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📰 MORTE

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È esatto affermare in qualche modo eufemisticamente che la morte è un inconveniente per chiunque. In riferimento alla mia specie e me, causa ogni genere di problemi e questioni che sono particolarmente seccanti. La morte generalmente influenza le persone solamente in due aspetti. La propria morte e la morte di altre persone. La nostra reazione a questi due aspetti è molto lontana dalla reazione delle persone normali e specialmente di quelle che hanno una natura empatica.

Prima di tutto, come consideriamo la morte di qualcun altro.
La dipartita di un estraneo comporta una risposta da parte nostra purché realizziamo che al fine di mantenere la facciata sarebbe vantaggioso dire “la cosa giusta” e venire fuori con quelle vuote frasi fatte che la gente dice spesso quando legge di una tragedia da qualche parte. Quando questo accade e qualcuno fa menzione di qualche perdita nella vita, forse l’annegamento di un bambino che non era stato supervisionato accuratamente ed è caduto in piscina o le conseguenze di un incidente aereo, osservo le reazioni della collettività con interesse. Ci sono espressioni di shock, la dichiarazione di orrore e di come sia stato un evento terribile. Mentre guardo e ascolto mi interrogo su chi siano i più grandi ciarlatani in questi eventi. Sono io a cui non importa e non può importare ma che fingo di farlo al fine di mantenere la mia preziosa facciata o sono quelli che dicono di tenere a qualcuno che non hanno mai conosciuto e che non conosceranno mai?

Se la morte di qualcuno è più vicina a casa, un amico o un membro della famiglia allora la mia reazione non è diversa salvo il fatto che è intrisa di irritazione e in effetti spesso di rabbia per la perdita di qualcuno che era una fonte di carburante per me. Se questa persona rappresenta una fonte supplementare, allora c’è irritazione per questa perdita ma questa persona può essere prontamente rimpiazzata con un nuovo membro nascente a formare parte della mia congrega. Se la persona che è stata persa per mano del triste mietitore è una fonte primaria di carburante, allora sono consumato dalla furia. Come ha potuto questa persona trattarmi in questo modo? Ho dato loro tutto e poi mi lasciano nella maniera più totale, senza alcuna possibilità di quella dolce, dolce riparazione. Questa dipartita equivale ad una critica verso di me, un promemoria del fatto che perfino qualcuno grande e potente come me non è stato capace di fermare l’eliminazione di una forte fonte di carburante. Quindi questa critica accende la mia furia e ardo all’ingiustizia della loro morte. Alcuni che assistono a questo potrebbero scambiare questa reazione per uno sfogo dovuto al lutto per il fatto che questa persona è stata presa. Non è così. È l’esplosione dell’ira verso qualcuno che è stato così potente rispetto a me da scapparmi e quindi negarmi il mio legittimo carburante e la possibilità di predisporre un rimpiazzo. Non porto il lutto per il loro trapasso. Mi infurio per il trapasso della mia fonte di carburante.

Non aspettarti di vedermi partecipare ai funerali di quelli che sono considerati come presumibilmente vicini a me e dove comunque ci si aspetterebbe la mia partecipazione. Non sarò lì. So che esistono quelli della mia tipologia che si basano sul dramma e alle grandi emozioni connesse ad un funerale e che lo vedono come un vasetto di miele per l’acquisizione di carburante. Ci sono quelli della nostra tipologia che dirotteranno l’occasione facendo ruotare tutto intorno a loro, lamentandosi e spargendo quelle false lacrime per attirare solidarietà ben intenzionata da parte degli altri partecipanti. Ci sono quelli della nostra tipologia che creeranno una sceneggiata al funerale, arrivando tardi, arrivando ubriachi, collassando a metà della cerimonia, facendo un commento sprezzante sussurrato a voce alta per attingere reazioni da tutti gli altri che sono lì. Sì, molti della mia tipologia parteciperanno ed esibiranno il loro lutto super-recitato esclusivamente per attirare l’attenzione su di sé ed allontanarla dalla persona che ora giace nella dura e fredda terra. La nostra tipologia esprimerà il proprio enorme senso di perdita, di come il defunto fosse un padre meraviglioso, una madre amorevole, amato zio o migliore amico. Simile ad una performance senza vergogna che viene accuratamente coreografata in un nero funereo per massimizzare l’opportunità di avere i riflettori accesi su di loro e quindi bere tutto il carburante dei partecipanti. Verrà provocato un disaccordo con un altro membro della famiglia e verranno scambiate delle parole pesanti. Avrà luogo un piagnucolio sopra le righe con lamenti tipo “Non lasciarmi!” mentre la bara viene abbassata.
L’occasione della morte e della partecipazione alla cerimonia fornisce un meraviglioso palcoscenico alla nostra tipologia per mettere in scena i nostri numeri malati per far girare tutto intorno a noi, mascherato dalla finzione di vero interesse. Non ci importa. Non ci può importare. Risentiamo del fatto che questa persona ci è sfuggita. Risentiamo del fatto che tutti sono venuti per porgere i propri rispetti al defunto e non prestare attenzione a noi cosa che ci dovrebbe appartenere. Se dovessi mai essere testimone di un melodramma ad un funerale non scambiarlo per l’effetto esagerato del lutto e della perdita, stai osservando uno della nostra tipologia che sta sfruttando il momento in atto.

Questa è la risposta di molti della nostra tipologia alla perdita di un “amato” o di un “caro amico” che è morto dopo una vita intensa o che è stato preso troppo presto. Non è la mia risposta. Ho partecipato ad un solo funerale nella mia vita ed era quello di mio padre. Ho rotto il mio protocollo personale per farlo solo come conseguenza del diktat di mia madre ed anche su sollecitazione di mio fratello più piccolo che mi ha implorato di acconsentire alla richiesta di lei in modo che non scoppiasse compromettendo l’avvenimento della morte di nostro padre. Debitamente obbligato, solo per una volta, puramente al fine di soddisfare comunque i miei desideri. Volevo tenere a bada i teatrini di mia madre e osservare come rispondeva realmente alla morte e al conseguente impegno di mio padre in un altro luogo. Potresti aver letto altrove nei miei lavori di questo giorno particolare. È stata l’unica volta in cui ho partecipato ad un funerale e l’ho fatto per portare avanti la mia personale comprensione e al fine di disprezzare interiormente il modo in cui mia madre si stava comportando. Questo mi ha dato una tremenda soddisfazione.

Quindi, ho rotto il mio protocollo di non-partecipazione solo una volta ed è escluso che lo faccia di nuovo. Perché non parteciperò ai funerali quando sono l’occasione perfetta per stare al centro dell’attenzione e attingere avidamente tutto il carburante disponibile? È abbastanza semplice come ragione. Non parteciperò ai funerali perché non desidero che mi sia ricordata la mia mortalità. Come un re medievale che stava lontano dai funerali, perfino del monarca precedente e delle proprie mogli e progenie, perché avrebbe causato negli altri la contemplazione della morte del monarca attuale, qualcosa che costituiva un tradimento, non parteciperò nemmeno io. Non ho il desiderio di immaginare la mia dipartita. Non voglio riconoscere che un giorno tutto questo deve finire perché questo offende la mia nozione di onnipotenza. Non desidero indugiare sul limite di quell’abisso che è la vita, fissando nel nulla dell’oblio. Tale è il carattere definitivo della fine mortale della propria esistenza, genera e suscita la sola prospettiva di quella estinzione contro cui combatto ogni singolo giorno attraverso l’acquisizione di carburante per mantenere il mio costrutto e trattenere me stesso dal venire consegnato all’oblio. Contemplare la fine mortale è invitare l’orrida realtà dell’estinzione di chi desidero essere ed è qualcosa che non devo lasciare che accada.

Non temo la mia fine mortale perché ci sarà in vigore il mio lascito e quindi vivrò attraverso questo. No, ciò che invece non deve essermi ricordato, tramite il verificarsi del trapasso altrui e la conseguente relativa cerimonia, è che a volte vacillo sull’orlo dell’annientamento. Questo pensiero mi riempie di disperazione, solo per me stesso e quindi scelgo di non coinvolgermi in ciò che mi verrà ricordato forzatamente e brutalmente riguardo a questo.

So che alla fine la morte abbraccia tutti. Non sono un uomo stupido ed ecco perché ho lavorato per assicurare il mio lascito così che posso marciare verso la morte.

Non mi importa, salvo per la perdita del mio carburante, quando la sua fredda mano spegne le vite degli altri. La nostra specie non piange la morte altrui. Siamo incapaci di farlo. Non siamo equipaggiati per ottenerlo. Non ti aspettare mai che un sincero cordoglio possa essere manifestato dalla nostra specie.

Non mi importa di prendere in considerazione ciò che la fine mortale significa per me all’interno della mia lotta costante per tenere a bada un simile annientamento.

H.G.  TUDOR

Death

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📰 PERCHÉ IL NARCISISTA TI VUOLE MORTO

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“Giuro che ti uccido!”

“Sarà meglio che tu lo faccia o sei morta!”

“Spero che tu muoia!”

“Stai per morire.”

Potresti aver facilmente sentito queste minacce e dichiarazioni di intento da parte della mia specie. Il brutale Narcisista Inferiore che erompe in una reazione vulcanica d’ira che afferra un coltello da cucina e lo agita in aria contro la propria vittima, il Narcisista Medio autocommiserante che in una scenata di impotenza ed odio esprime il desiderio che tu sia morto oppure le terribili parole dette con il sorriso da rettile del Narcisista Superiore; ogni scuola ha il suo modo personale di emettere queste minacce.

Però, è solo un desiderio o è la volontà di vederti morto? Queste parole vengono dette più per effetto che per la realtà di assassinarti, causando un “incidente” o sperando che qualche atto intervenga a strapparti da queste spoglie mortali?

La posizione generale è che non vogliamo veramente la tua morte in senso fisico. Ci sono eccezioni degne di nota, che affronteremo più avanti, ma è raro che queste eccezioni si manifestino. La realtà è che questi numerosi commentatori credono che vogliamo la tua morte e la verità è, che non è non è così. Questo è un altro mito riguardo la nostra tipologia, che il nostro desiderio ultimo, la nostra espressione finale di vittoria su di te sia ucciderti. È ampiamente sbagliato ed ecco perché: –

1. Un dispositivo morto è un dispositivo inutile. Il tuo scopo è triplice per noi, sia che tu sia una fonte terziaria, secondaria o primaria. Tu esisti per fornirci carburante, doti caratteriali e/o benefici residuali e più importante è il dispositivo nella nostra matrix del carburante, più è facile che tu provveda a tutti e tre e che lo fai in modo straordinario. Di conseguenza, se tu ci fornisci delle cose che vogliamo e di cui abbiamo bisogno non ha senso renderti incapace di farlo. Ma, sento che chiedi, cosa succede se il dispositivo non funziona più nel modo in cui vogliamo? Una domanda legittima.

Primo, quando smetti di funzionare nei termini di fornitura di carburante positivo (non abbastanza/ non abbastanza frequentemente / diventa stantio) noi passiamo alla svalutazione e anche se ti odiamo e ti mettiamo nella lista nera per la tua slealtà nel non adempiere più il tuo specifico ruolo attraverso l’offerta di carburante positivo, ha ancora un ruolo da svolgere. Diventi la fonte di carburante negativo.

Secondariamente, hai ancora un ruolo come fornitura di doti caratteriali e benefici residui. Potresti supportarci finanziariamente, prenderti cura di noi, mandare avanti la casa, occuparti dei figli e altre cose che non solo ci apportano benefici quotidiani ma supportano la nostra facciata che ha somma importanza.

Terzo, sei necessario allo scopo di triangolazione con gli altri nostri dispositivi e mantieni la provvista di carburante mentre cerchiamo il tuo rimpiazzo finale.

Ora tu chiedi, cosa accade quando scegliamo di dis-impegnarci, chiaramente non abbiamo più alcun desiderio di interagire con te, perché allora non ti uccidiamo? Questo ci porta alle altre ragioni per cui scegliamo di non ucciderti.

2. Fermo restando il nostro disprezzo per le regole, la legge e i regolamenti, quelli ad alto funzionamento della nostra categoria sono consci delle interferenze che vengono da quei ficcanaso delle forze dell’ordine se ti uccidessimo. Porta controlli indesiderati e potenzialmente impastoia il nostro diritto di fare ciò che vogliamo e non siamo così stupidi da agire in un modo che ci comprometterà palesemente.

3. Ti trattiamo come se fossi morto senza l’inconveniente di ucciderti. Ti cancelliamo concretamente quando ci concentriamo sul nuovo Partner Fonte Primaria tramite il nuovo periodo d’oro. Quindi, ignorandoti, rimuovendoti dai social, bloccandoti, non rispondendo ai tuoi messaggi e alle chiamate, ti abbiamo “ucciso” e questo ci offre un risultato molto più soddisfacente.

4. Tu vieni “mantenuto in vita” per l’inevitabile recupero. Anche se quando ci siamo dis-impegnati vederti, interagire o fare qualunque cosa con te è l’ultima cosa sulla nostra lista, inconsciamente rimane un vantaggio nel mantenerti in vita in modo da poterti recuperare per il carburante (positivo o negativo) o raggiungere un tale obiettivo riportandoti nella Relazione Ufficiale per acquisire gli altri aspetti degli Obiettivi Primari. Ricorda, che c’è stato un notevole investimento su di te e anche se “ti uccidiamo” mettendoti fuori dalla nostra mente durante il periodo d’oro con la nuova Partner Fonte Primaria, vorremo attingere dal nostro investimento a tempo debito. Quindi, non c’è nessun motivo per ucciderti fisicamente.

5. Ci sono metodi alternativi con cui possiamo effettivamente assassinarti senza potenziali rischi per la libertà. Gli strumenti chiave con cui viene fatto sono i seguenti: –

a. Assassinio di Personalità – (La Paranoia dell’Assassinio di Personalità)

b. Diffamazione – (La Diffamazione Dell’Empatico)

c. Trattamento del Silenzio. (L’Assassino Sorridente) e (17 Salve Di Silenzio)

d. La Svalutazione nel suo insieme.

Quindi anche se non ti uccidiamo fisicamente, abbattiamo la tua persona, la tua reputazione, la tua autostima, il tuo senso di esistere, la tua connessione con noi e continuiamo ad attingere carburante da te, cosa che non potremmo fare se fossi fisicamente morto.

5. La Punizione. Rimanendo vivo possiamo punirti. Questo afferma e mantiene il nostro senso di superiorità, permettendoci di attingere carburante e garantendoci di sentire un senso di successo e castigo contro di te. Implica anche che possiamo continuare a punirti, qualcosa che non potremmo fare se ti avessimo davvero assassinato.

6. Affermando il nostro intento o desiderio di ucciderti, questa semplice forma di minaccia comporta la capacità di ottenere carburante provocando una reazione da parte tua, ma ci permette di istituire la superiorità. È una semplice frase ma porta con sé un grande potere. Questo basso dispendio di energia con il massimo impatto attrae moltissimo la nostra tipologia e quindi ha molto più senso per noi MINACCIARE che UCCIDERE. Sì, in quel momento vogliamo ucciderti o vederti morto perché hai fatto qualcosa che ci ha mortalmente offeso e quindi la nostra reazione nel pronunciare queste parole è totalmente in accordo con il desiderio di uccidere ma non lo faremo realmente (e alla fine non vogliamo nemmeno farlo) perché va contro i nostri bisogni fondamentali.

Quindi per tutte queste ragioni anche se possiamo dire che ti vogliamo morto o che vogliamo ucciderti, la realtà è che non lo facciamo e non lo vogliamo.

Quindi questa è la regola generale, però, come tutte le regole, ci sono delle eccezioni. Quali sono le eccezioni in cui il desiderio di ucciderti viene agito?

1. La perdita di controllo tramite l’innesco della rabbia. Anche se l’innesco della furia può risultare potenzialmente in ogni scuola di narcisisti entrando in una frenesia dove c’è violenza fisica, è il Narcisista Inferiore che è più facile che uccida come conseguenza della perdita di controllo. Questo non significa che tutti gli Inferiori uccidano, ma piuttosto, che di tutte le scuole, quando c’è una pericolosa perdita di controllo per via della rabbia, allora l’Inferiore vuole uccidere, può e lo fa. Il carburante proveniente dall’atto, mentre accoltella, picchia, soffoca o colpisce sarà significativo ma non abbastanza per curare la ferita che ha fatto sì che l’ira si accendesse e la perdita di controllo, implica che l’atto omicida continui fino a che la vittima muore. Con questo il carburante proveniente dalla vittima si blocca. Il narcisista potrebbe ottenere carburante anche dalla reazione di chi assiste ma alla fine questo scoppio di carburante è andato via con la scomparsa della vittima. l’Inferiore omicida potrebbe utilizzare il fatto di aver ucciso per ottenere carburante in futuro ma per ora, ha perso il suo principale dispositivo (se per esempio ha ucciso il Partner Fonte Primaria) e quindi affronterà una crisi di carburante se non ottiene carburante da fonti alternative.

2. Sta andando, sta andando, è andato. Queste sono le circostanze in cui il narcisista riconosce che il principale fornitore di carburante “se ne sta andando” e quindi il carburante sta per essere perso. Non è la situazione in cui il dispositivo sta scappando o sta lasciando- la nostra prospettiva narcisistica secondo cui tu ci appartieni per sempre implica che la tua fuga, abbandono o partenza non sia qualcosa che avverrà perché noi ti controlliamo e ti riportiamo sotto il nostro controllo tramite un Grande Recupero Preventivo o attraverso dei Recuperi Successivi. Quindi se qualcuno sta per scappare, trasferirsi ecc.. questo non è applicabile. La situazione di “Sta andando, sta andando, è andato” si applica quando il dispositivo è a rischio di morte. Ci sono due situazioni chiare in cui si verifica: incidente grave o malattia terminale e suicidio. Per quanto riguarda malattia terminale o incidente, il narcisista sa che la fonte di carburante non starà in giro a lungo e quindi “aiuta” questa persona sulla via e questo affascina particolari narcisisti. Devono anche esserci benefici particolari associati con questo tipo di atto, ossia vendetta per essere stato ferito, punizione per aver inveito contro il controllo del narcisista e cose simili.

Per quanto attiene al suicidio, se il narcisista riconosce che la vittima è molto debole e quindi è vicina a terminare la propria vita e di conseguenza a deprivare (con un atto finale di sfida) il narcisista di carburante ecc., il narcisista incoraggerà queste persone a togliersi la vita e le spingerà oltre il limite. Questo è raro, ma si accorda con il desiderio da parte del narcisista di punire e ottenere vendetta. Questa punizione e vendetta vanno oltre ciò che viene normalmente sperimentato e sarebbero conseguenza di un maggiore smascheramento e/o maggiore ferimento. Quindi se un individuo è nella situazione in cui c’è ideazione suicidiaria, il narcisista ne è consapevole e percepisce che è facile che accada, in accordo con la visione divina di sé e il bisogno di punire vendicandosi farà pressione, blandirà, incoraggerà e manipolerà per spingere la vittima oltre il limite così che lui o lei commettano suicidio.

3. Cattiveria. Un Narcisista Superiore vuole che tu muoia. Non c’è lo scenario “Sta andando, sta andando, è andato” che potrebbe essere sfruttato da ognuna delle scuole di narcisisti. In questo caso il malvagio e calcolatore Superiore ha determinato che la tua morte è richiesta. Ripeto, questo è raro e il Superiore avrà valutato che la perdita di un utile dispositivo è compensata dal bisogno di neutralizzare questa persona. Non ci sarà il pestaggio pieno di rabbia sgraziata del Narcisista Inferiore, o il soffocamento del genitore malato di cancro tramite cuscino del Narcisista Medio. Qui il Superiore ti vede come un problema, un ostacolo che deve essere rimosso. Solitamente sarà così perché il Superiore riconosce che tu hai accesso ad informazioni che causeranno a lui o lei notevoli difficoltà o che tu hai la capacità di creare un problema significativo di smascheramento. Il Superiore non prenderà questa strada alla leggera, piuttosto lui o lei cercheranno di manipolare la situazione in modo alternativo, ma alla fine l’essenza malvagia del Superiore, il loro bisogno di mantenere lo status quo e la loro superiorità implica che talvolta, qualche volta c’è il bisogno di rimuovere una persona completamente. Potrebbe essere fatto tramite un incidente, potrebbe essere discreto, potrebbe coinvolgere un killer professionista, ma alcuni individui, in rare occasioni, verranno rimossi perché sono una minaccia per i piani e il controllo del Narcisista Superiore. La persona potrebbe essere un dispositivo romantico, un dispositivo d’affari o un dispositivo familiare, ma se il Superiore ritiene che la sua rimozione sia necessaria e questo supera i benefici di prolungate punizioni, torture e fornitura di carburante da parte di queste persone, allora verranno neutralizzati.

Quindi, per le circostanze prevalenti non vogliamo la tua morte, non importa quante volte venga minacciata, perché un dispositivo vivo è un dispositivo molto utile. Però, in rare occasioni ci saranno eccezioni.

H.G. TUDOR

Why the Narcissist Wants You Dead