appartenga fino alla morte. In effetti, mentre quelli che sono in un legame romantico con noi potrebbero recidere la Relazione Ufficiale questo è molto meno facile dove la dinamica è tra genitore e figlio adulto. Il bambino adulto sente un senso del dovere nascere dal nodo familiare. Quanto spesso avrai detto,

-“Lei è mia madre, non posso NON invitarla al battesimo.”
-“So che è una rompiballe, ma è mia madre dopo tutto.”
-“È inevitabile che faccia una scenata ma è mio padre e mi sentirei in colpa se non fosse presente.”
– “Farebbero troppe domande se mio padre non partecipasse.”

Tale è il senso del dovere che viene infuso da parte del legame familiare. Il narcisista sa di questo senso del dovere e vi fa affidamento. Ecco perché non c’è seduzione tra genitore narcisista e figlio (tralasciando quei sistemi in cui si verifica l’incesto, che non sono l’oggetto di questo articolo) perché la connessione familiare esistente soppianta la necessità di seduzione. La vittima è già vincolata al narcisista tramite il sangue e non ti verrà mai permesso di dimenticare questo fatto.

Questo nodo che lega la vittima al narcisista non finisce qui. Anche l’esistenza dell’altro genitore (di solito non è narcisista) fa sì che la vittima rimanga esposta e legata al genitore narcisista. Forse alcune di queste affermazioni ti saranno familiari?

-“Mi sorbisco mio padre per amore di mia mamma.”
-“Mi dispiace che mio padre debba avere a che fare con mia madre.”
-“Vedo mio padre solamente perché voglio bene a mia madre e voglio trascorrere del tempo con lei.”
-“Lo faccio per i miei bambini così possono vedere il loro nonno, altrimenti non perderei tempo con mia madre.”

A differenza dell’accoppiata romantica dove, una volta che tu realizzi che quella persona è maltrattante (se non hai capito che quelle persone sono parte dei nostri) in questo caso potresti benissimo scappare in tutta fretta ed allontanarti dalle solite preoccupazioni e vulnerabilità che vengono dall’essere una vittima empatica, la schiavitù familiare porta con sé una conseguenza collaterale; l’altro genitore. Anche se potresti considerare in modo abbastanza rapido di abbandonare il genitore narcisista, una volta che ti sei rianimato da ciò che lui o lei sono e di come questo non cambierà, la tua fuga pianificata è ostacolata dall’impatto consequenziale sull’altro genitore che non è un narcisista. Come lo specifico plotone che “non lascia nessun uomo indietro”, sei anche tu nella presa del genitore narcisista per via dei tuoi doveri verso l’altro genitore che non è uno della nostra tipologia. Ancora una volta, non sottostimare la conoscenza narcisistica di questo senso del dovere. Sarà improbabile che realizzino di essere dei narcisisti, ma sanno come sfruttare il tuo rapporto con l’altro genitore a proprio vantaggio.

Anche se la svalutazione è un evento frequente all’interno della dinamica tra il genitore narcisista e il figlio adulto, lo scarto è piuttosto raro. La dinamica tra genitore e figlio cade in una di queste tre categorie:-

1. Il figlio adulto è un partner intimo fonte primaria- raro;
2. Il figlio adulto è un partner fonte primaria però non intimo – insolito;
3. Il figlio adulto è un partner fonte secondaria non intimo- comune

La massima parte delle interazioni cade nella terza categoria, il figlio adulto verrà invocato come un intermittente ma frequente fornitore di carburante. Il genitore narcisista cercherà inoltre di ottenere doti (ad esempio vivendo tramite il successo del figlio adulto) e utilizzare benefici residuali (specialmente come genitore narcisista anziano).

In una dinamica non familiare, il narcisista tende ad interagire soprattutto in modo benigno con una vittima fonte secondaria per ottenere carburante positivo, ad esempio:-

1. Una fonte secondaria che è un amico verrà invitato ad eventi sociali e trascorrerà del tempo con il narcisista;
2. Una fonte secondaria che è un collega verrà anch’esso invitato ad eventi sociali, ma verrà fatto affidamento su di lui in virtù del dovere esistente che nasce dalla dinamica lavorativa;
3. Una fonte secondaria che è anche intima prelevata per usarla in eventi sociali, rapporti intimi, trascorrere tempo insieme. Ad esempio, una persona con cui il narcisista sta avendo una tresca, un amico con benefici o un piccolo sporco segreto

In questi casi il narcisista offre un riaggancio benigno.

-“Ti andrebbe di andare al pub stasera?”
-“Posso incontrarti in hotel alle 3 questo pomeriggio.”
-“Ho i biglietti per un nuovo spettacolo, spero che tu venga.”
-“Non ti vedo da secoli, che ne dici di un pranzo?”
-“Possiamo mettere insieme le idee per discutere del nuovo progetto?”

E di conseguenza la vittima risponderà praticamente sempre a questo riaggancio, interagendo con il narcisista e fornendo carburante positivo. Il narcisista avrà una gamma di fonti secondarie quindi l’affidamento su una fonte secondaria in particolare è intermittente. Questo significa che il carburante positivo rimane fresco molto, molto più a lungo e quindi il periodo d’oro può continuare per un lungo periodo.

Nella situazione dove il narcisista interagisce con una fonte secondaria familiare, la vittima potrebbe essere un bambino d’oro o un capro-espiatorio. In questo caso, il genitore narcisista ritiene che esista un obbligo derivante dal legame familiare per cui la fonte secondaria non avrebbe realmente necessità di essere riagganciata. Dato che la gamma delle fonti secondarie familiari sarà minore rispetto alle fonti secondarie in genere, si PRESUME che la fonte secondaria familiare si renda disponibile per la fornitura di carburante e altro. Anche se non dovessero più abitare con il genitore narcisista non ha importanza. Il figlio adulto che è una fonte secondaria dovrebbe partecipare senza suggerimenti fornendo carburante al narcisista genitoriale. Ad esempio, ci si aspetta che ogni settimana venga a pranzo la Domenica o che venga in visita almeno una volta al mese per l’intero weekend se abita lontano. Dovranno esserci telefonate settimanali, forse quotidiane al telefono/con skype/ con facetime. Ci si aspetta che mandi messaggi per primo chiedendo come stanno, se hanno bisogno di qualcosa e così via. Se questi previsti avvenimenti di routine che forniscono carburante non vengono rispettati, allora il genitore narcisista utilizzerà un recupero per ottenere l’interazione e naturalmente la reazione indispensabile che fornisce carburante.

Il riaggancio genitoriale potrebbe essere di indole benigna (cosa che spesso è usata con il figlio d’oro) ma anche maligna. Quest’ultimo tipo di recupero varia nel livello di cattiveria usata. Alcuni possono essere lievi, volti a pungere la coscienza del figlio adulto destinatario e altri particolarmente brutali al fine di provocare una reazione indignata o spaventata. Il recupero genitoriale maligno ha un ingrediente chiave; invariabilmente causa nel figlio di fare da genitore al genitore. Questo naturalmente non dovrebbe essere una sorpresa per gli scolari esperti della dinamica narcisistica. Il narcisista genitoriale rimane il bambino vulnerabile che si manifesta quando i livelli di carburante iniziano a scendere e quindi il riaggancio dispiegato verso il figlio adulto è concepito per attivare quel dovere di lunga data del figlio adulto di fare da genitore al proprio genitore, qualcosa che hanno fatto da quando hanno memoria.

Accade spesso che il narcisista genitoriale abbia dato origine alla creazione di un figlio narcisista che a tempo debito diventa un figlio adulto narcisista. Questi individui non eludono le richieste del narcisista genitoriale. Hanno comunque carburante da fornire e la maggior parte dei narcisisti genitoriali non sanno ciò che sono e quindi non riconoscono se stessi nel figlio adulto narcisista, di conseguenza l’interazione continuerà, spesso con conseguenze esplosive.

Quindi, il recupero genitoriale è una manipolazione usata frequentemente che è impiegata dal narcisista genitoriale allo scopo di esercitare il controllo sul figlio adulto e per l’ottenimento di prezioso carburante. Come appaiono questi riagganci? Ce ne sono molti e qui ci sono solo una serie d’esempi.

Riagganci Genitoriali Benigni

1. Dare una festa per i successi del figlio d’oro;
2. Volere che il figlio d’oro mostri ciò che ha fatto o spieghi dell’ultima promozione, mostri i propri dipinti ecc.. ad entrambi i genitori e a terze parti che sono state convocate;
3. Un barbecue improvvisato perché “è un delizioso giorno d’estate”.
4. Celebrare il compleanno del figlio d’oro;
5. Voler condividere buone notizie con il figlio d’oro;
6. Cercare consigli del figlio d’oro se è specialista in qualche settore – ad esempio consigli per investimenti.
7. Voler effettuare una presentazione del o per il figlio d’oro che metta il narcisista genitoriale in una buona luce per essere un affarista;
8. Identificare un problema e domandarsi se il figlio d’oro potrebbe possibilmente avere il tempo per risolverlo;
9. Identificare (o inventare) un problema familiare che coinvolge una triangolazione con un altro parente (di solito il capro-espiatorio) e cercare la mediazione del figlio d’oro per risolverlo;
10. Avere dei biglietti in più (che non sono per niente in più ma sono stati appositamente comprati) che vorrebbero offrire al figlio d’oro;
11. Proporre una vacanza con il figlio d’oro

Riagganci Maligni

1. Notare che il figlio adulto non è venuto a trovarlo e chiedere quando potrebbe succedere;
2. Triangolare il figlio adulto con il figlio d’oro sottolineando che il figlio dorato è venuto a trovarlo più spesso;
3. Fingere una crisi – il soffitto perde, il forno non funziona, i vicini sono troppo rumorosi e qualcosa deve essere fatto immediatamente;
4. Lamentarsi del fatto che nessuno viene a trovarli;
5. Evidenziare quanto siano malati;
6. Far notare difficoltà finanziarie;
7. Disapprovare amici o partner del figlio adulto
8. Sostenere di non poter mai vedere i nipotini;
9. Lamentarsi di essere usati solo come una bambinaia per i nipotini;
10. Rimproverare il figlio adulto per qualche vizio immaginato – droga, alcol, gioco d’azzardo ecc.. basandosi sulla più labile delle prove ma dichiarando “mi sta solo a cuore la tua felicità”.

11. Presentarsi senza avvisare e senza essere invitato per il weekend;
12. Dichiarare quanto siano sole e di come “tuo padre non mi ascolta mai”
13. Lamentarsi di non poter mai andare da nessuna parte;
14. Far finta di non capire il significato di una lettera e chiedere di venire ad aiutarlo;
15. Sabotare deliberatamente qualcosa e utilizzarlo come pretesto per richiedere immediato aiuto e assistenza;
16. Minacciare di rimuovere il figlio adulto dalle proprie volontà a meno che non si sforzi un po’ di più;
17. Chiamare presto il giorno di Natale o per il loro compleanno per chiedere perché il figlio adulto non li ha chiamati per augurargli Buon Natale o Buon Compleanno;
18. Riferirsi frequentemente alla morte di gente che conoscono e commentare di come non staranno ancora a lungo su questa terra e allora “Ti libererai di me che è quello che vuoi davvero”.
19. Rinfacciare al figlio adulto tutto quello che hanno fatto durante la sua infanzia “ti ho pulito il sedere” sebbene abbiano in realtà fatto il minimo come genitori;
20. Utilizzare frequentemente il sarcasmo “Ti ho chiamato per farti sapere che sono ancora viva perché dopo tutto non ti sei mai preoccupata di chiamarmi in tre giorni”.

Al figlio adulto non viene concesso di condurre la propria vita, di aspettarsi il costante supporto dei propri genitori ma al contrario deve essere a disposizione ogni volta che questi recuperi vengono dispiegati e deve rispondere immediatamente in modo che il carburante venga fornito senza discussioni o ritardi.

H.G. TUDOR

Hoovering By The Parental Narcissist

📁 IO SONO IL VERO GENIO! ESAME DI UN NARCISISTA GENITORIALE

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Il signore nella foto sopra si chiama Minesh. È un responsabile IT del Regno Unito e sembra piuttosto contento nella foto, vero? O forse potrebbe essere più accurato affermare che è piuttosto ottimista mentre tiene in mano un trofeo, bevendo il carburante positivo che proviene dal pubblico in studio davanti a lui (e il Carburante di Pensiero positivo derivante dalla conoscenza anche di un significativo pubblico televisivo che lo guarda). Cosa ha vinto Minesh?

Niente.

Suo figlio, Rahul, un ragazzo di 12 anni è stato incoronato Bambino Genio 2017 durante la scorsa serata in questo programma televisivo britannico. Ben fatto Rahul.

Data la natura internazionale dei miei lettori, molti di voi non avranno familiarità con questo programma specifico, ma conoscerete molto bene il concetto di bambini che vengono spinti ad avere successo nel rispetto di un determinato campo – conoscenza generale, ortografia, danza, sport, recitare poesie, ginnastica – con i genitori “orgogliosi” che spingono, scusate volenterosi, il loro bambino, dal centro della scena, scusate l’ho fatto di nuovo, dalle linee laterali. Riconoscerai programmi simili nel tuo paese che fanno parte delle serie televisive di reality.

Bambino Genio di solito non era una gara. La serie precedente aveva assunto una forma di documentario in quanto il relativo bambino dotato era stato affiancato dai creatori del programma e quindi le famiglie del bambino dotato erano state intervistate da uno psicologo infantile ben considerato. È interessante notare che questo psicologo infantile diede le dimissioni dallo spettacolo perché era preoccupato per la direzione che il programma stava prendendo. Le sue preoccupazioni sono giustificate.

Torneremo a Minesh per discutere i suoi risultati scintillanti, whoops l’ho fatto di nuovo, i risultati di Rahul. Lo spettacolo non riguardava solo Minesh. Era entrata una madre di nome Susan, con non uno, ma due dei suoi figli, Fabio (di 9 anni) e Olivia (di 12 anni). Susan si descriveva come una madre “elicottero” che spingeva i suoi figli ad eccellere. Quasi tutti i genitori vogliono che i loro bambini facciano le cose bene. Molti potrebbero esitare a spingere i propri figli a esibirsi sotto i riflettori in una serie televisiva dove la reale esperienza è di uso discutibile (ne parlerò di più tra un momento), ma ci sono quelli che considerano che spingere i figli è necessario e davvero utile per il bambino. Un simile approccio porterà ad opinioni divergenti, ma che dire di questo commento di Susan ai creatori del programma che comparvero sul programma in onda

“Amo molto mia figlia, ma faccio il tifo per Fabio.”

Mi chiedo chi è il bambino d’oro lì allora? Cosa pensa Fabio di essere preferito a sua sorella? È d’accordo con il suo status di eletto? Lo userà a suo vantaggio (so che io l’ho fatto) oppure finora Fabio ha appreso abbastanza empatia nella sua breve vita per contenere questo sfacciato favoritismo?

Come potrebbe sentirsi Olivia a essere triangolata in questo modo? È un capro espiatorio, è la perdente a cui viene data la vena di incoraggiamento, ma non importa quello che fa e ciò che ottiene; è Fabio che è sempre sostenuto, lodato e ammirato? Probabilmente non lo sapremo mai, ma una dinamica ben consolidata sta prendendo forma davanti a noi.

Naturalmente, senza dubbio, se messa davanti a questo sfacciato favoritismo, Susan respingerà qualsiasi critica del genere. Non mi sorprenderebbe se si fosse davvero dimenticata che stava implicitamente sminuendo sua figlia alla televisione nazionale e l’avesse considerata una conversazione privata. Posso ben immaginare che non vi sarebbe alcuna accettazione di colpa per questa triangolazione e neppure alcun riconoscimento di essa.

La concorrenza ha un valore reale? Dipende da chi viene considerato di valore. È certamente di valore per alcuni genitori coinvolti nel presentare il loro bambino, ma è di uso estremamente discutibile per i bambini coinvolti e questo è dovuto a due motivi: –

1. La parola “genio” viene usata ma come con molte parole viene usata troppo. Genio si riferisce a un potere o abilità intellettuale o creativa eccezionale. Non c’è un genio creativo in questo spettacolo. I bambini non partono in alcun modo creativo, bensì è una prova di richiamo cognitivo che si basa sulla tecnica piuttosto che sull’abilità. In effetti, si mette persino in dubbio l’estensione di tale tecnica, date le accuse secondo cui i genitori mettevano in bocca le risposte ai loro figli durante lo spettacolo.
2. L’età dei bambini varia da 8 a 12 anni. Sono collocati in un ambiente altamente pressurizzato. L’impatto di questa cosa ha lasciato i bambini sconvolti e in lacrime. Fabio, come detto sopra, è caduto a pezzi quando stava cercando di memorizzare due mazzi di carte mescolate a caso e questo ha portato all’intervento dello psicologo infantile per controllare. Un altro ragazzo, Joshua, che ha 11 anni, ha avvertito un momento di blocco ed à corso via singhiozzando. Una bambina di 10 anni ha lasciato desolata la sorella più grande, anche lei in gara, dopo che la ragazza più giovane aveva fatto uscire suo fratello dalla gara e questo fatto aveva lasciato la bambina di 10 anni anche sconvolta per quello che aveva fatto.

Quindi, ci si interroga qual’è l’effettivo scopo di entrare nel programma e ci si chiede anche quale sarà l’impatto reale del disorientamento descritto sopra assieme agli apparenti regimi punitivi di casa messi in atto da certi genitori per assicurare che il loro figlio vinca il titolo di Bambino Genio 2017.

Torniamo a Minesh. Mentre Rahul si faceva strada verso la vittoria e si assicurava il titolo, gli spettatori osservavano:

1. Minesh aveva dichiarato: “Siamo una famiglia abituata a vincere e impegnarsi al massimo negli esami, nelle competizioni e nelle cose”. Difficilmente fare le cose bene è un crimine, ma inizia a dipingere un quadro. “Abituato a vincere”, il che significa che il giovane Rahul ha già avuto la barra posizionata in alto su di sé. “Siamo una famiglia abituata a vincere” ma chi sta vincendo? L’intera famiglia? Forse, ma io ho il sospetto che sia più probabile che Rahul stia conseguendo la vittoria, facendo bene gli esami e così via e Minesh stia acquisendo questi tratti caratteriali per se stesso.
2. Minesh ha riso quando un altro concorrente, l’undicenne Josh, ha dato una risposta sbagliata conferendo un vantaggio a Rahul. Tale risposta dimostra diverse cose:

a. Una mancanza di empatia nei confronti di un ragazzo che commette un errore in un ambiente pressurizzato;

b. Una mancanza di consapevolezza del fatto che tale comportamento stava venendo filmato ed evidentemente non si preoccupava (o non si rendeva conto) di come questo faceva apparire Minesh;

c. Il desiderio di vincere a tutti i costi

3. Minesh sedeva piegato in avanti nella sua sedia tra il pubblico, con le dita incrociate e tenute in alto perché il mondo potesse vederle. Sua moglie sedeva relativamente impassibile ma Minesh sosteneva visibilmente suo figlio, o almeno così dimostrava il suo comportamento al di sopra delle righe. La realtà era che lui stava su quel palco, a rispondere a quelle domande, perché il giovane Rahul era l’estensione di suo padre, il suo piccolo specchio.

4. Probabilmente il momento decisivo dell’incoronazione per il trofeo. Guarda di nuovo la foto all’inizio di questo articolo, C’è Minesh, il sorriso-smorfia fissato sul suo viso, gli occhi fissi davanti a sé, il carburante che si riversa su di lui, la mano destra che stringe il trofeo, tenuta in alto nel suo (non di Rahul) momento di trionfo. Ha preso il trofeo dal suo figlio vincitore e l’ha tenuto in alto mentre beveva tra gli applausi. Era la sua vincita. La sua vittoria. Lui era il genio.

Naturalmente non si può dire con certezza se Minesh è un narcisista o piuttosto un padre particolarmente zelante che si è sovraeccitato per l’occasione, ma i comportamenti esibiti durante il programma, i commenti fatti e in particolare il suo comportamento quando Rahul ha trionfato mostrano nella migliore delle ipotesi una grossolana volgarità nel comportamento o, nella peggiore, un padre narcisista che stava calpestando tutto il successo di suo figlio mentre beveva il carburante e rivendicava la vittoria per se stesso.

Il titolo di Bambino Genio sarà a beneficio di Rahul in futuro? È improbabile. Il passare del tempo e le esigenze del mondo tendono a deteriorare il fatto che hai conseguito un titolo o una classificazione particolare nella tua infanzia. Non c’è niente di sbagliato nell’eccellenza, nel tentare di essere il migliore e avere successo, lo so fin troppo bene. Tuttavia, mi sono anche reso conto dello strascico duraturo dell’impatto di essere etichettato come il bambino d’oro, del peso del mantello dell’aspettativa e del duro abuso critico quando l’apparente carenza di risultati è stata identificata da un genitore narcisista. Il freddo pungente della neve sotto i miei piedi quando ero costretto a stare fuori casa da Madre Narci a dicembre fino a quando non ero in grado di recitare a memoria tutti e tre i versi di Ode All’Autunno di Keats e senza sbagliare quando avevo 9 anni, è un ricordo che cerco di relegare alla carcerazione, ma il suo strascico ha ancora oggi impatto su di me.

Quale sarà lo strascico per Rahul? Resta da vedere, ma sappiamo tutti che Minesh sarà alimentato dal suo successo, dalle sue scuse, dai risultati di suo figlio, ancora per un po’. Io non sono l’unica persona ad aver notato questo comportamento. Molti hanno espresso la loro preoccupazione per ciò a cui hanno assistito, hanno messo in discussione l’impatto sui bambini di questo comportamento e precisato il loro orrore per l’atteggiamento mentale di certi genitori. Dato che questo è stato portato alla mia attenzione dai lettori, tutto ciò ha avuto una pronta familiarità con la dinamica narcisistica.

Qualcun altro ha menzionato la parola N per caso?

No.

Ancora una volta la nostra specie si muove in mezzo alla società e continua a funzionare, operare e inquinare senza riconoscimento o restrizione da parte di milioni di persone.

Quale parola potrebbe descrivere uno stato di cose così pervasivo, diffuso, insidioso eppure efficace?

Io lo so.

Genio.

H.G. TUDOR

I’m The Real Genius – Examination of a Parental Narcissist