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📰 RIDURRE LE DISTANZE

È difficile resistere alla tentazione di raggiungerci, no? Non importa quanto grande sia la tua determinazione, quanto sei radicato nella tua posizione di mantenere il no contact e di stare lontano da noi, rimane sempre quel desiderio di contattarci. Questo è ovviamente qualcosa che abbiamo progettato, un dispositivo pre-meditato che è stato messo a punto per assicurarci che siamo divampati ripetutamente nella tua mente. Questo è l’effetto dell’onnipresenza. Quell’addio supplementare manipolativo con cui ti lasciamo. Sia che ti escludiamo o che tu abbia preso la decisione coraggiosa di esorcizzarci dalla tua vita, l’effetto di questa onnipresenza è difficile da controllare. I vari suoni, i gusti, le foto e i profumi che portano immediatamente un ricordo di noi – invariabilmente un ricordo piacevole e felice – sono stati tutti inseriti nella tua vita e nella routine quotidiana in modo che tu non possa suonare un determinato brano musicale, mangiare un determinato pasto, andare in un determinato posto o anche guardare determinati panorami senza quella chiara memoria cristallina che si forma nella tua mente di quel tempo meraviglioso ed eccitante che abbiamo vissuto insieme durante il periodo d’oro. Questi ricordi evocano emozioni potenti e forti, sia buone che cattive e questa è esattamente l’intenzione. L’effetto dell’onnipresenza ti fa pensare a noi. La maggior parte delle persone sono creature emotive e la natura delle nostre vittime, essendo individui empatici, implica che sei posseduto da un’emozione più grande rispetto agli altri. Ancora una volta, è stato intenzionale. Essere governati dall’emozione significa che invece di dissipare istantaneamente il pensiero di noi, permetti al ricordo di formarsi e sbocciare mentre ne assapori di nuovo l’effetto. Puoi sentire la nostra voce mentre ti ricordavamo quanto ti amavamo. Adesso sai che era una falsa dichiarazione, ma l’emozione che attraversa il tuo corpo provoca ancora una reazione dentro di te e crea l’idea che forse ti amiamo ancora. Potrebbe essere così vero? Quindi una domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Una canzone particolare può essere trasmessa alla radio. Hai preso la saggia decisione di cancellare tutte quelle playlist che abbiamo creato per te da iTunes in modo da non essere tentato di rimuginare se quelle canzoni memorabili venissero riprodotte di nuovo. Nonostante questa eliminazione non puoi legiferare su ciò che viene suonato alla radio e la tua mano raggiunge il tasto di spegnimento ma non puoi fermare la canzone quando le prime note vengono suonate e ti viene immediatamente ricordato come suonavamo quella canzone mentre ti conducevamo per mano in camera da letto, pronti a far la pace dopo che avevamo discusso e litigato. Quando sentivi quella canzone la consideravi sempre come una specie di offerta di pace presentata da noi per risolvere il conflitto. Non ti rendi conto che l’abbiamo considerato uno strumento per manipolare le tue emozioni allo scopo di attingere ulteriore carburante da te, ma ci siamo accontentati di permetterti di interpretarlo come volevi. Tutto ciò di cui avevamo bisogno era la tua reazione emotiva. Mentre ascolti la canzone, in piedi nel salotto, i tuoi occhi si spostano sulla sedia dove ci sedevamo sempre mentre guardavamo la televisione o leggevamo un libro. Non puoi fare a meno di chiederti, ancora una volta, dove è che è andata male? Perché ti abbiamo trattato così? Un’altra domanda senza risposta si forma nella tua mente.

Può anche accadere che tu stia verificando le tue finanze e mentre controlli i tuoi estratti conto bancari per segni di attività insolite, i tuoi occhi cadono su quell’ordine mensile di addebito diretto o permanente che abbiamo creato quando abbiamo istituito un debito a nome tuo. Sei rimasto con questo debito, anche se ce ne siamo andati da tempo. Il costo ti causa problemi e va solo ad esacerbare gli altri problemi finanziari con cui ti abbiamo lasciato. Sai che dovresti cacciare via il pensiero dalla tua mente ma è così difficile. La logica cerca di dirti di metterlo da parte, uccidere il pensiero e una volta morto seppellirlo, ma l’emozione che sorge non ti permetterà di farlo. La rabbia aumenta e accartocci l’estratto conto, le tue mani tremano per la rabbia per come ti abbiamo ferito, per come abbiamo preso la tua fiducia e ne abbiamo abusato, per come ci hai dato tutto, assolutamente tutto nella ricerca di questo presunto amore perfetto e invece noi l’abbiamo fatto a pezzi, lo abbiamo calpestato, l’abbiamo rinnegato e te l’abbiamo gettato in faccia. Come osiamo prendere il tuo amore e trattarlo in questo modo? Chi pensiamo di essere? Vuoi fare le cose per bene e dirci alcune verità spiacevoli. Ci sono affari in sospeso da risolvere.

Ecco come funziona. Vogliamo che tu continui a pensare a noi, vogliamo che tu ci contatti oppure vogliamo che tu sia vulnerabile al nostro contatto a un certo punto, sia che si tratti di una settimana o di un decennio più tardi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo l’onnipresenza così ti ricorderai di noi. Per raggiungere questo obiettivo, creiamo una situazione in cui tu hai bisogno di contattarci. Vuoi chiederci perché ti abbiamo trattato in questo modo, vuoi sapere se ti abbiamo davvero amato o no, vuoi sapere se siamo felici con la nuova persona che abbiamo tra le braccia e che cosa ha che tu non hai? Vuoi l’opportunità di lanciarti in una predica e darci una bella strigliata. Ci sono domande senza risposta e affari incompiuti e questo rende così difficile per te resistere. Sai che non dovresti interagire con noi, ma vuoi scoprire perché abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto, perché siamo semplicemente spariti e ti abbiamo lasciato a farti domande e meditare. Vuoi capire perché ti abbiamo trattato così male quando tutto ciò che hai fatto è stato amarci, perché nel tuo mondo non ha senso. Questi due elementi; l’onnipresenza e l’affare incompiuto si traducono nella tentazione di raggiungerci dato che è molto difficile resistere.

Se sai dove siamo, se senti che siamo di nuovo in città, se sai che c’è un evento imminente a cui parteciperemo dove ci sarai anche tu, il desiderio e la necessità di contattarci ancora incombe. Prometti a te stesso che manterrai la calma, giuri che farai solo le domande e otterrai le risposte (anche se ovviamente non lo farai – non te le daremo perché vogliamo tenere quella carota penzolante), ti impegni a non cadere in preda al nostro fascino. Queste buone intenzioni invariabilmente vacilleranno perché quando ci raggiungi, sperando di mettere a posto i pezzi di questi affari incompiuti, ci stai permettendo di prenderti di mira ancora una volta, di raggiungere il nostro sacco di fascino e cercare di riportarti ancora una volta nel nostro mondo. Potresti pensare che una volta morso due pauroso, ma il nostro morso è sia delizioso che mortale e attraverso queste manipolazioni cerchiamo sempre di portarti a volere di più. Potrebbe esserci una distanza tra te e noi, ma c’è sempre la possibilità di colmare questa distanza e riprendere il nostro rapporto ancora una volta.

H.G. TUDOR

Bridging the Gap

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📑 SOLO PER UNA VOLTA

Ricordi quando volevi svegliarti, raggiungere il tuo cellulare e trovare quel messaggio amorevole ed edificante che ti avevo mandato? Mi sono sempre alzato prima di te e mi sono assicurato che ti venisse recapitato un delizioso messaggio allettante pronto per quando ti saresti svegliata. Come una tazza di tè al mattino, sul tuo comodino, era quel piccolo gesto che ti faceva sentire speciale. Ti diceva che la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo eri tu. Questo messaggio di amore, desiderio, passione ed eccitazione ti avrebbe fornito il primo fermento della giornata, un delizioso ricordo di quanto sono speciale e di quanto siamo meravigliosi insieme. Il primo messaggio della valanga che sarebbe seguita nel corso della giornata, decine di piccoli regali incartati che apri mentre sorridi, ridi e ti sciogli. Allora non sapevi che questi messaggi erano stati riciclati da quella venuta prima di te e sarebbero stati usati di nuovo per la tua sostituta. Allora non sapevi che altre due persone stavano ricevendo questi messaggi come prima cosa al mattino.

Ora non c’è niente. Non c’è la suoneria di quel messaggio del primo mattino. Non c’è la luce lampeggiante che ti indica che il messaggio aspetta di essere aperto. C’è il silenzio. Mentre i tuoi occhi si aprono, il condizionamento che ho causato ti fa immediatamente ricordare come eri solita sentirti quando arrivava quel messaggio. Dove una volta ti svegliavi con l’eccitazione nello stomaco ora c’è solo la fitta acuta del dolore, poiché sai che non c’è nulla che ti aspetta. Capisci che è così che dev’essere, la necessità di stare lontana da me, ma fa male. Fa male così tanto e per quanto tempo questo dolore resterà con te? Andrà mai via? Quei mesi di messaggi quotidiani mattutini hanno impresso dentro di te uno schema e una smania e non importa quanto duramente ci provi il primo pensiero della tua giornata è sempre:

“Quattro mesi fa mi stava ancora mandando quei messaggi meravigliosi.” Il mese scorso la frase era la stessa, solo che iniziava con tre. Ti giri sulla schiena e anche se sai che non dovresti, non puoi fare a meno di lasciarmi entrare ancora di più nella tua mente ricordando quelle mattine in cui siamo arrivati in ritardo al lavoro per fare l’amore in modo appassionato. Quella veloce sfrecciata in bagno e poi di nuovo nel letto dove io ti stavo aspettando. Ti volti e guardi il cuscino vuoto e tutte quelle sensazioni dolci-amare fin troppo familiari ti travolgono. Sai che non dovresti farlo. Sai che ora dovresti cercare rifugio tra i fantasmi di quello che una volta è stato, ma questo fa diminuire il dolore, solo per un po’ ed è solo un ricordo, non è vero? Pensare a me solo una volta non può fare alcun male vero? Solo una volta. Fai un sorriso contorto a quella frase che è diventata per te una specie di mantra quotidiano mentre combatti per sfuggire alle tossine che ho lasciato dentro di te, l’eredità della mia, oh, così efficace seduzione e avvelenamento di te. Solo una volta controlli i miei tweet, chi mi sta seguendo e chi sto seguendo. Solo una volta hai parcheggiato vicino a dove abitavo e guardato accasciata al posto di guida per vedere chi potrebbe apparire alla mia porta. Solo una volta hai mandato un’amica a osservarmi ad un evento a cui sapevi che sarei stato presente perché ti riportasse ciò che aveva visto. Solo una volta rileggi le e-mail che ti ho mandato. Era solo una volta per tutte queste cose e di più, beh una volta alla settimana, poi una volta al giorno, ma io non so cosa stai facendo vero, quindi dov’è il danno? Solo una volta ritorni sul mio profilo Facebook, lo scandagli, cercando indizi come un disperato detective intento a rintracciare il prolifico killer. Controlli dove ho messo mi piace, una foto qui, un commento lì, alcuni meme sulle relazioni che potrebbero essere una frecciata per te ma non ne sei sicura. Qualsiasi traccia di te è stata cancellata dal mio profilo, sono spariti i messaggi, i commenti e le foto. Qualcun altra è lì adesso, anche se c’è qualche ambiguità. Una donna dai capelli rossi appare in diverse foto, mentre ride insieme a me. Ne vedi una in cui le sue braccia circondano le mie spalle e senti la gelosia bruciante e la rabbia e maledici sia te stessa che me per questa sensazione. Getti il tablet da una parte, borbottando sottovoce, solo un’occhiata che ti ha rovinato la giornata prima che sia iniziata e prometti di non guardare più. Ma lo farai. Solo un’occhiata. Un viaggio attraverso il carosello di immagini, controllando le dita per vedere se vi sono spuntati anelli, sia mie (sarebbe terribile vedere quegli anelli sul mio anulare, cosa che ti ho sempre negato) che delle donne con cui poso (ti fa sentire un tantino meglio se indossano un anello, il che significa che non staranno con me, vero?)

Scorri i miei post su Twitter e ritorni al profilo del mio sito web di lavoro, a leggere la biografia che conosci a memoria. Le tue dita si posano sulla mia immagine del profilo mentre vedi di nuovo la cravatta che mi hai comprato per quel particolare servizio fotografico. Alcuni giorni desideri che venga aggiornata e poi altri giorni questo aspetto ti fa percepire che forse non ti odio, come potrei se permetto ancora a questa immagine di rimanere? Cerchi di non pensare a me ma in qualche modo la tua mente si aggira lì di sua spontanea volontà, serpeggiando attraverso i mille ricordi che sorgono ogni giorno. Forse resterai per un po’ in mezzo ad essi, solo un minuto di ricordo. Nel fine settimana andavi nella stradina del bosco lungo cui eravamo soliti passeggiare durante le assolate mattine di settembre. Nessun altro è mai stato lì. Solo tu ed io. Hai camminato di nuovo in quella stradina, era l’unica volta in cui avevi bisogno di farlo, di conversare con il fantasma della mia presenza e intanto ti ritrovavi a parlare a voce alta con me come se stessi camminando ancora accanto a te, tenendoti la mano. Doveva essere solo una volta ma sei tornata tre volte da allora, giurando ogni volta che questa volta è quella in cui esorcizzerai quegli spettri.

Cosa sto facendo adesso? Senza dubbio mi sto preparando per andare al lavoro, magari facendo la doccia e cantando come facevo una volta nella doccia che facevamo insieme. Sto con qualcuno? Qualcuno sta preparando la colazione per me o si adagia sul letto aspettando che io torni in camera da letto avvolto da un asciugamano? Sembra che sia passato tanto tempo da quando hai avuto mie notizie e così tante cose restano senza risposta, non dette e irrisolte. Come reagirei se tu mi chiamassi? Non puoi costringerti a cancellare il mio numero, nel caso in cui ci fosse quell’ultima conversazione da poter realizzare e mettere a posto così tanti problemi, uccidere tanti demoni e chiudere così tante porte. Che di sicuro sarebbe tutto ciò che serve? Solo una conversazione. Mantienilo come il business, mantieni le tue emozioni sotto controllo ma solo per ottenere delle risposte in modo da poter andare avanti. Sicuramente questo ti è dovuto? Ti chiedi se risponderei qualora tu mi chiamassi? Come reagirei se vedessi il tuo numero sul display? Dubiti che ti abbia bloccato, perché dovrei farlo? Le tue dita giocano con il tuo telefono, devi sapere, solo una volta, solo per far sparire il dolore. Trovi il mio nome. Vuoi sentire di nuovo la mia voce, parlare, nulla di più, ma ti senti ansiosa e la trepidazione serpeggia su di te. Hai bisogno di sapere. Hai bisogno di risposte. Che ne dici di chiamarmi e interrompere prima che io risponda per vedere se richiamo? Sì, è una buona idea, che dimostrerebbe che voglio parlarti, senza la paura di vedere che ti riattacco. È così. Mi telefonerai di nuovo dopo questi mesi di nulla e lascerai che suoni, allora questa agonia sempre presente potrà essere alleviata. Le domande potranno avere una risposta quando ti richiamo. Non ti scioglierai di nuovo tra le mie braccia. No, resisterai a quei dolci incantesimi perché sai cosa c’è dietro di essi. Ti sei guadagnata le stellette in questo senso ma devi avere questa conversazione, per te stessa. Devi sapere che ti parlerò. Un messaggio non è abbastanza immediato. Potrei non vederlo per un po’ di tempo o ritardare nel rispondere, ma una chiamata persa, che porta un potenziale per urgenza e immediatezza e sono obbligato a rispondere vero? Mi chiamerai. Chiamerai e lascerai suonare. Solo per una volta.

H.G. TUDOR

Just the One Time

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📰 ALLA SALUTE! L’ALCOOL E IL NARCISISTA

L’Alcool è una droga pervasiva. Un Bloody Mary prima di pranzo, un pranzo liquido per fare affari, un drink di pomeriggio perché ti fa sentire come se saltassi la scuola, andare direttamente a bere dopo il lavoro cosa che si trasforma in una seduta terapeutica, brindisi di celebrazione per un compleanno, un affare andato bene, un anniversario o semplicemente perché è Venerdì. Bere al Golf Club, prima di una partita importante, al barbecue, alla veglia di un funerale, un bicchierino, un brindisi, uno sfacciato goccetto prima di dirigersi verso casa, uno per strada, un bicchierino per passare i postumi della sbronza.
L’Alcol è ovunque ed è ritenuto accettabile socialmente nonostante la disperazione che il suo eccessivo consumo provoca.

Che ruolo gioca l’alcol nella dinamica narcisistica? Non mi riferisco alla bevuta occasionale durante un pasto eccellente o la birra sociale in un bar con amici, il bere disciplinato e moderato che non porta problemi. Mi sto riferendo all’alcolismo, dove c’è una dipendenza e una tossicodipendenza dall’alcol. Come si inserisce questo fattore nella dinamica narcisistica?

Innanzitutto è necessario distinguere tra l’alcolista che non è narcisista e il narcisista che è alcolista. Questo è importante perché il narcisismo e l’alcolismo in realtà condividono tratti simili.

– C’è un inganno implicato nel bere eccessivamente e mettere in atto comportamenti narcisisti.

– In entrambi i casi ci sono persone affette che mancano di ogni consapevolezza di avere un problema.

-Entrambi richiedono la manipolazione di altre persone per raggiungere i propri fini. Il narcisista manipola per ottenere carburante, l’alcolista manipola per bere.

– Entrambi dicono ripetutamente bugie, riguardo a ciò che hanno fatto, dove sono stati, quanto hanno bevuto, se hanno o no bevuto;

– Entrambi determinano comportamenti egoisti;

– Le altre persone si ritrovano ripetutamente messe in secondo piano rispetto ai bisogni sia del narcisista che dell’alcolizzato.

– Entrambi mettono in atto comportamenti di accensione-spegnimento, essendo gentili e simpatici un momento e poi il successivo maltrattanti e;

– La ricerca dell’obiettivo finale (carburante/ alcol) diventa l’unica preoccupazione degli individui in questione.

Di conseguenza, il comportamento del narcisista e dell’alcolizzato sembra molto simile. L’alcolista potrebbe presentare tratti narcisisti (come descritto sopra) ma un alcolista sobrio vedrà questi tratti narcisistici svanire a rivelare che lui o lei sono alcolizzati ma non narcisisti.
La dipendenza da alcol fa diventare narcisiste queste persone ma non sono dei narcisisti.

D’altra parte il narcisista che è anche alcolizzato potrebbe smettere di bere ma il narcisismo rimarrà. In effetti, ci sono molte occasioni in cui le vittime realizzeranno di essere coinvolte con un alcolista ma non si accorgeranno che questa persona in realtà è un narcisista che è anche alcolista dato che l’alcolismo è molto più facilmente identificabile rispetto al narcisismo.

Il Narcisismo conduce all’alcolismo. Non in tutti i casi. Io non sono un alcolista. Mi piace bere, infatti mi piace molto e ne posso consumare una quantità significativa ma non divento ubriaco fradicio perché non voglio perdere il controllo. Ho visto un narcisista che è alcolizzato ed è mio zio Robert. La sua cornice invecchiata e l’amarezza sono un chiaro testamento dell’invecchiamento che viene da una vita a scolarsi il suo primo gin tonic alle 11 del mattino senza fermarsi finché arriva la sbornia qualche volta dopo le 9 di sera. Osservare da quando ero più giovane, guardarne i comportamenti derivanti dal suo bere (e capendo successivamente che si trattava di uno strato sopra il suo narcisismo rampante) mi è servito da utile avvertimento per assicurarmi di utilizzare il bere per i miei scopi senza permettergli di consumarmi. Ho la fortuna di avere autocontrollo e disciplina, dal momento che molti della nostra tipologia non li possiedono.

L’alcolismo è il sintomo di una certa struttura mentale e il narcisismo è una mentalità che si presta al verificarsi dell’alcolismo. I Narcisisti sono creature dipendenti. In primo luogo siamo dipendenti dal carburante. Questa è la nostra droga, ma essere in questo modo significa anche che siamo suscettibili ad altri comportamenti di dipendenza. Ecco perché prendiamo sostanze stupefacenti, compriamo con totale mancanza di riguardo per le ripercussioni finanziarie, diventiamo dipendenti dal lavoro, giochiamo d’azzardo e guidiamo come folli. Non sarà presente tutto questo ma c’è la propensione da parte della nostra tipologia di intraprendere questi tipi di comportamenti per via della nostra vulnerabilità verso la dipendenza.

Le caratteristiche del nostro narcisismo conducono in sé a promuovere l’alcolismo. Non solo siamo inclini a comportamenti dipendenti di per sé, l’esistenza di questi tratti implica che diventiamo ancora più vulnerabili al fatto che l’alcolismo si verifichi.

1. Il nostro pensiero magico, il nostro senso di superiorità e onnipotenza implica che crediamo di poter gestire l’alcol meglio del “popolino”. Possiamo bere di più, possiamo sopportare meglio l’alcol e possiamo berne di tutti i tipi.
2. La vasta gamma di bevande alcoliche, la cultura ricca e varia che le accompagna ci attrae dato che possiamo mostrare la nostra conoscenza a riguardo. Il Narcisista Cerebrale può vantarsi riguardo la sua ampia cultura in particolare su vino o whisky. Il Narcisista Somatico può vantarsi di quanto ha speso per una buona bottiglia di Champagne, il Narcisista Elite farà entrambe le cose.
3. I terreni di caccia delle nostre vittime immancabilmente coinvolgono la consumazione di alcol. Il Narcisista Somatico che trova la sua preda in un locale notturno e tra le cromatiche luci al neon di un bar esclusivo viene ripetutamente esposto all’alcol.
4. La nostra mancanza di responsabilità fa sì che possiamo bere quando vogliamo, con chi vogliamo, dove vogliamo e senza subirne le conseguenze. Possiamo bere all’ora di pranzo prima di fare una presentazione e credere di essere immuni ad ogni tipo di ripercussione. Da ubriachi ci prendiamo la ruota di un’auto perché la legge su di noi non è applicabile. Non soffriremo nessun effetto negativo del bere, siamo super uomini capaci di far fronte alle tossine che stiamo riversando nelle nostre gole.
5. Il desiderio di essere al centro. L’alcol agisce (inizialmente) come un’accelerazione dei nostri comportamenti grandiosi, del nostro esibizionismo e senso della performance e quindi facciamo a pugni attirando l’attenzione di tutti in un bar, ci mettiamo in mostra ballando e flirtiamo mentre tutti assistono assicurandoci di essere al centro e di rimanervi.
6. Allontanare la Colpa Uno. Sei tu che ci fai bere. Se avessi fatto quello che volevamo che facessi, allora non saremmo stati forzati a bere un drink per non sentire più il tedio che hai causato. Se tu ci amassi davvero non abbracceremmo la bottiglia. È colpa tua se beviamo così tanto.
7. Allontanare la Colpa Due. Le ripercussioni e conseguenze del bere sono colpa tua. Se non mi avessi fatto lasciare la macchina lì la macchina dopo aver bevuto, non avrei preso la multa. L’ultimo richiamo, che ho ricevuto perché ero ubriaco al lavoro dipende da te che mi hai fatto andare al lavoro perché abbiamo bisogno di soldi (anche se mi hai implorato di rimanere a casa). Il nostro comportamento abusante verso le persone da ubriachi dipende da te che ci rendi in questo modo. Avresti dovuto fermarci.
8. Rifugio. La consumazione di alcol da parte della nostra tipologia ci permette di avere un rifugio. Il Narcisista Medio che è inoffensivo si trasforma nella personificazione di Elvis mentre la sua grandiosità vola attraverso i ripetuti drink. Bere ci permette di diventare esuberanti, eccezionali e carismatici dato che riempie il divario tra ciò che siamo realmente e ciò che vogliamo che il mondo veda. L’Alcol rimuove le manette che questo mondo crudele cerca di imporci e ci permette di essere ciò che vogliamo essere e ciò che vogliamo far vedere al mondo. Veniamo liberati dal terrore del rifiuto dato che nessuno può resisterci quando siamo supportati da questo rifornimento alcolico.
I sussurri del Demone vengono silenziati versando un altro bicchiere. Come è meraviglioso l’alcol nel concederci di essere quel che vogliamo e portarsi via tutte gli altri timori, limitazioni e problemi che ci affliggono.
9. Rimozione della maschera. Quelli a basso funzionamento della nostra tipologia trovano un senso di sollievo nel non aver più bisogno di mettere una maschera ma anzi la maschera dell’alcol e dell’ebbrezza concede loro di mostrare ciò che sono realmente senza paura delle ripercussioni di rifiuto e critica.
10. L’Alcol è un facilitatore del carburante. Permette alla nostra tipologia di diventare migliori e più brillanti e a sua volta ottenere carburante con maggior facilità, che riguardi fare colpo su qualcuno con una conversazione sicura, frizzante umorismo e cadere da un botta e risposta in comportamenti abusanti mentre il tempo prosegue e i drink si accumulano.

Il fatto che così tante nostre caratteristiche si orientino verso la consumazione di alcol e il fatto che questo consumo ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi con un apparentemente maggiore facilità aggiunti al fatto che abbiamo una suscettibilità intrinseca verso la dipendenza per le ragioni spiegate sopra, fa sì che questo cocktail aumenti considerevolmente il rischio che un narcisisti diventi un alcolista.

H.G.  TUDOR

Cheers! Alcohol and the Narcissist

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👤 COME UN’AUTOSTRADA

Quando arrivo con la mia lussuosa e costosa macchina è troppo difficile resistere a quella portiera aperta dal lato del passeggero e tu salti su senza esitazione. Non ti condurrò per una corsa gentile attraverso le ondulate strade di campagna e nemmeno per una gita da vagabondi lungo la costa. No. Sempre dritti in autostrada. Tu vieni spinta indietro verso il sedile dalla brusca accelerazione mentre ci allontaniamo veloci. Lasci andare una risata deliziata per l’ondata di eccitazione mentre proseguo dritto nella corsia di sorpasso e la freccia del contachilometri sale man mano che andiamo sempre più veloci. È esaltante essere portate da un pilota così disinvolto e magistrale.

L’autostrada dove ti conduco l’ho costruita io di proposito. Taglia attraverso il panorama, non ci gira intorno, non procede sopra o sotto bensì va dritta attraversandolo. Non ci sono ostacoli per la mia autostrada. È diretta ed efficiente. La sua costruzione ha ucciso ogni cosa che fosse d’intralcio mettendo la sua impronta su tutto quello che la circonda. Niente può evitare che miglio dopo miglio si estenda su tutto il territorio. Nulla può mettersi sulla strada della mia autostrada.

Ti meravigli di quanto velocemente ti possa portare in così tanti luoghi diversi. Sorridi mentre spingi il naso contro il vetro e guardi la segnaletica passare in un flash
“Desiderio”, “Paradiso”, “Eccitazione” e “Piacere” sono tutti scritti sui segnali stradali. La mia autostrada ti porta in questi posti in pochi secondi e non appena ne abbiamo visitato uno torniamo indietro veloci nella notte verso la prossima destinazione. L’autostrada ci porta direttamente nei migliori ristoranti, le destinazioni più esotiche, i concerti dove ci permette di arrivare proprio di fronte al palco e quei luoghi esclusivi e difficili che hai sempre provato a raggiungere improvvisamente sono proprio davanti a te, tutto grazie a questa ampia rete autostradale.

La mia autostrada non ha mai ingorghi per il traffico, è libera da cantieri e prende sempre la via più diretta per una destinazione. Toglie il respiro per quanto veloce ci si viaggia, nonostante tu ti senta sempre al sicuro, nella consapevolezza che mi sto prendendo cura di te su questa strada moderna e ben tenuta.

Occasionalmente vedi persone che riconosci ferme sulla corsia d’emergenza. Sono alcuni della tua famiglia che ci osservano passare veloci. Mentre corriamo vedi i tuoi amici che hanno parcheggiato su un lato della strada. Alzi una mano per salutarli ma è troppo tardi. Li abbiamo già superati lasciandoli indietro lontani, solo una macchia sfocata. Comunque non te ne preoccupi mentre vedi un altro segnale che indica la prossima destinazione e cresce la trepidazione nell’aspettare l’arrivo in questo posto incantevole. Tutti i pensieri sulla famiglia, gli amici e i tifosi sono lasciati indietro, tanto velocemente quanto li abbiamo sorpassati.

Qualche volta pensi di vedere il flash di un segnale di pericolo su uno dei tabelloni in alto ma sto andando così veloce lungo questa ampia autostrada che non ne puoi essere sicura.

“Diceva pericolo incombente?” mi chiedi mentre passiamo velocemente sotto un altro segnale illuminato.

“Oh è solo un test di routine, non hai bisogno di preoccuparti di questo” sorrido e tu sei istantaneamente rassicurata. Ti metti comoda sul tuo sedile mentre il mondo e la tua vita passano in un lampo ma sei troppo focalizzata su ciò che ci attende alla prossima destinazione per preoccuparti di cosa ti scorre davanti. È la corsa della tua vita e non vuoi che si fermi mai.

Improvvisamente l’auto frena bruscamente. Le gomme stridono e rilasciano fumo per la violenza con cui l’auto si è fermata. Vieni sbalzata in avanti dal sedile e quasi sbatti la testa contro il cruscotto. Disorientata ti raddrizzi mentre si apre la portiera del lato passeggero.

“Fuori” ordino. Il sorriso è svanito ed ora è stato rimpiazzato da una faccia che stenti a riconoscere mentre fisso in avanti.

“Scusa? Cosa?” farfugli confusa.

“È ora di andare. Devi andare da quella parte” indico aggressivamente puntando il dito dietro di te.

“Che significa? Perché ci siamo fermati? Non capisco” protesti.

“Fuori! Fuori! Fuori! abbaio e bruscamente ti spavento facendoti scappare fuori e tu rimani tremante sull’asfalto.

“La tua vita è da quella parte”, aggiungo sbattendo la portiera e tu guardi mentre con un ruggito del motore prendo la via di fuga verso un grande segnale con scritto “Carburante in Arrivo”

Mi guardi scomparire dalla vista e poi ti volti a guardare l’autostrada vuota e silenziosa che si estende lontano verso lunghe distanze. Inizia a camminare, confusa e sconvolta.

Il tuo ritorno verso la vita è proprio come la mia autostrada

Lungo e grigio scuro.

H.G. TUDOR

Like a Motorway

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📑 PERCHÉ IL NARCISISTA È SEMPRE NELLA MIA MENTE?

“Lui è sempre nella mia mente.”

“Provo come posso ma non riesco proprio a togliermelo dalla testa.”

“Non riesco a smettere di pensare a lui.”

Sono sicuro che questi o simili commenti sono stati fatti da te a un certo punto a proposito del narcisista nella tua vita. Noi abbiamo la capacità formidabile di entrare nella tua testa e restarci per lungo tempo il che nel migliore dei casi ti evoca reazioni agrodolci e nel peggiore dei casi la totale miserabile frustrazione. Ho scritto in precedenza in merito all’onnipresenza, ossia questa abilità che noi abbiamo di assicurarci che tu ci pensi sempre, anche quando sei stata spinta da una parte o se hai cercato di andare in no contact. Questa insidiosa forma di manipolazione è pervasiva e molto difficile da gestire, ma quanto è così efficace?

Come molta della nostra efficacia, questa in realtà arriva da te. Come persona empatica sei molto più suscettibile ai nostri metodi di restare nella tua mente che è soggiogata dal condizionamento. Dato che ti preoccupi degli altri e dimostri interesse ai pensieri, azioni, e al benessere di altre persone, sei stata programmata per prenderti in carico lo stimolo di altre persone in un modo di gran lunga più efficace rispetto ad altri. Prendi la mia tipologia ad esempio. Noi siamo così concentrati su noi stessi e sui nostri bisogni che non siamo programmati per essere particolarmente condizionati da ciò che fanno gli altri. Le nostre menti sono quasi impermeabili alle azioni altrui. È come se queste fossero talmente piene di ciò che facciamo e di ciò che vogliamo che non c’è spazio per nient’altro e nessun altro. Tu al contrario sei come una spugna e assorbi le parole e le azioni degli altri. Unendo la tua suscettibilità con la nostra precisa richiesta o suggerimento attraverso ciò che ti diciamo e quello che facciamo per te, il risultato è una forma devastante di condizionamento che crea potere e ricordi quasi indelebili nella tua mente.

Attraverso il nostro condizionamento visivo della tua mente, tu crei un’immagine mentale vivida e questa verrà rievocata di volta in volta in una visione -caspita- nitidissima. Ogni dettaglio di un particolare episodio sarà rievocato da te e resta radicato profondamente nella tua mente per mezzo di questo condizionamento. Più lo rievochi, più diventa radicato come se tu stessi indossando un solco in un pezzo di legno. Noi facciamo un uso particolare della musica (pensa quanto spesso il tuo narcisista usava certi motivi per corteggiarti e/o creare certi momenti) per ottenere un condizionamento acustico. La nostra voce viene usata in questo modo per una selezione accurata di frasi chiave che entreranno in risonanza con te. Tu ricordi sempre le cose che noi diciamo perché noi le abbiamo codificate nella tua mente. Un simile condizionamento si verifica per quanto riguarda il gusto e gli odori così come il condizionamento tattile. Di conseguenza questo quintetto di sensi viene assalito da tutte queste cose che noi diciamo e facciamo per ottenere questo codificazione. Noi creiamo ricordi potenti di modo che tu non avrai altra scelta che rievocarli e in conseguenza di questo si arriva all’attaccamento emotivo. Tu ricorderai così tanto di ciò che hai fatto con noi rispetto per dire a ciò che hai fatto con la tua famiglia, amici e colleghi. Evocherai più ricordi, con maggiori dettagli e più spesso quando coinvolgono noi a causa di questo condizionamento intenzionale.

Tu puoi pensare che sia stato abbastanza in termini di efficacia di questo metodo per farti attaccare, ma non finisce qui. La maggior parte dei narcisisti sono maschi e perciò ne consegue che la maggioranza delle vittime sono femmine. In termini generali, le donne ricordano gli avvenimenti meglio degli uomini (gli uomini hanno ricordi piuttosto spaziali) e perciò tu sei geneticamente predisposta a ricordare tutte quelle occasioni e date che hai trascorso con lui così dettagliatamente. Le femmine ricordano memorie piacevoli con maggiori dettagli rispetto agli uomini, perciò vi è un maggiore rinforzo del perché
tu rievochi ricordi così forti del periodo d’oro e perché questo ti ferisce così tanto. Al contrario, in termini generali, gli uomini ricordano gli eventi spiacevoli meglio delle donne che tendono a rievocarli in modo ‘sfocato’. Questo è il motivo per cui, nonostante l abuso che hai sofferto, i ricordi del periodo d’oro tendono a trionfare. Non è questo il caso per tutti, lo ammetto, ma generalmente va così. In aggiunta a questo il fatto che i ricordi delle donne conservano più validità con l’avanzamento dell’età rispetto a quelli degli uomini e capisci perché i tuoi ricordi di noi sono così difficili da cancellare. Non solo noi condizioniamo espressamente la tua mente in modo che siamo preparati ad accettare questo più di altre persone, il tuo genere ti rende anche più predisposta a conservare questi ricordi vividi e dettagliati di quando tutto pareva meraviglioso.

Questi ricordi sono profondamente radicati e molto difficili da respingere e da rimuovere, anche con un aiuto professionale. Combinando questa efficacia col fatto che noi ti lasciamo esausta e distrutta, è un poco straordinario che voi non riusciate ad espellerci dalle vostre menti. Tutti sanno quanto è difficile pensare lucidamente quando sei stanca. Un poco straordinario in tal caso che noi siamo sempre apparsi grandi nella tua mente quando ti sei sentita esausta e distrutta dal nostro comportamento.

Questi ricordi del periodo d’oro sono notevolmente potenti e quanto scritto sopra significa che per una come te, ti verranno spesso alla mente e subirai l’emozione che è legata ad essi. È un’arma devastante nel nostro arsenale. Molto indimenticabile eh?

H.G. TUDOR

Why is the Narcissist Always On My Mind?

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📑 PERCHÉ IL NARCISISTA È SEMPRE NELLA MIA TESTA?

“Lui è sempre nella mia mente.”

“Provo come posso ma non riesco proprio a togliermelo dalla testa.”

“Non riesco a smettere di pensare a lui.”

Sono sicuro che questi o simili commenti sono stati fatti da te a un certo punto a proposito del narcisista nella tua vita. Noi abbiamo la capacità formidabile di entrare nella tua testa e restarci per lungo tempo il che nel migliore dei casi ti evoca reazioni agrodolci e nel peggiore dei casi la totale miserabile frustrazione. Ho scritto in precedenza in merito all’onnipresenza, ossia questa abilità che noi abbiamo di assicurarci che tu ci pensi sempre, anche quando sei stata spinta da una parte o se hai cercato di andare in no contact. Questa insidiosa forma di manipolazione è pervasiva e molto difficile da gestire, ma quanto è così efficace?

Come molta della nostra efficacia, questa in realtà arriva da te. Come persona empatica sei molto più suscettibile ai nostri metodi di restare nella tua mente che è soggiogata dal condizionamento. Dato che ti preoccupi degli altri e dimostri interesse ai pensieri, azioni, e al benessere di altre persone, sei stata programmata per prenderti in carico lo stimolo di altre persone in un modo di gran lunga più efficace rispetto ad altri. Prendi la mia tipologia ad esempio. Noi siamo così concentrati su noi stessi e sui nostri bisogni che non siamo programmati per essere particolarmente condizionati da ciò che fanno gli altri. Le nostre menti sono quasi impermeabili alle azioni altrui. È come se queste fossero talmente piene di ciò che facciamo e di ciò che vogliamo che non c’è spazio per nient’altro e nessun altro. Tu al contrario sei come una spugna e assorbi le parole e le azioni degli altri. Unendo la tua suscettibilità con la nostra precisa richiesta o suggerimento attraverso ciò che ti diciamo e quello che facciamo per te, il risultato è una forma devastante di condizionamento che crea potere e ricordi quasi indelebili nella tua mente.

Attraverso il nostro condizionamento visivo della tua mente, tu crei un’immagine mentale vivida e questa verrà rievocata di volta in volta in una visione -caspita- nitidissima. Ogni dettaglio di un particolare episodio sarà rievocato da te e resta radicato profondamente nella tua mente per mezzo di questo condizionamento. Più lo rievochi, più diventa radicato come se tu stessi indossando un solco in un pezzo di legno. Noi facciamo un uso particolare della musica (pensa quanto spesso il tuo narcisista usava certi motivi per corteggiarti e/o creare certi momenti) per ottenere un condizionamento acustico. La nostra voce viene usata in questo modo per una selezione accurata di frasi chiave che entreranno in risonanza con te. Tu ricordi sempre le cose che noi diciamo perché noi le abbiamo codificate nella tua mente. Un simile condizionamento si verifica per quanto riguarda il gusto e gli odori così come il condizionamento tattile. Di conseguenza questo quintetto di sensi viene assalito da tutte queste cose che noi diciamo e facciamo per ottenere questo codificazione. Noi creiamo ricordi potenti di modo che tu non avrai altra scelta che rievocarli e in conseguenza di questo si arriva all’attaccamento emotivo. Tu ricorderai così tanto di ciò che hai fatto con noi rispetto per dire a ciò che hai fatto con la tua famiglia, amici e colleghi. Evocherai più ricordi, con maggiori dettagli e più spesso quando coinvolgono noi a causa di questo condizionamento intenzionale.

Tu puoi pensare che sia stato abbastanza in termini di efficacia di questo metodo per farti attaccare, ma non finisce qui. La maggior parte dei narcisisti sono maschi e perciò ne consegue che la maggioranza delle vittime sono femmine. In termini generali, le donne ricordano gli avvenimenti meglio degli uomini (gli uomini hanno ricordi piuttosto spaziali) e perciò tu sei geneticamente predisposta a ricordare tutte quelle occasioni e date che hai trascorso con lui così dettagliatamente. Le femmine ricordano memorie piacevoli con maggiori dettagli rispetto agli uomini, perciò vi è un maggiore rinforzo del perché
tu rievochi ricordi così forti del periodo d’oro e perché questo ti ferisce così tanto. Al contrario, in termini generali, gli uomini ricordano gli eventi spiacevoli meglio delle donne che tendono a rievocarli in modo ‘sfocato’. Questo è il motivo per cui, nonostante l abuso che hai sofferto, i ricordi del periodo d’oro tendono a trionfare. Non è questo il caso per tutti, lo ammetto, ma generalmente va così. In aggiunta a questo il fatto che i ricordi delle donne conservano più validità con l’avanzamento dell’età rispetto a quelli degli uomini e capisci perché i tuoi ricordi di noi sono così difficili da cancellare. Non solo noi condizioniamo espressamente la tua mente in modo che siamo preparati ad accettare questo più di altre persone, il tuo genere ti rende anche più predisposta a conservare questi ricordi vividi e dettagliati di quando tutto pareva meraviglioso.

Questi ricordi sono profondamente radicati e molto difficili da respingere e da rimuovere, anche con un aiuto professionale. Combinando questa efficacia col fatto che noi ti lasciamo esausta e distrutta, è un poco straordinario che voi non riusciate ad espellerci dalle vostre menti. Tutti sanno quanto è difficile pensare lucidamente quando sei stanca. Un poco straordinario in tal caso che noi siamo sempre apparsi grandi nella tua mente quando ti sei sentita esausta e distrutta dal nostro comportamento.

Questi ricordi del periodo d’oro sono notevolmente potenti e quanto scritto sopra significa che per una come te, ti verranno spesso alla mente e subirai l’emozione che è legata ad essi. È un’arma devastante nel nostro arsenale. Molto indimenticabile eh?

H.G. TUDOR

Why Is The Narcissist Always In My Head?

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👤 COME IL NARCISISTA CONQUISTA I TUOI SENSI PER CIBARSI DI TE

Mi assicuro di creare per te una visione a tunnel attraverso il mio avvincente incantesimo su di te durante la seduzione. Io sono tutto ciò che vedi. Non solo è così perché adempio alla mia missione di trascorrere ogni momento possibile con te, ma mi assicuro anche di essere tutto ciò che è visto anche nell’occhio della tua mente. Se non sono fisicamente presente con te, allora fino a quel momento avrò fatto abbastanza nel corso della giornata per farti pensare ripetutamente a me. Quando chiamerò? Era un messaggio così delizioso quello che ho mandato prima? Dove mi porterà stasera? Lui mi rende così felice, sono così fortunata. Io sarò l’unica persona nel tuo mirino. Permetterai alle amicizie di cadere nel dimenticatoio, non vedrai la famiglia così spesso e comincerai persino a trascurare i tuoi interessi, magari persino a darti da fare per vedermi. Vuoi restare a guardarmi sempre perché l’amore e la radiosità che vedi (che in realtà vengono solo rimandati allo specchio verso di te) sono così magnetici, così avvincenti e creano totale assuefazione. Allungherai l’ora del pranzo dal lavoro per passare più tempo a pranzo con me. Cancellerai quel corso in palestra stasera così puoi vedermi piuttosto che aspettare un altro giorno. Metterai fine ai drink con gli amici in modo da poter passare a casa mia così almeno trascorrerai una parte della serata a vedermi. Tutto ciò che vedrai sono io e tutto ciò che vedrai è quanto sono buono, meraviglioso, fantastico e brillante, mentre applico con attenzione quel filtro roseo sui tuoi occhi e non te ne accorgi nemmeno.

Anche quando ti ho gettato da una parte o se sei riuscito a sfuggirmi, la mia costruzione dell’onnipresenza ti porterà a vedermi dappertutto attorno a te. Vedi il mio fantasma alla finestra, dove stavo a guardare il panorama mentre aspettavo che ti preparassi prima di uscire. Mi vedi sdraiato sul letto, che lo accarezzo e ti invito ad entrarci per un’altra sessione estatica a fare l’amore. Mi vedi di fronte a te al tavolo da pranzo, che salgo su per il vialetto e in quel solito posto sulla metropolitana che è il luogo dove ci siamo incontrati la prima volta. Prendi un libro e mi vedi mentre lo leggo, chiedendoti i tuoi pensieri al riguardo. Prendi un maglione ed è blu, il mio colore preferito e mi vedi di nuovo. Ho infettato tutto ciò che ti circonda mentre mi assicuro di essere visto ovunque tu guardi. Persino chiudere gli occhi non è una via di fuga, perché allora, forse più che in ogni altro luogo, vedi sempre la mia immagine nitida ed evidente.

Mi assicuro di essere l’unica voce che senti. Non solo provi una sensazione di formicolio quando ti sussurro all’orecchio, ti dico cose maledette per telefono o ti leggo quel particolare pezzo di poesia che ami – tutte azioni pensate per farti rispondere automaticamente al suono della mia voce – mi sto assicurando di chiudere fuori i suoni di eventuali concorrenti o denigratori. Durante la seduzione voglio che tu ascolti solo la mia voce. Questo ha due effetti. In primo luogo, ascolti la mia propaganda tutto il tempo e senza voci di dissenso in grado di arrivare fino a te, accetti ciò che dico e lo fai rapidamente. In secondo luogo, ti provoco, attraverso ripetuti rinforzi, la dipendenza dal suono della mia voce. Associerai il sentirmi parlare e soprattutto pronunciare il tuo nome a qualcosa che è meraviglioso e questo aumenta la potenza della tua dipendenza da me.

Userò la musica appositamente per creare tanti collegamenti tra te e me. Ogni momento speciale che condividiamo dovrebbe avere la sua particolare colonna sonora. Il primo incontro, la prima volta che ti ho dato un passaggio in macchina. La prima volta che abbiamo fatto l’amore, il primo pasto che ho cucinato per te e il primo che tu hai cucinato per me. Il momento in cui ci siamo seduti e abbiamo osservato insieme un temporale, tenendoci per mano. La musica gioca un ruolo enorme nell’assaltare il tuo senso dell’udito e creare potenti connessioni tra le cose belle che abbiamo fatto insieme e alcuni brani musicali. Ci assicureremo che la nostra relazione abbia pescato delle frasi in modo che quando guardi un annuncio pubblicitario senti la mia voce che dice la stessa frase come quando eravamo insieme. Ogni volta che bussavano alla porta d’ingresso, dicevo la stessa cosa e ti faceva ridere, non importa quante volte l’avessi sentito. Ora, quando bussano, anche se me ne sono andato, tu senti la mia voce. Non importa quanto tu cerchi in ogni modo di evitare di sentire la mia voce o di sentire i suoni che sono strettamente legati a molti momenti che abbiamo avuto nella relazione, continuerai ad essere assalito da essi anche quando non sarò più accanto a te o in una relazione con te.

Applico il profumo, come una bestia che segna il suo territorio, assicurandomi che durante la seduzione alcuni odori – il mio dopobarba, il mio anti-traspirante, il mio gel doccia, il detersivo che uso, il deodorante in casa mia siano tutti collegamenti diretti a me. La connessione olfattiva che stabilisco è un codice unico tra te e me. Per ogni relazione creo un diverso set di fragranze in modo che non ci sia un solo promemoria di me ma sei. Ho un odore così buono e lo rinforzo permettendoti di tenere una mia maglietta intrisa del mio odore quando sono via così che tu possa annusarlo mentre sei a letto. Sembra un mio gesto così delizioso, così che tu abbia qualcosa che ti ricordi di me quando sono in viaggio d’affari, ma sto creando la tua dipendenza tramite il tuo senso dell’olfatto e sto creando le premesse perché tu in futuro non sia in grado di sentire l’odore del sandalo senza pensare istantaneamente a me. Assocerai così tanti odori a me, dalle fragranze personali, all’odore della mia casa, l’interno della mia macchina, i pasti che consumiamo insieme e così via. È tutto progettato per garantire la connessione tra il meraviglioso e la fragranza durante la seduzione, in modo che tu non possa fare altro che ricordare quei momenti d’oro quando ti capita di avvertire un odore particolare in una fase successiva. È il più potente evocatore di memoria.

Userò il gusto per creare legami ancora più fantastici tra noi. Ti incoraggerò a provare cibi diversi, piatti diversi in ristoranti che ti piaceranno. Ti presenterò un drink personale, qualcosa che non hai mai avuto prima, così ti piace davvero e associ immediatamente a me il suo intenso sapore. Riconoscerai e sarai travolto dal sapore del mio bacio. Un gusto meraviglioso e affascinante che ti manda in sovraccarico sensoriale, facendoti tremare d’impazienza. Mi assicuro che certi sapori siano collegati a quei momenti e ricordi meravigliosi. Non sei così speciale, tuttavia, dal momento che queste tecniche di degustazione saranno state utilizzate con altri e saranno utilizzate di nuovo con altri.

Infine, desidererai ardentemente il mio contatto e vorrà toccarmi. Le volte in cui hai sentito la barbetta sul mio viso con la tua mano, o contro la tua guancia mentre ti baciavo dolcemente mentre sonnecchiavi. Ti deliziavi della sensazione del petto definito mentre la tua mano lo sfiorava. Le volte in cui permettevi sempre al palmo della tua mano di accarezzare i miei capelli appena rasati, i capelli corti e morbidi che onoravano la tua mano. Come ti sentivi sicuro quando sentivi le mie braccia attorno a te la notte o quando ti prendevo la mano nella mia, dicendoti senza dire nulla che tutto sarebbe andato bene. Come ti mancano ora le mie cure esperte mentre le mie tenere dita esploravano e accarezzavano trovando tutti i posti giusti, creando un’altra brillante esperienza di cui ora con la mia partenza hai ancora nostalgia. Il modo in cui mettevo le mani sulle tue spalle quando arrivavo dal lavoro e mi avvicinavo a te da dietro, la rassicurazione, la familiarità e la forza che fluivano da me a te mentre ti sedevi, piegavi il capo sul mio braccio e le mie dita iniziavano a massaggiarti le spalle. Il modo in cui ero solito asciugarti le lacrime dagli occhi con la bocca, la delicata applicazione delle mie labbra che leniva e assorbiva la fonte della tua pena. Le volte in cui ti solleticavo fino a che non riuscivi a respirare, ma la gioia saliva dentro di te. Come ora ti manca toccarmi e essere toccato da me.

Riempirò sempre i tuoi sensi così io diventerò il tuo universo. Riempirò sempre i tuoi sensi in modo che anche attraverso il torpore con cui ti lascio, tu desideri vedermi, annusarmi, ascoltarmi, toccarmi e assaggiarmi. Io riempio i tuoi sensi e lo faccio fino in fondo, facendoti desiderare ardentemente il ritorno a tal punto che non è una questione di se, ma di quando, potrò permetterti di venire riempito ancora una volta.

H.G. TUDOR

How The Narcissist Conquers Your Senses To Feed On You

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📑 SOLO UNA VOLTA. MA È ABBASTANZA

Ricordi quando volevi svegliarti, raggiungere il tuo cellulare e trovare quel messaggio amorevole ed edificante che ti avevo mandato? Mi sono sempre alzato prima di te e mi sono assicurato che ti venisse recapitato un delizioso messaggio allettante pronto per quando ti saresti svegliata. Come una tazza di tè al mattino, sul tuo comodino, era quel piccolo gesto che ti faceva sentire speciale. Ti diceva che la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo eri tu.

Questo messaggio di amore, desiderio, passione ed eccitazione ti forniva il primo fermento della giornata, un delizioso ricordo di quanto sono speciale e di quanto siamo meravigliosi insieme. Il primo messaggio della valanga che sarebbe seguita nel corso della giornata, decine di piccoli regali incartati che apri mentre sorridi, ridi e ti sciogli. Allora non sapevi che questi messaggi erano stati riciclati da quella venuta prima di te e sarebbero stati usati di nuovo per la tua sostituta. Allora non sapevi che altre due persone stavano ricevendo questi messaggi come prima cosa al mattino.

Ora non c’è niente. Non c’è la suoneria di quel messaggio del primo mattino. Non c’è la luce lampeggiante che ti indica che il messaggio aspetta di essere aperto. C’è il silenzio. Mentre i tuoi occhi si aprono, il condizionamento che ho causato ti fa immediatamente ricordare come eri solita sentirti quando arrivava quel messaggio. Dove una volta ti svegliavi con l’eccitazione nello stomaco ora c’è solo la fitta acuta del dolore, poiché sai che non c’è nulla che ti aspetta.

Capisci che è così che dev’essere, la necessità di stare lontana da me, ma fa male. Fa male così tanto e per quanto tempo questo dolore resterà con te? Andrà mai via? Quei mesi di messaggi quotidiani mattutini hanno impresso dentro di te uno schema e una smania e non importa quanto duramente ci provi il primo pensiero della tua giornata è sempre:

“Quattro mesi fa mi stava ancora mandando quei messaggi meravigliosi.” Il mese scorso la frase era la stessa, solo che iniziava con tre. Ti giri sulla schiena e anche se sai che non dovresti, non puoi fare a meno di lasciarmi entrare ancora di più nella tua mente ricordando quelle mattine in cui siamo arrivati in ritardo al lavoro per fare l’amore in modo appassionato. Quella veloce sfrecciata in bagno e poi di nuovo nel letto dove io ti stavo aspettando. Ti volti e guardi il cuscino vuoto e tutte quelle sensazioni dolci-amare fin troppo familiari ti travolgono.

Sai che non dovresti farlo. Sai che ora dovresti cercare rifugio tra i fantasmi di quello che una volta è stato, ma questo fa diminuire il dolore, solo per un po’ ed è solo un ricordo, non è vero? Pensare a me solo una volta non può fare alcun male vero? Solo una volta. Fai un sorriso contorto a quella frase che è diventata per te una specie di mantra quotidiano mentre combatti per sfuggire alle tossine che ho lasciato dentro di te, l’eredità della mia, oh, così efficace seduzione e avvelenamento di te. Solo una volta controlli i miei tweet, chi mi sta seguendo e chi sto seguendo. Solo una volta hai parcheggiato vicino a dove abitavo e guardato accasciata al posto di guida per vedere chi potrebbe apparire alla mia porta.

Solo una volta hai mandato un’amica a osservarmi ad un evento a cui sapevi che sarei stato presente perché ti riportasse ciò che aveva visto. Solo una volta rileggi le e-mail che ti ho mandato. Era solo una volta per tutte queste cose e di più, beh una volta alla settimana, poi una volta al giorno, ma io non so cosa stai facendo vero, quindi dov’è il danno? Solo una volta ritorni sul mio profilo Facebook, lo scandagli, cercando indizi come un disperato detective intento a rintracciare il prolifico killer. Controlli dove ho messo mi piace, una foto qui, un commento lì, alcuni meme sulle relazioni che potrebbero essere una frecciata per te ma non ne sei sicura.

Qualsiasi traccia di te è stata cancellata dal mio profilo, sono spariti i messaggi, i commenti e le foto. Qualcun altra è lì adesso, anche se c’è qualche ambiguità. Una donna dai capelli rossi appare in diverse foto, mentre ride insieme a me. Ne vedi una in cui le sue braccia circondano le mie spalle e senti la gelosia bruciante e la rabbia e maledici sia te stessa che me per questa sensazione. Getti il tablet da una parte, borbottando sottovoce, solo un’occhiata che ti ha rovinato la giornata prima che sia iniziata e prometti di non guardare più. Ma lo farai. Solo un’occhiata. Un viaggio attraverso il carosello di immagini, controllando le dita per vedere se vi sono spuntati anelli, sia mie (sarebbe terribile vedere quegli anelli sul mio anulare, cosa che ti ho sempre negato) che delle donne con cui poso (ti fa sentire un tantino meglio se indossano un anello, il che significa che non staranno con me, vero?)

Scorri i miei post su Twitter e ritorni al profilo del mio sito web di lavoro, a leggere la biografia che conosci a memoria. Le tue dita si posano sulla mia immagine del profilo mentre vedi di nuovo la cravatta che mi hai comprato per quel particolare servizio fotografico. Alcuni giorni desideri che venga aggiornata e poi altri giorni questo aspetto ti fa percepire che forse non ti odio, come potrei se permetto ancora a questa immagine di rimanere? Cerchi di non pensare a me ma in qualche modo la tua mente si aggira lì di sua spontanea volontà, serpeggiando attraverso i mille ricordi che sorgono ogni giorno.

Forse resterai per un po’ in mezzo ad essi, solo un minuto di ricordo. Nel fine settimana andavi nella stradina del bosco lungo cui eravamo soliti passeggiare durante le assolate mattine di settembre. Nessun altro è mai stato lì. Solo tu ed io. Hai camminato di nuovo in quella stradina, era l’unica volta in cui avevi bisogno di farlo, di conversare con il fantasma della mia presenza e intanto ti ritrovavi a parlare a voce alta con me come se stessi camminando ancora accanto a te, tenendoti la mano. Doveva essere solo una volta ma sei tornata tre volte da allora, giurando ogni volta che questa volta è quella in cui esorcizzerai quegli spettri.

Cosa sto facendo adesso? Senza dubbio mi sto preparando per andare al lavoro, magari facendo la doccia e cantando come facevo una volta nella doccia che facevamo insieme. Sto con qualcuno? Qualcuno sta preparando la colazione per me o si adagia sul letto aspettando che io torni in camera da letto avvolto da un asciugamano? Sembra che sia passato tanto tempo da quando hai avuto mie notizie e così tante cose restano senza risposta, non dette e irrisolte.

Come reagirei se tu mi chiamassi? Non puoi costringerti a cancellare il mio numero, nel caso in cui ci fosse quell’ultima conversazione da poter realizzare e mettere a posto così tanti problemi, uccidere tanti demoni e chiudere così tante porte. Che di sicuro sarebbe tutto ciò che serve? Solo una conversazione. Mantienilo come il business, mantieni le tue emozioni sotto controllo ma solo per ottenere delle risposte in modo da poter andare avanti. Sicuramente questo ti è dovuto? Ti chiedi se risponderei qualora tu mi chiamassi? Come reagirei se vedessi il tuo numero sul display? Dubiti che ti abbia bloccato, perché dovrei farlo? Le tue dita giocano con il tuo telefono, devi sapere, solo una volta, solo per far sparire il dolore. Trovi il mio nome. Vuoi sentire di nuovo la mia voce, parlare, nulla di più, ma ti senti ansiosa e la trepidazione serpeggia su di te.

Hai bisogno di sapere. Hai bisogno di risposte. Che ne dici di chiamarmi e interrompere prima che io risponda per vedere se richiamo? Sì, è una buona idea, che dimostrerebbe che voglio parlarti, senza la paura di vedere che ti riattacco. È così. Mi telefonerai di nuovo dopo questi mesi di nulla e lascerai che suoni, allora questa agonia sempre presente potrà essere alleviata. Le domande potranno avere una risposta quando ti richiamo. Non ti scioglierai di nuovo tra le mie braccia.

No, resisterai a quei dolci incantesimi perché sai cosa c’è dietro di essi. Ti sei guadagnata le stellette in questo senso ma devi avere questa conversazione, per te stessa. Devi sapere che ti parlerò. Un messaggio non è abbastanza immediato. Potrei non vederlo per un po’ di tempo o ritardare nel rispondere, ma una chiamata persa, che porta un potenziale per urgenza e immediatezza e sono obbligato a rispondere vero? Mi chiamerai. Chiamerai e lascerai suonare. Solo una volta.

Ma è abbastanza.
Abbastanza perché la danza continui.

H.G. TUDOR

Just the Once. But It Is Enough

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📰 LE 5 VOLONTÀ DEL NARCISISTA

1. Voglio il tuo carburante

Voglio il tuo carburante. Lo voglio tutto e lo voglio da te, da lui, da lei, da loro e soprattutto da te. Lo voglio dal momento in cui mi alzo fino al momento in cui vengo abbracciato dal sonno. Voglio che esso si riversi su di me, potente e abbondante, che sgorghi da te. Voglio il tuo carburante positivo, la gioia, l’adorazione, l’amore, la passione e la lode. Voglio il tuo carburante negativo, l’odio, la rabbia, le lacrime e la paura. Versalo sopra di me, immergimi in quel carburante edificante, rinvigorente e sostenitore. Non ce n’è mai abbastanza e voglio continuare a sentire il flusso mentre il tuo carburante aumenta le fiamme dentro di me, che bruciano e si alzano, e mi alimentano mentre lascio una scia su tutto ciò che faccio. Voglio il tuo carburante ora, domani e sempre.

2. Voglio travolgerti

Sono immenso, un gigante, un principe tra gli uomini, un colosso che si muove con facilità e con un obiettivo sulla terra. Voglio sottometterti a me, assicurandomi che non resti traccia di te mentre ti integro pienamente in ciò che io sono. Voglio che i miei tentacoli ti raggiungano, facendosi strada verso i vapori di carburante che emanano da te, i loro sensi che sondano e ti rintracciano. Voglio che si attorciglino su di te e ti trascinino nella mia direzione, legandoti a me fino a che non ti assorbo stabilmente nel mio mondo e nella mia falsa realtà. Voglio che tu sia agganciato, connesso, bloccato, attaccato e incorporato man mano che ti consumi e ti circondi della mia grandezza. Non resisterai per l’euforia e la gioia che provi poiché quando avviene questo processo è irresistibile. Voglio possederti, voglio che tu diventi parte di me, voglio che non ci sia inizio per te e nessuna fine per me.

3. Voglio essere l’unico

Voglio essere quello a cui pensi tutto il tempo. Voglio essere la persona a cui orbiti intorno, il tuo sole, il tuo centro dell’universo. Voglio essere quello che è riconosciuto per la sua grandezza, per la sua brillantezza e le sue conquiste. Non mi interessa che le abbia esagerate o rubate ad altri con cui mi sono imbattuto, avendo strappato via i tratti della loro personalità per aggiungerli alla mia. Non mi mi preoccupo di quello. Tutto quello di cui mi importa è che io sono quello verso cui le teste si girano quando entro in una stanza. Sono quello che viene applaudito. Voglio essere colui che conduce, conquista e punisce. Colui che distrugge mondi e ne crea di nuovi, un dio. Voglio essere quello da cui si diffonde il potere in modo che sia tangibile a tutti quelli che mi guardano. Voglio essere colui che sconvolge e meraviglia. Voglio essere colui che fa. Voglio essere quello che governa, che presiede e che decide. Voglio essere quello su cui ti affidi, a cui ti rivolgi e consacri anche te stesso. Voglio essere quello che è accreditato per tutti i successi, voglio essere colui che è il tuo alfa e il tuo omega, il tuo primo pensiero e il tuo ultimo pensiero. Voglio essere quello il cui nome pronunci assieme al tuo ultimo respiro.

4. Voglio la tua essenza

Sono il ladro di anime, il ciarlatano che viene con promesse ricoperte di zucchero e ti offre il mondo in cambio della tua stessa essenza. Non ti rendi mai conto che questo è il costo di questa transazione, ma voglio succhiare l’essenza da dentro di te, svuotarti di essa e adoperarla per me stesso. Voglio lasciarti un involucro rotto e prosciugato. Voglio che la tua essenza riempia lo squarcio che perdura dentro di me. Voglio che quell’essenza dolce e meravigliosa fluisca attraverso di me, che allevi il dolore, che lenisca il frenetico frenetico e porti conforto e sollievo. Come un fiume purificatore, voglio che la tua essenza passi attraverso di me, spazzando via il male che mi pervade. Voglio che la tua essenza asciughi via la sporcizia, rimuova il fango e porti via le macchie. So che io flirto con ogni tipo di immondizia, ma la tua essenza mi salverà da una simile tentazione. Ecco perché la voglio.

5. Voglio che questo si fermi

O lo faccio?

H.G. TUDOR

The 5 Wants of the Narcissist

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👤 PARASSITA

Mi hai nutrito e io ne sono disgustato. Ti sei attaccata a me attratta dal mio magnetismo, ma non ti ho mai chiesto di farlo. Hai appena deciso che volevi stare con me, hai bisogno di me, la verità è stata detta e perché sono magnanimo, ti ho permesso di attaccarti a me ma un po’ in ritardo il tuo prendere e risucchiare ha cominciato a infastidirmi. Non puoi negare che questo è ciò che sei. Le prove parlano da sole. Hai visto il mio fascino, la mia attrattiva, il mio modo di fare semplice con le persone e come sono attratte da me e come un’opportunista hai deciso che volevi un po’ di queste cose. Ti sei resa conto che avresti potuto beneficiare in modo massiccio attaccandoti a me. Potresti essere utile a te stessa approfittando della mia reputazione impeccabile, della mia brillante presenza e dei miei contatti stimati. Non ti biasimo per il fatto che vuoi essere associata a me, chi non lo farebbe? Chi non vorrebbe una tale fetta dell’azione come me? L’opportunità di muoverti in ambienti che non avevi mai sperimentato prima. La possibilità di diventare qualcuno. Il tempo di uscire fuori dalla noiosa vita che hai condotto e dalla depressione in cui sei marcita. Suppongo che dovrei ammirare il tuo desiderio di valorizzare te stessa e migliorare te stessa vedendo quello che sono e quello che faccio e che vuoi far parte di quel mondo. Sicuramente sei diventata parte di quel mondo. Hai gradito la mia straordinaria generosità quando hai accettato i miei regali, i miei inviti e il mio freddo e duro denaro. Sei stata felice di essere al mio braccio mentre andavamo in tanti posti speciali. Ti è stato concesso l’accesso a tutte le aree. Hai consumato l’amore che ho versato nella tua direzione, bevendo profondamente la mia passione, il mio affetto e la mia dedizione. Ti ho aiutato, ti ho ascoltato, ti ho consigliato. Ti ho chiamato spesso come volevi che facessi. Mi sono assicurato che ti sentissi al sicuro e protetta con i miei frequenti messaggi e attenzione al tuo benessere. Ho permesso ai tuoi amici e alla tua famiglia di entrare a far parte del mio entourage, non si facevano certo scrupoli a prendere il treno di carne, vero? Hai dominato la mia attenzione, mi hai sommerso dal tuo bisogno di continuare a prendere da me. Anche quando le cose sono diventate difficili non ti sei fermata con il tuo bisogno. Volevi ancora rassicurazione, sentirti dire che ti amavo, essere portata in quei luoghi speciali ancora una volta. Hai cercato di impedirmi di fare ciò che volevo fare, ciò che avevo necessità di fare. Volevi impedirmi di passare il tempo con i miei amici e sì, prima che tu dicessi qualsiasi cosa, erano sempre solo miei amici. Onesta. Mi hai visto come un obiettivo facile. Lo vedo ora e tu continuavi a prendere, prendere e prendere. Non è un po’ curioso che la mia irritazione sia diventato fastidio? Che il mio fastidio sia diventato rabbia? Tu semplicemente non avresti smesso di prendere da me e alla fine ho dovuto metterci un freno. Dovevo trovare qualcuno che avrebbe dato piuttosto che prendere e questo significava che dovevo liberarmi di te. Questo è il motivo per cui ho scelto qualcun altro per sfuggire al tuo comportamento prosciugante e dissanguante. È per questo che ti lascio da parte. Tu sei un parassita.
Mi hai dato da mangiare e mi ci sono ammalato. Ti sei attaccata a me attirata dalla mia bontà, ma non ti ho mai chiesto di farlo. Hai appena deciso che volevi stare con me, che avevi bisogno di me, la verità è stata detta e poiché sono la persona gentile e premurosa che sono orgoglioso di essere, ti ho permesso di attaccarti a me, ma ultimamente il tuo prendere e risucchiare ha iniziato a distruggermi. Non puoi negare che questo è ciò che sei. Le prove parlano da sole. Hai visto la mia compassione, la mia attrattiva, i miei modi empatici con le persone e come rispondono a tale gentilezza e amore, e come un’opportunista hai deciso che volevi tutto questo per te. Ti sei resa conto che avresti potuto trarre massicci benefici attaccandoti a me. Avresti potuto approfittare della mia generosa compassione, della mia presenza riflessiva come mia natura emotiva. Non ti biasimo per voler stare con me, chi non lo farebbe quando sono creature come te? Chi non vorrebbe che mi consumi pezzo per pezzo? L’opportunità di muoverti di nuovo in ambienti che avevi già sperimentato prima. La possibilità di farti sentire qualcuno per una volta. Il tempo di uscire fuori dalla vita vuota che conduci e dalla voragine che minaccia di inghiottirti. Suppongo che dovrei ammirare il tuo desiderio di valorizzare te stessa e migliorare te stessa, vedendo quello che sono e quello che faccio e che vuoi rendermi parte di te inghiottendomi. Sicuramente mi hai fatto diventare parte di te mentre per la maggior parte dei giorni faccio fatica a ricordare chi sono e cosa ero prima di incontrarti. Hai gradito il mio straordinario amore mentre accettavi la mia attenzione, il mio invito nel mio cuore e la mia calda, amorevole natura. Sei stata felice di stare al mio braccio mentre andavamo in tanti posti speciali. Ti è stato concesso l’accesso a tutte le aree dove ero io e non hai visto alcun motivo per rispettare la mia identità. Hai consumato l’amore che ho versato nella tua direzione, bevendo profondamente la mia passione, il mio affetto e la mia dedizione. Ti ho aiutato, ti ho ascoltato, ti ho avvisato e anche quando hai iniziato ad abusare di me, non ho mai esitato. Ti ho chiamato spesso come volevi che facessi. Mi sono assicurato che ti sentissi al sicuro e protetta con i miei frequenti messaggi e attenzione al tuo benessere. Ho permesso ai miei amici e alla mia famiglia di entrare a far parte della tua facciata, sicuramente non si sono fatti scrupolo a dimenticarmi seguendo le tue campagne diffamatorie non è vero? Hai dominato la mia attenzione, mi hai sommerso dal tuo bisogno di continuare a prendere da me. Anche quando le cose sono diventate difficili non ti sei fermata con il tuo bisogno. Volevi ancora rassicurazione, sentirti dire che ti amavo, essere portata ancora una volta in quei posti speciali nella mia anima. Hai cercato di impedirmi di fare ciò che volevo fare, ciò che avevo bisogno di fare. Volevi impedirmi di passare il tempo con i miei amici e sì, prima che tu dicessi qualcosa, erano miei amici finché non li hai banditi. Onesta. Mi hai visto come un obiettivo facile. Lo vedo ora e tu continuavi a prendere, prendere e prendere. Non c’è da meravigliarsi se la mia confusione è diventata angoscia? Che la mia angoscia è diventata disperazione? Semplicemente non smetteresti di prendere da me e alla fine ho bisogno di trovare un modo per fermare questo, ma non riesco a farlo. Non ti fermerai. Devo trovare qualcuno che darà piuttosto che prendere e ciò significa che ho bisogno di liberarmi di te. So che questo deve accadere, ma sento che non posso sfuggirti, tu mi hai prosciugato e mi hai fatto sanguinare a tal punto che sono a malapena in grado di pensare e di funzionare. Ecco perché ho bisogno di metterti da parte, ma come posso farlo quando tu non mi lascerai andare e non smetterai di farti amare da me? Tu sei un parassita.

Chi è il parassita Tu, io o entrambi?

Il parassita è colui che beneficia a spese dell’altro.

Chi è il parassita?

H.G. TUDOR

Parasite