📰 PERCHÉ ESSERE DIFFAMATO INFLUENZA PIÙ TE DI ALTRI

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Ho già parlato in precedenza di alcune forme che prende la campagna diffamatoria e anche perché sono così efficaci. Ora passo ai sei motivi per cui influenzano così tanto qualcuno come te. Le campagne diffamatorie sono una costante nell’arsenale del narcisista. Efficaci, utilizzate attraverso il passaparola e con la capacità di coinvolgere più persone contemporaneamente che a loro volta tramandano la diffamazione, la campagna diffamatoria è una delle manipolazioni preferite dalla nostra specie. Ecco sei motivi per cui ti influenzano così tanto.

1. Negazione di assistenza

La campagna diffamatoria viene solitamente utilizzata durante la svalutazione e alla soglia dello scarto. La sua tempistica è tale che molto probabilmente ti troverai in una posizione di disperazione, stanchezza e confusione. Maltrattata e tormentata dalle nostre manipolazioni durante il periodo di svalutazione, ti trovi in una pessima posizione per difenderti, non ti preoccupi di dover difendere la tua reputazione con gli altri. Una volta che lo scarto ti colpisce e ti colpisce a sangue, hai bisogno di assistenza considerevole. Hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a dare un senso a quello che è appena successo. Hai bisogno di qualcuno che ti ascolti mentre ti concentri sulla relazione e cerchi di mettere insieme (di solito senza successo) la causa della tua caduta di grazia e del successivo scarto. Avrai bisogno di assistenza su questioni pratiche come denaro, pagamento di bollette, cibo, cura dei bambini, lavaggio e pulizia in alcuni dei casi più estremi in cui la tua capacità di operare è stata messa a dura prova. Quando il tuo bisogno di assistenza esterna è ai massimi livelli, scopri che quelli a cui pensi di poter contare per aiutarti sono stati corrotti. Gli amici diventano introvabili o improvvisamente occupati con altri impegni. La famiglia è scettica nell’aiutarti dal momento che pensa che tu l’abbia messo su e si vergogna persino del tuo presunto comportamento. I colleghi non sono inclini ad assistere qualcuno che è stato dipinto come te. Queste persone scompaiono, voltano le spalle o ancor peggio si alleano con la nostra tipologia e l’aiuto e l’assistenza di cui hai disperatamente bisogno ti vengono portati via. Questo favorisce il tuo isolamento, il tuo dolore e la tua angoscia. Riduce anche la capacità di affrontare la natura della campagna diffamatoria e neutralizzarla.

2. La Corruzione della Verità

Tu ti attieni alla verità. Parli e vivi in funzione di essa. Sì, puoi dire un’occasionale bugia bianca, ma sei un esempio di virtù rispetto alle bugie mendaci e ripetute. Credi nella verità e hai bisogno che gli altri sappiano che sei una persona onesta e sincera. Basi la tua vita sull’avere rapporti onesti con le persone, sia verso di loro che da parte loro. È stata un’esperienza abbastanza orribile occuparsi delle nostre bugie che ti abbiamo detto più e più volte, ma diventa anche peggio quando si mentite su di te. Puoi esser giunta alla conclusione che siamo dei bugiardi ben allenati e questo è il nostro modo di essere, ma avere la tua reputazione impugnata e la tua persona marchiato come bugiarda è un anatema per te. Questo provoca angoscia e il fatto che tu sappia che le altre persone credono che tu sia bugiarda avrà un effetto dannoso su di te e noi lo sappiamo perfettamente.

3. Frustrazione

Senti un enorme senso di frustrazione per il fatto che la tua reputazione viene infangata, ma a ciò si aggiunge la frustrazione perché le persone credono davvero a ciò che viene detto su di te. Sei sorpresa e costernata che le persone stiano credendo a ciò che stiamo dicendo di te. Sei delusa da quelle persone che pensavi ti conoscessero abbastanza da non prendere considerazione ciò che abbiamo detto. Dovresti sapere che proprio come tu sei stata presa dal nostro fascino e dalla nostra seduzione, così vale per loro. Ti aspettavi davvero che rispondessero in modo diverso quando tu non l’hai fatto? Il problema è che tu sai la verità sulle bugie che vengono tessute su di te e desideri disperatamente che gli altri la vedano in questa prospettiva, ma non lo fanno. Capisci perché, dato che noi basiamo la diffamazione su un granello di verità, ingrandiamo e manipoliamo, distorciamo e deformiamo la verità in modo che le persone vengano abilmente ingannate, ma nonostante ciò tu hai pensato veramente che le persone su cui potevi fare affidamento avrebbero visto attraverso questo tessuto di bugie, questa rete di inganni. La frustrazione per tutto questo ti sommerge e aumenta l’angoscia della situazione nel suo insieme.

4. La Mancanza di Controllo

Noi odiamo perdere il controllo. Alla maggior parte delle persone non piace perdere il controllo perché ciò causa angoscia, ansia e apprensione. Se succede qualcosa di brutto e sei in grado almeno di fare qualcosa per affrontarlo, neutralizzarlo o mitigarne gli effetti, ti senti automaticamente meglio. Tuttavia, se vieni trascinato in una marea da una forza sulla quale non puoi esercitare alcun controllo, il senso di impotenza è enorme. Sei portato a sentirti così perché, quando inizia la campagna di diffamazione, le tue capacità di reagire sono state enormemente ridotte. Siamo comunque in cima al nostro gioco, abiamo il controllo e orchestriamo tutto con notevole efficacia. Non capisci veramente perché sta accadendo, perché ci comportiamo in questo modo e ancora di più perché la gente crede a quello che stiamo dicendo. Ti senti come se non avessi alcun controllo sulla evoluzione e sull’esito della campagna diffamatoria e questo aumenta la sua efficacia in termini di influenza su di te.

5. Mantenere le Apparenze

In merito alla alterazione della verità. Mentre la alterazione della verità ti allarma a causa del modo in cui una qualità importante a cui tieni e in cui credi viene danneggiata, la campagna diffamatoria è anche dannosa per quello che le persone pensano di te. Non sei una persona immersa nell’orgoglio. Non sei né vanitosa né presuntuosa, ma vuoi lo stesso che la gente pensi bene di te perché sei una persona buona e onesta. Vuoi solo che le persone sappiano ciò che sei e che venga detto loro che sei qualcosa di diverso dal tuo aspetto attuale che diventa particolarmente fastidioso per te.

6. Il Colpo alla Tua Reputazione

Non solo il tuo personaggio e l’aspetto esteriore di una persona buona e onesta vengono intaccati e distrutti dalla campagna diffamatoria, gli effetti di una campagna diffamatoria spesso vanno oltre. La tua integrità professionale viene messa in discussione con conseguenze sul tuo lavoro, sull’avanzamento di carriera e sui mezzi di sussistenza. La tua posizione nella comunità viene influenzata negativamente e ciò potrebbe avere ripercussioni laddove tu detenga posizioni di fiducia e autorità. Se devi avere autorizzazione dalle autorità per qualsiasi cosa, una campagna diffamatoria può metterla a repentaglio. Puoi perdere amici, la tua famiglia può prendere le distanze da te, ma le ripercussioni di una campagna diffamatoria possono influenzare negativamente la tua vita professionale, il tuo reddito, la tua integrità e la tua posizione. Vieni fatta sentire come un’emarginata e potresti perdere la clientela, il sostegno dei tuoi superiori, essere considerata un albatro per un’organizzazione. Le persone sono ossessionate dalle apparenze e se diventi un incubo PR non solo la tua vita personale viene colpita dalla campagna diffamatoria, ma anche la tua posizione professionale e imprenditoriale.

H.G. TUDOR

Why Being Smeared Affects You More Than Others

👤 IL NARCISISTA TI GIUDICA SEMPRE

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“Presenta il prossimo imputato”, dichiara la mia possente voce baritonale dalla mia posizione elevata. Ti ritrovi a essere trascinata e spinta da due dei miei luogotenenti mentre ti trascinano su per le scale. Il rumore di una folla chiassosa cresce mentre emergi sbattendo le palpebre e ansioso sul banco degli imputati. I tuoi occhi guizzano sull’aula affollata mentre cerchi volti riconoscibili, ma nessuno è visibile. Vedi caratteristiche di familiarità, sono i nostri amici e familiari, ma sembrano in qualche modo diversi? Non riesci a capirlo. Vedi solo facce irascibili simili a cera, bocche spalancate, una valanga di rumore biliare che si riversa su di te, le dita che colpiscono l’aria, le braccia che si agitano freneticamente. Una massa ribollente di impazienza e disapprovazione. Il colpo di un martelletto che viene impugnato interrompe la cacofonia e tutti gli occhi si girano, compresi i tuoi su di me, mentre io mi siedo dall’altra parte e al di sopra di te. Vestito in abito giudiziario in accordo col mio stato, ti fisso, gli occhi socchiusi e tu ti restringi di nuovo sotto questo sguardo incrollabile.

“Bene,” annuncio, “Che cosa hai da dire in tua discolpa?”

Tu aggrotti la fronte, confusa da questa domanda. Non sai nemmeno perché sei qui. Non riesci a pensare lucidamente perché hai un forte tremore in mezzo alla fronte e un senso di nausea che sale e scende nello stomaco. Le tue mani tremanti afferrano il parapetto del banco ma tu resti in silenzio.

“Ho detto,” dichiaro a voce più alta, “cosa hai da dire in tua discolpa?”

La folla riunita inizia a dire in coro.

“Che cosa? Che cosa? Che cosa? Che cosa?”

Il rumore aumenta mentre quelli che si sono ammassati nell’aula si sporgono in avanti formando pareti di facce beffarde e sardoniche tutt’intorno a te. Le gallerie sono piene di avidi curiosi e il rumore fa sentire il proprio effetto su di te. Il martelletto ancora una volta interrompe la folla e cala il silenzio. C’è un’aria di attesa mentre io e la folla aspettiamo che tu parli. Senti un colpo al fianco mentre uno dei luogotenenti ti dà una gomitata, un selvaggio sollecito per farti parlare.

“Non capisco perché sono qui”, dici. La tua voce sembra debole e silenziosa, ma è evidente che tutti ti hanno sentito dato che c’è un’inspirazione collettiva e poi senti i commenti lanciati verso di te a intermittenza.

“Idiota!”

“Vergognosa!”

“Così irrispettosa!”

“Stupida!”

I tuoi occhi tornano verso me e mi vedi che mi preparo irto di umiliazione.

“Non capisci?” Esplodo. La folla inizia a farfugliare.

“Non capisce!” “Non capisce!”

“Che impertinenza, dovresti sapere perché sei qui,” dichiaro indicandoti il martelletto contro. Il rumore della folla si attenua mentre la gente si protende in avanti per sentire cosa hai da dire.

“No, non capisco.”

“Beh, dovresti capire e dovresti rivolgerti a me correttamente,” continuo.

“Scusa?”

“Ah, ti scusi, vero? Per cosa ti scusi?” Chiedo cogliendo la tua risposta.

“Ehm volevo dire che non capivo cosa intendessi.”

“Ah, l’ennesima mancanza di comprensione,” annuncio ai versi di disapprovazione della folla. Puoi vedere le teste che si scuotono tutto intorno a te.

“Sei un’idiota? Una pazza? Una sempliciotta? “Chiedo.

“Certamente no.”

“Certamente no, mio signore”, rispondo con un sorriso che non trasmette alcun calore.

Tu aggrotti le sopracciglia ancora insicura su cosa diavolo stai facendo in questo posto e chi sono tutte queste persone, e soprattutto perché io sono seduto come un giudice che ti presiede. Ti do un’occhiata incoraggiante. Tu guardi a sinistra e a destra sentendoti incerta prima di parlare di nuovo.

“Certamente no, mio signore.”

“Finalmente qualche progresso”, dico. La folla annuisce in segno di approvazione.

“Allora, ti chiederò di nuovo, cosa hai da dire in tua discolpa?”

“Non capisco perché sono qui”, alzo le sopracciglia in attesa, “mio signore.”

“Bene, dovresti!” Esplodo io in una rabbia improvvisa.

“Sì, dovresti, sì dovresti”, ripete la folla.

“Perché sono qui?” Dici ma la tua domanda è soffocata dal rumore.

“Una settimana di trattamento del silenzio” annuncio e sbatto il martelletto con un sonoro crack.

“Per cosa?” Gridi sconcertata e allarmata. Alla tua domanda vi è un sussulto tra la folla.

“Due settimane per una tale impertinenza”, aggiungo.

“Non è giusto.”

“Tre settimane perché sfidi la nostra autorità”, annuncio.

“Tu non puoi giudicarmi, questo è ridicolo, non so nemmeno perché sono qui, non so di cosa sono accusata”.

“Tre settimane di trattamento del silenzio e una dose di triangolazione con un rimpiazzo di nostra scelta,” grido io con uno sguardo allegro negli occhi.

“Non puoi farlo”, rivendichi.

“Cosa?” Ruggisco, “Posso fare quello che mi pare.”

“Questo deve essere contro la legge; non è giusto.”

“Io sono la legge!” Ruggisco.

“Di sicuro dovresti dirmi cosa ho fatto?”

“Non devo fare nulla di ciò che dici tu, sono io il giudice.”

“E che dire della giuria, di sicuro loro dovrebbero decidere se sono colpevole o meno, qualunque sia la cosa di cui sono accusata.”

Per un attimo appaio riflessivo.

“Sì, hai ragione, molto bene, lo permetterò,” decreto in tono magnanimo, “non sia mai detto che questa corte è ingiusta. Chiedi alla giuria.”

Indico i giurati seduti sul lato destro e tu li noti per la prima volta. Stanno tutti fissando te. In realtà vedi dodici volte la mia faccia che ti fissa.

“Colpevole!” Annuncia il primo giurato.

“Aspetta, non ti ho ancora chiesto di che cosa sono colpevole!” Protesti tu.

“Colpevole!” Grida il secondo giurato.

“Colpevole!” Grida il terzo.

Tu scuoti la testa completamente sconcertata dall’annuncio di questi verdetti.

“È assurdo, non mi è stata letta alcuna accusa, non ho fatto alcuna ammissione e ci dovrebbe essere un processo. È uno scherzo!” Gridi.

“Sei mesi di gaslighting da eseguire consecutivamente alla sentenza precedente!” Urlo sopra il raglio della folla.

“Non è giusto.”

Le dichiarazioni di colpevolezza continuano a risuonare mentre la folla canta “colpevole, colpevole, colpevole!”.

Un uomo si sporge dentro il banco degli imputati da dietro di te, ti infila un microfono sotto il naso.

“Ciao, Ian Sim del Quotidiano Diffamazione, come ti senti?”

“Cosa?” Rispondi indietreggiando mentre compare un altro microfono.

“Ciao, Mark Mywords dal Bugiardo Globale, come ci si sente ad essere una persona così orribile?”

“Non so di cosa stai parlando.”

“Ciao, Ivor Stain di Channel Bias, pensi di poter affrontare questa sentenza?”

“May Day da Cattive Notizie, è la tua famiglia che ti ha fatto fare questo?”

Altre facce si appoggiano al banco, accalcandosi l’una sull’altra mentre le domande vengono scagliate contro di te. La rumorosità della folla continua mentre i suoi componenti si spingono a vicenda in un delirio. Tu vedi la mia faccia dodici volte mentre i giurati saltano su e giù, fischiando e ridendo mentre indicano nella tua direzione continuando a gridare “colpevole”. Attraverso tutto questo puoi sentire la mia voce da baritono mentre sempre più punizioni si aggiungono alla già fiorente lista e la tua testa gira con la raffica di suoni. I volti si confondono, la nausea ti sale e il cuore ti martella nel petto. Hai caldo, ti senti svenire e le braccia ti afferrano da tutte le parti e ti trascinano lungo il banco.

“Cosa sta succedendo, non capisco, cosa si suppone che abbia fatto?” Mormori.

“Non preoccuparti,” dice una voce calma e tu volti il capo e vedi un’elegante signora accanto a te, i luogotenenti che una volta erano lì sono scomparsi. Chi è questa donna? Da dove viene? Non l’hai mai vista prima.

“Non preoccuparti”, ripete, “Mi prenderò cura di lui al posto tuo”, sorride e ti lascia subito andare. Si allontana dal banco degli imputati e viene verso di me mentre tu cammini con passo malfermo verso la cima delle scale, l’oscurità delle celle da qualche parte sotto di te e poi cadi in avanti e precipiti nell’abisso sottostante.

H.G. TUDOR

The Narcissist Always Judges You

👤 CAPRO ESPIATORIO

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“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat

👤 INFERNO FANGOSO

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Oggi ho una giornata impegnativa. Molto da fare e molte persone a cui farlo, ma quando hai a cuore gli interessi di qualcuno, beh, questo è quello che devi fare non è vero? Ho l’elenco dei numeri di telefono che ho annotato dal tuo telefono quando vi ho avuto accesso. Non è stato difficile farlo. Usando la mia famosa abilità di muovermi senza fare molto rumore, sono sgattaiolato dietro di te, ti ho visto immettere la password del tuo telefono e l’ho immagazzinata in memoria perché potessi usarla quando stavi dormendo. Ovviamente ho dato una buona occhiata a tutti i tuoi messaggi, il tuo diario e le e-mail ma questa è un’altra storia. Ho riconosciuto i nomi di molte persone e ho preso nota dei loro numeri all’interno del mio libricino e poi l’ho nascosto pronto ad usarlo per quando decidessi che era il momento giusto. Ora quel momento è arrivato e spetta a me fare questo passo.

Il primo numero che inserisco nel mio telefono è quello di Sarah, una tua amica. Lei risponde dopo due squilli. Come molte persone è collegata al telefono in maniera chirurgica.

“Ciao Sarah, sono HG. Ascolta, volevo solo farti sapere, dal momento che sei una sua buona amica, che Gemma è, beh, penso che il modo più semplice per spiegarlo sia che non sta bene, non sta affatto bene. Cosa voglio dire? Si sta comportando in modo piuttosto strano. La minima cosa sembra che la faccia urlare o piangere. All’inizio mi chiedevo se fosse solo, sai, le cose delle donne, ma va avanti da mesi ormai. Non ne avevi idea? No, lo so, non ho detto niente prima perché speravo di poterla aiutare ad affrontarlo, ma è troppo anche per me. Ho intenzione di aiutarla in qualche modo. Cerco di parlarle ma lei si chiude a riccio con me, mi risponde col silenzio e poi un po’ più tardi mi accusa di non interessarmi. Penso che non dorma bene e mi ci vuole una vita per farla mangiare. Dovresti venire? No, grazie, è gentile da parte tua, ma non voglio che lei faccia qualcosa che possa turbarti. Ha un comportamento molto irregolare, ma è qualcosa di più che semplici sbalzi d’umore. Ho intenzione di darle l’aiuto adatto, ma ti avverto solo che se ti contatta, sappi che non è se stessa. Ha detto cose sulle persone, me incluso, che non sono molto belle e non voglio che questo periodo di malattia influenzi la sua relazione con i suoi amici, sai come alcune persone possono essere eccessivamente sensibili a ciò che qualcuno dice e a loro sfugge il fatto che non stanno bene. Sì, va bene. Sì, penso che sarebbe una buona idea se le dai giusto un po’ di spazio. Sì assolutamente. Se lei ti contatta, fammi sapere, ora hai il mio numero sul tuo telefono. Sì, riferirò le tue parole gentili, e grazie per il tuo aiuto a Sarah, è molto apprezzato in questo momento difficile”.

Termino la chiamata e metto un segno di spunta accanto al nome di Sarah. Era molto comprensiva e apprezzava appieno il bisogno di spazio per permetterti di migliorare. Ora, chi è il prossimo. Ah, sì, un’altra delle tue amiche, Helen. Chiamo Helen e spiego la situazione pressoché parola per parola come ho fatto con Sarah. Chiede maggiori dettagli su ciò che non va e io a malincuore le dico della violenza e della menzogna. È scioccata posso dirlo e passa diverso tempo a cercare una diagnosi amatoriale su cosa potrebbe essere. Ascolto mentre si dilunga nel parlare, mentre io controllo il mio orologio e noto che ho anche altri nomi da affrontare. Alla fine riesco a concludere la chiamata e piazzare un altro segno di spunta. Continuo a lavorare sulla tua lista di amici, aggiungendo le spunte. Poi c’è John, il tuo istruttore di fitness.

“Ciao John, sono HG, il compagno di Gemma. Non ci siamo incontrati. Guarda John, è una telefonata difficile da fare, ma Gemma non sta bene al momento. È abbastanza serio. Sì, grazie, è un momento difficile, ma sto facendo del mio meglio per aiutarla. Al momento non è chiaro di cosa si tratti, sto chiamando un dottore che venga a vederla oggi, ma è molto difficile che lei si trovi nei paraggi. Potrebbe soffrire di una sorta di esaurimento nervoso provocato dallo stress. Sì, è una preoccupazione. So che non avresti pensato di vederla fuori da casa nostra, ma penso che questo stia andando avanti da un po’ di tempo, sai, ha persino iniziato a dirmi che ti avrebbe sposato. Sì, lo so che è ridicolo vero? Sei già sposato? Pensavo che tu lo fossi. Non preoccuparti, so che non sta succedendo nulla, sono sicuro che tu sei troppo professionale per quel genere di cose, ma questo è parte del problema, continua a venir fuori con commenti strampalati e io posso reggerla, ma mi preoccupo che gli altri non possano quindi lei non avrà bisogno dei tuoi servizi fino a nuovo avviso. Pagamento? Ebbene sì, se lei ha un accordo con te allora continua a recepire il suo pagamento mensile, dopo tutto questo non è colpa tua, vero? Ti farò sapere quando starà di nuovo bene, ma nel caso in cui lei cerchi di contattarti, penso che sarebbe meglio se tu non le rispondessi, non voglio che lei ti causi problemi, specialmente tra te e tua moglie. Grazie John, la tua discrezione è apprezzata.”

Un’altra spunta e una chiamata simile vengono fatte al tuo gruppo corale e al tuo club del libro. Il prossimo è il tuo datore di lavoro. Ti ho fatto prendere una pausa oggi con il pretesto di farti fare una dormita e poi di fare qualcosa insieme. Siamo rimasti alzati fino a tardi ieri sera, quindi sei ancora addormentata al piano superiore, permettendomi di fare queste importanti telefonate. Il tuo datore di lavoro è comprensivo e posso confermare che verranno presi accordi per fornire il certificato del medico competente perché ho spiegato che questa situazione dovrebbe durare un certo numero di settimane. Il mio piano passa quindi senza indugio ad accordarmi perché il medico locale faccia una telefonata a casa dopo aver spiegato all’addetta alla reception, in tono preoccupato, che farti uscire di casa nel tuo stato attuale potrebbe essere un rischio per te e per le altre persone. È stata molto comprensiva e ha confermato che un medico avrebbe provveduto dopo l’intervento chirurgico, verso le 17:00. I prossimi della lista sono i tuoi familiari. Mi sono assicurato il vantaggio di persuaderti a trasferirti con me lontano da loro e ora sono lontani un volo da qui. L’inconveniente di dover volare e la distanza è qualcosa che sfrutto mentre chiamo i tuoi genitori e tua sorella, preavvisandoli che potrebbero incontrare alcuni spiacevoli commenti su di loro e soprattutto su di me date le sue condizioni. Li assicuro che mi sto prendendo cura di te e non c’è davvero bisogno che loro vengano fin qui. Confermo che li terrò aggiornati e sono contento di aver preso una pausa dal lavoro per prendermi cura di te e che ho predisposto che un dottore ti segua. Trascorro molto tempo a sciorinare esempi del terribile comportamento che hai esposto, spiegando le cose terribili alle quali sono stato sottoposto e le bugie che hai raccontato su di me, sui tuoi amici e sulla tua famiglia. Spiego che io posso gestire la cosa, ma mi sento così dispiaciuto per i tuoi genitori e tua sorella che devono sentire queste cose e per evitare che accada di nuovo la cosa migliore è contattare me e non te e tenerti alla larga. Spiego che capisco che è difficile, ma sarà il miglior risultato per tutti gli interessati se ti viene impedito di attaccare e ferire le persone. Le mie spiegazioni e le mie buone intenzioni vengono accettate e vengo ringraziato per la mia comprensione e il mio supporto.

Il segno di spunta finale viene inserito nell’elenco e metto giù il telefono e la penna. Ora dovrei davvero andare a lavarmi le mani dopo aver spalmato tutto quel fango in giro.

H.G. TUDOR

Muddy Hell

📰 LA PARANOIA DELL’ASSASSINIO DI PERSONALITÀ

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L’assassinio di personalità. Stretto cugino della campagna diffamatoria. Nonché costruito su una base di bugie, doloroso ed efficace. La campagna diffamatoria è rivolta verso l’esterno, ovvero è indirizzata a terze persone per influenzare il loro modo di pensare. Un assassinio di personalità è diretto a te e su di te. Ci sono tre modi per assassinare la tua personalità. Il primo è dirti cose che sono spiacevoli, umilianti e odiose che di conseguenza intaccano e feriscono il tuo senso di benessere. Il secondo è quello di fare certe cose per te denigratorie, irrispettose e cattive che fanno sì che il tuo senso di autostima venga eroso, per esempio omettere di prepararti qualcosa da mangiare (come se ti considerassimo inesistente) o farti impegnare in qualche pratica sessuale che ritieni di cattivo gusto (portandoti così a sminuire te stesso). Questi due metodi sono ovvi e diretti. Il terzo metodo è un modo particolarmente insidioso e problematico di influenzare la tua personalità. Ti diciamo che le altre persone pensano male di te, non ti apprezzano e stanno dicendo cose su di te. Non è così, naturalmente. Noi evitiamo o riduciamo qualsiasi rischio che tu lo scopra dicendotelo.

“Non ha senso chiedere a loro, naturalmente, sono obbligati a negarlo, ma fidati di me, li ho sentiti. Non pensavano che potessi sentire.”

Inoltre, mentre accresciamo la tua paranoia e ti facciamo star male, cogliamo anche l’opportunità di innalzare il nostro merito con te affermando,

“Ovviamente io non penso questo di te, ma ho pensato che fosse giusto farti sapere cosa viene detto su di te.”

Naturalmente pensiamo questo di te perché questa menzogna viene generata da noi. Di conseguenza, siamo in grado di evitare qualsiasi colpa verso noi stessi (uno dei nostri obiettivi chiave) mentre a te diamo diverse sferzate causate da commenti immaginari di altre persone e attingiamo carburante dalla tua reazione confusa e turbata. Ci sono cinque metodi con cui creiamo uno presunto stress generato da altre persone contro di te, come parte di questo assassinio di personalità per procura.

1. Tutti dicono….

Tutti parlano di te. Lo stanno dicendo tutti. Ci si deve sentire malissimo a essere la chiacchiera del vicinato, l’oggetto di pettegolezzo del villaggio e l’obiettivo delle malelingue. Pensa, mentre ti stai incamminando per andare al negozio all’angolo quei due vicini in piedi sul prato ti sorrideranno e ti saluteranno allegramente con la mano, ma non appena sarai passato parleranno di te. Sì, tutti dicono questo di te. Parleranno al telefono di te, spettegoleranno nei salotti e si scambieranno opinioni in quel negozio all’angolo, così si azzittiranno al tuo arrivo e riprenderanno la conversazione appena te ne sarai andato. Oh, lo so che appariranno carini e ti tratteranno come sempre, ma credimi, questo è perché sono doppiogiochisti con te. Li ho beccati sul fatto. Ho sentito per caso i commenti e qualcuno l’ha persino detto a me. No, non dirò chi, non c’è bisogno. Naturalmente ti ho difeso da quello che dicevano. Non è stato affatto piacevole ma poi essere considerata come la bici locale, la troia, la puttana e la megera non è bello vero, ma è quello che tutti dicono di te.

2. Tutti pensano…

È una percezione collettiva di te quella che ha guadagnato pubblico là fuori. Un’associazione di opinioni che viene espressa e condivisa da molte persone. Lo pensano nella tua palestra, lo pensano alle prove del coro, lo pensano nella scuola, nel supermercato e alla stazione di servizio. Come lo so? Beh, diciamo che fortunatamente per te ho persone che tengono occhi e orecchie aperti per il tuo bene. No, non c’è bisogno di ringraziarmi, lo faccio per proteggerti naturalmente, ma la mia piccola rete di guardiani, per così dire, mi riporta le cose di volta in volta e mi dicono che tutti pensano che tu abbia un problema con il tuo caratteraccio. Sì, hai la reputazione di essere un po’ vulcano, un commento sbagliato e boom! Te ne vai. Ad essere onesto, ho avuto i miei sospetti che loro pensassero questo prima ancora che la mia rete di guardiani me lo dicesse. È il modo in cui ti guardano. Tu probabilmente non l’hai notato, ma c’è un’inquietudine nei loro occhi, un nervosismo nei loro discorsi e io l’ho verificato, dal momento che mi è stato detto ciò che pensavano davvero, che avevano paura che stessi per esplodere e ti scagliassi contro loro. L’ho visto molte volte e so cosa pensano tutti di te.

3. Sai che opinione hanno di te, vero?

Non è un’alta opinione, temo. Non so da dove viene a essere onesto, voglio dire, dopotutto, non è che siano proprio nella posizione di giudicare, ma credo che alcune persone se ne dimentichino quando sono gelose. Sì, questo è ciò che sta dietro le loro cattive opinioni. Sono del parere che tu sia un arrampicatore sociale, un mercenario che cerca solo una cosa, i miei soldi. È inevitabile che si facciano questa opinione, naturalmente. Io ho successo, guadagno bene e abbiamo questa bella casa, due macchine, andiamo spesso in vacanza e nessuna preoccupazione per le bollette. Suppongo che debbano considerare con invidia il fatto che tu non lavori e passi molto tempo a fare shopping. Ogni volta che durante i tuoi viaggi parcheggi ed esci dall’auto con quei pacchi che provengono dalle boutique, senza dubbio dà loro fastidio. Non puoi contestare il fatto che sei stata piuttosto fortunata a stare con me. Immagino che in realtà sia difficile per loro digerire il fatto che sei venuto da un, beh come potrei metterlo, un contesto meno benestante e ora qui stai conducendo uno stile di vita molto elevato. Suppongo che abbiano questa opinione di te perché pensano che non dovresti appartenere a questo ambiente. È solo gelosia e l’ho visto prima con persone così, quindi so a cosa stare attento. Potresti semplicemente tenerlo a mente la prossima volta che avrai a che fare con loro, ammesso che lo farai ancora.

4. Non farai colpo per questo.

Voglio dire, io l’ho sopportato perché, beh, stiamo insieme vero, e questa è l’essenza di una relazione, è vero, ma so dal modo di pensare delle nostre famiglie e dei nostri amici che il tuo atteggiamento non farà una buona impressione. Non hai pensato che ci fosse qualcosa che non andasse? Beh, no, ma suppongo che diranno che sei obbligato a dire questo vero? Si aspettano alti requisiti, suppongo. Ti sei fatta la spina dorsale in questo campo ma aver fatto una cosa del genere non farà colpo su tutte queste persone. Oh, sono sicuro che presto ci passerano di sopra, ma ho pensato che fosse giusto dirti come vedranno il tuo atteggiamento. Posso vedere che ti preoccupa e ho ragione perché tu sei riflettente in questo contesto, ma forse hai bisogno di pensare prima di fare cose del genere in futuro. In effetti, sarebbe probabilmente la cosa migliore se non andassi più a quegli eventi giusto? In effetti, ti suggerirei di mantenere un profilo basso per un po’ di tempo nei confronti delle persone in generale e verrai considerata meglio a restare a casa e restare fuori dal loro tiro. In questo modo possono davvero dimenticare il tuo atteggiamento insignificante e potrai voltar pagina. Non ti preoccupare, naturalmente hai sempre me.

5. Non sono solo io che penso …

Ti sto solo dicendo questo per il tuo bene perché mi importa di te ma devi fare qualcosa riguardo alla tua abitudine di bere. Guarda, sono ragionevolmente rilassato, so quanto lavori duramente e ti piace rilassarti con un paio di bicchieri di vino. Lo capisco, ma sono solo preoccupato per la tua salute. Spesso sei anche piuttosto scontroso la mattina dopo, sai, irascibile, e te la sei presa con le persone, sei stato brusco con loro. So che non la pensi così ma fidati, non sono solo io che penso che questo stia causando un problema. Alcune persone mi hanno fatto notare anche questo. Niente di importante ma non vogliamo che ci sfugga di mano, vero? È così che ti fai una reputazione, dopotutto, e non vuoi questa, vero. Qua si va ben oltre comunque, è giusto un timore. Lo penso anch’io, ma come ho detto, sto considerando questa cosa più dal punto di vista della salute, so che gli altri sono preoccupati di come ti comporti con altre persone, inclusi un paio di tuoi colleghi, quindi devi rifletterci perché sai cosa succede quando le persone iniziano a pensare cose su di te, in qualche modo risulta un fatto concreto e diventa molto difficile da cambiare.

L’assassinio di personalità per procura ha un altro scopo. Ti fa aggrappare più forte a noi. Là fuori c’è un mondo orribile e incerto. Le persone a cui pensavi di piacere stanno dimostrando che non è così. Siamo il tuo unico compagno quindi faresti meglio a fare ciò che vogliamo se vuoi tenerci.

H.G. TUDOR

The Paranoia of Character Assassination

📰 PERCHÉ IL NARCISISTA TI VUOLE MORTO

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“Giuro che ti uccido!”

“Sarà meglio che tu lo faccia o sei morta!”

“Spero che tu muoia!”

“Stai per morire.”

Potresti aver facilmente sentito queste minacce e dichiarazioni di intento da parte della mia tipologia. Il brutale Narcisista Inferiore che erompe in una reazione vulcanica d’ira che afferra un coltello da cucina e lo agita in aria contro la propria vittima, il Narcisista Medio autocommiserante che in una scenata di impotenza ed odio esprime il desiderio che tu sia morto oppure le terribili parole dette con il sorriso da rettile del Narcisista Superiore; ogni scuola ha il suo modo personale di emettere queste minacce.

Però, è solo un desiderio o è la volontà di vederti morto? Queste parole vengono dette più per effetto che per la realtà di assassinarti, causando un “incidente” o sperando che qualche atto intervenga a strapparti da queste spoglie mortali?

La posizione generale è che non vogliamo veramente la tua morte in senso fisico. Ci sono eccezioni degne di nota, che affronteremo più avanti, ma è raro che queste eccezioni si manifestino. La realtà è che questi numerosi commentatori credono che vogliamo la tua morte e la verità è, che non è non è così. Questo è un altro mito riguardo la nostra tipologia, che il nostro desiderio ultimo, la nostra espressione finale di vittoria su di te sia ucciderti. È ampiamente sbagliato ed ecco perché: –

1. Un dispositivo morto è un dispositivo inutile. Il tuo scopo è triplice per noi, sia che tu sia una fonte terziaria, secondaria o primaria. Tu esisti per fornirci carburante, doti caratteriali e/o benefici residuali e più importante è il dispositivo nella nostra matrix del carburante, più è facile che tu provveda a tutti e tre e che lo fai in modo straordinario. Di conseguenza, se tu ci fornisci delle cose che vogliamo e di cui abbiamo bisogno non ha senso renderti incapace di farlo. Ma, sento che chiedi, cosa succede se il dispositivo non funziona più nel modo in cui vogliamo? Una domanda legittima.

Primo, quando smetti di funzionare nei termini di fornitura di carburante positivo (non abbastanza/ non abbastanza frequentemente / diventa stantio) noi passiamo alla svalutazione e anche se ti odiamo e ti mettiamo nella lista nera per la tua slealtà nel non adempiere più il tuo specifico ruolo attraverso l’offerta di carburante positivo, ha ancora un ruolo da svolgere. Diventi la fonte di carburante negativo.

Secondariamente, hai ancora un ruolo come fornitura di doti caratteriali e benefici residui. Potresti supportarci finanziariamente, prenderti cura di noi, mandare avanti la casa, occuparti dei figli e altre cose che non solo ci apportano benefici quotidiani ma supportano la nostra facciata che ha somma importanza.

Terzo, sei necessario allo scopo di triangolazione con gli altri nostri dispositivi e mantieni la provvista di carburante mentre cerchiamo il tuo rimpiazzo finale.

Ora tu chiedi, cosa accade quando scegliamo di dis-impegnarci, chiaramente non abbiamo più alcun desiderio di interagire con te, perché allora non ti uccidiamo? Questo ci porta alle altre ragioni per cui scegliamo di non ucciderti.

2. Fermo restando il nostro disprezzo per le regole, la legge e i regolamenti, quelli ad alto funzionamento della nostra categoria sono consci delle interferenze che vengono da quei ficcanaso delle forze dell’ordine se ti uccidessimo. Porta controlli indesiderati e potenzialmente impastoia il nostro diritto di fare ciò che vogliamo e non siamo così stupidi da agire in un modo che ci comprometterà palesemente.

3. Ti trattiamo come se fossi morto senza l’inconveniente di ucciderti. Ti cancelliamo concretamente quando ci concentriamo sul nuovo Partner Fonte Primaria tramite il nuovo periodo d’oro. Quindi, ignorandoti, rimuovendoti dai social, bloccandoti, non rispondendo ai tuoi messaggi e alle chiamate, ti abbiamo “ucciso” e questo ci offre un risultato molto più soddisfacente.

4. Tu vieni “mantenuto in vita” per l’inevitabile recupero. Anche se quando ci siamo dis-impegnati vederti, interagire o fare qualunque cosa con te è l’ultima cosa sulla nostra lista, inconsciamente rimane un vantaggio nel mantenerti in vita in modo da poterti recuperare per il carburante (positivo o negativo) o raggiungere un tale obiettivo riportandoti nella Relazione Ufficiale per acquisire gli altri aspetti degli Obiettivi Primari. Ricorda, che c’è stato un notevole investimento su di te e anche se “ti uccidiamo” mettendoti fuori dalla nostra mente durante il periodo d’oro con la nuova Partner Fonte Primaria, vorremo attingere dal nostro investimento a tempo debito. Quindi, non c’è nessun motivo per ucciderti fisicamente.

5. Ci sono metodi alternativi con cui possiamo effettivamente assassinarti senza potenziali rischi per la libertà. Gli strumenti chiave con cui viene fatto sono i seguenti: –

a. Assassinio di Personalità – (La Paranoia dell’Assassinio di Personalità)

b. Diffamazione – (La Diffamazione Dell’Empatico)

c. Trattamento del Silenzio. (L’Assassino Sorridente) e (17 Salve Di Silenzio)

d. La Svalutazione nel suo insieme.

Quindi anche se non ti uccidiamo fisicamente, abbattiamo la tua persona, la tua reputazione, la tua autostima, il tuo senso di esistere, la tua connessione con noi e continuiamo ad attingere carburante da te, cosa che non potremmo fare se fossi fisicamente morto.

5. La Punizione. Rimanendo vivo possiamo punirti. Questo afferma e mantiene il nostro senso di superiorità, permettendoci di attingere carburante e garantendoci di sentire un senso di successo e castigo contro di te. Implica anche che possiamo continuare a punirti, qualcosa che non potremmo fare se ti avessimo davvero assassinato.

6. Affermando il nostro intento o desiderio di ucciderti, questa semplice forma di minaccia comporta la capacità di ottenere carburante provocando una reazione da parte tua, ma ci permette di istituire la superiorità. È una semplice frase ma porta con sé un grande potere. Questo basso dispendio di energia con il massimo impatto attrae moltissimo la nostra tipologia e quindi ha molto più senso per noi MINACCIARE che UCCIDERE. Sì, in quel momento vogliamo ucciderti o vederti morto perché hai fatto qualcosa che ci ha mortalmente offeso e quindi la nostra reazione nel pronunciare queste parole è totalmente in accordo con il desiderio di uccidere ma non lo faremo realmente (e alla fine non vogliamo nemmeno farlo) perché va contro i nostri bisogni fondamentali.

Quindi per tutte queste ragioni anche se possiamo dire che ti vogliamo morto o che vogliamo ucciderti, la realtà è che non lo facciamo e non lo vogliamo.

Quindi questa è la regola generale, però, come tutte le regole, ci sono delle eccezioni. Quali sono le eccezioni in cui il desiderio di ucciderti viene agito?

1. La perdita di controllo tramite l’innesco della rabbia. Anche se l’innesco della furia può risultare potenzialmente in ogni scuola di narcisisti entrando in una frenesia dove c’è violenza fisica, è il Narcisista Inferiore che è più facile che uccida come conseguenza della perdita di controllo. Questo non significa che tutti gli Inferiori uccidano, ma piuttosto, che di tutte le scuole, quando c’è una pericolosa perdita di controllo per via della rabbia, allora l’Inferiore vuole uccidere, può e lo fa. Il carburante proveniente dall’atto, mentre accoltella, picchia, soffoca o colpisce sarà significativo ma non abbastanza per curare la ferita che ha fatto sì che l’ira si accendesse e la perdita di controllo, implica che l’atto omicida continui fino a che la vittima muore. Con questo il carburante proveniente dalla vittima si blocca. Il narcisista potrebbe ottenere carburante anche dalla reazione di chi assiste ma alla fine questo scoppio di carburante è andato via con la scomparsa della vittima. l’Inferiore omicida potrebbe utilizzare il fatto di aver ucciso per ottenere carburante in futuro ma per ora, ha perso il suo principale dispositivo (se per esempio ha ucciso il Partner Fonte Primaria) e quindi affronterà una crisi di carburante se non ottiene carburante da fonti alternative.

2. Sta andando, sta andando, è andato. Queste sono le circostanze in cui il narcisista riconosce che il principale fornitore di carburante “se ne sta andando” e quindi il carburante sta per essere perso. Non è la situazione in cui il dispositivo sta scappando o sta lasciando- la nostra prospettiva narcisistica secondo cui tu ci appartieni per sempre implica che la tua fuga, abbandono o partenza non sia qualcosa che avverrà perché noi ti controlliamo e ti riportiamo sotto il nostro controllo tramite un Grande Recupero Preventivo o attraverso dei Recuperi Successivi. Quindi se qualcuno sta per scappare, trasferirsi ecc.. questo non è applicabile. La situazione di “Sta andando, sta andando, è andato” si applica quando il dispositivo è a rischio di morte. Ci sono due situazioni chiare in cui si verifica: incidente grave o malattia terminale e suicidio. Per quanto riguarda malattia terminale o incidente, il narcisista sa che la fonte di carburante non starà in giro a lungo e quindi “aiuta” questa persona sulla via e questo affascina particolari narcisisti. Devono anche esserci benefici particolari associati con questo tipo di atto, ossia vendetta per essere stato ferito, punizione per aver inveito contro il controllo del narcisista e cose simili.

Per quanto attiene al suicidio, se il narcisista riconosce che la vittima è molto debole e quindi è vicina a terminare la propria vita e di conseguenza a deprivare (con un atto finale di sfida) il narcisista di carburante ecc., il narcisista incoraggerà queste persone a togliersi la vita e le spingerà oltre il limite. Questo è raro, ma si accorda con il desiderio da parte del narcisista di punire e ottenere vendetta. Questa punizione e vendetta vanno oltre ciò che viene normalmente sperimentato e sarebbero conseguenza di un maggiore smascheramento e/o maggiore ferimento. Quindi se un individuo è nella situazione in cui c’è ideazione suicidiaria, il narcisista ne è consapevole e percepisce che è facile che accada, in accordo con la visione divina di sé e il bisogno di punire vendicandosi farà pressione, blandirà, incoraggerà e manipolerà per spingere la vittima oltre il limite così che lui o lei commettano suicidio.

3. Cattiveria. Un Narcisista Superiore vuole che tu muoia. Non c’è lo scenario “Sta andando, sta andando, è andato” che potrebbe essere sfruttato da ognuna delle scuole di narcisisti. In questo caso il malvagio e calcolatore Superiore ha determinato che la tua morte è richiesta. Ripeto, questo è raro e il Superiore avrà valutato che la perdita di un utile dispositivo è compensata dal bisogno di neutralizzare questa persona. Non ci sarà il pestaggio pieno di rabbia sgraziata del Narcisista Inferiore, o il soffocamento del genitore malato di cancro tramite cuscino del Narcisista Medio. Qui il Superiore ti vede come un problema, un ostacolo che deve essere rimosso. Solitamente sarà così perché il Superiore riconosce che tu hai accesso ad informazioni che causeranno a lui o lei notevoli difficoltà o che tu hai la capacità di creare un problema significativo di smascheramento. Il Superiore non prenderà questa strada alla leggera, piuttosto lui o lei cercheranno di manipolare la situazione in modo alternativo, ma alla fine l’essenza malvagia del Superiore, il loro bisogno di mantenere lo status quo e la loro superiorità implica che talvolta, qualche volta c’è il bisogno di rimuovere una persona completamente. Potrebbe essere fatto tramite un incidente, potrebbe essere discreto, potrebbe coinvolgere un killer professionista, ma alcuni individui, in rare occasioni, verranno rimossi perché sono una minaccia per i piani e il controllo del Narcisista Superiore. La persona potrebbe essere un dispositivo romantico, un dispositivo d’affari o un dispositivo familiare, ma se il Superiore ritiene che la sua rimozione sia necessaria e questo supera i benefici di prolungate punizioni, torture e fornitura di carburante da parte di queste persone, allora verranno neutralizzati.

Quindi, per le circostanze prevalenti non vogliamo la tua morte, non importa quante volte venga minacciata, perché un dispositivo vivo è un dispositivo molto utile. Però, in rare occasioni ci saranno eccezioni.

H.G. TUDOR

Why The Narcissist Wants You Dead

📰 DERAGLIATO

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Fa male, non è vero? Quando vedi che siamo andati avanti con una fretta indecente e abbiamo intrapreso una nuova relazione. Con il passare del tempo potresti guardare indietro ed essere grato che ci siamo rivolti a qualcun altro anziché a te, ma nel momento in cui sai che stiamo con qualcun altro così presto dopo averti scartato (e anche quando ci sfuggi ancora punge – non ti importava affatto?) ti fa male. Certo che fa male. Hai investito così tanto nel concetto di noi e poi noi abbiamo fatto del nostro meglio per deformare, battere, distorcere, bruciare e distruggere ciò che è stato costruito. Nonostante ciò che è accaduto, rimane il fatto che tu guardi con un misto di dolore e stupore a quanto presto siamo riusciti a trovare qualcun altro e più precisamente, come mettiamo prontamente in mostra questo stato di cose attraverso i nostri ripetuti aggiornamenti e bollettini relazionali.

Non dovresti essere sorpreso da questo sviluppo comunque, una volta che inizi a capire come operiamo. Al momento in cui sei stato scartato, il tuo rimpiazzo era già pronto. Passavamo del tempo con il tuo rimpiazzo, iniziando la triangolazione, seminando i semi del tuo (inventato) comportamento psicopatico con lui e a sedurlo pronti a passare da te a lui con la stessa facilità con cui premi un interruttore. Per noi questa transizione è normale e necessaria. Per te offende il tuo senso di onestà e decenza. Se sei riuscito a sfuggirci prima che avessimo trovato o installato la fonte primaria sostitutiva ci costringi a trovare e/o installare con urgenza. Ci è stata negata la nostra principale fonte di carburante e abbiamo bisogno di crearne immediatamente una nuova. La scelta potrebbe non essere perfetta (ecco perché ti starai chiedendo perché mai stiamo con quella persona) ma noi dobbiamo stare con qualcuno e, naturalmente, vogliamo che tu lo sappia. C’è ancora del carburante da prendere da te e sofferenza da scatenare contro di te.

Eppure, qual’è la situazione se dovesse essere capovolta? Come reagiamo quando ci rendiamo conto che tu hai scelto un altro partner intimo? Qual è la nostra reazione?

Spesso questo non accade per un po’ di tempo. Le ragioni di questo sono molteplici.

1. Ci vuoi ancora. La dipendenza che abbiamo immesso dentro di te significa che, a prescindere dall’abuso e dalla svalutazione, ci vuoi ancora. Potrebbe essere per provare e correggere ciò che è andato storto, potrebbe essere perché vuoi di nuovo il periodo d’oro e/o perché hai così tante domande senza risposta.
2. Non vuoi nessun altro. L’impatto del nostro abuso è così grande che a malapena riesci a superare un giorno figuriamoci pensare di interagire con un’altra persona a livello intimo.
3. Sei preoccupato di poter essere irretito di nuovo e anche quando ricevi approcci ben intenzionati da potenziali pretendenti, li respingi perché sei troppo incerto sulle loro motivazioni. Quindi respingi le persone e preferisci non rischiare di essere irretito di nuovo.
4. Desideri concentrarti su te stesso e sul tuo recupero e non consideri l’inizio di un’altra relazione a livello intimo idonea al raggiungimento di tale obiettivo.
5. Hai la sensazione di non poter attrarre nessun altro, anche se lo volessi. La tua autostima e fiducia in te stesso sono andate in frantumi e l’abuso ha messo a dura prova il tuo patrimonio e le tue risorse, lasciandoti la sensazione di essere una prospettiva poco attraente per un potenziale pretendente.
6. La prospettiva di una relazione intima e romantica rimane troppo dolorosa dopo l’esperienza di essere tutt’uno con la nostra specie e quindi decidi di non rivangare vecchie ferite.

Comprendiamo che ci sono questi diversi motivi per cui è improbabile che tu trovi qualcuno dopo che la Relazione Formale con noi è terminata. Questo è uno dei motivi per cui siamo incoraggiati a continuare a tornare a recuperarti perché è improbabile che ci sia qualche altra persona coinvolta che si dimostra un ostacolo per noi perché mettiamo in atto un Recupero Successivo Benigno e ti riportiamo nelle nostre grinfie.

Tuttavia, succede. Alcuni di voi impiegano molto tempo prima di passare a un’altra relazione per le ragioni sopra esposte. Altri possono andare avanti con maggiore velocità, non sempre per i giusti motivi, ma non è quello che ho intenzione di esaminare qui. In effetti, alcuni di voi sono catturati da un altro membro della nostra specie, cadendo vittima dell’apparente preoccupazione e del fascino esibito da questo cavaliere bianco quando siete ancora ciechi a ciò con cui avete impattato la prima volta. Come ci sentiamo quando vediamo che tu stai con qualcun altro?

La reazione immediata è quella dell’accensione di furia. Tu appartieni a noi. Secondo i termini della Relazione Narcisistica tu ci appartieni per sempre e quindi non ti è permesso entrare in una relazione intima con qualcun altro. Questo è un termine implicito di quella situazione contrattuale. Scegliendo un’altra persona ci stai dicendo che non siamo abbastanza bravi. Come osi commettere un atto così infido? Non importa che ci siamo sbarazzati di te. Non importa che ti abbiamo trattato orribilmente e nessuno (tranne noi) potrebbe biasimarti per esserti allontanato da noi. Il fatto è che noi ci aspettiamo la tua totale lealtà per sempre. La tua scelta di qualcun altro come partner intimo (e questo vale allo stesso modo se scegli un genitore piuttosto che un altro, un fratello o un amico piutotsto che un amico narcisista) è un enorme affronto per noi e ci ferisce notevolmente. Con questa furia accesa cercheremo carburante, sia dalla nostra fonte primaria esistente che da fonti supplementari, se necessario, ma vogliamo anche attingere questo carburante da te e/o dal tuo partner intimo. Vogliamo far deragliare quello che hai. Non ti è permesso essere amato da nessuno tranne noi. Nessuno può renderti veramente felice, a parte noi. Non sarai trattato nel modo in cui meriti di essere trattato da nessuno tranne noi. Tu sei nostra proprietà e nessun altro è ammesso vicino a te. Con la furia accesa e il carburante raccolto per curare la ferita causata da questa critica, qual è la nostra reazione successiva?

1. Verrai diffamato nei confronti di terze persone. Metteremo a punto un’ulteriore campagna diffamatoria che insinua che tu stavi vedendo questa persona alle nostre spalle (anche se potresti non averla neppure conosciuta quando stavamo insieme o che sono passati tre anni da quando tu ed io eravamo nella Relazione Formale). Noi diciamo alla famiglia, agli amici e tutto ciò che possiamo quanto sei stato infedele e traditore. Questo ci fa guadagnare carburante e ha anche il potenziale per influenzare il modo in cui quelle persone ti trattano, permettendo al nostro potere di essere esteso tramite loro.
2. Verrai diffamato nei confronti del tuo nuovo partner intimo. Le bugie scorreranno spesse e veloci mentre cerchiamo di spaventarlo.

“Ho soltanto pensato di farti sapere che è interessata solo ai soldi.”

“Non lo saprai, ma ha un serio problema con il bere. Vattene finché puoi.”

“Spero che tu stia usando il preservativo dopo tutti gli uomini che quella troia ha avuto.”

“Devi dormire con un occhio aperto, è un maniaco.”

“Non ti sarà fedele, lo sai. È una facile. Lo ha fatto a me. Lo farà a te.”

“È una bugiarda nata. Scommetto che ti ha detto che sono un pazzo, non è vero? Sì, stai annuendo. Ha detto la stessa cosa a me del tipo che stava vedendo prima di me. Lei è pericolosa. Ho finito per essere ricoverato in ospedale dopo il modo in cui mi ha trattato. Non c’è bisogno di ringraziarmi, pensavo che dovessi saperlo.”

“Buona fortuna con quell’amichetto, ne avrai bisogno. Cosa voglio dire. Blimey, da dove comincio?”

Il tuo nuovo partner verrà diffamato ai tuoi occhi da noi.

“Ho solo pensato di farti sapere che lui è interessato solo ai soldi. Ho scoperto che non ha un pitale dentro cui pisciare. Non voglio pensare che prenda i tuoi soldi.”

“Non lo saprai, ma ha un serio problema con il bere. Vattene finché puoi. Il mio amico è un dottore e ha visto che è stato in terapia per il bere eccessivo. Ho pensato che dovessi saperlo.”

“Spero che tu gli stia facendo usare i preservativi dopo tutte le donne che ha avuto quel puttaniere.”

“Devi dormire con un occhio aperto, è un maniaco. Il mio compagno è un poliziotto. Ha un elenco di condanne lunga come il tuo braccio. Certo che se glielo chiedi lui lo negherà, ma tu mi conosci, mi sto solo prendendo cura di te. L’ho sempre fatto.”

“Non ti sarà fedele, lo sai. È un infedele. Lo ha fatto a sua moglie. Lo farà a te. Come lo so? Amico di un amico.”

“È una bugiarda nata. Scommetto che ti ha detto che sono un pazzo, non è vero? Non mi conosce neppure e sta dicendo cose su di me. Immagina cosa inizierà a dire di te? È solo questione di tempo.”

“Buona fortuna con quello, ne avrai bisogno. Cosa voglio dire. Blimey, da dove comincio?”

4. Aspettati Recuperi Successivi Benigni mentre affermiamo quanto ci manchi, quanto ti rivogliamo, quanto siamo migliori di questa persona. Se siamo appagati dalla nostra fonte primaria, questo può sempre essere fatto non per riportarti da noi ma solo per rovinare la tua relazione, così tu lasci quella persona aspettandoti di tornare con noi e poi noi ti voltiamo le spalle. Tutto ciò che conta è il carburante che viene dalla nostra nuova fonte primaria ancora funzionante, dalla tua reazione sconvolta al nostro comportamento e dalla consapevolezza di aver rovinato la tua relazione.
5. Intimidazione e recuperi maligni per far sì che il tuo nuovo partner intimo pensi che semplicemente non ne vale la pena, così finisce per lasciarti. “Tu mi piaci, ma è il tuo ex, mi spaventa e non posso permettergli di causarmi problemi al lavoro, mi dispiace, ma devo chiudere.”

Noi vogliamo far deragliare la tua nuova relazione. Vogliamo controllarti. Non vogliamo vederti esercitare il controllo sulla tua vita scegliendo di stare con qualcun altro. Non possiamo sopportare di vederti felice sapendo che ciò è dovuto a qualcun altro. Dobbiamo controllare te e tutto intorno a noi e questo si estende all’influenzare la tua nuova relazione. Cercheremo sempre di mettere zizzania tra te e il tuo nuovo partner intimo, sia figurando che facciamo la cosa giusta mettendoti in guardia da questa persona o affermando che ti amiamo ancora) o facendo una cattiva azione (rendendo troppo esasperante per voi due rimanere insieme) in modo da ottenere carburante dalla tua reazione e dalla sua risposta a questa interferenza e così facendo esercitiamo il nostro potere e controllo, soddisfatti nella consapevolezza che sei di nuovo nostro. Dobbiamo far deragliare la tua felicità in una nuova relazione.

H.G. TUDOR

Derailed

📰 PERCHÉ DOVRESTI TEMERE LA DIFFAMAZIONE

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È molto probabile che tu ti sia trovato al centro di una campagna diffamatoria. Sarebbe insolito se questa campagna non venisse usata dalla nostra specie durante il rapporto con la persona che ricopre la posizione di risorsa primaria di carburante. I benefici di istigare una campagna diffamatoria sono numerosi e infatti in molti casi la campagna diffamatoria è un mezzo necessario per il mantenimento delle apparenze, del carburante e del controllo. Poiché noi siamo creature parsimoniose quando si tratta di spendere le nostre energie mettiamo in atto queste manipolazioni che sono le più gratificanti in termini di rapporto energia/efficacia. Le campagne diffamatorie si classificano in alto in questo elenco e questo per le seguenti cinque ragioni.

1. Convinzione

La campagna diffamatoria viene svolta in modo convincente. Viene attuata velocemente, viene svolta quasi interamente senza che tu lo sappia e la facciamo in modo da suggerire che le nostre parole siano indiscutibile verità. Noi siamo molto abili a persuadere e descrivere qualcosa come corretto e vero quando non lo è. Prenderemo alcuni elementi del tuo comportamento, alcuni dettagli di azioni compiute da te o cose che tu hai detto che siano note alle persone. Forse tu una volta ti sei ubriacata a una festa e hai continuato a ricaderci (era un ‘una tantum’ e non ti aveva aiutato il fatto di non aver mangiato prima della grande quantità di alcool di cui ti avevamo rimpinzata) ma questo getta la base per creare un’idea secondo cui tu sei solita abusare di alcool. Puoi essere nota per essere iperemotiva, specialmente quando sei stanca e perciò l’immagine che dipingeremo di te sarà quella dell’istrionica. Prendere qualche briciola di verità e applicarla poi fuori dal contesto esagerando ed enfatizzando è una tecnica che utilizziamo nella creazione della campagna diffamatoria.
“Si, ho paura di essere alla frutta con Jenny, il suo abuso di alcool è fuori controllo. Ci ho messo una pezza sopra per tanto tempo per il tuo bene, non voglio sai che ti preoccupi, ma non so cosa fare. Ricordi quella festa da Jonathan? Sì, giusto, quando lei non poteva neanche sedersi, ora è una cosa di tutte le sere.”
Noi parliamo con una tale convinzione e confidenza che le persone non contestano ciò che diciamo. Le persone di solito assumono come verità quello che viene loro detto da altre persone. È un meccanismo sociale necessario perché se andasse al contrario non accadrebbe niente se le persone fossero sospettose e discutessero le motivazioni e i commenti di tutti. Noi giochiamo con queste impostazioni predefinite e la nostra natura sicura di noi e superiore ci permette di creare una campagna diffamatoria convincente e di garantire quindi la sua efficacia.

2. La Facciata

La facciata di rispettabilità che ci siamo creati con cura in base a cui siamo visti come persone buone affidabili credibili ed educate dal mondo esterno ci fornisce un supporto affidabile quando mettiamo in atto una campagna diffamatoria. In modo simile a quando puntiamo a sottolineare il tuo problema del bere, i capricci e il bisogno come la base di un problema molto più ampio e vasto, confidiamo sull’esistenza della facciata costruita per dimostrare che non siamo in torto. Come possiamo esserlo? Noi siamo considerati dai tuoi amici, dai vicini e dalla tua famiglia come ‘quel tipo generoso piacevole e caritatevole che deve essere un buon marito e padre. Lui saluta sempre, è educato, ha un buon impiego, è ben visto fuori e nella comunità’, e così via. La creazione della facciata non è importante per noi solo per attingere carburante; è una delle ragioni fondamentali per cui le nostre campagne diffamatorie sono così efficaci.

3. Non aiuti te stessa

Tu cadi dritta nella nostra trappola con molti comportamenti che metti in atto quando scopri di essere stata diffamata. Piuttosto che considerare di acquisire qualche prova indipendente e imparziale che ti presenti in modo calmo e misurato, permettendo alle persone di trarre le loro personali conclusioni, tu ce la fai pagare, stralunata e arrabbiata, dichiarando ripetutamente che

“È lui non io, non lo vedi? devi essere cieco o stupido se non lo vedi.”

Questo non ti attrarrà le simpatie di nessuno. Nessuno ama essere criticato. Sminuendo la loro capacità di prendere una decisione tu li metti sulla difensiva e diventa più facile per loro prendere una decisione in favore nostro. Crederanno all’individuo calmo che si era presentato come tale nell’ultimo anno o così via e che è arrivato a spiegare che tu hai un problema e che noi abbiamo bisogno di aiuto per gestirlo o avranno creduto alla persona istrionica dagli occhi in fuori intrisa di lacrime che continua a protestare che ne dici? Non è una decisione difficile da prendere.
Naturalmente noi ti incoraggiamo a presentarti in questo modo attraverso il nostro ininterrotto trattamento manipolatorio su di te. In più, noi sappiamo che ti offende estremamente essere ritenuta ciò che non sei e in questo stato spossato e altamente teso, non sei capace di affrontare la diffamazione in modo razionale o costruttivo. Questo aumenta l’efficacia di ciò che stiamo facendo. In qualche modo, ci stai dimostrando che è il nostro caso.

4. Sei logorata

Collegato a quanto sopra vi è il fatto che quando inizia la campagna diffamatoria tu sarai stata con ogni probabilità sottoposta a un prolungato periodo di svalutazione che ti ha lasciato il segno. Sarai stanca delle nostre tattiche per farti perdere il sonno. Sei ansiosa. Sei ipervigile. Non sei in grado di pensare lucidamente a causa della stanchezza e del gas-lighting a cui ti abbiamo sottoposta. La tua autostima è stata demolita e la tua capacità di pensare in modo critico è stata danneggiata. La combinazione di tutti questi elementi fa sì che tu sia mal equipaggiata per combattere questa battaglia con noi per le menti e i cuori di chi osserva. Siamo arrivati per primi e tu starai sempre combattendo una battaglia in salita con poche risorse su cui fare affidamento. Noi ti abbiamo isolata dalle tue reti di supporto. Nella migliore delle ipotesi ciò significa che non puoi chiedere aiuto quando ne hai più bisogno. Nella peggiore si conclude con quelle persone su cui pensavi di poter contare che staranno dalla nostra parte. Questa inefficacia della tua abilità di lottare – causata da noi – fa sì che la nostra campagna divenga più efficace.

5. Avversione per il conflitto

Le persone non amano il conflitto. Le persone odiano quando una coppia divorzia. Non è tanto il fatto di sentirsi triste per il fatto che due persone con cui si trovano bene si stanno separando. Invece, è piuttosto l’egoismo che li porta a scegliere tra l’uno e l’altro e non vorrebbero farlo. Vogliono che le persone vadano d’accordo e quando noi ci presentiamo davanti a questo facendo notare che abbiamo provato a far funzionare le cose ma tu non ci hai permesso di farlo, il desiderio intrinseco di chi osserva che le persone vadano d’accordo li porta a giudicarti male. Vieni etichettata come la piantagrane. Le persone hanno la loro vita propria da gestire e vogliono che ogni altra cosa ruoti senza problemi attorno a loro. Se stai cercando di evitare che accada una cosa simile, succederà che questi supposti imparziali osservatori prenderanno le nostre parti e non vorranno aver niente a che fare con te perché tu hai guastato la pace. Sapendo che le cose stanno così naturalmente andrà che tu reagirai ancora di più e ciò diventa appagante per il nostro ego. Ancora una volta, questo scenario della mentalità altrui presenta questo impatto sull’efficacia delle nostre campagne.

H.G. TUDOR

Why You Should Fear The Smear

👤 PUTTANA

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Dimmi, come ci si sente ad essere così puttana? Come ti fa sentire? Sei orgogliosa di te stessa? Sei contenta di ciò che sei diventata? I tuoi genitori sono orgogliosi di ciò che la loro figlia o figlio ha fatto con la loro vita, diventare questa cosa che si prostituisce così regolarmente e senza alcun senso di vergogna? Se solo lo sapessero eh? Se solo conoscessero i retroscena, vai per ottenere quello che vuoi. Dev’essere un’esistenza superficiale, non credi? A sapere che a nessuno piaci veramente, che tutto l’amore, l’affetto, l’amicizia, la gentilezza e la gratitudine devono essere comprati e pagati. Che vita vuota deve essere? So che sei molto brava in questo. Io te lo darò. Sei una professionista quando si tratta di svolgere questo ruolo. Devo ammettere che a volte lo guardo con uno strano tipo di, beh, suppongo che sia rispetto vero? Sì, rispetto per il modo in cui svolgi il tuo ruolo. Tu sai cosa dire non è vero? Quelle parole ti vengono facilmente, ma dev’essere così perché le hai usate abbastanza spesso su altre persone. Sei un criminale seriale se viene detta la verità ed è per questo che l’epiteto di puttana è così appropriato. Sai cosa dire solo per ottenere ciò che vuoi. Sai quando dirlo, cosa dire e come dirlo, proprio come una prostituta che mette in mostra la sua merce in una vetrata di Amsterdam. Hai elaborato il tuo lato migliore, il tuo atteggiamento più accattivante e li hai fatti accorrere ogni volta. Sono impressionato da questo; Devo dirlo. Lo fai sembrare così reale. Mi hai fregato, non c’erano dubbi. Hai usato la tua esperienza e sei competente nell’intensificare la sensazione, quindi è meglio di qualunque altra cosa. Probabilmente è meglio della realtà. So che stai solo facendo il tuo lavoro ma sono prudente con te, sarei uno stupido se non lo fossi, però ci sono un sacco di individui là fuori che ci cadranno in continuazione. Non uscirai fuori dal business, niente affatto. Avrai un flusso costante di persone disposte a versarsi zucchero nelle orecchie, a sentire quelle parole smielate che escono da quelle labbra così invitanti. E le promesse, oh le promesse. Così difficile resistere, così allettante, così eccitante. Alla fine reclamano la tua attenzione. Lo trovo strano in un certo senso perché ti stai vendendo ma in realtà non devi venderti, vero? Vengono da te. Si affollano a frotte, attratti dal tuo richiamo di sirena e tu accetti sempre. Dai sempre loro esattamente quello che vogliono. L’hai fatto con me. Sapevi quello che volevo e me lo hai fornito, in abbondanza. È stato sensazionale e mi hai preso all’amo così io non lo volevo da nessun altro. È davvero potente.

Ad ogni modo vorrei sapere come ci si sentiva. Come ci si sente a vivere in questo modo? Come ci si sente a sapere che è tutto uno spettacolo, una performance e non è reale? Com’è essere così superficiale? Ti importa almeno? Forse no, dopotutto stai ottenendo quello che vuoi, vero? Bene, in effetti entrambi siamo così, entrambi dovremmo essere contenti di questo, ma perché io non lo sono? Perché mi sento usato? Pensavo di essere quello che aveva il controllo, pensavo di essere quello che prendeva le decisioni eppure mi sembra sempre di lasciare il controllo a te. Pensavo di essere stato io a suonare la melodia e che tu danzassi a quella, allora non funziona sempre così vero? Vorrei poter capire perché era così. Mi fai sentire come te a volte, o per lo meno mi fai sentire come immagino ti senta tu, squallida, usata, sporca, una sgualdrina.

Suppongo che non dovrei essere sorpreso. Questo è tutto ciò che sai non è vero? È così che ti sei dovuta adattare, è così che devi assicurarti di sopravvivere facendo in modo che le persone facciano ciò che vuoi, per farti apprezzare, per farti adorare e amare da loro. Mi chiedo, per quanto tempo continuerai così? È così che andrà sempre? È questo che sei costretta a fare per il resto della tua vita, cercare una soluzione tra i capricci della tua esistenza facendo sempre ciò che l’altra persona vuole. Hai bisogno di compiacere, vero? È così che sopravvivi. Esisti solo attraverso il consenso e i desideri degli altri. Puoi pensare di esercitare il potere, puoi pensare che il piacere, il compiacere a tutti i costi, la gioia, l’estasi e la felicità facciano parte del tuo dono, ma tu sei obbligata a fornire quelle cose perché se non lo fai non sei niente. Tu non sei niente. Niente senza di me. Niente di niente. Ti ho resa quello che sei, hai bisogno di me anche se tu mi dirai che io ho bisogno di te. Forse abbiamo bisogno l’uno dell’altra? Non mi piace pensare che sia così perché devo essere io quello che prende le decisioni, che muove i fili e che ottiene quello che vuole. Io comando e tu esegui. È così che dev’essere, no?

Quindi, continua a fare ciò che sai fare meglio. Continua a immaginare che le persone ti amino davvero, che le persone ti apprezzino davvero e che vogliano stare con te perché sei così meravigliosa e deliziosa. Sono le tue prestazioni che vogliono e faresti meglio a non dimenticarlo. Farai meglio a ricordare che sei legata ai loro desideri. Tu balli alla melodia e la persona che paga il suonatore suona la melodia. Ma tutti pagano, no? Il pagamento è tutto ciò che conta e tu ti assicuri sempre di essere pagata. Non vieni mai imbrogliata, presa con la forza o a sconto. Non farai nulla senza avere il tuo pagamento e ti assicurerai di ottenere il prezzo pieno per i tuoi favori, vero? Niente gratis. Tutti pagano. Niente perché vuoi farlo o senti che dovresti. È tutto dietro pagamento. È tutto ciò che vuoi, il pagamento per te stessa.

Puttana.

Ti odio.

H.G. TUDOR

Whore

📰 6 DIFFAMAZIONI (E COME LAVARLE VIA)

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La campagna diffamatoria è un’arma comune nel nostro arsenale. Installata per mantenere la nostra facciata e assicurarci che tutti pensino che sei tu l’aggressore, sei tu il creatore di problemi e che sei tu Quello Pazzo. Un metodo per ottenere in primo luogo la nostra rivalsa. Le campagne diffamatorie vengono condotte in modo tale che tu non hai idea che siano in esecuzione fino a quando non viene fatto il danno. Potresti scoprirlo attraverso una terza persona che ti delucida su ciò che viene detto su di te. Potresti scoprirlo perché abbiamo incaricato un luogotenente di farti una soffiata perché ci sia permesso di attingere carburante dalla tua reazione inorridita e dai frenetici tentativi di riparare il danno. Ovviamente, permettiamo che la soffiata abbia luogo solo quando siamo soddisfatti del fatto che le nostre diffamazioni sono andate avanti e hanno avuto effetto. La prima volta che potresti venire a conoscenza di queste campagne diffamatorie è quando cerchi di dire ad altre persone del nostro comportamento, sia durante la relazione che quando hai cercato di scappare o sei stato scartato. Ti troverai davanti a scuotimenti di testa, sguardi assenti e dichiarazioni di incredulità mentre le tue proteste vengono considerate con scetticismo e a commenti bisbigliati su te che hai perso il senso della prospettiva. Andare a sbattere contro questo muro, specialmente quando in molti casi ti trovi nella massima difficoltà, è angosciante. Questo disagio è amplificato quando si verifica con persone su cui pensavi di poter fare affidamento. Il nostro veleno penetra ovunque.

La campagna diffamatoria è quasi sempre utilizzata a un certo punto quando ti sei invischiato con la nostra specie. Ne esistono molti tipi diversi, ma qui ce ne sono sei che vengono regolarmente utilizzati.

1. L’Abusante

Ci piace tirare fuori storie su quanto sei stato sgradevole e crudele con noi. Che si tratti di impedirci di vedere i nostri amici, di non lasciarci dire la nostra, di prendere decisioni per noi, di picchiarci, di non occuparti delle faccende domestiche mentre noi stiamo lavorando per mantenere la famiglia, di non dimostrarci alcun affetto, di chiederci i nostri spostamenti, di chiamarci di tutti i nomi e così via, tutto ciò verrà usato contro di te. Gran parte della campagna diffamatoria si basa sulla proiezione, dal momento che diciamo a tutti che hai fatto esattamente ciò che abbiamo fatto noi. In questo modo possiamo fornire dettagli sufficienti sulla forma di abuso, perché lo abbiamo fatto noi stessi, così ci viene attribuito un ruolo di credibilità. Se forniamo certi dettagli ed evitiamo di essere vaghi, le nostre bugie vengono rese ancora più credibili. Tutti i tipi di campagne diffamatorie operano in base al fatto di renderti in qualche modo abusante. Alcune sono specifiche, come vedrete in seguito, mentre questa forma di campagna diffamatoria si basa su una valanga di comportamenti plausibili che coprono un vasto spettro di azioni abusive nei nostri confronti, dal chiuderci a chiave fuori di casa di notte perché siamo usciti con gli amici al rovesciarci addosso acqua gelida mentre eravamo seduti nella vasca da bagno fingendo che fosse uno scherzo, dal farci dormire sul pavimento al nascondere le chiavi della macchina quando avevamo bisogno di andare da qualche parte. Una lunga lista di orribili abusi verrà esposta nei dettagli insieme a quanto siamo stati martiri per aver cercato di sopportare e migliorare le cose.

2. Il Donnaiolo / La Sgualdrina

Giochiamo la carta che non ci viene dato alcun affetto, amore o gratificazione sessuale da parte dell’abusante, ma oltretutto ti impegni in frequenti tresche e in avventure di una notte con altre persone. Ti abbiamo dato delle possibilità dopo aver scoperto quello che stavi facendo, perché volevamo rimettere le cose in carreggiata. Ti abbiamo dato tutto e questo è il modo in cui siamo stati ripagati. Siamo prostrati da queste ripetute infedeltà. Identificheremo persone del sesso opposto vicine a te e via con le bugie che “c’è qualcosa in atto” tra te e loro. Le persone che conosciamo a cui piace un po’ di pettegolezzo verranno avvicinate per dare alle bugie un po’ di “piede” in modo che non solo credano a ciò che è stato detto su di te e sul vicino, su te e il tuo collega, su te e il giardiniere, ma diffonderanno ulteriormente la diffamazione. Aggiungi alcuni incontri sessuali casuali di cui abbiamo saputo, legati al fatto che lavori lontano / lavori in un bar / sei amichevole ed estroverso, e le bugie avranno maggiore presa.

3. Lo Spendaccione

Lavoriamo duramente ogni giorno per provvedere a te e tutto ciò che fai è star seduto a ordinare cose via internet, uscire a pranzo, organizzare un’altra miglioria in casa e sprecare i nostri soldi duramente guadagnati. Scopriamo che stai sperperando i frutti del nostro lavoro facendo notare il recente acquisto di scarpe costose, tralasciando appropriatamente che questo è il primo paio che hai comprato in due anni e hai risparmiato per questo. La carta di credito cointestata che dimostra il protrarsi della nostra spesa dissoluta verrà attribuita a te. Parole come impostore, sanguisuga e opportunista verranno ripetute con ossessiva frequenza e intanto ti facciamo diventare uno scroccone che ha approfittato in modo considerevole della nostra natura laboriosa e della nostra generosità.

4. Il Lunatico

Questa campagna diffamatoria prevederà spiegazioni sentite a professionisti del settore medico sul tuo comportamento al fine di far dire loro che potrebbe esserci qualcosa di sbagliato ma che avrebbero bisogno di formulare una diagnosi corretta. Prenderemo da questa consultazione informale la parte che vogliamo ascoltare e poi la diffonderemo ad altre persone.

“Sì, ero preoccupato per il suo comportamento e poiché mi preoccupo, ne ho parlato col dott. Whitecoat e mi ha detto che sembrerebbe che lei abbia un problema di salute mentale. Lo so, è terribile ma spiega così tanto il suo comportamento imprevedibile. Il fatto è che non so se si lascerà curare. Naturalmente insisterà sul fatto che non c’è niente di sbagliato in lei, ma a quanto pare è quello che fanno queste persone, non hanno idea che ci sia qualcosa di sbagliato in loro”.

Suona davvero familiare? Prenderemo tuoi comportamenti del tutto innocui e li esagereremo in modo che diventino problematici. Le piccole manie verranno dipinte come aberrazioni dal normale comportamento e, naturalmente, più cerchi di far notare che siamo noi e non tu, più folle apparirai.

5. Il Doppiogiochista

In questa campagna diffamatoria poniamo il focus effettivo del tuo orribile comportamento non solo su di noi ma anche su altre persone. Passiamo il tempo a raccontare agli altri le cose orribili che hai detto su di loro alle loro spalle. Naturalmente, dal momento che siamo in una relazione con te, è ovvio che ciò che stiamo dicendo deve essere vero, altrimenti perché dovremmo inventare cose sulla persona che amiamo? Asseriamo di raccontare alla “vittima” dei tuoi commenti scurrili in modo che possa stare in guardia che ciò non accada di nuovo e di essere un po’ più saggia nelle sue interazioni con te. Questo verrà basato sulla ricostruzione orale, così difficile da dimostrare, ma spesso ingaggeremo un luogotenente per avvalorare le nostre bugie in modo che il destinatario ci creda e sia troppo impegnato a crogiolarsi nella propria reazione indignata e infastidita per testare la veridicità di ciò che gli è stato detto.

6. La Dipendenza

Hai un problema serio ed è giunto il momento di dirlo ad altre persone. Ti diverti occasionalmente a scommettere sui cavalli. In realtà hai un enorme problema di gioco che comprende il casinò, le slot machine, le scommesse online, i viaggi frequenti dagli allibratori e persino scommettere su quale delle due gocce di pioggia colerà giù più velocemente sul vetro della finestra. Potresti gradire qualcosa da bere di tanto in tanto e noi trasformeremo questo in vero e proprio alcolismo, mostrando le immagini delle bottiglie vuote nel cestino del riciclaggio. Quei vuoti sono nostri o sono il risultato di una festa di fine settimana, ma non lasceremo che questo ostacoli la nostra diffamazione. Sei dipendente dal sesso, guardi il porno, cerchi di farci fare cose che non vogliamo in camera da letto, ci chiedi sesso occasionale a disposizione e ci umili. Il tuo recente aumento di peso, anche se non è nulla di significativo viene usato contro di te come prova che sei dipendente dal cibo, i soldi che sprechi nel cibo da asporto ora stanno davvero iniziando ad accumularsi e il reparto verdure del frigo in questi giorni contiene sempre torte alla crema.

Come potresti gestire queste campagne diffamatorie e cancellarle dalla tua reputazione? Non sei mai in grado di fermarle prima che comincino perché non ne saprai nulla fino a quando non saranno almeno avviate e in corso, e sfortunatamente per te sentite, e proteste emozionali lavorano proprio contro di te, ci danno carburante e ci incoraggiano ad aumentare la pressione su di te.

1. Evita di reagire in modo emotivo. Questo ci rende carenti di carburante e potrebbe farci abbandonare la campagna perché non ha più l’effetto desiderato. Qualche danno è già stato fatto, ma tu limiterai questo danno.
2. Considera attentamente con chi senti il bisogno di smentire le nostre bugie. Se hai bisogno di sostegno nel contesto della tua fuga, conserva le tue energie per affrontare le bugie con coloro che contano in termini di supporto. Potresti perdere alcuni amici, ma erano davvero amici buoni da mantenere se si sono fatti condizionare dalla campagna diffamatoria?
3. Usa qualsiasi prova indipendente che potresti dover mostrare alle persone – documenti, registrazioni video, testimoni imparziali e fornisci tutto al relativo destinatario della campagna diffamatoria affinché possa decidere autonomamente. Esponi la tua versione della storia, fai riferimento alle prove e lascia che si faccia un’opinione personale. Alla gente non piace sentirsi dire cosa fare. Consentendogli di trarre le sue conclusioni su chi sta dicendo la verità, è più probabile che ti guadagni di nuovo un alleato, e un alleato che oltretutto esporrà la tua verità agli altri per conto tuo.
4. Se le persone si avvicinano a te preoccupati per le bugie e vogliono discuterne con te, più per il desiderio di impegnarsi in pettegolezzi salaci che per conoscere la verità, non c’è motivo di impegnarsi in una lunga discussione per persuadere queste persone. Non sono interessate alla verità, solo al fermento che deriva dal fare qualche pettegolezzo. Alza la mano appena iniziano e dì loro: “Ha detto delle bugie e non voglio più sentirne parlare o discuterne”. Questo fermerà la cosa sul nascere. Potresti magari aggiungere che la questione è nelle mani di avvocati questo spesso induce le persone a fare marcia indietro perché non vogliono essere coinvolte in azioni legali.
5. Non impegnarti in una campagna di diffamazione inversa parlando di ciò che abbiamo fatto noi. Questo ci dà carburante e poiché siamo arrivati per primi, fa sembrare che tu lo stia dicendo solo per quello che abbiamo detto. Concentrati sul proteggere la tua reputazione. Non preoccuparti di oscurare la nostra.
6. Mettere in pratica i suddetti punti invertirà le sorti in modo tale da lasciare a noi la scelta di dover impiegare più tempo ed energie per mantenere la campagna di diffamazione alla luce della tua fornitura di non-carburante e dell’approccio calcolato o più probabilmente vedremo che non funziona e cercheremo di concentrarci su qualcun altro piuttosto che su di te.
7. Se la campagna diffamatoria sta avendo effetti negativi in termini di lavoro, posizione professionale e interazione con le autorità, ingaggia un avvocato per mettere le cose in chiaro. Una lettera ben composta al giudice competente è spesso sufficiente per affrontare la questione. Non impegnarti a inviarci lettere minacciose (a meno che la campagna diffamatoria non sia particolarmente grave e abbia gravi ripercussioni sulla tua vita e sui mezzi di sussistenza) dato che questo ci fornisce carburante e ci fornisce anche un’arena per continuare le accuse e per cercare di avere ulteriore presa.
8. A volte il modo più appropriato è ignorare ciò che viene detto e andare avanti con la propria vita. Questo dimostra che non hai abboccato all’esca e questo ci farà infuriare. Potresti trovarti a disagio dato che sono state dette bugie su di te, ma se non ha alcun effetto visibile su te, lasceremo perdere. Di solito le altre persone sono troppo prese dalla loro vita per avere troppo riguardo per un così misero pettegolezzo.

Le campagne diffamatorie vengono di solito messe in atto quando sei al livello di declino più basso, mentre ti senti esausto ed emotivo ed è per questo che diventano così efficaci, ma tu puoi spazzare via il fango e andare avanti.

H.G. TUDOR

6 Smears (And How To Clean Them Up)