👤 IL MIO GIARDINO SEGRETO

79371904_118055732998176_7422464328059584512_n.jpgTi piacerebbe sapere a cosa assomiglia il mio giardino? Prima che te lo dica, perché non ti fermi e chiudi gli occhi e immagini con l’occhio della mente come pensi che sia il mio giardino? Ottimo, evoca l’immagine che si forma quando pensi a me e a come potrebbe essere il mio giardino. Prenditi tutto il tempo, muoviti attorno e assicurati di aver fatto le dovute considerazioni mentre generi l’immagine. Fatto? Ci hai messo molto? Sospetto che tu sia riuscita a immaginare piuttosto velocemente, dopo tutto, tu sei rinomata per la tua meravigliosa immaginazione non è vero? Spesso trovo di dovermi scusare per i tuoi fantastici racconti e commenti eccessivi, ma c’è da aspettarselo da qualcuno come te. Ad ogni modo, lasciamo da parte il tuo comportamento per ora (anche se tornerò su questo quando nessuno starà guardando, puoi starne certa) e consideriamo cosa hai creato nella tua mente.

Immagino che il panorama che hai formulato è uno di questi due che seguono. Mi aspetto che qualcuna di voi abbia disegnato solo cemento. Le piante e i fiori esiliati da una solida lastra di cemento grigio che si è solidificata in una barriera impenetrabile che si allunga in tutte le direzioni, priva di vita e banale. Una volta poteva essere un prospero e verdeggiante giardino ma è stato bandito da questa copertura in cemento che ha estinto tutto ciò che cresceva o fioriva. Se l’obbrobrio in cemento non è quello che vedi nella tua mente, hai optato per l’alternativa.
Hai immaginato un terreno duro, sterile e privo di vita che non può sostenere nulla di bello. Un fiume tossico e inquinato fluisce al centro, pesci morti galleggiano vanno alla deriva senza vita. Non cresce nemmeno un’alga in un torrente così inquinato. I pochi alberi che ci sono in questo giardino, sono morti. La corteccia grigia e priva di vita, i miseri rami si allungano verso il cielo grigio scuro, dove ci sono sempre nuvole. I rami e i ramoscelli sono privi di foglie. I cespugli sono rovi che ostacolano chiunque provi a muoversi attraverso questo posto inospitale. Non c’è erba e vi sono solo fili marroni. secchi che suggeriscono che una volta deve esserci stato qualcosa di verde e vibrante. Qui non ci sono fiori dolcemente profumati, solo un’orribile puzza che sale dal torrente che si muove lento e sembra fatto di melassa più che di acqua. Perfino le erbacce sono sottili e distanti tra loro, lottano per ottenere sostentamento dalla terra sterile.

È questo che hai visto?

Vieni e seguimi mentre ti conduco nel mio giardino segreto. Tiro fuori una chiave dalla giacca e spiego che pochissime persone hanno visto il mio giardino segreto ma ci porto te perché sei speciale e mi piaci. Apro il pesante cancello e ti faccio da usciere mentre entri all’interno. Non mi vedi chiudere frettolosamente dietro di te perché sei occupata a osservare il bellissimo giardino che si dispiega davanti a te. Capability Brown deve averci lavorato a lungo e duramente. Il prato è piatto e uniforme, l’erba è stata tagliata a strisce e non c’è nessuna imperfezione che possa essere vista in mezzo ai verdi, verdi steli. I contorni del prato sono stati accuratamente tagliati quindi non c’è nessuna erba sporgente così che si crea una linea netta tra prato e aiuole di fiori. La terra appare fertile, ben nutrita e priva di erbacce. Un’incredibile quantità di fiori cresce da questo suolo ben coltivato. Forti steli si stendono verso il cielo azzurro, foglie brillanti spuntano dai gambi prima che la dose di colore appaia. Ogni sfumatura dell’arcobaleno è rappresentata dentro le numerose varietà di fiori che fioriscono nel mio giardino segreto. Sfolgoranti blu, fiammeggianti arancioni, rossi di rubino, gialli solari, abbondano. I fiori hanno petali corti e lunghi che oscillano alla lieve brezza, ci sono campanelle, trombette e fiori a forma di stelle. Bianchi, viola, rosso scarlatto e ocra, tutti combinati per creare questo arazzo di bellezza. Un torrente gorgheggia passando attraverso il giardino, attraversando il prato magnificamente curato, per attraversarlo da lato a lato è stato creato un ponte intrecciato. I cespugli formano un cerchio attorno ai fiori, un esperto giardiniere li ha modellati in forme eccezionali. Oltre ai cespugli vi sono gli alberi, alti e rifiniti in modo da formare una recinzione attorno a questo paradiso. Sei sul margine di questo magnifico giardino, completamente ammaliata. Il profumo si diffonde dalle rose, dai gigli e i garofani del poeta si mescolano per creare un’inebriante mistura di fragranze. Tu sei più che meravigliata da questo spettacolo.

“Ti piace?” chiedo

Tu sei senza parole, incapace di parlare. Tutto quello che riesci a fare è annuire lentamente mentre senti una lacrima che dall’occhio sinistro scende sulla tua guancia, sei sopraffatta per la bellezza di ogni cosa.

Ad un cenno di invito tu mi segui ad un albero di mele vicino, addobbato di frutti. Le mele rosse e verdi pendono dai rami, ne colgo una e la passo a te. Sorridi e ne prendi un morso prevedendo già come sarà fresca e croccante. I tuoi denti affondano facilmente mentre ti sorprendi per la morbidezza della polpa. Avverti l’amaro nella tua bocca e istintivamente sputi il pezzetto di frutta.

“Cosa non va?” chiedo e scelgo una mela anche io.

“È amara” spieghi. Prendo un morso dalla mia mela e senti lo sgranocchiare mentre ne prendo un pezzo. La mastico e a bocca piena spiego che la mia sa di buono. La passo nella tua mano e tu ne prendi un morso. È cedevole e sa ancora di amaro. La confusione cresce dentro di te mentre guardi la mela e vedi un verme che si contorce dove hai dato il morso. Lanci via la mela e intanto io ti invito ad annusare le magnifiche rose. Ti chini e inali il loro profumo tirando i petali verso di te. Non c’è nessun profumo, anzi starnutisci. Mentre ti allontani dalle rose fai un piccolo grido di dolore e scopri che una spina è infilzata nel tuo dito, c’è già traccia di sangue dalla ferita che gocciola giù dal dito. Annusi ancora, il tuo naso si irrita per qualcosa e continui a starnutire con gli occhi che lacrimano. Ti allontani dalle rose barcollando per gli starnuti e finisci in un cespuglio ma non è la scultura che hai visto un momento prima. Al suo posto, senti un pizzicore perché ti sei punta e realizzi che sei inciampata in un letto di ortiche. Il dolore aumenta e ondeggi via, gli occhi lacrimano e questo contribuisce a farti ricordare del torrente sperando di usare l’acqua fredda e pura per lavare via l’irritazione che hai subito. Fai appena in tempo ad individuare dove sia attraverso lo sguardo appannato che cadi in ginocchio solo per piangere ancora. Ti sei inginocchiata su alcuni cardi. Da dove sono venuti? Il prato era perfetto prima. Allunghi una mano tremante verso il torrente ma non c’è nulla. L’acqua è sparita e il torrente è secco. Senti qualcosa che si avvolge intorno al tuo polso sinistro e mentre provi ad asciugare le lacrime dagli occhi con la mano libera, senti dolore perché una liana inizia a stringersi intorno al tuo polso. Cerchi di staccarla per liberarti e ti giri attorno chiamandomi in cerca di aiuto.

Il manto armonioso non c’è più. L’erba tagliata è scomparsa. Al posto di essa vedi il fianco di una montagna aspro e ripido. Dai uno strattone con il braccio mentre la liana cerca di trascinarti via e guardi in alto. Vedi me che ti sorrido guardando in basso dalla mia posizione elevata in cima a questa montagna spuntata dal nulla. Un vento freddo inizia a soffiare intanto che urli chiedendo aiuto, un’altra liana inizia a strisciare verso di te. Inclino la testa come se non riuscissi a sentirti, il sorriso ancora stampato sul mio volto.

“Aiutami, cosa sta succedendo?” urli

“Niente” ti rispondo, “Non so di cosa tu stia parlando”

“Questo. Il giardino è cambiato” gridi sopra il cumulo di vento. Vedi che scuoto la testa.

“No, non è così, è tutto come prima. Bello non è vero?” ribatto.

Fai un’espressione corrucciata. Come posso non vedere che è cambiato? La splendida radura è diventata un posto doloroso e ostile. Cosa ti è successo? Tu continui ad andare avanti strisciando e io rimango a guardarti, senza offrirti aiuto mentre molte liane serpeggiano verso di te, il terreno diventa sempre più duro e roccioso. Le liane ti avviluppano cercando di spingerti nell’abisso sotto di te. Tutto mentre io rimango fermo a guardare sorridendo.

Benvenuta nel mio giardino segreto.

H.G. TUDOR

My Secret Garden

👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

191126D The Player Of Games.jpgIo adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player of Games

👥 I GIOCHI VENGONO SEMPRE CONDOTTI

190920E The Games Are Always Being Played.jpg

Io adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e riflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Games Are Always Being Played

🎗 NESSUNO ASCOLTA

190918 Nobody Is Listening (WNAAD).jpgAvanti, dì loro tutto quello che ti è successo? Vai, prendi il mio telefono e chiama i miei genitori, la mia famiglia e i miei amici. Chiama anche i miei colleghi. Telefona al golf club, anzi, perché non metti un annuncio sul giornale locale, no, fallo su un giornale nazionale e dici a tutti di quanto sei stata trattata male? Sali sul tetto e grida al vicinato, dillo a tutti quelli che ci chiamano alla porta e sbraita agli estranei mentre ti passano accanto. Fallo, avanti, diglielo. Annuncialo, diffondilo, trasmettilo, invialo per posta, per e-mail, per messaggio e per radio. Fa’ che esca a tutto volume dalla radio, che venga trasmesso ripetutamente in televisione, diavolo, ti permetterò persino di legare un messaggio a uno stormo di piccioni e far recapitare le notizie in questo modo. Scarabocchia quanto ti ho trattato male su un pezzo di carta, avvolgi il foglio attorno a un mattone e scaraventalo attraverso la finestra della stazione di polizia. Urla a lungo e ad alta voce finché non sei rauca. Avanti, racconta, racconta tutto.

Racconta ai miei genitori del loro figlio che ha successo, che ha studiato molto, ha ottenuto risultati brillanti e ora eccelle sul lavoro, di ciò che faccio? Perché non raduni tutti i miei amici da queste parti e annunci loro che sono un bastardo? Sono sicuro che saranno incuriositi di ascoltarti mentre dici questo del loro fedele e affidabile amico che trova sempre tempo per loro e li ha aiutati in modi ripetuti attraverso la sua generosità e influenza. Spalanca la porta accanto e bussa alla loro porta d’ingresso, spiega loro con i tuoi occhi selvaggi e i capelli ancora più selvaggi che cosa è successo davvero? Dopotutto, io mostro loro solo amicizia e cortesia, non è vero? Non penso che mi abbiano sentito gridare contro di te (aspetto che siano andati via prima di alzare la voce) ma so che ti hanno sentito lamentarsi e piangere. Vai a far la spesa in paese e fà cenno alla simpatica signora del panificio cosa faccio davvero dietro le porte chiuse. Sono sicuro che adorerà sentire te che le dici tutte queste cose di quell’uomo affascinante che è il suo miglior cliente e ha fatto in modo che lei provvedesse al ristorante di due miei amici. Chiama mio fratello e digli tutto per filo e per segno. Oh, non puoi perché non ti risponde più al telefono vero? Lo so, scendi in palestra e vedi se riesci ad interessare qualcuno dei clienti abituali con una battuta isterica sul tipo che tutti salutano e che lavora tranquillamente e regolarmente. Scrivi un promemoria per i miei colleghi e distribuiscilo. Sono sicuro che saranno interessati a leggere tutto sul loro capo che detiene le redini del loro futuro. Dichiaralo al gruppo di calcio che frequento, vorranno sapere tutto di quello che faccio, no? Che cosa? Questa è tutta la mia gente. Alla fine ti sei resa conto di com’è veramente la questione tra i tuoi scoppi di rabbia e i commenti pieni di odio. Lo so, allora, chiama tua sorella e vedi cosa ha da dire, bada bene, oso dire che non vorrai darle soddisfazione dopo il modo in cui è venuta da me, vero? Dì ai tuoi amici tutto questo. Oh aspetta, ora sono miei amici e tutto ciò che hanno sempre visto è come ti avevo reso felice, i regali, i viaggi, i piccoli pensieri e l’amore. E il vicario? Lui ti ascolterà, ne sono certo. È ciò che fa dopo tutto, anche se cosa ne farà di certe calunnie contro un partecipante regolare ai suoi sermoni e generoso donatore di beneficienza rimane da vedere.

Fallo, prendi un altoparlante, crea uno striscione, manda un messaggio dietro un aereo e scrivilo sulla sabbia sulla spiaggia. Fallo in questo modo frenetico con le parole che fuoriescono dalla tua bocca contorta, un’insalata di parole che non ha senso. Sono sicuro che il modo staccato con cui sputi le tue accuse sarà ben accolto. Assicurati che guardino in profondità nei tuoi occhi spiritati quando parli con loro, voglio che vedano con chi hanno davvero a che fare. Lo dirai a tuo padre, vero? Ah, ha sopportato questo (tuo comportamento) per anni ed è stato felice di vederti andar via di casa, me l’ha detto lui stesso. Lui sa che regina del dramma sei e quanto a tua madre, lei odia lo scontro e mi adora perché sa quanto ho fatto per te.

Dai, batti i pugni su quella facciata, vedi se riesci a farci qualche buco anche se so che non ne sarai in grado. Grida imprimi e urla tutto quello che ti piace. Mi divertirò a guardarti mentre lo fai e non ci saranno risultati favorevoli per te. Tu sei la pazza e stai cercando di spodestare me, stabile, razionale, affidabile e alla fine molto più simpatico. Ma tu continui a provare, ciò mi diverte e mi dà energia mentre le tue mani insanguinate tirano schiaffi alla facciata senza alcun effetto e la tua voce diventa niente più che una raspa. Guarderò come la speranza svanisce nei tuoi occhi per essere sostituita da paura e incomprensione. Quindi continua a provare, continua e rafforza ciò che ho già indottrinato loro a credere. Loro credono a me. Non crederanno a te.

H.G. TUDOR

Nobody Is Listening

📰 CE LO RENDI COSÌ FACILE (O LO FA IL TUO PENSIERO EMOTIVO)

190917E You Make It So Easy For Us (Or Your Emotional Thinking Does).jpg

“Ehi guarda Sandra, una zingara chiaroveggente, ho sempre voluto sperimentarne una.”

“Davvero?”

“Oh sì, sono interessata a quel genere di cose. Vuoi provarci anche tu?”

“No grazie, vai avanti, andrò a prendere qualcosa da bere, ci vediamo tra pochi minuti, sarò proprio da quella parte.”

“Va bene. Oh, aspetta, è il mio telefono”, rovisti nella tua borsa e prendi il telefono” È Graham, ci vediamo dopo”, saluti la tua amica mentre premi sullo schermo, ma hai perso la chiamata. Prendi in considerazione la possibilità di richiamare ma sei troppo eccitata per sapere cosa ha da dire la Zingara Rosie Lee.

Sposti la tenda e entri.

“Salve?” Chiedi a titolo di prova.

“Prego, entra,” dice una voce bassa.

Vai avanti e mentre i tuoi occhi si adattano dal sole splendente fuori che ha ricoperto la fiera all’interno di luce più fioca di questa tenda, vedi una signora seduta a lato di un tavolo. Ti fa cenno di andare a un posto di fronte e tu obbedisci, sedendo e aprendo la borsa per mettere la somma richiesta nella sua mano tesa e corrugata. Di certo la banconota sembra aver battuto l’argento per arrivare nel palmo della sua mano in questi giorni.

“Dammi le tue mani fanciulla”, dice lei gentilmente e tu offri le mani. Si impadronisce di esse, la sua presa è più forte di quanto tu possa immaginare. La guardi, un velo attraverso la metà inferiore del viso, il foulard avvolto intorno alla testa, solo la fronte invecchiata e gli occhi scuri scintillanti sono visibili. Ti tiene le mani per un momento mentre resta in silenzio. Alla fine le lascia andare e poi muove le sue mani, probabilmente più per spettacolo che pe azione, sopra la sfera di cristallo tra di voi.

“Permettimi di confermare il tuo presente”, inizia. Tu annuisci, gli occhi spalancati per l’eccitazione e l’attesa di accertare se è esatto ciò che vede.

“Sei una donna professionale, che percepisce il suo stipendio”, inizia. Tu annuisci già impressionata.

“Sei molto innamorata, infatti, sei perdutamente innamorata di un uomo. È bello, affascinante e ti ama in modo diverso da qualunque cosa tu abbia conosciuto prima.”

“Sì, è vero,” dici con un sussulto di stupore.

“Il suo nome inizia per G”

Fai un altro cenno di approvazione entusiasta.

“Si chiama Graham e tu lo adori.”

“Wow, sì, è lui ed è vero, lo amo così tanto.”

“Recentemente siete andati a vivere insieme.”

“Sì, lui si è trasferito a casa mia”, confermi vacillando per la precisione di ciò che ti sta dicendo.

“Hai molti amici e loro pensano molto a te, sei una persona popolare e vuoi mettere su famiglia presto, del resto desideri fortemente dei bambini.”

Tu continui ad annuire.

“Ho una base del tuo presente cara fanciulla, ora, fammi vedere cosa ti riserva il futuro.” Agita le mani in modo teatrale sopra la sfera di cristallo e scruta dentro, fissando intensamente in profondità. Tu guardi e aspetti, quasi non osando respirare …….

Poco tempo dopo, riemergi nel caldo sole e vai verso Sandra, che è seduta con il drink in mano a guardare il mondo che passa.

“Ciao, come è andata?” Chiede alzando la mano sopra gli occhi per poterti vedere contro la luce del sole.

“Che spreco di denaro”, rispondi un po’ con rabbia e un po’ con forte agitazione.

“Non mi sorprende,” ride Sandra ma interrompe l’ilarità quando vede quanto sei infelice. Tu ti siedi accanto a lei.

“Che c’è? Cosa ha detto?”

“Beh, aveva iniziato così bene. Mi ha preso le mani e poi mi ha detto che ero una signora professionista con il mio reddito. Che ero innamorata perdutamente. Che volevo bambini. Mi ha detto che vivevo con Graham e sapeva persino il suo nome, sono rimasta sconvolta da quante cose sapeva.”

“Oh, Elaine, tu ti fidi troppo lo sai. L’ho sempre detto di te.”

“Perché dici così?”

“Beh, lei può capire dal modo in cui sei vestita e dalle tue mani morbide e curate che difficilmente sei un’operaia di fabbrica, quindi era una colta da ufficio. Signora professionista può comprendere così tante cose.”

“Hmm, forse, ma che dire del fatto che sapeva che sono innamorata perdutamente?”

La tua amica ti sfiora il dito.

“Indossi un anello di fidanzamento costoso e moderno. Chiunque ne indossi uno deve per forza essere coinvolto nel trasporto dell’amore e da ciò si evince che ci sono buone probabilità che tu viva con qualcuno”.

“Beh, sì, capisco il tuo punto di vista, suppongo, ma che dire del volere bambini?”

“Wow, le ultime notizie, la giovane donna in una relazione vuole figli. Non è mai successo prima vero?

“Ok, okay, ma rispondi a questo allora, come faceva a sapere che si chiamava Graham?”

“Onestamente, penso che dovrei diventare come uno di questi indovini, ha sentito nominare il suo nome quando lui ha chiamato. È probabile che fosse un partner altrimenti avresti detto “è papà” o “è mio fratello”. Queste persone sono abili nel riconoscere le tipologie e, naturalmente, tu vuoi credere a ciò che lei ha da dire, ti condizionano in modo tale che quando hanno le giuste nozioni di base, possono raccontarti qualsiasi vecchia fandonia sul futuro. Ti programmano per pendere da ogni loro parola e così ti viene fatto il lavaggio del cervello facendoti credere di conoscere il futuro. A proposito, che cosa ha da dire su questo?”

“Beh, è qui che ho perso la fede. Continuo a pensare che lei conoscesse abbastanza bene il mio presente, ha avuto proprio ragione, ma è andata completamente uscita dalla tangente sul futuro.”

“Come mai?”

“Beh, lei dice che Graham non è tutto ciò che sembra e il suo amore apparente maschera un cuore vuoto. Mi ha avvertito che entro alcuni mesi lui, come ha detto, sì giusto, mi “mostrerà il vero significato dell’odio”. Ha detto che mi avrebbe cacciato di casa, da casa mia! Mi ha detto che era un truffatore e che avrebbe accumulato enormi debiti a nome mio, che mi avrebbe costretto a fare cose orribili con lui a letto e che avrà una serie di tresche. Oh sì, ha anche detto che era bisessuale, puoi crederlo?”

La tua amica si lascia andare a grasse risate.

“Vedi, te l’ho detto, è un mucchio di spazzatura, voglio dire che Graham è l’uomo più adorabile che tu potessi mai incontrare, è così buono con te.”

“Lo so, le ho detto che si sbagliava, ma lei mi ha semplicemente fissato con questo sguardo. In realtà mi ha innervosito. Era come se stesse guardando attraverso di me, sai, non c’era emozione, solo quegli occhi davvero scuri che mi guardavano.”

“Ha detto qualcosa?”

“Sì, ha detto che il “diavolo batte sempre la sua ancella, non importa quanto lei s’impegni duramente per compiacerlo” e io volevo ridere di questo, ma sai cosa, mi sentivo davvero terrorizzata. Poi le ho chiesto di fermarsi.”

“Devo ammetterlo, sembravi piuttosto sconvolta quando mi hai raggiunto. Non preoccuparti di questo.”

“Onestamente, le cose che stava dicendo, che non sarebbe stato un buon padre, che ci avrebbe rovinato con il gioco d’azzardo e che avrei pensato di stare con due persone diverse, anche nello stesso minuto. Lo faceva sembrare una specie di pazzo. Ad essere onesti, sembrava la trama di un film dell’orrore.”

“Parlamene. Non ti preoccupare, Graham è meraviglioso e ti rende così felice, sì è stata una storia d’amore burrascosa finora, ma non puoi lasciare che questa opportunità ti sfugga tra le dita giusto?”

“Sono così felice che tu sia d’accordo con me. So che ciò che ha detto è una completa assurdità, il mio Graham non è così, ma è stato il modo in cui mi ha guardato, mi ha raggelato fino al midollo.”

“Dimenticatene, hai soddisfatto la tua curiosità e sai di non sprecare più soldi in una cosa del genere. Dai, c’è una ruota della fortuna laggiù, che sarà più affidabile della Zingara Racconta Storie.”

Tu sorridi e ti alzi in piedi relegando la profezia della zingara in fondo alla tua mente. Nessuno si comporta in quel modo e certamente non l’uomo che ami.

H.G. TUDOR

You Make It So Easy For Us (Or Your Emotional Thinking Does)

📰 NEL CUORE DEL TETRO INVERNO

191221D In The Bleak Midwinter.jpg

Nel tetro inverno il vento gelido faceva gemere, la terra era dura come il ferro, l’acqua come una pietra. La neve era caduta sulla neve, fiocco su fiocco. Nel bel mezzo dell’inverno ci si aspetta la neve e in certi posti ce n’è in abbondanza. La neve è bella. Tappezza qualsiasi scena, qualsiasi visuale e la trasforma in un’immagine accattivante e attraente. Poche persone possono resistere a guardare fuori un paesaggio innevato ed esserne incantati. La spessa coltre bianca che nasconde tutti i difetti e i foruncoli che sono normalmente visibili. Un deposito di rottami pieno di veicoli arrugginiti, lavatrici rotte e frigoriferi abbandonati diventa un mantello ondulato di neve intatta. Quegli spigoli appuntiti divengono smussati. Il terreno macchiato è nascosto sotto il manto lucente. Il mondo diventa presto un posto più attraente e quasi magico.

Mentre i primi fiocchi di neve iniziano a cadere, quell’eccitazione si innalza sempre nella maggior parte delle persone. Vengono riportate alla loro infanzia e ricordano l’attesa della nevicata. Poteva voler dire un giorno di neve e libertà dalla scuola. Certamente significava lotte a pallate di neve, andare in slitta e costruire pupazzi di neve. Un’occasione rara di impegnarsi in qualcosa di diverso in questo meraviglioso paese invernale. Inoltre evoca appassionanti immagini del Natale, la più celebrata delle stagioni e quindi il legame tra neve e sensazioni meravigliose ed eventi è incredibilmente forte. Anche la singola nevicata è una meraviglia. Formazioni cristalline perfette, ciascuna diversa, delicata e seducente. Si mescolano insieme e i singoli fiocchi di neve diventano una spolverata e man mano che cade più neve, la temperatura abbassata, la polvere diventa uno strato e poi un tappeto che cresce sempre più spesso. Il mondo rallenta per abbracciare questa bellezza. Tutto sembra pulito, liscio e bello. Il rumore diventa ovattato e invariabilmente il silenzio regna come se il suono avesse accettato di attenuarsi in silenziosa riverenza dello spettacolo visivo che viene creato da una nevicata.

Quando arriva la neve, è ipnotizzante, incantevole e fa sembrare tutto meraviglioso. Ovviamente essere intrappolati sotto quest’acqua ghiacciata è un’esperienza fredda e spiacevole. Nel corso del tempo compatta e si ghiaccia, dimostrando di essere poco utile per le pallate di neve. Se n’è andata la delicata lanuggine per essere rimpiazzata da una superficie dura e potenzialmente dannosa che taglia se raccolta in una palla di ghiaccio. La spessa copertura di neve porta il caos ai trasporti, ferma i treni e blocca le strade. Camminare diventa pericoloso e i giovanissimi e molto anziani si ritrovano confinati in casa. Il ghiaccio che si accumula sulle linee elettriche le trascina giù e blocca le persone. Questo fenomeno meteorologico, una volta bello, diventa costoso e scomodo. I piani vengono cancellati, gli eventi posticipati e anche i compiti più semplici diventano laboriosi. Anche uno scongelamento porta con sé quella fanghiglia umida e fredda che fa raffreddare e bagna, aumentando il rischio di un incidente stradale o di scivolate. Il paradiso, un tempo bianco, diventa una fanghiglia marrone e un ghiaccio tagliente, e non è neppure attraente. Si congela quando la temperatura diminuisce ancora, ma non ha nulla della bellezza che aveva in precedenza. Man mano che i giorni diventano settimane questo fronte freddo apparentemente senza fine con la sua eredità di ghiaccio e neve diventa sempre più sgradevole, tuttavia la sua presa non mostra alcun segno di allentarsi, e genera più disagi e sofferenza per coloro che vengono isolati da essa o destinati a doverla affrontare. Quel paesaggio un tempo bianco e magico si è presto trasformato in qualcosa di spaventoso e difficoltoso. Con quanta facilità il mondo cambia da una simile ipnotizzante bellezza a fredda dolorosa desolazione.

Stranamente familiare non credi?

H.G. TUDOR

In The Bleak MidWinter

 

👥 NON TI CREDERANNO

190901F They Won’t Believe You.jpgAvanti, dì loro tutto quello che ti è successo? Vai, prendi il mio telefono e chiama i miei genitori, la mia famiglia e i miei amici. Chiama anche i miei colleghi. Telefona al golf club, anzi, perché non metti un annuncio sul giornale locale, no, fallo su un giornale nazionale e dici a tutti di quanto sei stata trattata male? Sali sul tetto e grida al vicinato, dillo a tutti quelli che ci chiamano alla porta e sbraita agli estranei mentre ti passano accanto. Fallo, avanti, diglielo. Annuncialo, diffondilo, trasmettilo, invialo per posta, per e-mail, per messaggio e per radio. Fa’ che esca a tutto volume dalla radio, che venga trasmesso ripetutamente in televisione, diavolo, ti permetterò persino di legare un messaggio a uno stormo di piccioni e far recapitare le notizie in questo modo. Scarabocchia quanto ti ho trattato male su un pezzo di carta, avvolgi il foglio attorno a un mattone e scaraventalo attraverso la finestra della stazione di polizia. Urla a lungo e ad alta voce finché non sei rauca. Avanti, racconta, racconta tutto.

Racconta ai miei genitori del loro figlio che ha successo, che ha studiato molto, ha ottenuto risultati brillanti e ora eccelle sul lavoro, di ciò che faccio? Perché non raduni tutti i miei amici da queste parti e annunci loro che sono un bastardo? Sono sicuro che saranno incuriositi di ascoltarti mentre dici questo del loro fedele e affidabile amico che trova sempre tempo per loro e li ha aiutati in modi ripetuti attraverso la sua generosità e influenza. Spalanca la porta accanto e bussa alla loro porta d’ingresso, spiega loro con i tuoi occhi selvaggi e i capelli ancora più selvaggi che cosa è successo davvero? Dopotutto, io mostro loro solo amicizia e cortesia, non è vero? Non penso che mi abbiano sentito gridare contro di te (aspetto che siano andati via prima di alzare la voce) ma so che ti hanno sentito lamentarsi e piangere. Vai a far la spesa in paese e fà cenno alla simpatica signora del panificio cosa faccio davvero dietro le porte chiuse. Sono sicuro che adorerà sentire te che le dici tutte queste cose di quell’uomo affascinante che è il suo miglior cliente e ha fatto in modo che lei provvedesse al ristorante di due miei amici. Chiama mio fratello e digli tutto per filo e per segno. Oh, non puoi perché non ti risponde più al telefono vero? Lo so, scendi in palestra e vedi se riesci ad interessare qualcuno dei clienti abituali con una battuta isterica sul tipo che tutti salutano e che lavora tranquillamente e regolarmente. Scrivi un promemoria per i miei colleghi e distribuiscilo. Sono sicuro che saranno interessati a leggere tutto sul loro capo che detiene le redini del loro futuro. Dichiaralo al gruppo di calcio che frequento, vorranno sapere tutto di quello che faccio, no? Che cosa? Questa è tutta la mia gente. Alla fine ti sei resa conto di com’è veramente la questione tra i tuoi scoppi di rabbia e i commenti pieni di odio. Lo so, allora, chiama tua sorella e vedi cosa ha da dire, bada bene, oso dire che non vorrai darle soddisfazione dopo il modo in cui è venuta da me, vero? Dì ai tuoi amici tutto questo. Oh aspetta, ora sono miei amici e tutto ciò che hanno sempre visto è come ti avevo reso felice, i regali, i viaggi, i piccoli pensieri e l’amore. E il vicario? Lui ti ascolterà, ne sono certo. È ciò che fa dopo tutto, anche se cosa ne farà di certe calunnie contro un partecipante regolare ai suoi sermoni e generoso donatore di beneficienza rimane da vedere.

Fallo, prendi un altoparlante, crea uno striscione, manda un messaggio dietro un aereo e scrivilo sulla sabbia sulla spiaggia. Fallo in questo modo frenetico con le parole che fuoriescono dalla tua bocca contorta, un’insalata di parole che non ha senso. Sono sicuro che il modo staccato con cui sputi le tue accuse sarà ben accolto. Assicurati che guardino in profondità nei tuoi occhi spiritati quando parli con loro, voglio che vedano con chi hanno davvero a che fare. Lo dirai a tuo padre, vero? Ah, ha sopportato questo (tuo comportamento) per anni ed è stato felice di vederti andar via di casa, me l’ha detto lui stesso. Lui sa che regina del dramma sei e quanto a tua madre, lei odia lo scontro e mi adora perché sa quanto ho fatto per te.

Dai, batti i pugni su quella facciata, vedi se riesci a farci qualche buco anche se so che non ne sarai in grado. Grida imprimi e urla tutto quello che ti piace. Mi divertirò a guardarti mentre lo fai e non ci saranno risultati favorevoli per te. Tu sei la pazza e stai cercando di spodestare me, stabile, razionale, affidabile e alla fine molto più simpatico. Ma tu continui a provare, ciò mi diverte e mi dà energia mentre le tue mani insanguinate tirano schiaffi alla facciata senza alcun effetto e la tua voce diventa niente più che una raspa. Guarderò come la speranza svanisce nei tuoi occhi per essere sostituita da paura e incomprensione. Quindi continua a provare, continua e rafforza ciò che ho già indottrinato loro a credere. Loro credono a me. Non crederanno a te.

H.G. TUDOR

They Will Not Believe You

👤 OCCHI BEN CHIUSI

190823F Eyes Wide Shut.jpgMi riconoscerai mai mentre cammino verso di te, con un ghigno fissato sul mio viso, occhi pieni di amore, passione e desiderio? Noterai il modo in cui ti tengo d’occhio mentre il mio incantesimo si riversa su di te, penetrando in ogni poro e orifizio? Prenderai in considerazione le dolci parole che fuoriescono dalla mia bocca, che ti raccontano in modo così deciso tutte le cose che vuoi sentire? Prenderai nota delle frasi che sono state riciclate ancora e ancora, e che possiedono la novità di una frase fatta? Guarderai nel profondo dei miei occhi e vedrai oltre il tuo riflesso, o rimarrai paralizzato da ciò che brilla in questi occhi scuri e opachi? Ti chiederai come faccio a sapere così tante cose su di te, dove vivi, dove lavori, i tuoi hobby e ciò che detesti? Sentirai il brivido lungo la schiena mentre compaio senza preavviso in un luogo che frequenti o lo considererai una vibrante sensazione di eccitazione e il brivido della mia personalità seducente? Vuoi mettere in discussione le frasi banali che formulo, come coriandoli cosparsi al vento o sorridi e annuisci e assapora il calore che sale dentro di te mentre ti dico quanto sei meraviglioso e che ci apparteniamo? Disapproverai la mia dichiarazione d’amore entro un giorno e una notte e un giorno di incontro o accetterai e ingoierai quelle parole accuratamente elaborate senza un attimo di riflessione? Ti chiederai in che modo le mie mani e la mia bocca sono diventate così abili o ti sottometterai al loro inebriante impiego e dirai grazie senza fiato per il fatto che sono state poste su di te? Vorrai sapere com’è che questa luce dorata continua a brillare e ti chiederai perché sei stato scelto sopra tutti gli altri? Vedrai attraverso l’apparenza di odio feroce per coloro che ti hanno preceduto o diventerai co-cospiratore e li disprezzerai, disgustato dalla loro mancanza di dignità per il modo in cui si comportano? Non ti chiederai se le loro parole suonano di verità e perché sembra come se la loro stessa essenza sia stata risucchiata, non lasciando che un guscio rotto? Ti chiederai perché i regali continuano ad arrivare? Metterai in discussione i frutti proibiti che ti sono stati messi davanti o ti abbufferai di essi, delirante di desiderio ed eccitato dall’estasi della nostra generosità?

Mi riconoscerai quando distoglierò la mia faccia da te quando proverai a baciarmi? Saprai cosa sta succedendo quando verrai lasciato in un lago di lacrime sul pavimento per la terza volta in una settimana o ti punirai te stesso per le tue mancanze? Noterai come i triangoli si intrecciano intorno a te e il tuo migliore amico diventa il tuo presunto nemico, ma come ha potuto? Combatterai contro il controllo che viene esercitato sul tuo modo di guardare, su ciò che scegli di fare e con chi interagisci o lo accetterai e permetterai al tuo senso dell’io di svanire? Capirai cosa ti sta succedendo mentre ti trascini da solo in quel letto freddo, un tempo paradiso di congressi sessuali che ora giace come una tomba vuota? Capirai cosa sta succedendo quando trattieni alle lacrime mentre l’orologio mostra le 3 e non hai idea di dove sono? Ti rialzerai da sola quando sarai etichettata come puttana, sciatta, idiota e pazza o piegherai la testa e ti ritirerai, grata del fatto che le tue offese siano solo verbali. Questa volta. Ricorderai cosa eri una volta? Rimarrai legato dalle catene della confusione o le spezzerai sulle ginocchia e ti libererai dalla tua crudele schiavitù?

Mi riconoscerai quando la mia mano ti afferra la gola e le mie parole coperte di bile ti piovono addosso, uno sputo pieno di odio che ti cola sul viso? Chiamerai il mio numero per la cinquantesima volta in due ore mentre cerchi disperatamente di ascoltare la mia voce e mi chiedi, mi preghi, mi supplichi di tornare a casa? Sussulterai mentre un’altra cena cade preda della mia furia selvaggia? Ti inginocchierai e raccoglierai i pezzi, le dita tremanti mentre armeggi tra i frammenti rotti che giacciono sparsi sul pavimento? Saprai cosa ti viene sistematicamente fatto ogni giorno o oscurerai la realtà pregando affinché quella luce dorata ritorni e dissolva l’oscurità? Mi riconoscerai per quello che sono veramente o inventerai ancora un’altra scusa, chiedendoti cosa accadrà quando sarai a corto di scuse e spiegazioni costruite in fretta per il mio regno di terrore?

Mi riconoscerai mentre ti getto da una parte, spinto nella terra e schernito? Solleverai lo sguardo dalle rovine fumanti di ciò che abbiamo avuto una volta e vedrai lei (o sei tu?) che ti guarda con disprezzo in grande stile su tutti i suoi lineamenti truccati? Sembra così familiare, la conosci, adesso c’è una tale nebbia e così tante nuvole. Capirai perché sei stato dimenticato mentre le tue dita intorpidite compongono un’altra e-mail di ricerca, per chiedere spiegazioni che non arriveranno, per esprimere una rabbia strappalacrime davanti alla quale verrà riso, per descrivere in dettaglio la tua umiliante ferita che riceverà sempre una scrollata di spalle sprezzante?

Mi riconoscerai per quello che sono quando tendo una mano e ti sollevo dalla tua esistenza spezzata? Saprai cosa accadrà veramente mentre ti guido ancora una volta verso la luce splendente e dorata? Sentirai una punta di cautela nella tua mente o correrai volentieri verso la terra promessa, ancora una volta, la preoccupazione ed esitazione gettate da una parte? Noterai nuovamente il ghigno mentre corri verso di me? Farai attenzione all’oscuro bagliore nel mio sguardo funesto o ti butterai a capofitto verso il paradiso, assuefatto al suo calore e alle sue gloriose sensazioni? Mi riconoscerai mentre chiudo la porta dietro di noi, la sprango e giro la pesante chiave di ferro nella serratura mentre le tende spesse vengono tirate attraverso le finestre sporche di fango? Noterai il pugnale appuntito che mi sono procurato e che tengo dietro la schiena?

Ti fermerai e guarderai nello specchio rotto che domina questo posto e se lo farai, ti riconoscerai?

H.G. TUDOR

Eyes Wide Shut

📰 LE 5 VOLONTÀ DEL NARCISISTA

191204F The 5 Wants of the Narcissist.jpg1. Voglio il tuo carburante

Voglio il tuo carburante. Lo voglio tutto e lo voglio da te, da lui, da lei, da loro e soprattutto da te. Lo voglio dal momento in cui mi alzo fino al momento in cui vengo abbracciato dal sonno. Voglio che esso si riversi su di me, potente e abbondante, che sgorghi da te. Voglio il tuo carburante positivo, la gioia, l’adorazione, l’amore, la passione e la lode. Voglio il tuo carburante negativo, l’odio, la rabbia, le lacrime e la paura. Versalo sopra di me, immergimi in quel carburante edificante, rinvigorente e sostenitore. Non ce n’è mai abbastanza e voglio continuare a sentire il flusso mentre il tuo carburante aumenta le fiamme dentro di me, che bruciano e si alzano, e mi alimentano mentre lascio una scia su tutto ciò che faccio. Voglio il tuo carburante ora, domani e sempre.

2. Voglio travolgerti

Sono immenso, un gigante, un principe tra gli uomini, un colosso che si muove con facilità e con un obiettivo sulla terra. Voglio sottometterti a me, assicurandomi che non resti traccia di te mentre ti integro pienamente in ciò che io sono. Voglio che i miei tentacoli ti raggiungano, facendosi strada verso i vapori di carburante che emanano da te, i loro sensi che sondano e ti rintracciano. Voglio che si attorciglino su di te e ti trascinino nella mia direzione, legandoti a me fino a che non ti assorbo stabilmente nel mio mondo e nella mia falsa realtà. Voglio che tu sia agganciato, connesso, bloccato, attaccato e incorporato man mano che ti consumi e ti circondi della mia grandezza. Non resisterai per l’euforia e la gioia che provi poiché quando avviene questo processo è irresistibile. Voglio possederti, voglio che tu diventi parte di me, voglio che non ci sia inizio per te e nessuna fine per me.

3. Voglio essere l’unico

Voglio essere quello a cui pensi tutto il tempo. Voglio essere la persona a cui orbiti intorno, il tuo sole, il tuo centro dell’universo. Voglio essere quello che è riconosciuto per la sua grandezza, per la sua brillantezza e le sue conquiste. Non mi interessa che le abbia esagerate o rubate ad altri con cui mi sono imbattuto, avendo strappato via i tratti della loro personalità per aggiungerli alla mia. Non mi mi preoccupo di quello. Tutto quello di cui mi importa è che io sono quello verso cui le teste si girano quando entro in una stanza. Sono quello che viene applaudito. Voglio essere colui che conduce, conquista e punisce. Colui che distrugge mondi e ne crea di nuovi, un dio. Voglio essere quello da cui si diffonde il potere in modo che sia tangibile a tutti quelli che mi guardano. Voglio essere colui che sconvolge e meraviglia. Voglio essere colui che fa. Voglio essere quello che governa, che presiede e che decide. Voglio essere quello su cui ti affidi, a cui ti rivolgi e consacri anche te stesso. Voglio essere quello che è accreditato per tutti i successi, voglio essere colui che è il tuo alfa e il tuo omega, il tuo primo pensiero e il tuo ultimo pensiero. Voglio essere quello il cui nome pronunci assieme al tuo ultimo respiro.

4. Voglio la tua essenza

Sono il ladro di anime, il ciarlatano che viene con promesse ricoperte di zucchero e ti offre il mondo in cambio della tua stessa essenza. Non ti rendi mai conto che questo è il costo di questa transazione, ma voglio succhiare l’essenza da dentro di te, svuotarti di essa e adoperarla per me stesso. Voglio lasciarti un involucro rotto e prosciugato. Voglio che la tua essenza riempia lo squarcio che perdura dentro di me. Voglio che quell’essenza dolce e meravigliosa fluisca attraverso di me, che allevi il dolore, che lenisca il frenetico frenetico e porti conforto e sollievo. Come un fiume purificatore, voglio che la tua essenza passi attraverso di me, spazzando via il male che mi pervade. Voglio che la tua essenza asciughi via la sporcizia, rimuova il fango e porti via le macchie. So che io flirto con ogni tipo di immondizia, ma la tua essenza mi salverà da una simile tentazione. Ecco perché la voglio.

5. Voglio che questo si fermi

O lo faccio?

H.G. TUDOR

The 5 Wants of the Narcissist

👤 LASCIA CHE TI PORTI IN GITA

78422213_118055669664849_4905474150979600384_n.jpg

Quando per la prima volta ti prendo a bordo sul mio yacht, senza dubbio ammirerai la sua elegante e immacolata apparenza. Dallo scafo lucidato attraverso le uniformi stirate e inamidate del suo equipaggio, la mia nave emana ricchezza, opulenza e desiderabilità. Tu resti meravigliata per quanto magnificente appaia, il bianco dello scafo contrasta con il leggero sciabordio azzurro mare. Ti porto in un tour spontaneo per mostrarti la camera da letto padronale, la cucina ben equipaggiata, il salotto decadentista e gli allettanti bagni. Ogni dettaglio è stato attentamente considerato per assicurarsi che sia lo yacht con cui hai sempre desiderato navigare. I fiori che ho posizionato sul tuo lato del letto sono i tuoi preferiti. Vedi l’accappatoio appeso sul retro della porta e puoi già sentire il soffice abbraccio di quando te lo avvolgerai intorno dopo aver fatto una doccia vivificante.
Tornando al ponte immacolato, ti mostrerò una sedia a sdraio e ti inviterò a rilassarti mentre navighiamo, un sole bollente splende nel cielo dove non c’è nemmeno una nuvola. Tu ti sdrai sentendo la carezza dei raggi di sole e il mio equipaggio ti serve una successione di deliziosi e freschi drink proprio lì al tuo posto fino a che non cadi in un sonno leggero.

Una virata improvvisa ti sveglia bruscamente e rabbrividisci. Il sole è svanito, un tetto di nuvole grigie lo ha coperto. Tu ti alzi appena senti un rumore e la sedia a sdraio si frantuma, non per il tuo peso ma per il suo stato decadente. Tu fai un salto e la barca si inclina in modo allarmante, è stata colpita da una grande ondata. Gli spruzzi d’acqua si mischiano alla pioggia scrosciante e tu corri veloce verso la porta più vicina dello yacht per scampare alla tempesta apparsa dal nulla. Ti blocchi sulla soglia con un’espressione corrucciata, il tuo sguardo scruta oltre la moquette macchiata e a brandelli, i dipinti che cadono dalle pareti e il soffitto ha ceduto da un lato. Tu gridi il mio nome ma non c’è risposta. Passi da una stanza all’altra ma non c’è nessuno. L’equipaggio è svanito. La cucina è imbrattata di grasso e sporco, il cibo avariato è sparso intorno sul pavimento. I bagni sono sudici, le mattonelle si spaccano e gli specchi sono rotti. Continui a girare nello yacht ma la scena è la stessa ovunque tu vada. È distrutta e in rovina per disinteresse di lungo tempo. Lo yacht si rovescia e senti le lastre che si spezzano e corri sempre più veloce verso il ponte della nave in nome della tua salvezza. Anche il ponte è deserto e vedi che il timone della nave è stato legato in posizione così da continuare a navigare in corsa verso la massa di nuvole grigie e la folgore dei lampi che puoi vedere nonostante il vetro rotto davanti a te. Cerchi la radio ma è stata distrutta.

C’è un cellulare che raccogli disperata. In ogni caso non potrai digitare nessun numero, permetterà solo 3 numeri programmati. Il primo mostra la parola “Club”. Qualcuno risponderà ma tutto quello che potrai sentire sono i suoni di chi festeggia, i rumori della festa sono assordanti e la tua richiesta di aiuto è coperta dai rumori di eccitazione e sogni. Il secondo recita “Tenenti”. Ancora una volta ti verrà risposto e chiederai aiuto alla persona che risponde. Ti verrà detto che sono occupati, che ti sei messa tu in questa situazione e quindi devi uscirne da sola. Tu provi un’altra volta ma ti risponde una persona diversa ma ti dice che sei pazza a navigare in una tempesta e non ti possono aiutare. Con paura e disperazione fai squillare il terzo numero e sul display compare “Io”
“Pronto?” rispondo.
“Cosa sta succedendo? Dove sei? sono nei guai, è successo qualcosa nello yacht. Tutto era fantastico ma ora, non capisco, sta andando tutto male e sono nel mezzo di una tempesta. È successo tutto così velocemente, aiutami, aiutami ti prego!”
“Esci sul ponte”, replico calmo e chiudo la telefonata.

Tu segui le istruzioni e tra il rumore del vento e le onde che si infrangono senti l’inconfondibile rumore di un elicottero. Guardi in alto e vedi me che controllo la carrucola in modo che un’imbracatura scenda verso di te. Lo yacht lancia in avanti e tu perdi l’equilibrio. Tu ti arrampichi indietro e provi ad afferrare l’imbracatura ma ho iniziato a tirarla su con forza lontano da te. Riprovi a chiamarmi con il cellulare
“Aiutami ti prego, rimanda giù l’imbracatura, ho bisogno del tuo aiuto”
Ricomincio a farla scendere ancora ma man mano che si avvicina e che provi ad afferrarla senti una fitta dolorosa nel tuo braccio e la tiri indietro. Si è già formato un ponfo sul tuo braccio dove la pallottola ti ha colpito. Tu guardi in alto e vedi che sorrido mentre ti mostro la pistola ad aria compressa. L’imbracatura è ancora di fronte a te e tu provi ad afferrarla ma un’altra raffica di pallini ti arriva addosso mentre l’imbracatura ricomincia a salire.
Tu mi chiami per la terza volta.
“Per favore, perché stai facendo così? Non capisco. Aiutami, farò qualsiasi cosa, solo tirami fuori da qui”
“Qualunque cosa?” chiedo.
“Sì, qualunque cosa, solo ti prego tirami fuori da qui”
Guardi in alto e vedi che l’imbracatura comincia a scendere e che ricomincio a puntarti ancora una volta.
“Ti prego non spararmi, non so cosa ho fatto, questo yacht è diventato un incubo” tu urli nel telefono implorandomi.
“Non hai visto il nome dello yacht mentre salivi a bordo o eri troppo incantata per farlo? chiedo. Tu dai un’occhiata verso uno dei salvagenti e vedi il nome della barca scritto sopra. Non hai prestato attenzione al nome mentre lo guardavi quando sei salita a bordo la prima volta perché eri troppo presa dal suo splendore. Mentre lo yacht si rovescia e perdi l’equilibrio, i tuoi occhi si soffermano sulle nere lettere sul salvagente rosso e bianco. Sono inconfondibili “Narcisista”.

H.G. TUDOR

Let Me Take You On A Trip