📰 LA TERAPIA

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Noi non abbiamo bisogno di terapie. La risposta al perché è così è semplice. Non c’è nulla che non va in noi.
Occasionalmente possiamo essere costretti a sottoporci a un trattamento ma è un’altra storia. Non sentiamo l’impulso a sottoporci volontariamente all’analisi e terapia perché non c’è niente che non va in noi. Sì, sappiamo che il nostro modo di trattare le altre persone è spesso spiacevole e ha notevoli lati negativi per quelli che ne sono vittime ma questo ancora non rappresenta una buona ragione per cui dobbiamo avere bisogno di una qualche forma di assistenza. Il modo in cui ci comportiamo è il modo in cui ci comportiamo. Fattene una ragione. Non possiamo trattenerci dall’agire in questo modo perché è il modo in cui siamo stati progettati. Noi dobbiamo ottenere il nostro prezioso carburante e se questo significa prendercela con qualcuno e ferire gli altri, emozionalmente e fisicamente allora questo è il prezzo che deve essere pagato. Da te.

Devi inoltre ricordare che dato che non abbiamo il concetto di empatia, quando vediamo che il nostro comportamento danneggia gli altri non ci influenza. Non ci sentiamo colpevoli, non proviamo vergogna per ciò che abbiamo fatto e non sentiamo il bisogno di porre rimedio al danno ingiurioso che abbiamo fatto agli altri. Questo è il nostro modus operandi e non può essere cambiato. Aggiungi la nostra assenza di rimorso e avrai due grandi ragioni per cui non andremo nella direzione di farci curare per cambiare il nostro atteggiamento.

Naturalmente, ci saranno volte in cui parleremo della possibilità di andare in terapia

“Ho bisogno di aiuto. Adesso lo so. Tu sei l’unica che può farlo.”

“Se cercherò assistenza per questa terribile malattia, resterai e mi aiuterai?”

“Non so perché lo faccio, forse ho bisogno di aiuto. Mi aiuterai?”

“Cambierò, andrò a farmi visitare da qualcuno, solo non lasciarmi, ti prego”

Sono tutte promesse vuote. Ricorda, le parole ci vengono facili. Facciamo penzolare queste carote di penitenza e comprensione per farti fare ciò che vogliamo. Una volta che siamo al sicuro e tu provi a riscuotere l’assegno che abbiamo firmato scopri che non solo la banca è stata chiusa ma rasa al suolo. Non è solo la questione che non ci sia nessuno da cui incassare, non c’è un luogo dove si possa farlo.

La terapia è per i deboli e gli stupidi. Sottoporsi ad essa è un’ammissione di debolezza. Nei rari casi in cui accada, è solo per permetterci di ottenere qualcosa che vogliamo o vogliamo evitare che ci succeda qualcosa di drastico e quindi riteniamo che la contropartita valga la pena. Lo facciamo nella certezza che qualsiasi trattamento non avrà effetti perchè:

1. Usiamo le nostre arti subdole manipolative per ingannare la persona che ci tratta che arriva alla conclusione che non c’è niente che non vada in noi.
2. Trascorriamo il tempo provando a sedurre il terapista e questo può funzionare o se sopravvive alla nostra manipolazione è comunque forzato ad interrompere le sedute.
3. Non vogliamo cambiare e vediamo le azioni del terapista come una sfida diretta che dobbiamo contrastare. La nostra energia è canalizzata nel frustrare e sconfiggere lui o lei e non nell’applicarci al trattamento.
4. Consideriamo la terapia come una fonte di carburante.

Il risultato è che è inutile. La realtà è che solo quelli che sono impegnati con noi sono gli unici che finiscono per aver bisogno di una terapia. Spesso accade che la nostra condotta sconcertante e disorientante verso di te ti porti a non sapere più dove sbattere la testa. Hai bisogno di risposte e se sei fortunato, capiti da un professionista che abbia una conoscenza approfondita della nostra tipologia. Sono capaci di illuminarti su ciò che hai passato, favorire la tua comprensione e tenerti la mano mentre passi nel difficile e doloroso momento della liberazione dalla nostra morsa. Tu sei benedetta dalla comprensione intuitiva attraverso questo trattamento.
In certi casi, l’abuso che somministriamo è tale da danneggiare seriamente il destinatario e quindi la terapia è necessaria per gestire i sintomi del nostro comportamento verso di te. Le ripercussioni su di te sono serie e hanno effetti a lungo termine.
Noi non abbiamo bisogno di terapie, tu sì. Nell’andare in terapia spesso realizzi per la prima volta cosa hai incontrato e a cosa sei stata sottoposta.

H.G. TUDOR

The Treatment

👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

191126D The Player Of Games.jpgIo adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player of Games

📰 SGANCIARE LA NARCI-BOMBA

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Il lancio della bomba è una tattica comune della nostra specie. È qualcosa che accade con regolarità. È un atto di manipolazione e un atto che riconoscerai. Qualcuno di questi scenari sembra familiare?

Il giorno prima tu dovevi recarti al matrimonio di uno dei tuoi compagni di scuola dell’infanzia, noi causiamo una discussione per evitare di andare, inventando qualche motivo per cui questo non può accadere. Tu vieni accusato di non interessarti a noi se vuoi ancora partecipare. Alla fine finirai per non andare, dovendo inventare qualche scusa perché non puoi partecipare.

Sei in procinto di trascorrere una serata fuori e noi creiamo una sorta di emergenza che ti fa tardare ad uscire o addirittura ti impedisce di andare. Non c’è emergenza.

Hai invitato gli amici a cena. Poco prima del loro arrivo creeremo un enorme litigio.

La sera prima di un’intervista importante ti teniamo sveglio tutta la notte, ti diamo gomitate e ti insultiamo così non riesci a dormire.

Stai per partire per alcuni giorni quando ti accusiamo di avere una tresca, provocando in questo modo una scenata, tensione e turbamento.

Anche se il fatto che creiamo discussioni, causiamo confusione e generiamo dramma è un comportamento standard, quando ci impegniamo a lanciare la bomba, viene fatto in un momento che, dal tuo punto di vista, è considerato un momento terribile per farlo. Coincide con un avvenimento speciale o importante che lascia la vittima a chiedersi perché questo sembra che accada sempre quando sta per andare da qualche parte o fare qualcosa.

Lanciare la bomba è una reazione istintiva da parte nostra a tali situazioni. Quando sta per accadere qualcosa di importante, rispondiamo creando un dramma che sembra essere progettato per rovinare l’evento importante o piacevole. Non sembrerebbe che sia così. È un atto deliberato. Perché succede questo?

1. Carburante. Come ci si aspetterebbe, il carburante è dietro alla caduta della bomba. Causare turbamento e dramma è sempre un metodo pressoché garantito per ottenere carburante, ma il lancio della bomba è progettato per aumentare il carburante che verrà fornito. Proprio come il fatto che ti innalziamo durante la seduzione e poi ti buttiamo giù durante la svalutazione ci permette di creare un contrasto più intenso e quindi di massimizzare la potenza del carburante, far cadere la bomba in un momento in cui ti aspetti che accada qualcosa di piacevole, o ti stai preparando per un evento importante, la tua reazione sarà di maggiore intensità. Questo aumenta la potenza del carburante. Quando non vedi l’ora di partecipare a quel matrimonio, entusiasta di vedere la gente e goderti la giornata, il lancio della bomba fa sì che il tuo turbamento, il tuo fastidio e la tua delusione siano più marcati. Naturalmente creiamo il dramma anche quando non succede niente, una tranquilla domenica pomeriggio diventa improvvisamente un campo di battaglia. Questo ci procura carburante. Il lancio della bomba è comunque un biglietto per un pieno di carburante mentre tu reagisci perché le tue eccitanti previsioni vanno in frantumi.
2. Gelosia. La nostra gelosia quasi onnipresente implica che non possiamo sopportare il fatto che tu stia andando a fare qualcosa che ti piacerà e ti porterà sotto i riflettori. Prendiamo l’esempio del matrimonio sopra. Dato che è il tuo compagno di scuola, vedrai persone che ti conoscono bene e potrebbero non conoscerci particolarmente bene. L’attenzione sarà su di te il che ci fa essere gelosi. Se hai un colloquio per una promozione, siamo gelosi del fatto che ci stai riuscendo, il che a sua volta implica che non ci riusciamo noi e quindi la nostra gelosia ricompare. Non possiamo sopportare che tu sia felice, eccitato o al centro dell’attenzione, a meno che non abbia a che fare con noi. Se la tua felicità è causata dal fatto che ti stai pregustando una cena con i tuoi amici, non ha niente a che fare con noi. Nella nostra mente, questo suggerisce che noi siamo insignificanti e inferiori. Non possiamo permettere che sia così. Di conseguenza, la nostra gelosia affiora e agisce come elemento propulsore per farci lanciare la bomba.
3. Controllo. Facendoti reagire attraverso il lancio della bomba, siamo in grado di ricordare a noi stessi che abbiamo il controllo nella relazione. Facendo in modo che tu decida di non andare al matrimonio perché ti senti obbligato a rimanere a casa con noi, oppure decidi di non andare a partecipare alla festa di fidanzamento di un amico perché sei troppo sconvolto e ci permette di esercitare il controllo su di te. Ti induciamo a cancellare i tuoi programmi, a cambiare le tue intenzioni e a concentrarti invece su di noi. Ciò sottolinea che abbiamo il controllo e contribuiamo a mantenere i nostri concetti di superiorità e onnipotenza.
4. Paura preventiva. Alla fine riconoscerai che viene sempre creato un dramma prima che tu stia per fare qualcosa di speciale o importante. Ovviamente, le nostre vittime non si rendono conto dei veri motivi per cui avviene questo, ma anzi lo attribuisce a comportamenti egoistici e viziati, senza capire cosa ci sia davvero dietro. Tuttavia, ciò che le nostre vittime arrivano a capire è che, poiché questo accade ogni volta che si attende un evento, finiscono col temere ciò che accadrà quando un evento spunta all’orizzonte. Il tuo compleanno sarà la prossima settimana e stai solo aspettando il nostro scoppio che accade ogni anno. Sarà il giorno, la sera prima o durante i festeggiamenti programmati? Diventi ansioso e nervoso, calpestando quei ben noti gusci d’uovo, e cerchi di ammorbidirci prima che le cose ti sfuggano di mano. Infatti, spesso cominci ad adattare il tuo comportamento, e così decidi che è più semplice non organizzare una festa di compleanno, è assai meno complicato rifiutare un invito ad uscire piuttosto che dover sopportare il dramma che inevitabilmente verrà prima che tu cerchi di partecipare alla cena dei tuoi amici e inventi scuse per evitare di dover andare a matrimoni, battesimi e simili. A poco a poco, il lancio della bomba ti fa temere l’arrivo di un evento che è speciale o importante per te, così tu modifichi le tue azioni, riduci le tue interazioni e lentamente ti isoli e ci permetti di stringere la presa su di te. Questo processo è insidioso dal momento che vedi sempre meno gli amici, la famiglia in meno occasioni e, in cambio, aumenti la tua esposizione a noi e alle nostre manipolazioni.
5. Colpa. Questo funziona in due modi. Se cerchi di resistere all’effetto di lanciare la bomba, decidi di partecipare lo stesso al matrimonio e decidi anche di andare senza di noi oppure hai intenzione di organizzare lo stesso la cena, nonostante il fatto che stiamo facendo un’infuriata in casa sbattendo le porte mentre ce ne andiamo, allora ti accuseremo di essere egoista, egocentrico e poco attento a ciò che vogliamo. Una classica dose di proiezione. Queste accuse di egoismo sono l’apertura di un ulteriore fronte al fine di cercare di attingere ulteriore carburante, per creare uno scenario che possa essere usato contro di te in futuro “Ero malato e sei andato lo stesso alla festa di fidanzamento” e per aggiungere un ulteriore tentativo di logorarti in modo che tu ceda e cambi idea. Viene fatto anche per evitare la colpa. Lasceremo cadere la bomba, solleveremo un polverone, faremo una scenata e metteremo in atto il dramma, e se alla fine ti arrenderai e annuncerai che non andrai, ma ci accuserai di controllarti o di rovinare le cose, tireremo fuori il nostro classico comportamento contraddittorio classico. Possiamo anche aver passato un’ora a litigare con te, a dirti che non dovresti andare e che abbiamo bisogno che tu stia a casa, ma una volta che ti sei arreso, se punti il dito contro di noi, puoi aspettarti che non ti abbiamo detto noi cosa fare, che noi non ti controlliamo e che tu hai deciso da solo di non partecipare. Ti stupirà che possiamo essere così ipocriti e non solo estrarremo altro carburante da te, ma ci permetterà di evitare la nostra solita colpa. Questo rafforza ancora il nostro concetto di superiorità.
6. Efficacia. Quando abbiamo lanciato la bomba diverse volte, possiamo vedere quanto è efficace contro di te in termini di fornirci carburante, controllo e l’erosione della tua autostima. Di conseguenza, sappiamo che vale bene la pena continuare a usare questa manipolazione perché ti fa sentire così turbato e ferito, come dimostrato dalla tua reazione. Sappiamo che tu fornirai carburante, sappiamo che cambierai i tuoi programmi e quindi più reagisci a questo, più lo useremo.

Il lancio della bomba è una manipolazione usata frequentemente nella nostra relazione con te. Per contrastarlo, dovresti imparare a

1. Riconosci cosa è;
2. Renditi conto di quando sta per essere usato;
3. Non fornire alcun carburante evitando di reagire al nostro dramma, discussione o crisi improvvisi;
4. Fai comunque ciò che avevi intenzione di fare. Puoi anche goderti il tuo evento perché causeremo una scena e solleveremo un polverone comunque;
5. Fai comunque ciò che avevi intenzione di fare e questo invia un segnale che il lancio della bomba non funziona, il che, come ogni nostra manipolazione, implica che verrà usato di meno.

H.G. TUDOR

Dropping the Narc Bomb

📑 L’ASSASSINO SORRIDENTE

190925E The Smiling Assassin.jpgSiamo i maestri del complimento arretrato, dell’adulazione che è in realtà una forma di provocazione, i re di commenti apparentemente compiacenti che in realtà sono frecciatine. Compariamo con quel sorriso radioso e ampio mentre ti infiliamo un coltello affilato tra le costole con estrema facilità. Nessun altro ci vede far questo. A tutti gli altri sembra, mentre siamo lì con il nostro sorriso falso incollato sui nostri volti, che ti stiamo dando un amorevole abbraccio. Il nostro aspetto esteriore nei confronti del mondo e il mantenimento della nostra facciata rimangono intatti mentre scivoliamo attraverso le tue difese e assestiamo alcuni colpi contro di te. Ci rallegriamo a vederti sorridere in risposta, i tuoi occhi si illuminano di gioia per i nostri modi di fare benevoli verso di te; solo dopo dovrai comprendere il significato di ciò che abbiamo effettivamente detto. Mentre il metaforico pugnale perfora la tua pelle, ti rendi conto che effettivamente si capiva da ciò che ti abbiamo detto. Appariva come un complimento, ma in realtà ti abbiamo detto qualcosa che ti ti turba, ti preoccupa o ti fa arrabbiare. I tuoi occhi si restringono per la confusione e vediamo quell’espressione di incertezza che ti attraversa il viso mentre non riesci assolutamente a credere a quello che sta succedendo. Hai sentito bene cosa abbiamo detto? Hai male-interpretato il commento che abbiamo fatto? Davvero abbiamo appena detto questo? Possiamo vedere come sei combattuto tra il voler accettare il presunto complimento e quella sensazione di sprofondare mentre ti rendi conto che abbiamo appena fatto un commento spinoso che sembrava essere piacevole. L’espressione sul tuo viso assomiglia allo sguardo di stupore disorientato che si potrebbe vedere davanti a uno gnu, che viene gettato a terra da un leone affamato e viene mangiato vivo da dietro. Non si può davvero comprendere ciò che sta accadendo e nemmeno tu puoi.

Ciò che lo rende ancora peggiore è che a tutti gli altri sembra che sorridiamo, ti abbracciamo e che siamo carini. Tu vuoi reagire. Vuoi spingerci lontano da te. Vuoi punirci, scagliarti contro di noi e rimproverarci per quello che abbiamo appena detto, ma il modo in cui abbiamo inquadrato questo ambiguo complimento implica che, se lo facessi, sembreresti meschino, ingrato e volgare. Proprio mentre restiamo vicino a te e ti stringiamo, il pugnale è ancora tra le tue costole mentre lo ruotiamo lentamente, non puoi fare altro che rimanere dove sei dal momento che tutti pensano che siamo carini con te. Sappiamo che, poiché sei una persona onesta e gentile, sei condizionato ad accettare il complimento senza protestare, anche quando ti rendi conto che in realtà è doloroso. Questo ci permette di vedere quanto sia forte il nostro controllo su di te. Se reagisci al commento spinoso e ti scagli, piangendo o urlando contro di noi per la nostra osservazione, allora otteniamo carburante. Se rimani in silenzio e confuso per questo, incapace di mascherare il tuo dolore e la tua delusione, otteniamo sempre carburante, ma ricaviamo anche un’indicazione significativa del nostro potere su di te. Siamo in grado di fare un’osservazione offensiva sotto forma di complimento e tu devi accettarla. Questo è un modo utile per noi di metterti al tappeto mentre sembriamo essere carini. Ci consente inoltre di rafforzare la nostra percezione di superiorità attraverso l’applicazione di questo controllo. Questa tecnica utilizza anche il nostro meccanismo preferito di diniego plausibile. Esiste un certo grado di ambiguità in base al quale, se tentassi di addossarci la colpa esattamente di quello che intendevamo dire, saremmo in grado di respingere tale asserzione. Siamo capaci di accusarti che leggi troppo tra le righe, distorci le nostre parole e reagisci in modo eccessivo. Tutti i metodi preferiti per respingere la tua intenzione di biasimo e per alimentare ulteriormente i fuochi emotivi. Possiamo fingerci feriti affermando che ti stavamo facendo un complimento e tu l’hai presa nel modo sbagliato. Ancora. Vogliamo quindi che tu ti scusi, ci consoli e ti senta in colpa per aver tentato di insinuare che avremmo fatto qualcos’altro invece che essere carini con te. Ovviamente, questa tecnica in cui arriviamo con un sorriso mentre affondiamo in te il nostro coltello critico, è una cosa che ci piace mettere in atto ed è solo una parte del nostro arsenale che è progettato per confondere il tuo pensiero. Abbiamo detto quello che pensavi avessimo detto? Cosa intendevamo veramente con quel commento? Lo stai effettivamente analizzando troppo o dovresti fidarti della tua prima impressione in questo caso? Tutti questi fattori ti turbano, ti confondono e ti indeboliscono, intaccando la tua fiducia e offuscando la tua valutazione. Fa tutto parte del gioco, e in pieno, il perché ci comportiamo come assassini sorridenti. Ci sono molti modi in cui lo facciamo e qui ci sono sette delle provocazioni ambigue spesso usate.

1. Accondiscendere

Ti parleremo con tono accondiscendente allo scopo di sminuirti, farti sentire inferiore e facendo in modo che noi sembriamo molto migliori al confronto. Offriamo consigli indesiderati, ti parliamo da una posizione in cui noi sappiamo sempre cosa è giusto e cosa è meglio. Naturalmente, se dovessi obiettare a questo approccio eccessivamente paternalistico per il modo in cui ti trattiamo, ti faremo notare che vogliamo solo ciò che è meglio per te, che stiamo solo cercando di aiutarti e che abbiamo a cuore i tuoi migliori interessi. È un crimine far questo per te?

2. Battute Infiltrate

Ci impegneremo a fare commenti che faranno ridere e ridacchiare i membri della nostra devota congrega, ma tu resterai all’oscuro su cosa c’è di così divertente. Useremo termini che divertono considerevolmente noi e i nostri seguaci, ma a te sembrano senza senso. Questo ti farà sentire a disagio e isolato e se dovessi avviare un qualche tipo di protesta ti faremo notare che non ti abbiamo coinvolto perché ti saresti annoiato per la stupidità (insinuando quindi che non hai il senso dell’umorismo ma facendo sembrare come se tu fossi al di sopra del nostro ridacchiare da scolaretti e questa è una buona cosa) o che non saresti interessato al nostro tipo di umorismo perché sei troppo intellettuale per certe battute e osservazioni basse.

3. Il nostro ex

Ricorderemo ripetutamente che il nostro ex è ancora innamorato di noi, anzi lui o lei cerca ancora di contattarci e lascia messaggi, e ci ha telefonato diverse volte. Naturalmente ti diciamo che non devi preoccuparti perché quello era nel passato e noi ora stiamo con te, tu sei la persona che conta. Questo è progettato per far sembrare che possiamo mettere da parte la presenza del nostro ex perché siamo innamorati di te. In effetti, anche se sembra così, lo usiamo come un modo per avere carta bianca per menzionare l’ex in molte occasioni, e questo ti destabilizza. Ovviamente sei ostacolato dal dire qualsiasi cosa, perché ciò ti farebbe apparire insicuro e non vuoi dimostrare che questa è la verità. Così ci sentiamo liberi di continuare a menzionare il nostro ex e continuare a triangolarlo con te.

4. Ignorarti

Ti ignoriamo e ti somministriamo un trattamento del silenzio con tutta la diramazione di rifornimento e controllo del carburante che deriva da questa particolare manipolazione. Se dovessi iniziare a protestare, ti ricordiamo che siamo così felici di stare con te perché capisci il nostro bisogno di spazio e di un po’ di tempo per noi stessi. Questo sembra un complimento ed è progettato per lusingarti in quanto ci permetti di continuare a somministrare questi trattamenti del silenzio come e quando vogliamo per ignorarti, perché così possiamo concentrarci sul guadagnare carburante da altre parti quando non siamo con te.

5. Ancora gli Ex

Parliamo incessantemente delle qualità degli ex, evidenziando tutti i loro numerosi attributi meravigliosi (il che ovviamente rappresenta un cambiamento improvviso dal periodo in cui li chiamavamo figli del demonio quando inizialmente ti abbiamo sedotto, ma ora è tutto cambiato). Farfugliamo su quanto siano meravigliosi, le cose divertenti che dicevano, quanto erano belli, i risultati che raggiungevano e così via prima di dirti che siamo così contenti che tu sia talmente comprensivo che si può parlare delle relazioni passate con te. Questo presunto complimento ti impedisce di commentare in modo negativo, ma sappiamo che dentro di te sei fuori dai gangheri e senza la speranza di rimproverarci in qualche modo. Come ci dilettiamo nel sapere questo e nel vedere il tuo tentativo di mantenere un sorriso compiaciuto quando dentro sappiamo che stai morendo.

6. Flirtare

Noi flirtiamo spudoratamente e sappiamo che tu ci vedi mentre lo facciamo. Sappiamo anche quanto ti fa male e ti fa arrabbiare ma ti spariamo un complimento dicendoti che è stimolante stare con una persona che ci permette di essere noi stessi, una persona che non è gelosa e che si fida in questo modo. Questi complimenti sono progettati per farti stare tranquillo mentre andiamo avanti facendo ciò che ci pare. Attingiamo il carburante da coloro con cui flirtiamo e nel frattempo continuiamo a lanciare occhiate all’indietro a te fiduciosa mentre osserviamo la rabbia che sale nei tuoi occhi.

7. Trascorrere del tempo con altre persone

Trascorriamo del tempo con altre persone. Potrebbe trattarsi di chiacchierare con qualcuno al bar, uscire con i nostri amici, dare la caccia a una nuova prospettiva, mandare in visibilio la folla a una festa di lavoro e così via. Questa plateale raccolta di carburante è fondamentale per noi e quando sul tardi ce ne andiamo in giro dopo la nostra terza notte consecutiva fuori, ti sorprendiamo con elogi dicendo quanto siamo fortunati ad avere una persona che capisce che, poiché riceve tutta la nostra attenzione per la maggior parte del tempo, dobbiamo avere la facoltà di passare un po’ di tempo con altre persone. Ancora una volta, questo commento è progettato per relegarti in un angolo e farti stare in piedi, con le braccia incrociate e fumante, in bilico tra il nostro controllo e il rifornirci con ancora più carburante.

H.G. TUDOR

The Smiling Assassin

👥 I GIOCHI VENGONO SEMPRE CONDOTTI

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Io adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e riflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Games Are Always Being Played

📁 IL NARCISISTA MANIPOLA: FORNITURA DI CARBURANTE PIANIFICATA

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Era una bella serata per una passeggiata. Una passeggiata lungo la banchina. Un sacco di altri pedoni che si godono l’aria ancora tiepida della sera, i bar che costeggiano lo storico lungofiume a ciottoli preso dal rumore e dall’attività. Non eravamo arrivati a quella fase della serata. Non eravamo ancora seduti accanto alle acque tranquille del fiume a ordinare da bere mentre parlavamo e osservavamo. Non avevamo raggiunto quel bar preferito. In effetti, era il bar in cui ci eravamo incontrati per la prima volta una quindicina di mesi fa e ora eccoci qui più di un anno dopo e l’agonia della spregevole svalutazione sta crescendo intorno a te, anche se devi ancora capire cosa significa. Questa sera comunque è destino che ci sia un po’ di tregua dalle macchinazioni e dalle manipolazioni, un ritorno al periodo d’oro, purché ti comporti bene e obbedisca.

Ti guardo inciampare sui ciottoli. La tua scelta dei tacchi (la mia scelta dei tacchi, dato che ti ho ordinato in anticipo quello che avresti dovuto indossare) è elegante e alla moda, ma poco adatta per avventurarti in questa zona della banchina. Naturalmente ho suggerito che dovevamo prendere un taxi per andare direttamente al bar (almeno questo è quello che dirò durante il post mortem che inevitabilmente sorgerà) e quindi camminare in un modo diverso, ma tu hai voluto passeggiare lungo questa particolare tratto e guarda cos’è successo.

Ti guardo inciampare, la caviglia si attorciglia mentre il tagliente tacco a spillo scivola, come la zampa di un giovane cerbiatto sulla pietra levigata, levigata come il ghiaccio dal passaggio di tanti piedi con le scarpe. La tua gamba sinistra scatta fuori mentre tu vai giù, senza riuscire a mantenere l’equilibrio. Non ho reagito abbastanza in fretta da afferrarti mentre inciampavi nonostante ti fossi vicino. Ero distratto da una persona che passava che mi sorrideva e mi forniva un po’ di carburante. Farò, come faccio spesso, una revisione della storia per spiegare che ero più lontano di quanto pensassi e quindi incapace di impedire la tua disgraziata caduta.

Ti guardo inciampare mentre il tuo ginocchio destro colpisce il ciottolo e tu lanci un improvviso grido di dolore. La torsione della tua caviglia e la lacerazione del tuo ginocchio ti causano dolore. Fisso la tua espressione, contorta dal dolore, la bocca aperta e gli occhi che iniziano riempirsi di lacrime, indubbiamente provocate da una combinazione di ferita e imbarazzo. Sento la prima ondata. Balza dentro di me mentre il disprezzo sale. Guardati, inutile e patetica, che scivoli sui ciottoli in quegli stupidi tacchi, a testimonianza della tua vanità. Perché sto con una persona così goffa? Ma non sono solo questi pensieri che guidano questo disprezzo. No, è il fatto che l’emozione che ora è impressa sul tuo viso, il dolore perverso, sono stati causati da qualcosa di diverso da me. Una tale emozione sprecata. Gli occhi lacrimanti, il pianto, i tratti del viso angosciati. Normalmente io sarei l’elemento propulsore per questo, ma non lo sono e questo mi irrita. Sei così inutile, non riesci nemmeno ad arrabbiarti nel modo giusto.

Sento qualcuno emettere un piccolo sussulto e mi rendo conto che altri hanno assistito alla tua caduta. La facciata! La facciata! Dovrei fare qualcosa di fronte a questo branco di estranei. Ti guardo mentre i tuoi occhi a mandorla si voltano a guardarmi. So che dovrei sentirmi preoccupato per te per il tuo incidente. So che dovrei preoccuparmi che sei scivolata e ti sei fatta male, ma a parte il disprezzo non provo niente. Non c’è niente lì per spingermi ad aiutarti, nessun desiderio innato di agire. Sarebbe istintivo per altri che non sono me, ma io sono io e quindi devo analizzare e valutare prima di decidere cosa dovrebbe succedere dopo. So che dovrei tendermi verso di te, sollevarti ed emettere suoni adeguatamente interessati mentre cerco un fazzoletto da mettere al tuo ginocchio insanguinato. Non sento alcun obbligo di farlo. Perché dovrei aiutarti? Mi darà un vantaggio? Forse sì, ma per prima cosa so che c’è una possibilità di carburante negativo fresco e delizioso. La situazione è stata valutata e la mia risposta è stata determinata.

Guardo i tuoi occhi accesi su di me e poi succede. Le fiamme guizzano quando vedo che al dolore fisico ora si è unita l’offesa emotiva mentre mi dai un’occhiata perplessa e poi ferita alla mia mancanza di azione. Eccolo. Questo è ciò che volevo. La tua attenzione emotiva sotto forma di ondata di disprezzo si mescola con il crescente senso del potere, mentre la tua reazione alla mia non-azione mi alimenta. Il tuo dolore irritato è stato causato da me e quindi il carburante fluisce. È buono. Ho lasciato che mi colpisse, correndo verso l’alto, con gli occhi ancora fissi sui tuoi mentre quegli occhi azzurri passavano dal dolore alla perplessità della mia continua esitazione. Resta buono. Quanto posso reggere per questo? Il carburante scorre ma sono consapevole della facciata. Una damigella è in difficoltà e ha bisogno di un cavaliere e qui non saranno ammessi intrusi. Nessun passante crociato dovrà intervenire e rubarmi la scena.

Con la coda dell’occhio vedo un gentiluomo venire avanti per aiutare. Non oggi signore, non oggi! Riprendo vita e mi lancio verso di te.

“Santo cielo, stai bene?” Chiedo mentre le mie mani ti prendono il braccio.

“Sta bene?” Chiede l’uomo che sta ancora insistendo con la sua richiesta.

“Starà bene, l’aiuterò io qui,” rispondo rivolgendomi a lui e facendogli un breve sorriso. I denti sono stati scoperti, il sorriso è lì, ma lo sguardo dice fatti da parte, non che tu possa vedere la mia ostilità verso questo eroe intervenuto. Lui fa un cenno incerto e si allontana. Messaggio ricevuto e capito.

Ti sostengo fino alla panchina vicina e ti offro il mio fazzoletto con un gesto plateale, tamponandoti il ginocchio insanguinato mentre tu sussulti leggermente. Continuo con suoni rassicuranti dato che un paio di persone continuano a guardare. Mi volto e vedo le due donne sorridere rassicurate per la mia azione cavalleresca e il carburante viene accolto con gratitudine.

“Che male”, dici dolcemente. Vedo le due donne allontanarsi.

“È stata colpa tua stupida”, sibilò tranquillamente. Colgo il tuo sguardo ferito e assorbo la tua reazione man mano che viene fornito più carburante.

Osservare. Analizzare. Valutare. Agire. Carburante.

Questo è il nostro mondo. Questa è la nostra prospettiva.

La ripetuta ricompensa del carburante è stata ottenuta.

E tutto questo è stato fatto in soli dieci battiti di cuore.

H.G. TUDOR

The Narcissist Manipulates : Planned Fuel Acquisition

👤 SILENZIO

190918C Hush

Silenzio. Non voglio che tu emetta alcun suono. Proprio nessuno. Se lo fai, rovinerai questo momento. Questo non è il momento per il rumore, di qualsiasi tipo. Sì, ammetto che di solito mi piace che tu produca qualche suono. Che siano le tue parole di ammirazione, il tuo grido di terrore, i tuoi mormorii di gioia, la tua rabbia urlata o gemiti di passione. Tutti i rumori che produci per me sono ben accetti, a patto che li ricopra con i tuoi sentimenti. Non mi interessa il commento nudo, neutro e banale, che non fa niente per me e può anche farmi del male, ma tu non farai questo a me, vero? Non vuoi ferirmi, mai, vero? Tu non sei così. La tua specie non è così, ti preoccupi,, e ami e dai. No, no, resta in silenzio. Non hai bisogno di parlare. Sdraiati lì e basta. Sta’ fermo. Voglio permettere ai miei occhi di vagare sulla tua sagoma nuda mentre giaci lì accanto a me, esposta, vulnerabile. So che stai guardando nei miei occhi, lo sento. Il mio sguardo non sta incontrando il tuo in questo momento, anche se sto permettendo ai miei occhi di muoversi lentamente attraverso di te. Osservo le tue dita dei piedi, rivolte verso l’alto, nude e prive di smalto. Raramente metti quello smalto ma ti assicuri che siano pulite, con le unghie corte e presentabili. So che puoi vedermi mentre le guardo. So che ti stai chiedendo se ho intenzione di abbassare la mia meravigliosa bocca verso di esse e succhiarle o morderle. Non ho intenzione di fare nessuna di queste cose, ma tu sei incerta. Posso dire che lo sei perché la tua apprensione trasuda da te e io la sto risucchiando. Quel piccolo tremito che hai appena avuto non proviene dall’aria fresca che permea questo spazio crepuscolare. No, indicava l’apprensione che si è impadronita di te. So che ti trovi a un bivio nella tua mente. So cosa starai pensando. Lo so perché io ti faccio pensare in questo modo, perché altrimenti dovrei farlo? Lo faccio per controllo. Controllo tutto di te. Ti trovi a quel bivio a chiederti se ti condurrò lungo il percorso per il piacere esplosivo o giù per la strada buia verso il dolore e la sofferenza. Non hai idea di ciò che sarà, perché come sei arrivata a imparare questi ultimi mesi, io sono capace di fare entrambe le cose. Dovresti sentirti eccitata? Dovresti sentirti nervosa? Quale deve essere? Zitta ora, non parlare. Oh, lo so che vuoi parlare, non puoi farci nulla. Vuoi far domande. Sempre l’interrogatorio non è vero? Chiedi, domanda, metti in dubbio, sfida e così via. Non adesso. Vuoi la risposta ma non otterrai quella risposta. Non ancora. Faccio un suono gentile per azzittirti. È un rumore di rassicurazione, quello che la madre amorevole fornisce al nuovo figlio nato o è il rumore del castigo paternalistico, che ti tratta come un bambino? Non lo sai. Come mi diverto per la tua confusione. So che stai guardando il mio viso cercando disperatamente una specie di indizio, qualche suggerimento, un riconoscimento di quello che sta accadendo nella mia mente delinquente. Ti viene negato La mia faccia è congelata, la bocca dritta, la fronte né sollevata né corrugata, le sopracciglia inflessibili e poi ci sono i miei occhi. Non vi puoi più vedere te stessa. Ho fermato questa cosa per il momento. Di solito riesci a vedere esattamente cosa vuoi vedere in loro. Che si tratti di gioia, speranza, amore, passione, eccitazione, intrigo e molte altre cose ancora. Vedrai solo ciò che so che vuoi vedere perché rifletto da questi occhi ciò che mostri nei tuoi occhi. Non guardi me. Guardi te stessa. Questa cosa è cambiata stasera. Ora due sfere nere impenetrabili sono tutto ciò che puoi vedere. Il posto in cui di solito ti perdi è andato perso per te. Non vi troverai soccorso. Non troverai alcuna rassicurazione o indicazione di ciò che sta per accadere. Questo ora ti è nascosto.

Fai per emettere un altro suono e una scossa della mia testa ti blocca. Le mie dita percorrono il segno rosso di irritazione sulla tua coscia, i polpastrelli di due dita che corrono su entrambi i lati di questo segno. Un altro brivido e posso percepire che sei disperata per parlare, ma zitta, mia cara, silenzio mio amore, non è il momento di parlare. So che ti starai chiedendo perché le mie dita tracciano questo segno. Ti sto dando sollievo o ti faccio riflettere sulla sua origine? Non ne hai idea vero? Permetto alle mie dita di muoversi verso l’alto attraverso la tenera carne della tua coscia. È ora che succederà o aspetterò? Sollevi la coscia sinistra in previsione e io continuo a permettere alle mie dita di scorrere verso nord. Sento che fai un respiro e so che stai facendo in modo di parlare. La mia mano lascia la tua coscia e ti metto un dito sulle labbra. Il gesto chiaro e inequivocabile. Il momento in cui potresti aver rotto il silenzio passa e aspetto, aspetto ancora un po’ prima di spostare il dito. Il tuo corpo accanto a me è dritto come un fuso dato che non riesci a rilassarti, ogni allarme che ti dà ai nervi e si prepara al peggio per qualunque cosa accada dopo, qualsiasi cosa sia. L’esterno della mia mano sfiora la tua guancia morbida, la tua carnagione impressionante visibile anche in questa penombra. Una guancia che a volte si tinge di rosso in conseguenza dei miei sforzi. È il rossore della vergogna che ti copre la guancia? È l’onda di una vampata di passione che si fermerà lì? O qualcos’altro?

Ora guardo i tuoi occhi ed è ora che comincio a trarre il vero beneficio da questo silenzio forzato. I miei occhi non trasmettono nulla. I tuoi mi dicono tutto. Vagano qua e di là, scrutando la mia faccia per una specie di segnale, una specie di segno. Non sto trasmettendo. Sono impostato solo per ricevere e ricevere non faccio che bere nell’ansia seria che esce a fiotti dai tuoi occhi. Vedo il tentativo di ammorbidirmi quando permetti a quegli occhi belli ed espressivi di raggiungermi. Vedo lo sguardo di apprensione tagliato nel tentativo mentre il nervosismo ritorna. Sei obbediente ora. Rimanendo in silenzio, le mie ripetute esortazioni, basse e sommesse, per farti rimanere in silenzio sono state ascoltate. Ora stai cercando di parlarmi usando i tuoi occhi e lo stai facendo magnificamente. La mancanza di rumore, l’assenza di parole, ora rende le emozioni nei tuoi occhi cento volte più intense. Assorbo quei sentimenti che inondano i tuoi occhi. Li bevo, li consumo a mio beneficio. Questo è il motivo per cui funziona così bene. Controllo completo di te mentre tu giaci lì, ferma, immobile sul letto, un leggero e occasionale tremore nelle tue membra mentre aspetti nella previsione conflittuale di ciò che potrebbe accadere. Cosa succederà questa volta? Come mi comporterò con te? Non ci può essere alcuna protesta a voce, nessuna richiesta chiarita di conferma, solo questo silenzio continuo, punteggiato di volta in volta da me che ti azzittisco.

I miei occhi restano fissi sui tuoi mentre la mia mano sinistra riprende a scivolare sul tuo corpo. Il più leggero dei tocchi che scivola dalla gola, al petto e allo stomaco. Avanti e indietro si muove la mia mano, come un mago che inizia le gesticolazioni per il suo incantesimo. Il mio sta già lavorando mentre tu resti congelata, osando a mala pena muoverti, permettendo solo al tuo petto di sollevarsi per respirare e i tuoi occhi guizzano a destra e a sinistra, ancora indagando, ancora cercando quelle risposte.

Zitta mio tesoro, zitta mia cara, zitta amore mio.

La mia mano si alza e poi si serra sulla bocca.

I tuoi occhi si allargano. Paura ed eccitazione combattono l’una contro l’altra e per tutto il tempo mi danno quello di cui ho bisogno.

Silenzio.

H.G. TUDOR

Hush

📰 PROVOCAZIONE

Provocation (1).jpgNoi provochiamo ripetutamente. L’atto della provocazione è concepito per causare una forte e spesso indesiderata emozione nel destinatario. Per certi versi, si potrebbe dire che tutto ciò che facciamo è provocatorio perché cerchiamo sempre di renderti emotivo, di farti reagire in modo emotivo a ciò che facciamo e di conseguenza darci il carburante di cui abbiamo bisogno. Quindi quando ti diciamo che abbiamo finalmente trovato la nostra anima gemella, ti stiamo provocando nel generare una sensazione intensa di essere amato (o almeno farti pensare di essere amato) che fa sì che tu dimostri amore verso di noi e quindi otteniamo il nostro carburante.
Facciamo un complimento ad un amico al fine di provocare questa persona almeno a ringraziarci, quindi un pizzichino di carburante positivo o più auspicabilmente (e in effetti più probabilmente perché questa fonte secondaria empatica è ben educata, onesta e rispettabile) facciamo dei complimenti in modo che ci ricambieranno e quindi più carburante verrà guadagnato. Non c’è dono incondizionato con la nostra tipologia. Noi diamo solo per ricevere.

Perciò tutte le cose che facciamo e diciamo, le manipolazioni, gli imbrogli, le macchinazioni e i giochi mentali sono tutte concepite per provocarti a darci carburante. D’altra parte, in un senso più stretto, ti provochiamo al fine di generare quella risposta intensa che è di natura negativa. Ti provochiamo in modo che tu esploderai di rabbia, erutterai in un fiume di insulti profani e sfogherai la tua frustrazione attraverso uno schiaffo in faccia o una tazza scagliata nella nostra direzione.

Insisteremo, insisteremo e insisteremo. Sì, molti di voi hanno una capacità notevole di assorbire questi bastoncini appuntiti con cui ti pungoliamo. La tua tipologia è esperta e abile nel mostrare l’altra guancia, nel tenere un alto profilo e nell’essere accomodante. Sotterrerai l’ascia di guerra e noi la tireremo fuori nuovamente per colpirti dal punto più affilato. Ci metterai una pietra sopra e noi faremo risorgere il ricordo di un antico problema per irritarti.

Nulla è oltre i limiti se si tratta di provocarti. Potrebbe focalizzarsi sui difetti che conosciamo (avendo acquisito queste informazioni durante la seduzione) quindi ti ricorderemo quell’episodio spaventoso della tua infanzia o capitalizzeremo il tuo terrore per i ragni. Potrebbe basarsi sulla tua sensibilità riguardo la taglia del tuo naso, la forma della tua testa, il rosso acceso del tuo imbarazzo. Se ci hai chiesto soldi in prestito, magari te lo ricorderemo e faremo commenti sulla tua scarsa posizione finanziaria. Potremmo metterci a flirtare perché sappiamo quanto odi il nostro essere infedeli. Torneremo ripetutamente in ritardo perché sei l’avvocato della puntualità. Possiamo criticare i tuoi genitori, la scelta dei film, le tue abilità culinarie, i tuoi tentativi di perdere peso; qualunque cosa abbiamo identificato come mezzo per farti scoppiare verso di noi, lo useremo.

Sappiamo quale tasto premere. Abbiamo un talento e un istinto per farlo. Questo perché siamo in grado di ottenere informazioni su di te durante la seduzione che verranno archiviate e usate contro di te successivamente. Questo è anche perché le persone empatiche è più probabile che rispondano in modo emotivo. Sì, all’inizio lo assorbi creando delle attenuanti per il nostro comportamento e in realtà producendo scuse, mostrando quella comprensione altruistica per cui sei famoso. Questo non ci dissuaderà. Sappiamo che tutti hanno un limite di ciò che possono sopportare prima di spezzarsi. Qualche volta è scoppiare in lacrime, scappare dalla stanza o urlare. Altre volte è esplodere con una raffica di imprecazioni, venire verso di noi agitando le braccia o gridando al culmine della voce quanto orribili siamo.

Insisti, pungola, assilla. Esaspera, fomenta, irrita. Scompiglia, tormenta, disturba. Infastidisci, tedia e scoccia. Eroderemo le tue difese, colpendo e punzecchiando mentre cerchiamo di farti ribollire il sangue, montarti sui nervi, arrivarti sottopelle, farti schiumare e testare la tua pazienza finché non ne potrai più. Possiamo sentire l’emozione sorgere dentro di te. Notiamo le risposte brevi, gli occhi che si restringono, guardano al cielo, i sospiri, lo scuotere della testa, le mani sui fianchi, il palmo alzato, la mandibola sporgente e così via. Più provi a dirci che non arriveremo a te, più veniamo incoraggiati. Sappiamo che la tua emozione si sta costruendo dentro di te. Sappiamo che sta crescendo e non importa quanto stai tentando di mantenere quella freddezza esteriore, sappiamo cosa si sta sviluppando.

Non solo abbiamo un mix di modi con cui provocarti, ma siamo esperti nello scegliere il migliore (peggiore) momento per intraprendere questo comportamento. Qualcuna di queste frasi ti sembra familiare?

– Mentre stai cercando di prepararti per uscire

– Mentre stai cercando di avere una conversazione al telefono con qualcun altro.

– Mentre tenti di cucinare.

– Mentre cerchi di fare qualche lavoro domestico.

– Mentre stai cercando di addormentarti.

– Quando varchi la porta dopo una lunga giornata.

– Mentre siamo seduti accanto a te in macchina durante un lungo viaggio.

– Mentre sei seduto di fronte a noi al ristorante.

– Mentre siamo a qualche evento di tua scelta.

Sceglieremo un momento inopportuno per cominciare la nostra provocazione in modo che tu abbia la guardia abbassata, mentre sei stanco, quando sei affamato, quando sei ansioso o stressato. Il momento deve andare bene per noi ed essere del tutto inappropriato per te e allora possiamo liberare la relativa forma di provocazione. Sappiamo cosa arriva veramente a te. Potrebbe essere l’argomento. Potrebbe essere il modo di esprimerlo, per esempio in maniera paternalistica verso di te o in un modo spocchioso. Potrebbe essere darti dei colpetti con un dito sulla spalla per enfatizzare o delle espressioni oppure conficcarti un dito nella schiena mentre sei girato dalla tua parte del letto, dopo ogni crudele sentenza.

Alla fine arriva l’eruzione. Puoi sopportare solo fino ad un certo punto e immancabilmente quando questa provocazione viene ad allearsi con lo stato emotivo che ti rende più suscettibile alle nostre provocazioni, l’esplosione è più che mai soddisfacente. Una misura copiosa di carburante negativo zampilla da te mentre gridi, urli, sbatti le porte, sbatti la mano sulla scrivania, dici parolacce e così via. Dentro ci stiamo librando con il potere che viene dall’offerta di un carburante eccellentissimo. Tu, il modello di virtù, il più paziente dei santi è stato condotto al punto di ebollizione e siamo stati noi ad ottenerlo. Hai risposto al nostro controllo. La nostra superiorità ancora una volta è stata affermata, siamo i maestri burattinai, siamo onnipotenti nel nostro agire e tu hai risposto come volevamo. Quale meraviglioso carburante spruzza da te e noi ne assaporiamo ogni goccia.

Ovviamente dato che zampilla e fluisce da te non vorremo che smetta e la provocazione continuerà. Non solo ci stiamo assicurando di fare il bagno nel tuo traboccante carburante, stiamo usando questa eruzione come prova di quanto squilibrato sei. Non sorprenderti se questa provocazione minuziosa e punzecchiante avviene mentre altri la vedranno. Puoi aspettarti che vengano usate provocazioni sussurranti ed insidiose, atti che lasciano aperte le interpretazioni (anche se entrambi conosciamo esattamente cosa intendiamo con le nostre osservazioni, le nostre espressioni e gestualità) e la nostra buona amica negazione plausibile si prenderà una boccata d’aria.

-“Chi io sergente? Non ho fatto nulla. È lei che è esplosa. Succede sempre, ha un problema di gestione della rabbia. John qui lo potrà confermare, lei ha semplicemente dato di matto e ha iniziato a colpirmi.” (esempio che richiede un Luogotenente)

-“Non so perché ha litigato con suo padre, semplicemente è scoppiata. Hai visto com’era al compleanno di mamma. Ecco con chi devo vivere.”

-“Mi dispiace per lei Signora Johnson, avere una figlia con un carattere così.”

Ti provocheremo. Attingeremo il delizioso carburante che ci fornirai e poi useremo il tuo scoppio contro di te come prova della tua mente folle, del tuo brutto carattere e del tuo stato mentale in disequilibrio.

La provocazione è il fondamento del nostro comportamento. avviene in varie forme, viene utilizzata in molti modi differenti e in una gamma di occasioni ma i suoi effetti sono sempre gli stessi.

1. l’offerta di una dose massiva di carburante negativo da parte di una fonte primaria;
2. L’esercizio del controllo su di te;
3. Il rafforzamento della nostra immagine di superiorità, mancanza di responsabilità e onnipotenza;
4. La creazione di uno stato emotivo dentro di te che ostacola la tua abilità di pensare lucidamente e logicamente;
5. La creazione di una situazione dove in seguito potresti venir fatto sentire colpevole per essere scoppiato in quel modo con noi;
6. La costruzione di uno scenario che viene usato per rinforzare la nostra facciata – noi siamo calmi e rimaniamo sbalorditi per questa sfuriata.
7. La creazione di uno scenario che viene usato per diffamarti con terze persone.

La provocazione è uno strumento davvero utile per noi. Viene usata in modo esteso e ripetuto. Sappi perché viene utilizzata. Non provare a resistere ed esercitare le tue capacità di pazienza, tolleranza e comprensione. Ci stai solo provocando a impegnarci di più. Tirati via prima che il tuo limite venga raggiunto per evitare di offrirci i punti dall’1 al 7.

La provocazione verrà sempre usata contro di te.

Ad ogni modo, con chi pensi di avere a che fare?

H.G. TUDOR

Provocation

📰 PERCHÉ I NARCISISTI DISDICONO GLI APPUNTAMENTI?

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Perché siamo famosi per la cancellazione degli appuntamenti? Potresti aver atteso per tutta la settimana di uscire a cena con noi, oppure abbiamo mandato un messaggio che proponeva di incontrarci quella sera per un drink solo che poi arriva un messaggio un’ora prima del dunque dove si spiega che non ce la facciamo. Non mi riferisco a quei casi in cui semplicemente non ci presentiamo, ma perché facciamo piani con te, che si tratti di un mese di anticipo o di poche ore e lo facciamo con entusiasmo e garanzie di essere lì, solo per annullare quegli appuntamenti dopo?

C’è un fattore centrale dietro questo comportamento. È controllo. Come sapete, il controllo è di enorme importanza per noi. Una volta a noi mancava il controllo dato che il mondo si rivolgeva contro di noi e non dovevamo mai permettere che ciò accadesse. Esercitando il controllo, otteniamo la convalida di cui abbiamo bisogno, il carburante di cui abbiamo bisogno e ci assicuriamo di non essere intrappolati, sminuiti e fatti sentire deboli. Controllando il nostro ambiente rafforziamo il fatto che siamo i maestri supremi del nostro destino e del destino degli altri, e attraverso questo controllo siamo in grado di essere ciò che vogliamo che il mondo veda. Il controllo equivale alla sicurezza.

Di conseguenza, dobbiamo controllare le persone e specialmente quelle che sono i nostri apparecchi per la fornitura di carburante e altri benefici. Traiamo molti benefici dall’esercitare questo controllo su di te decidendo come e quando ci incontreremo e soprattutto disdicendo poi l’incontro.

1. Possiamo determinare come reagirai a noi quando facciamo questo passo Р̬ fastidio, irritazione, turbamento, zerbinaggio, riorganizzazione immediata o indifferenza;

2. Possiamo valutare dalla tua reazione quanto controllo esercitiamo su di te;

3. Possiamo valutare l’entità della fornitura di carburante.

Come avrete capito, operiamo attraverso l’applicazione continua e ripetuta del contrasto. Ti costruiamo e ti abbattiamo. Idealizziamo e poi svalutiamo. Solleviamo e buttiamo giù. Il nostro comportamento quando si tratta di prendere accordi per fare qualcosa insieme non è diverso. Ti diamo l’euforia di qualcosa da attendere con impazienza e poi te lo sottraiamo e osserviamo il risultato.

Il nostro senso del diritto implica che possiamo trattarti in questo modo. Tu non sei importante. I nostri bisogni e il nostro tempo contano molto di più. Quindi, in accordo con la nostra percezione del sé inflazionata, considereremo nostro diritto esigere di vederti con solo due ore di preavviso e poi annullare con un preavviso di appena cinque minuti. Ovviamente non ci interessa come questo ti fa sentire (ma siamo attenti a come questo si manifesta perché è carburante) e neanche abbiamo alcuna preoccupazione per il fatto che ti abbia causato disagi, messo sulle spese, fatto organizzare per la custodia dei bambini, modificare altre disposizioni, viaggiare e così via. Ci si aspetta che tu faccia queste cose per noi.

Comportandoci in questo modo rafforziamo il nostro senso di superiorità. La nostra idea di essere “simili a dio” ci consente di fare ciò che ci pare per capriccio e tutto il resto deve adattarsi a noi e collocarsi dietro di noi.

Questa propensione all’annullamento è anche indicativa di come noi percepiamo il tempo in modo diverso dalle altre persone. Siamo notoriamente non puntuali, salvo quando è di cruciale importanza per noi. Questo perché non valutiamo il tempo di nessuno tranne il nostro, ma è anche perché siamo così concentrati su quello che stiamo facendo in quel preciso momento che i piani in sospeso, non importa quanto imminenti saranno tenuti a bada, messi da parte e ignorati mentre ci godiamo quello che sta accadendo in quell’istante. Quante volte hai dovuto aspettare che il tuo narcisista si presentasse (supponendo che lui o lei non abbia annullato)? Quante volte sei stato lasciato ad aspettare in un bar, a una fermata dell’autobus, a casa tua mentre ti chiedevi dove eravamo andati? Questo perché siamo stati troppo concentrati sull’attività in cui eravamo coinvolti, ovvero il consumo di carburante e quindi il tuo appuntamento con noi può aspettare e viene dimenticato fino a quando qualcosa non ce lo fa ricordare.

Quindi, potremmo aver fatto quello che era sembrato una sorta di piano inattaccabile con te per questa sera a cena ed è stata fatta una prenotazione con tanto di accordi su dove incontrarci. Hai controllato due volte che siamo sempre ‘okay per questa sera’ e poi nonostante ciò noi chiamiamo e disdiciamo. Siamo stati distratti da qualcos’altro, e poiché stiamo guadagnando carburante da questo qualcos’altro vogliamo continuare a farlo, ma non perderemo questa opportunità di deluderti, esercitare il controllo su di te e ottenere ulteriore carburante.

Quello che stiamo facendo è importante, quello che hai pianificato non ci riguarda. Spesso gli accordi saranno cancellati a causa di un altro momento in cui ne troviamo uno nostro perché abbiamo un’offerta migliore. Non abbiamo bisogno di esibire le buone maniere o mostrare lealtà, ma qualunque cosa ci faccia più comodo sarà fatta e se questo significa dirti che non possiamo farcela, allora così sia.

Come si manifesta questa cancellazione degli accordi nelle varie dinamiche?

1. Se sei una fonte secondaria non intima che è un collega o un familiare, allora non annulleremo perché intendiamo svalutarti, ma piuttosto a causa del legame che esiste tra noi (lavoro/famiglia) è un dato di fatto che possiamo annullare e dovresti accettarlo. Se ti lamenti, otteniamo carburante, se non lo fai, ma ti accontenti di riorganizzare, denota che sei sottomesso a noi ed è ciò che ci si aspetta. Dal momento che sei una fonte secondaria che si trova in un periodo d’oro quasi permanente, ricorda che possiamo prenderti e riporti come preferiamo, e cancellare un accordo è solo una manifestazione di questa dinamica piuttosto che essere una forma specifica di svalutazione.

2. Se sei una fonte secondaria non intima che è un amico, di nuovo c’è un’aspettativa che tu accetti questo solo perché sei fedele e funzionante. Ci aspettiamo un po ‘di carburante, positivo o negativo, e che tu voglia riorganizzare. Questo ci dimostra ancora che tu rimani bene sotto il nostro controllo ed è più un comportamento di prenderti e riporti giù piuttosto che svalutazione.

3. Se è la seduzione iniziale di qualcuno che intendiamo rendere la nostra fonte primaria, che tu sia una Fonte Secondaria Non Intima o che tu sia avanzato a Fonte Secondaria Intima, allora l’annullamento di un accordo non viene fatto per svalutare. È fatto come un test. Speriamo nella delusione e nella volontà di riorganizzare. Se perdi le staffe con noi, anche se otteniamo carburante, ti considereremo meno desiderabile per essere una fonte primaria. Se resti indifferente, questo è l’esito peggiore e difficilmente continueremo la seduzione, visto che sei diventato disinteressato troppo presto. Questo test comunque non verrà utilizzato frequentemente con te, poiché non desideriamo rovinare la seduzione e scoraggiarti.

4. Se sei stato attratto da noi e ti abbiamo inserito in un periodo d’oro come IPSS (che potrebbe diventare IPPS) o come IPPS, è altamente improbabile che annulleremo gli accordi. Ora sei la pupilla dei nostri occhi e fornisci un delizioso carburante positivo, quindi non abbiamo alcun desiderio di interromperlo, deluderti o rovinare l’illusione di noi che siamo attenti, deliziosi e meravigliosi. Se succede, allora potrebbe essere solo una vera incapacità di essere in grado di mantenere l’accordo.

5. Se sei IPPS e continuiamo a disdire gli appuntamenti, allora sei direttamente nel periodo di svalutazione. Questo viene fatto puramente per attingere carburante negativo da te, per turbarti, ferirti e farti arrabbiare. È anche il caso che sia più che probabile che annulliamo così possiamo passare del tempo con la potenziale fonte primaria che stiamo coltivando e la usiamo come un’opportunità per attingere carburante negativo da te e continuare i nostri giochi mentali manipolativi, specialmente quando diciamo che non possiamo farlo perché dobbiamo lavorare fino a tardi e poi più tardi vedi un post sui social media che ci mostra in un bar con qualcun altro.

6. Se sei una NISS o IPSS, la svalutazione è rara, ma se ti accorgi che ti stiamo disdicendo ripetutamente, questo non è un test ma devi essere consapevole del fatto che stai venendo svalutato e che la relazione si sta rapidamente dirigendo verso lo scarto.

H.G. TUDOR

Why Do Narcissists Cancel Arrangements?

📰 AL CONTRARIO

Contrariwise.jpg“Al contrario”, continuò PancoPinco “se così fosse, potrebbe essere; e se dovesse essere, sarebbe; ma dato che non é, non sarebbe. Questa è logica.”

Ha perfettamente senso per me ma immagino che non ce l’abbia per te. Benvenuta nella logica del mio mondo. Quell’inclinazione che mostriamo io e la mia tipologia nel dirti che il nero è bianco e nel caso in cui tu eventualmente fossi d’accordo (e tu lo farai non importa quanto ridicolo possa apparire) nel dirti che è stato nero da sempre. O arancione. O azzurro.

La nostra abilità nel contrariare può essere annoverata tra le tecniche manipolative più confondenti, irritanti ed esaurenti che possediamo. Beh, giudicando dalle tue reazioni quando la tiriamo fuori. In tutta onestà, viene usata così spesso che potrebbe essere una reazione di default. Non importa cosa dici, noi adotteremo automaticamente una posizione contraria perfino se questa posizione opposta ti risultasse indifendibile e fosse uno schiaffo in faccia alla logica. Troviamo sempre un modo per indebolire, negare, sviare ciò che ci stai dicendo, in modo particolare se stai provando a metterci in cattiva luce, dimostrare che siamo in errore o ci stai sfidando in qualche modo. Non possiamo sopportare che accadano queste cose. Abbiamo una serie di frasi standard che utilizziamo in linea con questa abilità.

“Perché devi sempre essere così esagerata?”

“No, non l’ho mai fatto.”

“Stai reagendo in modo eccessivo. Ancora.”

“Ti accorgerai di essere stata permalosa, non l’ho detto nel senso in cui tu l’hai interpretato.”

“La prendi sempre nel modo sbagliato.”

“Non ho detto questo.”

“La memoria ti gioca dei brutti scherzi”

“Sono invenzioni tue/sue/del mondo”

“Se dici così devi aver capito male”

“Non l’ho mai fatto”

“Devi sempre fare qualche scenata, non è vero?”

Alcune di esse ti suonano familiari? La nostra capacità di presentare le prove di qualcosa e poi l’attimo dopo negare l’esistenza di quella prova è sconcertante. Rifiuteremo ciò che stai dicendo, negheremo di aver mai detto qualcosa (perfino se in realtà l’abbiamo detta dieci minuti fa) e rigireremo la nostra posizione così tante volte che sembrerà che ci siamo trasformati in un cavatappi.

Perché facciamo questo? È utile a tre scopi. Il primo è perché non abbiamo mai torto quindi non deve essere mai mostrato che sbagliamo. Sembri essere particolarmente affascinata dal provare a dimostrarci che sbagliamo in ciò che diciamo o facciamo. Questo non ha senso. Noi non possiamo sbagliare e devi accettarlo. Contraddire ci permette di accertarci di avere sempre ragione e che tu abbia sempre torto. È totalmente logico per noi. Se per te non lo è allora è un problema tuo. Tu hai voluto venire nel nostro mondo quindi ora devi accettarne le regole. Non provare ad argomentare che non sei d’accordo. Quando tu abbracci la nostra illusione acconsenti a questo stato di cose. Non provare a negare che sia così in caso contrario semplicemente ti offriremo qualche altra obiezione.

La seconda ragione per cui facciamo così è che ti dobbiamo tenere in uno stato di confusione. Questo significa che essendo tu una creatura di logica e ordine proverai a dare un senso alla nostra obiezione il che serve unicamente a confonderti la testa. D’altra parte, non puoi fare a meno di mostrarci che sbagliamo. Non sopporti che noi non siamo in grado di vedere la puntualizzazione che stai facendo. È proprio questo il punto. Tu ora sei soggetta alle nostre regole e la logica, la ragione e il senso hanno lasciato questa città da molte lune ormai. Questa confusione ti lascia suscettibile ad altre manipolazioni, esaurisce la tua resistenza e ti rende più difficile scappare dal nostro controllo.

La terza ragione è nelle profondità della nostra linfa vitale, sì il carburante. La tua evidente frustrazione, le imprecazioni e la disperazione mentre provi a farci vedere che sbagliamo ci procura deliziose cucchiaiate di energia. Ti strappi i capelli, continui a ripetere, alzi la voce e crolli singhiozzando in preda alla frustrazione. Per noi è tutto buon carburante. Non importa se tu argomenti il punto con la precisione forense del miglior avvocato penalista, rigireremo le parole in modo che raggiungano ciò che vogliamo e non quello che vuoi tu. Seguendo ciò che dice lo scrittore fantastico Lewis Carroll ti lascio con con le parole di Humpty Dumpty, che era chiaramente un pioniere della nostra tipologia.

“Quando uso una parola significa solo ciò che decido che significhi”.

H.G. TUDOR

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