📰 PERCHÉ NON DIRÀ COSA NON VA?

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Qualcosa non va.

Il fatto che qualcosa non vada ha molte manifestazioni nella dinamica narcisistica. Potresti sperimentare un’improvvisa eruzione di ira, la messa in atto di un trattamento del silenzio mentre ci segui per casa cercando di carpire da noi quale diavolo è il problema. Potrebbe essere che ci supplichi di spiegare mentre tutto ciò che noi facciamo è fissarti con uno sguardo malevolo senza dire nulla. Può degenerare in te che vieni accusata di varie trasgressioni che non hanno senso e certamente non possono essere la cosa che davvero non va poiché le accuse sono completamente infondate. Sei fedele ma accusato di avere ripetute tresche. Non ha senso. Ti è stato detto che non ascolti mai, ma è tutto ciò che hai sempre mostrato di fare. L’argomento delle accuse al vetriolo chiaramente non è ciò che veramente non va.

Potremmo sparire, sottoporti a una sconcertante insalata di parole, trascinarti in una conversazione circolare, triangolarti con l’altra persona angelica, ma ancora non saprai nulla di ciò che effettivamente non va.

Ci esorti ripetutamente a spiegare, elaborare, dettagliare che cos’è a provocare questo comportamento, solo perché parliamo e ti aiutiamo a capire. Sicuramente è una richiesta ragionevole e sensata? Che si tratti di trattamenti del silenzio, triangolazioni, accusarti abusivamente in maniera verbale, picchiarti e tante altre manifestazioni avranno tutti un tratto comune; non ti diremo cosa c’è che non va.

Perché è così preoccupante? Lasciando da parte la spiacevole sensazione di essere colpito, offeso e tutti gli altri effetti delle varie manipolazioni che vengono usate contro di te, il semplice fatto è che alla gente non piace non sapere le cose. Essere all’oscuro è fonte di perplessità e causa ansia. Non sapere qualcosa destabilizza le persone, le rende incerte e disorientate. Proprio come non sapere se ti sei assicurato una promozione, se hai preso il diploma dai risultati degli esami, dov’è il tuo bambino più piccolo quando sei in un supermercato o quale sarà l’esito di una decisione che cambierà la tua vita, la sensazione di non sapere è una cosa che causa ansia a molte persone.

Ciò diventa particolarmente problematico per gli individui empatici. Quando non viene detto cosa c’è che non va da parte di un’altra persona importante, un membro della famiglia o un amico, è anche peggio per un individuo empatico perché questo offende molti tratti empatici.

1. Vuoi essere d’aiuto. Quando vedi che qualcuno è turbato da qualcosa, è una reazione istintiva da parte tua volerlo aiutare e non puoi fare a meno di provare ad aiutarlo. Se non ti viene detto di cosa si tratta, non puoi aiutarlo e aumenta la tua frustrazione.
2. La tua propensione all’autoanalisi. Se non ti viene spiegato qual è il problema, passerai una notevole quantità di tempo a cercare di risolverlo mentre riguardi le conversazioni, analizzi gli eventi recenti, intanto cerchi l’influenza di una terza persona che ha causato il nostro comportamento e alla fine analizzerai se hai causato tu il problema e se sì come.
3. La tua capacità di autoincolparti. Senza essere fornito dei dettagli di ciò che sta causando il nostro comportamento, ti abbandoni al comportamento dei due punti sopra e alla fine tutte le strade portano a un punto di mea culpa mentre ti autopunisci e decidi che devi aver fatto qualcosa di sbagliato. Dopotutto, nessuno si arrabbia senza alcuna ragione?
4. Sei un cercatore di verità. Di conseguenza, è necessario conoscere la verità su ciò che ci sta rendendo furiosi o che ci fa mettere il broncio.
5. Sei un devoto d’amore. La persona che ami è turbata, arrabbiata o tormentata e questo ti fa soffrire. Soffri per il contagio emotivo che ne deriva e senti il nostro dolore come il tuo e a qualsiasi costo vuoi farlo cessare.
6. Ti aspetti l’onestà in tutti i rapporti e specialmente da quelli vicino a te. Ti aspetti che siamo onesti e ti diciamo cosa ci infastidisce.
7. Sei un risolutore di problemi e devi risolvere il problema che è così evidente nel suo aspetto.
8. Sei un buon ascoltatore. Tu vuoi ascoltare e se solo spiegassimo cosa ci sta sconvolgendo così tanto, ti siederesti prontamente ad ascoltare, ma per favore, per favore, che solo ti dica cosa c’è.

L’insieme di questi fattori implica che la nostra mancanza di dirti cosa non va offende così tanto di ciò che è importante per te, con il risultato che ti senti preoccupato, confuso, ferito, ansioso e persino arrabbiato. Questo porta naturalmente ad un punto; carburante.

Dal tuo punto di vista, sai che se parli di un problema ti senti meglio. Un problema condiviso e tutto il resto. Sai anche che hai le competenze e gli strumenti per far sì che tutto vada bene. Hai quella altruistica volontà di occuparti dei bisogni degli altri e di curare gli ammalati. Vuoi collaborare, risolvere il problema, in questo modo ci sentiremo meglio e, a tua volta, ti sentirai meglio anche tu. Non puoi rinunciare non sapendo di cosa si tratta. Devi sapere.

Questo desiderio quasi inevitabile di sapere cosa c’è che non va, ha come risultato che le persone cadono in trappola per il fatto di trovare una ragione per cui non ne stiamo parlando. Questo perché la vittima non sa con cosa ha a che fare. Lui o lei non capiscono che hanno a che fare con uno della nostra specie, bensì in questo modo verranno presi in una delle tante trappole fuorvianti. Questi sono proposti da ragioni popolari ed errate sul motivo per cui alcune persone non parleranno di un problema e nasceranno dall’ignoranza riguardo alla nostra specie. In tal caso sentirai commenti come

“È il tipo forte e silenzioso.”

“Ha problemi a fidarsi delle persone, ecco perché non dice niente.”

“Si sente stupido ad ammettere di avere un problema.”

“Vuole sistemare le cose da solo.”

“Lei non farà affidamento su altre persone. È l’orgoglio.”

“Ha sempre imparato a gestire le cose da solo.”

“Impassibile credo.”

“Lui non gestisce bene le emozioni.”

Sebbene ci possa essere un fondo di verità nell’applicare questi commenti alla situazione, essi non sono la ragione dirimente per aver omesso di comunicarti il problema. La ragione per cui una persona della nostra specie non ti dirà cosa non va va oltre questi commenti.

L’Inferiore

Se sei invischiato con un Narcisista Inferiore non ti dirà cosa non va perché non sa cosa c’è che non va. La sua capacità meno sviluppata di controllare il suo ambiente implica che la minima turbativa minaccia il suo controllo nel suo complesso. Non stai facendo quello che vuole ma non sa quello che vuole. Tutto ciò di cui si rende conto è che qualcosa non va, ma non riesce a identificare cosa. Non è in grado di articolare che cos’è e ciò si manifesta con una sua maggiore irritazione e fastidio. In effetti, l’irrequietezza che prova dalla sensazione di sentirsi come se stesse perdendo il controllo è ciò che sta dietro al suo bisogno di scagliarsi contro di te.

Il tuo desiderio di essere d’aiuto serve solo a infastidirlo ancora di più. Mentre continui a chiedere qual è il problema, in realtà stai rimarcando il difetto e ripetutamente ricordandogli il problema che non è in grado di identificare. Di conseguenza, la sua logica distorta concluderà facilmente che tu sei il problema. Tu sei il problema e i tuoi ripetuti richiami a questa mancanza costituiscono una critica. La furia viene quindi innescata ed esploderà con una furia accesa. Cerchi ancora di accertarti che cosa è sbagliato, ma tutto ciò che fai è versare carburante (in entrambi i sensi) sul fuoco che infuria nell’Inferiore.

Il Medio-Rango

Il Medio-Rango giunge alla stessa conclusione dell’Inferiore, ovvero sei tu il problema. Lo fa molto più velocemente come conseguenza della sua maggiore capacità cognitiva. Non riesce a capire bene cosa di ciò che stai facendo sta causando il suo senso di terrore, quella sensazione di instabilità e vulnerabilità, ma riconosce che è qualcosa che ha che fare con te. Devi essere tu. Non dirà comunque che sei tu perché l’attenzione generata da te che continui a fargli domande lo fa sentire meglio, perché ovviamente è carburante. Sente che sei tu il problema, quindi ha senso tenerti a fare ipotesi su quale potrebbe essere il suo problema. Dopotutto, dovresti essere in grado di capire cosa c’è che non va, senza che lui debba dirtelo, se ci ami veramente. Dovresti essere in grado di accertare il problema e risolverlo perché ci aspettiamo questo livello di telepatia e di critica.

Il Medio-Rango non può dirti cosa è sbagliato, perché proprio come l’Inferiore, non lo sa, ma sa da subito che è qualcosa che ha a che fare con te. Quindi lui vuole che tu trovi una soluzione e risolva il problema e lui non ti fornirà alcuno spunto, perché dovrebbe? Potrà parlare in termini vaghi per mantenere in funzione il gioco di indovinelli, così verrai condotto verso punti morti e vicoli ciechi e per tutto il tempo si otterrà carburante.

Il Superiore

Come ci si aspetterebbe, il Superiore sa perfettamente cosa è sbagliato. Lui sa che sei in colpa (perché ovviamente tutto deve essere colpa tua) e questo è perché stai fallendo nel tuo ruolo. Se funzionaissi come un apparecchio efficace, non si sentirebbe in questo modo. Ovviamente non stai funzionando e quindi devi essere punito fino a quando non inizierai a funzionare di nuovo. Nota con questo in realtà non intende identificare un problema e risolverlo, ma piuttosto che tu inizi a fornire carburante, ad adempiere alle richieste del Superiore e sottometterti al suo controllo.

Il Superiore non ti dirà mai qual è il problema. Fare ciò significherebbe fornire al nemico informazioni segrete e questo non può accadere. Dirti che non stai funzionando e che stai erodendo il suo senso del controllo equivarrebbe a cederti un ulteriore controllo. Il nostro senso di diffidenza ci impedirà di divulgare tali informazioni. Invece, nell’ambito di riconquistare il controllo, il Superiore sa che farti grondare di carburante mentre lo preghi di parlare con te fa tutto parte del gioco che deve essere giocato. È superiore e non è il suo compito darti un’idea della sua mente oscura. Sei lì perché ti vengano fatte pressioni e lui si diletterà nel fare lo stesso tenendoti all’oscuro, sconvolto mentre implori che lui ti parli. Può intraprendere lunghi, ma alla fine insignificanti monologhi, dando spettacolo e pontificando, ma tutto questo viene fatto per legarti in modo più o meno lungo.

Cosa devi fare?

Riconosci che sta accadendo questo e ora capisci il perché.

Chiedi una volta cosa non va. Non aspettarti di ricevere una risposta o se te l’aspetti, non aspettarti che sia significativa o utile. Hai comunque assolto il tuo obbligo chiedendoci qual è il problema.

Capire che chiederci ripetutamente qual è il problema ci sta solo fornendo carburante e ci permette di riprendere il controllo. Se continui a chiedere, noi continueremo semplicemente con il gioco di non dirti nulla. Una volta che vediamo il flusso del carburante, vogliamo che continui a fluire.

Invece, chiedi e se non ricevi alcuna risposta o una risposta priva di significato, afferma solo

“Ok, sono sicuro che me lo dirai quando sarai pronto.”

Poi vai via

Non stai dando carburante, quindi non abbiamo fiutato “sangue” e perciò non c’è frenesia da cibo. Il tuo commento non è una critica, tuttavia, perché hai permesso che il potere venisse attribuito a noi lasciando a noi la decisione. Puoi quindi andare avanti con quello che vuoi fare. Sì, verrai accusato di non avere interesse, ma non reagire. Sì, è probabile che ti trovi ad affrontare ulteriori pressioni per attingere carburante da te, ma allontanati da noi o se non puoi mettiti a fare altre cose e se senti il bisogno di dire qualcosa, fallo in modo neutrale.

“Te l’ho chiesto e capisco che me lo dirai quando deciderai che lo vuoi. Va bene.”

Chiedendo una volta, lasciando la decisione a noi, ribadendo quella posizione (se necessario) non incoraggiando la frenesia da carburante e non ferendoci, la particolare manipolazione che stiamo intraprendendo di non dirti cosa c’è che non va svanirà. Ti sarai quindi risparmiato preoccupazione, energia e ansia.

H.G. TUDOR

Why Won’t He Say What Is Wrong?

📑 MA IO POSSO CAMBIARE

191203D But I Can Change.jpg“Ma io posso cambiare.”

Una frase detta così spesso da alcuni della nostra tipologia. Avrai, più probabilmente che no, sentito questa frase ad un certo punto durante il tuo coinvolgimento con noi. Di solito viene pronunciata come parte di un recupero preventivo quando il narcisista vede che c’è un rischio considerevole che tu abbandoni la relazione formale e, in tal modo, venga minacciata la fornitura di carburante dalla fonte principale. Fa anche parte del Grande Recupero Iniziale per attirarti di nuovo, se fossi riuscito a fare quei primi passi verso la fuga. Lo ascolterai nel Recupero Successivo Benigno anche se seguendo lo scorrere del tempo hai più probabilità di sentire il cugino, vale a dire, “Ma io sono cambiato.” In qualche occasione compare durante la fase di svalutazione, in seguito a un episodio spiacevole come parte di un’ulteriore manipolazione per tenerti legato al narcisista e fornire carburante. Di conseguenza, il suo uso avverrà in diverse parti della dinamica narcisistica.

Per alcuni, la frase contiene le parole magiche che l’empatico si aspetta di sentire. Il desiderio intrinseco dell’empatico di rimediare, guarire e ripristinare i desideri per quell’ammissione da parte del narcisista che lui può modificare il suo comportamento, fare scelte nuove e sane, imparare dagli errori e intraprendere un percorso migliore. La dichiarazione di volontà di cambiamento viene accolta da alcuni empatici ed essi accettano altruisticamente questa affermazione, poiché credono che tutte le persone hanno qualcosa di buono dentro, che in questo caso lo stanno riconoscendo e stanno adottando un approccio diverso.

Per gli altri, le parole vengono accolte ma con cautela. Forse il comportamento svalutante è stato così profondo e selvaggio che il destinatario è diffidente, timoroso che le sue speranze vengano suscitate troppo presto. Il loro desiderio intrinseco di vedere il cambiamento, per il bene di entrambe le persone nella relazione vuole essere d’accordo, per afferrare questa offerta con entrambe le mani e vedere la sua messa in opera, ma osano sperare che questo avvenga? In effetti possono, perché, dato che in quel momento la fredda, dura logica di prudenza fa in modo che la sua presenza venga avvertita, diventa invasa dal crescente pensiero emotivo che grida – “Se n’è reso conto. Lui sa che ha fatto male. Vuol farsi perdonare. Vuole cambiare”. Il pensiero emotivo produce quelle sorelle gemelle di pressione – Speranza e colpa. L’empatico, incatenato al concetto di speranza, desidera sinceramente che la persona che ama cambi e diventi una persona migliore. Pesa anche il senso di colpa, che sussurra: “E se fosse sincero, se potesse cambiare e non tu gli dessi una possibilità, che persona cattiva saresti per farlo?” Il pensiero emotivo vincerà.

Raramente questa protesta di essere in grado di cambiare rimarrà inascoltata. Raramente non verrà data l’opportunità al narcisista che afferma che ce la può fare. Sono solo gli informati, quelli che possono applicare la loro fredda e dura logica e resistere alla crescente ondata del pensiero emotivo che possono respingere il fascino di quelle parole allettanti. Per quanto riguarda tutti gli altri, sono portati a concedere al narcisista un’ulteriore opportunità di mantenere loro, le vittime, al loro posto.

Tuttavia, chi dei nostri fratelli emette questa supplica? Cosa significa e può davvero succedere?

Raramente la sentirai dal Narcisista Inferiore. Lui non vede alcun motivo per cambiare. Lui o lei fa come vogliono. Se ha distrutto la casa o ti ha aggredito fisicamente, beh, è stata colpa tua se è successo e una volta che la furia accesa si è calmata, il meglio che otterrai è che il pulsante di reset venga premuto e non venga detto nulla sul comportamento precedente. La dichiarazione di cambiamento potrebbe essere fatta se l’Inferiore si trova di fronte a una crisi di carburante e in assoluta disperazione se l’è lasciato sfuggire per impedire l’abbandono della sua fonte primaria, ma arrivati al mattino dopo, l’intenzione sarà svanita e qualsiasi suggerimento di cambiamento verrà respinto. La crisi è stata scongiurata, la ferita guarita e la rabbia si è attenuata, e il cosiddetto Inferiore non ha intenzione di apportare quei cambiamenti, non quando, naturalmente, è stata colpa tua.

Se gli viene in mente la sua intenzione, la accantonerà, dicendoti che la considererà, che è occupato con qualcos’altro al momento ma ne potrai parlare più tardi, che deve andare al lavoro, che deve incontrare una persona e tu verrai lasciato in sospeso. Non riprenderà la discussione su come fare un cambiamento o cercare aiuto e temendo un ulteriore episodio esplosivo tu non lo insisterai ulteriormente e la questione verrà lasciata lì.

Raramente l’ascolterai dal Narcisista Superiore. Non vede neanche una ragione per cambiare. Oh, noi sappiamo quello che facciamo ma che è nato dal bisogno ed è ciò che deve essere fatto. I nostri bisogni, superiori ai tuoi, richiedono questo comportamento e se non puoi accettarlo, possiamo facilmente trovare qualcun altro che lo farà, perché, dopo tutto, siamo il premio, il campione e l’ultimo arrivato, quindi la perdita è tua. Il Superiore non emetterà questa supplica come Recupero Preventivo o simili per non farsi lasciare. È vero, non vorrà che la sua fonte primaria scappi. È una questione di fornitura di carburante, ma spesso più di orgoglio e superiorità. Dopo tutto, le vaste matrici di carburante della Scuola del Superiore https://conoscereilnarcisista.com/2018/11/19/la-matrice-di-carburante-parte-tre implicano che anche se la fonte primaria ha avuto l’audacia di fuggire, lui nel frattempo ha molte altre fonti a cui rivolgersi. Tuttavia non vorrà subire ferite da questa fonte primaria che fugge e vorrà fermarla, ma userà il fascino e la minaccia per raggiungere questo obiettivo, non la promessa che cambierà. Non è degna di lui.

L’unica volta in cui potresti sentire queste parole proferite dal Narcisista Superiore è unicamente perché vede l’opportunità di altri comportamenti machiavellici nel manipolare la sua vittima generando false speranze. Vedrà l’opportunità di potenziare il suo colpo da maestro accettando di impegnarsi in terapia. Non la vedrà come una possibilità di cambiare, ma piuttosto come un’opportunità per saperne di più su se stesso (e perché no, dal momento che è una creatura così affascinante), per capire di più sulle sue possibilità e affrontare la sfida di terapeuti e simili. Se accetta di cambiare il suo comportamento e di accettare consigli e assistenza esterni, stabilirà anche i termini e le condizioni affinché ciò avvenga al fine di promuovere i propri programmi. Tuttavia, non sentirete maiil Narcisista Superiore usare la frase “Ma io posso cambiare” come parte di una disperata supplica.

Di conseguenza, ci resta la scuola che usa questa manipolazione spesso, molto più spesso delle altre scuole e questo è, naturalmente, il Narcisista di Medio Rango. Il Medio Rango usa questa manipolazione per i seguenti motivi: –

1. Lui o lei si considera una brava persona. Nella sua prospettiva significa che lui si considera veramente una persona rispettabile e quindi, visto che è onesto, lui, beh, farà la cosa giusta e cercherà di fare un cambiamento;

2. Si considera generoso ed è pronto a fare quel sacrificio se ciò significa salvare la relazione;

3. Si considera una sorta di anima torturata, ha “il suo demone”, c’è qualcosa che lo divora e lui desidera affrontarlo;

4. Deve essere salvato e tu sei la persona che può salvarlo. Mancano la testarda arroganza dell’Inferiore o la superiorità beffarda del Superiore.

Cosa c’è dietro quei fattori guida?

1. La prospettiva narcisistica. Si considera colui che fa del bene e sono le altre persone che causano i problemi, ma poiché lui è COSI’ bravo, lo dimostrerà affrontando i problemi che sono stati creati. Questo non perché creda davvero che ci sia qualcosa di sbagliato in lui in termini di colpevolezza, ma piuttosto si tratta di una vera un’opportunità per lui di mostrare al mondo che è bravo e sono gli altri il problema.

2. Questa è la prospettiva della vittima che balza alla ribalta. Il mondo è un posto orribile e non importa quanto lui cerchi di aiutare gli altri, il mondo continua a cercare di annientarlo ma non importa, perché, indovina un po’? Lui trionferà su di esso e sarà quello che si sacrificherà per la collettività, che fa il sacrificio e lo fa per il bene superiore.

3. Questa è la prospettiva della vittima, ancora una volta. Non si accorge di essere disordinato. Non si rende conto di manipolare. È incapace di farlo perché non ha intuizione o consapevolezza. Tuttavia considera questa storia complessiva di essere un”anima in pena’ come uno straordinario strumento per attingere carburante. La solidarietà, la preoccupazione e la compassione arrivano tutte fluenti. Non è un riconoscere che c’è qualcosa di sbagliato nel Medio Rango, ma piuttosto incolpa “il demone” (qualsiasi cosa possa essere) perché lo spostamento della colpa è un meccanismo di difesa chiave e incolpare te, i vicini, il tempo o un concetto intangibile tutto lavorerà per lui

4. Questa è la prospettiva della vittima ancora una volta, ma fa anche tutto parte della solidarietà per attirare l’attenzione. Il Medio Rango desidera attrarre pietà e compassione ma anche essere riverito, poiché è l’eroe caduto che è stato salvato ed è quindi in grado di risorgere ancora una volta, nel pensiero magico che rivive nella sua mente

Il Medio Rango Centrale (MRC) e il Medio Rango Maggiore (MRM) hanno una sufficiente funzione cognitiva per rendersi conto che il loro comportamento causa un problema. È qui che molte vittime (comprensibilmente) sono ingannate nel pensare che il narcisista stia effettivamente mostrando introspezione (anzi spesso questo induce a pensare che il narcisista non è un narcisista, o che lo è ma può effettivamente cambiare). L’MRC o il MRM possono riconoscere che le sue azioni causano dolore e problemi, tuttavia, lui o lei non accetterà mai la responsabilità del dolore e dei problemi. Ad esempio, potrebbero dire,

“So che quando per qualche giorno sparisco sei preoccupato, MA ho bisogno di spazio perché mi tormenti sempre.”

“Capisco che ti fa male quando dico certe cose, MA al momento sono sotto pressione al lavoro e non mi aiuti quando mi chiedi perché torno a casa tardi.”

Possono vedere le conseguenze ma non sono responsabili delle conseguenze. Sono programmati per non farlo.

Come sempre, la vittima non informata accetta la spiegazione di terze persone come causa del comportamento deviato o si auto-punisce e la vittima incolpa lui o se stessa. Quindi la causa del problema viene considerata la pressione sul lavoro o il tormento della vittima.

Il Medio Rango dichiarerà che può cambiare e inoltre agirà anche sulla dichiarazione che semina di nuovo i semi della falsa speranza e assicura che la vittima resti al suo posto e fornisca carburante. Questa è solo un’altra parte della manipolazione.

Il Medio Rango può diventare più attento, non somministrare trattamenti del silenzio, fermare le manipolazioni e smettere di tenere il broncio per alcune settimane. Questo è un Periodo di Tregua e lui l’ha messo in atto perché quando hai detto che non te ne saresti andato, sei diventato di nuovo dipinto di bianco perché hai fatto quello che lui voleva. Hai ceduto al suo controllo e il tuo comportamento gentile ha fornito carburante. Il periodo d’oro ritorna e questo è ciò che mette in moto il cambio dei suoi comportamenti. Non perché ha in qualche modo riconosciuto che deve cambiare perché ti fa del male. Il cambiamento avviene perché tu hai fatto ciò che voleva, così il suo modo di pensare per parti separate ti rende “bianco” ancora una volta ed è questo che tiene a bada la svalutazione, ma solo per un po’.

Naturalmente, la vittima inconsapevole, avendo visto i cambiamenti avvenuti (ma non conoscendo la vera ragione che c’è dietro) è convinta erroneamente che questi cambiamenti possano ripetersi e quindi quando l’appello “Ma io posso cambiare” viene fatto in un periodo successivo, la vittima è inondata di speranza perché è successo prima (quindi può sicuramente succedere di nuovo) e quindi il ciclo continua.

Se ritorni alla Relazione Formale con un Grande Recupero Iniziale o un Recupero Successivo Benigno, vieni dipinto di bianco ancora una volta e il periodo d’oro ritorna, creando l’illusione di comportamenti cambiati. Fin quando al momento opportuno non si offusca.

L’insidioso metodo manipolativo del Medio Rango fa sì che questi cambiamenti si presentino in molte forme. Modificherà i suoi comportamenti a casa. Interromperà la tresca accantonando la IPSS mentre il Periodo d’Oro del Periodo di Tregua lo attira di nuovo verso di te. Darà una mano, mostrerà ancora una volta quel barlume di incantesimo. Ovviamente annuncerà la sua ritrovata redenzione a terzi, perché raccoglierà carburante e manterrà la facciata, e, naturalmente, gli accordi con la sua completa convinzione di essere una brava persona. Questo gli fornirà anche munizioni da lanciare contro di te al momento opportuno, nel senso che lui ha apportato i cambiamenti e se le cose hanno vacillato, allora deve essere colpa tua.

Il Medio Rango parteciperà prontamente a sessioni di terapia. Questo gli permette di fare diverse cose: –

1. Mostrarti che è volenteroso e una brava persona;

2. Può mantenere la facciata, “Dawn voleva che andassi in terapia e poiché la amavo tanto era il minimo che potessi fare.” (Ora dimmi che marito meraviglioso che sono).

3. Userà le sessioni di terapia per far avanzare i suoi programmi. Spesso la vittima non saprà cosa viene discusso a causa della riservatezza. Pertanto il Medio Rango, convinto della propria bontà e mancanza di colpevolezza, manipolerà il terapeuta (e lo farà in modo convincente il più delle volte). Successivamente, il Medio Rango dirà alla vittima che in realtà il terapeuta ha detto che la vittima è l’aggressore e che il narcisista è la vittima. Questo potrebbe essere vero, un’esagerazione delle osservazioni del terapeuta inconsapevole o una bugia. In ogni caso, questo lascerà la vittima destabilizzata, tale è la convinzione del narcisista. Aggiungi il fatto che la vittima ha visto alcuni cambiamenti, la propria autostima erosa e ridotto il pensiero critico e non sorprende che la vittima sia confusa o addirittura creda a ciò che sta dicendo il narcisista.

4. Il narcisista può tenere in pugno la vittima. “Ho fatto come hai chiesto e ottenuto un aiuto. Mi hanno detto che non c’è problema. (Ora sei in debito con me e mi assicurerò di estrarre quel debito da te ripetutamente).

Il desiderio di cambiare è motivato da ragioni completamente diverse da quelle che tu comprendi e questo desiderio non è autentico. Il cambiamento è di breve durata, mai permanente, e tutti i comportamenti di qualunque specie ad esso associati, indipendentemente da quanto sinceri appaiano, non importa quanto convinta la supplica, non importa quante lacrime vengono versate (e il Medio Rango accenderà l’acquedotto), fa tutto parte della manipolazione.

Non possono cambiare e non cambieranno.

Acquisisci questa consapevolezza in modo che quando senti “Ma io posso cambiare”, prevalga una fredda e dura logica e resisti al fascino della speranza. Le persone sono per natura ottimiste. Le persone empatiche ancora di più, ma il lato oscuro di questa speranza è la vulnerabilità e la nostra tipologia, e in particolare il Medio Rango conta su questo e lo sfrutta.

H.G. TUDOR

But I Can Change

📰 LANCIARE LA NARCI-BOMBA

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Il lancio della bomba è una tattica comune della nostra specie. È qualcosa che accade con regolarità. È un atto di manipolazione e un atto che riconoscerai. Qualcuno di questi scenari sembra familiare?

Il giorno prima tu dovevi recarti al matrimonio di uno dei tuoi compagni di scuola dell’infanzia, noi causiamo una discussione per evitare di andare, inventando qualche motivo per cui questo non può accadere. Tu vieni accusato di non interessarti a noi se vuoi ancora partecipare. Alla fine finirai per non andare, dovendo inventare qualche scusa perché non puoi partecipare.

Sei in procinto di trascorrere una serata fuori e noi creiamo una sorta di emergenza che ti fa tardare ad uscire o addirittura ti impedisce di andare. Non c’è emergenza.

Hai invitato gli amici a cena. Poco prima del loro arrivo creeremo un enorme litigio.

La sera prima di un’intervista importante ti teniamo sveglio tutta la notte, ti diamo gomitate e ti insultiamo così non riesci a dormire.

Stai per partire per alcuni giorni quando ti accusiamo di avere una tresca, provocando in questo modo una scenata, tensione e turbamento.

Anche se il fatto che creiamo discussioni, causiamo confusione e generiamo dramma è un comportamento standard, quando ci impegniamo a lanciare la bomba, viene fatto in un momento che, dal tuo punto di vista, è considerato un momento terribile per farlo. Coincide con un avvenimento speciale o importante che lascia la vittima a chiedersi perché questo sembra che accada sempre quando sta per andare da qualche parte o fare qualcosa.

Lanciare la bomba è una reazione istintiva da parte nostra a tali situazioni. Quando sta per accadere qualcosa di importante, rispondiamo creando un dramma che sembra essere progettato per rovinare l’evento importante o piacevole. Non sembrerebbe che sia così. È un atto deliberato. Perché succede questo?

1. Carburante. Come ci si aspetterebbe, il carburante è dietro alla caduta della bomba. Causare turbamento e dramma è sempre un metodo pressoché garantito per ottenere carburante, ma il lancio della bomba è progettato per aumentare il carburante che verrà fornito. Proprio come il fatto che ti innalziamo durante la seduzione e poi ti buttiamo giù durante la svalutazione ci permette di creare un contrasto più intenso e quindi di massimizzare la potenza del carburante, far cadere la bomba in un momento in cui ti aspetti che accada qualcosa di piacevole, o ti stai preparando per un evento importante, la tua reazione sarà di maggiore intensità. Questo aumenta la potenza del carburante. Quando non vedi l’ora di partecipare a quel matrimonio, entusiasta di vedere la gente e goderti la giornata, il lancio della bomba fa sì che il tuo turbamento, il tuo fastidio e la tua delusione siano più marcati. Naturalmente creiamo il dramma anche quando non succede niente, una tranquilla domenica pomeriggio diventa improvvisamente un campo di battaglia. Questo ci procura carburante. Il lancio della bomba è comunque un biglietto per un pieno di carburante mentre tu reagisci perché le tue eccitanti previsioni vanno in frantumi.
2. Gelosia. La nostra gelosia quasi onnipresente implica che non possiamo sopportare il fatto che tu stia andando a fare qualcosa che ti piacerà e ti porterà sotto i riflettori. Prendiamo l’esempio del matrimonio sopra. Dato che è il tuo compagno di scuola, vedrai persone che ti conoscono bene e potrebbero non conoscerci particolarmente bene. L’attenzione sarà su di te il che ci fa essere gelosi. Se hai un colloquio per una promozione, siamo gelosi del fatto che ci stai riuscendo, il che a sua volta implica che non ci riusciamo noi e quindi la nostra gelosia ricompare. Non possiamo sopportare che tu sia felice, eccitato o al centro dell’attenzione, a meno che non abbia a che fare con noi. Se la tua felicità è causata dal fatto che ti stai pregustando una cena con i tuoi amici, non ha niente a che fare con noi. Nella nostra mente, questo suggerisce che noi siamo insignificanti e inferiori. Non possiamo permettere che sia così. Di conseguenza, la nostra gelosia affiora e agisce come elemento propulsore per farci lanciare la bomba.
3. Controllo. Facendoti reagire attraverso il lancio della bomba, siamo in grado di ricordare a noi stessi che abbiamo il controllo nella relazione. Facendo in modo che tu decida di non andare al matrimonio perché ti senti obbligato a rimanere a casa con noi, oppure decidi di non andare a partecipare alla festa di fidanzamento di un amico perché sei troppo sconvolto e ci permette di esercitare il controllo su di te. Ti induciamo a cancellare i tuoi programmi, a cambiare le tue intenzioni e a concentrarti invece su di noi. Ciò sottolinea che abbiamo il controllo e contribuiamo a mantenere i nostri concetti di superiorità e onnipotenza.
4. Paura preventiva. Alla fine riconoscerai che viene sempre creato un dramma prima che tu stia per fare qualcosa di speciale o importante. Ovviamente, le nostre vittime non si rendono conto dei veri motivi per cui avviene questo, ma anzi lo attribuisce a comportamenti egoistici e viziati, senza capire cosa ci sia davvero dietro. Tuttavia, ciò che le nostre vittime arrivano a capire è che, poiché questo accade ogni volta che si attende un evento, finiscono col temere ciò che accadrà quando un evento spunta all’orizzonte. Il tuo compleanno sarà la prossima settimana e stai solo aspettando il nostro scoppio che accade ogni anno. Sarà il giorno, la sera prima o durante i festeggiamenti programmati? Diventi ansioso e nervoso, calpestando quei ben noti gusci d’uovo, e cerchi di ammorbidirci prima che le cose ti sfuggano di mano. Infatti, spesso cominci ad adattare il tuo comportamento, e così decidi che è più semplice non organizzare una festa di compleanno, è assai meno complicato rifiutare un invito ad uscire piuttosto che dover sopportare il dramma che inevitabilmente verrà prima che tu cerchi di partecipare alla cena dei tuoi amici e inventi scuse per evitare di dover andare a matrimoni, battesimi e simili. A poco a poco, il lancio della bomba ti fa temere l’arrivo di un evento che è speciale o importante per te, così tu modifichi le tue azioni, riduci le tue interazioni e lentamente ti isoli e ci permetti di stringere la presa su di te. Questo processo è insidioso dal momento che vedi sempre meno gli amici, la famiglia in meno occasioni e, in cambio, aumenti la tua esposizione a noi e alle nostre manipolazioni.
5. Colpa. Questo funziona in due modi. Se cerchi di resistere all’effetto di lanciare la bomba, decidi di partecipare lo stesso al matrimonio e decidi anche di andare senza di noi oppure hai intenzione di organizzare lo stesso la cena, nonostante il fatto che stiamo facendo un’infuriata in casa sbattendo le porte mentre ce ne andiamo, allora ti accuseremo di essere egoista, egocentrico e poco attento a ciò che vogliamo. Una classica dose di proiezione. Queste accuse di egoismo sono l’apertura di un ulteriore fronte al fine di cercare di attingere ulteriore carburante, per creare uno scenario che possa essere usato contro di te in futuro “Ero malato e sei andato lo stesso alla festa di fidanzamento” e per aggiungere un ulteriore tentativo di logorarti in modo che tu ceda e cambi idea. Viene fatto anche per evitare la colpa. Lasceremo cadere la bomba, solleveremo un polverone, faremo una scenata e metteremo in atto il dramma, e se alla fine ti arrenderai e annuncerai che non andrai, ma ci accuserai di controllarti o di rovinare le cose, tireremo fuori il nostro classico comportamento contraddittorio classico. Possiamo anche aver passato un’ora a litigare con te, a dirti che non dovresti andare e che abbiamo bisogno che tu stia a casa, ma una volta che ti sei arreso, se punti il dito contro di noi, puoi aspettarti che non ti abbiamo detto noi cosa fare, che noi non ti controlliamo e che tu hai deciso da solo di non partecipare. Ti stupirà che possiamo essere così ipocriti e non solo estrarremo altro carburante da te, ma ci permetterà di evitare la nostra solita colpa. Questo rafforza ancora il nostro concetto di superiorità.
6. Efficacia. Quando abbiamo lanciato la bomba diverse volte, possiamo vedere quanto è efficace contro di te in termini di fornirci carburante, controllo e l’erosione della tua autostima. Di conseguenza, sappiamo che vale bene la pena continuare a usare questa manipolazione perché ti fa sentire così turbato e ferito, come dimostrato dalla tua reazione. Sappiamo che tu fornirai carburante, sappiamo che cambierai i tuoi programmi e quindi più reagisci a questo, più lo useremo.

Il lancio della bomba è una manipolazione usata frequentemente nella nostra relazione con te. Per contrastarlo, dovresti imparare a

1. Riconosci cosa è;
2. Renditi conto di quando sta per essere usato;
3. Non fornire alcun carburante evitando di reagire al nostro dramma, discussione o crisi improvvisi;
4. Fai comunque ciò che avevi intenzione di fare. Puoi anche goderti il tuo evento perché causeremo una scena e solleveremo un polverone comunque;
5. Fai comunque ciò che avevi intenzione di fare e questo invia un segnale che il lancio della bomba non funziona, il che, come ogni nostra manipolazione, implica che verrà usato di meno.

H.G. TUDOR

Dropping The Narc Bomb

👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

191126D The Player Of Games.jpgIo adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player Of Games

📰 AL CONTRARIO

 

191124E 🌼 Contrariwise.jpg“Al contrario”, continuò PancoPinco “se così fosse, potrebbe essere; e se dovesse essere, sarebbe; ma dato che non é, non sarebbe. Questa è logica.”

Ha perfettamente senso per me ma immagino che non ce l’abbia per te. Benvenuta nella logica del mio mondo. Quell’inclinazione che mostriamo io e la mia tipologia nel dirti che il nero è bianco e nel caso in cui tu eventualmente fossi d’accordo (e tu lo farai non importa quanto ridicolo possa apparire) nel dirti che è stato nero da sempre. O arancione. O azzurro.

La nostra abilità nel contrariare può essere annoverata tra le tecniche manipolative più confondenti, irritanti ed esaurenti che possediamo. Beh, giudicando dalle tue reazioni quando la tiriamo fuori. In tutta onestà, viene usata così spesso che potrebbe essere una reazione di default. Non importa cosa dici, noi adotteremo automaticamente una posizione contraria perfino se questa posizione opposta ti risultasse indifendibile e fosse uno schiaffo in faccia alla logica. Troviamo sempre un modo per indebolire, negare, sviare ciò che ci stai dicendo, in modo particolare se stai provando a metterci in cattiva luce, dimostrare che siamo in errore o ci stai sfidando in qualche modo. Non possiamo sopportare che accadano queste cose. Abbiamo una serie di frasi standard che utilizziamo in linea con questa abilità.

“Perché devi sempre essere così esagerata?”

“No, non l’ho mai fatto.”

“Stai reagendo in modo eccessivo. Ancora.”

“Ti accorgerai di essere stata permalosa, non l’ho detto nel senso in cui tu l’hai interpretato.”

“La prendi sempre nel modo sbagliato.”

“Non ho detto questo.”

“La memoria ti gioca dei brutti scherzi”

“Sono invenzioni tue/sue/del mondo”

“Se dici così devi aver capito male”

“Non l’ho mai fatto”

“Devi sempre fare qualche scenata, non è vero?”

Alcune di esse ti suonano familiari? La nostra capacità di presentare le prove di qualcosa e poi l’attimo dopo negare l’esistenza di quella prova è sconcertante. Rifiuteremo ciò che stai dicendo, negheremo di aver mai detto qualcosa (perfino se in realtà l’abbiamo detta dieci minuti fa) e rigireremo la nostra posizione così tante volte che sembrerà che ci siamo trasformati in un cavatappi.

Perché facciamo questo? È utile a tre scopi. Il primo è perché non abbiamo mai torto quindi non deve essere mai mostrato che sbagliamo. Sembri essere particolarmente affascinata dal provare a dimostrarci che sbagliamo in ciò che diciamo o facciamo. Questo non ha senso. Noi non possiamo sbagliare e devi accettarlo. Contraddire ci permette di accertarci di avere sempre ragione e che tu abbia sempre torto. È totalmente logico per noi. Se per te non lo è allora è un problema tuo. Tu hai voluto venire nel nostro mondo quindi ora devi accettarne le regole. Non provare ad argomentare che non sei d’accordo. Quando tu abbracci la nostra illusione acconsenti a questo stato di cose. Non provare a negare che sia così in caso contrario semplicemente ti offriremo qualche altra obiezione.

La seconda ragione per cui facciamo così è che ti dobbiamo tenere in uno stato di confusione. Questo significa che essendo tu una creatura di logica e ordine proverai a dare un senso alla nostra obiezione il che serve unicamente a confonderti la testa. D’altra parte, non puoi fare a meno di mostrarci che sbagliamo. Non sopporti che noi non siamo in grado di vedere la puntualizzazione che stai facendo. È proprio questo il punto. Tu ora sei soggetta alle nostre regole e la logica, la ragione e il senso hanno lasciato questa città da molte lune ormai. Questa confusione ti lascia suscettibile ad altre manipolazioni, esaurisce la tua resistenza e ti rende più difficile scappare dal nostro controllo.

La terza ragione è nelle profondità della nostra linfa vitale, sì il carburante. La tua evidente frustrazione, le imprecazioni e la disperazione mentre provi a farci vedere che sbagliamo ci procura deliziose cucchiaiate di energia. Ti strappi i capelli, continui a ripetere, alzi la voce e crolli singhiozzando in preda alla frustrazione. Per noi è tutto buon carburante. Non importa se tu argomenti il punto con la precisione forense del miglior avvocato penalista, rigireremo le parole in modo che raggiungano ciò che vogliamo e non quello che vuoi tu. Seguendo ciò che dice lo scrittore fantastico Lewis Carroll ti lascio con con le parole di Humpty Dumpty, che era chiaramente un pioniere della nostra tipologia.

“Quando uso una parola significa solo ciò che decido che significhi”.

H.G. TUDOR

Contrariwise

📰 LA TERAPIA

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Noi non abbiamo bisogno di terapie. La risposta al perché è così è semplice. Non c’è nulla che non va in noi.
Occasionalmente possiamo essere costretti a sottoporci a un trattamento ma è un’altra storia. Non sentiamo l’impulso a sottoporci volontariamente all’analisi e terapia perché non c’è niente che non va in noi. Sì, sappiamo che il nostro modo di trattare le altre persone è spesso spiacevole e ha notevoli lati negativi per quelli che ne sono vittime ma questo ancora non rappresenta una buona ragione per cui dobbiamo avere bisogno di una qualche forma di assistenza. Il modo in cui ci comportiamo è il modo in cui ci comportiamo. Fattene una ragione. Non possiamo trattenerci dall’agire in questo modo perché è il modo in cui siamo stati progettati. Noi dobbiamo ottenere il nostro prezioso carburante e se questo significa prendercela con qualcuno e ferire gli altri, emozionalmente e fisicamente allora questo è il prezzo che deve essere pagato. Da te.

Devi inoltre ricordare che dato che non abbiamo il concetto di empatia, quando vediamo che il nostro comportamento danneggia gli altri non ci influenza. Non ci sentiamo colpevoli, non proviamo vergogna per ciò che abbiamo fatto e non sentiamo il bisogno di porre rimedio al danno ingiurioso che abbiamo fatto agli altri. Questo è il nostro modus operandi e non può essere cambiato. Aggiungi la nostra assenza di rimorso e avrai due grandi ragioni per cui non andremo nella direzione di farci curare per cambiare il nostro atteggiamento.

Naturalmente, ci saranno volte in cui parleremo della possibilità di andare in terapia

“Ho bisogno di aiuto. Adesso lo so. Tu sei l’unica che può farlo.”

“Se cercherò assistenza per questa terribile malattia, resterai e mi aiuterai?”

“Non so perché lo faccio, forse ho bisogno di aiuto. Mi aiuterai?”

“Cambierò, andrò a farmi visitare da qualcuno, solo non lasciarmi, ti prego”

Sono tutte promesse vuote. Ricorda, le parole ci vengono facili. Facciamo penzolare queste carote di penitenza e comprensione per farti fare ciò che vogliamo. Una volta che siamo al sicuro e tu provi a riscuotere l’assegno che abbiamo firmato scopri che non solo la banca è stata chiusa ma rasa al suolo. Non è solo la questione che non ci sia nessuno da cui incassare, non c’è un luogo dove si possa farlo.

La terapia è per i deboli e gli stupidi. Sottoporsi ad essa è un’ammissione di debolezza. Nei rari casi in cui accada, è solo per permetterci di ottenere qualcosa che vogliamo o vogliamo evitare che ci succeda qualcosa di drastico e quindi riteniamo che la contropartita valga la pena. Lo facciamo nella certezza che qualsiasi trattamento non avrà effetti perchè:

1. Usiamo le nostre arti subdole manipolative per ingannare la persona che ci tratta che arriva alla conclusione che non c’è niente che non vada in noi.
2. Trascorriamo il tempo provando a sedurre il terapista e questo può funzionare o se sopravvive alla nostra manipolazione è comunque forzato ad interrompere le sedute.
3. Non vogliamo cambiare e vediamo le azioni del terapista come una sfida diretta che dobbiamo contrastare. La nostra energia è canalizzata nel frustrare e sconfiggere lui o lei e non nell’applicarci al trattamento.
4. Consideriamo la terapia come una fonte di carburante.

Il risultato è che è inutile. La realtà è che solo quelli che sono impegnati con noi sono gli unici che finiscono per aver bisogno di una terapia. Spesso accade che la nostra condotta sconcertante e disorientante verso di te ti porti a non sapere più dove sbattere la testa. Hai bisogno di risposte e se sei fortunato, capiti da un professionista che abbia una conoscenza approfondita della nostra tipologia. Sono capaci di illuminarti su ciò che hai passato, favorire la tua comprensione e tenerti la mano mentre passi nel difficile e doloroso momento della liberazione dalla nostra morsa. Tu sei benedetta dalla comprensione intuitiva attraverso questo trattamento.
In certi casi, l’abuso che somministriamo è tale da danneggiare seriamente il destinatario e quindi la terapia è necessaria per gestire i sintomi del nostro comportamento verso di te. Le ripercussioni su di te sono serie e hanno effetti a lungo termine.
Noi non abbiamo bisogno di terapie, tu sì. Nell’andare in terapia spesso realizzi per la prima volta cosa hai incontrato e a cosa sei stata sottoposta.

H.G. TUDOR

The Treatment

📰 LA TRAPPOLA D’AMORE A DUE LETTERE

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È stata la tua devozione e fede in una parola di cinque lettere che ti ha portato a essere preso di mira da noi e da allora in poi irretito. Non è stata colpa tua. Noi cerchiamo quelli che vogliono l’amore, che credono nell’amore e si dedicano alla ricerca del fornire e ricevere amore. L’amore è ciò che ti ha fatto apparire sul mio radar. L’amore ha fatto drizzare le mie antenne. L’amore ha fatto bloccare il mio sguardo su di te e iniziare il bombardamento. Sì, l’amore ti ha portato da me, ma è una parola ancora più piccola che ti impedisce di scappare. Questa piccola parola racchiude un sacco di esplosione dietro le sue tre lettere. È una parola che colpisce al di sopra del suo peso. Questa parola è parola di qualifica, esitazione e riserva. Fa in modo che i cuori affondino e che i cuori martellino nell’ansia. Spazza via le speranze e mette in atto ostacoli e barriere. Questa piccola parola è quella che ti impedisce di liberarti dalla nostra presa. Permette di creare scuse per il nostro comportamento. Mette i freni, grava sull’ancora e punta sui talloni. Proprio quando pensavi di poter fare dei progressi e di allontanarti dalla nostra vana influenza, questa parola appare e porta ogni cosa a un brusco arresto. Spesso utilizziamo questa parola per fermarti quando stai cercando di parlare. L’aggiungiamo alle nostre conversazioni per protestare o creare una condizione precedente per irritarti, turbarti e infastidirti. Trasmette indignazione, fastidio e sorpresa. Così tante correnti da una parola così piccola. Anche se facciamo molteplici usi di essa, il suo scopo principale di tenerti dove ti vogliamo, nella nostra presa confusa e disorientata, deriva dal tuo uso di questa parola. La dici molte volte riferendoti a noi e il suo effetto è farti interrogare su te stesso. Annulla i progressi che potresti aver fatto per allontanarti dalla nostra influenza inquinante. Ostacola, distrae e assicura che tu resti impantanato. Questa parola viene ripetutamente usata da te, in riferimento a noi e se consideri quante volte hai usato questa parola tu stesso, sarai d’accordo sul fatto che il suo effetto è considerevole.

Qual’è questa parola?

Ma.

Eccola. Guarda quella parola. Due lettere. Questo è tutto ciò che comprende. Nessuna grande, lunga parola. Non ci sono più sillabe. Al dunque. Secca. Efficace. Piccola, senza pretese e comune. Ma porta con sé così tanta potenza e specialmente per quanto riguarda la dinamica tra la tua specie e la nostra tipologia. Questa è la parola che paralizza, ostacola e intrappola. La usi sempre. Sappiamo che lo fai. Contiamo che tu lo faccia per creare queste trappole per te stesso. Vi sono molte di queste trappole.

“Ma può essere così adorabile in altre occasioni.”

“Ma sono sicuro che non intendeva quello.”

“Ma a volte io lo sconvolgo.”

“Ma siamo stati così felici insieme.”

“Ma ha detto che voleva sposarmi.”

“Ma non ha proprio senso.”

“Ma forse se mi impegnassi un po’ di più allora tutto andrebbe per il meglio, non è così?”

“Ma non ho fatto niente di sbagliato.”

“Ma perché fa questo?”

“Ma cos’è che gli fa dire quelle cose dopo tutto quello che faccio per lui.”

“Ma tutto ciò di cui ho bisogno è capire cosa lo spinge a farlo.”

“Ma se gli dessi un’altra possibilità, sono sicuro che questa volta ci riusciremmo.”

“Ma se non ci provo, come farò a saperlo?”

“Ma noi siamo anime gemelle, questo è quello che ha detto.”

“Ma quello che non capisco è perché fa questo quando dice che mi ama?”

“Ma questo è ciò che voglio. Lui e me.”

“Ma ci sono momenti in cui siamo felici.”

“Ma viene solo frainteso.”

“Ma facciamo sempre le cose come una famiglia”.

“Ma lui è mio figlio.”

“Ma lei è mia madre.”

“Ma lui è mio marito.”

“Ma io non voglio turbarla.”

“Ma io non voglio perderlo.”

“Ma non posso stare senza di lui.”

“Ma non so cosa fare dopo.”

“Ma qualunque cosa faccia, non va mai abbastanza bene.”

“Ma se solo mi ascoltasse e poi potremmo risolvere le cose.”

“Ma se potesse cambiare, allora tutto sarebbe splendido.”

“Ma se invece lei lo rendesse felice.”

“Ma se mi fermo ora, tutto il resto che ho fatto andrà sprecato”.

“Ma tutti hanno un problema no?”

“Ma chi mi crederà?”

“Ma dove andrei?”

“Ma come farei per i soldi?”

“Ma se solo ci provassi per noi.”

“Ma se non gli do un’altra possibilità, me ne pentirò per sempre.”

“Ma tu non lo conosci come me.”

“Ma è così che dovrebbe essere, io e lei insieme per sempre.”

“Ma a volte sono così felice a causa sua.”

“Ma se solo mi permettessi di parlare.”

“Ma perché mi fai questo?”

“Ma io lo amo.”

Quante di queste frasi hai detto a te stesso o ad un amico? Quante volte hai iniziato una frase con quelle due parole? Quante volte ti sei seduto a piangere e tra i singhiozzi borbottavi frasi come quelle? Quante volte ci hai implorato usando quella parola come parte del tuo disperato accattonaggio? Molte, molte volte.

Che compaia come parte di una scusa, parte dell’incredulità sconcertata, l’inizio di una spiegazione, serve a fare una cosa. Ti impedisce di scapparci. Questo titolo a ciò che dici agisce come un respingente che ti impedisce di andare avanti e fare progressi. Fa in modo che tu trovi scuse per il nostro comportamento anziché sapere cosa significa questo comportamento. È usata come mezzo per evitare di affrontare la dura realtà del nostro modo di trattarti. È un metodo per aggirare la spiacevolezza del dover affrontare ciò che siamo. È un dispositivo per continuare a tenerti in una posizione in cui non puoi e non vuoi lasciarti andare. Che sia perché vuoi aiutarci, ottenere risposte su ciò che facciamo, perché pensi che il periodo d’oro può essere recuperato o una di una dozzina o più di spiegazioni che implicano l’uso di questa parola, l’effetto finale è che ti mantiene connesso, legato e unito a noi in qualche modo. Questa parola è la tua guardia carceraria che ti impedisce di fuggire dalla cella che abbiamo creato per te. Sei tu che usi questa parola, non noi. Sei tu che in effetti ostacoli la tua stessa liberazione dai ripetuti getti di questa minuscola parola facendo riferimento a noi e ai nostri comportamenti.

È altamente efficace nel catturarti.

È altamente efficace nel fermarti mentre vai avanti.

È altamente efficace nel permettere che le nostre manipolazioni continuino.

Ma noi lo sappiamo vero?

H.G. TUDOR

The Three Letter Love Trap

📰 LE DOPPIE LINEE DI DIFESA DEL NARCISISTA

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Per capire il tuo avversario narcisista (e non dimentichiamo che noi ci rendiamo conto che ti consideriamo nostro avversario) è essenziale che tu capisca che adottiamo due linee di difesa. È indispensabile che il nostro regno rimanga intatto, che il nostro dominio su di te non venga frenato, ostacolato o diminuito in alcun modo. Ciò implica che dobbiamo sempre avere il controllo. Mantenendo il controllo, siamo certi di raggiungere la fornitura de Gli Scopi Primari in modo da ottenere carburante (la cosa più importante), tratti caratteriali e benefici residui.

Immagina, se vuoi, un veicolo a motore. Questo veicolo a motore ha un computer che controlla la sospensione del veicolo. Questo computer esegue migliaia di calcoli e regolazioni a ogni secondo, cosicché la sospensione si modifica per tenere conto di buchi nella strada, rocce, salite, cali e qualsiasi deviazione. La conseguenza di questi aggiustamenti frequenti e istantanei è che l’auto stessa non si sposta mai, non cade, non rotola, non si appoggia o devia. Potresti bilanciare un bicchiere d’acqua sul cruscotto e non si rovescia mai. La macchina rimane ferma e stabile.

Noi siamo simili. Dobbiamo sempre mantenere il controllo. Dobbiamo avere il controllo sul nostro ambiente in modo da sapere che non ci sarà alcuna perdita di carburante, nessuna riduzione degli elementi del costrutto, nessuna distruzione del nostro impero e la discesa nel dimenticatoio. Per garantire questo controllo, proprio come ci si assicura che il veicolo a motore rimanga stabile, dobbiamo fare aggiustamenti ripetuti e frequenti per far fronte ai capricci ambientali. Dobbiamo affrontare le sfide, mantenere la lealtà, sconfiggere l’insurrezione, reprimere le ribellioni, soffocare il dissenso, mantenere la disciplina e qualunque cambiamento, alterazione e differenza si verifichi, il controllo deve essere mantenuto. Non ha importanza se il nostro comportamento, osservato dal tuo punto di vista, è incoerente, illogico, ipocrita, contraddittorio, offensivo, assurdo e così via, finché il controllo viene mantenuto. Questo è ciò che conta più di ogni altra cosa. Mantenendo il controllo, otteniamo ciò di cui abbiamo bisogno e continuiamo ad esistere come è necessario.

Qualsiasi sfida a questo controllo richiede una reazione di difesa da parte nostra e questo avviene in due forme distinte. Abbiamo un doppio meccanismo di difesa. La prima linea è il Diniego. La seconda linea è Distrarre and Deflettere.

Parliamo del Diniego. Se ci sfidi in qualche modo, che quindi minaccia il nostro controllo, allora la nostra risposta immediata sarà una negazione. La tua sfida può darsi che ci ferisca (quindi puoi aspettarti una reazione sotto forma di furia accesa che comprende la negazione) o più probabilmente, ci fornisci Carburante di Sfida. Quindi, non ci starai ferendo, ci starai dando carburante, ma noi non solo vogliamo provocarti perché tu ci dia più carburante, dobbiamo anche affermare il controllo e affermare la nostra superiorità e con la negazione otteniamo entrambe le cose.

Prendiamo ad esempio un tale interscambio: V è la vittima accusatrice e N è il narcisista che nega.

V – “Ti ho visto in un bar stasera, da Lorenzo, ed eri con un’altra donna.”

N – “No, non c’ero.”

V- “Sì, c’eri, ti ho visto.”

N- “Non potevi avermi visto, ero al lavoro, avevo una riunione in corso, c’era un nuovo cliente e aveva bisogno della squadra e che io gli risolvessi un bel po’ di problemi.”

V – “Smettila di mentire, ti ho visto con i miei occhi”.

N- “Beh hai bisogno di occhiali nuovi perché non ero io, tu pensi di avermi visto.”

V – “Eri tu. So come sei per l’amor di Dio. Stavi tenendo per mano una donna snella con lunghi capelli castani e che aveva una camicetta verde.”

N – “Non ero io.”

V – “Eri tu, smettila di mentire. Ammettilo, è vero?

N- “Non ero io.”

V- “Ti ho visto, ti ho visto con lei.”

N- “Non potevi avermi visto. Come ho detto, sono stato al lavoro fino ad ora. Chiama Tom, avanti, lui te lo confermerà.”

Il narcisista mantiene la negazione. Il Carburante di Sfida viene ricevuto mentre la vittima è frustrata, arrabbiata, ferita o turbata. Le parole usate, il tono della voce, l’espressione della faccia e il linguaggio del corpo tutto contribuisce alla fornitura di carburante. Se la vittima è la Fonte Primaria Intima (“IPPS”), il carburante sarà di alta potenza. La quantità di carburante erogata è così bassa dato che la discussione è durata solo un minuto, ma la frequenza è costante per quel minuto. Il narcisista continuerà a negare per mantenere il controllo e affermare la sua superiorità allo scopo di “reprimere” questa sfida. Se la vittima continua ad affermare l’accusa, il narcisista continuerà con la negazione finché la vittima non smetterà di fare quell’affermazione. Il narcisista ha carburante e ha mantenuto (o riacquistato) la superiorità.

A volte la prima linea di difesa è tutto ciò che è necessario per mantenere la difesa del regno del narcisista. Tuttavia, se il narcisista percepisce che la vittima crede di prendere il sopravvento e quindi ha effettivamente superato la prima linea di difesa di Diniego, allora si muoverà per mettere in atto la seconda linea di difesa che è quella di Distrazione e Deflessione.

Questa seconda linea è vasta, estesa, e si basa su una miriade di manipolazioni narcisistiche. Alcune di esse sono sottili e insidiose, altre sono palesi e rudimentali. Tuttavia, cadono sotto la bandiera di Distrazione e Deflessione.

Tornando all’esempio sopra, la vittima sempre più esasperata decide di giocarsi l’asso nella manica e tira fuori un telefono cellulare che contiene un filmato del narcisista con la donna misteriosa, mentre si tengono per mano e si danno un bacio. La vittima riproduce il filmato e il narcisista guarda.

Il Diniego può essere mantenuto e in alcuni casi ciò accade. Ad esempio, il narcisista affermerà

“Non ero io, era qualcun altro.”

tuttavia, il narcisista osserverà che la vittima sta mostrando i segni che sta prendendo il sopravvento. Le parole usate, il tono e l’espressione cambieranno per indicare che la vittima è convinta di aver ormai vinto la discussione e quindi la ripetuta negazione non permetterà al narcisista di mantenere la superiorità. Sì, può continuare ad attingere carburante dalla vittima se questa continua a rispondere in modo esasperato o incredulo, ma deve essere raggiunta anche la superiorità.

Di conseguenza, è qui che viene attivata la seconda linea di difesa.

L’Inferiore può semplicemente afferrare il cellulare e distruggerlo. Questo è Deflessione e Distrazione. Certamente, non vincerà nessun premio per l’acume, ma questo è ciò che il narcisista ottiene con un’azione del genere:

1. La prova che supporta la sfida della vittima alla superiorità del narcisista è sparita. Nel mondo compartimentato del narcisista, se una cosa non c’è, non esiste E non solo non è MAI esistita, di conseguenza

V – “L’hai distrutto perché sai che ho ragione.”

N – “A proposito di cosa?”

V – “Di te che baci quella donna.”

N – “Quale donna?”

v – “Quella sul video”.

N – “Quale video?”

V – “Quello che ti ho appena mostrato.”

N – “No, non l’hai fatto.”

Nota come è stata risollevata la prima linea della difesa. La distruzione della proprietà fisica (una manipolazione, anche se una di quelle vili) è stata messa in atto come una Deflessione e Distrazione e poi il narcisista, sentendo di aver fatto fronte alla sfida, si occupa della sfida successiva della vittima tornando di nuovo alla prima linea e quindi si impegna nel Diniego.

Ritornando a ciò che il narcisista ottiene con questa azione

2. La risposta della vittima a questa manipolazione fornirà carburante;

3. La superiorità viene mantenuta attraverso questo atto.

Come potrebbe reagire il Narcisista di Medio Rango a questa alzata di testa da parte della vittima? Il Diniego ha funzionato fino ad ora, quindi viene dispiegata la seconda linea di difesa.

N – “A cosa diavolo pensi di giocare?”

V – “Cosa intendi?”

N – “Mi spii”.

V – “Cosa? Non ti sto spiando, ti sto mostrando quello che hai fatto.”

N- “Sì lo stai facendo, sono stufo di te che cerchi di controllarmi, che mi spii in questo modo. E non sono l’unico, John mi ha detto solo la scorsa settimana che pensa che tu sia molto dispotica.”

V- “John pensa questo? Come te lo lavori quello là?”

N- “Oh lui non è l’unico anche altri miei amici lo pensano.”

La vittima viene quindi costretta a giustificare il proprio comportamento, cercando di difendersi dal controllo immaginario che lei apparentemente esercita sul narcisista. Il narcisista ha messo in atto Spostamento di Colpa, Triangolazione e Diffamazione come parte della seconda linea di difesa e ha funzionato. Il carburante viene fornito e l’accusa iniziale sull’inganno è stata accantonata.

Il Medio Rango potrebbe avere Distratto e Deviato andandosene e impegnandosi in un trattamento del silenzio (assente o presente) o accusando la vittima di avere una relazione (Spostamento di Colpa, Etichettamento, Proiezione) e quindi ogni tipo di manipolazioni diverse possono far parte di questa seconda linea di difesa.

E per quanto riguarda il Superiore, come potrebbe aver reagito alla produzione di questo video di prova?

Potrebbe aver adottato l’approccio del diniego all’inizio, tuttavia, vi è una possibilità significativa o che il Superiore abbia visto ciò che la Vittima stava facendo, o che sia stato informato da qualcuno di ciò che la Vittima ha fatto o che si sia accertato dall’atteggiamento della Vittima che c’è un potenziale asso che aspetta di venire giocato. Di conseguenza, il Superiore non avrà perso tempo col Diniego all’inizio. La sua totale fiducia nell’efficacia della seconda linea di difesa in questa sfida implica che può fare a meno della prima linea. Pertanto, la conversazione potrebbe essere andata avanti in questo modo:

V – “Ti ho visto in un bar questa sera, da Lorenzo, e tu eri con un’altra donna.”

N – “Davvero, perché non sei venuta a salutare. Stavo per chiamarti. Quella è Jennifer, mia vecchia amica.”

V- “Oh, capisco, non hai detto che l’avresti incontrata.”

N – “Come no, penso che scoprirai che l’ho detto. Ti ho detto una settimana fa che l’avrei incontrata, non la vedo da secoli. L’hai già conosciuta, ricordi? Era quando eravamo al box alle corse, per la Giornata delle Donne la scorsa estate. Avevi quel vestito delizioso, sai, quello verde impressionante.”

Il Superiore svia e si impegna in un monologo, elaborando dettagli del passato (reali o inventati), facendo complimenti e distraendo la vittima dall’impulso della sua accusa. In effetti, il Superiore può ricorrere a un’insalata di parole per Deflettere e Distrarre e quindi ottenere carburante e mantenere la superiorità. Il Superiore ha un’ampia gamma di possibili modi per mettere in atto la seconda linea della difesa. Ad esempio, potrebbe dire:

“Oh quella donna, è ossessionata da me. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sì, mi ha baciato, piuttosto presuntuoso da parte sua, ma vedi anche come l’ho fermata. Non volevo che lei facesse una scenata, è un po’ pazza, ma non hai nulla di cui preoccuparti. Non lascerai che una persona come lei si frapponga tra te e me, vero?” (Spostamento di Colpa, Diffamazione, Triangolazione, Fascino)

OPPURE

“L’ho baciata, e allora. Se tu mi avessi baciato più spesso, non sarebbe successo. Puoi scegliere di prendere nota e darti una mossa o mi perderai.” (Minaccia, Spostamento di Colpa, Triangolazione)

OPPURE

“Davvero non c’è niente, lei era semplicemente piuttosto fanatica. Sai che la gente mi si butta addosso, ma è te che voglio. Perché altrimenti sono qui con te e nessun’altra? Ora, fammi sentire com’è un vero bacio, hmmm? “(Adulazione, Fascino, Triangolazione)

OPPURE

“La stavo reclutando per quella cosa a tre che dicevi di volere, non ricordi che eri d’accordo? In effetti, eri un po’ brilla ma hai detto che volevi farlo. Mi chiamerà alle 9, per venire, ma naturalmente volevo te con me, prima che lei si unisse a noi.” (Triangolazione, Gaslighting)

Il Superiore invariabilmente si affiderà al suo fascino e alla sua sicurezza per affermare la superiorità e affrontare la sfida, eventualmente passando al problema delle minacce se necessario. In ogni caso, il carburante viene ottenuto e la linea di difesa di Deflessione e Distrazione rimane intatta e con essa viene mantenuta la superiorità e quindi il controllo.

Il Diniego è il nostro primo punto di riferimento per mantenere il controllo (anche se per il Superiore meno) e quindi la gamma di manipolazioni, dal Gaslighting, Minacce, Insalate di Parole, Trattamento del Silenzio, Bullismo, Intimidazione, Etichettatura e Triangolazione e altro ancora fanno parte della seconda linea di difesa. Aggiungeremo Scissione di Pensiero, Voltafaccia, Ipocrisia, Contraddizione all’interno di questa seconda linea per mantenere il controllo e per mantenerlo in equilibrio. Tale è l’ampiezza e la profondità di questa seconda linea, tu non la infrangerai e noi continueremo ad andare avanti finché non sarai costretta a ritirarti, noi veniamo alimentati e manteniamo quel controllo che è fondamentale per noi. Questo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo.

H.G. TUDOR

The Narcissist´s Twin Lines of Defence

📰 LA FALSA ESAGERAZIONE DELLA VITTIMA

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Faremmo fatica senza quei duplici elementi di esagerazione e abbellimento che ci aiutano a rendere impressionanti i nostri risultati mediocri e spettacolari i nostri risultati decenti. Vanno bene per tutte le occasioni, una spolverata sana e liberale di esagerazione ci rende molto più attraenti e seducenti. Abbellire ciò che ho fatto mi assicura di apparire molto meglio di te e fa sì che io rimanga l’individuo superiore. Come il sale e il pepe durante i pasti, l’esagerazione e l’abbellimento non sono mai lontani dalla nostra tipologia. Rendiamo tutto più grande, più bello, più audace, più luminoso e più brillante. Amiamo magnificarci e moltiplicarci per comunicare quanto siamo grandi, eppure, da anime generose quali siamo noi della nostra specie, non sarebbe equo se non ti dessimo un’opportunità di far vedere che esageri e abbellisci, che fai di una collina una montagna e ingigantisci le cose a dismisura. Naturalmente, quando ti offriamo questa occasione, non ha nessun effetto auto-esaltante del nostro comportamento per noi, ma viene usata come opportunità per farti considerare isterico, inaffidabile e che se uno che sta cercando di incolparci ingiustamente. Usiamo l’esagerazione per gonfiare ciò che siamo ma anche come mezzo per attaccarti. Qui ci sono venti esempi di usare l’esagerazione e l’abbellimento per danneggiarti.

1. Sei ipersensibile
2. Pensi troppo a quello che è successo
3. Leggi troppo in quello che dico
4. Sei paranoico
5. Vedi cose che non ci sono
6. Te lo stai inventando
7. Devi essere melodrammatico, vero?
8. Non sei davvero così malato.
9. Reagisci in modo eccessivo.
10. Stai facendo storie per niente.
11. Hai perso il senso della prospettiva.
12. Vai troppo oltre a volte
13. Ora stai esagerando
14. Premi il pulsante anti-panico troppo presto
15. Stai tirando fuori qualcosa dal nulla
16. Reagisci in modo sproporzionato
17. Ti stai sovraeccitando per questo
18. Stai perdendo il senso delle proporzioni
19. Stai dicendo che due più due fa otto
20. Stai saltando a conclusioni

Quando senti queste frasi dette da noi, devi prendere coscienza del fatto che stiamo usando un commento del genere per deviare ciò che stai dicendo e cerchiamo di banalizzarlo insinuando che ne stai esagerando l’effetto o l’importanza. L’uso di frasi come queste, quasi fossero di riserva, ci dice che hai fatto centro su di noi con un duro colpo e dobbiamo ridurne prontamente l’impatto. Il modo più semplice per farlo è non solo di diminuire l’importanza di ciò che hai detto, ma di farti mettere in discussione il tuo comportamento facendo la conversazione su di te, piuttosto che su di noi. Ciò ti provocherà anche frustrazione. Ti viene negata l’opportunità di mandare avanti il tuo programma e questo aumenterà la tua risposta emotiva. Questo non solo ci dà carburante, ma fa sì che perdi di vista il tuo punto di vista mentre vieni deragliato a condurre la discussione in modo logico e contemporaneamente vieni spinto da noi nel territorio delle emozioni. Una volta che l’emozione si è impadronita del tuo pensiero, siamo molto più abili a sfruttarlo a nostro vantaggio. Riconosci questi commenti e comprendi il loro significato quando sei impegnato con la nostra specie in modo da essere in grado di ritirarti o neutralizzarne gli effetti.

H.G. TUDOR

The False Exaggeration of the Victim

📰 GIOCHI MENTALI-PARTE DUE ⬅

 

191117A Mind Games – Part Two.jpgDopo aver spiegato nei dettagli alcuni dei giochi mentali che mettiamo in atto contro di te, questo porta all’inevitabile domanda: perché lo facciamo? Oserei dire che alcuni di voi saranno tentati di rispondere

“Perché siete tutti stronzi.”

Anche se questo è comprensibile e potenzialmente corretto (se visto dal tuo punto di vista) non ti fornirà alcuna comprensione del funzionamento delle nostre menti e dei nostri comportamenti. Di conseguenza, mi dilungherò in modo esaustivo sul perché usiamo i giochi mentali.

1. Carburante. Un elemento ovvio e giustamente il primo che viene considerato. L’applicazione dei giochi mentali alla dinamica tra te e noi viene usata per scatenarti una reazione emotiva e quindi raccogliere carburante da te. Che tu sia turbata, sconvolta, frustrata, infastidita o arrabbiata in conseguenza dei giochi che si fanno, è tutto carburante che beviamo prontamente.
2. Controllo. Siamo ossessionati dal controllo. Il nostro ambiente deve esserci riconoscente. Dobbiamo controllare tutto ciò che ci circonda al fine di garantire che continueremo ad esistere, a ricevere carburante, a ridurre al minimo e rimuovere i rischi e così via. Sottoponendoti ai giochi mentali, siamo in grado di raggiungere questo bisogno di controllo; dal momento che ne vieni intrappolata, rimani paralizzata dai loro effetti mentre cerchi di capire cosa sta succedendo, piuttosto che riconoscerli per quello che sono e allontanartene.
3. Pianificazione futura. Un risultato comune dopo essersi invischiati con la nostra tipologia è che quando sarai stata scartata o sarai scappata verrai etichettata come Quella Pazza, come effetto della campagna diffamatoria. I giochi mentali ti portano in un tale stato d’animo che diventa abbastanza facile per noi puntare il dito sul tuo comportamento durante la svalutazione, sul tuo comportamento post-scarto / fuga e dimostrare che sei davvero sconvolta. Ci sono pochissime persone che sono davvero in gradi di resistere alla diffusione dei giochi mentali e non essere influenzate in qualche modo da essi e molte persone alla fine del loro legame vengono lasciate con l’apparenza di essere “pazze”.
4. Gestione della facciata. Impegnandoci in giochi in cui siamo controllati, tu vieni vista come istrionica e instabile, mentre noi siamo calmi e piacevoli per tutti tranne che per te, e ciò induce le persone a formarsi un’opinione negativa su di te, questo ci permette di gestire e mantenere la facciata. Abbiamo una schiera di luogotenenti e membri della nostra cerchia dove tutti ci considerano onesti e gentili, il che ti rende la vita ancora più difficile in termini di tentativi di persuadere gli altri su ciò che siamo davvero.
5. Rinforzo di superiorità. Operiamo dalla prospettiva che noi siamo superiori a tutti quelli che ci circondano e specialmente a te. Impegnarci in giochi in cui siamo in grado di tirare la corda, renderti arrabbiata e furiosa ed esercitare il controllo, ci consente di evidenziare che siamo davvero superiori a te.
6. Auto difesa. Molti dei giochi mentali in cui ci impegniamo vengono fatti perché abbiamo bisogno di difenderci dall’essere sfidati o criticati. Quindi quando proiettiamo, neghiamo, deviamo e facciamo a scarica-barile, anche se ci può essere un beneficio collaterale in termini di quanto ciò ti influenza, la ragione principale per cui ci impegnamo in questo comportamento è di proteggerci rifiutando la colpa, impedendo a te di sfidarci e affrontando le critiche.
7. Esaurimento. In qualsiasi situazione, rispondi in modo più efficace quando sei riposata e riesci a pensare in modo chiaro. Lo spiegamento di giochi mentali ti rende esausta, questo ha come conseguenza la tua mancanza di chiarezza, il fatto che hai una resistenza ridotta e una minore forza di volontà. Ciò significa che è molto meno probabile che tu cerchi di sfuggire a ciò che stiamo facendo ed è molto più probabile che accetti di fare ciò che vogliamo.
8. Negazione plausibile. Operando entro le tracce delle parole, dei gesti e delle azioni, siamo spesso in grado di continuare ad essere vaghi e amorfi. Questo ci consente di manipolarvi ulteriormente, ma allo stesso tempo serve ad uno scopo incredibilmente utile, tanto per cominciare a negare che abbiamo messo in atto tali comportamenti, soprattutto con una terza parte. Se ci vengono chieste spiegazioni, ad esempio, da qualcuno che detiene l’autorità, possiamo puntare sull’assenza di prove o rigirare il discorso nella parola di una persona calma e ragionevole contro una Persona Pazza esaurita che farnetica.
9. Impatto. L’impatto dell’abuso emotivo e psicologico è invariabilmente più difficile da gestire per la vittima rispetto all’abuso fisico. Mentre l’abuso fisico è comprensibilmente sgradevole, la natura insidiosa dei giochi mentali implica che la vittima non può comprendere ciò che sta accadendo, non può accertarsi se è stata sottoposta a un gioco mentale (essere colpiti fisicamente è ovvio e inequivocabile) e non può capire perché viene trattata in questa maniera. Senza dubbio avrai sentito lo stato delle vittime,

“Avrei preferito essere aggredita fisicamente piuttosto che essere sottoposta a torture mentali”.

Il fatto che qualcuno scelga la lesione fisica a questo sottolinea quanto sia devastante l’impatto.

10. Mancanza di riconoscibilità. Oltre a una plausibile evidenza vi è il fatto che un livido è un livido e quindi fa sorgere qualche domanda. È molto più difficile determinare l’effetto dei giochi mentali. Sì, qualcuno può presentarsi esausto, ansioso, ipervigilante, terrorizzato e così via, ma per noi c’è sempre la possibilità di suggerire che sia dovuto e / o collegato a qualcos’altro. È più difficile farlo con l’abuso fisico (anche se non impossibile). In effetti, alcune persone non consentono di vedere gli effetti dei giochi mentali, preferendo tenerli nascosti ad altre parti.
11. Erosione. Se soffri per un braccio rotto, puoi ancora essere attivo. Puoi usare l’altro braccio, puoi camminare nei luoghi, parlare, puoi sentire e vedere e così via. I giochi mentali influenzano naturalmente ciò che controlla e governa tutto ciò che fai. Logorandoti la mente, siamo in grado di ridurti a terra, indebolendo la tua resistenza e impedendoti di essere così lucida da permetterti di fuggire da noi.
12. Ammorbidimento. L’applicazione dei giochi mentali attraverso il raggiungimento dell’erosione e dell’esaurimento come descritto sopra significa che in effetti vieni “ammorbidita” per ulteriori manipolazioni da applicare contro di te con il massimo effetto.
13. Vulnerabilità empatica. Come persona che ha tratti empatici, motivo per cui sei stata presa di mira da noi, sei più suscettibile a questo tipo di comportamenti. I giochi mentali funzionano particolarmente bene contro di te come conseguenza delle tue caratteristiche come onestà, dignità, dire la verità, bisogno di capire, voler aiutare e le tue risposte emotive.
14. Sforzo. Alcuni dei giochi mentali finiscono per farti trovare più difficile compiacerci e fare le cose per noi con l’ulteriore vantaggio che deriva naturalmente da questo.
15. Potere. Questo è applicabile al Narcisista Maggiore solo perché l’Inferiore e il Medio Rango non sono consapevoli della reale entità dell’applicazione dei giochi mentali. Il Narcisista Superiore si diletta nell’applicarsi a trattare qualcuno in questo modo, distorcere il loro mondo, farli saltare e muoversi al loro dire così, facendoli versare carburante a fontana senza avere idea di come o perché questo viene fatto loro. Le varie manipolazioni e i relativi risultati portano questo appello all’onnipotenza che il Superiore crede di avere.

H.G. TUDOR

Mind Games – Part Two