📢 È UN NARCISISTA?

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Ho menzionato in un articolo separato una domanda perenne che affligge l’empatico, ovvero “Sono un narcisista?”. Il contrappeso a questa è quella in cui tu dubiti che l’individuo o gli individui con cui ti sei coinvolto siano in realtà narcisisti. Hai letto il mio lavoro, hai ascoltato i miei video, ma pensi “Sì, ha senso, sono abbastanza certo che questo individuo è un narcisista”. Ora, alcuni di voi che applicano una logica robusta e con un pensiero emotivo ridotto, sono nella posizione fortunata di poter accettare che questa persona è davvero un narcisista, e quindi metterete in pratica il mio lavoro senza mai mettere in discussione se l’individuo lo sia. Bene per voi. Certamente molti dei vostri fratelli non hanno quel lusso, al contrario, anche se riconoscono le informazioni fornite per suggerire che l’individuo è davvero un narcisista, e le hanno elaborate e meditate a lungo e duramente, hanno ancora quel dubbio fastidioso. Ora, naturalmente, non si dovrebbe mai dubitare della qualità delle mie informazioni; sono sempre accurate, e conosco la mia specie dentro e fuori, dopo tutto io sono l’esperto. Quindi, perché succede che, nonostante la lettura del mio materiale e l’applicazione delle informazioni, tu continui a mettere in discussione “Ma se non fosse un narcisista? E se non fosse un narcisista? Cosa sta succedendo veramente qui?” Bene, ovviamente questo è il tuo pensiero emotivo che come sempre sta cercando di ingannarti. Quello che sta cercando di fare è farti rifiutare la pura logica di ciò che hai letto. Ovviamente, quello che vorrei sostenere è che dove hai un dubbio e potresti pensare “Beh, io non sono l’esperto e forse ho frainteso ciò che HG ha scritto”; vi è una risposta facile a questo: organizzi un consulto con me e io te lo dirò basandomi sulle tue informazioni. Ti chiarirò senza dubbio che questo individuo è un narcisista e ti spiegherò perché lo è, e ce lo avrai proprio dalla bocca dell’uomo che lo sa. Anche se questo, e può accadere, non riesce a conquistare il tuo pensiero emotivo, perché continui a dubitarne? Perché continui a dubitare che questo individuo sia un narcisista quando io ti ho detto che lo è, e non è che mi stai insultando suggerendo il contrario. Tu non puoi fare a meno di pensare che forse non lo è. Il tuo pensiero emotivo potrebbe cercare un qualche tipo di comportamento che non si adatta perfettamente ad ogni altra cosa menzionata riguardo ai narcisisti. Bene, capisci che, contrariamente a molti dei materiali disponibili, ci sono diverse varietà nel nostro genere. Ci sono comportamenti molto simili che utilizziamo e ci sono variazioni su un tema, e solo perché hai letto qualcosa sul modo in cui un narcisista si è comportato, si comporta così e non l’hai constatato, non significa che quella persona sia un narcisista, ma quello che succede è piuttosto che pensare “Beh, ho letto molto lavoro e ho trovato 19 cose che il narcisista ha fatto che si accordano con ciò che fa il narcisista, ma una no”, quindi sul bilancio delle probabilità è abbastanza chiaro che questa persona è un narcisista, il tuo pensiero emotivo si butta proprio sulla cosa che ti affligge con il dubbio e continua a dirti “Ma lui non l’ha fatto, lei non l’ha fatto” e quindi il tuo pensiero emotivo ti porta a pensare tra te “Hmm … questa persona … mmm potrebbe non essere un narcisista” e poi il dubbio aumenta, e piuttosto che guardare e agire sulle cose che hanno confermato che hai a che fare con un narcisista, inizi a intraprendere il percorso di ricerca di risposte che ti dicono che non lo è, in qualche missione un auto-sabotaggio, e sembra una completa pazzia, ma questo è il potere del tuo pensiero emotivo. Corrompe il tuo tratto di cercatore di verità e ti fa iniziare a cercare e trovare discrepanze o omissioni, ignorando la completa logica che ti fissa in faccia, e lo fa naturalmente perché il tuo pensiero emotivo non vuole che tu capisca di essere irretito da un narcisista; non vuole che tu accetti di essere irretito da un narcisista, perché se lo fai rischi di entrare in no contact, e se metti in atto il no contact, starai lontano dal narcisista. Ciò significa che non nutrirai la tua dipendenza; ciò significa che ridurrai il tuo pensiero emotivo, e il tuo pensiero emotivo è la cosa furba e subdola che c’è. È terrorizzato dalla sua stessa scomparsa e combatterà per impedire che ciò accada, e per impedirti di farlo morire di fame e di far morire di fame la tua dipendenza; il tuo pensiero emotivo si guarderà intorno istintivamente per tutto ciò che ti farà rifiutare la valutazione che l’individuo è un narcisista, e ti affliggerà con il dubbio; ti farà sentire in colpa per aver pensato che questa persona sia un narcisista; ti farà sentire dispiaciuto nel caso tu abbia sbagliato, e che attacchi a questa persona l’etichetta di narcisista quando forse non lo è, e quindi il tuo pensiero emotivo ti porterà a chiederti “Questa persona è un narcisista?” e ti convincerà nel miglior modo possibile che dovresti continuare una qualche forma di interazione, e finché continuerai con quella forma di interazione, manterrai alto il tuo pensiero emotivo, il che significa che diventa sempre più difficile per te accettare questa persona come narcisista, perché ti stai sempre crogiolando nel tuo pensiero emotivo. Devi accettare la logica e accettare che questa persona è un narcisista. Ma allora ciò che farà il tuo pensiero emotivo, oltre a cercare di farti dubitare che questa persona lo sia, vorrà poi che tu dica “Beh, perché si comporta in questo modo? Perché si è comportato in quel modo?” e di nuovo tutto questo è stato progettato allo scopo di farti continuare a pensare al narcisista, a parlare del narcisista con i tuoi amici, persino a parlare con il narcisista per cercare di chiedergli “Perché mi hai fatto questo? Cosa intendevi quando l’hai fatto?” e tutto questo è una forma continua di interazione. Cosa fa? Nutre il tuo impegno e la dipendenza dal narcisista; mantiene alto il tuo pensiero emotivo; mantiene una modalità logica, così continuerai a farlo ripetutamente. È come essere un alcolizzato e continuare a bere perché finché continui a bere, non stai pensando con la testa lucida, quindi berrai di più e continuerai a bere, e quando smetterai di bere e ti sveglierai la mattina ti senti così male che hai bisogno di un drink, quindi ti allunghi, prendi da bere e poi ti ubriachi, e quindi la tua introspezione e logica vengono perse. Il tuo pensiero emotivo è lo stesso; quando vi sei in mezzo, spesso non riesci nemmeno a vedere che ti tiene in una morsa, in quanto esso ti rende cieco proprio al fatto di essere influenzato dal tuo pensiero emotivo, perché vuole che tu perda introspezione. Se non riesci a vedere cosa sta succedendo, non lo rifiuterai, ed è qui che il tuo pensiero emotivo vuole portarti. Vuole che tu non riesca a vedere che le tue decisioni sono influenzate dal tuo pensiero emotivo, e ciò che devi fare quando arrivi alla domanda “Ho a che fare con un narcisista?” è fidarsi del tuo giudizio basato sul materiale che hai letto e che ascolti, e anche dire a te stesso “Mi sono consultato con l’esperto, e questo mi è stato spiegato, non solo con la ferma dichiarazione ‘Questa persona è un narcisista’, mi sono state date le ragioni per cui questa persona è un narcisista. Guarda la logica, guarda l’evidenza, non permettere che il dubbio si insinui. Riconosci che laddove hai questi dubbi, questo è il tuo pensiero emotivo, ed è il tuo pensiero emotivo che è sbagliato, non la tua logica, e respingi quel pensiero emotivo. Quando hai letto il mio lavoro e sei giunto alla conclusione che questa persona è un narcisista, c’è una ragione per cui sei giunto a questa conclusione.

Hai accesso al materiale migliore e ti sei documentato in modo accurato, e se vuoi l’ulteriore conferma consultati con me (cioè con Tudor n.d.t.) e la fornitura delle informazioni che mi fornisci mi consentirà di aiutarti dicendoti che questa persona è davvero un narcisista, e a quel punto potrai aggrapparti a quella logica. Non è necessario svelare alcuno dei comportamenti, ma semplicemente dire a te stesso “Questa persona è un narcisista, mi è stato confermato”. e quindi, cosa significa? Significa che entri in no contact. Vediamo di dare un’occhiata all’analogia. Tu sai grazie al mio lavoro che il narcisista ha a cuore solo i suoi interessi, a volte attraverso pure coincidenze fortunate, fortuna favorevole, quegli interessi si accordano con i tuoi ed è tutto rose nel giardino, ma questo non accade sempre; in effetti può accadere solo per un po’ di tempo, o un certo punto, quasi mai. Il fatto è che noi siamo progettati per fare ciò che è giusto per noi, e questo non implica che sia giusto per te, e i nostri bisogni devono sempre essere anteposti ai tuoi. Ciò significa che, come ho spiegato ad esempio nell’articolo “Si può avere una relazione intima di successo con un narcisista”, la risposta è no. Sia che tu sia la fonte primaria o la fonte secondaria, il risultato non è buono, per le molte ragioni spiegate, e ti invito a leggere quell’articolo o a rileggerlo allo scopo di capirlo. Noi siamo narcisisti, il che significa che non cambieremo, facciamo ciò che è giusto per noi; ciò implica che tu vieni ferito, vieni abusato, vieni preso e riposto, la tua autostima viene erosa, il tuo amor proprio viene attaccato, vieni picchiato, vieni stuprato, ti viene sottratto il denaro; vieni socialmente escluso, vieni offeso, vieni triangolato, fatto uso di un’insalata di parole, vieni sminuito, vieni ferito fisicamente, la tua casa viene bruciata, alla tua auto vengono fracassati i vetri, le gomme tagliate. Ti facciamo sentire piccolo, sgradito, ferito, indesiderato. Perché? Perché è necessario allo scopo di affermare il controllo su di te. Il narcisista si comporterà sempre in questo modo. Sì, ci sono momenti in cui siamo meravigliosi; sì, ci sono volte in cui ti trattiamo come una regina, o come un re, ma non durerà, ed è solo, solo, solo perché è ciò che serve ai nostri interessi.

Mettiamo ad esempio che tu ed io siamo insieme e dall’altra parte della stanza c’è un leone. Sappiamo tutti che a un leone piace uccidere qualsiasi persona. Perché? Perché è un leone. Ma lascia che continui. Io ti dico “Laggiù c’è un gran bel coniglio. Quello è un coniglio, è grande, ma è soffice e coccoloso, vai laggiù e accarezzalo” e tu mi guarderesti e penseresti “HG, non ​​sei normale, sei impazzito, non è un coniglio”, ma io insisto che lo è, proprio come il tuo pensiero emotivo insiste sul fatto che non è un narcisista quello con cui hai a che fare, ma tu con la logica sai che lo è, e con la logica sai che quello è un leone, perché ha la criniera, ha i denti, ha artigli e coda, ha un particolare colore dorato, e il suo viso ha una forma particolare. Quello è un leone, non è un coniglio; è troppo grande, non ha grandi orecchie grandi che ‘floppy floppy’, non salta quando si muove. Tu ascolti la logica che ti dice che è un leone, quindi non importa quanto ti dico che c’è un coniglio laggiù; non lo accetterai, stai ascoltando la logica. Ma allora forse, dato che la mia spiegazione per farti andare laggiù a interagire con il “coniglio” non funziona, io, essendo come il tuo pensiero emotivo, adotto una presa di posizione alternativa e ti dico “Sì, scusa, non è un coniglio in realtà … Sì, è un leone, giusto, ma questo leone è stato allevato, in modo da essere addomesticato e non poter danneggiare gli esseri umani. È stato allevato specificatamente. Si tratta di genetica alterata, in modo da trattare gli esseri umani in modo amichevole, così tu puoi andare laggiù, solleticargli il ventre, strofinarlo dietro le orecchie e tutto andrà bene”, quindi tu guardi e pensi “Hmm, mai sentito nulla di ciò in termini di allevare leoni addomesticati, perché mai verrebbe fatto? Non ho letto nulla a riguardo, non avendo sentito nulla a riguardo, sembra anche piuttosto impossibile che ciò avvenga”. Stai ascoltando la logica e quindi pensi “No, non ho intenzione di andare laggiù nonostante l’ottima spiegazione di HG per cercare di convincermi che questo è in qualche modo un leone docile e amichevole. Non ho intenzione di andare a farlo”. Hai ascoltato la logica piuttosto che il pensiero emotivo, quindi per contro io ti dico “Sì, in realtà ho sbagliato, non c’è stato alcun programma genetico per renderli amichevoli agli umani, ma questo leone qui l’ho domato io. Ho passato anni qui a lavorare con Leo il leone, è addomesticato, non ti attaccherà, va tutto bene, puoi andare laggiù e mettergli la testa in bocca e tutto andrà bene, lui te lo lascerà fare, lascerà che tu gli spazzoli i denti, puoi spazzolargli la pelliccia. Vai laggiù, va tutto bene”, e penso che tu avresti detto” Beh, ho sentito parlare dei domatori di leoni, e il leone è seduto lì abbastanza comodamente, forse HG ha ragione” ed ecco un esempio del pensiero emotivo. Sta iniziando ad avere un impatto a causa della parvenza di plausibilità e, naturalmente, tu ora stavi passando più tempo con me come tua emozione, dato che rappresento il tuo pensiero emotivo, che ti sto logorando, che ti sto facendo pensare “Beh, in realtà ha iniziato con le cose assurde, questo ora sembra molto più plausibile, per tutto il tempo che siamo stati qui il leone non ci ha degnato una volta di attenzione, perciò forse è addomesticato”. Quindi tu dici” Sì, ok, andiamo laggiù ma non mi piace. Va bene, sono a posto ma vai avanti tu, puoi dargli tutta l’attenzione e puoi ricevere tutta l’attenzione”, e poi la logica ti dice “Perché non mi accompagna HG ad andare ad accarezzare questo leone? Hmmm. .. se fosse così sicuro di ciò che sta dicendo sicuramente sarebbe venuto”, così tu mi inviti a venire e io resisto. La tua logica ti dice se qualcosa non quadra qui, il buon istinto che spesso senti, e quindi non vai laggiù dal leone perché non senti che è effettivamente addomesticato, e anzi ti capita di assistere a qualcun altro che ho convinto ad andare laggiù dal leone, e ha avuto prontamente la testa morsa. Quindi diciamo in un momento alternativo, ti dico “Sì, io non ho addomesticato il leone, ma è drogato. Tiffany l’ha tranquillizzato” e tu vedi che il leone è sdraiato e pensi “Beh, sì, probabilmente è tranquillizzato”, questo significa che potresti anche andare oltre, tocchi il leone e lui non reagisce, gli fai il solletico alla pancia e non reagisce, mette la testa sul sedere e non reagisce, e sembra che sia stato tranquillizzato, e che avrebbe fatto lo stesso una seconda volta e una terza volta, ma è probabile che ci sia un’occasione in cui il leone non è tranquillizzato, che io semplicemente non tranquillizzo quel leone deliberatamente e tu pensi che lo sia, vai laggiù e alla quarta, alla quinta, alla sesta o alla ventiseiesima volta che gli metti la testa in bocca lui ti morde la testa. Perché? Perché è un leone, e allo stesso modo in cui il narcisista è un narcisista, in quanto narcisista, non importa cosa il tuo pensiero emotivo ti dice al riguardo, che in realtà non è un narcisista ma è un empatico, o che in realtà il narcisista ora è stato in qualche modo progettato per non reagire a quel modo, o che non è effettivamente un narcisista quello con cui hai a che fare, o che in qualche modo il narcisista è stato curato ed è stato guarito dall’applicazione di qualche tecnica rivoluzionaria, o che il narcisista è stato nutrito in modo da mantenere il suo narcisismo sotto controllo, oppure che hai assistito a comportamenti che fanno pensare che sia una persona cambiata. Tutte queste cose, proprio come il leone, sono lì per illuderti e fanno parte del tuo pensiero emotivo che cerca di ingannarti. Il leone è un leone e ti morderà la testa perché è quello che fanno i leoni. Il narcisista è un narcisista, e il tuo pensiero emotivo cercherà di convincerti che il narcisista non è un narcisista, o che in qualche modo il narcisista non si comporta come il narcisista tradizionale. Lo facciamo. Dobbiamo farlo, perché siamo cablati per essere in quel modo, e quindi, quando hai capito o ancora meglio ti è stato detto da me, che hai a che fare con un narcisista, accettalo, perché questa è logica, e qualsiasi altra cosa che ti dice che questo individuo non è un narcisista è il tuo pensiero emotivo che cerca di ingannarti, e devi respingerlo. Quindi se ti trovi a chiederti “È un narcisista?” quando hai stabilito che lo è, soprattutto se ti viene detto da me, la risposta è “Sì”, e cosa vuol dire? Applica la prima regola d’oro della libertà, esci e rimani fuori.

H.G. TUDOR

Is He A Narcissist?

📢 21 INGANNI

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Il pensiero emotivo non è tuo amico. Il pensiero emotivo è il tuo nemico. Il tuo pensiero emotivo ha uno e un solo scopo, ed è quello di farti continuare in qualche forma di impegno con il narcisista. Potrebbe essere passare del tempo con il narcisista o potrebbe essere pensare al narcisista; in entrambi i casi il tuo pensiero emotivo nel contesto del narcisista vuole che tu continui o arrivi all’impegno con il narcisista per nutrire la tua intrinseca dipendenza dal narcisista. Il tuo pensiero emotivo non si cura della rimessa per te. Il tuo pensiero emotivo non si preoccupa dell’impatto che tali azioni e comportamenti avranno su di te, vuole che tu ti coinvolga. Il tuo pensiero emotivo farà assolutamente di tutto per farti raggiungere quel coinvolgimento. Ti porterà ad agire in un modo che quando il tuo pensiero emotivo dissonante è diminuito, vi guarderai indietro e penserai “che diavolo stavo facendo”, “che diavolo stavo pensando”, “chi sono diventato”, “Non riconosco quella persona”. All’epoca credevi che quello che stavi facendo fosse corretto, era logico, era la cosa giusta da fare perché il tuo pensiero emotivo ti faceva pensare che lo fosse. Nello stesso modo in cui dopo aver bevuto pinte di birra sembra un’ottima idea sedersi e guardare un film di James Corden. Nella fredda luce della sobrietà ti rendi conto che è una delle cose e delle idee più terribili che potresti mai avere. Il pensiero emotivo non è diverso: quando viene rimosso, e rimosso perché non c’è interazione con il narcisista. Ne consegue che si vedono chiaramente le cose, si pensa in modo chiaro, si agisce in modo chiaro. Ha il vantaggio aggiuntivo che quando hai ridotto il tuo pensiero emotivo a un livello basso, la rabbia che può essere l’ansia, il dolore, tutte le cose associate sono guidate anche dal tuo pensiero emotivo per come tutti dicono.

La riduzione e la rimozione del tuo pensiero emotivo è qualcosa per cui devi lottare nel contesto del tuo coinvolgimento con un narcisista. Se raggiungi questo, applicherai la logica, se raggiungi questo manterrai il no contact, non un no contact parziale, non un no contact basso, ma un no contact totale. Riducendo e diminuendo il tuo pensiero emotivo eviterai quelle sensazioni e sentimenti spiacevoli e inquietanti che sono guidati da esso; non commetterai errori, non tornerai dal narcisista, non continuerai a combattere con il narcisista, non implorerai il narcisista e, di conseguenza, non cadrai preda delle manipolazioni velocemente, non verrai sedotto, non ci sarai così non sarai sedotto da un altro narcisista, non sarai riportato nel caos, non proverai ad aiutare, non proverai a guarire, non proverai a cercare risposte, ma obbedirai a quella prima regola d’oro della libertà “Una volta che sai vai, esci e resta fuori”.

Il pensiero emotivo non vuole che tu mi ascolti, non vuole che tu legga le mie opere, non vuole che tu capisca il mio lavoro e non vuole che tu lo metta in pratica, perché il mio lavoro è logicom è il migliore, il più appropriato e ti aiuterà sempre. Il tuo pensiero emotivo lo riconosce e con la logica riconosce che il mio lavoro ti porterà lontano dal nutrire la tua dipendenza, quindi cercherà di gettare domande per indicarti di dubitare di quello che ti sto spiegando. Io ti dico la brutale verità, la verità onesta. Lo faccio perché per me è importante che il mio materiale sia il più utilizzato e sia considerato il migliore, perché è il migliore. Non sono preoccupato che tu lo usi o meno; se scegli di non farlo è un tuo problema non mio. Quello che voglio è assicurare che i miti sulla nostra specie vengano cancellati, che gli equivoci che vengono spacciati su Internet siano sradicati, che i consigli degli ignoranti forniti attraverso i cosiddetti consulenti di relazioni, attraverso i cosiddetti coach di stile di vita, attraverso apparenti esperti sul narcisismo vengano rifiutati, rimossi, cancellati e ignorati, voglio invece che ti attenga alla fredda e dura logica che io ti fornisco. Non devi gradirmi, non devi odiarmi, anche se potresti benissimo farlo, ma quello che devi fare è ascoltare la logica di ciò che ti dico e metterla in pratica, e se dovessi farlo, ti impadronirai del potere e otterrai la libertà; vincerai sul tuo pensiero emotivo.

Di conseguenza il tuo pensiero emotivo sequestra e corrompe i tuoi tratti empatici e i tuoi tratti narcisistici. Sì, tu li hai entrambi: hai tratti empatici e tratti narcisistici e i vari gruppi e le varie intensità dipendono dal fatto che tu sia normale con tratti empatici o se fai parte del gruppo empatici, e se fai parte del gruppo empatici, dipende da che tipo di empatico sei. (…). Ma a parte questo, comprendi che tu hai tratti empatici e tratti narcisistici e il tuo pensiero emotivo li sequestra e desidera corromperli.

Ci sono 21 risposte comuni che si verificano, parole che vengono dette o pensate dalla vittima della nostra specie. Leggi quali sono queste frasi e renditi conto che se stai dicendo queste cose, se senti qualcuno che le dice, se lo stai pensando, tu e tutti voi siete stati condizionati dal vostro pensiero emotivo perché sta cogliendo particolari tratti. Ora ti dirò quali sono queste 21 frasi in modo che tu possa starvi attento e in oltre su ciascuna ti dirò quale dei tuoi tratti empatici e/o narcisistici viene sequestrato per aiutarti a capire.

1. Devo sapere perché lei mi ha trattato in quel modo.

Attacca il tuo tratto di cercatore di verità

2. Devo dirgli quanto mi ha fatto male.

Sequestra i tuoi tratti di cercatore di verità, di giustizia ed empatici

3. Devo mettere in guardia la nuova fidanzata su di lui.

Sequestra i tuoi tratti empatici di compassione, cercatore di verità, salvatore e giustizia

4. Ho bisogno di fargli vedere cosa ha fatto di sbagliato.

Sequestra i tratti empatici di giustizia e di cercatore di verità

5. Non posso lasciarlo, ha bisogno di me.

Sequestra i tuoi tratti empatici di compassione e salvatore

6. Devo esporla con i suoi amici e con la sua famiglia.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di giustizia

7. Ho bisogno di parlare con lei per ottenere la chiusura.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di onestà

8. Ho bisogno di fargli sapere che lui/lei è un narcisista.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità, giustizia e onestà

9. Voglio che veda quanto sono felice senza di lui.

Sequestra il tuo tratto narcisistico di orgoglio

10. Ho bisogno di sapere con chi sta ora.

Sequestra il tuo tratto empatico di cercatore di verità, e il tratto narcisistico dell’invidia

11. Ho bisogno di sapere perché scelto lei dopo di me.

Sequestra il tratto empatico di cercatore di verità, e il tratto narcisistico dell’orgoglio

12. Voglio dividerlo dalla nuova persona.

Sequestra i tuoi tratti narcisistici di orgoglio, invidia e il tratto empatico della giustizia

13. Perché dovrei essere io a uscire da questa casa?

Sequestra il tuo tratto narcisistico dell’orgoglio, e i tuoi tratti empatici di equità e giustizia

14. Ho bisogno di distruggerlo.

Sequestra il tratto empatico della giustizia, e il tratto narcisistico dell’orgoglio

15. Ho bisogno che lei mi spieghi perché si è comportata in quel modo con me.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di giustizia

16. Non può farci nulla, è così, ha solo bisogno di aiuto.

Sequestra il tratto empatico della compassione

17. Non posso andarmene perché non può farcela senza di me.

Sequestra i tuoi tratti empatici di colpa e compassione

18. Non è giusto. E se lei si prende il periodo d’oro per sempre al posto mio?

Sequestra il tuo tratto empatico di giustizia, e il tuo tratto narcisistico di invidia

19. Ho bisogno di vederla per riavere i miei soldi.

Sequestra i tratti empatici dell’equità e della giustizia

20. Ora so cosa è lei, quindi questa volta posso gestire questa conoscenza per far funzionare le cose.

Sequestra il tuo tratto narcisistico di orgoglio e il tratto empatico di decenza

e infine:

21. Voglio riconquistarla per poter essere io a scaricarla.

La caratteristica narcisistica dell’orgoglio viene sequestrata, i tratti empatici della giustizia e della giustizia vengono anch’essi sequestrati.

Queste sono 21 affermazioni che vengono utilizzate dal tuo pensiero emotivo che ti sembrano logiche, ma non lo sono. Perché? Perché è il pensiero emotivo a sequestrare i tratti che ho descritto, e tutte queste cose offendono la prima regola d’oro della libertà che è “Una volta che sai vai, esci e resta fuori”.

H.G. TUDOR

21 Cons

👥 IL NARCISISTA E I SENTIMENTI

190923F The Narcissist and Feelings.jpgI sentimenti sono un onere inutile e e grazie a dio sono stato sgravato da molti di essi; mi sono stati lasciati solo quelli che sono ritenuti necessari per permettermi di perseguire la raccolta del carburante. I sentimenti offuscano e indeboliscono. Quante volte hai sentito la sveglia suonare al mattino e ti sei rivoltato sentendoti come se non volessi alzarti? Molte volte immagino. Quel sentimento di apprensione su cosa ti riserva la giornata, lo sconforto per ciò che ti è accaduto e il timore di ciò che devi fare ti fiacca e ti trattiene. Trascorri gran parte della tua vita nel perseguimento di questa nozione di felicità ma non sei mai veramente felice? Guardi ciò che hai e desideri avere di più? Guardi le altre persone attorno a te e immagini quanto siano felici e desideri essere più simile a loro? Tutto ciò che ne ricavi è amarezza. Forse ti senti felice ma quale empatico che sei vedi quelli che tu consideri meno felici di te e desideri che siano più simili a te. Tutto ciò che ne ricavi è vanagloria. Passi così tanto tempo della tua vita cercando di essere felice e poi ti preoccupi che sia di natura effimera. Esprimi preoccupazione per il fatto che vuoi solo essere felice e passi sempre più tempo a cercare di raggiungere questo stato di nirvana. Soffri di tristezza che porta alla paralisi e all’indecisione. Ti senti frustrato il che risucchia la tua energia e ti lascia con la senzazione di essere svuotato. Sei orgoglioso della tua capacità di provare sentimenti e di essere in grado di metterti nei panni degli altri ma tutto ciò che stai facendo ti rende appesantito. Perché preoccuparsi di perseguire quei sentimenti che sono considerati positivi, come la gioia, la felicità e l’euforia? Lo sforzo vale davvero la pena quando li ottieni per un attimo fuggevole che poi ti catapulta nello sconforto? Qual era il senso di ciò? Perché permettere a te stesso di venire impantanato nel turbamento, nell’infelicità e nello scoraggiamento? Non ottieni nulla mentre sprofondi lentamente in questo pantano di negatività. I tuoi sentimenti ti ingannano, ti schiacciano e soprattutto ci permettono di manipolarti. È perché provi questa gamma di emozioni che ci offri reazioni emotive. Naturalmente sai che queste reazioni emotive creano il mio carburante. La colpa è dei tuoi sentimenti.

Non ho mai fatto miei questi sentimenti. Questo perché la ricerca del carburante non può essere distratta da queste emozioni ingombranti. Non servono a nulla e quindi non sono mai state sviluppate. Sono costruito per acquisire carburante e nient’altro. Sono un progetto efficiente, tenace e controllato. Tutto il carico in eccesso non è stato espulso, non è mai stato sistemato a bordo fin dall’inizio. Io non sono completamente privo di sentimenti. Sono stato sviluppato in modo da permettere a certi sentimenti, quelli che sono utili per il mio scopo, di emergere. Sento la furia che assicura che posso esercitare il controllo sulle altre persone e quindi estrarre carburante da loro. Sento l’invidia che mi spinge a togliere queste caratteristiche alle altre persone di cui ho bisogno per creare il mio costrutto. Se non provassi invidia, non vorrei queste caratteristiche – dal momento che questo sentimento ha uno scopo. Non c’è alcun sentimento superfluo collegato a me. Provo gelosia che di nuovo mi spinge a cercare di superare quella persona lodando i miei risultati e provocando una reazione, il che raccoglie carburante positivo o rimproverando la persona di cui sono geloso e in questo modo raccolgo carburante negativo. Sento l’odio. Questo mi permette di vedere tutto come è veramente. L’odio rovina e mette a fuoco la realtà di questo mondo crudele e quindi sono più in grado di destreggiarmi attraverso di esso. L’odio è viscerale, non è morbido o amorfo. Non si appanna o sfoca. È diretto, va dritto al punto ed elettrizzante nella sua capacità di permettermi di andare sempre avanti. Tutti questi sentimenti e quelli di natura simile sono stati modellati intorno a me per aiutarmi nella mia ricerca di carburante. Ognuno di questi rilascia un metodo per rendermi abile a raccogliere carburante così posso sentire l’emozione fondamentale. La mia ricerca di carburante si basa sull’uso di queste diverse emozioni, col solo scopo di permettermi di sentire quell’emozione che io valuto più di tutte le altre.

Mi sento potente.

Sono potente

H.G. TUDOR

The Narcissist and Feelings

📰 DIECI CONSEGUENZE NON INTENZIONALI DELLE TUE REAZIONI AL NARCISISTA

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La legge delle conseguenze non intenzionali si applica molto nel mondo ed è altrettanto applicabile al mondo in cui sei stato inserito dalla nostra specie. In termini di conseguenze non intenzionali derivanti da un atto commesso o un passo compiuto, vi sono tre categorie. Ci sono i benefici inaspettati. Ad esempio, l’aspirina viene utilizzata come antidolorifico, ma è risultata essere anche un eccellente anti-coagulante e viene utilizzata per aiutare chi ha problemi cardiaci e circolatori. Ci sono gli inconvenienti non previsti. Ad esempio, il proibizionismo negli Stati Uniti durante gli anni ’20 sopprimeva il commercio di alcolici. La conseguenza non intenzionale era quella di indirizzare la fornitura di alcool nelle mani del crimine organizzato, che ha portato queste organizzazioni a diventare più ricche e meglio finanziate per espandere le loro attività criminali. La categoria finale riguarda il risultato perverso. A questo proposito ho due esempi d’elezione. Il primo è diventato noto come Effetto Streisand grazie al quale l’attrice e cantante Barbara Streisand ha intrapreso un’azione legale riguardo alla pubblicazione online di una foto della sua casa. Prima dell’azione legale, solo sei persone avevano scaricato l’immagine. In seguito alla sua azione legale, 420.000 persone l’hanno scaricata in seguito alla diffusione del caso. C’è molto da dire per non attirare l’attenzione su qualcosa di cui lamentarsi fin dall’inizio. Il secondo esempio di un risultato perverso riguarda la gestione da parte del governo britannico dei cobra velenosi a Delhi, in India. Per incoraggiare la popolazione locale a dare la caccia e ridurre il numero di cobra fu deciso che sarebbe stata offerta una taglia per ogni cobra ucciso e consegnato. Gli individui intraprendenti decisero che era più facile allevare i cobra piuttosto che cacciarli, ucciderli e consegnarli. Una volta che il governo si è reso conto di ciò che stava succedendo, ha revocato la taglia. La popolazione ha poi liberato i cobra ormai inutili. Quindi il numero non solo non è stato ridotto ma in realtà aumentato.

Gli inconvenienti imprevisti e i risultati perversi sono applicabili anche a te in termini di rapporto con la nostra specie. Dato che molte persone non sanno con cosa hanno a che fare, come pensiamo, come consideriamo il mondo e perché facciamo quello che facciamo, queste persone affrontano qualsiasi problema che riguarda noi con ciò che pensano essere intenzioni sensate e ben pensate. Credono che trattare con noi in un certo modo porterà ad un risultato desiderato che si rivelerà vantaggioso per loro. Questa mancanza di comprensione, l’analisi incompleta e il tentativo di controllare qualcosa che in realtà non sanno come controllare, si traduce in conseguenze non intenzionali di varietà spiacevole. Ecco dieci esempi di questo al lavoro.

1. Darci una sgridata

Intenzione – per metterci al nostro posto in modo che sappiamo che sei contrariato, così non ripetiamo il comportamento.

Conseguenza non intenzionale: ci fornisci il carburante e lo facciamo ancora di più quando ci rendiamo conto di quanto bene (dal nostro punto di vista) reagisci

2. Rispecchiare il nostro comportamento

Intenzione: ci impedirà di fare ciò che stiamo facendo

Conseguenza non intenzionale: passeremo a una diversa manipolazione e la metteremo in atto con maggiore forza contro di te

3. Dire a tutti come ci comportiamo male con te

Intenzione: la gente ti crederà, ti sosterrà e si rivolterà contro di noi

Conseguenza non intenzionale: tu sei visto come Quello Pazzo, la tua posizione viene indebolita e la nostra diventa più forte

4. Cerchi di ragionare con noi

Intenzione: noi comprendiamo l’errore dei nostri modi e li correggeremo. Tu ti senti soddisfatto

Conseguenza non intenzionale: inneschi la nostra furia attraverso questa critica nei nostri confronti suggerendo che sbagliamo in qualche modo e divieni frustrato e turbato dal fatto che non riesci a fare alcun progresso

5. Ti rivolgi a uno dei nostri amici per chiedere aiuto

Intenzione: potremmo non ascoltare te, ma ascolteremo il nostro migliore amico, no? Il problema sarà risolto

Conseguenza non intenzionale: stai fornendo informazioni al nostro luogotenente. Sei visto come infido e questa utile intenzione verrà rivolta e usata contro di te.

6. Ci racconti tutto di te

Intenzione – aprendoti a noi speri che faremo lo stesso e quindi ci sarà fiducia e comprensione reciproca.

Conseguenza non intenzionale – ci stai consegnando pallottole che in seguito noi spareremo contro di te in base a ciò che ci hai rivelato sulle tue paure, debolezze e vulnerabilità

7. Ci contraddici, previeni e ti dedichi ad evitare di turbarci

Intenzione – saremo compiaciuti, non ci farai scattare in alcun modo, ci sarà pace e armonia in famiglia

Conseguenza non intenzionale: puoi raggiungere la pace e la stabilità ma a costo della tua salute mentale, della ragione, del sonno e dei nervi e il periodo di stabilità non dura mai.

8. Giochi duro per stare con noi

Intenzione: se ci affronti pensi che saremo scrupolosi, vero?

Conseguenza non intenzionale: ci stai criticando. Ci scaglieremo contro di te e andremo a trovare qualcun altro che fa ciò che vogliamo noi per triangolare con te.

9. Ci dici cosa siamo veramente

Intenzione: ottieni il sopravvento facendoci sapere che lo sai, speri anche di farci riflettere sul nostro comportamento

Conseguenza non intenzionale: neghiamo ciò che stai insinuando, non lo accetteremo e ci scaglieremo su di te perché ci hai criticato in questo modo

10. Ci implori e ci supplichi di cambiare

Intenzione – dal momento che apparentemente ti amiamo, questa manifestazione emotiva deve sicuramente essere notata e risponderemo in modo costruttivo

Conseguenza non intenzionale: beviamo questo delizioso carburante e continuiamo a pomparlo da te facendoti ancora più male

H.G. TUDOR

10 Unintended Consequences Of Your Responses To The Narcissist

👤 GIOCO PER RIDERE: IL NARCISISTA E L’UMORISMO

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Dove si inserisce il senso dell’umorismo nella composizione del narcisista?

Sono lieto di riferire che ho un eccellente senso dell’umorismo – quando mi fa comodo. Come conseguenza di essere ben erudito, interessato al mondo (al fine di garantire che il mio posto sia saldamente riconosciuto all’interno di esso) e il fatto che io sia perspicace, sono in grado di forgiare lo spirito di molte situazioni, ma solo tenendo conto di ciò che serve al mio scopo. Come quasi ogni altra cosa, risate e umorismo sono strumenti che alcuni della nostra specie sono in grado di utilizzare allo scopo di perseguire i nostri obiettivi. Sono dispositivi e condotti per raggiungere ciò che vogliamo e il modo in cui il nostro senso dell’umorismo è modellato dipende molto dalle circostanze in cui ci troviamo e dal nostro fabbisogno di carburante.

Prendiamo ad esempio un venerdì sera. Io frequento spesso un bar locale con alcuni amici della cerchia ristretta. In alcuni bar che frequento regolarmente, conosco anche gli amici della cerchia esterna che spesso si trovano lì alla stessa ora e fonti terziarie, persone a cui potrei dire anche ciao e poco altro. Questo è un ambiente che mi permette di tenere banco mentre intrattengo gli ascoltatori entusiasti con i miei racconti di temerarietà imprenditoriale, schernire l’ultima gaffe di una fonte primaria intima, discutere di politica per mantenere una fonte secondaria al suo posto nella gerarchia e così via. L’umorismo svolge sempre un ruolo. Sono ben consapevole del fatto che dimostrare un acuto senso dell’umorismo e attirare risatine, sbuffi e risate a crepapelle è tutto buon carburante positivo e aiuta nel mantenimento della facciata per dimostrare che sto intrattenendo la compagnia, sono piacevole da avere attorno e divertente. Io trovo sempre divertenti le mie battute e gli aneddoti spiritosi, ovviamente.

Riconosco anche che allo scopo di continuare a estrarre carburante e mantenere la facciata è necessario che io rida dei commenti e delle buffonate altrui. Questo non viene naturale. Se qualcun altro sta raccontando una barzelletta, i riflettori sono puntati su di lui. Non mi piace. Non accende la mia furia, tutt’altro, ma voglio che la risata sia dovuta al mio aneddoto, non ad esempio al ricordo del mio amico Paul di un incidente al lavoro. Riconosco che quello che sta dicendo è divertente e so che altre persone rideranno, ma io non lo trovo divertente perché non è umorismo generato da me. Naturalmente, se lo vedo appropriato per mantenere la facciata e succede spesso, riderò e ridurrò e butterò là un complimento come “molto divertente” o “buona questa” prima di cercare di batterlo con la mia battuta o aneddoto. Non trovo comunque il commento divertente di per sé. Faccio finta di divertirmi allo scopo di adattarmi, mantenendo la facciata e per assicurarmi che le persone rispondano ai miei commenti in modo positivo.

Naturalmente ci saranno momenti in cui ritengo necessario permettere alla mia mancanza di umorismo di manifestarsi. Questo potrei farlo con qualche arrogante novizio del gruppo che pensa di poter prendere il centro del palcoscenico. Mentre butta là uno scherzo o spara fuori una battuta, io resto impassibile. Posso vedere altre persone ridere, ma io non rido. Questo non viene realizzato. Non trovo divertente ciò che viene detto perché mi sta facendo morire di fame carburante e farmi morire di fame di carburante non è una cosa da ridere. Voglio che questo giovane turco sappia che non sono divertito e quindi non riderò e anzi commenterò che l’avevo già sentita in precedenza, (se non l’ho già interrotto dicendo la battuta prima di lui) o che è uno scherzo di cattivo gusto o è razzista o omofobo per guadagnare terreno morale (chi io?!) e farlo rendere al massimo. So che i Luogotenenti in questo gruppo vedranno che sono indifferente. Aspetteranno per vedere se rido e seguiranno l’esempio o se iniziano a ridere e vedono che io non rido, interromperanno le loro risate. Essi valutano le loro posizioni nel gruppo. Anche se altri nel gruppo continuano a ridere, c’è un certo grado di disagio perché alcuni di noi non hanno riso e questo mi fornisce il carburante che voglio. L’ho fatto per me e ho strappato i riflettori da questo intruso.

Naturalmente, quando esterno le mie osservazioni, gli aneddoti spiritosi e così via, sono in forma effervercente. Saccheggerò le gag che ho ascoltato altrove (tutte parte dell’acquisizione dei tratti) e anche se è ben noto che le persone riportano le battute degli altri, dichiarerò di aver inventato io la barzelletta. Spesso il mio umorismo è frutto della foga del momento ed è un genuino commento incisivo o un’osservazione brillante che diverte. Mi piace davvero il carburante che deriva dal far questo. Sono in grado di permettere alla mia frizzante battuta e alla spiritosa presa in giro provocatoria di spiegare le ali in modo che quelli con me ululino dalle risate.

Allo stesso modo, se guardo un film o un programma televisivo che è una commedia, non mi siedo e rido tra me e me. Qual è il senso di questo? Non c’è carburante da guadagnare. Invece, potrei notare inviando un messaggio ad un amico che c’è un bel programma comico in modo che lui o lei risponda in modo da alimentarmi. Se sono con delle persone ed esse stanno ridendo del comico in televisione, lotto per tenere sotto controllo la mia furia. Non voglio che la loro attenzione si concentri su questo Meister delle gag nel televisore, voglio che alimentino me. Quindi, dipende se sto seducendo o svalutando, mi siedo imbronciato alla televisione e disturbo l’interprete in modo che chiunque sia con me reagisca e suggerisca di guardare qualcos’altro o mi rimproveri perché lo interrompo; non mi dispiace finché l’attenzione passa su di me e guadagno carburante. Se è una seduzione, permetterò alle mie risate di uscir fuori per dimostrare che sono un uomo di umorismo e che mi piace guardare la stessa commedia come te. Userò questo anche come piattaforma per raccontare le mie battute così riderai anche tu con me.

A proposito della questione di ridere con me, sono naturalmente contento che tu lo faccia, ma non posso sopportare di essere deriso. Nessuno del mio genere può. Se ridi di me anziché con me, è una critica onnipotente e la furia si accende immediatamente. Spesso in simili circostanze ci sforziamo di contenere la nostra rabbia e assisterete a noi che ci precipitiamo fuori, andiamo via infuriati o facciamo una scenata per causare un brusco arresto della tua burla beffarda e trasformarla in fastidio, preoccupazione, paura o cose del genere. Qualsiasi cosa per fermare le critiche brucianti derivanti dal tuo ridere di noi. Lo odiamo. Abbiamo una completa mancanza di senso dell’umorismo nell’essere derisi in questo modo e alla fine avrà ripercussioni su coloro che stanno ridendo di noi.

Naturalmente io so quando è necessario ridere e decido se unirmi o no. Alcuni della nostra specie non sono così in sintonia e ci mettono un po’ prima di rendersi conto che dovrebbero ridere perché il senso dell’umorismo non c’è. Invece, devono rendersi conto che sarebbe opportuno ridere e assisterai a una pausa prima che inizi la risata. Ascolta attentamente e sentirai che è vuota. Guarda i loro occhi e vedrai che gli occhi non brillano di divertimento ma rimangono fissi e vuoti. Questo spettacolo di umorismo e divertimento è un artificio e fa parte del Carosello delle Maschere che gestiamo.

Infine ci sono comunque dei contesti che mi divertono davvero e mi fanno ridere. Considerando che il presunto umorismo degli altri viene respinto o viene completamente accettato come parte del bisogno di generare carburante, positivo o negativo, e io prendo una decisione su ciò che sarà piuttosto che una reazione istintiva, ci sono occasioni in cui io istintivamente riderò. Sono quelle occasioni in cui qualcun altro ha sofferto una disgrazia, soprattutto se è stata causata da me. Le disgrazie altrui sono un dispositivo meraviglioso e che mi fa sorridere, ridere e far grasse risate. Ciò si accorda con il mio perverso senso dell’umorismo che nasce dal godermi la sfortuna degli altri. Considerando che con i tentativi di umorismo di altre persone devo decidere se rimarrete perplesso o fingere l’ilarità per il gusto di attingere carburante e il mantenimento della facciata, quando vedo che qualcuno sbaglia perché io ho nascosto un rapporto di cui ha bisogno, o esagero in parossismi di allegria dietro la porta del mio ufficio o se so che non sarebbe bello farlo in pubblico, soffoco la mia allegria e le permetto di esplodere quando sono in bagno o con un luogotenente a pranzo più tardi.

I princìpi del mio umorismo sono stati ripetutamente affrontati nelle mie discussioni con i bravi dottori negli ultimi mesi ed essi sono stati interessati ad apprendere questo approccio a valvola di esibire l’umorismo. Comprendono perfettamente che lo uso come un altro dispositivo per la raccolta di carburante. Riconoscono anche che il mio godimento per le disgrazie altrui è legato alla vena di sadismo che mi attraversa, ma abbiamo discusso le origini del motivo per cui io opero in questo modo quasi distaccato quando si tratta di questioni di allegria. Sembra che il mio approccio quasi completamente regolato derivi dal fatto che ho appreso sotto il regno di Madre Narci che la risata era considerata la voce di uno sciocco e che i migliori restavano in silenzio. Per cui, dal momento che ho imparato e sto imparando, gran parte del mio sviluppo si è distorta, la creazione del mio senso dell’umorismo è stata influenzata più o meno allo stesso modo, essendo vista come un prodotto da utilizzare piuttosto che una conseguenza naturale di questioni che sorgono, salvo per quelle in cui sono testimone della sofferenza prodotta a un’altra persona.

Alcuni dicono che se non ridessero, piangerebbero.

A me non è stato permesso il lusso di fare nessuna di queste cose.

Così ho trasformato l’umorismo in un’altra arma; per incantare, rifiutare o sminuire.

Non è davvero una cosa da ridere.

H.G. TUDOR

Game For a Laugh : The Narcissist and Humour

📢 TU FERITO, IL NARCISISTA È FELICE – COSA STA SUCCEDENDO?

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A seguito del disimpegno da un intreccio romantico con un narcisista, il danno è notevole.

A peggiorare le cose, il narcisista se ne sta andando a zonzo felice. O è davvero felice?

Cosa sta succedendo?

Capisci in che modo il tuo dolore è più pericoloso di quanto ti rendi conto e cosa puoi fare al riguardo?

Scopri cosa sta realmente accadendo all’interno del narcisista – la risposta ti assisterà.

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Molte persone scoprono che il livello più grande di ferita deriva dal coinvolgimento romantico con la nostra specie laddove ci siamo disimpegnati da te – alcune persone usano la parola “scartate” – ci siamo sbarazzati di te, anche se temporaneamente, e siamo andati avanti. Quando ci siamo disimpegnati da te, il più delle volte siamo passati a qualcun altro, laddove il tuo impegno con noi era di natura romantica. La maggioranza dei narcisisti sono di tipo Inferiore e
di Medio-Rango e il loro fabbisogno di carburante è tale da richiedere una fonte primaria; a volte quella fonte primaria non è intima, è un membro della famiglia, a volte anche un amico, ma più spesso è di tipo intimo: moglie, marito, fidanzato, fidanzata, partner, convivente, ecc. La maggior parte del fabbisogno di carburante dei narcisisti viene soddisfatta attraverso questa fonte primaria; pure il bisogno dei tratti caratteriali e i benefici residui sono soddisfatti da essa, e quindi il titolo di fonte primaria indica che questo individuo è la persona più importante e fondamentale nella matrice del narcisista. Il disimpegno da questo individuo non viene fatto alla leggera, a volte accade perché la vittima ha commesso un atto orribile e il più orribile, un’esposizione per esempio, o ha completamente cessato di funzionare, ha un esaurimento, ma la causa più comune del disimpegno è che abbiamo trovato qualcuno migliore di te, e poiché i nostri bisogni di carburante devono essere soddisfatti ripetutamente e in modalità continua, dobbiamo assicurarceli da una fonte primaria a un’altra. Ciò significa che tu, come ex fonte primaria intima, sei stata espulsa, ci disimpegnamo da te, e qualcun altro ti sostituisce in un batter d’occhio. Spesso non ti rendi nemmeno conto che ci siamo disimpegnati da te, e a volte lo apprendi solo quando scopri che il narcisista gira per la città con qualcun altro. Occasionalmente il narcisista può farti il favore di dirti che è finita solo per poi farsi vedere con qualcun altro in pochi istanti. Invariabilmente ti ritrovi disteso nella polvere, ferito non solo come conseguenza della svalutazione che era avvenuta durante la tua interazione con il narcisista, ma come conseguenza del disimpegno che hai sofferto ad essere gettato da una parte così brutalmente, e poi al danno si aggiunge la beffa. Apprendi che siamo con un altra persona e invariabilmente vi siamo passati molto velocemente, anzi in realtà per la maggior parte dei narcisisti il tuo rimpiazzo era già sistemato mentre il narcisista era con te e istintivamente il narcisista aveva sentito che ora era il tempo di passare da te a questa nuova persona, per cui si disimpegna da te e la nuova persona viene incoronata come fonte primaria intima. Vieni diffamato, il narcisista dice alla gente che sei un alcolizzato o frigida o controllante, che non facevi nulla in casa, che eri abusante, che non hai mai permesso al narcisista di fare qualcosa, che ti eri lasciato andare. Tutti questi commenti sono progettati per spiegare a terze persone perché il cambiamento è stato fatto per metterti in condizione di venire biasimato, per incolparti, ovviamente. Inoltre vengono fatti per giustificare alla nuova fonte primaria il motivo per cui sei stato gettato nella spazzatura. La diffamazione potrebbe anche essere basata su un granello di verità derivante dalle molte difficoltà che hai incontrato, così che forse ti sei un poco lasciato andare, o che sei diventato piuttosto strano con il narcisista, ma solo come conseguenza dei trattamenti a cui venivi sottoposto, oppure di solito questi problemi sorgono interamente dalla prospettiva narcisistica, per cui dal punto di vista dei narcisisti eri tu il problema, ma visto da una prospettiva empatica alternativa non hai fatto effettivamente niente di sbagliato, quindi ti trovi ferito, stai pagando il prezzo, che potrebbe essere finanziario, potresti aver perso degli amici come conseguenza del comportamento del narcisista. A noi piace isolarti da persone che potrebbero interferire nel nostro controllo su di te o perché monopolizziamo il tuo tempo. Gli amici hanno rinunciato ad interagire con te, potrebbero persino aver visto quello che eravamo e cercato di avvertirti e, naturalmente, non comprendendo cosa sia il narcisismo, e il tuo pensiero emotivo dilagante, ne è conseguito che non li hai ascoltati, quindi hanno rinunciato e ti hanno lasciato da solo. I tuoi tentativi di provare a far funzionare le cose con noi possono averti indotto a trascurare il tuo lavoro, oppure eri talmente a terra che la tua prestazione al lavoro o come genitore ha sofferto; inoltre potresti aver avuto la sfortuna di subire offese fisiche alla tua persona, la perdita di beni personali, e invariabilmente ci saranno tristezza, abbattimento, rabbia, una sensazione di essere usato, sminuito e, alla fine, come tutto ciò è totalmente ingiusto.

Tutte queste reazioni e risposte sono del tutto naturali e comprensibili ma sono pericolose. Perché sono pericolose? Perché il tuo pensiero emotivo, che vuole farti continuare le tue interazioni con il narcisista così da nutrire la tua innata dipendenza dal narcisista, afferrerà queste emozioni, le corromperà e le rivolterà contro di te per farti coinvolgere ulteriormente il narcisista. Questa interazione potrebbe essere semplicemente pensare di continuo al narcisista o parlare del narcisista, i tuoi amici che rimuginano di continuo su quello che è successo, cercare di capire cosa è successo, cosa potrebbe fare il narcisista, perché lui o lei si è comportato in questo modo. Potrebbe essere che tu cerchi di fare cose per il narcisista, o più spesso che provi a comunicare con il narcisista, a passare del tempo con il narcisista, o ancora cercare di scoprire perché sei stato trattato in quel modo, se c’è qualche speranza di riconciliare le cose per riprovarci, e di conseguenza tutto ciò che il tuo pensiero emotivo vuole è farti coinvolgere dal narcisista. A lui non importa del tuo benessere; ha uno e un solo scopo, e cioè nutrire la tua dipendenza e la raggiungerà nel modo migliore possibile; spesso è sottile insidiosa e difficile da individuare. Ad esempio, prenderà la tua rabbia facendo in modo che tu voglia pareggiare i conti col narcisista, che tu voglia causare problemi al narcisista, ma questo offende quella prima regola d’oro delle regole d’oro della libertà “Una volta che sai vai, esci e resta fuori”. Quindi se continui a combattere con il narcisista o gli rendi la vita un inferno, tutto quello che fai è coinvolgerti, invariabilmente darai carburante al narcisista e continuerai a mantenere il tuo pensiero emotivo a un alto livello, quindi perdi l’introspezione, non ascolti la logica e mandi avanti questa battaglia in corso con il narcisista. Potrebbe essere ad esempio che ti sono dovuti dei soldi e il tuo pensiero emotivo ti dice che è ingiusto, che hai bisogno di questi soldi, che dovresti recuperarli, e quindi devi rivolgerti al narcisista per cercare il modo di recuperare quei soldi da lui. Potrebbe essere che ti rende geloso. Perché il narcisista sta con questa persona? Tu hai un bell’aspetto, ti interessavi al narcisista, amavi il narcisista, ti prendevi cura di lui o lei, prendevi interesse a tutto ciò che faceva, eri bravo a letto, eri gentile, eri premuroso, tenevi bene la casa e inoltre avevi un buon lavoro. Lo beccherai e “Guarda con chi sta ora, di sicuro non può essere giusto” e così il tuo pensiero emotivo ti fa desiderare di competere con quell’individuo. Ti dice di guarire la ferita che hai sofferto, l’ammaccatura alla tua autostima e “Perché questa persona dovrebbe avere la possibilità di essere felice con il narcisista?” Dovresti essere tu, tu dovresti ottenere quel periodo d’oro. Il tuo pensiero emotivo può far leva sul tuo tratto empatico di Giustizia a dire quanto sia ingiusto tutto questo, sollecitandoti a dire al narcisista che cretino è, che stronza è, a prendere provvedimenti contro di lui, asottolineare come ti ha ferito, a chiedergli cosa diavolo stava pensando, a fargli vedere e capire che tu sei una brava persona e che il suo comportamento verso di te era assolutamente riprovevole. Potrebbe essere convincerti con l’inganno a riferire ad altre persone il modo in cui il narcisista si è comportato, far sapere a tutti che bastardo è, che è uno che gioca, che è uno che usa; potrebbe essere portarti a voler avvisare la nuova IPPS “Ti rendi conto con chi stai? Ti rendi conto di cosa è lui?”. Di nuovo tutto questo offende la prima regola d’oro della libertà, ed è progettato per farti coinvolgere. I tuoi sentimenti sono naturalmente genuini, anche se basati su un’illusione. Hai sviluppato un attaccamento al narcisista che è ciò che fai come un individuo empatico, perciò tutto questo dolore è reale, è genuino e debilitante. Ciò che devi fare è diminuire quella sensazione e ridurla a una posizione di impatto zero, in modo da non odiare il narcisista. Tu non vuoi pareggiare i conti, non provi pietà, non ti senti triste per il narcisista, non senti assolutamente nulla. Come lo raggiungi? Metti in atto il no contact. Mettendo in atto il no contact prima di tutto ti allontani dagli appostamenti e dai comportamenti offensivi. Invariabilmente quando ci siamo disimpegnati da te sei stato raggiunto e fermato dal narcisista. Lui o lei non vuole più avere niente a che fare con te; solo nel più raro dei casi un narcisista continua a recuperarti quando lui o lei ha una nuova fonte primaria intima. Essendo la maggior parte dei narcisisti Inferiori o di Medio-Rango, tutti i loro bisogni vengono soddisfatti da questa nuova meravigliosa persona di cui sono infatuati; tu sei persona non gradita, sì fa male, ma il fatto che non voglia più avere niente a che fare con te ti dà un vantaggio sul tuo no contact. Ti permette di
costruirlo; ti consente di avere quel periodo di recupero in modo da ridurre il tuo pensiero emotivo, così quando quella nuova persona viene svalutata (e verrà svalutata), ovvero quando c’è il rischio che tu venga recuperato, sei preparato in modo che il tuo nessun regime di no contact è così completo che i recuperi non riescono nemmeno a passare o se ci riescono, il tuo pensiero emotivo si riduce a un livello così basso che tu non rispondi ad essi. Non rispondi a un messaggio, non parli con il narcisista, ignori e te ne vai. Non sei civile, non sei gentile, non ti preoccupi, non sei pieno di odio e rabbia, raggiungi l’impatto zero. Tutte quelle orribili emozioni di dolore, di rabbia, di angoscia, perplessità, ansietà se ne andranno, ma l’unico modo in cui tu puoi ridurre quel dolore è stare lontano proprio dalla cosa che ha causato quel dolore, il narcisista. Il tuo no contact deve essere completo, ampio e robusto. Facendo questo ti allontani dal terribile comportamento, riesci a non parlare del narcisista, ti assicuri di non pensare al narcisista e, riducendo il tuo pensiero emotivo, le sensazioni e le ferite spiacevoli che hai vissuto diminuiranno. Non c’è nessuna pillola magica che puoi prendere per raggiungere questo obiettivo, solo tu puoi farlo. Richiede applicazione e volontà.

E che dire del narcisista? Beh, prima di tutto non devi preoccuparti più di lui, non interessartene più. Non è accettabile chiedersi cosa sta facendo, con chi sta, se è felice, cosa sta facendo con quella persona, se sta andando nei posti in cui andava con te, se la sta trattando bene, se sta andando male. Non gli fai stalking sui social media, non gironzoli dove abita, non chiedi ad altre persone di trovare informazioni per te, potresti essere rimasta persona non gradita per il narcisista. Ricambia il favore, per quanto difficile possa essere, e dato che il tuo tratto di cercatore di verità è preso e corrotto dal tuo pensiero emotivo che ti fa provare e ottenere risposte per scoprire cosa è successo, devi resistergli. Non hai bisogno di sapere nulla del narcisista, non hai bisogno di sapere cosa sta facendo. Se desideri comprendere, utilizza il mio lavoro; lui non ti fornirà le risposte. Sì, è difficile, pensi dentro di te “Che danno faccio a controllare i social media? Non è che contatto il narcisista, che male c’è in questo?” Il danno è che il tuo pensiero emotivo ti sta chiamando dicendoti che non c’è niente di male. C’è che tu stai continuandol’interazione, stai impiegando il tuo tempo e le tue energie con una persona che non li merita; stai mantenendo il tuo pensiero emotivo, e mantenendo quel pensiero emotivo ti avvicini sempre di più alla linea di pericolo dove tu cedi alla perdita di introspezione, e non importa quanto tu possa pensare di essere forte se continui a mantenere qualche forma di impegno in corso con la nostra specie. Alla fine perderai l’introspezione e sarai irretito ancora una volta, che potrebbe essere tornare tra le braccia del narcisista o cercare di essere amico o combattere con il narcisista. Rendilo invisibile. Dimentica di lui. Durante questo periodo iniziale è altamente improbabile che tu venga recuperato. Perché? Bene, se imponi un regime di no contact non causerai alcun Attivatore di Recupero; gli unici Attivatori di Recupero saranno se al narcisista capita di pensare a te o se si ricorda di te, e ciò avverrà, ma non succederà spesso, comunque anche se ciò dovesse accadere, non significa che seguirà un Recupero. I Criteri di Esecuzione di Recupero devono essere soddisfatti e in quasi tutti i casi in cui il narcisista si trova in un nuovo periodo d’oro con una nuova fonte primaria intima, questo agisce per impedire al narcisista di coinvolgersi con te. Lui o lei non ne ha bisogno, sei stato effettivamente cancellato. Il narcisista ha tutti i suoi bisogni soddisfatti da questa nuova meravigliosa e sensazionale persona. Se tuttavia continui a cercare di contattare il narcisista, entri in una sfera di influenza. Noi non ti vogliamo, ci hai deluso, sei dipinto di nero, verrai ignorato ma se persisterai allora provocherai un Recupero Maligno dove ti viene detto senza mezzi termini di stare lontano da me, pazza, puttana, psicopatica oppure smettila di seguirmi mister, lascia perdere, sei ossessionato da me. Sarà spiacevole essere offeso, essere minacciato di ordini restrittivi, la chiamata della polizia, ecc. E così riceverai quel Recupero Maligno. Pochi sfortunati potrebbero trovarsi, alla fine, di fronte a una campagna maligna che avrà origine dal Narcisista Superiore. La maggior parte dei narcisisti, come ho spiegato, sono Inferiori e di Medio-Rango; sono troppo concentrati sul loro fabbisogno di carburante e sulla nuova fonte primaria, mancano delle capacità e dei livelli di energia per intraprendere questa campagna massiccia, hanno bisogno del frutto attaccato ai rami bassi. Il Superiore tuttavia, guidato da pura e semplice malevolenza, anche se ha una nuova fonte primaria, potrebbe decidere che tu devi essere distrutto. È raro, ma succede e in quei casi l’ossessione della malevolenza che il narcisista ha con te causa i suoi ripetuti Attivatori di Recupero, e alimentato dal carburante fornito dalla nuova fonte primaria intima, il Superiore ti perseguiterà ancora e ancora e ancora, recuperandoti come parte di questa campagna maligna. Sottolineo, tuttavia, questo è raro, e non confondere l’occasionale Recupero Maligno con una campagna maligna. Non sono la stessa cosa.

Ma cosa succede se il narcisista sta gironzolando attorno? Sembra felice, potresti anche sentirlo dire da altre persone “Ho visto i post sui social media” perché non sei ancora riuscito a controllare il tuo pensiero emotivo, e naturalmente tutto questo fa male. Non è giusto; come può essere così felice? Come può andare avanti così velocemente? Come ha potuto farti tutto questo? Come ha potuto dire che ti amava e poi stare immediatamente con un’altra persona? Come ha potuto tradirti? Noi possiamo farlo perché non abbiamo alcun attaccamento nei tuoi confronti, ti leghiamo a noi, non ci attacchiamo a te. Il narcisismo implica che non ci attacchiamo in questo modo per permetterci di andare avanti velocemente. Non abbiamo alcuna colpa, nessun rimorso, nessuna coscienza al riguardo. Non siamo stati costruiti, se vuoi, con queste competenze, in modo da poter operare in modo efficace e passare da una fonte primaria all’altra in un batter d’occhio. Potresti anche essere soggetto ai bollettini relazionali che vengono forniti dal narcisista, i post infiniti su Instagram che lo mostrano sogghignante, il braccio intorno alla nuova cattura, che pubblica post sulla nuova vacanza che ha fatto con questa nuova fonte primaria, le frasi sull’amore e sulla scoperta di una meravigliosa anima gemella, e ti disgusterà e ti ferirà. Fa male, sei triste, sembrano essere felici; non è giusto. Ma il narcisista è felice? No, non lo siamo. Tu conosci la felicità, noi in realtà non sappiamo cosa sia, ma se è così, com’è che appariamo felici? I sorrisi, le risate, l’enorme sicurezza, la spavalderia, tutto questo è l’effetto delle enormi quantità di carburante positivo che riceviamo dalla fonte primaria intima. L’espressione esteriore del piacere, della gioia, della felicità, del sorridere, del ridere, è solo una reazione appresa perché, come sai, noi imitiamo. Questo, quando appariamo felici, non è che un’espressione esteriore di ciò che tu interpreti essere la felicità, la gioia, il piacere, l’euforia. Non lo è. Cos’è? È solo qualcosa che è stato alimentato dal carburante che ci fa sentire fiorenti, gonfi, potenti, ma comprendi questo: sotto a quello resta dentro quel profondo baratro, quell’enorme vuoto che giorno dopo giorno il narcisista deve riempire. Ora per noi Superiori non è un grosso problema; teniamo a bada l’enorme vuoto per la maggior parte del tempo e lo facciamo con successo, ma siamo estremamente rari. I narcisisti con cui ti sarai impegnato molto probabilmente sono stati Inferiori o di Medio-Rango e renditi conto di questo: lui o lei, pur non sapendo cosa sono, pur non sapendo cos’è il vuoto, sentiranno quell’inquietudine, quel vuoto, questo imminente senso di rovina e di oblio e lottano contro di esso ogni singolo giorno mentre cercano carburante. Anche se può sembrare che all’improvviso stiano su una sdraio con Pina Colada sogghignando e bevendosela tutta, dentro stanno ribollendo. Il loro narcisismo è alla ricerca e anela e brama il prossimo colpo di carburante, e con Inferiore e Medio-Rango essendo versioni meno rifinite della specie dei narcisisti, questo può portare a quello stile di vita goffo e disordinato, in particolare tra un Inferiore e un Medio-Rango Minore. In quella caccia al carburante infastidiranno le persone, irriteranno le persone, causeranno discussioni. Sì, forse è tutto roseo nel giardino dell’amore, con la fonte primaria intima, ma non c’è contentezza, non c’è soddisfazione, c’è ancora sete di carburante. Tu sei ferito, distrutto, disorientato, confuso, sei nel dolore, ma con la messa in pratica del mio lavoro e la rigida aderenza alla mia direzione applicherai la logica, andrai avanti e ti riprenderai, e alla fine col passare del tempo succederà. Diminuisci il pensiero emotivo e mettiti in condizione di recuperare, e alla fine, di nuovo i milgiori auguri. Poiché io come Superiore, non ho alcun problema, sono efficace, ci riesco, ma se il narcisista con cui sei stato coinvolto si rende conto che tornerai in uno stato di contentezza, felicità, soddisfazione, non ci riuscirà mai. Tienila come parola d’ordine nel tuo cuore come parte del tuo lavoro in corso come la tua battaglia contro questo dolore di ora ai fini della ripresa. Applica la logica, combatti il tuo pensiero emotivo, ma soprattutto prendi in considerazione il lavoro che ti fornisco con la verità brutale, la fredda e dura logica. Il mio lavoro funziona. Mettilo in pratica.

H.G. TUDOR

You Hurt, The Narcissist Is Happy – What Is Going on?

📑 SOLO UNA VOLTA. MA È ABBASTANZA

 

191122H Just The Once. But It Is Enough.jpgRicordi quando volevi svegliarti, raggiungere il tuo cellulare e trovare quel messaggio amorevole ed edificante che ti avevo mandato? Mi sono sempre alzato prima di te e mi sono assicurato che ti venisse recapitato un delizioso messaggio allettante pronto per quando ti saresti svegliata. Come una tazza di tè al mattino, sul tuo comodino, era quel piccolo gesto che ti faceva sentire speciale. Ti diceva che la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo eri tu. Questo messaggio di amore, desiderio, passione ed eccitazione ti avrebbe fornito il primo fermento della giornata, un delizioso ricordo di quanto sono speciale e di quanto siamo meravigliosi insieme. Il primo messaggio della valanga che sarebbe seguita nel corso della giornata, decine di piccoli regali incartati che apri mentre sorridi, ridi e ti sciogli. Allora non sapevi che questi messaggi erano stati riciclati da quella venuta prima di te e sarebbero stati usati di nuovo per la tua sostituta. Allora non sapevi che altre due persone stavano ricevendo questi messaggi come prima cosa al mattino.

Ora non c’è niente. Non c’è la suoneria di quel messaggio del primo mattino. Non c’è la luce lampeggiante che ti indica che il messaggio aspetta di essere aperto. C’è il silenzio. Mentre i tuoi occhi si aprono, il condizionamento che ho causato ti fa immediatamente ricordare come eri solita sentirti quando arrivava quel messaggio. Dove una volta ti svegliavi con l’eccitazione nello stomaco ora c’è solo la fitta acuta del dolore, poiché sai che non c’è nulla che ti aspetta. Capisci che è così che dev’essere, la necessità di stare lontana da me, ma fa male. Fa male così tanto e per quanto tempo questo dolore resterà con te? Andrà mai via? Quei mesi di messaggi quotidiani mattutini hanno impresso dentro di te uno schema e una smania e non importa quanto duramente ci provi il primo pensiero della tua giornata è sempre:

“Quattro mesi fa mi stava ancora mandando quei messaggi meravigliosi.” Il mese scorso la frase era la stessa, solo che iniziava con tre. Ti giri sulla schiena e anche se sai che non dovresti, non puoi fare a meno di lasciarmi entrare ancora di più nella tua mente ricordando quelle mattine in cui siamo arrivati in ritardo al lavoro per fare l’amore in modo appassionato. Quella veloce sfrecciata in bagno e poi di nuovo nel letto dove io ti stavo aspettando. Ti volti e guardi il cuscino vuoto e tutte quelle sensazioni dolci-amare fin troppo familiari ti travolgono. Sai che non dovresti farlo. Sai che ora dovresti cercare rifugio tra i fantasmi di quello che una volta è stato, ma questo fa diminuire il dolore, solo per un po’ ed è solo un ricordo, non è vero? Pensare a me solo una volta non può fare alcun male vero? Solo una volta. Fai un sorriso contorto a quella frase che è diventata per te una specie di mantra quotidiano mentre combatti per sfuggire alle tossine che ho lasciato dentro di te, l’eredità della mia, oh, così efficace seduzione e avvelenamento di te. Solo una volta controlli i miei tweet, chi mi sta seguendo e chi sto seguendo. Solo una volta hai parcheggiato vicino a dove abitavo e guardato accasciata al posto di guida per vedere chi potrebbe apparire alla mia porta. Solo una volta hai mandato un’amica a osservarmi ad un evento a cui sapevi che sarei stato presente perché ti riportasse ciò che aveva visto. Solo una volta rileggi le e-mail che ti ho mandato. Era solo una volta per tutte queste cose e di più, beh una volta alla settimana, poi una volta al giorno, ma io non so cosa stai facendo vero, quindi dov’è il danno? Solo una volta ritorni sul mio profilo Facebook, lo scandagli, cercando indizi come un disperato detective intento a rintracciare il prolifico killer. Controlli dove ho messo mi piace, una foto qui, un commento lì, alcuni meme sulle relazioni che potrebbero essere una frecciata per te ma non ne sei sicura. Qualsiasi traccia di te è stata cancellata dal mio profilo, sono spariti i messaggi, i commenti e le foto. Qualcun altra è lì adesso, anche se c’è qualche ambiguità. Una donna dai capelli rossi appare in diverse foto, mentre ride insieme a me. Ne vedi una in cui le sue braccia circondano le mie spalle e senti la gelosia bruciante e la rabbia e maledici sia te stessa che me per questa sensazione. Getti il tablet da una parte, borbottando sottovoce, solo un’occhiata che ti ha rovinato la giornata prima che sia iniziata e prometti di non guardare più. Ma lo farai. Solo un’occhiata. Un viaggio attraverso il carosello di immagini, controllando le dita per vedere se vi sono spuntati anelli, sia mie (sarebbe terribile vedere quegli anelli sul mio anulare, cosa che ti ho sempre negato) che delle donne con cui poso (ti fa sentire un tantino meglio se indossano un anello, il che significa che non staranno con me, vero?)

Scorri i miei post su Twitter e ritorni al profilo del mio sito web di lavoro, a leggere la biografia che conosci a memoria. Le tue dita si posano sulla mia immagine del profilo mentre vedi di nuovo la cravatta che mi hai comprato per quel particolare servizio fotografico. Alcuni giorni desideri che venga aggiornata e poi altri giorni questo aspetto ti fa percepire che forse non ti odio, come potrei se permetto ancora a questa immagine di rimanere? Cerchi di non pensare a me ma in qualche modo la tua mente si aggira lì di sua spontanea volontà, serpeggiando attraverso i mille ricordi che sorgono ogni giorno. Forse resterai per un po’ in mezzo ad essi, solo un minuto di ricordo. Nel fine settimana andavi nella stradina del bosco lungo cui eravamo soliti passeggiare durante le assolate mattine di settembre. Nessun altro è mai stato lì. Solo tu ed io. Hai camminato di nuovo in quella stradina, era l’unica volta in cui avevi bisogno di farlo, di conversare con il fantasma della mia presenza e intanto ti ritrovavi a parlare a voce alta con me come se stessi camminando ancora accanto a te, tenendoti la mano. Doveva essere solo una volta ma sei tornata tre volte da allora, giurando ogni volta che questa volta è quella in cui esorcizzerai quegli spettri.

Cosa sto facendo adesso? Senza dubbio mi sto preparando per andare al lavoro, magari facendo la doccia e cantando come facevo una volta nella doccia che facevamo insieme. Sto con qualcuno? Qualcuno sta preparando la colazione per me o si adagia sul letto aspettando che io torni in camera da letto avvolto da un asciugamano? Sembra che sia passato tanto tempo da quando hai avuto mie notizie e così tante cose restano senza risposta, non dette e irrisolte. Come reagirei se tu mi chiamassi? Non puoi costringerti a cancellare il mio numero, nel caso in cui ci fosse quell’ultima conversazione da poter realizzare e mettere a posto così tanti problemi, uccidere tanti demoni e chiudere così tante porte. Che di sicuro sarebbe tutto ciò che serve? Solo una conversazione. Mantienilo come il business, mantieni le tue emozioni sotto controllo ma solo per ottenere delle risposte in modo da poter andare avanti. Sicuramente questo ti è dovuto? Ti chiedi se risponderei qualora tu mi chiamassi? Come reagirei se vedessi il tuo numero sul display? Dubiti che ti abbia bloccato, perché dovrei farlo? Le tue dita giocano con il tuo telefono, devi sapere, solo una volta, solo per far sparire il dolore. Trovi il mio nome. Vuoi sentire di nuovo la mia voce, parlare, nulla di più, ma ti senti ansiosa e la trepidazione serpeggia su di te. Hai bisogno di sapere. Hai bisogno di risposte. Che ne dici di chiamarmi e interrompere prima che io risponda per vedere se richiamo? Sì, è una buona idea, che dimostrerebbe che voglio parlarti, senza la paura di vedere che ti riattacco. È così. Mi telefonerai di nuovo dopo questi mesi di nulla e lascerai che suoni, allora questa agonia sempre presente potrà essere alleviata. Le domande potranno avere una risposta quando ti richiamo. Non ti scioglierai di nuovo tra le mie braccia. No, resisterai a quei dolci incantesimi perché sai cosa c’è dietro di essi. Ti sei guadagnata le stellette in questo senso ma devi avere questa conversazione, per te stessa. Devi sapere che ti parlerò. Un messaggio non è abbastanza immediato. Potrei non vederlo per un po’ di tempo o ritardare nel rispondere, ma una chiamata persa, che porta un potenziale per urgenza e immediatezza e sono obbligato a rispondere vero? Mi chiamerai. Chiamerai e lascerai suonare. Solo una volta.

H.G. TUDOR

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👤 INFATUAZIONE

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Non ho mai conosciuto nessuno come te. Sei fantastico. Sei così amorevole, così educàto e così gentile. Tutto ciò che fai mi rende felice. Non pensavo che fosse possibile, non dopo l’ultima persona con cui sono stato coinvolto. Non voglio continuare a parlare di quella persona per troppo tempo, perché rovinare questo meraviglioso momento eh? Basti dire che non era ciò che pensavo di fosse, un imbroglione e un ciarlatano che mi ha fatto pensare che fosse qualcos’altro e ha approfittato della mia natura buona. So che tu non lo farai. So che tu sei una brava persona. È scritto tutto su di te. Non posso credere a quanto sono fortunato ad averti trovato. In realtà non ti stavo cercando ma sono davvero felice di averti trovato. Sei fantastico. Te l’ho già detto? Posso vederti annuire. Scusami, sono così felice di averti finalmente trovato e sono così entusiasta di tutte le avventure e il divertimento che avremo insieme. Tu sei davvero tutto ciò che ho sempre desiderato in una persona. Non ci sono abbastanza aggettivi meravigliosi per descriverlo, davvero non ci sono.
I miei amici pensano che io sia pazzo, ma in senso buono, perché tutto ciò che faccio è continuare a parlare di te. Racconto loro dei posti in cui andiamo, i meravigliosi giorni che passiamo insieme e mi tolgo solo il cappello davanti a una persona speciale, preziosa e amorevole che sei tu. Questo ti rimette la fede nella natura umana dopo tutte le cose terribili che sono successe, scusa se le menziono di nuovo, devo smettere di farlo. Sono dappertutto, in senso positivo, questo è quello che mi fai. Ad ogni modo, dico ai miei amici tutto di te, per tutto il tempo, e so che sono lieti di vedermi così incredibilmente felice perché non mi vedono così da un diverso tempo. Ho simili progetti per te e me. Progetti meravigliosi, importanti e speciali. Vorrei raccontarti tutto di essi ora perché sono così belli, ma non lo farò. Non voglio rovinare le sorprese. Mi sembra che il mio compleanno, Natale, una promozione e il giorno del matrimonio siano avvolti tutti insieme. So che puoi pensare che sto esagerando, ma è quanto mi fai sentire felice. Mi sento come se fossi in fiamme, effervescente per l’anticipazione e la gioia. È davvero sensazionale ed è tutto per te. Hai portato tutto questo in me. Se non fosse stato per te, non so cosa avrei fatto. Mi hai salvato e mi hai fatto sorridere. Tu sei il mio mondo. Voglio dire questo. Voglio stare con te tutto il tempo e per sempre perché sei così generoso, così caldo, così amorevole, così premuroso, così divertente, così attraente e beh, proprio il meglio del meglio. Ho parlato alla mia famiglia di te, naturalmente e non vedono l’ora di conoscerti. Penso che siano entusiasti quasi quanto me. Ti penso appena mi sveglio e tu sei nei miei pensieri per tutto il giorno e quando la notte mi corico penso di nuovo a te e mi chiedo cosa stai facendo e vorrei essere con te proprio in quel momento.
Mi emozioni nella misura in cui voglio fare grandi cose per te e me, e per tutti gli altri. Mi ispiri, mi guidi e mi motivi. Mi sento completato ora che ho te, come se nulla potesse mai ferirmi e so che non lascerò mai che qualcosa ti ferisca. Questo non può mai accadere. Io ho bisogno di te e spero che tu abbia bisogno di me, siamo una squadra e non possiamo essere fatti a pezzi, indipendentemente da quello che il mondo ci lancia.
Probabilmente avrai visto il mio profilo Facebook pieno di tutti quei commenti su di te. Li sento semplicemente salire dentro di me e devo farli uscire, far veder loro la luce se vuoi e lasciare che vengano condivisi con il mondo. È la cosa giusta da fare, permettere a questa gioia e felicità di essere condivisa ovunque. Perché non dovrebbero anche le altre persone essere felici visto che lo siamo noi? Ti voglio. Ti voglio più di ogni altra cosa che abbia mai desiderato prima di voler fare qualsiasi cosa con te. Voglio che stiamo insieme, voglio che siamo una cosa sola. Voglio che invecchiamo insieme e che ci amiamo ancora tra sessant’anni come facciamo ora. So che quello che abbiamo è così speciale che possiamo riuscirci.
So che sto blaterando ma è tutto giusto no? È giusto essere così entusiasti ed eccitati e so che sarà sempre così. Questo mi dà tanto conforto ma di nuovo, è tutto perché so che possiamo contare l’uno sull’altro, fidarci l’uno dell’altro e sostenerci a vicenda. Siamo fatti l’uno per l’altro. Le tue mani si adattano perfettamente alle mie, ci avvolgiamo insieme di notte, adattandoci perfettamente l’uno all’altro. Terminavi le mie frasi e so cosa stai per dire proprio prima che tu lo dica. È come se fossimo stati forgiati dalla stessa cosa tanti anni fa, poi separati e alla fine siamo stati rimessi insieme per essere felici e perché no, meritiamo di essere felici. Tu mi rendi felice e io farò lo stesso per te. Voglio dire al mondo quanto mi hai fatto sentire meraviglioso. Voglio fare pubblicità su giornali, su YouTube e in televisione. Voglio gridarlo dalla montagna più alta e dai tetti che ti amo.
Sono innamorato? Certo, tu lo sei. Chi non sarebbe così innamorato quando sta con qualcuno tanto brillante di gloria come me. Ora, tutto questo dillo di nuovo tutto a me..

H.G. TUDOR

Infatuation

📰 LA DOZZINA DI SGOMENTI

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Voi siete gente di emozioni. Non solo provate una vasta gamma di emozioni, sia positive che negative, sperimentate frequentemente le emozioni. La vostra produzione emotiva è amplificata, intensa e superiore a quella delle persone “normali”. Permettete alle emozioni di governarvi, siete molto in contatto con esse e lotterete per tenerle sotto controllo, mascherate e nascoste. Queste qualità che si applicano all’empatico, al super empatico e al co-dipendente in quantità crescenti, vi rendono obiettivi ideali per noi. Questo è per due motivi. Il primo, naturalmente, è perché la vostra copiosa produzione emotiva è per noi un carburante delizioso e potente. La nostra linfa vitale. Voi siete necessari per sostenere la nostra esistenza, perché è attraverso di voi che siamo in grado di acquisire un senso di esistenza, il vostro carburante che alimenta ciò che siamo, ciò che desideriamo ritrarre e ciò che desideriamo bandire. Il carburante è il fattore più importante, ma non è l’unico fattore. La seconda ragione per cui esigiamo di connetterci con tali individui emotivi (e specialmente nel ruolo di fonte primaria intima) è che le vostre condizioni emotive ci permettono di esercitare un controllo su di voi. L’esercizio del controllo ci consente di mantenere il nostro senso di superiorità. Questa superiorità ci permette di paralizzarvi e mantenervi in questo stato emotivo. Quindi il ciclo continua fino al momento in cui la produzione emotiva scende al di sotto di quel livello che è accettabile per noi. Assicurandoci che voi rimaniate emotivi, vi impediamo di vedere la realtà di ciò che ti sta accadendo. Ci assicuriamo che il vostro processo decisionale non si basi su una fredda, dura logica. Vi viene impedito di andare avanti. Vi viene impedito di sfuggirci. Questo è il motivo per cui gran parte del nostro comportamento manipolativo è focalizzato a provocare risposte emotive da voi. Per il carburante e per il controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente se vogliamo esistere e questo significa controllare i nostri apparecchi, incluso voi come fonti primarie.

Come con gran parte dell’intreccio narcisistico, la conservazione di uno stato emotivo si ottiene attraverso le misure che prendiamo ma anche come conseguenza di tratti che sono particolarmente evidenti nella vostra specie, rispetto alle persone normali. Queste azioni e caratteristiche si combinano attraverso le nostre interazioni quotidiane. Permeano tutto ciò che diciamo e facciamo. La nostra manipolazione si basa sull’esistenza di questi oggetti al fine di massimizzare il loro effetto e mantenervi in uno stato emotivo. Queste azioni e questi tratti sono presenti nell’intreccio tra la mia specie e la vostra specie, in modo che la danza continua, la presa viene mantenuta e l’emozione si riversa fuori. Cerchiamo di applicare queste azioni in tutte le nostre manipolazioni. Cerchiamo di capitalizzare questi tratti in voi. Contemporaneamente c’è una combinazione efficace che in ultima analisi vi crea sgomento e quindi lo stato emotivo che desideriamo ardentemente in voi. Qui ci sono dodici di queste azioni e tratti; sei da parte nostra e sei da parte vostra.

1. Generalizzazione. La usiamo per mantenere la nostra superiorità e sminuirvi. Generalizzando facciamo sembrare come se noi fossimo quelli che non possono sbagliare e voi siete quello che hanno sempre torto. Quindi faremo commenti come: –

“Non mi dici mai che mi ami.”

“Sono sempre io quello che deve risolvere le cose.”

“Tutti pensano che tu sia cattivo con me.”

“Non mi lasci mai fare quello che voglio.”

Un tale sommario e ampia gamma di accuse vengono emessi con totale convinzione al fine di avere un effetto considerevole su di voi.

2. Previsione futura. Voi siete portati a basarvi su ciò che pensi; il futuro dovrebbe essere basato su ciò che è già successo. Ciò significa invariabilmente che, poiché avete sperimentato la gioia e la meraviglia del periodo d’oro, vi aspettate che la relazione in futuro debba continuare su una linea simile, e quindi avete un’alta (e in ultima analisi non realistica) aspettativa nel riporre le vostre speranze e le vostre decisioni sul passato piuttosto che sul presente.
3. Trasgressioni passate. Ci divertiamo nel rivangare il vostro passato allo scopo di suggerirvi che avete fatto qualcosa di sbagliato. Se avete commesso qualche errore in passato (che sia di natura trascurabile o rilevante) siamo sempre capaci di ricordarlo e continueremo a scavare. Non seppelliamo mai nulla. Inventeremo anche trasgressioni del passato che percepiamo che avete commesso, dopo tutto, non state facendo ciò che vogliamo, non venite più idealizzati e quindi dovete aver fatto qualcosa di sbagliato, vero? Queste invenzioni saranno di natura vaga e amorfa.
4. Pensiero in Bianco e Nero. Una risposta vertiginosa e disorientante alle critiche percepite che ci lanci ripetutamente così che un momento prima sarai un eroe, e quello dopo uno zero. Non operiamo nel grigio quando si tratta della nostra visione di te e degli altri. Sei bianco o nero. Poi di nuovo bianco. Prima di diventare di nuovo nero. Spesso nello spazio di minuti.
5. Mente chiusa. Operiamo con una mente chiusa. Noi sappiamo meglio di tutti. Conosciamo le cose giuste da fare. Non ascoltiamo nessuno, meno di tutti voi, perché siete traditori, deficienti e pazzi. Questo ci impedisce di affrontare le vostre sfide e dirige ogni suggerimento ragionevole e credibile che potreste fare su una situazione che potrebbe minare il nostro senso di superiorità.
6. Pensiero Catastrofico. Vi impegnate in questo come conseguenza di una natura intrinseca di essere così, ma noi la suscitiamo e la coltiviamo attraverso il vostro condizionamento da parte nostra. Poiché le nostre reazioni quando vi svalutiamo sono sproporzionate (dal vostro punto di vista) vi abituate al fatto che quando qualcosa va storto, si metterà di sicuro molto male. Questo vi fa supporre sempre il peggio il che aumenta la vostra ansia e le vostre reazioni emotive.
7. Paura irrazionale. Di nuovo come conseguenza dei giochi mentali che mettiamo in atto con te, vi ritrovate a fare supposizioni, interrogarvi e ossessionarvi su tutto ciò che viene detto e fatto, il che vi porta ad acquisire una paura irrazionale. Troverete qualcosa di cui preoccuparvi nella minima osservazione o espressione. Una volta non l’avreste mai fatto, ma il vostro coinvolgimento con noi fa sì che ciò accada e con esso l’emozione fluisce.
8. Proiezione. Noi proiettiamo ripetutamente accusandoti di fare le stesse cose di cui noi stessi siamo colpevoli. Questa è una reazione istintiva da parte nostra e non è solo una forma di difesa, ma vi costringe anche a mettervi sulla difensiva mentre cercate di giustificare il vostro comportamento e vi trovate sconcertati perché venite accusati dell’atto stesso. La vostra reazione è di sconcerto, stupore, turbamento e fastidio. Tutto buono per la razione emotiva.
9. Spostamento di Colpa. Un altro comportamento tipico della nostra specie nasce dal nostro bisogno di evitare la colpevolezza di qualsiasi cosa, il che si accorda con il nostro senso di diritto. Quindi è sempre colpa di qualcun altro. Di solito vostra. Questo ci permette di castigarvi e vi fa reagire in modo simile a quando proiettiamo.
10. Non Guardare Mai Indietro. Noi siamo troppo impegnati a guidare dritto per contemplare il nostro ombelico e rimuginare sugli eventi. Non operiamo in questo modo, ma voi lo fate. La vostra propensione a riflettere, considerare e valutare implica che vi soffermate sulle questioni troppo a lungo e così facendo vi paralizzate.
11. Mea Culpa. Non solo vi biasimiamo per tutto, ma anche voi vi impegnate a incolpare voi stessi. Avete bisogno di trovare le risposte sul perché le cose accadono e se stiamo spostando la colpa e rifiutiamo qualsiasi suggerimento che ci viene dato, allora hai la propensione ad accettare il fatto che voi dovete essere in qualche modo in colpa. C’è di peggio comunque. Non vi limitate solo a scrollare le spalle e accettare che la colpa sia vostra, ma vi sbattete a cercare di capire di cosa si tratta, spendendo tempo ed energie a capire perché siete in colpa.
12. Il Guaritore. Il vostro desiderio di aggiustare tutto, di guarire e di fare del bene, implica che non potete andarvene prontamente da una situazione in cui fareste bene a farlo. Invece rimanete sul sentiero di fuoco, nella fornace, nel mezzo della battaglia mentre le manipolazioni continuano e con essa l’accresciuta emozione che ne consegue.

Una dozzina di ragioni. Sei da parte nostra. Sei parte vostra. Dodici azioni e condizioni che hanno come conseguenza il vostro stato emotivo continuato.

H.G. TUDOR

The Dozen of Dismay

📰 CONDIVIDO QUELL’EMOZIONE

 

78577673_118402996296783_4594636488615919616_n.jpgLo spettro emozionale concesso alla mia tipologia è limitato. La maggior parte delle emozioni positive che sperimenti sono venute meno o fuse in una sola sensazione onnipervasiva che è di potere. Laddove potresti sperimentare gioia, euforia, felicità e piacere, noi sentiamo potere. Quella sensazione crescente che ci scorre attraverso di noi come conseguenza della ricezione di carburante, che sia positivo o negativo. Ottengo una promozione? Mi sento potente. La mia squadra di football vince? mi sento potente. Seduco una nuova vittima? Mi sento potente. Sperimento il divertimento, in effetti, ho un eccellente senso dell’umorismo ma se ti faccio ridere attraverso il mio senso dell’umorismo sento ancora una volta un senso di potere.

Non sento la tristezza. Per il beneficio di guadagnare carburante, sono rimasto seduto davanti a numerosi film che sono descritti come strappalacrime e mi sono intrattenuto alternando la vista del film alla reazione della persona, immancabilmente una partner, mentre le loro espressioni cambiavano da compassione, solidarietà e poi le lacrime cominciavano a sgorgare. Ho guardato lo stesso film eppure non ho sentito nulla. Riconosco che le scene recitate dai relativi attori sono di quelle che possono essere classificate come commoventi, tristi e sconvolgenti ma non sento nulla. Quando sposto il mio sguardo sulla singhiozzante partner accanto a me, inizio a sentire qualcosa. Sento disprezzo per l’esibizione di debolezza nel diventare scossa. Non solo il fatto in sé che queste lacrime scorrono ma perché sono generate da una recita. Quanto facilmente la gente cade preda di ciò che viene recitato, ma sono grato di questo, perché se non lo facessero, la mia esistenza sarebbe molto più difficile. Sperimento un certo grado di divertimento, perché qualcuno viene commosso da qualcosa che non è nemmeno reale. Almeno quando le lacrime cadono perché un animale è stato investito sulla strada, o perché un parente ha esalato l’ultimo respiro su questa terra, c’è un evento autentico che causa dolore. Però, è sempre negli altri. Potresti mostrarmi un montaggio di immagini, frammenti di registrazioni che riassumono ciò che le persone considererebbero che induce una reazione di pianto, che sia di dolore o di gioia e rimarrei impassibile. Non significa niente per me. La capacità di sentire tristezza, lutto, dolore e disperazione è stata rimossa. Una volta le conoscevo. Posso ricordarlo vagamente, o almeno penso di poter ricordare, di essere triste. Non so cosa sia l’emozione ma richiamo l’immagine dalle profondità della mia memoria.

Non conosco la colpa. Il rimorso mi è sconosciuto. Non sento rimorso e nemmeno pentimento. La compassione non è mai stata accessibile per me. Come per l’empatia, non sento nemmeno quella. Sono, per via delle mie elevate abilità e della mia intelligenza, capace di capire ciò che le persone devono sentire. Ho trascorso molti anni a guardare e osservare il modo in cui le persone reagiscono a certe situazioni. Capisco quando viene espressa la felicità, so quando deve essere mostrato il rimorso, riconosco quando la tristezza dovrebbe fare la sua apparizione ma non sento nulla di tutto questo. Vedo il tuo dolore, so che dovrei dimostrare un’espressione preoccupata verso di te e chiederti come stai. Questa è l’aspettativa sociale comunemente accettata. Mentre ti seduco, adotterò effettivamente quella maschera di preoccupazione e compassione al fine di ingannarti facendoti pensare che sono una persona affettuosa e amorevole. Posso indossare la maschera che pone le mie espressioni facciali nel posto corretto. Sono capace di adottare il tono di voce appropriato e mettere le mie mani su di te in modo gentile cosa che è associata all’espressione di preoccupazione per qualcuno eppure nonostante tutte queste espressioni, parole e gesti appresi non sento alcuna preoccupazione verso di te. Non mi sento triste per te, non condivido il tuo dolore, non sono preoccupato per te. D’altra parte so che se devo legarti a me ed estrarre carburante da te, tramite la tua espressione grata e la tua riconoscenza per la mia amorevolezza apparente, sono obbligato a mettere la maschera della compassione. Naturalmente, quando la svalutazione verso di te inizia, non vedo alcuna necessità di fingere e anzi la mia mancanza di compassione porta un suo risultato dato che il tuo dolore aumenta tramite il mio atteggiamento sprezzante, il rifiuto di aiutare e la smorfia di sdegno.

L’Inferiore della nostra tipologia spesso non sa nemmeno quale maschera dovrebbe essere adottata e durante la fase di seduzione invece di brancolare goffamente alla ricerca della maschera appropriata, preferiranno abbandonare la situazione, evocando qualche scusa del perché non possono rimanere ed aiutare. I Narcisisti Medi e quelli Superiori della nostra tipologia capiscono che certe risposte sono preferite da te e quindi le maschere verranno create e indossate, ma solo al fine di raggiungere ciò che vogliamo. Se la situazione richiede che i nostri interessi abbiano maggior beneficio dal fatto di non indossare una maschera, allora questo è ciò che accadrà.

La gente spesso fa l’errore di supporre che siamo totalmente privi di emozioni. Questo è sbagliato. Sì, ci sono molte emozioni che, come ho spiegato sopra, non possediamo, ma non siamo privi di tutte le emozioni. Conosco fin troppo bene le emozioni di odio, rancore, frustrazione, irritazione, vergogna, invidia, ira e gelosia. Perché mi sono concesse queste emozioni e non le altre? Nei miei dibattiti con i buoni dottori e per le mie personali considerazioni su questi argomenti è evidente che nell’evoluzione di ciò che sono, è necessario per me possedere queste emozioni perché sono catalizzatori che fanno sì che io mi comporti nel modo in cui faccio così avrò una spinta, sarò brillante, affascinante, seduttivo, sarò scandaloso, grandioso, belligerante e distruttivo, perché alla fine tutte queste cose devono esistere al fine di obbligarmi a ottenere il prezioso carburante.

Se non diventassi geloso di quelli del mio circolo di amicizie che lodano un amico, non mi sentirei obbligato ad attirare i riflettori dell’attenzione su di me rubandogli la scena, raccontando un aneddoto glorioso o facendo un dramma. Se non fossi geloso non farei questi passi e quindi mi sarebbe negato il carburante.

Se non fossi invidioso della nuova macchina sportiva del mio vicino, non sarei stato spinto a lanciare dell’acido per batterie su di essa durante la notte e poi il giorno successivo guardare dalla finestra la sua reazione inorridita nel vedere i danni. Ancora, non otterrei il carburante.

Non sentirei rancore verso il mondo e il suo trattamento verso di me, non sarei costretto a sedurre la gente in modo che mi fornisca quello scudo dal mondo e dalle sue oltraggiose ingiustizie.

Sono queste emozioni negative, i Motivatori Oscuri, che fanno sì che io abbia sempre la spinta. L’assenza degli Ostacoli – rimorso, colpa, empatia, rimpianto ecc..- implica che io non venga fermato o rallentato nella mia eterna marcia in avanti. Non vengo distratto da quell’unico e necessario compito di ottenere carburante.

Questo approccio non significa che la mia vita sia meno nutrita. Sono comunque capace di apprezzare molto di quello che c’è di bello, coinvolgente, affascinante e scintillante in questo mondo. Posso apprezzare la grandiosità dell’architettura antica di secoli. Posso apprezzare la magnificenza di una composizione musicale. Posso apprezzare la bravura atletica di un corridore che vince l’oro alle Olimpiadi. Posso apprezzare il gusto di una cucina eccellente. Posso farlo per via delle mie elevate funzionalità superiori ad altri della mia tipologia che hanno poco o nessun interesse in tali elementi spettacolari di questo mondo. Mentre apprezzerai un brano musicale in quell’istante, starò utilizzando l’esperienza di questo brano di musica per favorire i miei scopi.

1. Potrei dirti di come sia geniale una canzone perché so che sarai soddisfatta di me per averti detto questo e quindi sorriderai, mi apprezzerai e mi darai carburante;
2. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato suonare Sherazade dall’orchestra filarmonica per vantarmi con altre persone e attingere carburante dalla loro reazione di ammirazione e/o gelosia.
3. Potrei utilizzare l’esperienza di conoscere tutta la musica dei Depeche Mode per risultare attraente per un bersaglio perché lei ama la stessa musica, o solo per dimostrare che ho interesse approfondito in un particolare gruppo in modo che sia di maggior interesse per lei.
4. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato una canzone particolare ad un concerto per vincere contro il tuo racconto di averne sentita suonare una diversa in modo da affermare la mia superiorità su di te e provocare una reazione da parte tua e degli altri.

Tu sperimenti certe emozioni coinvolgendoti in certe esperienze. Io in quel momento sperimento un senso di potere o se non lo faccio, immagazzino l’esperienza per usarla per sentirmi potente quando si unisce a qualcos’altro, di solito un dispositivo.

La mia tipologia imita le emozioni perché siamo incapaci di sentirne molte. Quindi ci appoggeremo alle emozioni che abbiamo visto che esibisci e faremo sembrare come se le sentissimo. Conosco molte delle tue emozioni; non le sento. Ci appoggiamo alle tue emozioni perché dipendiamo dalle tue emozioni per esistere. È una sorta di paradosso il fatto che non abbiamo mai coltivato certe emozioni e/o ci siano state strappate via al fine di renderci agili, efficaci ed efficienti, ma dobbiamo anche ricevere quelle emozioni da te al fine di sostenerci. Non vogliamo vedere la tua gioia diretta verso di noi per qualcosa che abbiamo detto o fatto in modo da poter poi avvertire la gioia, ma piuttosto per il potere che viene rilasciato come conseguenza del fatto che la tua gioia ci fornisce carburante positivo. Sono pieno di odio, gelosia, invidia, furia e rancore ma questo non significa che non ci sia posto per accettare il tuo odio verso di me, anzi gli do il benvenuto. Come conseguenza della mia manipolazione verso di te, voglio che resti qui ad urlare il tuo odio verso di me finché la tua voce diventa rauca e gli occhi ti escono dalla faccia. Il carburante che ottengo da un’espressione così intensa di emozione negativa è immenso. Ancora una volta, mi approprio della tua emozione e la uso per i miei scopi personali. Che sia per prenderla al fine di permettermi di mimarla e copiarla, per farmi apparire più accettabile per le altre persone o che sia per sfruttare la tua emozione come carburante per alimentarmi e permettere alla mia esistenza di continuare, troverò sempre un utilizzo per la tua produzione emotiva. Faccio buon uso delle tue emozioni. Sono l’estremo riciclatore.

H.G. TUDOR

I Second That Emotion