📰 CINQUE DERAGLIAMENTI CONVERSAZIONALI

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Noi non facciamo conversazioni. Questo suggerisce che sia un processo equo dove ti ascoltiamo e la tua opinione viene rispettata e ritenuta valida. Durante la seduzione le nostre conversazioni sono sia esercizi di raccolta di informazioni che monologhi che ci sono per mettere in mostra la nostra genialità. Una volta che ti svalutiamo, le nostre conversazioni con te sono prediche, discorsi imperiosi e altezzosi, viziose diatribe contro di te in cui noi parliamo e tu dovresti dannatamente ascoltare. Tutte le conversazioni devono essere controllate da noi. Il nostro bisogno di controllo è considerevole perché se ti permettessimo di mantenere il centro del palcoscenico, allora perderemmo terreno. Rischiamo di perdere carburante, stiamo permettendo alla nostra innata superiorità di venire indebolita e stiamo cedendo il controllo a te. Questo è il motivo per cui non dobbiamo mai permetterti di pensare o persino raggiungere un qualche tipo di dominio, anche se leggero, durante una conversazione su di noi. La conversazione è un meccanismo per il nostro uso, non per il tuo. Spetta a noi risplendere, evitare la colpa, scagliarci contro di te, recuperarti e permetterci di ottenere ciò che vogliamo. È il nostro canale e a te capita semplicemente di essere coinvolto, ma come destinatario. Raggiungere tale dominio e controllo dell’arena della conversazione è assolutamente necessario e per mantenere tale posizione ci impegniamo in numerose manipolazioni. Ce ne sono molte che vengono messe in atto e qui ci sono cinque dei modi più popolari in cui noi facciamo deragliare una conversazione allo scopo di mantenere o impossessarci del controllo.

1. Lo Spostamento di Colpa

Se stai provando ad accusarci di qualcosa o addossare la colpa a noi nel corso di una conversazione, ciò è contrario alle nostre regole. Non permetteremo che questo accada. Noi siamo irresponsabili e soprattutto nei confronti di qualcuno come te. Se tu potessi tenerci a rispondere nel corso di una conversazione, ciò ridurrebbe la nostra superiorità e ti consentirebbe di controllare. Per impedirti di ottenere questo, ci impegneremo in uno spostamento di colpa. Qualsiasi cosa di cui tu ci stia accusando sarà colpa tua. Non importa se non esiste un collegamento logico (nel tuo mondo) tra ciò di cui ci hai accusato e la nostra risposta. Queste conversazioni non sono governate dalla tua logica ma dalla nostra. La nostra logica è che dobbiamo mantenere il controllo e quindi spostare la colpa su di te, ad ogni costo, è un metodo logico per raggiungere questo obiettivo. Per te esiste la logica. Comprendi questo e inizerai a capire perché agiamo in questo modo. Di conseguenza, potresti accusarci di quanto segue e ricevere la risposta in grassetto.

“Ti vedi con un’altra donna, sento il suo profumo su di te.”

“Non ho una tresca, ma se fosse chi darebbe la colpa a me? Non mi mostri mai alcuna attenzione o affetto. Non puoi sentire l’odore del profumo; lo stai solo inventando.”

“Perché non ti sei ricordato di accendere il forno?”

“Perché devo ricordarmi di farlo? È il tuo lavoro. Se passassi più tempo a fare quello che dovresti fare, piuttosto che cercare di dare la colpa a me, questo non succederebbe.”

“Perché cerchi sempre di dirmi cosa fare?”

“Io non lo faccio. Stai reagendo in modo eccessivo. Ti suggerisco le cose perché diciamocelo, non sei davvero capace di prendere le decisioni importanti da solo, vero? Non sono io che sono orribile, è un dato di fatto, tu sei povero nel prendere decisioni. Dovresti ringraziarmi perché ti aiuto.”

2. Proiezione

Questo metodo preferito di deragliare la conversazione è così efficace perché ti lascia senza fiato. Accusandoti a fare la stessa cosa di cui siamo accusati (e invariabilmente lo stiamo facendo) sei così sbalordito dalla nostra sfrontatezza, dalla nostra audacia e dalla nostra faccia tosta, che perdi di vista ciò di cui stai parlando e finisci per concentrarti sulla contro-accusa che ti abbiamo appena lanciato. Odi che pensiamo di te in modo scorretto e poiché proiettiamo con tale convinzione, vieni immediatamente portato a interagire con noi su questo punto. Non riuscirai a insistere con la tua accusa contro di noi e anzi verrai deviato a discutere del tuo comportamento in uno sforzo infruttuoso per cercare di persuaderci che non hai fatto nessuna delle cose di cui ti abbiamo accusato. Lasci che la tua risposta emotiva a tali accuse si impadronisca di te e questo è del tutto intenzionale. Aspettati di ascoltare commenti come questi: –

“Se non avessi bevuto così tanto, potresti cominciare a capire quanto puoi essere orribile, ma non potrai mai ricordarlo a causa del tuo bere”.

“Prendi sempre l’ultimo barattolo di soda senza rimettercelo. È così egoista.”

“Me flirtare? Hai visto il modo in cui tu vai attorno a Harry? Solo la settimana scorsa eri tutta attorno a lui come un’eruzione. Non sono stato solo io a vederlo e a commentarlo”.

“Non arrivi mai in orario. Lo trovo irrispettoso.”

“Passi troppo tempo a pensare al tuo lavoro e non ti concentri abbastanza sui nostri figli”.

3. Interruzione

Non sarai in grado di terminare ciò che stai dicendo a causa della nostra ripetuta tendenza e bisogno di interromperti. Noi consideriamo che nulla di ciò che hai da dire ha valore. Tu sei inferiore a noi quindi anche qualsiasi cosa che esce dalla tua bocca deve essere inferiore. Non riconosciamo o rispettiamo i confini e quindi consideriamo perfettamente ammissibile parlare di te e interrompere ciò che stai dicendo. Il nostro senso di diritto implica che dobbiamo essere sempre ascoltati e se questo significa tagliare te, così sia. Questo può raggiungere anche estremi infantili laddove noi diremo una parola così tu ti interrompi e poi ci fermiamo. Cerchi di parlare ancora e ripetiamo il trucco. Continuiamo a farlo, impedendoti di parlare finché tu continui a parlare e noi parliamo sopra di te o te ne vai arrabbiato per la frustrazione. Puoi aspettarti di sentire frasi come queste: –

“Se solo mi lasciassi parlare.”

“Se riesco a cavarti una parola.”

“Perché non ascolti per un cambiamento?”

“Questo è importante.”

“Voglio dire la mia per una volta.”

“Se avessi davvero ascoltato avresti potuto capire.”

“No è sbagliato.”

“No, lo stai inventando.”

“Devo fermarti lì.”

4. Cambio argomento

Amiamo deviare e distrarre. Dimostriamo anche una notevole capacità di spostare la conversazione lontano da ciò di cui tu vuoi parlare, e quindi avere il controllo su qualcosa di cui noi vogliamo parlare. Potremmo per contro mettere in mostra il nostro vantaggio di tormentarti, ma dirotteremo la conversazione e la porteremo al nostro argomento preferito. Non devi protestare e se lo fai, sarai accusato di cercare di monopolizzare la discussione e di non ascoltarci. Siamo geniali nel parlare di noi stessi o nel trovare un argomento che possiamo far girare girare e girare mentre tu ti senti cadere in uno stato di stordimento. Facciamo affidamento sulla tua innata natura empatica di gentilezza, di buone maniere e di essere un buon ascoltatore così possiamo abusare di questo e impedirti di parlare di qualcosa che ti interessa. Nessuno è interessato a ciò che hai da dire. Aspettati commenti di spostamento come questi: –

“È tutto molto interessante ma lascia che ti parli di ….”

“Non è importante adesso, ma questo è ….”

“Questo è irrilevante, ora lascia che te lo dica ..”

“Oh, devo dirtelo, è esilarante …”

“Devo dirtelo prima che mi dimentichi …”

5. Trattamento del silenzio

Il vecchio preferito. Se non ci piace il modo in cui la conversazione sta andando, cammineremo o ci sederemo in silenzio. Questo viene fatto spesso quando c’è una conversazione in corso in un contesto di gruppo assieme dove non riusciamo a dominare la discussione. Vogliamo riportarla a noi e quindi, stando seduti in silenzio e con il broncio, speriamo di suscitare una reazione comprensiva che induca qualcuno a commentare il nostro silenzio o ci inviti a parlare. Se fatto in una situazione a due, è progettato per ignorare ciò che hai da dire, considerarlo non importante e farti sentire a disagio. Sarai costretto a chiederci cosa c’è che non va e poi ci inseguirai mentre noi restiamo scontrosi e silenziosi. I tuoi commenti vengono dimenticati mentre i riflettori tornano su di noi e la conversazione è stata deragliata con successo.

H.G. TUDOR

5 Conversational Derailments

📰 AVERE PER NON TENERE

190906C To Have Not To Hold.jpgPuoi avere noi della nostra specie ma non puoi trattenerci. Non lo permetteremo. Siamo gli individui archetipici con cui puoi condividere esperienze, puoi amarci, apprezzarci, prenderti cura di noi e tante altre cose, ma l’unica cosa che non puoi fare è aggrapparti a noi.

Ti permettiamo di averci perché ciò che ti offriamo è costruito e ci viene a basso costo. Anzi ci permette di guadagnare. Essere generosi con il nostro presunto amore, appassionati con le nostre parole, altamente desiderabili con le nostre prodezze sessuali, affascinanti, lusinghieri e tutto ciò che associ al nostro bombardamento amoroso nei tuoi confronti, vogliamo che tu abbia tutto questo. Vogliamo che tu abbia tutto il nostro fascino, il nostro magnetismo, la nostra illusione. Vogliamo che tu vi anneghi, che diventi inghiottito dalle luci blasonate e dai suoni rilassanti, inondata dal desiderio seducente che abbattiamo su di te come uno tsunami. Puoi avere tutto ciò perché più ti diamo, più è probabile che sarai trasportata da questa onda anomala di falso amore. Più zucchero ti versiamo addosso, più dolce diventa il periodo d’oro e maggiore la tua dipendenza da noi. Naturalmente, la misura di quanto tu puoi avere di noi è governata dai nostri livelli di energia e dalla nostra capacità di controllo, così che l’esperienza è tanto più piena se vieni irretito da un Medio Rango piuttosto che da un Inferore e spesso più intenso se cadi preda di un Superiore.

Puoi avere tutto il nostro tempo perché serve ai nostri scopi. Tutta la nostra concentrazione è su di te, tu ricevi la nostra quasi totale attenzione mentre estendiamo tutte le tappe per sedurre e conquistare. Puoi avere le nostre risorse finanziarie mentre spendiamo soldi per te (anche quando potremmo non avere i soldi da spendere per te – faremo debiti o useremo le risorse di qualcun altro), ti portiamo in luoghi, prenotiamo giornate interessanti, allettanti serate fuori e utilizziamo poteri finanziari, che siano nostri o presi in prestito dalla banca o da una vittima svalutata, per farti vivere l’intera esperienza magica di venire sedotta da noi.

Ti garantiremo l’accesso ai nostri amici, il che ovviamente consentirà alla facciata di avvolgersi attorno a te e di convincerti della nostra buona fede, alla nostra cerchia solidale e invitante di dedicare tutto il suo tempo a te, lodandoci e accogliendoti.

Ti permetteremo di avere un collegamento per tutte le nostre cose preferite, anche se ovviamente questo è stato costruito per permetterti di attaccarti alle tue cose preferite mentre rispecchiamo i tuoi gusti, i tuoi desideri e le tue speranze, ma si tratta sempre di darti le nostre.

I quadri Somatici ed Elite ti permetteranno di averci fisicamente, dato che l’arma della seduzione di massa che è il sesso, viene sfoderata per deliziarti. Apparentemente ti viene dato accesso ai nostri livelli più intimi, in una serie di incontri fumosi e orgasmici mentre utilizziamo le nostre abilità sessuali ben esercitate in combinazione con l’intera seduzione orchestrata di te per creare un’esperienza intensa e affascinante.

Possiamo farti traferire da noi, un gesto apparentemente generoso, in quanto ti permettiamo di avere un rapporto di vicinanza e di incontri regolari con noi, tutto progettato naturalmente per mantenere la nostra facciata di convenienza e affidabilità mentre ti leghi di più a noi. In alcuni casi, possiamo permetterti di avere ciò che potrebbe essere considerato l’atto ultimo di “possesso” mentre ti diamo il nostro seme o il nostro grembo allo scopo di creare una nuova vita.

Sì, permettendoti di avere così tanto di noi, creiamo l’immagine di qualcuno che dona, qualcuno che di sacrifica, che pensa a te prima che a noi stessi perciò tu, comprensibilmente, ci caschi e credi davvero di averci. Tu ci hai ma, secondo lo schema delle cose, si tratta di una circostanza temporanea. Un semplice momento nella vastità del tempo e nonostante la sua meraviglia e splendore, ti è permesso di averci ma non puoi trattenerci.

Non possiamo permettere che questo accada perché rigireremo le cose, per garantire che la nostra fame di carburante venga soddisfatta, per provvedere alla nostra devozione servile per il mantenimento della superiorità e per affermare il nostro diritto di fare come ci pare, quando ci pare, perché ci piace e con chi ci piace.

Non puoi trattenerci. Non puoi tenerci. Consideriamo noi stessi come quella forza onnipotente che non è delimitata da confini, da vincoli e da schiavitù. Non hai voce in capitolo su ciò che facciamo. Non sei lì per imporci le tue regole, per tenerci sotto controllo o per impedirci di cercare ciò di cui abbiamo bisogno per mantenere la nostra esistenza. In effetti, impedirti di tenerci è fondamentale per garantire che la minaccia della nostra partenza sia qualcosa che ti fa lavorare duramente per farci piacere, per fornirci quel carburante, positivo o negativo, e per permetterci di tenerti esatamente dove vogliamo. Possiamo tenerti d’occhio, naturalmente, questa è la natura del patto narcisistico, ma come al solito, ciò che si applica a te non si applica a noi e viceversa.

Noi prendiamo le decisioni. Noi scegliamo. Noi eseguiamo e operiamo. Non siamo lì per essere legati a una persona e soprattutto a una persona che inevitabilmente ci deluderà. Ci consideriamo al di fuori di tali cose e quindi le nozioni di fedeltà, fedeltà e monogamia vengono scacciate come inquilini sfrattati dalla Casa del Narci.

Vogliamo che tu tenti di trattenerci, fa parte del nostro gioco. Vogliamo che ti sforzi di tenerci, di esercitare ogni tuo momento di veglia per aggrapparti a noi, ma non potrà mai accadere. Siamo programmati per rifiutare quel desiderio di tenerci come vuoi che siamo. Non c’è speranza che ciò accada, ma ti daremo quella falsa speranza, attraverso i periodi di tregua e la periodica ripresa del periodo d’oro. Sarai portata a credere che sei riuscita a tenerci, che puoi continuare ad averci e trattenerci, ma non durerà e non potrà durare per il concetto di essere legati a te e solo tu alla fine verrai incontro ai nostri bisogni e, dato che ora hai ben chiara l’idea, i nostri bisogni devono sempre venire per primi.

Noi decidiamo quando tornare, decidiamo quando ti verrà mostrato di nuovo il falso amore, decidiamo quando venire a incontrarti, quando puoi parlare con noi e quando ricevere la nostra attenzione, la seduzione, la rabbia o il disprezzo. Dobbiamo comportarci in questo modo per rinforzare la nostra idea di essere quello che dà gli ordini, che prende le decisioni e tira le corde perché non osiamo considerare troppo a lungo ciò che accadrebbe se ti permettessimo di prendere in mano le cose.

Lasceremo sempre che tu ci abbia, ma non ti sarà mai permesso di tenerci.

H.G. TUDOR

To Have Not To Hold

📰 LE 5 VOLONTÀ DEL NARCISISTA

191204F The 5 Wants of the Narcissist.jpg1. Voglio il tuo carburante

Voglio il tuo carburante. Lo voglio tutto e lo voglio da te, da lui, da lei, da loro e soprattutto da te. Lo voglio dal momento in cui mi alzo fino al momento in cui vengo abbracciato dal sonno. Voglio che esso si riversi su di me, potente e abbondante, che sgorghi da te. Voglio il tuo carburante positivo, la gioia, l’adorazione, l’amore, la passione e la lode. Voglio il tuo carburante negativo, l’odio, la rabbia, le lacrime e la paura. Versalo sopra di me, immergimi in quel carburante edificante, rinvigorente e sostenitore. Non ce n’è mai abbastanza e voglio continuare a sentire il flusso mentre il tuo carburante aumenta le fiamme dentro di me, che bruciano e si alzano, e mi alimentano mentre lascio una scia su tutto ciò che faccio. Voglio il tuo carburante ora, domani e sempre.

2. Voglio travolgerti

Sono immenso, un gigante, un principe tra gli uomini, un colosso che si muove con facilità e con un obiettivo sulla terra. Voglio sottometterti a me, assicurandomi che non resti traccia di te mentre ti integro pienamente in ciò che io sono. Voglio che i miei tentacoli ti raggiungano, facendosi strada verso i vapori di carburante che emanano da te, i loro sensi che sondano e ti rintracciano. Voglio che si attorciglino su di te e ti trascinino nella mia direzione, legandoti a me fino a che non ti assorbo stabilmente nel mio mondo e nella mia falsa realtà. Voglio che tu sia agganciato, connesso, bloccato, attaccato e incorporato man mano che ti consumi e ti circondi della mia grandezza. Non resisterai per l’euforia e la gioia che provi poiché quando avviene questo processo è irresistibile. Voglio possederti, voglio che tu diventi parte di me, voglio che non ci sia inizio per te e nessuna fine per me.

3. Voglio essere l’unico

Voglio essere quello a cui pensi tutto il tempo. Voglio essere la persona a cui orbiti intorno, il tuo sole, il tuo centro dell’universo. Voglio essere quello che è riconosciuto per la sua grandezza, per la sua brillantezza e le sue conquiste. Non mi interessa che le abbia esagerate o rubate ad altri con cui mi sono imbattuto, avendo strappato via i tratti della loro personalità per aggiungerli alla mia. Non mi mi preoccupo di quello. Tutto quello di cui mi importa è che io sono quello verso cui le teste si girano quando entro in una stanza. Sono quello che viene applaudito. Voglio essere colui che conduce, conquista e punisce. Colui che distrugge mondi e ne crea di nuovi, un dio. Voglio essere quello da cui si diffonde il potere in modo che sia tangibile a tutti quelli che mi guardano. Voglio essere colui che sconvolge e meraviglia. Voglio essere colui che fa. Voglio essere quello che governa, che presiede e che decide. Voglio essere quello su cui ti affidi, a cui ti rivolgi e consacri anche te stesso. Voglio essere quello che è accreditato per tutti i successi, voglio essere colui che è il tuo alfa e il tuo omega, il tuo primo pensiero e il tuo ultimo pensiero. Voglio essere quello il cui nome pronunci assieme al tuo ultimo respiro.

4. Voglio la tua essenza

Sono il ladro di anime, il ciarlatano che viene con promesse ricoperte di zucchero e ti offre il mondo in cambio della tua stessa essenza. Non ti rendi mai conto che questo è il costo di questa transazione, ma voglio succhiare l’essenza da dentro di te, svuotarti di essa e adoperarla per me stesso. Voglio lasciarti un involucro rotto e prosciugato. Voglio che la tua essenza riempia lo squarcio che perdura dentro di me. Voglio che quell’essenza dolce e meravigliosa fluisca attraverso di me, che allevi il dolore, che lenisca il frenetico frenetico e porti conforto e sollievo. Come un fiume purificatore, voglio che la tua essenza passi attraverso di me, spazzando via il male che mi pervade. Voglio che la tua essenza asciughi via la sporcizia, rimuova il fango e porti via le macchie. So che io flirto con ogni tipo di immondizia, ma la tua essenza mi salverà da una simile tentazione. Ecco perché la voglio.

5. Voglio che questo si fermi

O lo faccio?

H.G. TUDOR

The 5 Wants of the Narcissist

📰 RISCHIO DI RECUPERO: IL BISOGNO DELL’ULTIMA PAROLA

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Spesso ribadisco come la chiave per capire con chi sei stato invischiato e quindi massimizzare le tue prospettive di andare avanti, è comprendere che operiamo da una prospettiva diversa da te. Questo è il motivo per cui così tanto di ciò che diciamo e facciamo sembra strano, irrazionale e decisamente perverso, eppure completamente normale e comprensibile per noi. Uno di quei modi in cui la prospettiva influisce sulla dinamica tra la mia specie e la tua tipologia è il fatto che vogliamo sempre l’ultima parola. Ora, naturalmente, potresti esserti detta che dal momento che consideriamo la relazione narcisistica come una (relazione) che dura per sempre, come può esserci davvero un’ultima parola? Ancora una volta, questo non ci importa e questo evidenzia la natura contraddittoria del modo in cui ci comportiamo. Noi siamo quelli che hanno il controllo e dobbiamo sempre esercitare questo stato di cose. Pertanto, all’interno della relazione formale vogliamo l’ultima parola in ogni discussione o questione. Vogliamo l’ultima parola quando diamo la nostra opinione su qualcosa. Vogliamo l’ultima parola quando la relazione formale è stata portata a termine. Infatti, anche se tu termini la relazione formale e ci sfuggi, continueremo a sostenere che abbiamo avuto l’ultima parola e l’abbiamo terminata noi. Oscureremo la situazione per mantenere il controllo e il senso del potere, indipendentemente da ciò che potrebbe effettivamente essere accaduto. Ciò ti causa confusione, frustrazione e sconcerto, il che naturalmente è tutto un buon carburante per noi.

La necessità dell’ultima parola è anche un dispositivo progettato per metterci in rotta di collisione con la tua tipologia. Anche tu vuoi avere l’ultima parola. Vuoi essere in grado di dire la tua. Senti semplicemente che è giusto che tu venga ascoltato. Tu credi che sia un aspetto fondamentale di ogni relazione che tu venga ascoltato e infatti ti trovi così infastidito, turbato e frustrato dal modo in cui operiamo, questo desiderio di avere l’ultima parola, di farci rigar dritti e affermare la tua posizione diventa tutto più importante per te. Se la relazione formale è finita, vuoi anche avere l’ultima parola. Vuoi farci sapere cosa pensi veramente di noi. Vuoi fare un ultimo appello alla normalità che credi ancora si annidi da qualche parte dentro di noi. Vuoi farti sentire da noi, ascoltare e in qualche modo accettare che noi abbiamo torto e tu hai ragione. Questo tuo desiderio di dire l’ultima parola è considerevole e va contro al nostro stesso desiderio che, naturalmente, porta a conflitti, drammi e opposizione, tutto ciò crea carburante che è ciò che noi vogliamo. Sei rimasto infuriato se non hai potuto dire la tua. Sei furioso se ti è stata negata la possibilità di esprimere chiaramente come ti senti. Sei turbato dal fatto che il tuo desiderio di dire ciò che vuoi dire sia stato ignorato, non rispettato e calpestato. Tu vuoi il fine ultimo. Tu vuoi una sorta di chiusura, e avere l’ultima parola mentre entrambi ci fissiamo l’un l’altro attraverso le rovine fumanti della nostra Relazione Formale è qualcosa che ti preme enormemente. Lo sappiamo. Questo è il motivo per cui lo rendiamo così dannatamente difficile da raggiungere, sia parlando sopra di te, urlandoti, allontanandoci o semplicemente scomparendo. Ti senti a pezzi, rinnegato, insoddisfatto e questo ci dà sia il Carburante di Pensiero che il Carburante di Prossimità se restiamo a testimoniare la reazione.

Il bisogno di avere l’ultima parola ti porta anche a essere suscettibile di venire recuperato perché senti che ci sono delle questioni in sospeso che devono essere sistemate. Lo sappiamo e ci basiamo su questo per tenerti agganciato e fornirci carburante senza mai permetterti di sistemare correttamente quelle questioni. Fa tutto parte del modo in cui continuiamo a manipolarti. Senza dubbio ti sei trovato in una situazione del genere. Ora te ne sei andata e sappi che l’ultima cosa che devi fare è interagire con noi in questo modo, non importa quanto possa essere allettante. Hai imparato che si tradurrà solo in carburante, se gestito in modo errato e nell’ipotesi peggiore potresti anche soccombere di nuovo al nostro fascino e trascinato di nuovo nella Relazione Formale. Eppure il desiderio di dire quelle cose che avresti voluto poter dire così tanto tempo fa o anche più di recente rimane forte e potente. Naturalmente quello che puoi dire ora forse differisce da quello che potresti aver risposto allora, quando non sapevi bene come sai ora. Non sapevi con cosa ti eri invischiato, né come eri stato manipolato e quindi le tue parole avrebbero assunto una forma diversa rispetto a se le avessi dette ora, armato di conoscenza e consapevolezza.

Ripensaci, quando è nato il bisogno di dire quelle ultime parole, se avessi potuto dirle, a quell’epoca, quali sarebbero state?

H.G. TUDOR

Hoover Risk : The Need For The Last Word

📰 TU SEI IL CONCORRENTE

78841368_118458592957890_6825534968509235200_n.jpgSe dovessi chiedere a certe persone quale sia il segreto del loro successo, questi risponderebbero spesso con

“Siamo una squadra”

Questo si applica a matrimoni felici, a una coppia che gestisce una fiorente agenzia pubblicitaria, ad un gruppo di persone che fa eccellenti servizi professionali e a uomini e donne campioni nello sport. Pensa a Lennon e McCartney, Stanlio e Ollio, Abercrombie e Fitch, Fred Astaire e Ginger Rogers, Bill e Ted, Batman e Robin, Marks and Spencer.
Perfino quelli che sono considerati come persone di successo singole sono entusiasti di condividere la gloria e attribuire i motivi del proprio successo come conseguenza di una collaborazione. Il giocatore professionista di golf che riconosce che la sua vittoria al torneo Masters è dovuta allo sforzo congiunto tra lui e il proprio caddy. Il pilota di formula 1 che ringrazia la sua squadra ai box per la loro professionalità e per la velocità nel cambiare le gomme e fare rifornimento. Il campione Olimpico di tuffi che ringrazia il proprio padre per averlo supportato per anni portandolo a gare e allenamenti.

Il mondo è orientato ad incoraggiare la collaborazione e a guidare le persone mettersi insieme per un bene superiore. Vuole che la gente cooperi, lavori insieme, si supporti l’un l’altra e condivida. Riconosce che tante cose diventano migliori quando sono combinate, si uniscono, si integrano. Considera ad esempio frasi come:

“Due teste sono meglio di una.”

“Più siamo più ci divertiamo”

“Mal comune mezzo gaudio”

“Più della somma delle parti”

Guardati intorno e tutto quello che vedrai è che il mondo crede che l’unione è auspicabile. Gin e Tonic, hamburger e patatine, Yin e Yang, Fife and Drum, I due Steve nel garage (Steve Jobs e Steve Wozniak) , Il Gufo e la Gattina (libro inglese per bambini) e perfino le caramelle M&Ms. Il messaggio è semplice, insieme siamo migliori.

Noi lo odiamo.

Noi non vogliamo condividere o mettere insieme le nostre risorse. Quello che ci appartiene rimane sempre nostro. Noi prendiamo dagli altri. Non c’è alcun senso nel lavorare insieme. Non solo sorvegliamo gelosamente ciò che consideriamo nostro, non vediamo alcun beneficio nella collaborazione. È un concetto alieno. Se lavoriamo e viviamo in tandem con altri significa che dobbiamo condividere. Dobbiamo condividere le attenzioni, il riconoscimento, le congratulazioni, i doveri e la pressione. Noi troviamo che questo ci offenda enormemente. Non c’è alcun senso nel condividere il merito con te, significa che ce n’è meno per noi. Meno riconoscimento equivale a meno carburante e queste sono parole che ci fanno terrore nel profondo. Nemmeno se condividiamo il carico di lavoro come aiuto, non condivideremo il nostro fardello con te in modo che ognuno di noi svolga un ruolo per rendere l’operazione più semplice. No, noi scaricheremo tutto su di te e ci spoglieremo di ogni sorta di peso. Dovresti risolvere il problema con il quale ti abbiamo abbandonato e appena c’è profumo di complimenti nell’aria guarda con quanta velocità ritorniamo per rivendicarne il merito. Sì, la situazione è stata risolta dal nostro pensiero fulmineo nel delegarla ad un particolare collega. È stato il nostro comportamento deciso e le profonde qualità da leader che hanno salvato la situazione mentre ti scostiamo da una parte con una gomitata e godiamo dei commenti di congratulazione di un superiore.

Non solo non lavoreremo insieme e non condivideremo, perfino nelle circostanze dove le persone normali si aspettano che questo accada, noi ti consideriamo un nostro avversario. Ci si aspetta che una coppia faccia cose differenti durante una festa, supportandosi l’un l’altro, guardando le spalle all’altro, dando e prendendo e così una fruttuosa alleanza evolve in un apparente beneficio condiviso. Non è il nostro caso. Noi ti vediamo solo come un nostro dispositivo che ci fornisce carburante. Non siamo progettati per fare cose per te (a meno che non vediamo un grande beneficio per noi come conseguenza). Tu sei il nemico. Tu stai tentando di monopolizzare la luce di cui abbiamo bisogno. Tu ci metti in discussione e cerchi di spodestarci dalla nostra posizione di potere. Oh sì, noi conosciamo il tuo gioco. Quando ti vesti in modo elegante tutto quello che stai tentando di fare è renderci meno desiderabili e spostare su di te l’attenzione di tutti al party e di conseguenza negarci l’attenzione che disperatamente vogliamo. Tenendoti in forma vuoi attrarre le persone verso di te invece di noi. Inoltre, stai tentando di alzare la tua desiderabilità in modo da trovare un nuovo partner e lasciarci. Ti abbiamo già capita. Tu leggi molto. Ti abbiamo scovato di nuovo. Lo stai facendo nella speranza di diventare più intelligente di noi e apparire superiore. Vuoi umiliarci. Vuoi essere in grado di batterci in una discussione e farci sentire piccoli. La scuola di cucina a cui ti sei iscritta è uno stratagemma per dimostrare che sei la cuoca migliore a casa (anche se non cuciniamo mai) ma tu vuoi dimostrare di essere superiore rispetto a noi. Perché lo stai facendo? Siamo fatti per lavorare insieme non è vero? Tu continui a fare queste cose per metterci in ombra, facendo in modo che appariamo peggio e superando le nostre abilità e noi odiamo tutto questo.

Naturalmente noi siamo perfettamente in diritto di fare tutto quello che ci piace per mostrare che siamo migliori di te perché noi siamo, migliori di te. È allo stesso modo legittimo da parte nostra tenerti intimorita e sotto controllo. Non devi competere con noi in alcun modo altrimenti prenderai l’attenzione e l’ammirazione dagli altri causando la rimozione del carburante di cui abbiamo bisogno. Come ogni azienda dominante e di successo (ed è quello che siamo, un’azienda, istituita per il rilevamento e l’estrazione di carburante) la competizione deve essere ridotta ed eliminata. Il che significa te.

H.G. TUDOR

You Are The Competition

📰 CONSENSO

76925519_118459596291123_2162730519907794944_n.jpgIl consenso non è una questione che colpisce granché la mente della nostra specie. Questo è dettato dai seguenti fattori:-

1. Il senso che tutto ci sia dovuto. Facciamo ciò che ci va, come ci va, quando ci va e con chi ci piace. Abbiamo accesso ad ogni ambito.
2. La nostra incapacità di riconoscere e rispettare i confini. Questo si collega al nostro senso di diritto laddove nessuno è al di là dei nostri limiti. Una persona ha una relazione? e allora, è un potenziale bersaglio per noi. Questo posto è occupato. Sì, lo è, da noi. Quel drink è destinato a qualcun altro? lo credevi. Invadiamo lo spazio personale, prendiamo cose che non sono nostre, ci impossessiamo delle risorse di altre persone e facciamo come se fossero nostre perché nelle nostre menti, lo sono.
3. Tu sei parte di noi. Incluso dentro di noi, attaccato a noi e dato che sei parte di noi, per quale ragione al mondo dovremmo avere bisogno di chiederti il permesso di fare qualcosa? Non ha senso dalla nostra prospettiva.
4. Siamo incontentabili. Perfino se in realtà pensiamo che potremmo avere bisogno del consenso non importa perché le conseguenze che derivano dal fallimento nell’ottenere il consenso per fare qualcosa a noi non si applicheranno. Siamo capaci di sfuggire alle accuse, sviare le responsabilità e sottrarci dalla colpevolezza.
5. Il nostro senso di superiorità. Il consenso è una catena. Dà restrizioni e ostacola. Siamo il colosso che avanza a grandi falcate ed un tale consenso non si applica a titani quali siamo noi. Il consenso è ciò che i comuni mortali devono ottenere.

Questa attitudine al permesso implica che ci comportiamo come predoni invasori. Tutto è terra di conquista. Come si può manifestare?

Con i Narcisisti Inferiori è palese e ovvio. Ti dirà che si trasferisce da te e si presenterà con la sua valigia e la chitarra (con le corde rotte) e sorriderà mentre ti precede velocemente in casa. Le tue risorse vengono prese – soldi, cibo, energia- senza che venga data alcuna spiegazione. I tuoi amici vengono sequestrati oppure spinti in un angolo e ti viene detto dall’Inferiore ciò che veramente pensa di loro, oppure ci avrà flirtato identificandoli come potenziali per la triangolazione. L’Inferiore inviterà gente senza chiedere, userà la tua auto senza prima verificare (e non rimetterà la benzina usata). Prontamente farà debiti a tuo nome. Se lo affronti riguardo al fatto che non chiede e non ottiene il permesso tutto ciò che sentirà e che lo stai criticando. Raramente si preoccuperà anche solo di pensare a chiedere scusa per le sue azioni. Non ha bisogno di spiegarsi con te. Se decide di rispondere la spiegazione di solito è ovviamente incredibile ma questo non gli importa perché può fare ciò che gli va e tu devi stare al passo con il programma.

“Condividiamo tutto in questa casa.”

“Ciò che è tuo è mio.”

“Non posso credere che tu faccia tante storie.”

“No, non l’ho usato.”

“Non sono stato io.”

“Deve averlo preso qualcun altro.”

Lo può fare perché è chi è e faresti meglio a lasciare da parte le tue lamentele o avrai ciò che ti meriti con gli interessi. La tua persona non si merita di meglio. Verrai palpeggiata in pubblico, ti salterà addosso durante i litigi, ti assalirà, ti stuprerà, aspettati che ti faccia sembrare come vuole senza considerare se vuoi o meno il suo nome tatuato sul collo o se i capelli corti ti stiano davvero bene. Tutto gli è dovuto. Punto.

Il Narcisista Medio è meno brutale ed evidente nel suo comportamento di assorbimento ma non meno invasivo. Differisce dall’Inferiore nel fatto che ha abbastanza controllo per non perdere le staffe quando viene affrontato per aver usato i risparmi per la birra o consumato tutta l’acqua calda senza accendere lo scaldabagno. Piuttosto, il Medio darà una spiegazione, perfino delle scuse (anche se non hanno significato) al fine di assicurarsi che il consenso venga dato retroattivamente.

“Pensavo di avertelo chiesto.”

“Mi spiace, non ci ho pensato. La prossima volta mi ricorderò.”

“È stata un’emergenza e non ho avuto il tempo. Non ti arrabbiare con me.”

“Lo sostituirò domani (non accadrà), cerchiamo di non litigare adesso, ho qualcosa di bello da dirti.”

“Intendevo prenderne un altro, mi sono semplicemente dimenticato perché sono troppo impegnato a starti dietro.”

“Avevo fame; Non ce l’avrai con me per aver mangiato qualcosa no?”

Il Medio ti indurrà con l’imbroglio a concedere il consenso così da poterlo archiviare e utilizzarlo per la prossima volta.

“Ma l’ultima volta non ti importava.”

“L’altra volta avevi detto che andava bene.”

“Non hai detto niente quando l’ho fatto l’altra volta, quindi come potevo sapere che ora non l’avresti accettato? Non sono telepatico.”

Il Narcisista Medio in particolare si impegnerà a farti sentire dispiaciuto per lui in modo da concedere a posteriori il permesso, ti farà sentire in colpa per le obiezioni e ti farà sentire un guastafeste se non acconsenti a ciò che vuole.

E il Superiore? Come puoi aspettarti non c’è alcun palese accaparramento dell’Inferiore dato che il Superiore trova questo comportamento volgare. Non si impegnerebbe nel piagnucolare patetico del Medio, questo è ignobile e indegno del Superiore. Ovviamente il Superiore ha semplicemente grandi, se non grandissime aspettative di poter fare come gli piace però le sue capacità cognitive aumentate e la sua consapevolezza fanno sì che se ce n’è bisogno, andrà semplicemente dritto per la sua strada e farà ciò che gli va ma riconosce il valore nell’ottenere realmente il consenso. In effetti, l’estrazione di questo consenso da una vittima apparentemente riluttante è una sfida che il Superiore gradisce in quanto attira carburante, sottolinea il suo potere ed enfatizza la sua superiorità. Puoi aspettarti che il Superiori utilizzi il ricatto emotivo, la corruzione e la costrizione per estrarre il consenso.

“Se acconsenti a farlo, ti porterò in un posto bello per cena.”

“Se non lo fai, ti lascerò.”

“Se rifiuti potrei dover pubblicare quelle foto tue che ho.”

“Non pensavo fossi noioso, chiunque altro lo farebbe sai?”

“La mia ex lo farebbe senza problemi. Forse ho fatto un errore lasciandola per te?”

Il Superiore farà pressioni, immense pressioni al fine di estrarre questo consenso così che la realtà è che questo consenso non è stato veramente dato, ma questo non fermerà il Superiore. Una volta che hai annuito, detto che sei d’accordo, borbottato “ok, allora” il consenso è stato rilasciato e andrà avanti con qualunque cosa sia ciò che vuole. Non pensare di poter cambiare idea. Nel mondo dei Superiori, non puoi ritirare il consenso che una volta avevi dato e vale per il resto della relazione. Non è applicabile come un’eccezione.

Il Superiore applicherà anche la negazione plausibile ad ogni situazione dove il consenso diventa un problema, così se viene affrontato da una terza parte riguardo al problema del consenso, ad esempio, prendere la macchina di qualcuno o usare i loro soldi, userà una combinazione di fascino e vere e proprie bugie al fine di danneggiare la versione degli eventi della vittima e far apparire che il consenso fosse stato accordato. L’intelligenza strategica del Superiore combinata con i tratti menzionati all’inizio di questo scritto gli permette di comportarsi con impunità riguardo al tema del consenso.

H.G. TUDOR

Consent

👤 AMAMI ODIAMI NON IGNORARMI MAI

191106B Love Me, Hate Me, Never Ignore Me.jpgVoglio il tuo amore. Voglio il tuo odio. Voglio la tua gioia. Voglio le tue lacrime. Voglio ogni singola oncia emotiva che possiedi e voglio che sia diretta a me. È facile capire perché chiunque vuole essere amato, perché non è proprio quello che tutti vogliono? Amare ed essere amati. Ovviamente lo è. Ho sempre desiderato essere amato e non importa ciò che ho fatto, non importa quanto duramente ci ho provato, mi è stato negato. Spingiti più forte, vai avanti, lavora di più e lo avrai. Mi è stato promesso più volte questo guadagno e mi sono attenuto a questo. Mi sono sforzato e ho faticato e ho corrotto. Ho studiato, ho obbedito, mi sono allenato, ho corso e ho corso veloce, ho saltato e ho saltato più in alto di chiunque altro. Ho affrontato, ho sparato, ho spinto, ho nuotato, ho scritto, ho assecondato, ho risposto, ho letto e riletto. Ho fatto tutto ciò che mi è stato richiesto. Ti suona familiare? Naturalmente. Sai cosa vuol dire dare tutto di te e non essere ancora abbastanza. Sai come ci si sente a continuare a provare finché ti senti come se non avessi più niente da dare. Perché pensi che siamo così efficaci nell’estrarre questa sensazione da te? È perché la mia tipologia è stata istruita in questa tecnica per così tanto tempo che diventa una seconda natura.

Naturalmente sono stato elogiato. Sono stato incoraggiato. Sono stato supportato. Sono stato spinto. Mi è stato detto insegnato e ordinato. Sono arrivati gli applausi, ma c’era sempre un ammonimento.

“Questo è un risultato eccellente, la prossima volta prova a raggiungere il cento per cento.”

“Tempo brillante ma so che puoi farlo più velocemente. Hai solo bisogno di impegnarti di più.”

“È buono ma non buono come puoi fare tu. Tu sei migliore di quello.”

“Non male ma mi deluderai se non salirai in cima alla classe.”

Tuttavia, pur essendo un elogio con condizioni, era pur sempre un elogio e questo, unito ai miei sforzi, significava che non venivo mai ignorato. I risultati si accumulavano, venivano raccolti premi e ottenuti apprezzamenti. Verso l’alto, sempre verso l’alto. Di conseguenza, la tua lode e ammirazione significa molto per me. Era sempre il modello su cui venivo giudicato e ora è lo stesso. Desidero ardentemente l’adulazione e la passione, è per questo che lavoro così tanto da costringerti a darmele. Lo voglio, voglio essere visto, voglio essere riconosciuto e ciò significa che devo ricevere la tua attenzione intrisa di emozione. Non importa se mi stai urlando o se mi stai implorando di fermarmi, purché sia diretta verso di me. Questo è il motivo per cui tutto ciò che faccio è calcolato per ottenere una reazione.

Quando ti seduco, non devi mai ignorarmi. Ho investito troppo nella tua acquisizione per perderti per qualcun altro o per qualcos’altro. Il mio bombardamento su di te con messaggi e attenzione è fatto per attirarti a me, ma anche per assicurarmi che non ti avventuri da qualche altra parte e mi venga negata la tua attenzione. Questo è il motivo per cui ti scriverò e se non c’è una pronta risposta ti scriverò di nuovo, poi di nuovo, poi ti chiamerò e poi mi presenterò a casa tua. Ho bisogno di sapere che rispondi alla mia seduzione. Ho bisogno di controllarti. Ci sono troppe cose in gioco per permetterti di ignorarmi.

Quando inizia la svalutazione, ancora una volta ho bisogno dell’attenzione emotiva che viene da te che piangi, che urli e che sbraiti. Non mi disturba mai allo stesso modo in cui disturba te quando qualcuno ti urla contro. Io lo chiedo e l’unico effetto che fa è di farmi sentire potente perché so che sono in grado di sollecitare queste risposte da te in virtù delle mie manipolazioni. So senza dire nulla che tu mi implorerai e supplicherai di spiegare cosa c’è che non va, mi inseguirai, gli occhi spalancati per la confusione mentre mi implori di dirti cosa hai fatto di male.

Non sono schizzinoso per le emozioni che rivolgi verso di me. Bene o male le prenderò tutte. Il male, in effetti, mi fa sentire più potente, ma la dolce potenza delle risposte favorevoli e gli occhi ardenti di ammirazione sono ancor più accetti. Questo è uno dei motivi per cui faccio il tira e molla, rendendoti felice e gioiosa nei miei confronti e poi piena di dolore e rabbia. Il contrasto rafforza la mia onnipotenza perché io sono il burattinaio. Un momento riesco a farti ridere e poi con un colpo di interruttore ti ho in lacrime. Questo è potere. Questo è il controllo e questo è ciò che sottolinea la mia grandezza. Sì, so che consideri sbagliato questo comportamento. Ne sono perfettamente consapevole e non mi sono lasciato ingannare da alcuna pretesa del contrario. Sono pienamente consapevole che tale comportamento è considerato, cattivo, sbagliato e malvagio, secondo i tuoi valori, ma devi sapere che questa partita non viene giocata secondo le tue regole. Si gioca con le mie e io devo sempre vincere.

Dovresti essere sleale ed essere la persona cattiva che ho sempre sospettato tu fossi e ignorarmi, allora ti provocherò ancora di più per ottenere una reazione. Poche di voi si rendono conto che questo è lo scopo, almeno, non subito. Non sei in grado di comprendere questa improvvisa escalation, questa commutazione a causa della confusione in cui sei impantanata. Sono contento che sia così perché quando mi ignori, comincio a crollare. L’edificio che ho costruito inizia a incrinarsi, sgretolarsi e rompersi e io devo sfuggire al tuo tradimento e cercare le emozioni degli altri per compensare il tuo comportamento sovversivo. Se non riesco a portare il tuo amore o odio alla ribalta, non posso rimanere ignorato, perché questa sarebbe la mia condanna a morte e non ti permetterò di firmare quel mandato. Devo essere amato perché sono degno dell’amore più completo, devo essere odiato perché le mie opere sono quelle del diavolo e attirano la tua ira furiosa. Guarda sempre verso di me, dammi sempre le tue emozioni e non voltarmi mai le spalle. Fallo e tutto andrà bene. Almeno, per me, ma poi, comunque non ruota tutto attorno a me?

H.G. TUDOR

Love Me, Hate Me, But Never Ignore Me

📰 IDENTITÀ DA PERFORMANCE

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Mi sono spesso riferito a come i progressi della tecnologia si sono dimostrati un grande vantaggio per la mia specie. Non solo la tecnologia ci consente una maggiore portata, per più persone, più spesso e più facilmente ci fornisce il camuffamento. La genesi del “selfie” è la testimonianza di questo. Una volta se volevi essere in una foto tua, chiedevi a un’altra persona di usare la tua fotocamera per scattare una foto di te e dei tuoi amici o magari di te in uno scenario fantastico. Ora l’avvento del telefono con fotocamera ha permesso a tutti di farsi una foto di se stessi con gli amici, con una persona famosa, di fronte a un monumento, mentre fa uno stupido broncio, tiene in mano la birra e così via. Questo bisogno di stare “nell’inquadratura” è un richiamo ai tratti narcisistici del diritto, della violazione dei confini e della grandiosità. Certamente, non tutti sono della nostra specie e neanche il fatto che hai la tendenza a farti selfie ti rende uno dei nostri. Tuttavia, ciò che provoca è aumentare lo sfondo di tendenze narcisistiche così le nostre possono adattarsi ancora più facilmente a ciò che la società sta facendo. Quindici anni fa, se qualcuno continuava a tormentare altre persone per farsi una foto di se stessi in posizioni e posti diversi, si inarcavano le sopracciglia. Ora, se vedi qualcuno che tiene in alto il telefono e fa il broncio, non batti ciglio. È previsto. Questa tendenza narcisistica è diventata dominante e noi l’accogliamo con favore, poiché consente ai nostri di fondersi con quella corrente principale, permettendoci di muoverci più facilmente tra tutti voi.

Quando ti fai quel selfie, sei impegnato nell’identità da performance. Stai rafforzando la tua identità nei confronti della performance di stare in piedi e scattare una foto di te stesso che poi posti su diversi social media, invii per messaggio ai tuoi amici e probabilmente imposti come immagine di copertina. Il reato di performance è il caso in cui un criminale si impegna in attività delittuose che lui o lei registra. Quanti video hai visto su Facebook dove è in corso uno scontro e nessuno lo ferma, ma invece stanno tutti in piedi intorno con le telecamere tenute in alto a filmare la scena? Quante volte hai visto persone che pubblicano foto di se stesse mentre commettono un atto criminale, che può essere l’uso di droghe, aggredire qualcuno, danni criminali o furti? Include anche quegli atti che potrebbero non essere criminali ma che sarebbero considerati moralmente riprovevoli. Fare fotografie a una persona ubriaca che dorme in mezzo alla strada, piuttosto che aiutarla, scattare foto a qualcuno che si è sporcato o ha vomitato. Fotografare l’incidente o la sventura di qualcuno e aggiungere un commento apparentemente spiritoso in lettere bianche nella parte inferiore dell’immagine. Questi comportamenti sono tutti orientati alla performance, al mettersi in mostra e al dare spettacolo.

Noi siamo maestri nell’identità da prestazione. Siamo definiti da ciò che facciamo nei confronti di un pubblico attento e che ci ammira. Ogni nostra mossa è coreografata, il nostro ingresso attentamente programmato. Camminiamo nel paesaggio urbano con un’immaginaria colonna sonora che ci risuona in testa mentre ci pavoneggiamo, considerando noi stessi in una sorta di film o documentario. Un indovinello una volta diceva

“Una foglia cade in una foresta ma non c’è nessuno che la sente, ha fatto un suono?”

L’equivalente moderno per la nostra specie è,

“Se abbiamo fatto qualcosa ma nessuno l’ha visto, è accaduto davvero?”

Noi siamo definiti da ciò che gli altri ci vedono fare e dalla loro reazione a ciò. Che si tratti di ammirazione, odio, rabbia, turbamento, terrore, dolore, ilarità, divertimento, lode, amore o adorazione, deve sempre esserci un’emozione infusa. Questa reazione definisce chi siamo perché ci fornisce carburante. Ci dice che siamo brillanti, temuti, furiosi, dominanti, divertenti, spiritosi, sensazionali, belli, notevoli e così via. La reazione è tutto per il carburante che fornisce, ma anche perché la nostra performance ci permette di definire ciò che crediamo di essere, l’aspetto esteriore che il mondo deve vedere in contrapposizione a quello che si trova chiuso in profondità e non permettiamo mai che venga visto.

Voi tutti vi impegnate nell’identificare la performance. Spesso ha poche conseguenze ma forma sempre parte di ciò che siete. La crescente tendenza delle persone a impegnarsi in un’identità da performance implica che il nostro bisogno, il nostro assoluto bisogno di farlo, non spiccherà tanto quanto potrebbe. Sì, attira una reazione, ma questo bisogno di attenzione è possibile che non venga sempre visto per quello che è. Le persone ci considerano semplicemente espansivi, bizzarri, divertenti, l’anima della festa, al centro di tutto. Ci sono decine di modi educati per dire cercatore di attenzione senza che tu ti renda conto che è quello che stai facendo. Noi dobbiamo farlo comunque, dobbiamo esibirci dal momento in cui ci alziamo dal letto fino a quando non ci torniamo di nuovo al fine di attingere carburante e creare ciò che vogliamo che il mondo veda. Il mondo può davvero essere un palcoscenico, ma è un palcoscenico per me e la mia specie.

H.G. TUDOR

Performance Identity

📰 ESTREMO

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Noi non facciamo le cose a metà. Non c’è nessuna magnolia che adorna le pareti dove viviamo. Muzak non suona in playback e non scegliamo mai di mangiare gelato alla vaniglia. Se è neutrale, se è al centro della strada e se è seduto sul recinto non ne vogliamo sapere. Se è insipido puoi dimenticartene, se qualcosa è inoffensivo non ha alcuna utilità per noi e parole come ineccepibile, spregiudicato e imparziale sono inutili.

Non siamo interessati a cose giuste o eque e detestiamo l’indifferenza. Se sei non impegnato, di mentalità aperta, equilibrato, distaccato e disallineato, non sei performante come ti vorremmo. Tutto ciò che sa di essere dritto nel mezzo non ha alcun interesse per noi, perché tutto ciò che vogliamo deve essere estremo. Lo vogliamo freddo ghiacciato o caldo bollente. Prendi ad esempio la nostra furia accesa. Quando ci trasmetti un commento su di noi o fai qualcosa che è una critica, e lo fai in modo non emotivo, distaccato e diretto, puoi anche affondare una lancia nei nostri cuori mentre questa critica ferisce e brucia. Per contrastare questo, la nostra furia si accenderà e quindi reagiremo adottando l’estremo. Potremmo scagliarci contro di te, riversare disprezzo ed etichettarti con un miscuglio di parole offensive e cattive, pensate per prendercela con te e farti piangere. Possiamo adottare l’estremo opposto e fornirti la nostra furia fredda e arrogante, lo sguardo gelido e l’indifferenza rivolta verso di te. Noi viviamo e prosperiamo agli estremi. Non c’è mai un assestamento per la via di mezzo. O è festa o carestia.

All’inizio, dobbiamo creare un diluvio di falso affetto quando riversiamo su di voi complimenti e lodi. Le parole arrivano facilmente e queste esclamazioni pronunciate dolcemente o con entusiasmo (anche il nostro metodo di consegna adotta un estremo) si riversano su di te così tu sei immerso nel nostro affetto e amore. Stai affogando nel desiderio, sommerso dalla nostra seduzione e sepolto sotto una valanga di affetto. Ti vengono fatti regali costosi, niente di economico, niente di volgare o malconcio, solo gli oggetti migliori e più deliziosi vengono selezionati per te. Vieni intrattenuto con le storie dei nostri successi, della nostra eccellenza e della nostra genialità. Non sono stato il giocatore dell’anno una volta, ma quattro volte. Non sono solo quello che ha fatturato di più nel dipartimento, ma nell’intera azienda. La mia auto è al top della gamma. Ho sempre mangiato solo cibo biologico, nessuno di quei cibi veloci elaborati fa per me. I miei fazzoletti sono di seta e non di cotone. Ho tre spazzolini da denti per mattina, mezzogiorno e sera. Uso quattro diversi prodotti per la pelle quando mi lavo la mattina. Tu hai letto Guerra e Pace in una settimana? Io l’ho fatto in tre giorni. Non ti mando un messaggio solo una o due volte al giorno, no, quale sarebbe il punto? Ricevi una valanga di messaggi. Impressionato? Dovresti esserlo. Dimostra quanto tu sei speciale e quanto io sono sensazionale essendo in grado ricevere messaggio dopo messaggio da te ed essere ancora un così gran lavoratore come sono io.

Non obbedisco al limite di velocità, quello è per le persone comuni. Quando è ora di uscire e festeggiare, noterai sempre quando il mio seguito e io siamo arrivati. Guarda solo il conto del bar che aumenta. Perché avere un partner quando se ne possono destreggiare cinque? Perché scommettere cento sterline quando con mille si vincerà molto di più? Cinque stelle? Voglio un cinque stelle superiore? Io sono il combattente a cinque stelle: l’Ammiraglio della Flotta, il Feldmaresciallo e il Maresciallo dell’Aeronautica. Alza il volume fino alle undici. Perché una dozzina di ospiti? Facciamo due dozzine. Facciamo uno spettacolo, facciamo un tuffo, spingiamoci oltre. Conduco una vita di eccesso Mi impegno in comportamenti estremi. Non parlo mai e basta, urlo o mi arrabbio o sussurro seduttivamente. Non ho il raffreddore, ho la polmonite e faresti meglio a prenderti cura di me mentre ce l’ho.

Non solo ti faccio salire sulle vette, ma ti porto anche alle estreme profondità. Ti congelo. Ti fustigo con parole acide. Te lo porto via e ti mando a rotolare verso il fondo. Giù, verso il basso ti getterò. Non voglio solo che tu pianga, voglio che ti lamenti e urli. Non voglio che tu sia irritato dal mio comportamento, voglio che tu sia arrabbiato, che tu dia di matto, fuori di te dal fastidio. Non voglio che tu sia triste, voglio che tu sia desolato. Non voglio che tu sia infelice, voglio che tu sia impantanato nella sofferenza. Alto o basso, non importa basta che non sia nel mezzo.

Perché sono così? Perché la mia specie e io non decidiamo mai per okay o bene, ma dobbiamo portarlo fino a eccellente o terribile? Lo facciamo perché l’estremo significa speciale. Estremo significa superiore. Estremo significa che ti accorgerai di me. Non svanisco semplicemente sullo sfondo. Non sono beige. Non affondo in un mare grigio. Sono un’oscurità impenetrabile e sono una luce gloriosa. Non sono un monotono costante, perché io sono il basso pesante, risonante e sonoro e le campane angeliche tintinnanti.

Sono così perché nessuno ricorda l’uomo di mezzo, il livello medio e il mediano. Il neutro non è niente. Io devo essere notato. Devo essere ammirato. Devo stupire e meravigliare. Devo distinguermi, far girare la testa ed essere l’argomento centrale della conversazione, buona o cattiva, non importa fino a purché sia riconosciuto. Devo provocare, stimolare e suscitare, quindi vengo sempre notato e mi viene prestata attenzione. Devo sempre averne per quanto possibile e di nuovo ancora. L’estremo è l’unica opzione disponibile per me. In quale altro modo potrò riempire questo vuoto?

H.G. TUDOR

Extreme

📰 IL NARCISISTA MICRO MANAGER

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Il Micro Manager non è una persona che spiega ciò che lui o lei vuole fare e quindi si affida a qualcun altro per sapere cosa fare e come farlo. Invece, il Micro Manager è una persona che effettivamente controlla la persona incaricata di eseguire l’attività o il progetto e dirige, interferisce e critica eccessivamente, spesso insistendo sui cambiamenti e poi volere che cambi di nuovo nel modo in cui era prima nonostante neghi che era corretto la prima volta. La microgestione non è di per sé un indicatore decisivo del fatto che una persona appartiene alla nostra specie, ma la microgestione è una forma di manipolazione che viene utilizzata dalla nostra specie per controllare ulteriormente e ottenere carburante.

Verrà usata più comunemente in due ambienti; in casa con la Fonte Primaria Intima (“IPPS”) e nel luogo di lavoro con le Fonti Secondarie Non Intime (“NISS”) anche se potresti essere doppiamente sfortunato ed essere una IPPS che lavora anche con noi. Buona fortuna in questo caso.

Nell’ambiente domestico, il Narcisista Micro Manager crea un’atmosfera molto sgradevole, opprimente e impegnativa. Mentre le nostre manipolazioni nel complesso fanno sì che le nostre vittime facciano ipotesi e camminino su quei ben noti gusci d’uovo, il Narcisista Micro Manager fa salire l’esperienza ad un nuovo livello.

Qualunque sia il compito in cui sei impegnato, il Narcisista Micro Manager renderà nota la sua presenza. Ci sono una varietà di modi in cui ciò si manifesterà:

1. Ti guarda svolgere compiti e faccende ma non dice nulla. Se chiedi perché il Narcisista Micro Manager ti sta guardando, ti verrà risposto

“Non badare a me, sto solo fuori dai piedi prima che vada storto.”

“Non posso guardare mia moglie mentre fa un lavoro una volta tanto?”

“Sto solo tenendo d’occhio le cose.”

“Sto aspettando di risolvere le cose quando tutto andrà a gambe all’aria.”

2. Ti passa davanti ripetutamente mentre sei impegnato a fare qualcosa e sospira, alza gli occhi al cielo o fa versi si disapprovazione, e se lo sfidi ti verrà data una delle risposte sopra o simili, oppure negherà di aver detto qualcosa e tu stai immaginando cose.

3. Sta accanto a te e commenta in modo critico ciò che stai facendo, sottolineando che lo stai facendo male, che se continui a far così lo romperai, non funzionerà mai in questo modo, stai andando troppo veloce/troppo lento, e così via. Se reagisci a questo ti verrà detto che stai reagendo in modo eccessivo, che non reggi le critiche o che stavamo solo cercando di aiutare.

4. Fa l’esperto. Piuttosto che criticare espressamente cosa stai facendo come per il punto tre sopra, questa volta il Narcisista Micro Manager ti dirà esattamente come dovrebbe essere fatto secondo le sue conoscenze specialistiche ma ovviamente non ci abbasseremo per aiutarti effettivamente a farlo o per mostrarti come dovrebbe essere fatto. Preferiamo piuttosto stare in disparte e sparare a zero su di te.

5. Si porta dietro l’esperto. Simile a quanto sopra, ma capiterà semplicemente di conoscere un esperto che conosce un modo migliore di potare quel cespuglio e tu se reagisci a questo, allora ci vendicheremo con “Quindi stai dicendo che tale e tale non è un esperto?” allo scopo di farti sentire che hai superato il limite per aver lanciato una simile sfida.

6. Fornisce una radiocronaca su cosa stai facendo come se tu non fossi lì e noi stessimo parlando con qualcun altro. “Non riuscirà mai a farli sedere in modo giusto in questo modo vero?” O “Oh, mio caro, non rimuoverà quella macchia facendo così, che errore da scolaretto.” Questa forma di microgestione è particolarmente disumanizzante dal momento che agisce come se tu non esistessi.

Invariabilmente non starai facendo nulla di male, ma questo osservarti da sopra le spalle ti metterà in imbarazzo e ti renderà ansioso, il che implica che potresti commettere degli errori, che noi ovviamente coglieremo al volo con un grido di trionfo e il troppo familiare “te l’avevo detto”.

Tutto ciò che fai è messo sotto esame, commentato, osservato e infine espressamente o implicitamente criticato. Questo è progettato per farti sentire senza valore e svalutato. È naturalmente finalizzato ad attingere carburante da te attraverso il dolore, l’irritazione, la rabbia o la frustrazione. Qualunque sia la tua reazione, non aspettarti che ti forniremo supporto o incoraggiamento. Invece la tua risposta, benché accolta come carburante, verrà usata contro di te.

“Non ha senso arrabbiarsi, devi imparare a farlo meglio.”

“Non cercare di incolparmi per le tue mancanze, sono stufo che tu faccia questo.”

“Cerco di aiutarti e questo è il modo in cui reagisci? Sei così ingrato.”

“Se tu avessi fatto bene la prima volta non avrei dovuto commentare, giusto?”

Se provi a farci svolgere il compito, scuoteremo semplicemente la testa e andremo via borbottando qualche insulto sottovoce o ti diremo che non è una soluzione cercare di passare il compito a qualcun altro, devi imparare tu come farlo bene.

Dovresti anche aspettarti che la nostra natura contraddittoria faccia una comparsa. Per cui la scorsa settimana ti abbiamo detto che dovresti sempre mettere il latte nella tazza prima di aggiungere la bustina di tè e poi questa settimana è il contrario. Non pensare che farcelo notare ci farà accettare la contraddizione; c’è carburante da raccogliere nel continuare a farlo.

Tutti i tuoi sforzi in casa saranno sottoposti a controllo e osservazione. Ci alzeremo e ti osserveremo mentre stiri o pulisci. Commenteremo il modo in cui stai cucinando la cena, ti occupi del giardino, metti gli oggetti negli armadi e così via. Qualsiasi cosa tu stia facendo sarà soggetta a questo comportamento da parte del Narcisista Micro Manager.

Di seguito sono riportati gli obiettivi del Narcisista Micro Manager:

1. Carburante dalle tue risposte;
2. Esercizio di controllo stretto e dettagliato;
3. Erosione della tua autostima;
4. Gaslighting;
5. Creazione di ansia e tensione

È una cosa a cui tutti quelli della nostra specie si dedicano? No non lo è. Il Narcisista Inferiore si impegnerà in questo comportamento e il suo approccio sarà una delle ripetute critiche e esasperazioni per la tua apparente incompetenza. Tende ad impegnarsi più che altro nei comportamenti 1,2 e 3. Anche il Medio-Rango lo farà e sarà più incline ad operare nel modo descritto nei comportamenti 4,5, e 6. I Superiori, di tutte le scuole di narcisisti sono meno propensi a impegnarsi come Narcisista Micro Manager perché considereranno persino il commentare su cosa stai facendo in giro per casa una cosa al di sotto di loro. Lo considerano troppo banale e noioso per meritare di passare il tempo ad osservarti. Invece, sono molto più propensi a scegliere una Frase Denigratoria Post-Evento del tipo: –

“Questo dolce è abbastanza buono ma ovviamente non è neanche lontanamente buono quanto il mio della scorsa settimana.”

“Questa maglietta vorrebbe essere stirata?”

“Che diavolo è questo aborto di lavoro?”

“Non vincerà alcun premio”.

“Non so perché ti sei infastidito, entro la settimana sarà morto.”

“Non avevo realizzato che Jackson Pollock avesse decorato lo studio”.

“Vedo che il lavavetri cieco ci ha di nuovo fatto visita.”

Il Superiore preferirà semplicemente abbattere il tuo sforzo alla fine, pienamente consapevole dello sforzo che hai messo in quel particolare compito o progetto e annullarlo con un’osservazione sarcastica o dolorosa. È più il suo approccio questo piuttosto che passare il tempo a guardarti fare qualcosa di banale e rimarcarlo.

Quindi come puoi contrastare il Narcisista Micro Manager in casa?

1. Come sempre non reagire alle battute, ai commenti e alle osservazioni. Se eviti di fornire carburante, il Narcisista Micro Manager ha meno di una motivazione per impegnarsi nel comportamento e lo interromperà o almeno lo farà meno spesso.
2. Avvaliti di un professionista per svolgere i compiti. Anche se solo per una settimana, assumi un addetto alle pulizie, un giardiniere, qualcuno per stirare i vestiti, ordinare i pasti da asporto tutte le sere. Quando arrivano i conti da pagare, verrai certamente incolpato, ma ti sarai risparmiato tutta una serie di sforzi.
3. Esegui i compiti per te e per i bambini ma non per il Narcisista Micro Manager. Ovviamente si lamenterà e questo accenderà la sua furia, ma tu stavi venendo comunque minato e svalutato. Succede sempre, ma ti sarai risparmiato un po’ di sforzi. Il Narcisista Micro Manager, pur avendone diritto, desidera anche quei benefici residui che tu fornisci e se li revochi lui cercherà di manipolarti per reintegrarli, e ciò potrebbe avvenire attraverso la fornitura di complimenti e ricompense. Ovviamente c’è il rischio che vengano fatte ulteriori minacce, ma senza dubbio non saranno peggiori di quelle che stai già sperimentando.
4. Non invitare il Narcisista Micro Manager a cercare di fare un lavoro migliore. Gli darai solo carburante e il Narcisista Micro Manager non considererà il tuo comportamento come qualcosa per cui lui si deve correggere. Anche se potresti pensare che vi sia la tentazione per lui di dimostrare la sua superiorità ad eseguire il compito, il suo desiderio di evitare di spendere energia inutilmente e il suo senso di diritto implica che troverà qualche ragione per non farlo.
5. Invece potresti considerare di inquadrare la richiesta in termini di “Ho bisogno che un esperto mi mostri come è fatto”; non sempre funziona ma vi è una migliore possibilità di coinvolgere il Narcisista Micro Manager a dare una mano facendo appello al suo senso di superiorità piuttosto che sfidarlo.
6. Rimanere una IPSS.

H.G. TUDOR

The Micro Managing Narcissist