Pubblicato il Lascia un commento

📑 POLEMICHE

Sfoga la tua bile. Dicci la tua. Tira entrambi i grilletti. Facci sapere cosa pensi veramente. Questi sentimenti nei confronti della mia specie sono del tutto comprensibili e invariabilmente si verificano dopo lo scarto e talvolta dopo la fuga. Ci sono differenti logiche associate a questo bisogno quasi travolgente di parlarci della tua esperienza di essere invischiati con la nostra specie.

1. Rabbia. Ti rendi conto di come sei stato manipolato, abusato e preso in giro. La tua rabbia è sostanziale e tu senti il bisogno urgente di scatenare quella rabbia contro di noi con una litania di insulti e con qualche parola scelta.

2. Illuminazione. Hai avuto la tua rivelazione e ti sei reso conto esattamente di cosa ti ha intrappolato, com’è successo e perché. Hai preso questa conoscenza e ora ti senti euforico di averlo fatto. C’è un senso di superiorità nell’avere finalmente messo al posto tutti i pezzi del puzzle e tu vuoi confrontarti con noi. Potresti non dirci cosa siamo ma vorresti sicuramente usare le parole: “Ora so cosa sei”.

3. Affare Incompiuto Parte Uno. Quasi tutti gli scarti si verificano senza che ti venga detto che la relazione formale è finita e se ti viene dato questo avviso raramente ti viene data una spiegazione corretta o adeguata del motivo per cui ciò è accaduto. Ciò si traduce nella necessità di affrontarci in una fase successiva per cercare di scoprire perché è successo ciò che è successo.

4. Affare Incompiuto Parte Due. È simile alla situazione sopra, ma la base di questo confronto è per chiedere a noi come abbiamo potuto fare ciò che abbiamo fatto e soddisfare il tuo bisogno di portarci a dare spiegazioni per quello che abbiamo fatto durante la relazione.

5. Per Capire. Non sai con cosa ti sei intrappolato e non sei in grado di comprendere come qualcuno possa comportarsi in quel modo verso di te dopo tutto quello che hai fatto per noi. Questa predica spiega nei dettagli tutto l’aiuto che ci hai dato, i vantaggi che ci hai conferito e ogni cosa che hai fatto per noi in nome dell’amore.

6. Cancellare la diffamazione. Prevedibilmente, sarai stato diffamato in seguito al tuo coinvolgimento con noi. Hai sentito di tutto sulle menzogne che sono state spacciate su di te e vuoi dirci chiaramente come quei commenti erano sbagliati, che non ti eri comportato nel modo che abbiamo descritto ad altre persone e in definitiva come hai bisogno di riabilitare il tuo nome.

7. Il Diritto di Essere Ascoltato. Hai un considerevole desiderio di voler essere ascoltato, specialmente se la nostra manipolazione nei tuoi confronti ti ha fatto percepire che non sei stato ascoltato durante la Relazione Formale. Vuoi che la tua voce venga sentita, hai bisogno di articolare i tuoi pensieri e sentimenti e un’opportunità di approfittarne per adempiere questo bisogno è troppo bella per lasciarla sfuggire.

8. Esprimere il Dolore. Rimani terribilmente ferito dalla tua esperienza di essere invischiato con noi e vuoi farci sapere quanto brutalmente ti feriamo, quanto ti fa ancora male e quanto sei turbato per essere stato trattato in questo modo.

9. Tessere le Lodi. A volte esibisci un grado di nobiltà che riesce a trascendere il dolore, la sofferenza e la rabbia. Resti ammaliato dal periodo d’oro e da tutti quei magnifici attributi che ritieni che ancora possediamo e quindi piuttosto che attaccarci, esporre amarezza o scagliarticontro di noi, dichiari tutti i motivi per cui ci ami ancora, perché nonostante quello che è successo ci trovi magnetici e ci auguri il meglio per il futuro.

10. Giustizia. È semplicemente giusto che ti venga dato il diritto di reagire al trattamento che ti è stato riservato.

11. Ripagarci con la Stessa Moneta. Hai sopportato i capricci, le lunghe invettive, le minacce orali e sei stato pugnalato dalle nostre parole. Ora è il momento di ripagarci con la nostra stessa moneta.

Qualunque sia la motivazione, il tuo bisogno e il desiderio di avere quel confronto finale con noi, di ripulire te stesso da tutti quei pensieri e considerazioni è enorme ed è molto difficile per te resistere. In effetti, per la maggior parte del tempo non resisti affatto, anzi cerchi di escogitare situazioni in cui puoi parlare con noi e lanciare questa predica, questa risposta, questo cannone. Ci cercherai per darci una bella strigliata. È una buona cosa? Beh, ci sono due potenziali aspetti positivi quando questo viene visto dal tuo punto di vista. Il primo è che riesci a toglierti le cose dal petto. Tutti quei pensieri che hanno turbinato per la tua mente per settimane, i se e i ma che ti hanno impedito di dormire, le cose inspiegabili e senza risposta sono state liberate mentre tu fai esplodere le tue parole in uno sfogo di emozione che si può applicare a qualsiasi logica ti abbia spinto fino a questo punto. Il secondo è che potresti ben sentire di aver raggiunto una sorta di chiusura intraprendendo questo passo di darci una bella strigliata.

Ma per quanto riguarda la nostra prospettiva su tutto questo? Cosa significano per noi questa esplosione, questo lamento e questa polemica? È qui che darci una bella strigliata in questo modo non è in realtà una buona cosa da fare per te. Perchè è questo?

1. Esprimerti in modo così emotivo, sia che ci insulti con parole rabbiose, che
pianga per il dolore, che ci ferisca selvaggiamente con un volto beffardo e contorto o anche che ci esprimi come ci ami ancora, ci fornisce solo carburante e in abbondanza. Forse ci hai acciuffato al telefono per sfogarti con noi. Una persona normale terminerebbe la chiamata visto che viene ripetutamente attaccata e insultata, ma non noi; noi ascolteremo, mentre assorbiamo tutto quel carburante. Sì, saremo polemici, difensivi e bellicosi, ma è solo per far andare avanti la tua sfuriata a causa dell’abbondante carburante che ci stai fornendo.

2. Questa è per noi l’occasione perfetta per recuperarti. Se vediamo che sei arrabbiato, possiamo esprimere falsa contrizione, se sei ferito e sconvolto potremmo dichiarare che cambieremo, così tutto si aggiusta, se ti ricordi dei nostri tempi meravigliosi ti offriremo di nuovo quel periodo d’oro. Ci stai dando un’occasione gloriosa per recuperarti e nel tuo stato emotivo amplificato ci sono buone probabilità che questo riesca.

3. Se non recuperiamo a questo punto, ci hai appena dato diverse ragioni per eseguire un recupero in un momento successivo confermandoci che resti alla deriva nello stato emotivo, stai zampillando carburante e sei ancora in debito con noi. I segnali sono buoni e tutto questo indica un recupero di successo nel prossimo futuro.

4. Ci confermi che non sei riuscito a cogliere la logica e la ragione della situazione e quindi le tue difese sono deboli. Ciò significa che possono essere utilizzate ulteriori manipolazioni e si dimostreranno efficaci in termini di carburante e controllo.

5. Non prendiamo atto di ciò che stai effettivamente dicendo. Potresti pensare che il tuo discorso sia devastante, che stai mettendo a segno su di noi colpi significativi, che stai assassinando il nostro personaggio e ci fai sembrare terribili. Non è così. Stai giocando nelle nostre mani. Dentro di noi stiamo ridendo di te.

6. Ci stai confermando che continuiamo ad avere un notevole controllo su di te. Possiamo essere impegnati con una nuova fonte primaria, ma questa conferma agisce come una luce verde per scatenare ulteriori manipolazioni contro di te perché non sei in grado di lasciar perdere.

La tentazione di darci una bella strigliata è grande e travolgente ma se fatta nel solito modo emotivo del tipico individuo empatico ci darai solo più di ciò che vogliamo, non riuscirai a ferirci ed estenderai il tuo stesso coinvolgimento con noi.

H.G. TUDOR

Sounding Off

Pubblicato il Lascia un commento

📑 COSA PENSA DAVVERO IL NARCISISTA QUANDO C'È BISOGNO DI AIUTO

È una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficenza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed

Pubblicato il Lascia un commento

📰 I TRE ASPETTI DELL'EMPATIA

Il concetto dell’empatia può essere diviso in tre tipi. Ci sono tre aspetti identificabili.

Prima di tutto c’è l’idea dell’empatia cognitiva laddove si può capire il punto di vista di un’altra persona. Io sono capace di capire il punto di vista di un’altra persona ma raramente accederò ad esso, a meno che non veda un guadagno ulteriore che possa essere ottenuto esprimendo il fatto che sto capendo il loro punto di vista. Perfino quando spiego di capire, è comunque improbabile che io lo accetti. I Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di comprendere il punto di vista di quella persona perché si opporrà al loro, ostacolando ciò che vogliono ottenere e frustrando le loro finalità in seguito alla loro differente prospettiva. Mancano di funzioni cognitive per farvi fronte. Ovviamente, le persone empatiche sono esperte nel capire il punto di vista dell’altro ma andranno oltre. Mostreranno pazienza nel permettere che quel punto di vista venga articolato, faranno domande per estrarre questa opinione e la applicheranno alle loro situazioni ed esperienze personali. Gli individui empatici vogliono comprendere il punto di vista dell’altro. Non solo danno un palcoscenico per iniziare, ma permettono anche che venga trasmesso, espanso e applicato. D’altra parte non sorprende che questa empatia cognitiva si diffonda nei tratti empatici di pazienza, bisogno di comprendere, bisogno di conoscere la verità. Inoltre, avere una tale empatia cognitiva fa sì che la persona empatica sia molto più suscettibile all’insalata di parole, alla conversazione circolare, alle bugie e alle mezze risposte che la nostra tipologia fornisce. La persona empatica sopporta queste manipolazioni mentre lui o lei tentano di farsi strada nel pantano al fine di flettere la loro empatia cognitiva in modo da capire il punto di vista narcisistico. Naturalmente, dato che il nostro punto di vista agisce da una prospettiva completamente distorta e differente, avete poche speranze di realizzarlo.

Secondariamente, c’è anche l’interesse empatico laddove si è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, sentendo il bisogno di far fronte a questo stato emotivo e quindi mostrando l’appropriato interesse verso l’individuo. In tutte le tre scuole di narcisismo, la nostra capacità riguardo l’interesse empatico è distorta. Il Narcisista Superiore è sempre capace di eseguire la parte di riconoscimento ma non è mai stato creato con il senso della necessità di farvi fronte malgrado le nostre funzioni cognitive amplificate implichino che possiamo capire, attraverso osservazione ed esperienza, quale dovrebbe essere l’appropriata risposta d’interesse. Questo significa che possiamo riconoscere qualcuno in difficoltà, capire che hanno bisogno d’aiuto ma non sentiamo minimamente l’impulso di offrirlo. Però, siccome abbiamo due delle tre parti dell’interesse empatico, fingeremo preoccupazione basata sulla nostra comprensione, ma solo se vediamo che serve ai nostri interessi. Ecco perché, specialmente durante la seduzione oppure a beneficio della facciata durante la svalutazione, possiamo apparire interessati che qualcuno sia preoccupato o sconvolto. Non sentiamo alcun bisogno di assisterli, ma riconosciamo che farlo possa servire alle nostre necessità personali.

L’Inferiore è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, non sente la necessità di farvi fronte ed è incapace di mostrare l’interesse appropriato verso la persona. Di conseguenza, perfino durante la seduzione, l’Inferiore si presenterà come impassibile mentre ha a che fare con certi episodi emotivi e spesso lui o lei abbandoneranno la situazione. Durante la svalutazione, vedrà solamente il vantaggio del carburante da questo stato emotivo ed infatti invece di essere solidale, dato che non ne sente il bisogno, semplicemente esploderà ulteriormente.

Anche il Medio-Rango riconoscerà lo stato emozionale, non sentirà necessità di farvi fronte ed ha un repertorio limitato di falso interesse. Quindi in certi casi può fingere di essere interessato ed in altri non ha risposte e lascerà la vittima ai propri problemi e difficoltà inoltre ha abbastanza calcolo per affermare che deve essere urgentemente da qualche parte e quindi fugge dalla domanda di assistenza ed aiuto fatta dalla vittima.

Come è prevedibile, la persona empatica possiede intatti e in quantità intensa tutti e tre gli elementi di questo particolare aspetto dell’empatia. L’individuo empatico è in grado di riconoscere lo stato emotivo di un altro con notevole facilità, perfino se tenta di mascherarlo. Loro sentono assolutamente e riconoscono la necessità di fare qualcosa quando vedono la reazione emotiva di qualcuno. Questa compulsione è quasi irresistibile per le persone empatiche e sono anche pienamente a conoscenza di ciò che dovrebbero fare per rispondervi. Condivideranno la gioia, si congratuleranno quando qualcuno è felice per delle buone notizie, consoleranno quando qualcuno è infelice e li abbracceranno quando hanno il cuore spezzato. La persona empatica non è diversa con la nostra tipologia e vede la nostra risposta emozionale – sebbene di assortimento limitato- sente il bisogno di farvi fronte e sa anche come farlo. Quindi quando scarichiamo la nostra furia, il nostro odio, la nostra invidia e la nostra antipatia, la persona empatica per via del suo interesse empatico è sempre stimolata all’azione, raramente si sottrarrà alla sfida ed affronta i problemi perfino se comportano costi notevoli per sé.

Alla fine arriva il concetto di contagio emotivo. Questo è profondo e si potrebbe perfino considerare come un elemento spirituale delle persone empatiche. Non riguarda solamente la comprensione di un punto di vista o il riconoscimento e la risposta ad un bisogno emozionale, riguarda il fatto di sentire l’emozione come fa l’altro. Quindi se un amico è sconvolto dalla morte di un genitore, la persona empatica viene contaminata da questo lutto e sperimenta la stessa emozione come se fosse in lutto in se stessa. Questo non solo significa che zampillano di carburante cosa che naturalmente la nostra tipologia sfrutterà ma che sono alimentati dal riconoscere i bisogni e dal fare qualcosa a riguardo ancora più di ciò che gli verrebbe concesso tramite l’empatia cognitiva e l’interesse empatico. Il contagio emotivo esiste in tutti gli individui empatici ma è più intensa in alcune persone. In effetti, la sua intensità potrebbe perfino andare oltre al trovarsi vicino fisicamente alla persona che sperimenta l’emozione. Un soggetto in sintonia con il contagio emotivo guarderà un programma televisivo dove il personaggio principale è spaventato, e anche lui sentirà quella paura. Leggeranno un commovente articolo sul giornale riguardo ad un orfano in difficoltà e sentiranno quella disperazione allo stesso modo. È una parte di empatia immensamente potente e fa sì che la persona empatica debba rispondervi.

Noi non abbiamo tale contagio emotivo. È completamente assente e quindi non abbiamo nulla che potrebbe farci sentire qualcosa in modo da agire in base ad esso. Non c’è nulla qui. Il dramma dell’orfano non viene sentito da parte nostra e siamo completamente indifferenti. La paura dell’eroina in televisione viene vista con fastidio dato che la nostra fonte primaria sembra essere più interessata di questa persona che di noi. L’unico momento in cui consideriamo questo contagio emozionale di qualche utilità è quando è utile ai nostri scopi quando la persona empatica zampilla di carburante per via di esso e dirige i propri tratti empatici verso di noi. Noi non abbiamo questo contagio e non sentiamo nulla nel modo in cui lo faresti tu.

H.G. TUDOR

The Three Strands of Empathy