📰 LE 5 VOLONTÀ DEL NARCISISTA

191204F The 5 Wants of the Narcissist.jpg1. Voglio il tuo carburante

Voglio il tuo carburante. Lo voglio tutto e lo voglio da te, da lui, da lei, da loro e soprattutto da te. Lo voglio dal momento in cui mi alzo fino al momento in cui vengo abbracciato dal sonno. Voglio che esso si riversi su di me, potente e abbondante, che sgorghi da te. Voglio il tuo carburante positivo, la gioia, l’adorazione, l’amore, la passione e la lode. Voglio il tuo carburante negativo, l’odio, la rabbia, le lacrime e la paura. Versalo sopra di me, immergimi in quel carburante edificante, rinvigorente e sostenitore. Non ce n’è mai abbastanza e voglio continuare a sentire il flusso mentre il tuo carburante aumenta le fiamme dentro di me, che bruciano e si alzano, e mi alimentano mentre lascio una scia su tutto ciò che faccio. Voglio il tuo carburante ora, domani e sempre.

2. Voglio travolgerti

Sono immenso, un gigante, un principe tra gli uomini, un colosso che si muove con facilità e con un obiettivo sulla terra. Voglio sottometterti a me, assicurandomi che non resti traccia di te mentre ti integro pienamente in ciò che io sono. Voglio che i miei tentacoli ti raggiungano, facendosi strada verso i vapori di carburante che emanano da te, i loro sensi che sondano e ti rintracciano. Voglio che si attorciglino su di te e ti trascinino nella mia direzione, legandoti a me fino a che non ti assorbo stabilmente nel mio mondo e nella mia falsa realtà. Voglio che tu sia agganciato, connesso, bloccato, attaccato e incorporato man mano che ti consumi e ti circondi della mia grandezza. Non resisterai per l’euforia e la gioia che provi poiché quando avviene questo processo è irresistibile. Voglio possederti, voglio che tu diventi parte di me, voglio che non ci sia inizio per te e nessuna fine per me.

3. Voglio essere l’unico

Voglio essere quello a cui pensi tutto il tempo. Voglio essere la persona a cui orbiti intorno, il tuo sole, il tuo centro dell’universo. Voglio essere quello che è riconosciuto per la sua grandezza, per la sua brillantezza e le sue conquiste. Non mi interessa che le abbia esagerate o rubate ad altri con cui mi sono imbattuto, avendo strappato via i tratti della loro personalità per aggiungerli alla mia. Non mi mi preoccupo di quello. Tutto quello di cui mi importa è che io sono quello verso cui le teste si girano quando entro in una stanza. Sono quello che viene applaudito. Voglio essere colui che conduce, conquista e punisce. Colui che distrugge mondi e ne crea di nuovi, un dio. Voglio essere quello da cui si diffonde il potere in modo che sia tangibile a tutti quelli che mi guardano. Voglio essere colui che sconvolge e meraviglia. Voglio essere colui che fa. Voglio essere quello che governa, che presiede e che decide. Voglio essere quello su cui ti affidi, a cui ti rivolgi e consacri anche te stesso. Voglio essere quello che è accreditato per tutti i successi, voglio essere colui che è il tuo alfa e il tuo omega, il tuo primo pensiero e il tuo ultimo pensiero. Voglio essere quello il cui nome pronunci assieme al tuo ultimo respiro.

4. Voglio la tua essenza

Sono il ladro di anime, il ciarlatano che viene con promesse ricoperte di zucchero e ti offre il mondo in cambio della tua stessa essenza. Non ti rendi mai conto che questo è il costo di questa transazione, ma voglio succhiare l’essenza da dentro di te, svuotarti di essa e adoperarla per me stesso. Voglio lasciarti un involucro rotto e prosciugato. Voglio che la tua essenza riempia lo squarcio che perdura dentro di me. Voglio che quell’essenza dolce e meravigliosa fluisca attraverso di me, che allevi il dolore, che lenisca il frenetico frenetico e porti conforto e sollievo. Come un fiume purificatore, voglio che la tua essenza passi attraverso di me, spazzando via il male che mi pervade. Voglio che la tua essenza asciughi via la sporcizia, rimuova il fango e porti via le macchie. So che io flirto con ogni tipo di immondizia, ma la tua essenza mi salverà da una simile tentazione. Ecco perché la voglio.

5. Voglio che questo si fermi

O lo faccio?

H.G. TUDOR

The 5 Wants of the Narcissist

👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

191126D The Player Of Games.jpgIo adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player Of Games

👤 LASCIA CHE TI PORTI IN GITA

 

191122G 🌼 Let Me Take You On A Trip.jpgQuando per la prima volta ti prendo a bordo sul mio yacht, senza dubbio ammirerai la sua elegante e immacolata apparenza. Dallo scafo lucidato attraverso le uniformi stirate e inamidate del suo equipaggio, la mia nave emana ricchezza, opulenza e desiderabilità. Tu resti meravigliata per quanto magnificente appaia, il bianco dello scafo contrasta con il leggero sciabordio azzurro mare. Ti porto in un tour spontaneo per mostrarti la camera da letto padronale, la cucina ben equipaggiata, il salotto decadentista e gli allettanti bagni. Ogni dettaglio è stato attentamente considerato per assicurarsi che sia lo yacht con cui hai sempre desiderato navigare. I fiori che ho posizionato sul tuo lato del letto sono i tuoi preferiti. Vedi l’accappatoio appeso sul retro della porta e puoi già sentire il soffice abbraccio di quando te lo avvolgerai intorno dopo aver fatto una doccia vivificante.
Tornando al ponte immacolato, ti mostrerò una sedia a sdraio e ti inviterò a rilassarti mentre navighiamo, un sole bollente splende nel cielo dove non c’è nemmeno una nuvola. Tu ti sdrai sentendo la carezza dei raggi di sole e il mio equipaggio ti serve una successione di deliziosi e freschi drink proprio lì al tuo posto fino a che non cadi in un sonno leggero.

Una virata improvvisa ti sveglia bruscamente e rabbrividisci. Il sole è svanito, un tetto di nuvole grigie lo ha coperto. Tu ti alzi appena senti un rumore e la sedia a sdraio si frantuma, non per il tuo peso ma per il suo stato decadente. Tu fai un salto e la barca si inclina in modo allarmante, è stata colpita da una grande ondata. Gli spruzzi d’acqua si mischiano alla pioggia scrosciante e tu corri veloce verso la porta più vicina dello yacht per scampare alla tempesta apparsa dal nulla. Ti blocchi sulla soglia con un’espressione corrucciata, il tuo sguardo scruta oltre la moquette macchiata e a brandelli, i dipinti che cadono dalle pareti e il soffitto ha ceduto da un lato. Tu gridi il mio nome ma non c’è risposta. Passi da una stanza all’altra ma non c’è nessuno. L’equipaggio è svanito. La cucina è imbrattata di grasso e sporco, il cibo avariato è sparso intorno sul pavimento. I bagni sono sudici, le mattonelle si spaccano e gli specchi sono rotti. Continui a girare nello yacht ma la scena è la stessa ovunque tu vada. È distrutta e in rovina per disinteresse di lungo tempo. Lo yacht si rovescia e senti le lastre che si spezzano e corri sempre più veloce verso il ponte della nave in nome della tua salvezza. Anche il ponte è deserto e vedi che il timone della nave è stato legato in posizione così da continuare a navigare in corsa verso la massa di nuvole grigie e la folgore dei lampi che puoi vedere nonostante il vetro rotto davanti a te. Cerchi la radio ma è stata distrutta.

C’è un cellulare che raccogli disperata. In ogni caso non potrai digitare nessun numero, permetterà solo 3 numeri programmati. Il primo mostra la parola “Club”. Qualcuno risponderà ma tutto quello che potrai sentire sono i suoni di chi festeggia, i rumori della festa sono assordanti e la tua richiesta di aiuto è coperta dai rumori di eccitazione e sogni. Il secondo recita “Tenenti”. Ancora una volta ti verrà risposto e chiederai aiuto alla persona che risponde. Ti verrà detto che sono occupati, che ti sei messa tu in questa situazione e quindi devi uscirne da sola. Tu provi un’altra volta ma ti risponde una persona diversa ma ti dice che sei pazza a navigare in una tempesta e non ti possono aiutare. Con paura e disperazione fai squillare il terzo numero e sul display compare “Io”
“Pronto?” rispondo.
“Cosa sta succedendo? Dove sei? sono nei guai, è successo qualcosa nello yacht. Tutto era fantastico ma ora, non capisco, sta andando tutto male e sono nel mezzo di una tempesta. È successo tutto così velocemente, aiutami, aiutami ti prego!”
“Esci sul ponte”, replico calmo e chiudo la telefonata.

Tu segui le istruzioni e tra il rumore del vento e le onde che si infrangono senti l’inconfondibile rumore di un elicottero. Guardi in alto e vedi me che controllo la carrucola in modo che un’imbracatura scenda verso di te. Lo yacht lancia in avanti e tu perdi l’equilibrio. Tu ti arrampichi indietro e provi ad afferrare l’imbracatura ma ho iniziato a tirarla su con forza lontano da te. Riprovi a chiamarmi con il cellulare
“Aiutami ti prego, rimanda giù l’imbracatura, ho bisogno del tuo aiuto”
Ricomincio a farla scendere ancora ma man mano che si avvicina e che provi ad afferrarla senti una fitta dolorosa nel tuo braccio e la tiri indietro. Si è già formato un ponfo sul tuo braccio dove la pallottola ti ha colpito. Tu guardi in alto e vedi che sorrido mentre ti mostro la pistola ad aria compressa. L’imbracatura è ancora di fronte a te e tu provi ad afferrarla ma un’altra raffica di pallini ti arriva addosso mentre l’imbracatura ricomincia a salire.
Tu mi chiami per la terza volta.
“Per favore, perché stai facendo così? Non capisco. Aiutami, farò qualsiasi cosa, solo tirami fuori da qui”
“Qualunque cosa?” chiedo.
“Sì, qualunque cosa, solo ti prego tirami fuori da qui”
Guardi in alto e vedi che l’imbracatura comincia a scendere e che ricomincio a puntarti ancora una volta.
“Ti prego non spararmi, non so cosa ho fatto, questo yacht è diventato un incubo” tu urli nel telefono implorandomi.
“Non hai visto il nome dello yacht mentre salivi a bordo o eri troppo incantata per farlo? chiedo. Tu dai un’occhiata verso uno dei salvagenti e vedi il nome della barca scritto sopra. Non hai prestato attenzione al nome mentre lo guardavi quando sei salita a bordo la prima volta perché eri troppo presa dal suo splendore. Mentre lo yacht si rovescia e perdi l’equilibrio, i tuoi occhi si soffermano sulle nere lettere sul salvagente rosso e bianco. Sono inconfondibili “Narcisista”.

H.G. TUDOR

Let Me Take You On A Trip

👤 IL MIO GIARDINO SEGRETO

191122C 🌼 My Secret Garden.jpgTi piacerebbe sapere a cosa assomiglia il mio giardino? Prima che te lo dica, perché non ti fermi e chiudi gli occhi e immagini con l’occhio della mente come pensi che sia il mio giardino? Ottimo, evoca l’immagine che si forma quando pensi a me e a come potrebbe essere il mio giardino. Prenditi tutto il tempo, muoviti attorno e assicurati di aver fatto le dovute considerazioni mentre generi l’immagine. Fatto? Ci hai messo molto? Sospetto che tu sia riuscita a immaginare piuttosto velocemente, dopo tutto, tu sei rinomata per la tua meravigliosa immaginazione non è vero? Spesso trovo di dovermi scusare per i tuoi fantastici racconti e commenti eccessivi, ma c’è da aspettarselo da qualcuno come te. Ad ogni modo, lasciamo da parte il tuo comportamento per ora (anche se tornerò su questo quando nessuno starà guardando, puoi starne certa) e consideriamo cosa hai creato nella tua mente.

Immagino che il panorama che hai formulato è uno di questi due che seguono. Mi aspetto che qualcuna di voi abbia disegnato solo cemento. Le piante e i fiori esiliati da una solida lastra di cemento grigio che si è solidificata in una barriera impenetrabile che si allunga in tutte le direzioni, priva di vita e banale. Una volta poteva essere un prospero e verdeggiante giardino ma è stato bandito da questa copertura in cemento che ha estinto tutto ciò che cresceva o fioriva. Se l’obbrobrio in cemento non è quello che vedi nella tua mente, hai optato per l’alternativa.
Hai immaginato un terreno duro, sterile e privo di vita che non può sostenere nulla di bello. Un fiume tossico e inquinato fluisce al centro, pesci morti galleggiano vanno alla deriva senza vita. Non cresce nemmeno un’alga in un torrente così inquinato. I pochi alberi che ci sono in questo giardino, sono morti. La corteccia grigia e priva di vita, i miseri rami si allungano verso il cielo grigio scuro, dove ci sono sempre nuvole. I rami e i ramoscelli sono privi di foglie. I cespugli sono rovi che ostacolano chiunque provi a muoversi attraverso questo posto inospitale. Non c’è erba e vi sono solo fili marroni. secchi che suggeriscono che una volta deve esserci stato qualcosa di verde e vibrante. Qui non ci sono fiori dolcemente profumati, solo un’orribile puzza che sale dal torrente che si muove lento e sembra fatto di melassa più che di acqua. Perfino le erbacce sono sottili e distanti tra loro, lottano per ottenere sostentamento dalla terra sterile.

È questo che hai visto?

Vieni e seguimi mentre ti conduco nel mio giardino segreto. Tiro fuori una chiave dalla giacca e spiego che pochissime persone hanno visto il mio giardino segreto ma ci porto te perché sei speciale e mi piaci. Apro il pesante cancello e ti faccio da usciere mentre entri all’interno. Non mi vedi chiudere frettolosamente dietro di te perché sei occupata a osservare il bellissimo giardino che si dispiega davanti a te. Capability Brown deve averci lavorato a lungo e duramente. Il prato è piatto e uniforme, l’erba è stata tagliata a strisce e non c’è nessuna imperfezione che possa essere vista in mezzo ai verdi, verdi steli. I contorni del prato sono stati accuratamente tagliati quindi non c’è nessuna erba sporgente così che si crea una linea netta tra prato e aiuole di fiori. La terra appare fertile, ben nutrita e priva di erbacce. Un’incredibile quantità di fiori cresce da questo suolo ben coltivato. Forti steli si stendono verso il cielo azzurro, foglie brillanti spuntano dai gambi prima che la dose di colore appaia. Ogni sfumatura dell’arcobaleno è rappresentata dentro le numerose varietà di fiori che fioriscono nel mio giardino segreto. Sfolgoranti blu, fiammeggianti arancioni, rossi di rubino, gialli solari, abbondano. I fiori hanno petali corti e lunghi che oscillano alla lieve brezza, ci sono campanelle, trombette e fiori a forma di stelle. Bianchi, viola, rosso scarlatto e ocra, tutti combinati per creare questo arazzo di bellezza. Un torrente gorgheggia passando attraverso il giardino, attraversando il prato magnificamente curato, per attraversarlo da lato a lato è stato creato un ponte intrecciato. I cespugli formano un cerchio attorno ai fiori, un esperto giardiniere li ha modellati in forme eccezionali. Oltre ai cespugli vi sono gli alberi, alti e rifiniti in modo da formare una recinzione attorno a questo paradiso. Sei sul margine di questo magnifico giardino, completamente ammaliata. Il profumo si diffonde dalle rose, dai gigli e i garofani del poeta si mescolano per creare un’inebriante mistura di fragranze. Tu sei più che meravigliata da questo spettacolo.

“Ti piace?” chiedo

Tu sei senza parole, incapace di parlare. Tutto quello che riesci a fare è annuire lentamente mentre senti una lacrima che dall’occhio sinistro scende sulla tua guancia, sei sopraffatta per la bellezza di ogni cosa.

Ad un cenno di invito tu mi segui ad un albero di mele vicino, addobbato di frutti. Le mele rosse e verdi pendono dai rami, ne colgo una e la passo a te. Sorridi e ne prendi un morso prevedendo già come sarà fresca e croccante. I tuoi denti affondano facilmente mentre ti sorprendi per la morbidezza della polpa. Avverti l’amaro nella tua bocca e istintivamente sputi il pezzetto di frutta.

“Cosa non va?” chiedo e scelgo una mela anche io.

“È amara” spieghi. Prendo un morso dalla mia mela e senti lo sgranocchiare mentre ne prendo un pezzo. La mastico e a bocca piena spiego che la mia sa di buono. La passo nella tua mano e tu ne prendi un morso. È cedevole e sa ancora di amaro. La confusione cresce dentro di te mentre guardi la mela e vedi un verme che si contorce dove hai dato il morso. Lanci via la mela e intanto io ti invito ad annusare le magnifiche rose. Ti chini e inali il loro profumo tirando i petali verso di te. Non c’è nessun profumo, anzi starnutisci. Mentre ti allontani dalle rose fai un piccolo grido di dolore e scopri che una spina è infilzata nel tuo dito, c’è già traccia di sangue dalla ferita che gocciola giù dal dito. Annusi ancora, il tuo naso si irrita per qualcosa e continui a starnutire con gli occhi che lacrimano. Ti allontani dalle rose barcollando per gli starnuti e finisci in un cespuglio ma non è la scultura che hai visto un momento prima. Al suo posto, senti un pizzicore perché ti sei punta e realizzi che sei inciampata in un letto di ortiche. Il dolore aumenta e ondeggi via, gli occhi lacrimano e questo contribuisce a farti ricordare del torrente sperando di usare l’acqua fredda e pura per lavare via l’irritazione che hai subito. Fai appena in tempo ad individuare dove sia attraverso lo sguardo appannato che cadi in ginocchio solo per piangere ancora. Ti sei inginocchiata su alcuni cardi. Da dove sono venuti? Il prato era perfetto prima. Allunghi una mano tremante verso il torrente ma non c’è nulla. L’acqua è sparita e il torrente è secco. Senti qualcosa che si avvolge intorno al tuo polso sinistro e mentre provi ad asciugare le lacrime dagli occhi con la mano libera, senti dolore perché una liana inizia a stringersi intorno al tuo polso. Cerchi di staccarla per liberarti e ti giri attorno chiamandomi in cerca di aiuto.

Il manto armonioso non c’è più. L’erba tagliata è scomparsa. Al posto di essa vedi il fianco di una montagna aspro e ripido. Dai uno strattone con il braccio mentre la liana cerca di trascinarti via e guardi in alto. Vedi me che ti sorrido guardando in basso dalla mia posizione elevata in cima a questa montagna spuntata dal nulla. Un vento freddo inizia a soffiare intanto che urli chiedendo aiuto, un’altra liana inizia a strisciare verso di te. Inclino la testa come se non riuscissi a sentirti, il sorriso ancora stampato sul mio volto.

“Aiutami, cosa sta succedendo?” urli

“Niente” ti rispondo, “Non so di cosa tu stia parlando”

“Questo. Il giardino è cambiato” gridi sopra il cumulo di vento. Vedi che scuoto la testa.

“No, non è così, è tutto come prima. Bello non è vero?” ribatto.

Fai un’espressione corrucciata. Come posso non vedere che è cambiato? La splendida radura è diventata un posto doloroso e ostile. Cosa ti è successo? Tu continui ad andare avanti strisciando e io rimango a guardarti, senza offrirti aiuto mentre molte liane serpeggiano verso di te, il terreno diventa sempre più duro e roccioso. Le liane ti avviluppano cercando di spingerti nell’abisso sotto di te. Tutto mentre io rimango fermo a guardare sorridendo.

Benvenuta nel mio giardino segreto.

H.G. TUDOR

My Secret Garden

📰 LA TRAPPOLA D’AMORE A DUE LETTERE

191121C The Three Letter Love Trap.jpg

È stata la tua devozione e fede in una parola di cinque lettere che ti ha portato a essere preso di mira da noi e da allora in poi irretito. Non è stata colpa tua. Noi cerchiamo quelli che vogliono l’amore, che credono nell’amore e si dedicano alla ricerca del fornire e ricevere amore. L’amore è ciò che ti ha fatto apparire sul mio radar. L’amore ha fatto drizzare le mie antenne. L’amore ha fatto bloccare il mio sguardo su di te e iniziare il bombardamento. Sì, l’amore ti ha portato da me, ma è una parola ancora più piccola che ti impedisce di scappare. Questa piccola parola racchiude un sacco di esplosione dietro le sue tre lettere. È una parola che colpisce al di sopra del suo peso. Questa parola è parola di qualifica, esitazione e riserva. Fa in modo che i cuori affondino e che i cuori martellino nell’ansia. Spazza via le speranze e mette in atto ostacoli e barriere. Questa piccola parola è quella che ti impedisce di liberarti dalla nostra presa. Permette di creare scuse per il nostro comportamento. Mette i freni, grava sull’ancora e punta sui talloni. Proprio quando pensavi di poter fare dei progressi e di allontanarti dalla nostra vana influenza, questa parola appare e porta ogni cosa a un brusco arresto. Spesso utilizziamo questa parola per fermarti quando stai cercando di parlare. L’aggiungiamo alle nostre conversazioni per protestare o creare una condizione precedente per irritarti, turbarti e infastidirti. Trasmette indignazione, fastidio e sorpresa. Così tante correnti da una parola così piccola. Anche se facciamo molteplici usi di essa, il suo scopo principale di tenerti dove ti vogliamo, nella nostra presa confusa e disorientata, deriva dal tuo uso di questa parola. La dici molte volte riferendoti a noi e il suo effetto è farti interrogare su te stesso. Annulla i progressi che potresti aver fatto per allontanarti dalla nostra influenza inquinante. Ostacola, distrae e assicura che tu resti impantanato. Questa parola viene ripetutamente usata da te, in riferimento a noi e se consideri quante volte hai usato questa parola tu stesso, sarai d’accordo sul fatto che il suo effetto è considerevole.

Qual’è questa parola?

Ma.

Eccola. Guarda quella parola. Due lettere. Questo è tutto ciò che comprende. Nessuna grande, lunga parola. Non ci sono più sillabe. Al dunque. Secca. Efficace. Piccola, senza pretese e comune. Ma porta con sé così tanta potenza e specialmente per quanto riguarda la dinamica tra la tua specie e la nostra tipologia. Questa è la parola che paralizza, ostacola e intrappola. La usi sempre. Sappiamo che lo fai. Contiamo che tu lo faccia per creare queste trappole per te stesso. Vi sono molte di queste trappole.

“Ma può essere così adorabile in altre occasioni.”

“Ma sono sicuro che non intendeva quello.”

“Ma a volte io lo sconvolgo.”

“Ma siamo stati così felici insieme.”

“Ma ha detto che voleva sposarmi.”

“Ma non ha proprio senso.”

“Ma forse se mi impegnassi un po’ di più allora tutto andrebbe per il meglio, non è così?”

“Ma non ho fatto niente di sbagliato.”

“Ma perché fa questo?”

“Ma cos’è che gli fa dire quelle cose dopo tutto quello che faccio per lui.”

“Ma tutto ciò di cui ho bisogno è capire cosa lo spinge a farlo.”

“Ma se gli dessi un’altra possibilità, sono sicuro che questa volta ci riusciremmo.”

“Ma se non ci provo, come farò a saperlo?”

“Ma noi siamo anime gemelle, questo è quello che ha detto.”

“Ma quello che non capisco è perché fa questo quando dice che mi ama?”

“Ma questo è ciò che voglio. Lui e me.”

“Ma ci sono momenti in cui siamo felici.”

“Ma viene solo frainteso.”

“Ma facciamo sempre le cose come una famiglia”.

“Ma lui è mio figlio.”

“Ma lei è mia madre.”

“Ma lui è mio marito.”

“Ma io non voglio turbarla.”

“Ma io non voglio perderlo.”

“Ma non posso stare senza di lui.”

“Ma non so cosa fare dopo.”

“Ma qualunque cosa faccia, non va mai abbastanza bene.”

“Ma se solo mi ascoltasse e poi potremmo risolvere le cose.”

“Ma se potesse cambiare, allora tutto sarebbe splendido.”

“Ma se invece lei lo rendesse felice.”

“Ma se mi fermo ora, tutto il resto che ho fatto andrà sprecato”.

“Ma tutti hanno un problema no?”

“Ma chi mi crederà?”

“Ma dove andrei?”

“Ma come farei per i soldi?”

“Ma se solo ci provassi per noi.”

“Ma se non gli do un’altra possibilità, me ne pentirò per sempre.”

“Ma tu non lo conosci come me.”

“Ma è così che dovrebbe essere, io e lei insieme per sempre.”

“Ma a volte sono così felice a causa sua.”

“Ma se solo mi permettessi di parlare.”

“Ma perché mi fai questo?”

“Ma io lo amo.”

Quante di queste frasi hai detto a te stesso o ad un amico? Quante volte hai iniziato una frase con quelle due parole? Quante volte ti sei seduto a piangere e tra i singhiozzi borbottavi frasi come quelle? Quante volte ci hai implorato usando quella parola come parte del tuo disperato accattonaggio? Molte, molte volte.

Che compaia come parte di una scusa, parte dell’incredulità sconcertata, l’inizio di una spiegazione, serve a fare una cosa. Ti impedisce di scapparci. Questo titolo a ciò che dici agisce come un respingente che ti impedisce di andare avanti e fare progressi. Fa in modo che tu trovi scuse per il nostro comportamento anziché sapere cosa significa questo comportamento. È usata come mezzo per evitare di affrontare la dura realtà del nostro modo di trattarti. È un metodo per aggirare la spiacevolezza del dover affrontare ciò che siamo. È un dispositivo per continuare a tenerti in una posizione in cui non puoi e non vuoi lasciarti andare. Che sia perché vuoi aiutarci, ottenere risposte su ciò che facciamo, perché pensi che il periodo d’oro può essere recuperato o una di una dozzina o più di spiegazioni che implicano l’uso di questa parola, l’effetto finale è che ti mantiene connesso, legato e unito a noi in qualche modo. Questa parola è la tua guardia carceraria che ti impedisce di fuggire dalla cella che abbiamo creato per te. Sei tu che usi questa parola, non noi. Sei tu che in effetti ostacoli la tua stessa liberazione dai ripetuti getti di questa minuscola parola facendo riferimento a noi e ai nostri comportamenti.

È altamente efficace nel catturarti.

È altamente efficace nel fermarti mentre vai avanti.

È altamente efficace nel permettere che le nostre manipolazioni continuino.

Ma noi lo sappiamo vero?

H.G. TUDOR

The Three Letter Love Trap

📰 LASCIA DAVVERO IL NARCISISTA

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Qual è la reazione del narcisista alla minaccia degli amici e dei familiari della vittima che spingono la vittima a lasciare il narcisista? È improbabile che quei “consulenti” riconoscano un narcisista, tuttavia hanno visto che certi comportamenti non sono giusti e in effetti sono spiacevoli e offensivi e stanno esortando la vittima a lasciare il narcisista. Il narcisista se ne accorge e può anche essere direttamente consapevole di ciò che viene detto alla vittima – come potrebbe reagire lui o lei?

So cosa dicono di me. Lo so sempre. So che ti si accalcano intorno, le espressioni convinte incise sulle loro facce truccate, le loro bocche che danno fiato mentre declamano la loro presunta saggezza nei tuoi confronti.

“Ci saremo per te. Ci siamo sempre state”.

“Se non sei felice, deve esserci qualcosa che non va.”

“È giusto essere trattati così?”

“Non sei la persona che eri prima.”

Chi sono loro per rivendicare ciò che è giusto per te? Ti hanno tenuto su quella scogliera con l’oceano spumeggiante che schiumava sotto di noi, la fresca aria atlantica che ci sfiorava mentre un tetto di stelle era appeso sulla nostra testa? Hanno guardato nei tuoi occhi e visto il dolore che so che c’era già da molto tempo prima che arrivassi, un dolore che io mi sono addossato per te? Dove erano loro quando chiamavi alle 3 del mattino e chiedevi di raccontarti una storia perché avevi appena avuto un incubo orribile? Non ricordo che ti abbiano calmato e abbiano tenuto a bada quei demoni notturni. Ti conoscono a fondo? Penso di no. Non conoscono ogni parte di te come la conosco io. Ogni pezzo delicato di te che ho baciato e accarezzato, quindi non c’è una zona della tua persona che non sia stata abbracciata da me. Loro non l’hanno fatto vero? Ti hanno tenuto indietro le lunghe trecce e ti hanno massaggiato la schiena mentre vomitavi quei cocktail e ti lamentavi sapendo quanti soldi avevi appena rigurgitato? No. Sono stato io a correre in tuo soccorso in auto mentre loro si facevano strada ubriache verso un altro bar. Non conoscono le tue dieci canzoni preferite e scommetto più di quanto guadagnino, che non hanno alcuna idea del fatto che hai paura delle oche.

Oh io lo so bene. So dei messaggi che ti mandano. Li ho visti ed è una fortuna che li abbia visti così posso risparmiarti le bugie dagli occhi verdi. Non hanno ciò che abbiamo noi e non lo avranno mai. Non si può biasimarle per la loro miserabile gelosia, sono solo carne e sangue, ma sono davvero tue amiche quando cercano di riversare una tale sedizione nelle tue orecchie appena giro le spalle? Non dovrebbero essere felici per te, felici che tu voglia passare così tanto tempo con me. Non vedono che la tua tristezza, a volte, nasce dal tuo profondo e perfetto amore per me, che tale è la nostra connessione che tu ti senti giustamente turbata quando mi fai arrabbiare o mi irriti. So che non lòo fai di proposito ed è per questo che non ti ho messo da parte come quegli altri impostori che sono venuti prima di te. Tu capisci cosa vuol dire aver trovato qualcuno che realizza tutte le tue speranze e i tuoi sogni, e capisci il mio dolore quando mi fai i giochetti o mi deludi. Tuttavia, dal momento che sei una brava persona, il mio turbamento diventa il tuo turbamento ma loro non lo vedono. Suppongo che se fossi caritatevole potrei attribuire la loro lungimiranza al fatto che a loro mancano le tue qualità speciali. Solo tu mi capisci e solo tu hai quel profondo legame con me in modo che quello che sento risuoni con te. Questo è ciò che sei tu e che loro non sono.

Ho sentito che ti mettono in guardia dall’andare a vivere insieme, i loro commenti su “eccessiva fretta” e “è troppo presto” e “lui ti vuole dove può vederti”. Beh, perché non dovrei? Perché non dovrei avere il mio fan numero uno con me più spesso che posso? Perché tu dovresti voler stare da un’altra parte? Perché non dovrei voler aver accanto una persona così bella e meravigliosa come te? Ogni vincitore non vuole mostrare il suo trofeo? Naturalmente.

So che ti hanno messo in guardia dalla mia irascibilità e ti hanno esortato ad allontanarti, sostenendo che non farà che peggiorare e soffrirai. Confondono la passione con la rabbia, ma poi lo vorrebbero vero, si adatta ai loro scopi egoistici cercare di portarci via ciò che tu e io abbiamo. Le persone di solito lo fanno quando non capiscono qualcosa. È una reazione prevedibile e deplorevole. Per quanto riguarda le loro osservazioni su di me che ti controllo, come può essere così? Ti ho scelto per tante cose e la prima tra quelle caratteristiche era l’attrazione per la tua mente forte e per la tua intelligenza acuta. Quindi, se ti suggerisco cosa puoi indossare e come dovresti acconciarti i capelli, mi sto interessando a te. Avresti preferito che non avessi mai commentato il tuo aspetto o non avessi dato alcun suggerimento su ciò che ti stava bene? So che un paio di loro pensano che ti impedisco di vederle, ma questa è solo una parte della loro campagna di calunnie. Forse è egoistico da parte mia, ma le volte in cui ti ho chiesto di cancellare gli appuntamenti per vedere alcune delle tue amiche era solo perché volevo stare con te. Forse sono sembrato più severo di quanto intendessi, suppongo che può accadere quando passi tutto il giorno a lavorare sodo per mantenere un rapporto di coppia, ti rende davvero stanco. Non preoccuparti delle loro osservazioni che prendo io tutte le decisioni su ciò che facciamo, dove andiamo e come vengono spesi i nostri soldi. Sono felice di sopportare un tale onere per entrambi e tu hai ammesso, non è vero, che io ne so più di te su certe cose. Sto solo facendo ciò che è giusto per te, per me e soprattutto per noi. Certo, non si preoccupano di considerare tutti i fatti. Preferiscono sussurrarti menzogne nell’orecchio basate su opinioni sentite dire e male informate. Suppongo che sia il prezzo che devo pagare per amarti in modo così totale, così completo e così perfetto.

Comunque, so che ti spingono a lasciarmi. Non sono stupido. Ho sentito i loro commenti, ho sentito quello che dicevano quando ti hanno telefonato e ho visto i messaggi. So che vogliono che tu te ne vada e che fuggi da me. Beh fallo. Vai. Lascia tutto ciò che abbiamo costruito insieme. Lascia la mia mano guida e forse qualcuno più grato arriverà. Non voglio questo, ma perché la mia generosità e il mio amore devono essere maltrattati in questo modo? Perché dovrei versare il mio tutto in un buco vuoto? Vai fallo. Fai le valigie e parti. Non ti fermerò. Vedi. Se ti controllassi, non starei a chiederti di rimanere e a supplicarti di ignorarle? Se ti tirassi le briglie, visto che mi accusavano di farlo, non ti starei minacciando adesso con ogni sorta di terribili conseguenze se tu avessi il coraggio di attraversare quella porta e allontanarti da me? Ma non l’ho fatto e non lo faccio, perché già lo sai, vero? È perché ho scelto te. Ma non ti disturberò oltre. Se è davvero orribile stare con qualcuno che ha sempre a cuore i tuoi migliori interessi e che ti ama in modo perfetto, anche se a volte in modo goffo e irregolare, allora lasciami. Lasciami e basta.

Ma so che non lo farai. Lo so.

H.G. TUDOR

Just Leave The Narcissist

👤 PER CASO A DORMIRE

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Quando sono con te per la prima volta, mi piace sedermi e guardarti mentre dormi. Mi piace vederti sdraiato lì contento, il tuo braccio è avvolto su di me come per controllare che io sia ancora lì vicino a te. I tuoi occhi sono chiusi e il tuo viso è rilassato mentre sento il tuo petto sollevarsi dolcemente contro di me. Sembri contento, sicuro e amato. Mi chiedo che cosa stai sognando mentre un piccolo sorriso compare sulle tue labbra. Spesso credo che sogni me. Il meraviglioso, incessante e perfetto amore che ti fornisco durante tutta la tua veglia deve sicuramente continuare quando dormi. Deve riversarsi nel sonno, penetrare nei tuoi sogni e tale è il suo potere onnipervadente che ti fa sentire amato anche quando dormi. È durante questi momenti che rifletto su come posso continuare a darti questo amore perfetto che giustamente meriti. Posso vedere che persona buona e rispettabile sei. Sento l’amore pieno di ammirazione che riversi su di me e so che è genuino, posso nominare un centinaio di imbroglioni e tu non sei così. È del tutto comprensibile che tu fluisca di questo amore per me, chi non lo farebbe quando si ritrova ad essere l’oggetto del mio amore perfetto? Abbasso lo sguardo su di te, i tuoi lineamenti delicati incorniciati dalla luce bassa della lampada che ho tenuto nella camera da letto esclusivamente per questo scopo. Sembri così fragile e vulnerabile mentre sei sdraiato lì, ignaro che ti stia guardando. Voglio proteggerti; Voglio difenderti dall’oscurità che è là fuori e tenerti al sicuro. Non meriti niente di meno perché in cambio mi dai un amore così meraviglioso e io devo proteggerti. Devo assicurarmi che il mio investimento rimanga apprezzato e amato. È durante questi momenti mentre mi siedo e ti guardo che so che devo amarti davvero. Come posso non farlo quando sento un tale senso di responsabilità sul tuo benessere. Guardati; ancora, perfetto e ignaro. Chi potrebbe non amare una persona come te? Chi potrebbe non avere una tale cura per il tuo benessere? Chi potrebbe far sì che quella bella faccia aggrotti le sopracciglia e si distorga in un dolore disorientato? Chi potrebbe far uscire una sola lacrima dai tuoi occhi e scendere su quelle guance perfette? Non posso sopportare di pensare a te che sei ferito, mi sento triste e dolorante. Sento un profondo desiderio di prendermi cura di te, di tenere il buio fuori dalla tua porta e assicurarmi che tu sia sempre e solo felice e amato. Questa sensazione di essere il tuo guardiano è forte. Provo rabbia al pensiero che qualcuno si scagli contro di te e ti ferisca, qualcuno che porta questa creatura perfetta a provare angoscia, dolore e preoccupazione. Ti metto una mano sulla spalla e tu ti sposti leggermente nel sonno riconoscendo questo gentile gesto di protezione. Assecondi i movimenti contro di me come se sapessi cosa sto pensando e ti senti sicuro e desiderato.

Eppure, per tutti questi pensieri, so che questo è solo il modo in cui ci si aspetta che io pensi riguardo a te. È così che dovrei agire per mantenere la facciata della nostra relazione in modo che tu continui a darmi quello che voglio. Mi siedo e lotto con questi pensieri. Sono genuini? Sono ciò che sento veramente riguardo a te, ma so che non è così. So che l’apparente avversione che produco al pensiero che tu sia ferito è puramente un artificio perché sarò io che alla fine ti farò male. Sarò io a trasformare quel bel sorriso in una smorfia lacerata di disperazione. Sarò io a far sì che quella voce leggera diventi sconvolta dall’ansia e dal dolore. Saranno le mie parole a ferire e le mie azioni a terrorizzare. Nonostante tutta la tenerezza che apparentemente mostro mentre mi siedo qui ora a guardarti, so con la stessa certezza che il mondo continua a girare e che il sole sorge a est, che io sarò quello che ti metterà in ginocchio. Ti farò sentire esausto, folle e disperato e mentre mi siedo e riconosco che sono l’artefice della tua rovina, non provo niente. Non provo sensi di colpa, nessuna disperazione o rimorso perché quelle cose mi sono state tolte. Non sono stato fatto per provare quelle sensazioni ed è per questo che so che ti farò ciò che faccio, come devo farlo a tutti gli altri prima che lo facciano a me e sentirò solo una cosa; potere. Quel potere puro e viscerale che devo avere. Sono dotato di sufficiente intuizione e intelligenza per sapere che ciò che faccio è sbagliato. Posso vedere le lacrime nei tuoi occhi, sentire la tua supplica e vedere la tua sagoma spezzata e curva che mi dice che stai soffrendo e che io ho causato questo. Eppure, nonostante tutta questa comprensione, non sono disposto e non sono in grado di fare nulla in proposito perché non sono stato creato con il desiderio o gli strumenti per farlo. Questo è ciò che io sono e meglio che tu resti addormentato, ignaro di ciò che ti sta veramente guardando.

H.G. TUDOR

Perchance To Sleep

👥 VULNERABILE

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Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

Vulnerable

👥 UNA COSA PORTA ALL’ALTRA

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

One Thing Leads To Another

👤 SOLA

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Mi piace quando sei sola. È il mio posto preferito per te. Quando ci incontriamo la prima volta se accenni al fatto di sentirti sola o mandi un patetico tweet compiangendo la tua solitudine, allora lo userò contro di te. Tanto valeva aprirsi il petto con un coltello e mettersi a gridare “Vieni a prendermi”. Le donne in stato di solitudine sono massivamente suscettibili ai miei approcci quando decido di sommergerti nel mio bombardamento di lusinghiere e premurose attenzioni. Queste donne stanche del loro stato di single si crogiolano nel solitario isolamento del mio interesse per loro. La bandiera rossa potrà anche sventolare segnalando il pericolo ma non la vedrai o se la vedrai penserai “che carina”.

Potrai anche sentirti desiderata e speciale ma tutto quello che sto facendo è muoverti. Ti sto trasportando dalla tua solitudine al mondo reale di isolato splendore della mia falsa realtà.
Una volta che ti ho posizionato lì mi occupo di farti tagliare fuori dalla famiglia, amici e conoscenti. Tu concorderai con la mia opera denigratoria delle persone che una volta ti erano care e vedevi regolarmente. Vuoi più di quello zucchero che sto versando su di te. Per farlo hai bisogno di trascorrere più tempo con me e meno con chiunque altro. Non è certo un sacrificio, non credi? Ogni voce di dissenso è marginale rispetto all’intelligente campagna denigratoria contro queste persone (attenta- questa stessa campagna verrà usata contro di te tra non molto). Tu sei un’impaziente co-conspiratore felice di scaricare queste persone (come puoi essere così crudele?) con la ripetuta promessa premio di ottenere maggiori intossicanti attenzioni da parte mia.

Una volta tagliati tutti questi legami, sei mia. Dipendente da me per qualsiasi cosa. Non hai nessuno su cui contare e ti puoi sempre focalizzare su di me. Mentre faticosamente tenti di compiacermi sempre di più, la realizzazione del tuo isolamento diventa sempre più evidente. Tu puoi sentire di nuovo i rampicanti della solitudine avvolgersi intorno a te. Lo so che sentirai questo e so che farai di tutto per aggrapparti a me, la tua vita è su una zattera, il tuo barlume di speranza nella terra selvaggia. Tutto pur di non rimanere sola. Mi spiace ma è troppo tardi. Il tuo isolamento è sigillato dal momento in cui sei rimasta ad ascoltarmi. Sei così sola, nessuno può sentirti urlare.

H.G. TUDOR

Lonely