📑 IL FREDDO CONFORTO

191122A The Cold Comfort.jpgÈ una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

The Cold Comfort

👤 CREATURA FERITA

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Non ferirei mai un animale, non intenzionalmente. Sono un esperto tiratore ma non sparerei mai ad un animale vivo. Non sono un amante degli animali, non ho mai avuto un animale e mai lo avrò. Accudire o ferire un animale non mi interessa. Immagino che questo sorprenda alcuni di voi. Immagino che abbiate guardato la foto di questa piccola volpe e abbiate pensato: “Qui è dove mostra il massimo del suo sadismo rivelando che amava torturare porcellini d’India quando era bambino o sparare ad uccelli in giardino con un fucile ad aria compressa”. Sono felice di contraddirti. Non è mai accaduto. Sono ben consapevole che ferire animali sia segno di mancanza di coscienza ma a questo non segue necessariamente che un’assenza di coscienza significhi ferire animali. So che certi individui ottengono una gratificazione emotiva ferendo animali e riguarda l’esibizione del controllo definitivo. Guardo a quelli che utilizzano questo tipo di comportamento come individui di categoria epsilon, semi-idioti a basso funzionamento.
Un animale non ti può rispondere, non può dirti cose o dire la cosa sbagliata. Penso che gli animali mostrino certe tendenze narcisistiche ego-centrate, nutrimi, lavami, accarezzami, gioca con me, portami a passeggiare, pulisci il mio spazio e così via. Richiedono molta attenzione ed ecco perché non posso tollerare di averne uno come animale domestico. Credo che sia la ragione per cui non ne ho mai ferito uno.

No, la mia ira esiste per le creature ferite, le persone patetiche che sono deboli. Non amo i bambini perché sono deboli e mi assorbono attenzione. Non amo gli anziani, sono deboli e assorbono attenzione per via dell’aiuto di cui hanno bisogno. Inoltre non voglio che mi ricordino la morte e sono degli spettri vicini alla fine che ci ricordano che la falce della morte è vicina. Non amo i malati, sono deboli e mi assorbono attenzione. Penso che tu stia prendendo la foto ora. So che voi persone empatiche siete a contatto con queste persone e la società ordina che questi gruppi debbano essere accuditi. Questo non mi risuona. Mi fa infuriare. Vorrei che scomparissero e non mi distraessero dai miei obiettivi. Se si trovassero alla mia portata si ritroverebbero oggetto della mia irritazione e scontentezza con il risultato che esploderei con con la mia lingua acida e parole feroci per esibire il mio fastidio. So che voi lo vedete come sbagliato ma io sono semplicemente onesto. È quello che provo. Ora sai perché la mia specie ti scarica per una modella più giovane, non mostra interesse alla nascita di nostro figlio e perché la nostra tipologia svanisce quando siete malate o infortunate e bisognose di cure. Non desideriamo che ci venga ricordata la debolezza, non quando ci minaccia dall’interno ogni giorno.

H.G. TUDOR

Wounded Creature

📑 COSA PENSA DAVVERO IL NARCISISTA QUANDO C’È BISOGNO DI AIUTO

190826D What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed.jpgÈ una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed

📰 I TRE ASPETTI DELL’EMPATIA

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Il concetto dell’empatia può essere diviso in tre tipi. Ci sono tre aspetti identificabili.

Prima di tutto c’è l’idea dell’empatia cognitiva laddove si può capire il punto di vista di un’altra persona. Io sono capace di capire il punto di vista di un’altra persona ma raramente accederò ad esso, a meno che non veda un guadagno ulteriore che possa essere ottenuto esprimendo il fatto che sto capendo il loro punto di vista. Perfino quando spiego di capire, è comunque improbabile che io lo accetti. I Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di comprendere il punto di vista di quella persona perché si opporrà al loro, ostacolando ciò che vogliono ottenere e frustrando le loro finalità in seguito alla loro differente prospettiva. Mancano di funzioni cognitive per farvi fronte. Ovviamente, le persone empatiche sono esperte nel capire il punto di vista dell’altro ma andranno oltre. Mostreranno pazienza nel permettere che quel punto di vista venga articolato, faranno domande per estrarre questa opinione e la applicheranno alle loro situazioni ed esperienze personali. Gli individui empatici vogliono comprendere il punto di vista dell’altro. Non solo danno un palcoscenico per iniziare, ma permettono anche che venga trasmesso, espanso e applicato. D’altra parte non sorprende che questa empatia cognitiva si diffonda nei tratti empatici di pazienza, bisogno di comprendere, bisogno di conoscere la verità. Inoltre, avere una tale empatia cognitiva fa sì che la persona empatica sia molto più suscettibile all’insalata di parole, alla conversazione circolare, alle bugie e alle mezze risposte che la nostra tipologia fornisce. La persona empatica sopporta queste manipolazioni mentre lui o lei tentano di farsi strada nel pantano al fine di flettere la loro empatia cognitiva in modo da capire il punto di vista narcisistico. Naturalmente, dato che il nostro punto di vista agisce da una prospettiva completamente distorta e differente, avete poche speranze di realizzarlo.

Secondariamente, c’è anche l’interesse empatico laddove si è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, sentendo il bisogno di far fronte a questo stato emotivo e quindi mostrando l’appropriato interesse verso l’individuo. In tutte le tre scuole di narcisismo, la nostra capacità riguardo l’interesse empatico è distorta. Il Narcisista Superiore è sempre capace di eseguire la parte di riconoscimento ma non è mai stato creato con il senso della necessità di farvi fronte malgrado le nostre funzioni cognitive amplificate implichino che possiamo capire, attraverso osservazione ed esperienza, quale dovrebbe essere l’appropriata risposta d’interesse. Questo significa che possiamo riconoscere qualcuno in difficoltà, capire che hanno bisogno d’aiuto ma non sentiamo minimamente l’impulso di offrirlo. Però, siccome abbiamo due delle tre parti dell’interesse empatico, fingeremo preoccupazione basata sulla nostra comprensione, ma solo se vediamo che serve ai nostri interessi. Ecco perché, specialmente durante la seduzione oppure a beneficio della facciata durante la svalutazione, possiamo apparire interessati che qualcuno sia preoccupato o sconvolto. Non sentiamo alcun bisogno di assisterli, ma riconosciamo che farlo possa servire alle nostre necessità personali.

L’Inferiore è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, non sente la necessità di farvi fronte ed è incapace di mostrare l’interesse appropriato verso la persona. Di conseguenza, perfino durante la seduzione, l’Inferiore si presenterà come impassibile mentre ha a che fare con certi episodi emotivi e spesso lui o lei abbandoneranno la situazione. Durante la svalutazione, vedrà solamente il vantaggio del carburante da questo stato emotivo ed infatti invece di essere solidale, dato che non ne sente il bisogno, semplicemente esploderà ulteriormente.

Anche il Medio-Rango riconoscerà lo stato emozionale, non sentirà necessità di farvi fronte ed ha un repertorio limitato di falso interesse. Quindi in certi casi può fingere di essere interessato ed in altri non ha risposte e lascerà la vittima ai propri problemi e difficoltà inoltre ha abbastanza calcolo per affermare che deve essere urgentemente da qualche parte e quindi fugge dalla domanda di assistenza ed aiuto fatta dalla vittima.

Come è prevedibile, la persona empatica possiede intatti e in quantità intensa tutti e tre gli elementi di questo particolare aspetto dell’empatia. L’individuo empatico è in grado di riconoscere lo stato emotivo di un altro con notevole facilità, perfino se tenta di mascherarlo. Loro sentono assolutamente e riconoscono la necessità di fare qualcosa quando vedono la reazione emotiva di qualcuno. Questa compulsione è quasi irresistibile per le persone empatiche e sono anche pienamente a conoscenza di ciò che dovrebbero fare per rispondervi. Condivideranno la gioia, si congratuleranno quando qualcuno è felice per delle buone notizie, consoleranno quando qualcuno è infelice e li abbracceranno quando hanno il cuore spezzato. La persona empatica non è diversa con la nostra tipologia e vede la nostra risposta emozionale – sebbene di assortimento limitato- sente il bisogno di farvi fronte e sa anche come farlo. Quindi quando scarichiamo la nostra furia, il nostro odio, la nostra invidia e la nostra antipatia, la persona empatica per via del suo interesse empatico è sempre stimolata all’azione, raramente si sottrarrà alla sfida ed affronta i problemi perfino se comportano costi notevoli per sé.

Alla fine arriva il concetto di contagio emotivo. Questo è profondo e si potrebbe perfino considerare come un elemento spirituale delle persone empatiche. Non riguarda solamente la comprensione di un punto di vista o il riconoscimento e la risposta ad un bisogno emozionale, riguarda il fatto di sentire l’emozione come fa l’altro. Quindi se un amico è sconvolto dalla morte di un genitore, la persona empatica viene contaminata da questo lutto e sperimenta la stessa emozione come se fosse in lutto in se stessa. Questo non solo significa che zampillano di carburante cosa che naturalmente la nostra tipologia sfrutterà ma che sono alimentati dal riconoscere i bisogni e dal fare qualcosa a riguardo ancora più di ciò che gli verrebbe concesso tramite l’empatia cognitiva e l’interesse empatico. Il contagio emotivo esiste in tutti gli individui empatici ma è più intensa in alcune persone. In effetti, la sua intensità potrebbe perfino andare oltre al trovarsi vicino fisicamente alla persona che sperimenta l’emozione. Un soggetto in sintonia con il contagio emotivo guarderà un programma televisivo dove il personaggio principale è spaventato, e anche lui sentirà quella paura. Leggeranno un commovente articolo sul giornale riguardo ad un orfano in difficoltà e sentiranno quella disperazione allo stesso modo. È una parte di empatia immensamente potente e fa sì che la persona empatica debba rispondervi.

Noi non abbiamo tale contagio emotivo. È completamente assente e quindi non abbiamo nulla che potrebbe farci sentire qualcosa in modo da agire in base ad esso. Non c’è nulla qui. Il dramma dell’orfano non viene sentito da parte nostra e siamo completamente indifferenti. La paura dell’eroina in televisione viene vista con fastidio dato che la nostra fonte primaria sembra essere più interessata di questa persona che di noi. L’unico momento in cui consideriamo questo contagio emozionale di qualche utilità è quando è utile ai nostri scopi quando la persona empatica zampilla di carburante per via di esso e dirige i propri tratti empatici verso di noi. Noi non abbiamo questo contagio e non sentiamo nulla nel modo in cui lo faresti tu.

H.G. TUDOR

The Three Strands of Empathy

📰 EMPATIA E IRONIA

191123B Empathy and Irony.jpgMolte persone affermano che io e la mia specie manchiamo di empatia. Non mi piace quell’atteggiamento. Prima di tutto equivale a una critica e io non devo essere criticato. In secondo luogo, l’empatia è considerata da alcuni come l’abilità di confondere la linea tra il sé e l’altro. La dose di empatia tascabile nella foto sopra sottolinea questo. In effetti io sono tra i migliori a confondere il confine tra sé e gli altri. Sono un campione in questo. Una delle mie linee assassine di seduzione è dichiarare

“Io non so dove finisci tu e dove comincio io siamo amalgamati in una cosa sola.”

Se questo non è un confondere la linea tra il sé e l’altro, non so cosa sia. Spiego ripetutamente che vedo le persone come estensioni di me stesso, sono oggetti che vengono riassunti in ciò che sono io mentre inghiotto la loro identità e uso i loro tratti come i miei. Confusione delle linee? Direi che è una cancellazione. Con quella definizione sto trasudando proprio empatia, no?

Il terzo motivo per cui non mi piace l’insinuazione di non avere empatia è che l’empatia è la capacità di comprendere i sentimenti degli altri. Ancora, io capisco i sentimenti degli altri in misura elevata. Come posso manipolare quei sentimenti se non li capisco? Alcuni della nostra specie si comportano istintivamente in un modo che causa manipolazione. Non hanno pensato molto a monte del processo, ma agiscono in questo modo perché è tutto ciò che sanno. È tutto ciò che sono stati condizionati e programmati per fare. Non hanno bisogno di considerare quello che stanno facendo perché semplicemente succede e poi si svolge la manipolazione. Quelli di noi che si trovano al più alto gradino della scala dei narcisisti considerano cosa fare in termini di manipolazione. Pianifichiamo e tramiamo sempre mentre riflettiamo sul modo migliore di manipolarti per fare ciò che vogliamo e perché ci venga fornito il nostro prezioso carburante. Io mi siedo e considero il modo più efficace di impugnare il mio diabolico kit di attrezzi per provocare e generare le reazioni emotive più gratificanti da parte tua. Affronto schemi e macchinazioni mentre sogno nuovi modi per provocarti. Analizzo la tua vita, quello che fai e quello che dici e poi stabilisco come posso usare quel materiale per farti reagire. Se non avessi capito come ti facevano sentire certe cose, come potrei sapere come manipolarti meglio? Capisco tutto dei tuoi sentimenti perché ti guardo ti osservo e ricordo. L’ho fatto molte volte alla tua specie e quindi ho sviluppato una conoscenza acquisita dei modi in cui persone come te reagiranno. Mi siedo e penso a cosa posso fare per farti male, farti piangere e renderti frustrato. Ti conosco così bene, so esattamente quali pulsanti premere. So quali emozioni suscitarti e dato che capisco ciò so esattamente cosa fare per raggiungere questo obiettivo. Per alcuni di voi una corrente fredda di trattamento del silenzio vi farà sprecare quel carburante mentre chiamate e piangete freneticamente, preoccupati del motivo per cui abbiamo smesso di parlarvi. Con gli altri un prolungato periodo di triangolazione mette in evidenza la risposta emotiva richiesta perché competono sempre con qualcuno o qualcosa che percepiscono come una minaccia.

Il fatto che tu mostri i tuoi sentimenti così prontamente viene accolto con gioia da noi. Ci fornisci un manuale da cui possiamo imparare. Possiamo imitare le tue emozioni in modo che la nostra menzogna continui a trascinarti dentro, a farti sentire dispiaciuto per noi e a farti concentrare su di noi. Il tuo esibizionismo a questo riguardo ci permette di capire quali emozioni scorrono più profondamente in te e anche i modi in cui queste emozioni possono essere portate in superficie. Dobbiamo sapere come ti senti in modo da poter poi condizionare come ti sentirai. Io capisco le tue emozioni. Questo è dimostrare empatia non è così? Ora diresti che siamo carenti di empatia?

Non puoi dire neanche che non ci interessano i tuoi sentimenti. Ci prendiamo cura di essi perché noi abbiamo bisogno di questi sentimenti in quanto ci forniscono carburante. Dobbiamo sapere che proverai quei sentimenti e ce li mostrerai. Ci preoccupiamo molto dei tuoi sentimenti, perché senza di loro ci verrebbe negato il nostro carburante e questo è fatale per noi. Ci preoccupiamo della tua manifestazione di quei sentimenti e che siano diretti verso di noi. Ciò che non ci interessa è il loro effetto su di te. Non ci interessa perché non ha alcuno scopo per noi. Se ti senti ansioso, incapace di mangiare o di dormire, tutto quello che ci importa è che ci venga mostrata la tua ansia. L’impatto sulla tua salute e sul tuo benessere non ci riguarda perché non ci fornisce carburante. Non è il nostro ruolo per come siamo fatti farti sentire meglio (a meno che ovviamente non sia necessario per ottenere ulteriore carburante), ma il nostro ruolo è farti sentire in modo da darci carburante. Non abbiamo alcun interesse per gli effetti quotidiani o a lungo termine di come ti senti almeno finché puoi continuare a mostrarci le tue emozioni e a darci carburante. Non abbiamo nulla da guadagnare nell’alleviare la tua tristezza. Non abbiamo alcun interesse nell’offrire soluzioni per far sparire il tuo dolore e la tua miseria. Questa è la brutale verità.

Non dire in ogni caso che non capiamo come ti senti. Indubbiamente lo facciamo perché dobbiamo saperlo per sfruttare ulteriormente i tuoi sentimenti. In effetti spesso ti facciamo sentire apposta in questo modo, quindi sappiamo esattamente come ti senti. Dobbiamo conoscere il modo migliore per tirare le corde e questo significa capire come sentirai e reagirai. Quindi questa per te è proprio l’empatia. Chi l’avrebbe mai pensato? Empatia che viene dal demonio. Che ironia.

H.G. TUDOR

Empathy and Irony

📰 GLI OTTO UTILIZZI DELL’EMPATIA

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Tu sei un individuo empatico. Ecco perché ti abbiamo scelto. Ecco perché vogliamo persone come te perché tu possiedi certi tratti che ci attraggono notevolmente. Hai caratteristiche che sono pronte ad essere sfruttate da noi e solo qualcuno come te può fornire un’opportunità come questa alla nostra specie. Tu possiedi certe doti che abbiamo bisogno di sfruttare per i nostri scopi personali; queste sono otto di esse

1. Fiducia

Non puoi agire senza fiducia. Fin dal principio hai fiducia in noi con il cuore. Prontamente ce lo consegni e ci permetti di metterci attorno le mani. Credi che lo terremo al sicuro e protetto, inconsapevole che le nostre perfide mani bramano ciò che il tuo cuore offre. La tua fiducia è assoluta e incondizionata e questo ci permette di sfruttarla ripetutamente facendo quello che ci va, agendo alle tue spalle e infrangendo la tua fiducia ancora e ancora. La tua reazione quando vieni a conoscenza della nostra violazione di questa dote sacra è enorme e piena di carburante ed è ciò che sta dietro al nostro bisogno di ottenere e distruggere la tua fiducia. Il concetto di fiducia è così allettante che anche dopo averla distrutta, ci sforzeremo di ripararla e vincerla di nuovo solo per romperla ancora.

2. Onestà

La tua apertura e onestà segna il tuo destino di fornirci tantissime informazioni su te stessa. Dalle tue speranze e desideri attraverso le tue carenze e punti deboli. Ti piace descriverci tutto in dettaglio dato che vivi con un codice di onestà, desiderando sempre di dire la verità e che la verità ti venga detta. Noi sappiamo che tu agisci attraverso queste caratteristiche e in principio fingeremo di essere persone oneste, sincere nella nostra espressione di ciò che realmente proviamo per te. Come potremmo essere più onesti del dirti che sei la persona che aspettavamo da sempre? Tuttavia, l’onestà è per te e mai per noi perché operiamo nell’ombra della disonestà. L’onestà potrebbe essere forza ai tuoi occhi ma per noi è una debolezza perché ti sei aperta prima di noi, esponendoti verso di noi, mostrandoci il collo mentre la nostra lingua biforcuta scivolava attraverso i nostri canini affilati.

3. Dignità

Tu devi sempre fare la cosa giusta. Fare qualsiasi altra cosa è un’eresia per te e noi sappiamo che questo tuo attributo ti rende suscettibile alle nostre principali macchinazioni. Tu sei garbata e di buone maniere. Questo fa sì che ci concederai i nostri approcci iniziali e ascolterai attivamente ciò che diciamo. Accetterai con grazia i nostri regali, senza capire che sono tangenti per assicurarci che tu sia incatenata a noi. Risponderai sempre alle nostre chiamate, ai messaggi e aprirai la porta quando compariamo, non importa quanto spesso o quante volte sia senza preavviso. Questo imperativo di essere civile e corretta ci permette di frequentarti a tal punto che il nostro fascino è dentro e intorno a te così spesso che tu non hai altra possibilità che soccombervi. Non ci volterai le spalle, non ci sbatterai la porta in faccia piuttosto ci darai l’appiglio e il tempo di tessere la nostra magia malvagia su di te e di sedurti.

4. Uguaglianza

Tu ti aspetti di essere trattata nel modo in cui tratti gli altri e quando alla fine comincia la svalutazione e tu scopri che mancano concetti come considerazione, reciprocità e parità di trattamento, la tua reazione emozionale e allarmata è il motore per il carburante di cui abbiamo bisogno. Tu funzioni secondo la massima “tratta gli altri come vorresti essere trattata” e quindi ci tratti con amore, passione e gentilezza. Questa assenza di ritorno ti causa un grande sgomento e tristezza, che ci permette di attingere il carburante da te in notevole quantità

5. Fedeltà

Essere fedele e ricevere in cambio fedeltà è di importanza significativa per te. La tua dedizione all’ideale di fedeltà fa sì che noi ci preoccupiamo poco del fatto che perderai la testa per un altro, non importa quanto male ti trattiamo. Non trasgredirai questo ideale, perfino se dovessi sospettare o sapere del nostro evidente disprezzo del concetto di fedeltà, tu rimarrai fedele lo stesso. Ti provoca dolore, ti ferisce ma in quanto persona di principi tu ti atterrai ad esso. Non lo fai per una questione d’orgoglio o per cercare qualche tipo di riconoscimento, ma lo fai perché è parte di te. Una parte integrante della tua fibra morale e pienamente consapevoli di questa tua dote eccellente, noi potremo fare come ci va con una preoccupazione minima che tu ci tratterai nello stesso modo.

6. Tenacia

Tu non ti arrendi. Mostri uno spirito infaticabile che attraversa ogni elemento di ciò che sei. Non lascerai perdere l’idea di te e me. Farai tutto ciò che serve per compiacermi, per riconquistare la mia grazia dorata di cui ti sei deliziata. Terrai duro determinata ad assicurarti di rimetterci in carreggiata. Non abbandonerai perché facendolo ammetteresti un fallimento e questo è qualcosa che non puoi tollerare. Non importa quanto sia grave l’abuso, non importa quanto sia terribile il modo in cui vieni trattata, tu ti aggrapperai come conseguenza di questa caratteristica. Noi siamo ben consapevoli di questo e diamo il benvenuto a questo approccio tenace, perché ci rifornisce con la garanzia della tua attenzione e del tuo supporto.

7. Guarigione

Il tuo desiderio di curare e sistemare è forse una delle tue doti più degne di nota. Il desiderio di alimentare il buono nelle persone e portarlo alla luce. Tu credi che tutti possano diventare migliori, inclusa te stessa ed è il motivo per cui sei così altruista e generosa. Tu lotti per cercare il modo di rendere una situazione migliore per qualcuno, vuoi fare felice una persona triste, calmare una persona preoccupata e alleviare le preoccupazioni di chi trovi sulla tua strada. Più di tutto vuoi aggiustare noi perché credi che possiamo essere aggiustati. Noi non rinnegheremo questa idea, proprio per nulla, serve al nostro scopo di farti continuare a credere che puoi fare la differenza.

8. Amore

Il tuo amore è immenso. Incondizionato, enorme e pressoché infinito. Simile alla riserva più grande, il tuo amore è ciò che dobbiamo intrappolare e una volta ottenuto beviamo da esso con una sete inestinguibile. Tu sei dedita all’idea dell’amore e noi sfruttiamo questa cosa ripetutamente. Esercitiamo il controllo su di te insinuando che non devi amarci molto se non farai ciò che vogliamo. Testiamo il tuo amore per noi ponendo richieste immani su di te sapendo che accetterai sempre la sfida. Il tuo amore per noi è tale che è più dolce di quello che possiamo ottenere da altri ma rimane anche intatto per molto, molto più tempo. Resiste alla torrida svalutazione e all’abbandono senza cuore così che sappiamo di poter contare sul fatto di essere in grado di tornare ancora una volta e impossessarci del tuo amore per l’ennesima volta per i nostri scopi ripugnanti e malvagi.

H.G. TUDOR

The Eight Exploitations of Empathy

📰 LA TORTA DELL’EMPATIA

 

78610323_118466069623809_1526257263319187456_nMolti di voi trovano difficoltà nell’interpretazione dei comportamenti per determinare se si ha a che fare con un narcisista, un individuo normale o un empatico.

Questo è comprensibile per due motivi: –

1. Una mancanza di comprensione dei comportamenti dei vari gruppi di persone; e
2. La presenza del pensiero emotivo che offusca l’applicazione della logica.

Per aiutarti ad acquisire una certa comprensione e per raccogliere la logica ai fini del controllo del Nemico Interno (ovvero il pensiero emotivo) è il momento di parlare di torta e di una torta in particolare La Torta dell’Empatia.

Per comprendere i vari strati della Torta dell’Empatia, utilizzeremo uno scenario semplice. Paul lavora in un ufficio. Lavora con Linda. Linda ha un naso piuttosto grosso, quindi Paul chiama sempre Linda “Babs” in riferimento a Barbara Streisand ogni volta che la vede. A Linda questo non piace. Si turba a essere chiamata ‘Babs’, è sensibile alle dimensioni del suo naso e vorrebbe che fosse più piccolo. I suoi sentimenti sono feriti da questa etichetta.

Strato Uno – Empatia Emotiva Istintiva (“IEE”)

Qui Paolo è un empatico. Non conosce molto bene Linda, ma la conosce abbastanza bene come collega. Non la chiamerebbe Babs. Vede che ha un grande naso ma non gli capita mai di chiamarla per nome. Perchè questo? Paul, in quanto empatico, ha un’Empatia Emotiva Istintiva, il che significa che semplicemente non fa certe cose che sarebbero problematiche. Di conseguenza, la sua Empatia Emotiva Istintiva implica che lui rispetta i confini, non si atteggia con un senso di diritto, dimostra responsabilità, prende in considerazione le altre persone, agisce con onestà e decenza. Non è un santo ma ha questo comportamento istintivo perché in quanto empatico possiede Empatia Emotiva Istintiva. Ha un “cuscinetto” naturale che significa che non adotta particolari comportamenti che potrebbero essere considerati problematici, dannosi o difficili. Non deve pensare a come si comporta, semplicemente si comporta in questo modo.

Questo non vuol dire che si comporta sempre così. La sua Empatia Emotiva Istintiva può essere influenzata negativamente, in quel caso potrebbe offendere qualcuno, comunque questo sarebbe per esempio

• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata da un agente esterno sporadico come il lutto o la stanchezza
• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata dall’intervento di un agente esterno abusante, ovvero il comportamento di un narcisista
• L’Empatia Emotiva Istintiva è ridotta perché Paul conosce bene l’obiettivo e sa che questa persona non si offende per l’etichetta / insulto perché l’ha usata molte volte in passato, l’obiettivo ci ha sempre riso e, ad esempio, è un amico di vecchia data.

Paolo come empatico agisce in modo istintivo, senza doverci pensare così da evitare di causare problemi e quindi non chiama mai Linda per nome.

Strato Due – Empatia Emotiva di Salvaguardia (“SEE”)

Si applica sia agli empatici che alle persone empatiche.

In questo caso Paul vede Linda e pensa

‘Caspita, lei ha un gran nasone, proprio come Barbara Streisand’. Prende in considerazione l’idea di chiamarla e di dire “Ehilà Babs”. Tuttavia, la sua empatia emotiva passa attraverso un processo di pensiero attivo e lui pensa tra sé,

“Aspetta un attimo. Potrebbe non gradire se le dico così. Inoltre, a me non piacerebbe se avessi il naso grosso e qualcuno mi chiamasse Barry Manilow o Cirano De Bergerac.”

Di conseguenza, lui non le dà un soprannome. Domina sul suo comportamento per mezzo di un effetto frenante sui suoi pensieri e azioni mentre la sua empatia emotiva salvaguarda i suoi pensieri e comportamenti. Questo vale per gli empatici, di conseguenza essi hanno i primi due strati della Torta dell’Empatia che influenzano i loro comportamenti, e anche per le persone empatiche (che non sono empatici).

Quindi una tale persona potrebbe trovare per strada un portafoglio con dei soldi dentro e pensa di tenere i soldi ma poi considera che ciò potrebbe causare particolari difficoltà a qualcuno e che preferirebbe che se qualcuno trovasse il suo portafoglio lo restituisse con il denaro intatto.

Strato Tre – Empatia Emotiva Attivata

In questo caso, Paolo chiama effettivamente Linda, “Babs” e lo fa ogni volta che la vede. Lo dice con un sorriso e lo intende come uno scherzo. Non si rende conto che a Linda crea problemi. Linda decide di agire e chiama Paul da una parte. Lei, come empatica, persona empatica o persona normale, non ha bisogno di esercitare il controllo su Paul, ma vuole che il comportamento venga corretto per non sentirsi più ferita. Si approccia a questo desiderio di risolvere la questione in modo costruttivo e tranquillo. La conversazione procede in questo modo: –

Linda “Paul, mi stavo chiedendo se potrei fare una breve chiacchierata con te su qualcosa di personale nella sala pause?”

Paul – “Certo, cos’ è che ti preoccupa?”

Linda – “So che mi chiami Babs e sono sicura che non vuol dire niente e lo intendi solo come uno scherzo, ma io preferirei se non me lo dicessi. Sono un po’ sensibile alle dimensioni del mio naso, capisci. Va bene?”

Paul – “Oh, scusa Linda, non avevo capito che ti stava turbando. Mi dispiace per quello. Certo, non lo dirò più, mi dispiace di aver ferito i tuoi sentimenti. Nessun problema, Linda da ora in poi non lo farò più e grazie per avermene parlato in questo modo, apprezzo che tu venga da me e ti spieghi.”

Linda – “Grazie. Va bene, preferisco lavorare in modo tranquillo.”

Problema risolto.

Paul non era a conoscenza (dato che gli mancano l’Empatia Emotiva Istintiva e l’Empatia Emotiva di Salvaguardia) che il suo comportamento feriva. In ogni modo, la sua intelligenza emotiva era carente. Non aveva nemmeno un cuscinetto incorporato, che lo portasse a non comportarsi in questo modo, né la sua mente lo avvertiva del fatto che il suo presunto epiteto scherzoso non sarebbe stato ben accolto. Tuttavia, quando viene avvertito del fatto che il suo comportamento sta turbando qualcuno, la sua empatia emotiva fa sì che risponda in modo positivo, che sia sinceramente pentito e che successivamente corregga il suo comportamento come richiesto.

Questo è il comportamento degli individui normali. Si comportano in un modo particolare e la risposta a tale comportamento dipende ovviamente dalle circostanze e dal tipo di individuo o degli individui destinatari, ma quando vengono avvertiti del fatto che il loro comportamento sta causando un problema, risponderanno con Empatia Emotiva Attivata. In un certo senso, le persone normali sono persone di vista corta ma non “cattive” e quando viene loro indicato un comportamento “cattivo”, lo correggeranno, ma diversamente, se non ci saranno lamentele continueranno. Non sono inconsapevoli del loro comportamento, ma non lo considerano problematico, l’esempio è Paul che non pensava che Linda sarebbe stata sconvolta perché lo intendeva come uno scherzo, ma la sua empatia emotiva non è sufficientemente sviluppata da portarlo a non comportarsi così fin dall’inizio o interrompere il suo comportamento considerando come potrebbe sentirsi Linda ad essere chiamata “Babs” prima di iniziare a farlo.

Strato Quattro – Empatia Emotiva Minima

Paul ha chiamato Linda “Babs”. Lei non gradisce. A questo proposito gli si avvicina nel modo descritto nello Strato Tre sopra. Questa volta, quando lei lo segnala a Paul, lui risponde così:

“Oh, andiamo, non essere così permalosa, è solo uno scherzo.”

“Bene”, dice Linda, “tu puoi vederlo come uno scherzo, ma a me non piace. Per favore smettila.”

“Davvero? È solo uno scherzo, sai, non c’è bisogno che ti scaldi così”

“Capisco perché pensi che sia solo uno scherzo, ma questo mi turba, Paul, quindi ti chiedo, educatamente, che tu la smetta.”

“Beh, se è davvero un problema per te e ti farà smettere agitarti tanto, ma è solo una battuta.”

“No, per me non lo è Paul, e se continui dovrò parlarne con il capo del personale.”

“Va bene, va bene, calmati, non ce n’è bisogno. Non lo dirò più.”

“Grazie.”

Paul ha impiegato più tempo a comprendere i sentimenti di Linda, è stato sprezzante e ha avuto bisogno sia di convincersi che per lei fosse problematico (in effetti si sforzava di capire perché era problematico a causa della sua Empatia Emotiva Minima) e anche il potenziale problema del coinvolgimento del capo del personale (che Paul non voleva) ha fatto sì che alla fine l’accettasse. Probabilmente, Paul si lamenterà del fatto che Linda sia troppo sensibile con i suoi amici, la chiamerà ancora “Babs” dietro le spalle, ma smette di farlo davanti a lei. Non ha bisogno di controllare la situazione (come farebbe un narcisista) quando lei lo sfida sul suo comportamento, ma la sua reazione è di resistenza e incredulità a causa della sua Empatia Emotiva Minima. Questa è la risposta di una persona che è narcisistica ma non narcisista, ha un po’ di empatia emotiva, ma non molta.

Strato Cinque – Nessuna Empatia Emotiva

Linda solleva di nuovo il problema con Paul. Paul risponde come segue:

“Di cosa stai parlando, non ti ho mai chiamato così.”

“Ehm, sì, l’hai fatto Paul, lo dici ogni volta che mi vedi.”

“Sciocchezze, ti sbagli”.

“No, non mi sbaglio, tu mi chiami Babs per le dimensioni del mio naso.”

“No, non l’ho proprio mai detto. Perchè stai facendo così?”

Paul non ha affatto empatia emotiva. È un narcisista. Linda lo sta sfidando. L’irritazione e il turbamento di lei sono carburante per lui, ma la sua insistenza sul fatto che lui ha commesso qualcosa di sbagliato offende il senso del diritto di Paul (fare e dire come gli pare), offende la sua mancanza di responsabilità (cercando di renderlo responsabile), dimostra la sua mancanza di riconoscimento dei limiti e fa sentire a Paul (inconsciamente) che Linda sta cercando di esercitare il controllo su di lui. Essendo un narcisista, Paul DEVE respingere questo controllo su di lui e quindi viene attivata la sua Prima Linea di Difesa Narcisistica (diniego). Dal momento che è uno scenario ‘lui ha detto / lei ha detto’, questa Prima Linea di Difesa è applicabile.

Linda non ritirerà la sfida, quindi Paul (credendo sinceramente di non averlo mai detto perché il suo narcisismo lo rende cieco del fatto di aver detto così per esercitare il controllo) continua a negare. Linda deve fare marcia indietro, così Paul ha il controllo.

Linda continua

“Guarda Paul, so che potresti sentirti imbarazzato per questo, ma tu l’hai detto e ti chiedo cortesemente di smetterla, per favore?”

Più Carburante di Sfida.

“E io ti sto dicendo che non ti ho mai chiamato così, va bene?” risponde Paul mentre il suo narcisismo lo difende e preme per indurre Linda a ritirare la sua sfida. Linda fa una pausa e sente che non sta andando da nessuna parte e si sente più turbata dalla smentita di Paul e anche confusa. Forse ha detto qualche altra cosa che suona come Babs.

“Quindi stai dicendo che non mi hai mai chiamato Babs?” Chiede.

“È quello che sto dicendo.” Paul dice fermamente. Il suo tono è aggressivo come lo è la sua posizione.

“Perfetto, ok, bene, se dici che è così, allora lasciamo perdere”.

Linda si ritira, innervosita e a disagio per l’esperienza. Paul la lascia andare via perché lei ha fatto marcia indietro, lui ha il controllo e tutto va bene nel suo mondo. Linda rimane sconvolta. Paul come narcisista ed essendo privo di empatia emotiva non l’ha aiutata.

Esaminiamo alcuni esiti alternativi.

A. Linda Resta Inflessibile

“Lo hai detto Paul e se non ti fermi, lo dirò al capo del personale.”

Carburante di Sfida.

‘Non l’ho detto, ma va’ pure e dillo al capo del personale, non farà nulla.’

Diniego mantenuto. Grandiosità (“il capo del personale non può toccarmi”). Mancanza di responsabilità (verso Linda e verso il capo del personale).

“Allora è quello che farò.”

“È la tua fine” dice Paul e se ne va. Andandosene, in effetti, sta somministrando a Linda un Trattamento del Silenzio ed esercita il controllo su di lei dichiarando “è finita, ho vinto perché non me ne importa”. Inoltre mostra ancora una volta la sua mancanza di empatia emotiva, il suo senso del diritto e la mancanza di responsabilità. Ha comunque affermato il controllo e la ribellione di Linda viene annullata in quell’istante. Potrebbe avere qualcosa da affrontare in seguito, ma non se ne preoccupa, ha bisogno di controllo ORA.

B. Linda Porta Un’Alleata

Paul mantiene la negazione così Linda si rivolge a Meghan.

“Per favore, Meghan, dì a Paul che l’hai sentito.”

Meghan obbedisce

“Lo dici sempre Paul, ti ho sentito più volte.”

Più Carburante di Sfida. Paul può mantenere la negazione (Prima Linea di Difesa) oppure se il suo narcisismo ritiene che questa convalida (in particolare diciamo se Meghan ha lo stesso livello di anzianità di Paolo) infrange la Prima Linea della Difesa, scatena la Seconda Linea (manipolazione alternativa).

“Beh, ha iniziato lei, mi affibbia soprannomi, quindi io le sto solo restituendo quello che mi dice.” (Proiezione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome.” (Bugia / Deflessione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome. Gesù, perché è così sensibile. Questo è il problema di avere così tante donne sul posto di lavoro, vi date arie di superiorità decisamente troppo spesso. (Bugia / Deflessione e Offesa)

OPPURE

“Non si è mai lamentata prima, di solito ci ride. Penso che si stia lamentando ora solo perché l’ho respinta quando mi ha chiesto di uscire. (Bugia / Spostamento di Colpa)

Ci sono una serie di esiti diversi basati sulle circostanze e sulla scuola di narcisismo a cui appartiene Paul, ma il punto fondamentale è che lui manca di empatia emotiva, quindi non ha l’istintivo cuscinetto contro questo comportamento, il suo senso del diritto, il bisogno di controllo e la mancanza di riconoscimento dei limiti lo induce a chiamare Linda con questo nome e quando gli viene fatto notare, la sua mancanza di empatia emotiva e il suo bisogno di controllo hanno come risultato gli esiti descritti.

Di conseguenza, puoi utilizzare questa Torta dell’Empatia in una vasta gamma di interazioni con le persone per aiutarti a valutare dove si collocano nello schema del comportamento e come sempre, io, come esperto, sono a tua disposizione attraverso la consultazione per aiutarti a sintonizzare e interpretare cosa sta davvero succedendo e cosa puoi fare al riguardo.

H.G. TUDOR

The Empathy Cake

📰 NARCI-CALAMITA

79130297_118468846290198_3078249794582347776_n.jpgTu sei una calamita. Attrai la nostra specie. Lo hai sempre fatto e continuerai a farlo. Ancora e ancora. Non c’è speranza. In quanto empatica standard, super empatica o co-dipendente irradi quelle doti che ci attirano verso di te. Fino a questo momento non avevi consapevolezza che fosse così. Se entravi in una stanza eri ignara delle teste che si voltavano verso di te mentre la nostra categoria individuava la tua presenza. Avrai notato che stavi ricevendo l’attenzione delle persone, ma oltre a questo non avevi consapevolezza di stava interagendo con te o del motivo. Tu possiedi una certa gamma di tratti che sono attraenti per noi. Questi sono i tratti empatici, i tratti di categoria e i tratti speciali. Sono i tuoi tratti empatici a risaltare prima di tutto.

Questi sono evidenti dal modo in cui ti comporti, dalle parole che dici, dalla gestualità che usi e dalle espressioni che si formano sul tuo viso. Il modo in cui interagisci con le persone, il modo in cui entri in una stanza, come cammini, il modo in cui ti siedi, il posto dove decidi di sederti e moltissime altre cose ci indica la tua natura empatica. Nello stesso modo in cui tutto ciò che facciamo noi è marchiato con il nostro narcisismo, tutto ciò che fai tu è impresso dell’essenza delle tue caratteristiche empatiche.

Quando cammini nel terreno di caccia della nostra tipologia, vieni prontamente identificata per il potenziale esibito. È come se emanassi una traccia di carburante, come un qualche tipo di essenza che la nostra tipologia sente e riconosce appena ti avvicini. Quella volta non hai visto l’Inferiore che era appoggiato al bancone e ti ha notata appena sei entrata nel locale, i suoi occhi fissati su di te mentre ti osservava entrare. Il Medio ha alzato lo sguardo da dove era seduto e si è sentito attrarre verso di te, quell’essenza inconfondibile che emani, è stata individuata e identificata. Sia l’Inferiore che il Medio non sapevano perché volevano interagire con te però sentivano una compulsione a farlo.

Questo bisogno nasce nello stesso modo in cui un leone sa che è affamato e quindi deve trovare qualche preda. Le antenne del Narcisista Inferiore e del Medio tremano mentre tu, l’empatica, cammini attraverso il bar. Loro sono allertati dalla tua presenza e poi guarderanno e capteranno gli altri indicatori che dicono loro ciò che sei.

Il Superiore ti vede e sa già ciò che sei. Il suo sorrisetto libidinoso è indicativo dei pensieri che gli stanno attraversando la mente mentre comincia ad esaminare la tua idoneità. Tu gli stai segnalando cosa sei, che sei empatica, che il carburante gli sta passando davanti e che si è presentata un’opportunità.

Una volta eri ignara. Passeggiavi attraverso questo covo di intenti narcisisti, inconsapevole dei parassiti che aspettavano di scendere dai loro trespoli in modo da poter interagire con te, prenderti nelle loro spire e attrarti nella loro ragnatela con la parlantina e il fascino. Tu pensavi semplicemente che fossero stati gentili, educati e interessati a te. Non avevi idea di quanto fossi in pericolo permettendo ai tuoi tratti empatici di splendere come un faro. Ogni singolo giorno tu irradiavi queste doti, emettendo un inconscio “vieni e prendimi” alla nostra tipologia. Che bella sensazione ricevere queste attenzioni. Come era piacevole essere corteggiati in questo modo.

Mentre la nostra tipologia individuava la tua essenza empatica e veniva attratta da te, loro cercavano addizionali conferme, valutando la tua categoria di tratti e possibilmente i tratti speciali, attraverso una combinazione di istinto e pianificazione, dipendente dal tipo di scuola a cui appartiene il narcisista con cui stavi interagendo.

Lo fai così facilmente che è come quando inspiri ed espiri. Le tue doti sono inscritte in te e sono indelebili. Sono parte della tua anima e non puoi cancellarle. Non puoi dare un colpetto ad un interruttore e spegnere questi tratti empatici. Loro sono te. Immagina che siano stati fatti degli occhiali che permettano una rappresentazione concreta dei tuoi tratti empatici nella tonalità di una luce rossa. Se qualcuno indossasse questi occhiali e guardasse nel terreno di caccia di qui sopra, ad esempio un bar, vedrebbe molte cose.

Prima ci sarebbero le persone normali con un lieve bagliore rosso intorno, che indica qualche tratto empatico ma limitati per numero ed estensione. Ci sarebbero spazi oscuri e vuoti dove si nasconde la nostra tipologia, i tratti empatici completamente mancanti. Poi vedresti le scie danzanti di rosso e rosa che segnalano l’Empatica Standard. Le fiamme ruggenti di un turbolento rosso che divampano indicando la presenza della Super Empatica e poi l’esplosione di rosso splendente che è la firma della Co-Dipendente. Mentre il tuo sguardo attraversa la stanza, vedresti tonalità differenti ed intensità variabili, tutte indicative della presenza di tratti empatici.

È impossibile per te entrare in incognito. Sei impossibilitata nel rimuovere le tue doti empatiche. Non puoi spegnerle e passare inosservata. Di conseguenza, risalterai sempre per la nostra tipologia. Sarai sempre identificabile, verrai vista e quindi se la nostra tipologia è nelle vicinanze, sia fisicamente che tramite l’accessibilità tecnologica, verremo attirati da te. Come squali che sentono il sangue, come un cane affamato che sente odore di carne, ti riconosceremo e convergeremo verso di te in anticipazione del carburante che fluirà da te.

Sarai sempre una calamita per la nostra tipologia. Sei stata creata con caratteristiche empatiche e le manterrai sempre. Rimarrai quel faro che noi vediamo e verso cui ci raduniamo. Ci attrarrai sempre.

Naturalmente potresti imparare a limitare la manifestazione dei tuoi tratti empatici alterando alcuni dei tuoi comportamenti. Certe azioni, parole e gesti potranno essere ridotti, attenuati e alterati per ridurre l’estensione dei tratti empatici che riveli, ma le tue doti splenderanno sempre attraverso e non potrai mantenere questa invisibilità a lungo. Il modo in cui ti comporti è l’opposto di ciò che sei. Le tue caratteristiche empatiche sono così vaste che perfino quando hai sofferto la sottomissione delle nostre mani e della nostra bocca, sei stata prosciugata, anestetizzata e sfinita, i tratti empatici sono rimasti.

Nell’Empatica Standard non splenderanno in modo così forte e in seguito all’orrore della svalutazione e dello scarto, l’empatica standard non funzionerà tramite una dimostrazione evidente dei tratti empatici perché la cattiveria con cui viene trattata causerà qualche diminuzione nel funzionamento e nella manifestazione.

La Super Empatica continuerà a mostrare i suoi lati empatici perché questa persona ha la capacità di resistere moltissimo e poi ha ancora sufficienti funzioni per scappare da ciò che è accaduto, una volta che c’è la consapevolezza eventuale di ciò che è successo. Quando i Super Empatici ne hanno avuto abbastanza, cercano di scappare e i loro tratti empatici continuano a risplendere luminosi.

La Co-Dipendente, non importa quanto intimorita, quanto lui o lei vengano trascinati nel fango, continueranno a mostrare queste caratteristiche empatiche perché i Co-Dipendenti ti darebbero anche l’ultimo respiro piuttosto che tenerlo per sé. Continuano a dare, perfino quando sembra che non ci sia più nulla che possa essere preso e quindi i loro tratti empatici rimangono evidenti.

Ecco perché spesso accade che tu sia già passata da uno della nostra tipologia o altri. Tu hai subito lo scarto ma i tuoi tratti empatici rimangono evidenti e quindi un altro della nostra tipologia si riversa su di te, pronto a farsi una scorpacciata del carburante che viene generato dai tuoi tratti empatici. Anche se scappi, continui a segnalare la tua capacità verso di noi. Non sei capace di fare altrimenti che in questo modo.

È solo quando hai ottenuto l’intuizione e la consapevolezza della conoscenza di chi continui ad attrarre e perché, che finalmente impari da cosa devi guardarti. Non puoi cambiare ciò che sei, in realtà, perché dovresti? Ciò che puoi cambiare è la tua abilità nell’identificarci quando veniamo dritti verso di te. Mentre tu emani le doti empatiche, noi esibiamo i tratti narcisisti che una volta capiti e una volta riconosciuti nel comportamento quotidiano, significano che tu finalmente vedrai e farai attenzione alle bandiere rosse, alle luci lampeggianti e ai clacson ad alto volume che annunciano questo pericolo.

Sarai sempre destinata ad essere una calamita per noi. Questo non cambierà mai. Verremo verso di te, saremo attratti da te e ti cercheremo, il nostro istinto sta cercando quell’essenza di empatia che ci dice che i nostri bisogni verranno soddisfatti e il carburante verrà fornito.

Attirerai il nostro interesse e attenzione perché le doti empatiche fluiscono da te. Tu, una volta ottenuta la consapevolezza e la conoscenza, saprai chi ti ha abbordata al bar e ti ha lanciato quel sorriso vincente e dopodiché potrai prendere il potere.

H.G. TUDOR

Narc Magnet

📢 NARCISISTA O NARCISISTICO?

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Il comportamento umano in termini di empatia e narcisismo si trova su un grafico. Immagina, se vuoi, una linea da sinistra a destra; sull’estremo lato sinistro, dove abbiamo il gruppo degli empatici, qui si trovano il super empatico, l’empatico co-dipendente, l’empatico contagioso, e il più grande gruppo degli empatici standard. Spostandoci lungo il grafico a destra troviamo persone con tratti empatici, non empatici ma comunque con tratti empatici. Spostandoci ulteriormente a destra ecco le persone normali, il più grande raggruppamento in termini di popolazione mondiale. Spostandoci a destra individui narcisistici; spostandoci ancora a destra i narcisisti: gli Inferiori, i Medio-Rango e i Superiori. La gente spesso ha difficoltà nel determinare la distinzione tra un individuo che è narcisistico e uno che è un narcisista. Lascia che ti aiuti in questo col dimostrarti che uno dei principali fattori distintivi è il concetto di empatia. Come ho spiegato in un altro video, ci sono tre aspetti dell’empatia: c’è l’empatia emotiva che hanno gli individui empatici ma i narcisisti non hanno; c’è l’empatia cognitiva: i Narcisisti Inferiori non ce l’hanno, i Narcisisti di Medio-Rango e Superiori sì. L’empatia cognitiva potrebbe anche essere descritta come empatia falsa: è sapere come rispondere anziché sentire come rispondere, e poi c’è l’empatia di contagio che viene provata, come ci si potrebbe aspettare, dall’empatico contagioso, e questa è un’empatia viscerale più forte, forse quasi spirituale oppure energia come empatia che tu provochi. Quindi, come potresti distinguere tra qualcuno che è semplicemente narcisistico e un narcisista? Una persona che è narcisista ha, come suggerisce il nome, molti e forti tratti narcisistici ma avrà anche l’empatia e avrà empatia emotiva anche se non in grandi quantità, si manifesterà solo occasionalmente ed è spesso sostituita dai tratti narcisistici che in effetti fanno scomparire temporaneamente l’empatia ma questa scomparsa non è permanente. Al contrario, il narcisista non ha la benché minima empatia emotiva, ma può manifestare empatia cognitiva. Quindi prendiamo per esempio una pop-star, e questa pop-star sta facendo un controllo dei suoni in una grande sala prima di un concerto quella sera ma il controllo della colonna sonora non sta procedendo nel modo in cui la pop-star vorrebbe, e questo si traduce in collera, nell’andare su tutte le furie come potrebbe essere descritto, e la pop star si gira e fa una bella strigliata al tecnico del suono dicendogli che è inutile, che non sa cosa sta facendo, che è un coglione, un pagliaccio, un idiota, un completo pazzo; ne risulta che il tecnico del suono risponde con poche parole scelte da lui stesso allontanandosi e dicendo che non vuole lavorare con la pop-star narcisistica, e la pop-star che risponde dicendo:

“Bene, perché io non voglio lavorare con te, sei licenziato, sei inutile”.

Quindi questo è lo scenario: se la pop-star è narcisistica cosa potrebbe accadere?

Bene, il tour manager viene a parlare con la pop-star e dice

“Guarda, io capisco che sei arrabbiato con il tecnico del suono”- chiamiamolo John- “Capisco che sei arrabbiato con John, comunque non avresti dovuto parlargli in quel modo, sta solo cercando di fare il suo lavoro in circostanze difficili, l’acustica in questa arena è problematica”.

L’individuo narcisistico potrebbe rispondere:

“Beh, non mi interessa, sai che devo farlo bene, stiamo suonando nella mia città natale, questo concerto è molto importante per me. Io sono un perfezionista come sai e se il suono non va bene non va bene, e deve andar bene e se lui non può fare il lavoro correttamente il problema è suo, non mio”.

Il tour manager risponde:

“Beh, io capisco tutto questo e non c’è niente di male nel fatto che tu sia un perfezionista, ma non dovevi parlargli in quel modo: lo hai fatto sentire piuttosto piccolo di fronte a tutti, e quello che gli hai detto non è stato affatto piacevole, e davvero dovresti andare a scusarti.”

Ora a questo punto la collera della pop-star si è calmata, così quello che è successo quando ha avuto questo scoppio d’ira era dovuto al fatto che il suo tratto narcisistico di orgoglio gli è fluito appieno in gola e questo ha fatto sì che la sua empatia emotiva di cui la pop-star non ha enormi quantità si sia temporaneamente abbassata o addirittura spenta, invece che pensare

“A John non piacerà che gli si parli in questo modo, questo non è un bel modo di parlare con qualcuno, si sentirà a disagio.”

Tali risposte istintive erano assenti dal punto di vista della pop-star perché quell’empatia emotiva era temporaneamente scomparsa come conseguenza dell’aumento del suo tratto narcisistico di orgoglio. In ogni caso, essendosi calmato dopo aver riflettuto, il tratto dell’orgoglio si è abbassato permettendo al empatia emotiva di ricomparire e quindi la pop-star risponderà con:

“Sì hai ragione signor tour manager, non avrei davvero dovuto parlargli così,  sì lo so che sta solo cercando di fare il suo lavoro, suppongo di essere un po’ sotto pressione in questo caso, dato che questo concerto è nella mia città natale e ci sono decine di migliaia di persone qui, è la serata di apertura quindi sì, vado a parlare con John e sì, mi scuserò”.

Così la pop-star esce, trova John dietro al palco

“Ciao John, mi dispiace di averti parlato in quel modo, ho sbagliato quando ti ho ammonito in quei termini, so che deve averti fatto sentire veramente da schifo, mi scuso molto per questo, il fatto è che sono un sacco sotto pressione essendo la performance della serata di apertura nella città natale, un grande tour davanti a noi quindi, beh, scusa possiamo mettercela dietro alle spalle.”

John ascolta la spiegazione, accetta la spiegazione

“Ah sicuro, sì lo so che sei molto sotto pressione”

e lui, che ha empatia per la pop-star capisce che se non tornasse potrebbe causare un problema alla pop-star, così torna e i suoi tratti narcisistici di orgoglio vengono messi da parte e attenuati e saranno molto più bassi in termini di forza e magnitudine rispetto a quella della pop-star, quindi torna indietro e continua con il controllo dei suoni. Quindi nel caso della pop-star narcisistica, la sua caratteristica narcisistica di orgoglio è venuta alla ribalta diminuendo o estinguendo la sua empatia emotiva per un periodo di tempo, da qui il comportamento sgradevole verso il tecnico del suono John, ma quando quell’orgoglio si è abbassato come conseguenza della collera che passa, la sua empatia emotiva ritorna, riconosce che quello che ha fatto non è stato gradevole e si sente a disagio per il modo in cui si è comportato, che rappresenta l’elemento emotivo di ciò, le sue sono scuse sincere e prova rimorso.

Questa è la pop-star narcisistica. Cosa succederebbe se la pop-star fosse un narcisista? Stessa situazione, il tecnico del suono è uscito, il tour manager si avvicina alla pop-star

“Non avresti dovuto parlare a John in quel modo, l’hai fatto sentire davvero piccolo davanti a tutti, questo lo ha fatto sentire davvero a disagio, so che sei molto sotto pressione,

“Diavolo, sì” grida la pop-star “ovviamente sono sotto un carico di pressione” e giù con parole di imprecazione “questa è la mia città natale, se non va bene mi farà apparire pessimo, lui non sa cosa sta facendo, è un idiota, è un pagliaccio, sei stato tu che hai assunto questa persona quindi se sbaglia sei licenziato anche tu”

Nota che la pop-star narcisista ha dato una risposta perché si è sentita sfidata dal  tecnico del suono e dal tour manager. La sua non è una risposta dove è ferito, perché gli è stato dato carburante dal tecnico del suono, dall’atteggiamento arrabbiato del tecnico del suono, dall’imprecare contro di lui, dal far di tutto per passarla liscia, per infine andarsene adirato. Il tour manager lo sta anche sfidando perché dice alla pop star narcisista “non dovresti esserti comportato a quel modo” e mentre il tour manager potrebbe dirlo con irritazione, possibilmente rabbia o magari farle ricadere sulla pop-star è ancora fornirle carburante, così questo non ferisce ma sfida perché sta suggerendo alla pop-star che il suo comportamento non è appropriato. Quindi la pop-star istintivamente, essendo narcisista, si sente sfidata, sente che non ha la situazione sotto controllo e deve affermare il suo controllo su di essa, così risponde dicendo al tour manager

“Hai assunto tu questo individuo, se è così potresti finire per essere licenziato”

Questo è un tentare di manipolare è una risposta istintiva del narcisista, il narcisista dice “Prendiamo un altro tecnico del suono vaie trovami un altro tecnico del suono, lui non lavorerà più per noi, voglio che tu dica a tutti nella compagnia che questo ragazzo è completamente inutile” e gli fa capire con le dita che non sa come controllare il banco di mixaggio, mai successo con uno che lavora ancora nel settore. Una reazione del tutto sproporzionata causata dalla necessità di controllare. Il tecnico del suono è dipinto di nero, viene ora diffamato dal narcisista nei confronti del tour manager. Il tour manager risponde

“Non sarò in grado di trovare nessuno con così poco preavviso, e certamente non sarò in grado di trovare uno bravo come John lui sa quello che fa.”

La pop-star narcisista risponde ancora: è sfidata da quello che dice il tour manager perché il tour manager non sta dando al narcisista ciò che vuole, così il narcisista torna all’attacco

“Voglio chiamare qualcuno, scopri se c’è qualcuno disponibile”.

Il tour manager fa un sospiro, fa le chiamate e torna: non c’è nessuno disponibile. Il tour manager poi dice

“Guarda, se non fai tornare questo John a fare il tecnico del suono questo concerto non può andare avanti, se non va avanti tu sembrerai pessimo di fronte agli spettatori del tuo paese e inoltre questo pregiudicherà le vendite dei biglietti per il resto del tour e avrai da rimborsare tutti i costi di questo spettacolo e questo potrebbe finire per causarti enormi problemi finanziari, non ultimo anche in termini di vendite future e di tua reputazione”.

Anche se sta sfidando il narcisista perché gli sta dicendo che non farà come vuole lui, il narcisista istintivamente si renderà conto che qui c’è un problema più grande, e il suo narcisismo cercherà quindi un percorso per ottenere il miglior risultato per la pop-star. Quale? Bene, inizialmente era il fatto di trovare un altro tecnico del suono, se questa opzione non è disponibile, allora il narcisismo fa sì che il narcisista poi si renda conto che deve andare a riprendere l’attuale tecnico del suono. Il narcisista risponde dicendo al tour manager

“Vai a dire a John che se non riporta il suo culo qui gli causerò grane per ogni centesimo che ha preso”.

Ancora una risposta aggressiva e il tentativo di affermare il controllo e reprimere la sfida che il narcisista sta affrontando. Nessuna empatia per come questo fa sentire John, nessuna empatia per come fa sentire il tour manager che deve andare a portargli tali notizie. Il tour manager punta i piedi e risponde con:

“Beh, non ho intenzione di andare a dirlo a lui perché: uno, non ha colpa; due, non c’è possibilità di decollare a metterlo nei guai, peraltro non ti servirà perché tu hai bisogno per questo concerto di andare a rassicurarlo; anche se potessi fare come dici ci vorrebbero mesi se non anni e comunque lui non ha i soldi quindi di che si parla?”

Il narcisista viene quindi messo alle strette, viene sfidato a ottenere, deve affermare la sua superiorità, deve raggiungere ciò che vuole raggiungere e quindi il suo narcisismo poi gli fa capire che dovrà andare a chiedere scusa, così va

“Ok, va bene, vado a parlare con John”

Va da John

“Ciao John, scusa se ti ho parlato così, sono molto sotto pressione, concerto nella città natale, sai che sono un perfezionista c’è molto in ballo su tutto questo, ci siamo tutti assieme. Ho bisogno anche del tuo aiuto”.

Nota tutte queste spiegazioni che vengono fornite per una forma di spostamento di colpa perché non c’è nessun vero rimorso mostrato dal narcisista, sta solo dicendo tutte queste cose e lo fa per evitare qualsiasi responsabilità per il proprio comportamento. Tuttavia si è concluso con lui che sembra dispiaciuto, ma se fosse sinceramente dispiaciuto, non avrebbe tirato fuori una massiccia serie di scuse e inoltre non farebbe ciò che segue. Il narcisista dice “Guarda, ho davvero bisogno del tuo aiuto in questo, altrimenti non si potrà andare avanti e questo ci causerà enormi problemi.”

Questa è una forma di manipolazione e il narcisista si sta solo scusando per ottenere qualcosa, per far tornare il tecnico del suono, per eseguire la prestazione così il concerto può andare avanti, in questo modo la facciata del narcisista viene mantenuta, così il concerto può procedere, il narcisista non soffre economicamente, non soffre in termini di reputazione, non soffre in termini di future consegne di dischi e vendite. Non lo fa perché si sente a disagio per il modo in cui ha trattato John, non riconosce che John si sente a disagio per il modo in cui è stato trattato, non c’è empatia emotiva. Capisce che John si sentirà a disagio ma non SENTE che John si sentirebbe a disagio. Capisce che a John non sarà piaciuto il modo in cui gli è stato parlato. Capisce anche che, d’istinto, ha bisogno di fare qualcosa per convincere John a tornare, quindi è qui che entra in gioco la falsa contrizione. La pop-star narcisistica non l’ha fatto per assicurarsi che il tour andasse avanti, lo ha fatto perché ha riconosciuto che il modo in cui aveva parlato a John non era appropriato ed è andata a chiedere scusa. La conseguenza di ciò è stata che John è tornato, ma quello non era il motivo principale. Il motivo principale della pop-star narcisistica era riconoscere che il suo comportamento non era giusto e di andare a scusarsi per quello. Dato che ha tratti narcisistici, naturalmente, prima è esplosa e poi si è scusata, sebbene le scuse siano sincere perché l’empatia emotiva è ricomparsa. Una pop-star empatica in primo luogo non avrebbe attaccato briga perché la sua empatia sarebbe rimasta intatta e quindi non si sarebbe comportata in quel modo. La pop-star narcisistica ha la propria empatia abbassata e indebolita, ha avuto uno scoppio d’ira, ma che poi è rientrata, e ha chiesto scusa perché in generale era pentita per il suo comportamento e non lo stava facendo per un’ulteriore ragione. La pop-star narcisista non ha rimorsi, non c’è empatia emotiva per il tecnico del suono John, e si scusa solo per raggiungere un risultato che è positivo per il narcisista. Di nuovo, questo sarà stato fatto istintivamente da questo particolare narcisista, possibilmente un Narcisista di Medio-Rango Maggiore, e quindi la sua risposta è stata data al solo scopo di convincere John a tornare a fare qualcosa per il narcisista e quindi le scuse sono state ricoperte da falsa contrizione con spostamento di colpa, deflessione, potenzialmente un gioco di pietà, tutte forme di manipolazione istintiva progettate per sfruttare l’empatia cognitiva allo scopo di determinare il risultato di John che restituisce al capitano il comando e il concerto che va avanti, ed ecco la differenza: l’empatia emotiva esibita dall’individuo narcisistico verrà limitata e ridotta al momento, non vi è empatia emotiva ma empatia cognitiva con il narcisista, ed ecco un esempio della differenza tra un individuo che è narcisistico e uno che è un narcisista. È l’assenza di empatia emotiva e la messa in atto di un istintivo comportamento manipolativo per ottenere un ulteriore risultato.

H.G.  TUDOR

Narcissist or Narcissistic?

👤 CHE FARE?

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Le persone affrontano decisioni difficili ogni  giorno in una vasta gamma di scenari. Possono riguardare salute, affari, relazioni o denaro.  La terapia aggressiva per il cancro dovrebbe essere intrapresa nonostante i rischi? Quanto personale dovrebbe essere tagliato ora che l’azienda è stata rilevata? Spediamo truppe contro il nemico in territorio straniero? Le do un’altra possibilità nonostante la sua infedeltà? Quale maglia è più bella quella blu o quella rosa? Il presidente Obama ha spiegato che dal momento in cui una questione è stata sottoposta a lui per un risultato non è stata una decisione facile.

Questo succede perché le persone sono turbate dalla coscienza. Una coscienza è quella cosa che ti porta a ostacolare le tue decisioni come se qualcuno stesse guardando quello che stai facendo o pensando, anche se sei da solo. La gente prende decisioni più severe del necessario perché è preoccupata di come reagiranno le persone, di come questa cosa farà apparire quella persona di fronte agli altri, di come avrà un impatto sulle altre persone e se sarà dannata qualora lo faccia e dannata qualora non lo faccia. Queste considerazioni non turbano la mia specie e me.

Io e la mia specie riceviamo molta pubblicità negativa riguardo alle cose che diciamo e facciamo. Ovviamente non starai trattenendo il respiro in attesa di qualche tipo di scusa perché semplicemente questo non accadrà. So comunque che tu sei una persona ragionevole che considera le cose in modo equilibrato ed equanime (è solo che io dico a tutti gli altri che sei una pazza arpia che è fuori controllo). Con questo in mente,  dovresti davvero rendere grazie alle persone come me, perché su noi si può fare affidamento per prendere le decisioni difficili che devono essere prese.

Ad esempio, immagina che vi sia una situazione di riduzione del personale nel tuo dipartimento e in un particolare gruppo quattro persone sono a rischio di perdere il lavoro. Due posizioni devono sparire e uno dei tuoi amici è in questo gruppo di persone a rischio. In che direzione andresti per decidere chi viene selezionato per il licenziamento e chi no? Quella parte di te che è dedicata all’equità e al modo corretto di fare le cose deciderebbe che dovrebbe essere applicato a tutti e quattro i soggetti a criterio di selezione prestabilito. Tu applicheresti i punteggi di ogni persona ai criteri e i due più bassi verrebbero poi selezionati per il licenziamento. L’empatico che è in te sa che il tuo amico dovrà affrontare gravi conseguenze finanziarie se perdesse il lavoro ora, nonostante la liquidazione. Temi anche di perdere la sua amicizia se venisse licenziato. Ti tormenti per quello che dovresti fare. Dovresti applicare i punteggi in modo equo e quindi essere irreprensibile in caso di contestazione legale della decisione, ma rischiare di perdere il tuo amico e causargli gravi problemi? In alternativa, dovresti truccare i punteggi aumentandone un paio a lui e riducendone un paio a qualcun altro? Chi lo saprebbe se è solo una piccola differenza di punti? E se parlassi con il capo del dipartimento e cercassi di salvare uno dei posti di lavoro in modo che ci sia solo una vittima? In uno scenario del genere, sai che il tuo amico sarà al sicuro, dal momento che uno dei candidati è scarso nel suo rendimento ed è destinato ad essere scelto. So che dovresti affrontare un bel dilemma nel tentativo di prendere questa decisione e alla fine probabilmente la passeresti a qualcun altro appellandoti a un conflitto di interessi.

E per quanto riguarda me? Cosa farei? Mi atterrei ai criteri e i due più scarsi perderebbero? Dopotutto, sicuramente vogliamo i migliori impiegati e se ci sono rami secchi devono essere tagliati indipendentemente da qualsiasi amicizia che possa esserci? Preferirei invece applicare i miei criteri personali su chi mi fornirà il miglior carburante in questo ufficio dinamico e permettere che questo influenzi il presunto obiettivo punteggio? Prenderò la decisione che mi fa più comodo e poi invertirò la situazione per conferirgli un’apparenza di legittimità? Immagino che sarai incline a pensare che farei la seconda cosa. Se così fosse, ti sbaglieresti.

Farei fuori tutti e quattro. Il loro lavoro verrebbe distribuito ad altre persone nel dipartimento tenendo conto che riceveranno un piccolo bonus se raggiungono determinati obiettivi. L’azienda ha un risparmio maggiore perdendo il quartetto, e altri quattro dipendenti mi saranno molto grati, quindi mi danno un sacco di carburante, come conseguenza di questo incentivo. Poi io contatto due dei quattro e spiego che a tempo debito mi assicurerò che possano essere assunti di nuovo entro pochi mesi, prima che il bonus sia esaurito e quindi si troveranno in una posizione migliore. Assumerò di nuovo questi due nel nuovo anno finanziario in modo che i risparmi dell’anno precedente rimangano buoni. Le persone ri-assunte mi saranno eternamente grate, mi assicureranno lealtà e ulteriore carburante, inoltre io potrò assicurarmi che diventino i miei luogotenenti come ricompensa per me che mi prendo cura di loro. La presa che ho sul mio superiore assicurerà che le assunzioni procedano senza incidenti e vengano fatte oltre il tempo concesso per presentare una richiesta di risarcimento ai due che vengono lasciati fuori.

E che dire dell’amico in tutto questo? Chi se ne importa? Avrebbe dovuto alimentarmi di più e avrebbe potuto essere salvato. Dato che le cose stanno così, ho trovato alcuni nuovi
amici che mi sono sempre così grati per la mia generosità e che sono contentissimi di diffondere la mia spiegazione che l’amico è stato licenziato come conseguenza di qualche
comportamento che non può essere spiegato ma diciamo che è fuori dal range dei comportamenti normativi delle persone rispettabili nella società. Quando l’amico arriva a chiamarmi per sputarmi veleno addosso, beh, la sua rabbia e gli insulti sono tutto buon carburante, vero?

Il modo in cui tu sei programmato ti obbliga a rendere difficili le decisioni.

Noi, al contrario, prendiamo le decisioni difficili.

Dovresti davvero ringraziarci.

H.G. TUDOR

What To Do?