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📰 ANGELI CON LA FACCIA SPORCA

Sei circondato da Angeli con la faccia sporca anche se non sei in grado di vedere quella lurida sporcizia che li incrosta. Sei ignaro del tocco che ti macchia e delle impronte sporche che battono il percorso avanti e indietro. Questi individui sono l’amico paziente che ascolta il tuo racconto di dolore, il medico gentile con gli occhi scintillanti che risiede a Bedside Manor, l’addetta alla cura rilassante che chiacchiera con gli anziani e gli infermi, il diligente lavoratore di carità e il gestore del forum che pretende di guidare te, la vittima, fuori dal labirinto di abusi narcisistici.

L’Angelo con la faccia sporca è un individuo che è assolutamente convinto della sua innata bontà e soprattutto ha un desiderio inestinguibile che il mondo sappia che è una brava persona, che si interessa, che capisce.

Questa facciata di virtù e integrità è fondamentale. È il modo in cui crede veramente di essere perché questo è ciò che il mondo deve sapere di lui. Non è il modesto impiego di educatrice d’infanzia che bada coloro che stanno sotto la sua responsabilità e sorride dentro di sé a un lavoro ben fatto. Non sono gli sguardi timidi di un’infermiera diligente quando viene elogiata dai parenti grati. Non è il sorriso paziente e l’umile risposta del terapeuta che tiene in mano la sua carica sconvolta dalla terza crisi dell’anno. L’Angelo con la faccia sporca ha la torreggiante convinzione di essere bravo e tu faresti meglio a crederci perché se non lo fai, beh, allora questo ti rende una persona cattiva.

L’Angelo con la faccia sporca non è l’ Inferiore della nostra specie. No. Non ha la capacità di emulare empatia. A lui non importa e non è neanche programmato per fingere che gli importi. È troppo rudimentale e brutale, troppo preso dal tentativo di saziare i propri bisogni per preoccuparsi di guardare fuori dalla sua sfera. Non capisce di cosa deve preoccuparsi e neanche è in grado di farlo. Non è il Superiore della nostra specie. È vero, l’abile Narcisista Superiore sarà facilmente in grado di imitare quelle espressioni e parole di interesse e non va oltre il loro uso occasionale ai soli fini di gestire la sua agenda del giorno, ma è noto per questa empatia falsa? No, questo disgusta il Superiore. Non desidera esser visto come premuroso, il che lo lascia agli altri, la sua grandezza viene dalla realizzazione – che si tratti di profitti, grandi opere d’arte, film e letteratura sensazionali, retorica gloriosa sul podio, record atletici che spezzano polmoni, danze ipnotiche, inebrianti convegni sessuali e così via. I Superiori desiderano essere noti per la realizzazione pionieristica, la cura e le coccole sono al di sotto di loro.

L’Angelo con la faccia sporca è molto prerogativa del Narcisista di Medio Rango. Lui o lei crede veramente di essere una brava persona. Vuole che anche tu lo sappia e devi accettarlo, bene, perché è vero. Pensa di preoccuparsi delle altre persone, pensa di fare un buon lavoro ma deve essere riconosciuto per questo, e deve manifestarsi ripetutamente. Vuole il riconoscimento. Vuole che tu gli dica quanto è bravo perché aiuta le persone, che vede che capisci che è onesto e rispettabile. Naturalmente tutte questi riscontri sono il carburante che per istinto brama anche se non è in grado di riconoscerlo. Non vede nulla di sbagliato nell’essere riconosciuto, evidenziato e premiato per il suo eccellente lavoro, dopotutto, non basta parlare a più persone delle cose buone che stanno facendo?

Ci sono quelli della scuola del Medio Rango che sono ossessionati da una simile immagine. A loro importa essere visti come quel pilastro della comunità locale, l’educatore la cui cura pastorale non è seconda a nessuno e l’organizzatore di braciate di beneficenza e di raccolte per ricerca sul cancro all’interno dell’ufficio. Dove c’è una buona causa, ci sono buone probabilità che tu trovi un Angelo con la faccia sporca.

Questi individui sono ovunque e difficili da individuare perché, naturalmente, credono ciò che mostrano al mondo. Il Superiore è consapevole della facciata carismatica che propone che maschera la ribollente malevolenza, e sorride con quel freddo sorriso da rettile mentre vede ancora più sonnambulismo nelle sue mani. L’Angelo con la faccia sporca non ha quella consapevolezza. Lui o lei ha una funzione cognitiva sufficiente a creare un’apparenza di bontà, a sembrare che si preoccupi, a mettere in atto ciò che crede di essere e ciò fa in modo che essi si mimetizzino con notevole facilità tra tutti voi. La natura fiduciosa delle persone, sia normali che empatiche allo stesso modo fa sì che non vedranno alcun motivo per dubitare delle apparenti credenziali umanitarie di queste persone. Quello che vedi è ciò che ottieni, giusto? Vedere per credere, vero? Questa persona è premurosa, disponibile e buona, quindi dev’essere sicuramente così, dopotutto, chi mai si presenterebbe con una facciata e si comporterebbe diversamente? Comunque, come sei arrivato a constatare, non solo è quello che fa il nostro genere, lo spessore della facciata varia a seconda della scuola del narcisista, ma la sua frequenza è molto più grande di quanto si pensi.

Quindi, come trovi la sporcizia sotto la purezza? Come fai a sapere se quella persona sente veramente quell’empatia emotiva, è buona nel cuore e nella mente e non fa solo parte di una facciata? Ci sono due detergenti che rimuovono la facciata adesiva e fanno uscire la sporcizia che si annida al di sotto.

Il primo riguarda il riconoscimento. Come ho detto sopra, l’Angelo con la faccia sporca deve avere un riconoscimento. Osserva cosa succede se manchi di riconoscere il contributo di quella persona o se lo concedi a qualcun altro. Un individuo empatico può essere ferito dal fatto che i suoi sforzi non sono stati riconosciuti, ma lo terrà principalmente per sé, non desiderando sembrare villano o in cerca di attenzione. Potrebbe dirlo a un’altra persona per ovviare all’errore, ma sicuramente non farà una tragedia perché viene trascurato. L’eroe non celebrato è una medaglia che è più che contento di indossare. Una persona normale magari si irriterà e può alzare la voce ma non reagirà per aver mancato di accordargli un riconoscimento sufficiente per ciò che ha fatto.

Però il Medio-Rango che è l’Angelo con la faccia sporca a cui non viene dato un riconoscimento non sarà in grado di contenere gli effetti di questa ferita. L’incapacità di lodarlo, di dargli un merito per i suoi sforzi, di constatare che persona gentile e meravigliosa è, finirà per ferirlo e questo si manifesterà con l’accensione della rabbia. Essendo un Medio Rango, la mancanza di riconoscimento produce principalmente rabbia fredda. Di conseguenza, attenzione a questi segnali: –

1. Si lamenta con altre persone come parte di un lungo gioco di compassione – “Non posso credere che Mary abbia dimenticato di ringraziarmi per i miei sforzi di finanziamento, voglio dire, lei sa che lo faccio ogni anno e tutto quello che volevo era che lei dicesse grazie. Non è chiedere troppo vero? Non mi credevo che si disturbasse il sedere ad essere d’aiuto.”

2. È di cattivo umore all’evento

3. Somministra un trattamento del silenzio alla persona che ha trasgredito

4. Fa commenti passivo-aggressivi sui social media o di persona.

5. Convince terze parti a rammentare a quella persona di riconoscere quello che ha fatto

6. Rifiuta di offrire ulteriore assistenza fino a quando non riceve una scusa per la “disattenzione”

7. Sminuisce gli sforzi degli altri nello stesso ambiente

8. Minaccia di unirsi a un’impresa concorrente

L’indole di affettuoso, empatico e di persona che dimostra questa bontà è, come ho detto, intesa come uno sforzo discreto, una vocazione in cui l’atto stesso è già la ricompensa che non richiede alcuna standing ovation o ripetute lodi ed eccessivi ringraziamenti. Non è richiesto un riconoscimento. Se viene concesso, l’individuo empatico o persona normale lo accetterà gentilmente, ma non è un problema se non viene concesso. Gli individui disinteressati non cercano questo riconoscimento, ma l’Angelo con la Faccia sporca deve averlo e se non lo ha, riconoscerai le reazioni tra quelle citate sopra e la sporcizia comincerà a comparire.

Il secondo metodo di esposizione è quello della sfida. Una persona empatica riconosce che le persone hanno punti di vista e opinioni, che è importante che esse siano in grado di articolarle e che non vengano falsate. Ho imparato molto su questo approccio nelle mie interazioni con gli altri e sono affascinato dalla loro capacità di permettere questo. Consentiranno agli altri di dichiarare la propria opinione, avanzeranno le loro ma riconosceranno che le due possono esistere fianco a fianco. È una genuina tolleranza, non fatta per lo spettacolo o per i complimenti, ma nata dalla decenza empatica di far sentire le voci degli altri. Non è così per l’Angelo con la faccia sporca. Se metti in dubbio il metodo con cui lui dispensa la sua apparente attenzione, se sei in disaccordo con le sue opinioni, se suggerisci che c’è un modo migliore, allora vedrai il rivestimento angelico ritirarsi e lo sporco sottostante affiorare molto in superficie.

Quando viene sfidato in questo modo, l’Angelo con la faccia sporca sente minata la sua superiorità e quindi, dal momento che è un Narcisista di Medio Rango sotto mentite spoglie, questo attacco alla sua superiorità percepita accende la sua furia e deve respingere l’attacco. Dovresti osservare quanto segue: –

1. Verrai diffamato e verrà parlato male di te a terze persone per le tue audaci critiche all’Angelo con la faccia sporca “dopo tutto quello che ho fatto” e “solo perché è geloso di quello che faccio” e “tutto quello che sto cercando di fare è aiutare le persone ed è così che vengo trattato.”

2. Dirigerà i Luogotenenti e la Congrega per attaccare il trasgressore. Ciò si manifesta soprattutto in un contesto online in cui le persone “saltano addosso” all’accusato e il regno agisce per conto del Medio Rango, dopotutto, lui o lei preferisce che altri facciano il lavoro sporco.

3. Invalida la visione del trasgressore e lo fa senza riferimento ad alcun punto sostanziale, ma dicendo che è sbagliato, perché è sbagliato.

4. Va all’attacco direttamente contro il presunto trasgressore.

5. Si mostra ferito e mortificato.

6. Attiva un gioco di compassione

7. Accusa il trasgressore attraverso la proiezione, la più frequente è etichettarlo come narcisista.

8. Isola il presunto trasgressore attraverso l’ostracismo familiare o sociale, la cancellazione dai social media, la revoca delle competenze o dell’impiego.

L’Angelo con la faccia sporca è un individuo pericoloso perché la sua facciata gli permette di infiltrarsi in posizioni di relativa autorità e da lì quando i suoi sforzi non vengono riconosciuti e / o altri educatamente mettono in discussione o sfidano il suo modo di fare le cose, piuttosto che ascoltare e mettere in pratica i consigli, farà uscire la sporcizia e la userà per diffamare e corrompere il malcapitato e coloro che sono sinceri nelle loro intenzioni. Questa sporcizia rende l’acqua torbida a tal punto e così convincenti sono le performances del Medio Rango in questi contesti che coloro che hanno fatto un torto finiscono per diventare il capro espiatorio, vengono messi alla gogna e cacciati. Naturalmente, ottenere un risultato del genere non fa altro che rinforzare l’idea di Angelo con la faccia sporca che lui ha assolutamente ragione e che ciò che ha fatto è stato giustificato.

Conoscerai questi Angeli con la faccia sporca. È ora di fare un po’ di pulizia.

H.G. TUDOR

Angels With Dirty Faces

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📑 LA BENEVOLENZA FINISCE A CASA

Quante volte durante la tua danza con il narcisista hai considerato un pericolo la casetta che condividevate che si intravedeva in lontananza mentre guidavi in direzione di essa o il taxi vi si avvicinava? Quante volte ti sei seduta desiderando di essere già fuori e lontana dalla sua buia, incombente minaccia mentre armeggiavi cercando le chiavi di casa?
Quante volte hai sopportato questo ritorno a casa con noi al volante quando la conversazione una volta vibrante si è lentamente inaridita e un pesante presagio di silenzio ha inghiottito l’interno del veicolo. Puoi ancora sentire quella sensazione di nodo allo stomaco quando vedi la nostra sagoma alla finestra dove natralmente avevamo tenuto d’occhio il tuo ritorno? Il dolore che ti sale nel petto quando vedi la porta che si apre lentamente e viene lasciata socchiusa, mentre ti facciamo cenno da dentro ma non stiamo ad aspettare di salutarti giacché ci prefiguriamo ciò che ti aspetta.
Sembra che solo tu sopporti questo trattamento proprio in casa tua. Era destinata ad essere una sorta di santuario, un posto dove le fatiche e i problemi del mondo fuori dalla tua finestra fossero destinate a restare sulla porta. Doveva essere un posto dove ti sentivi riscaldata, amata e sicura. Onestamente si sa che hai tentato di infondere queste cose nella tua casa, così come hai lavorato duramente per renderla un ambiente piacevole e invitante, un posto per rilassarti ed essere te stessa. Sfortunatamente, con noi hai preso troppo alla lettera quest’ultima parte. Gli ospiti in casa tua vengono sempre accolti caldamente da noi, con baci sulle guance e con strette di mani, un deciso colpetto sul sedere come parole di benvenuto sono la regola. Noi impersoniamo il perfetto padrone di casa, mettendo a loro agio gli ospiti, non mettiamo mai loro fretta di andarsene, offriamo sempre loro una bevuta in più. Naturalmente tu svolgi il tuo ruolo così come ti ordiniamo, infatti tu sei quella che organizza il pasto e versa da bere, ma tutto viene fatto in modo così caldo e riconoscente che smentisce la realtà della nostra supremazia su di te. Tu versi il vino nei quattro bicchieri e intanto pensi che questo è il terzo set che hai dovuto comprare quest’anno e siamo ancora a maggio, e che una volta che gli ospiti saranno spariti nella notte quei bicchieri verranno scaraventati sul pavimento a infrangersi come se qualche trasgressione minore e del tutto irrilevante si fosse impossessata del tuo ruolo e diventasse il ring per un incontro di furia intimidatoria. Come il padrone si trasforma velocemtente nella bestia una volta che il pubblico se n’è andato. Quante volte hai insistito perché i tuoi invitati restassero più a lungo e in qualche occasione hai messo a disposizione la stanza degli ospiti per impedire quello che inevitabilmente segue subito dopo. Talvolta hai deciso di prolungare la loro presenza finché ci siamo addormentati, infusi di alcool e un cordiale pasto che ti ha permesso di dire arrivederci ai nostri ospiti appena ci siamo appisolati come se tu preferissi non svegliare la bestia nei due sensi della parola. Ci passi accanto in punta di piedi soffermandoti soltanto, sempre da persona caritatevole, per metterci addosso una coperta dopo di che ti dirigi silenziosamente a letto sollevata per avere evitato una delle nostre scenate.
Quando il tuo taxi si ferma fuori dopo che tu hai deciso di uscire di casa per una rara notte fuori e paghi il conducente, gli occhi guizzanti avanti e indietro dalla porta socchiusa, l’entrata dell’inferno che si è spalancata e ti invita ad entrare, la tua disperazione e apprensione cresce. Il mondo esterno non comprende cosa succede tra quelle mura. A qualsiasi altra persona sembra che tu sia soddisfatta della tua relazione di coppia, godendo di un buon tenore di vita. La nostra facciata accuratamente costruita ci assicura che abbiamo ottenuto il riconoscimento e lo stato che spetta di diritto alla nostra tipologia. Ci assicuriamo che qualunque altra persona sappia che noi siamo persone capaci, di successo, divertenti e di bell’aspetto. Questa è la ragione per cui riceviamo così tanti inviti per ricevimenti, cene, serate fuori e balli prestigiosi. Sai che tu non devi mai declinarli perché la partecipazione è obbligatoria per permetterci di camminare tra la nostra gente e risplendere, bevendo grandi quantità del loro carburante pieno di ammirazione. Noi teniamo discorsi agli eventi di beneficienza e annunciamo una generosa donazione per mantenere la maschera di decenza e rispettabilità mentre ti diamo calci sotto al tavolo per farti sorridere a tutti quelli che ci stanno guardando. La nostra gentilezza viene riconosciuta da tutti nella nostra comunità e il mantenimento di questa facciata ha un’enorme importanza per noi e in nessun modo possiamo permettere che venga intaccata o distrutta.
Eppure tutto il fascino, l’apparente generosità (quelle donazioni non escono mai dal nostro portafogli ma da un’azienda di cui facciamo parte dove noi abbiamo convinto altre persone a sponsorizzare l’evento ma naturalmente noi ce ne prendiamo sempre il merito) e il calore evapora una volta varcata la soglia di casa. A volte, mentre tornavamo via in macchina da un evento, hai desiderato aprire la portiera, saltare fuori e scappare giù per la strada lontana dall’imminente terrore che sai che ti aspetta. Riconosci i segnali. C’è una riduzione e un’eventuale cessazione della conversazione dopo che ti abbiamo borbottato qualche laconica critica. Sai che è la cosa migliore piuttosto che provare a controbattere. La guida sembra non finire mai e tu puoi sentire la nostra rabbia agitata appena ti siedi accanto a noi nel sedile passeggero. Appena giriamo l’angolo e la casa compare in lontananza vorrai scomparire, vorrai essere tolta da quella situazione ma sai che non puoi. Cammini con passi pesanti attraverso quella porta. Noi entriamo sempre prima di te e la lasciamo aperta, allo stesso modo di quando sei uscita senza di noi. E’ un chiaro segnale. Tu ora stai entrando nel nostro territorio e risponderai per aver mancato di sorridere a uno dei nostri scherzi, o per il fatto di aver passato venti minuti a parlare con altri piuttosto che restare a ridere e supportarmi in mezzo alla mia cerchia. Non hai riempito il mio bicchiere e l’hai fatto a qualcun altro piuttosto che a me. Hai divorato il tuo antipasto mancando di eleganza e decoro. Hai mancato di fare un’offerta durante l’asta di beneficienza. Sei andata in bagno durante un discorso. Hai alzato gli occhi ad uno dei miei preziosi aneddoti (avendolo sentito già un centinaio di volte). La lista degli errori, sia reali che immaginati è lunga e noi troveremo sempre qualcosa che non hai eseguito correttamente durante il nostro tempo fuori casa e una volta tornati ti puniremo mentre tiriamo fuori dal nostro kit uno dei nostri attrezzi manipolativi allo scopo di svalutarti. Noi speriamo che tu possa controbattere e tirar fuori un po’di rabbia, ma più spesso che non, quando noi sbattiamo la porta chiudendola con un click e avanziamo verso di te vi è solo panico e lacrime che scorrono. Appena la nostra ombra cade su di te, già i tuoi occhi sono zampillanti di lacrime perché tu sai cosa succederà dietro quella porta chiusa. La generosità caritatevole che elargiamo fuori davanti al mondo in genere finisce sempre a casa.

H.G. TUDOR

Charity Ends At Home

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🎗 NESSUNO ASCOLTA

Avanti, dì loro tutto quello che ti è successo? Vai, prendi il mio telefono e chiama i miei genitori, la mia famiglia e i miei amici. Chiama anche i miei colleghi. Telefona al golf club, anzi, perché non metti un annuncio sul giornale locale, no, fallo su un giornale nazionale e dici a tutti di quanto sei stata trattata male? Sali sul tetto e grida al vicinato, dillo a tutti quelli che ci chiamano alla porta e sbraita agli estranei mentre ti passano accanto. Fallo, avanti, diglielo. Annuncialo, diffondilo, trasmettilo, invialo per posta, per e-mail, per messaggio e per radio. Fa’ che esca a tutto volume dalla radio, che venga trasmesso ripetutamente in televisione, diavolo, ti permetterò persino di legare un messaggio a uno stormo di piccioni e far recapitare le notizie in questo modo. Scarabocchia quanto ti ho trattato male su un pezzo di carta, avvolgi il foglio attorno a un mattone e scaraventalo attraverso la finestra della stazione di polizia. Urla a lungo e ad alta voce finché non sei rauca. Avanti, racconta, racconta tutto.

Racconta ai miei genitori del loro figlio che ha successo, che ha studiato molto, ha ottenuto risultati brillanti e ora eccelle sul lavoro, di ciò che faccio? Perché non raduni tutti i miei amici da queste parti e annunci loro che sono un bastardo? Sono sicuro che saranno incuriositi di ascoltarti mentre dici questo del loro fedele e affidabile amico che trova sempre tempo per loro e li ha aiutati in modi ripetuti attraverso la sua generosità e influenza. Spalanca la porta accanto e bussa alla loro porta d’ingresso, spiega loro con i tuoi occhi selvaggi e i capelli ancora più selvaggi che cosa è successo davvero? Dopotutto, io mostro loro solo amicizia e cortesia, non è vero? Non penso che mi abbiano sentito gridare contro di te (aspetto che siano andati via prima di alzare la voce) ma so che ti hanno sentito lamentarsi e piangere. Vai a far la spesa in paese e fà cenno alla simpatica signora del panificio cosa faccio davvero dietro le porte chiuse. Sono sicuro che adorerà sentire te che le dici tutte queste cose di quell’uomo affascinante che è il suo miglior cliente e ha fatto in modo che lei provvedesse al ristorante di due miei amici. Chiama mio fratello e digli tutto per filo e per segno. Oh, non puoi perché non ti risponde più al telefono vero? Lo so, scendi in palestra e vedi se riesci ad interessare qualcuno dei clienti abituali con una battuta isterica sul tipo che tutti salutano e che lavora tranquillamente e regolarmente. Scrivi un promemoria per i miei colleghi e distribuiscilo. Sono sicuro che saranno interessati a leggere tutto sul loro capo che detiene le redini del loro futuro. Dichiaralo al gruppo di calcio che frequento, vorranno sapere tutto di quello che faccio, no? Che cosa? Questa è tutta la mia gente. Alla fine ti sei resa conto di com’è veramente la questione tra i tuoi scoppi di rabbia e i commenti pieni di odio. Lo so, allora, chiama tua sorella e vedi cosa ha da dire, bada bene, oso dire che non vorrai darle soddisfazione dopo il modo in cui è venuta da me, vero? Dì ai tuoi amici tutto questo. Oh aspetta, ora sono miei amici e tutto ciò che hanno sempre visto è come ti avevo reso felice, i regali, i viaggi, i piccoli pensieri e l’amore. E il vicario? Lui ti ascolterà, ne sono certo. È ciò che fa dopo tutto, anche se cosa ne farà di certe calunnie contro un partecipante regolare ai suoi sermoni e generoso donatore di beneficienza rimane da vedere.

Fallo, prendi un altoparlante, crea uno striscione, manda un messaggio dietro un aereo e scrivilo sulla sabbia sulla spiaggia. Fallo in questo modo frenetico con le parole che fuoriescono dalla tua bocca contorta, un’insalata di parole che non ha senso. Sono sicuro che il modo staccato con cui sputi le tue accuse sarà ben accolto. Assicurati che guardino in profondità nei tuoi occhi spiritati quando parli con loro, voglio che vedano con chi hanno davvero a che fare. Lo dirai a tuo padre, vero? Ah, ha sopportato questo (tuo comportamento) per anni ed è stato felice di vederti andar via di casa, me l’ha detto lui stesso. Lui sa che regina del dramma sei e quanto a tua madre, lei odia lo scontro e mi adora perché sa quanto ho fatto per te.

Dai, batti i pugni su quella facciata, vedi se riesci a farci qualche buco anche se so che non ne sarai in grado. Grida imprimi e urla tutto quello che ti piace. Mi divertirò a guardarti mentre lo fai e non ci saranno risultati favorevoli per te. Tu sei la pazza e stai cercando di spodestare me, stabile, razionale, affidabile e alla fine molto più simpatico. Ma tu continui a provare, ciò mi diverte e mi dà energia mentre le tue mani insanguinate tirano schiaffi alla facciata senza alcun effetto e la tua voce diventa niente più che una raspa. Guarderò come la speranza svanisce nei tuoi occhi per essere sostituita da paura e incomprensione. Quindi continua a provare, continua e rafforza ciò che ho già indottrinato loro a credere. Loro credono a me. Non crederanno a te.

H.G. TUDOR

Nobody Is Listening

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👤 PERCHÉ NON LO VEDONO ANCHE LORO? – LA FACCIATA DEL NARCISISTA AL LAVORO

“Okay,” annunci quando ti rivolgi al piccolo gruppo di individui con la tua stessa opinione in piedi accanto a te, “sarà qui da un momento all’altro.” I membri del gruppo annuiscono. Avevi sperato che ce ne sarebbero stati di più, pronti e disposti a protestare, ad indicare agli altri quello che sono io. Quando ti sei avvicinata alle persone per raccogliere il loro sostegno c’è stata una mescolanza di reazioni. Un gruppetto ha immediatamente accettato e sono stati accaniti ed entusiasti nel loro sostegno. Altri hanno spiegato che avevano altre cose da fare in questo giorno e non avrebbero potuto partecipare alla protesta. Hai posto l’accento sull’importanza della protesta non solo a te, ma inviando un messaggio agli altri che avrebbero dovuto assistere ma che erano irremovibili. Le scuse sembravano sincere, visto che spiegavano che avevano già un impegno in essere o che non potevano deludere qualcun altro. C’era anche un gruppo di persone che era d’accordo ma arrivato il giorno della protesta non si fece vedere da nessuna parte. Comunque, ci sono cinque di voi e con uno sforzo concertato dovreste essere in grado di fare abbastanza rumore per attirare la mia attenzione. Anche gli striscioni e i cartelli dovrebbero trasmettere il messaggio. Ti sei assicurata un ottimo punto di osservazione, il che significa che quando la mia macchina si ferma davanti a questo prestigioso edificio non avrò altra scelta che passare davanti a te e alla tua piccola banda di sostenitori. Hai un’eccitazione nervosa nello stomaco nel pensare finalmente di essere in grado di darmi una sferzata di verità e anche di far sapere al resto del mondo che non sono la persona meravigliosa che fingo di essere, ma un individuo assolutamente più spregevole e più oscuro. Sei riuscita ad attirare l’interesse di un paio di notiziari locali che si trovano nelle vicinanze, cameramen e giornalisti raggruppati insieme in attesa di coprire l’evento. Hai promesso loro rivelazioni su un importante uomo d’affari e non vedi l’ora di vedere le reazioni quando rivelerai la verità. Per troppo tempo hai sofferto a causa della mia bocca e delle mie mani e ora è tempo di giustizia. Hai sollevato il cartello con la mano su cui è stampato a grandi lettere “Abusatore Seriale”. Uno striscione è stato steso lungo il muro. È uno striscione dall’aspetto professionale che proclama “Abusatore Alcolista Adultero Aggressore”. Dai un’occhiata agli altri cartelli impugnati dai tuoi sostenitori che specificano una serie di verità su di me che senza dubbio mi faranno infuriare quando le vedrò e mi renderò conto che vengono trasmesse a un pubblico più ampio. Mentre stai controllando questi cartelli, noti che molte persone si stanno riversando nella piazza. Ci sono alcuni soliti passanti come sempre, nonché persone sedute su una panchina a fare uno spuntino, ma ci sono molte più persone che attraversano la piazza e lo stanno facendo di proposito mentre si dirigono verso di te.

“Chi sono questi?” Chiedi. I tuoi sostenitori si girano per vedere le molte persone che ora si stanno riversando in piazza. Noti che stanno portando i propri striscioni e cartelli.

“Sembra che abbiamo attirato qualche altro sostenitore”, dice uno dei tuoi amici.

“Ottimo,” sorridi, “sembra che la voce si sia diffusa.”

“Ehi guarda, c’è Angela, ha deciso di venire alla fine”, aggiunge un altro amico.

“Sì, e Tina e Paula. In effetti, sono spuntati alcuni di loro che avevano affermato di essere occupati. Fantastico!” Osserva un altro amico.

Chiami Angela, salutandola con la mano. Si gira con la testa verso di te ma invece di farti un caldo sorriso e ricambiare il saluto come ti aspettavi ti fulmina con uno sguardo altero e si allontana. Interrompi il saluto, il braccio ancora in aria, perplessa dalla sua reazione. Vedi Angela che dà una gomitata a Tina, la quale si gira verso di te e spinge il cartello che sta portando su e giù con fare aggressivo. Si vede la parola “Eroe” scritta su di esso. Anche il cartello di Paula viene visualizzato, con le parole “Ragazzo D’Oro “.

“Cosa sta succedendo?” Chiede nervosamente un amico. Osservi come il gruppo che hai pensato fosse di amici su cui puoi fare affidamento prenda una posizione un po’ distante dalla tua. Pensi di andare a parlare con loro, ma vengono presto coperti dalle altre persone che si sono riversate nella piazza. Riconosci alcuni volti, alcuni sono miei amici, altri miei colleghi che hai incontrato una o due volte e tutti portano manifesti, cartelli e striscioni. Avverti un senso di terrore che ti insegue mentre guardi la scritta su di loro,

“Un vero gentiluomo”

“Generoso donatore”

“Un amico brillante”

“Amante incredibile”

“Pilastro della comunità”

“Figlio amorevole”

“Fratello meraviglioso”

Complimenti. Un mare di complimenti dipinti e stampati che ora vengono agitati in aria quando scopri di essere circondata da decine di miei sostenitori. Vedi la panoramica delle troupe televisive con le loro macchine fotografiche attraverso la folla di persone appassionate ed entusiaste che stanno osannando il mio nome.

“Che cosa sta succedendo?” Ti chiedi ad alta voce. Cerchi di combattere la sensazione di angoscia diffusa, avvalendoti della determinazione che ti ha spinto a venire qui pronta a smascherarmi.

“Abbiamo bisogno di farci sentire”, annunci e ti rivolgi ai tuoi sostenitori solo per scoprire che se ne sono andati.

“Cosa?” Dici a nessuno in particolare. I cartelli che mi denigrano giacciono sul pavimento e tu ti guardi intorno cercando di individuare i tuoi amici che erano rimasti lì solo fino a un momento fa pronti a protestare e mostrarmi per quello che sono veramente. Vedi una delle tue amiche dall’altra parte della strada e cerchi di farti largo tra la massa di persone, ma è inutile. La tua bocca si apre da sola quando vedi la tua amica che ora agita con entusiasmo un cartello su cui si legge “Ti amo”.

Fumante, torni al muro e trovi un uomo che strappa il tuo striscione.

“Ehi, lascialo stare!” Gli urli.

“Che cosa hai detto?” Chiede aggressivamente.

“Ho detto di lasciar stare quello striscione.”

Ti spingi verso di lui e tenti di togliere le sue mani dallo striscione.

“Questo deve sparire”, dice, “che cose terribili da dire su una gran persona.”

“Di cosa stai parlando?” Dici.

“Di questo”, punta un dito sullo stendardo, “tutte bugie”.

“No, non lo sono, credimi, so esattamente com’è.”

“Aspetta un attimo, tu sei quella psicopatica che lo ha inseguito, vero?” Chiede l’uomo mentre viene travolto da un’istantanea presa di coscienza.

“Io una psicopatica? È quello che ha detto di me? Non è una sorpresa. Lui è lo psicopatico, sai cosa mi ha fatto quell’uomo? Mi ha fatto passare l’inferno.”

“Ridicolo. È solo gelosia da parte tua. Non eri nessuno prima che arrivasse e ti desse così tanto solo per venire tradito. Dovresti vergognarti di te puttana!” Sputa l’uomo.

“Altre bugie!” Urli di rimando, ma lui non ti ascolta mentre un enorme ruggito si scatena dalla folla. Ti dimentichi dello stendardo e invece ti sporgi oltre il muro agitando vigorosamente il tuo cartello mentre la mia auto si profila nel campo visivo. La macchina si ferma e saltano fuori due uomini che indossano un completo nero, portano occhiali da sole e danno un’occhiata tra la calca prima che io esca dall’auto vestito in modo impeccabile, mentre saluto la folla riunita, con un ampio sorriso sul viso. Le telecamere girano e si concentrano su di me mentre il mio nome viene pronunciato all’unisono. Fai del tuo meglio per farti sentire, urlando le verità sulla mia vera natura più forte che puoi, ma è inutile, perché il coro della folla zelante e riconoscente ti sovrasta. La tua frustrazione aumenta mentre guardi me che mi offro all’adulazione. Mi dirigo verso la folla, affiancato dai due uomini che continuano a scrutare il mare di volti sorridenti. Le mani vengono spinte in fuori, desiderose di toccarmi e io stringo la mano alle persone, riconosco questi sostenitori, mentre mi sposto tra la folla fin quando non ti raggiungo. Mi fermo, ti guardo e libero quel fantastico sorriso, i miei occhi si illuminano, proprio come hanno fatto tanto tempo fa.

“Ciao, com’è carino da parte tua essere venuta, così bello vederti qui,” dico.

“Sono qui per far sapere al mondo che bastardo sei!” Rispondi.

“Ehi, non devi far così”, ammonisce una donna alla tua destra.

Prima che tu possa parlare, io alzo una mano e rispondo,

“Va tutto bene, questa è Victoria, ci conosciamo, ho reso la sua vita un inferno.”

“Vedi?” Annunci, “finalmente ammette ciò che ha fatto. Ecco perché lo odio.”

“Lo odi perché ti ha migliorato la vita?” Chiede la signora con voce confusa.

“No, ha detto che mi ha reso la vita un inferno, lo ha fatto, è stato terribile con me. Dille, dille quello che hai fatto”, insisti. Io continuo a sorridere e mi rivolgo all’altra donna.

“È vero, l’ho spinta, l’avrei picchiata, insultata e messa in pericolo,” dico.

“Finalmente, finalmente, l’hai detto,” annunci con un’espressione gioiosa sul tuo viso.

“Sì beh, anch’io sarei felice se mi dicesse questo, donna fortunata,” continua la signora accanto a te.

“Scusi?”

“Ha detto ‘l’amavo, l’avrei deliziata, l’ho isolata dal male’ è un uomo così buono. Vorrei che fosse mio.”

“No, non sta ascoltando correttamente, non ha detto affatto quelle cose” protesti.

“Quest’uomo è un mostro. Ha reso la mia vita un inferno e cerca ancora di farlo. Vero?

“Rendo la tua vita insopportabile”, confermo.

“Vedi?”

“Ha detto che rende la tua vita imbattibile”, interviene un uomo alle spalle, “Signora, non so quale sia il suo problema ma siamo qui per ringraziare quest’uomo meraviglioso di far parte delle nostre vite, deve andare a farsi un giro.”

“Sì, chiaro, non abbiamo bisogno di piantagrane come te” aggiunge un’altra voce. Uno degli uomini col completo nero strappa il cartello dalle tue mani e lo spezza sulle sue ginocchia mentre ti senti strattonata e spintonata. Vieni trascinata indietro mentre la folla aumenta e il varco nel punto in cui eri in piedi si chiude. Riesci vedermi mentre sogghigno e ti saluto con gli occhi che brillano di gioia finché non sono scomparso dalla visuale e tu cadi all’indietro sui duri ciottoli della piazza, espulsa dalla folla. Senti le lacrime di rabbia e frustrazione insieme a quella familiare sensazione di disperazione mentre ti sdrai sulla schiena respirando affannosamente.

“Andiamo, alzati,” dice una voce. Una mano prende la tua e vieni tirata in piedi da un vecchio che è sorprendentemente forte visto i suoi anni avanzati. Ti guida verso una delle panchine lontano dalla folla e il suo supporto rauco.

Ti fa sedere sulla panchina mentre ti asciughi le lacrime.

“Grazie.”

“Non c’è di che.”

“Perché loro non lo vedono per quello che è? Non capisco.”

“Ahh, questo è il problema quando ti imbatti in un demagogo”, sospira il vecchio, “ho paura che tu non abbia alcuna possibilità. Pensi che questo gruppo sia apparso solo ora sulle specifiche? Niente affatto. Questa folla è stata reclutata e addestrata per mesi ormai. Egli aveva sparso il suo fascino tutt’intorno e devi ammettere che è affascinante; tu stessa te ne sei innamorata per questo, vero?

Annuisci lentamente.

“Quindi c’è da meravigliarsi se anche per tutte queste persone è stato lo stesso. Tu sei sveglia, indipendente e intelligente e sei stata presa. Alcune di queste persone non sono capaci di vedere oltre il loro stesso naso”.

“Ma ho visto i miei amici che lo sostengono, persino mio fratello, perché dovrebbero farlo quando sanno quanto male mi ha trattato?”

“Oh, bene, è furbo. Tuo fratello ottiene lavoro da lui, quindi non lo disprezzerà, non con l’economia che va in questo modo. Le tue amiche? Beh, non sono veramente tue amiche, non trovi? Due di loro hanno progetti su di lui e non vedono l’ora che tu venga abbandonata. Tutti gli altri pensano che sia meraviglioso perché è tutto ciò che hanno sempre visto e quando vengono nutriti tutti i giorni con una dieta del genere alla fine tendono a crederci”.

“Ma ho detto loro quello che ha fatto, ho mostrato loro i messaggi terribili”.

“Lo so, ma lui è arrivato prima. Ha detto loro del tuo caratteraccio e della tua propensione a perdere le staffe e, naturalmente, tutti l’hanno visto a un certo punto, quindi è stata un’ulteriore conferma per loro. È molto persuasivo.”

“Lo so, ma come ha fatto ad avere così tante persone che lo sostengono, guardale,” agita un braccio nella direzione della folla.

“Alla gente piace il successo e vuole starci in mezzo. Molti di loro non amano pensare di essere coinvolti in seccature, così è più facile belare come una pecora e seguire la folla. Lui lo sa e l’ha fatto molte, molte volte. Non hai avuto alcuna possibilità.”

“Ma non è corretto. Voglio dire, in realtà stava dicendo a quella donna tra la folla quello che aveva fatto e lei lo ha distorto, in modo che sembrava che dicesse cose positive su di me.”

“In effetti, è un esperto nel distorcere la verità, così tu sembri una persona pazza e lui rimane quello d’oro.”

“Lo so, vorrei solo che le persone lo ascoltassero e vedessero”.

“Non lo faranno o lo faranno solo in pochi. Impiega un sacco di sforzi nel coltivare la sua facciata di rispettabilità in modo da essere quasi inespugnabile e usa questo per schiacciarti quando pensi di poterlo esporre per quello che è, come hai visto oggi. Hai affrontato la facciata e questo ti ha sovrastato, ha estirpato i tuoi sostenitori e ti ha sputato fuori.”

“Mi scusi per aver chiesto, ma come fa a sapere tutto questo?” Chiedi curiosa di sapere chi è questo estraneo collaborativo.

“Non sei l’unico che ha visto attraverso di lui lo sai? L’ho fatto pure io e mi ha portato dove sei tu adesso.”

“Lo conosce?”

“Oh, certo, non che abbia molto a che fare con me, salvo quando gli conviene rivoltarmi la folla contro quando tutto ciò che ho cercato di fare è essere d’aiuto. A proposito, dobbiamo andarcene, presto tornerà, e i suoi sostenitori cercheranno di mobilitare la folla e non vogliamo essere ancora seduti qui quando succederà”.

“Non possiamo affrontarli, convincerli, mostrare loro com’è. Ora siamo in due, potrebbero ascoltare?”

“Non vogliono saperlo. È più facile in quel modo per loro. Ecco perché non possono vederlo. Il risultato di una cecità e di una mancanza di volontà create dalle sue manipolazioni e dai loro difetti innati. Dai, è ora di andare.”

E vai, sarà meglio.

H.G. TUDOR

Why Can’t They See It Too? The Narcissist’s Façade At Work