📑 LA STELLA CHE SI DISSOLVE

191122D The Fading Star.jpgTutti quelli che fanno parte della nostra Matrice di Carburante hanno un ruolo nel mantenere la nostra esistenza. Il nostro costrutto, ciò che imprigiona il demone e ciò che vogliamo che il mondo veda, deve essere mantenuto per preservare la nostra esistenza. Altrimenti, iniziamo a svanire mentre il costrutto si sbriciola e crolla. Il mantenimento di questo costrutto dipende interamente dalla fornitura di carburante e voi ne fate parte integrante. Come si collegano quindi i vari tipi di dispositivi al fine di impedirci di svanire?

Ho spiegato come attingiamo carburante da fonti primarie, secondarie e terziarie. Queste fonti variano in potenza e sono influenzate naturalmente dal metodo di fornitura del carburante. La fonte primaria rimane la nostra più importante fonte di carburante poiché è questa persona, di solito il partner intimo, con cui stiamo più di chiunque altra, ma anche che ha la maggiore reazione emotiva a ciò che diciamo e facciamo. Pertanto, questa persona ci fornisce la maggior parte del carburante e del tipo più potente. Sono anche coloro che soddisfano Gli Scopi Primari (che includono il carburante) più di chiunque altro. La fonte primaria è naturalmente il più importante fornitore di carburante, motivo per cui seduciamo questa persona con tanta dedizione, scateniamo una così terribile svalutazione e continuiamo a recuperarla dopo la fuga o il disimpegno. Facciamo un tale investimento in te come fonte primaria che consideriamo nostro diritto continuare a prelevare carburante da te, che sia positivo o negativo, che sia ora, la prossima settimana o tra dieci anni. Tu appartieni a noi, nella nostra mente.

Le fonti secondarie sono quelle che danno un buon carburante e sono invariabilmente quelle che fanno parte della nostra facciata. I nostri luogotenenti e la circolo sociale sono tratti dalle fonti secondarie – amici, familiari e colleghi – con cui interagiamo spesso, ma non nella stessa misura della nostra fonte primaria. E le fonti secondarie non danno lo stesso elevato carburante della fonte primaria. Le fonti secondarie svolgono una funzione eccellente come parte della facciata e il mantenimento di questa facciata è importante, quindi preferiamo mantenere le stesse persone e continuare ad aggiungerne. Le fonti secondarie godono invariabilmente di lunghi periodi d’oro con noi. Questo perché la nostra chiamata su di loro è intermittente e quindi è molto meno probabile che consideriamo il loro carburante stantio. Inoltre, possiamo avere molte fonti secondarie ma abbiamo sempre una sola fonte primaria. Quindi, se una tale fonte secondaria non ci ammira molto (ma non ci sta criticando e continua a fornire carburante), non merita una svalutazione. Resta leale, resta parte della facciata e passeremo a un’altra fonte secondaria per aumentare il carburante. Non è necessario svalutare o abbandonare la fonte secondaria iniziale. Perciò potresti vedere la nostra tipologia avere un amico che è “la stella del momento” perché il loro carburante è migliore di altre fonti secondarie e quindi il carburante cede di qualità ma non è un problema dato che possiamo aggiungere un’altra fonte secondaria o passare a un’altra che forse non abbiamo visto da un paio di mesi. Ciò è vantaggioso in quanto significa che la nostra energia può essere conservata per svalutare la fonte primaria mantenendo al contempo una gamma di fonti secondarie funzionanti a portata di mano e la facciata intatta.

Le fonti secondarie raramente smettono di fornire carburante. Non ne hanno bisogno. Una fonte primaria può farlo a causa della caduta in uno stato di salute cagionevole causata dalla svalutazione o perché impara come affrontare la nostra specie come risposta all’abuso. La fonte secondaria, quasi sempre trattata con un periodo d’oro prolungato, non ha bisogno di adottare una posizione di non fornitura di carburante.

Una fonte secondaria potrebbe tuttavia criticarci e, in tal caso, potrebbe essere soggetta a svalutazione, ma di solito sono escluse dal circolo e sostituite abbastanza facilmente. Verrà diffamata e fatta sentire come un’estranea, con il narcisista che usa la facciata e altre fonti secondarie per raggiungere questo scopo. Ci piace creare i nostri gruppi e se qualcuno che è una fonte secondaria minaccia la nostra supremazia o fornisce una critica, verrà espulsa dal gruppo.

L’occasione per la svalutazione della fonte secondaria è rara. Succede solo in due casi. In primo luogo, la risorsa ha criticato il narcisista (questa critica potrebbe giungere attraverso qualcosa che viene detto al narcisista o qualcosa che è stato fatto, ad esempio l’esporre il comportamento del narcisista agli altri) e così la furia viene accesa e il narcisista decide che questa persona deve essere resa un esempio di, prima di essere scartato, per mostrarlo al resto del circolo sociale in carica.

In secondo luogo, in un’istanza ancora più rara può accadere quando il narcisista non ha una fonte primaria. Se c’è assenza di una fonte primaria per un periodo di tempo, diciamo un numero di settimane, i livelli di carburante del narcisista saranno stati messi alla prova. Avrà cercato di sedurre e installare una nuova fonte primaria sostitutiva e il più delle volte il narcisista in quella situazione è in grado di farlo con successo. Tuttavia, supponiamo che ciò non sia avvenuto. Il narcisista si rivolge alle sue fonti secondarie e terziarie (quasi più alle terziarie) e fa affidamento più del solito su di loro perché gli forniscano carburante durante l’assenza della fonte primaria. All’inizio non ci sono problemi, le fonti secondarie forniscono carburante positivo che sostiene il narcisista, ma se ha solo poche fonti secondarie, allora non ci vorrà molto prima che le sue richieste di carburante superino il combustibile positivo che esse possono dare. La qualità inferiore del loro carburante (rispetto alla fonte primaria) viene evidenziata dall’assenza della fonte primaria. È anche perché ne viene posta loro una maggiore richiesta.

Alla fine, la fonte primaria per il narcisista verrà sempre prima di chiunque altro e sarà anche molto più vicina. Non importa quanto sia allettante. Se la fonte secondaria ha a che fare con la sua famiglia, il suo lavoro e così via, potrebbe non essere disponibile a fornire carburante. Se ciò dovesse accadere, in combinazione con l’aumento della domanda e la mancanza di una fonte primaria, la tensione sulle fonti secondarie positive inizierà a rivelarsi. Ciò significa che il narcisista dovrà aggiungere nuove fonti secondarie e / o svalutare le fonti secondarie per passare al carburante negativo, in modo sa essere sostenuto. Questo funzionerà per un periodo di tempo con l’amico confuso della cerchia ristretta che è una fonte secondaria, che sta cercando di capire perché il suo presunto migliore amico lo sta ignorando e subito dopo cerca di ricucire la relazione. Una fonte secondaria tuttavia non sosterrà la svalutazione così a lungo quanto una fonte primaria e potrebbe persino condizionare anche altre fonti secondarie, facendo notare come viene trattata. Il narcisista sta già soffrendo per una riduzione dei livelli di carburante e la supremazia della sua facciata è stata messa in discussione. Questo ne fa aumentare le richieste per lui.

Le fonti terziarie forniscono la minima quantità di carburante e generalmente godono anche di lunghi periodi d’oro – ad esempio la signora che lavora nella stazione di servizio o il postino – dal momento che da loro viene attinto solo su base intermittente. Le fonti terziarie possono anche essere utilizzate immediatamente per il carburante negativo, ad esempio rimproverare un cameriere o gridare al commesso. Noi non li consideriamo necessari per il mantenimento della facciata, il loro carburante negativo fornisce una spinta utile e tale comportamento arrogante può impressionare una fonte primaria (o secondaria) e ricavarne carburante positivo se necessario.

Se non c’è una fonte primaria per un certo periodo di tempo, aumenta la dipendenza dalle fonti terziarie. Ci sarà una maggiore attività nell’uso della tecnologia per attirare queste persone verso il narcisista – come sui siti di incontri, chat rooms o attraverso i social media, ma se l’affidamento è frequente e la qualità del carburante alta, diminuirà rapidamente e coloro che sono stati legati al narcisista in questo modo verranno scartati e sostituiti prontamente con nuove fonti terziarie remote. Ci sarà un alto turnover. Allo stesso tempo, il narcisista probabilmente si butterà sempre di più su fonti fisicamente vicine man mano che il livello del carburante diminuisce. Questo avviene per due motivi. In primo luogo, ha bisogno più che mai del carburante da fonti terziarie e il combustibile negativo è meglio di quello positivo. In secondo luogo, sarà furioso di essersi ritrovato in questa posizione (non avere una fonte primaria senza averne una su cui buttarsi), quindi le fonti terziarie sopportano il peso di questa rabbia.

Un narcisista senza una fonte primaria finirà per allontanare le fonti secondarie e in certi ambienti, ad esempio una piccola città, si darà da fare per sostituirle quando le persone si renderanno conto di quello che lui è. Può mancargli l’energia per mantenere il ricambio delle fonti terziarie remote e passa il suo tempo a scagliarsi contro quelli che sono fisicamente vicini. A questo punto il narcisista è costretto a perdere la facciata (dal momento che così tante persone conoscono il suo comportamento) per continuare a estrarre carburante. È ora che ha tre scelte: –

1. Assicurarsi immediatamente una nuova fonte primaria;
2. Spostare il suo ambiente in modo da poter cercare nuove fonti secondarie e terziarie e ricostruire la sua facciata; oppure
3. Cadere in depressione e inattività mentre i suoi livelli di carburante precipitano.

Il narcisista diventa una stella che si dissolve. Una volta splendente, magnifico e luminoso, la sua perdita della fonte primaria e l’incapacità di trovarne un’altra implica che il seducente splendore svanisce mentre un buco nero l’attende. Comincia a dissolversi quando entra in una crisi da carburante. Così puoi vedere quanto siano fondamentali le fonti primarie nell’esistenza della nostra specie e perché facciamo un tale sforzo per assicurarcele, sostituirle e recuperarle di nuovo.

H.G. TUDOR

The Fading Star

📰 IL NARCISISTA E LA FONTE PRIMARIA INTIMA (IPPS): LE QUATTRO CLASSI

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Ho scritto in precedenza riguardo a come sono le quattro sezioni del narcisista РVittima, Somatico, Mentale ed Elite. Mi sono anche riferito in varie occasioni alle tre differenti scuole РInferiore, Medio e Superiore. Sapere a quale scuola e sezione appartiene il tuo narcisista ̬ molto utile per permetterti di capire perch̩ lui o lei si comportano in quella maniera e ti permette anche di sapere cosa devi fare e cosa aspettarti.

È anche importante che tu sappia che ci sono anche quattro categorie che sono applicabili all’interazione tra noi e la nostra fonte primaria. Ci sono effettivamente, quattro metodologie fondamentali che la nostra tipologia applica alla nostra fonte primaria di carburante. Le persone che sono fonti primarie sono quasi sempre partner intime e noi agiamo in un certo modo per quel che riguarda il trattare queste persone. Non mi sto riferendo al ciclo narcisistico di seduzione, svalutazione, scarto e recupero ma piuttosto all’interazione che avviene nel corso degli anni tra noi e le nostre fonti primarie.

Identificare il tipo con cui sei coinvolto o con cui lo sei stato ti fornirà la consapevolezza del comportamento di lei o di lui e ti permetterà di capire cosa aspettarti nell’ambito di ulteriori interazioni.

Il primo è il Nomade. Questo narcisista costruirà una relazione condotta secondo il ciclo narcisistico e poi come parte di questo ciclo, identificherà un nuovo dispositivo. Una volta che sta con il nuovo dispositivo, potranno esserci recuperi occasionali del vecchio e ci saranno seduzioni intermittenti di interessi passati mentre sta con il nuovo e successivamente mentre cerca un altro nuovo dispositivo. Il Narcisista Nomade triangolerà il nuovo dispositivo che ha e questa triangolazione verrà fatta sia con il vecchio che gli altri, ma sia per quanto riguarda il vecchio che gli altri dispositivi si tratta solamente di “schermaglie” intanto che sta con il nuovo. Naturalmente utilizza i vecchi dispositivi e gli ulteriori per il carburante, li usa per triangolare con il partner attuale ma non tornerà al vecchio dispositivo per formare un legame continuativo. Potrebbe trascorrere qualche giorno con questa persona, una notte insieme, forse perfino una vacanza ma non vuole ricominciare una relazione ufficiale con il vecchio dispositivo. Terrà sempre in considerazione un ritorno, dopotutto il carburante recuperato è eccellente e lo prenderà ma non ha né il desiderio, né l’energia per avviare un lungo periodo d’oro tramite questo recupero. Si metterà in contatto, affascinerà per una notte, pochi giorni forse una settimana o due e poi tornerà al dispositivo corrente. Potrebbe tornare all’antico dispositivo molto tempo dopo in futuro, quando c’è un nuovo differente dispositivo, ma lo schema rimarrà lo stesso. Non ci sarà relazione in senso formale con questo vecchio dispositivo. È accaduto una volta e non succederà ancora, ma non rinuncerà all’opportunità di un breve esplosione di carburante. Anche gli altri dispositivi verranno utilizzati allo stesso modo. A differenza del vecchio dispositivo, con cui una volta c’è stata una relazione, gli altri dispositivi sono solo capricci passeggeri, per distrarlo dall’attuale, nuovo dispositivo a scopo di triangolazione.

Una volta che è annoiato dal nuovo dispositivo, trova qualcuno di diverso e non ritorna dal vecchio dispositivo e dagli altri ma cerca nuovi territori. Cercherà un dispositivo completamente nuovo. Triangolerà questo nuovo e differente dispositivo con quello appena scaricato, potrebbe perfino farlo con quello ancora precedente, il vecchio dispositivo ma non intraprenderà una relazione con essi. È sempre in movimento, in cerca di nuove vittime, occasionalmente recupera le antiche, ma non a un livello tale da far risorgere una relazione a lungo termine con loro.

Il Secondo è il Giocatore di Ping Pong. Questo tipo di narcisista si garantirà il suo nuovo dispositivo e poi lo triangolerà con il vecchio. Poi recupererà il vecchio ritornando nell’ambito di una relazione ufficiale. Lo triangolerà con il dispositivo recentemente sostituito che era il nuovo dispositivo. Poi vacillerà avanti e indietro tra questi due, lasciando uno per l’altro, una prolungata e interminabile contesa mentre il narcisista rimbalza da una parte all’altra come una pallina di ping pong tra le stesse due persone. Potrebbero esserci interazioni con altri dispositivi a livello intimo ma saranno solo avventure di una notte e brevi intese. A lungo termine è interessato solamente a muoversi tra questi due particolari dispositivi. Lui ha le sue due fonti primarie tra cui andrà avanti e indietro per tutto il tempo che può. Se una di loro dovesse decidere di non continuare con questo sistema allora questo narcisista troverà un rimpiazzo e lo attirerà dentro questa trappola a ping pong. Il nuovo dispositivo che è scappato. inizialmente verrà sottoposto ad un tentativo di recupero al fine di mantenere il sistema a ping pong, ma se questo fallisce allora una nuova persona verrà attirata nel meccanismo. Potranno esserci recuperi ad intermittenza verso il dispositivo che è scappato ma non sarà più parte del sistema dato che ora il narcisista ha due fonti primarie tra cui fare la spola avanti e indietro.

Il terzo è l’Ancora. Questa fonte primaria è infinitamente tollerante. Il narcisista avrà un partner intimo a lungo termine, di solito coniuge e ci saranno dei figli coinvolti. Il narcisista cercherà nuovi dispositivi e gestirà tresche, eventualmente lasciando il dispositivo a lungo termine, cancellandolo e passando a una nuova vita con il rimpiazzo. Dopo un periodo di tempo, il narcisista tornerà con il dispositivo a lungo termine, spesso dicendo che gli mancano i figli, o che lo fa per i figli, o che semplicemente hanno capito quanto il loro coniuge li ama veramente e quanto loro lo amano. Il dispositivo acquisito recentemente verrà messo da parte per qualche tempo. Il narcisista ad un certo punto in futuro potrebbe recuperare questo dispositivo scartato ma solo con il proposito dell’avventura di una notte e di incontri meno frequenti. Non ha interesse nel far risorgere nuovamente la relazione. Piuttosto, cercherà un nuovo dispositivo e lascerà ancora una volta il partner a lungo termine mentre segue il sogno di un carburante potente ed eterno con la nuova persona conquistata. Ancora una volta la relazione finirà e il narcisista la metterà da parte e ritornerà al dispositivo infinitamente paziente. Più e più volte lo lascerà, avrà relazioni e andrà via di casa, prima di ritornare ad un certo punto in futuro. Spesso c’è una sola persona che è vista come Ancora, l’unica che rimane sul posto e non cambia mai, che è dipendente ad un livello notevole ed è incapace di volere altri che il narcisista non importa quante volta l’abbia lasciata e sia ritornato non importa quante tresche abbia avuto.

La categoria finale è l’Ibrido. Questo narcisista potrebbe agire all’interno dello scenario dell’Ancora o quello del Ping Pong. Si trasformerà passando tra questi due approcci, spesso come conseguenza della distruzione della prima fonte di carburante, ossia ad esempio quando l’Ancora infinitamente paziente finalmente passa oltre o viene aiutata ad allontanarsi dal narcisista, o forse entrambe le fonti primarie del sistema a Ping Pong rifiutano il narcisista costringendolo ad adottare un approccio Nomade.

Ci sono numerose ragioni per cui vengono adottati questi scenari, dipendenti dal tipo di vittima, dal tipo di narcisista e da altri fattori che potrei dovrò elaborare in un articolo separato. Senza dubbio puoi riconoscere quale metodologia era applicabile al tuo intreccio.

H.G. TUDOR

Narcissist and Intimate Partner Primary Source (“IPPS”) : The Four Classes

📢 È UN NARCISISTA?

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Ho menzionato in un articolo separato una domanda perenne che affligge l’empatico, ovvero “Sono un narcisista?”. Il contrappeso a questa è quella in cui tu dubiti che l’individuo o gli individui con cui ti sei coinvolto siano in realtà narcisisti. Hai letto il mio lavoro, hai ascoltato i miei video, ma pensi “Sì, ha senso, sono abbastanza certo che questo individuo è un narcisista”. Ora, alcuni di voi che applicano una logica robusta e con un pensiero emotivo ridotto, sono nella posizione fortunata di poter accettare che questa persona è davvero un narcisista, e quindi metterete in pratica il mio lavoro senza mai mettere in discussione se l’individuo lo sia. Bene per voi. Certamente molti dei vostri fratelli non hanno quel lusso, al contrario, anche se riconoscono le informazioni fornite per suggerire che l’individuo è davvero un narcisista, e le hanno elaborate e meditate a lungo e duramente, hanno ancora quel dubbio fastidioso. Ora, naturalmente, non si dovrebbe mai dubitare della qualità delle mie informazioni; sono sempre accurate, e conosco la mia specie dentro e fuori, dopo tutto io sono l’esperto. Quindi, perché succede che, nonostante la lettura del mio materiale e l’applicazione delle informazioni, tu continui a mettere in discussione “Ma se non fosse un narcisista? E se non fosse un narcisista? Cosa sta succedendo veramente qui?” Bene, ovviamente questo è il tuo pensiero emotivo che come sempre sta cercando di ingannarti. Quello che sta cercando di fare è farti rifiutare la pura logica di ciò che hai letto. Ovviamente, quello che vorrei sostenere è che dove hai un dubbio e potresti pensare “Beh, io non sono l’esperto e forse ho frainteso ciò che HG ha scritto”; vi è una risposta facile a questo: organizzi un consulto con me e io te lo dirò basandomi sulle tue informazioni. Ti chiarirò senza dubbio che questo individuo è un narcisista e ti spiegherò perché lo è, e ce lo avrai proprio dalla bocca dell’uomo che lo sa. Anche se questo, e può accadere, non riesce a conquistare il tuo pensiero emotivo, perché continui a dubitarne? Perché continui a dubitare che questo individuo sia un narcisista quando io ti ho detto che lo è, e non è che mi stai insultando suggerendo il contrario. Tu non puoi fare a meno di pensare che forse non lo è. Il tuo pensiero emotivo potrebbe cercare un qualche tipo di comportamento che non si adatta perfettamente ad ogni altra cosa menzionata riguardo ai narcisisti. Bene, capisci che, contrariamente a molti dei materiali disponibili, ci sono diverse varietà nel nostro genere. Ci sono comportamenti molto simili che utilizziamo e ci sono variazioni su un tema, e solo perché hai letto qualcosa sul modo in cui un narcisista si è comportato, si comporta così e non l’hai constatato, non significa che quella persona sia un narcisista, ma quello che succede è piuttosto che pensare “Beh, ho letto molto lavoro e ho trovato 19 cose che il narcisista ha fatto che si accordano con ciò che fa il narcisista, ma una no”, quindi sul bilancio delle probabilità è abbastanza chiaro che questa persona è un narcisista, il tuo pensiero emotivo si butta proprio sulla cosa che ti affligge con il dubbio e continua a dirti “Ma lui non l’ha fatto, lei non l’ha fatto” e quindi il tuo pensiero emotivo ti porta a pensare tra te “Hmm … questa persona … mmm potrebbe non essere un narcisista” e poi il dubbio aumenta, e piuttosto che guardare e agire sulle cose che hanno confermato che hai a che fare con un narcisista, inizi a intraprendere il percorso di ricerca di risposte che ti dicono che non lo è, in qualche missione un auto-sabotaggio, e sembra una completa pazzia, ma questo è il potere del tuo pensiero emotivo. Corrompe il tuo tratto di cercatore di verità e ti fa iniziare a cercare e trovare discrepanze o omissioni, ignorando la completa logica che ti fissa in faccia, e lo fa naturalmente perché il tuo pensiero emotivo non vuole che tu capisca di essere irretito da un narcisista; non vuole che tu accetti di essere irretito da un narcisista, perché se lo fai rischi di entrare in no contact, e se metti in atto il no contact, starai lontano dal narcisista. Ciò significa che non nutrirai la tua dipendenza; ciò significa che ridurrai il tuo pensiero emotivo, e il tuo pensiero emotivo è la cosa furba e subdola che c’è. È terrorizzato dalla sua stessa scomparsa e combatterà per impedire che ciò accada, e per impedirti di farlo morire di fame e di far morire di fame la tua dipendenza; il tuo pensiero emotivo si guarderà intorno istintivamente per tutto ciò che ti farà rifiutare la valutazione che l’individuo è un narcisista, e ti affliggerà con il dubbio; ti farà sentire in colpa per aver pensato che questa persona sia un narcisista; ti farà sentire dispiaciuto nel caso tu abbia sbagliato, e che attacchi a questa persona l’etichetta di narcisista quando forse non lo è, e quindi il tuo pensiero emotivo ti porterà a chiederti “Questa persona è un narcisista?” e ti convincerà nel miglior modo possibile che dovresti continuare una qualche forma di interazione, e finché continuerai con quella forma di interazione, manterrai alto il tuo pensiero emotivo, il che significa che diventa sempre più difficile per te accettare questa persona come narcisista, perché ti stai sempre crogiolando nel tuo pensiero emotivo. Devi accettare la logica e accettare che questa persona è un narcisista. Ma allora ciò che farà il tuo pensiero emotivo, oltre a cercare di farti dubitare che questa persona lo sia, vorrà poi che tu dica “Beh, perché si comporta in questo modo? Perché si è comportato in quel modo?” e di nuovo tutto questo è stato progettato allo scopo di farti continuare a pensare al narcisista, a parlare del narcisista con i tuoi amici, persino a parlare con il narcisista per cercare di chiedergli “Perché mi hai fatto questo? Cosa intendevi quando l’hai fatto?” e tutto questo è una forma continua di interazione. Cosa fa? Nutre il tuo impegno e la dipendenza dal narcisista; mantiene alto il tuo pensiero emotivo; mantiene una modalità logica, così continuerai a farlo ripetutamente. È come essere un alcolizzato e continuare a bere perché finché continui a bere, non stai pensando con la testa lucida, quindi berrai di più e continuerai a bere, e quando smetterai di bere e ti sveglierai la mattina ti senti così male che hai bisogno di un drink, quindi ti allunghi, prendi da bere e poi ti ubriachi, e quindi la tua introspezione e logica vengono perse. Il tuo pensiero emotivo è lo stesso; quando vi sei in mezzo, spesso non riesci nemmeno a vedere che ti tiene in una morsa, in quanto esso ti rende cieco proprio al fatto di essere influenzato dal tuo pensiero emotivo, perché vuole che tu perda introspezione. Se non riesci a vedere cosa sta succedendo, non lo rifiuterai, ed è qui che il tuo pensiero emotivo vuole portarti. Vuole che tu non riesca a vedere che le tue decisioni sono influenzate dal tuo pensiero emotivo, e ciò che devi fare quando arrivi alla domanda “Ho a che fare con un narcisista?” è fidarsi del tuo giudizio basato sul materiale che hai letto e che ascolti, e anche dire a te stesso “Mi sono consultato con l’esperto, e questo mi è stato spiegato, non solo con la ferma dichiarazione ‘Questa persona è un narcisista’, mi sono state date le ragioni per cui questa persona è un narcisista. Guarda la logica, guarda l’evidenza, non permettere che il dubbio si insinui. Riconosci che laddove hai questi dubbi, questo è il tuo pensiero emotivo, ed è il tuo pensiero emotivo che è sbagliato, non la tua logica, e respingi quel pensiero emotivo. Quando hai letto il mio lavoro e sei giunto alla conclusione che questa persona è un narcisista, c’è una ragione per cui sei giunto a questa conclusione.

Hai accesso al materiale migliore e ti sei documentato in modo accurato, e se vuoi l’ulteriore conferma consultati con me (cioè con Tudor n.d.t.) e la fornitura delle informazioni che mi fornisci mi consentirà di aiutarti dicendoti che questa persona è davvero un narcisista, e a quel punto potrai aggrapparti a quella logica. Non è necessario svelare alcuno dei comportamenti, ma semplicemente dire a te stesso “Questa persona è un narcisista, mi è stato confermato”. e quindi, cosa significa? Significa che entri in no contact. Vediamo di dare un’occhiata all’analogia. Tu sai grazie al mio lavoro che il narcisista ha a cuore solo i suoi interessi, a volte attraverso pure coincidenze fortunate, fortuna favorevole, quegli interessi si accordano con i tuoi ed è tutto rose nel giardino, ma questo non accade sempre; in effetti può accadere solo per un po’ di tempo, o un certo punto, quasi mai. Il fatto è che noi siamo progettati per fare ciò che è giusto per noi, e questo non implica che sia giusto per te, e i nostri bisogni devono sempre essere anteposti ai tuoi. Ciò significa che, come ho spiegato ad esempio nell’articolo “Si può avere una relazione intima di successo con un narcisista”, la risposta è no. Sia che tu sia la fonte primaria o la fonte secondaria, il risultato non è buono, per le molte ragioni spiegate, e ti invito a leggere quell’articolo o a rileggerlo allo scopo di capirlo. Noi siamo narcisisti, il che significa che non cambieremo, facciamo ciò che è giusto per noi; ciò implica che tu vieni ferito, vieni abusato, vieni preso e riposto, la tua autostima viene erosa, il tuo amor proprio viene attaccato, vieni picchiato, vieni stuprato, ti viene sottratto il denaro; vieni socialmente escluso, vieni offeso, vieni triangolato, fatto uso di un’insalata di parole, vieni sminuito, vieni ferito fisicamente, la tua casa viene bruciata, alla tua auto vengono fracassati i vetri, le gomme tagliate. Ti facciamo sentire piccolo, sgradito, ferito, indesiderato. Perché? Perché è necessario allo scopo di affermare il controllo su di te. Il narcisista si comporterà sempre in questo modo. Sì, ci sono momenti in cui siamo meravigliosi; sì, ci sono volte in cui ti trattiamo come una regina, o come un re, ma non durerà, ed è solo, solo, solo perché è ciò che serve ai nostri interessi.

Mettiamo ad esempio che tu ed io siamo insieme e dall’altra parte della stanza c’è un leone. Sappiamo tutti che a un leone piace uccidere qualsiasi persona. Perché? Perché è un leone. Ma lascia che continui. Io ti dico “Laggiù c’è un gran bel coniglio. Quello è un coniglio, è grande, ma è soffice e coccoloso, vai laggiù e accarezzalo” e tu mi guarderesti e penseresti “HG, non ​​sei normale, sei impazzito, non è un coniglio”, ma io insisto che lo è, proprio come il tuo pensiero emotivo insiste sul fatto che non è un narcisista quello con cui hai a che fare, ma tu con la logica sai che lo è, e con la logica sai che quello è un leone, perché ha la criniera, ha i denti, ha artigli e coda, ha un particolare colore dorato, e il suo viso ha una forma particolare. Quello è un leone, non è un coniglio; è troppo grande, non ha grandi orecchie grandi che ‘floppy floppy’, non salta quando si muove. Tu ascolti la logica che ti dice che è un leone, quindi non importa quanto ti dico che c’è un coniglio laggiù; non lo accetterai, stai ascoltando la logica. Ma allora forse, dato che la mia spiegazione per farti andare laggiù a interagire con il “coniglio” non funziona, io, essendo come il tuo pensiero emotivo, adotto una presa di posizione alternativa e ti dico “Sì, scusa, non è un coniglio in realtà … Sì, è un leone, giusto, ma questo leone è stato allevato, in modo da essere addomesticato e non poter danneggiare gli esseri umani. È stato allevato specificatamente. Si tratta di genetica alterata, in modo da trattare gli esseri umani in modo amichevole, così tu puoi andare laggiù, solleticargli il ventre, strofinarlo dietro le orecchie e tutto andrà bene”, quindi tu guardi e pensi “Hmm, mai sentito nulla di ciò in termini di allevare leoni addomesticati, perché mai verrebbe fatto? Non ho letto nulla a riguardo, non avendo sentito nulla a riguardo, sembra anche piuttosto impossibile che ciò avvenga”. Stai ascoltando la logica e quindi pensi “No, non ho intenzione di andare laggiù nonostante l’ottima spiegazione di HG per cercare di convincermi che questo è in qualche modo un leone docile e amichevole. Non ho intenzione di andare a farlo”. Hai ascoltato la logica piuttosto che il pensiero emotivo, quindi per contro io ti dico “Sì, in realtà ho sbagliato, non c’è stato alcun programma genetico per renderli amichevoli agli umani, ma questo leone qui l’ho domato io. Ho passato anni qui a lavorare con Leo il leone, è addomesticato, non ti attaccherà, va tutto bene, puoi andare laggiù e mettergli la testa in bocca e tutto andrà bene, lui te lo lascerà fare, lascerà che tu gli spazzoli i denti, puoi spazzolargli la pelliccia. Vai laggiù, va tutto bene”, e penso che tu avresti detto” Beh, ho sentito parlare dei domatori di leoni, e il leone è seduto lì abbastanza comodamente, forse HG ha ragione” ed ecco un esempio del pensiero emotivo. Sta iniziando ad avere un impatto a causa della parvenza di plausibilità e, naturalmente, tu ora stavi passando più tempo con me come tua emozione, dato che rappresento il tuo pensiero emotivo, che ti sto logorando, che ti sto facendo pensare “Beh, in realtà ha iniziato con le cose assurde, questo ora sembra molto più plausibile, per tutto il tempo che siamo stati qui il leone non ci ha degnato una volta di attenzione, perciò forse è addomesticato”. Quindi tu dici” Sì, ok, andiamo laggiù ma non mi piace. Va bene, sono a posto ma vai avanti tu, puoi dargli tutta l’attenzione e puoi ricevere tutta l’attenzione”, e poi la logica ti dice “Perché non mi accompagna HG ad andare ad accarezzare questo leone? Hmmm. .. se fosse così sicuro di ciò che sta dicendo sicuramente sarebbe venuto”, così tu mi inviti a venire e io resisto. La tua logica ti dice se qualcosa non quadra qui, il buon istinto che spesso senti, e quindi non vai laggiù dal leone perché non senti che è effettivamente addomesticato, e anzi ti capita di assistere a qualcun altro che ho convinto ad andare laggiù dal leone, e ha avuto prontamente la testa morsa. Quindi diciamo in un momento alternativo, ti dico “Sì, io non ho addomesticato il leone, ma è drogato. Tiffany l’ha tranquillizzato” e tu vedi che il leone è sdraiato e pensi “Beh, sì, probabilmente è tranquillizzato”, questo significa che potresti anche andare oltre, tocchi il leone e lui non reagisce, gli fai il solletico alla pancia e non reagisce, mette la testa sul sedere e non reagisce, e sembra che sia stato tranquillizzato, e che avrebbe fatto lo stesso una seconda volta e una terza volta, ma è probabile che ci sia un’occasione in cui il leone non è tranquillizzato, che io semplicemente non tranquillizzo quel leone deliberatamente e tu pensi che lo sia, vai laggiù e alla quarta, alla quinta, alla sesta o alla ventiseiesima volta che gli metti la testa in bocca lui ti morde la testa. Perché? Perché è un leone, e allo stesso modo in cui il narcisista è un narcisista, in quanto narcisista, non importa cosa il tuo pensiero emotivo ti dice al riguardo, che in realtà non è un narcisista ma è un empatico, o che in realtà il narcisista ora è stato in qualche modo progettato per non reagire a quel modo, o che non è effettivamente un narcisista quello con cui hai a che fare, o che in qualche modo il narcisista è stato curato ed è stato guarito dall’applicazione di qualche tecnica rivoluzionaria, o che il narcisista è stato nutrito in modo da mantenere il suo narcisismo sotto controllo, oppure che hai assistito a comportamenti che fanno pensare che sia una persona cambiata. Tutte queste cose, proprio come il leone, sono lì per illuderti e fanno parte del tuo pensiero emotivo che cerca di ingannarti. Il leone è un leone e ti morderà la testa perché è quello che fanno i leoni. Il narcisista è un narcisista, e il tuo pensiero emotivo cercherà di convincerti che il narcisista non è un narcisista, o che in qualche modo il narcisista non si comporta come il narcisista tradizionale. Lo facciamo. Dobbiamo farlo, perché siamo cablati per essere in quel modo, e quindi, quando hai capito o ancora meglio ti è stato detto da me, che hai a che fare con un narcisista, accettalo, perché questa è logica, e qualsiasi altra cosa che ti dice che questo individuo non è un narcisista è il tuo pensiero emotivo che cerca di ingannarti, e devi respingerlo. Quindi se ti trovi a chiederti “È un narcisista?” quando hai stabilito che lo è, soprattutto se ti viene detto da me, la risposta è “Sì”, e cosa vuol dire? Applica la prima regola d’oro della libertà, esci e rimani fuori.

H.G. TUDOR

Is He A Narcissist?

📰 CONTROLLARE È ADATTARSI – IL NARCISISMO E LA SUA CREAZIONE

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Per gestire e affrontare i capricci della vita, gli esseri umani hanno sviluppato strategie di adattamento. Queste strategie di adattamento variano in termini di estensione del loro utilizzo, del loro impatto sull’utente, dell’impatto su altri e della frequenza della loro diffusione. Alcune strategie di adattamento sono considerate “sane” e altre “malsane”, e alcune possono essere un misto tra le due, a seconda dell’estensione e della durata dell’impiego.

Prendere le distanze è una strategia di adattamento. Puoi prendere le distanze da una situazione e dalle persone, ma un prolungato e ampio allontanamento può portare all’isolamento con i problemi connessi che tale isolamento può portare. L’allontanamento a breve termine può consentire il recupero, la ricarica e l’evitare il protrarsi di una situazione dannosa. L’allontanamento a lungo termine che è mirato a uno o più principali sostenitori del danno può portare alla sottrazione quasi completa da influenze tossiche e dannose. Il no contact, naturalmente, è una strategia di adattamento che include l’allontanamento come principio centrale di essa ed è la strategia di adattamento più efficace da applicare per quanto riguarda il recupero dal coinvolgimento con la nostra specie.

Piangere è un’altra strategia di adattamento. Il rilascio di tensione, il dolore trattenuto, i sentimenti di sofferenza spesso svaniscono come risultato di qualcuno che piange. Potresti sentirti dire “fai un buon pianto, ti sentirai meglio” e in effetti molte persone hanno attestato l’impatto benefico di farlo, perciò col pianto si ottiene la liberazione e spesso funge da segnale per invitare al conforto da parte di altri. È una strategia di adattamento messa in atto dalle persone per affrontare una situazione stressante, preoccupante o dolorosa.

L’autolesionismo è un’ulteriore forma di adattamento. La distrazione causata dalla reazione di dolore ai tagli (i tagli sono solo una forma di autolesionismo) consente ad un individuo di alleviare il dolore di certi altri sentimenti, si ottiene una liberazione, una distrazione e consente anche a quell’individuo di esercitare il controllo in circostanze in cui si sente incapace di esercitare il controllo (o nel caso in cui lo facesse lo farebbe sentire a proprio agio). L’autolesionismo pur essendo una strategia di adattamento è considerata una forma negativa di strategia di adattamento.

Espressione dei sentimenti Essere in grado di “parlarne” e “dai aria ai tuoi sentimenti” è pure una strategia di adattamento. La capacità di parlare con qualcun altro che semplicemente ascolterà, anche se non offre nulla in risposta o anche solo per parlare di te stesso su come ti senti (che sia in generale o in relazione a qualcosa di specifico) consente alle persone di provare un senso di liberazione, l’alleggerirsi da un particolare carico, e spesso porta chiarezza in termini di comprensione di se stessi e di trovare una via da seguire.

Esistono molte strategie di adattamento che gli umani mettono in atto: alcune sono consapevoli e altre avvengono inconsciamente.

Il narcisismo è una di queste strategie di adattamento ed è potente ed invariabilmente molto efficace, sebbene la sua efficacia dipenda dalla scuola del narcisista e da quale particolare risultato si sta tenendo in considerazione. Il risultato del nostro narcisismo è qualcosa che affronterò in un articolo separato.

Il narcisismo deve mantenere il costrutto (il falso sé) e imprigionare il demone (il vero sé). Collettivamente questa è l’Autodifesa del narcisista. Questa Autodifesa viene raggiunta attraverso Gli Scopi Primari (carburante, tratti caratteriali e benefici residui).

Centrale in questa Autodifesa e nel raggiungimento de Gli Scopi Primari è il controllo. Il narcisista deve in ogni momento avere il controllo del proprio ambiente e delle persone all’interno di quell’ambiente che ovviamente include te. Che tu sia un estraneo, un conoscente, un amico, un collega, un parente o un partner romantico. Che tu sia un vicino, un compagno, una sorella o un fratello, quell’uomo del negozio all’angolo o la fidanzata, tu rientri nella matrice di carburante del narcisista e devi essere sottoposto al controllo del narcisista.

Questo controllo deve essere esercitato ogni secondo di ogni singolo giorno. Ogni momento che passa deve essere posseduto e governato dal narcisista. Dobbiamo esercitare il controllo attorno a noi, deve essere completo e totale come se le nuvole stesse fossero tenute al guinzaglio da noi. Perché?

Perché una volta il narcisista non aveva il controllo.

Questa mancanza di controllo implicava che il narcisista si sentisse impotente, debole, vulnerabile ed esposto.

La combinazione di una predisposizione genetica e l’imposizione di questa mancanza di controllo ha dato origine al narcisismo come strategia di adattamento. Questi due ingredienti si sono combinati e hanno fatto “nascere” il narcisismo come mezzo per far fronte al mondo, alla mancanza di controllo che il mondo causa agli individui. Molte persone non hanno alcun problema con questa mancanza di controllo, altre possiedono strategie di adattamento alternative e poi ci siamo noi – i narcisisti. Circa uno su sei della popolazione umana di questo pianeta è diventato narcisista per far fronte a questa perdita di controllo.

Il narcisismo consente l’imposizione del controllo attraverso la manipolazione. L’imposizione del controllo ci consente di raggiungere gli Scopi Primari. Il raggiungimento degli Scopi Primari consente la nostra Autodifesa e quindi noi sopravviviamo e prosperiamo.

Il narcisismo è una strategia di adattamento.

Le persone credono che l’abuso sia l’ingrediente nella formazione di un narcisista. È un ingrediente, sì, ma ci sono due ingredienti nella formazione della nostra specie. Il primo ingrediente è la predisposizione genetica, se vuoi questo è il terreno fertile che fornisce la base per far crescere e prosperare il narcisismo. Il secondo ingrediente è la mancanza di controllo (di cui l’abuso fa parte di quella mancanza di controllo) e questo è il “seme” che è posto nel terreno fertile della predisposizione genetica e quindi il narcisismo “cresce” come strategia di adattamento. Per alcuni, il terreno è lì, ma non arriva mai nessun seme e quindi niente narcisista. Per gli altri, non c’è il terreno ma c’è il seme, ma di nuovo, mancando un ingrediente essenziale, non può esserci narcisismo.

La predisposizione genetica unita alla mancanza di controllo (in una fase formativa della vita) equivalgono al narcisista.

Che aspetto ha questa mancanza di controllo (in una fase formativa della vita – ovvero l’infanzia)?

• Abuso. Che sia fisico, emotivo, sessuale o psicologico, qualsiasi forma di abuso nei nostri confronti equivale a una mancanza di controllo. Non potremmo difenderci dagli abusi e quindi questa è una mancanza di controllo, su noi stessi e su coloro che hanno ricevuto danni abusivi nei nostri confronti. L’abuso è un atto di commissione – siamo stati picchiati, molestati sessualmente, ci è stato detto che eravamo inutili, insultati ecc.
• Isolamento. Sia che si tratti di essere stato chiuso in un ripostiglio sotto le scale, impedito di giocare con altri bambini, tenuto lontano dagli altri membri della famiglia, non essere ammesso a partecipare ad attività di gruppo di qualsiasi natura, somministrati trattamenti del silenzio e trattati come se non esistessimo, isolandoci e ostracizzandoci in qualche modo costituiva ancora una mancanza di controllo. Noi non siamo stati in grado di controllare le nostre interazioni, qualcun altro l’ha fatto per noi e a nostro discapito. Siamo stati controllati da un altra persona e quindi è mancato il controllo.
• Abbandono. Anche se possono non esserci stati atti di commissione abusivi, ci sono atti di omissione abusivi. Quindi non ci è stato fornito un ambiente sicuro, non ci è stato insegnato in modo efficace (riguardo a “fatti”, relazioni, comportamento, responsabilità), non siamo stati supportati emotivamente, non siamo stati nutriti, vestiti o protetti, non siamo stati protetti da un abusatore di commissione e/o potevamo vagabondare dove volevamo. Ancora una volta ci è stato negato il controllo su noi stessi perché non ci sono stati forniti i beni, le risorse e gli strumenti per ottenere un controllo effettivo sulle nostre vite e questa negligenza (mancanza di controllo) ci ha esposto a ferite, dolori, malattie, ferite, solitudine e/o atti di abuso attraverso la commissione.
• Il Bambino D’Oro. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato decantato e lodato. Era invariabilmente considerato un brillante e ardente esempio di genialità, anche quando non lo era oppure l’elogio era eccessivo per un risultato valido. Ciò implicava che non avevamo il controllo nel senso di conseguire risultati in modo valido. Avevamo la grandezza imposta su di noi senza essere pronti per essa, senza averla guadagnata e senza apprezzarla. Tutto ci è arrivato troppo facilmente e anche questo ha comportato una mancanza di controllo. Non avevamo alcun controllo sull’esito dei nostri sforzi, non sentivamo alcuna costrizione a raggiungere e ad applicare lo sforzo perché qualsiasi cosa avessimo fatto (cattiva, mediocre o buona) veniva accolta con apprezzamento, lode e generosità di “che genio”. Ci è stata negata la capacità di controllare il nostro destino.
• Sabbie Mobili. Laddove abbiamo sperimentato le Sabbie Moblli abbiamo avuto una mancanza di controllo perché l’ambiente intorno a noi in quella fase formativa mancava di costanza. Un giorno il sole splendeva e il giorno dopo, anche se tutto il resto sembrava rimanere uguale per noi, c’era un temporale. Il lunedì la nostra pittura è stata dichiarata “il remake di Rembrandt” (come nel Bambino D’Oro) e venerdì il nostro dipinto “è stato il lavoro di un deficiente che impugna una patata anziché un pennello”. L’applicazione del pensiero in bianco e nero da parte dell’aggressore ha creato un ambiente incerto, un abiente di tira e molla, di idealizzazione e svalutazione e non abbiamo avuto alcun controllo su quale versione ci sarebbe apparsa. C’era una mancanza di controllo nelle nostre vite attraverso l’incertezza, l’imprevedibilità e quelle sabbie mobili.
• Esaminatori B. “È buono ma non abbastanza buono.” “Puoi fare molto meglio.” “Non ti stai impegnando abbastanza.” “Stai deludendo te stesso, ma del resto stai deludendo me.” Queste frasi e quelle simili ad essa racchiudono la perdita di controllo percepita da coloro che sono “gli Esaminatori B”. Ogni volta che la collina veniva scalata e veniva raggiunta la cima, compariva improvvisamente un’altra collina. Lo sforzo era ok, abbastanza decente, accettabile, ma mai veniva accolto con approvazione. Andare avanti, imparare di più, essere più veloce, nuotare più forte, salire più in alto, splendere più luminoso. Non vi era alcun controllo perché non ci è mai stato concesso un momento per stabilirsi, per amare ciò che era stato raggiunto e per riflettere. Non siamo riusciti a stabilire i nostri parametri di realizzazione e soddisfazione, ma invece siamo stati sempre obbligati dagli standard di un altra persona che alla fine hanno dimostrato di essere standard non raggiungibili e quindi non abbiamo avuto controllo.
• Il Facsimile. Siamo stati formati per essere esattamente come l’aggressore. A volte questo era interamente per volere dell’aggressore e talvolta vedevamo come si comportava questo individuo e dicevamo: “Voglio anch’io quel potere” (di solito inconsciamente ma a volte, come nel mio caso, consapevolmente). Anche se puoi pensare che una decisione consapevole di copiare l’aggressore e quindi di prendere il potere fosse una forma di controllo, non lo era – questo era in realtà un prodotto del narcisismo già stabilito e quindi un sintomo piuttosto che una causa. Laddove l’aggressore ha fatto in modo di plasmarci come lui – formando le nostre opinioni, i nostri punti di vista, i nostri comportamenti, le nostre simpatie e antipatie, cosa indossavamo, cosa mangiavamo, dove andavamo, cosa facevamo, e in alcuni casi assieme a questo c’era una decisione inconscia di imitare e copiare quei comportamenti e quelle caratteristiche, ci è stato ancora una volta negato il controllo.

Quindi, sia che provenissimo da un ambiente indigente, da uno ambiente agiato, o da un ambiente apparentemente banale, ognuno di quegli ambienti aveva il potenziale di causare una mancanza di controllo nelle nostre vite. Prendi questa mancanza di controllo e aggiungila alla predisposizione genetica e così è nata la nostra strategia di adattamento del narcisismo.

Il narcisismo è diventato il nostro modo di affrontare il mondo.

Il narcisismo ci ha permesso di esercitare il controllo.

Una mancanza di controllo equivale a una mancanza di potere.

Una mancanza di controllo equivale a essere vulnerabili.

Una mancanza di controllo equivale a essere deboli.

Una mancanza di controllo equivale a essere senza valore, senza significato e senza importanza.

Quando ci manca il controllo, iniziamo a svanire e non esisteremo più.

Una mancanza di controllo ora ci riporta alla mancanza di controllo dopo.

Questo non deve mai accadere per troppo tempo perciò noi siamo stati formati da questa mancanza di controllo che si unisce alla nostra predisposizione genetica e per sopravvivere e prosperare non ci deve mai e poi mai mancare il controllo perché se questo persiste, beh, allora, è la fine.

Dobbiamo avere il controllo assoluto. E questo significa controllo assoluto su te, su lui, su lei, su loro ma soprattutto su TE.

H.G. TUDOR

To Control Is To Cope – Narcissism and Its Creation

👤 GIOCO PER RIDERE: IL NARCISISTA E L’UMORISMO

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Dove si inserisce il senso dell’umorismo nella composizione del narcisista?

Sono lieto di riferire che ho un eccellente senso dell’umorismo – quando mi fa comodo. Come conseguenza di essere ben erudito, interessato al mondo (al fine di garantire che il mio posto sia saldamente riconosciuto all’interno di esso) e il fatto che io sia perspicace, sono in grado di forgiare lo spirito di molte situazioni, ma solo tenendo conto di ciò che serve al mio scopo. Come quasi ogni altra cosa, risate e umorismo sono strumenti che alcuni della nostra specie sono in grado di utilizzare allo scopo di perseguire i nostri obiettivi. Sono dispositivi e condotti per raggiungere ciò che vogliamo e il modo in cui il nostro senso dell’umorismo è modellato dipende molto dalle circostanze in cui ci troviamo e dal nostro fabbisogno di carburante.

Prendiamo ad esempio un venerdì sera. Io frequento spesso un bar locale con alcuni amici della cerchia ristretta. In alcuni bar che frequento regolarmente, conosco anche gli amici della cerchia esterna che spesso si trovano lì alla stessa ora e fonti terziarie, persone a cui potrei dire anche ciao e poco altro. Questo è un ambiente che mi permette di tenere banco mentre intrattengo gli ascoltatori entusiasti con i miei racconti di temerarietà imprenditoriale, schernire l’ultima gaffe di una fonte primaria intima, discutere di politica per mantenere una fonte secondaria al suo posto nella gerarchia e così via. L’umorismo svolge sempre un ruolo. Sono ben consapevole del fatto che dimostrare un acuto senso dell’umorismo e attirare risatine, sbuffi e risate a crepapelle è tutto buon carburante positivo e aiuta nel mantenimento della facciata per dimostrare che sto intrattenendo la compagnia, sono piacevole da avere attorno e divertente. Io trovo sempre divertenti le mie battute e gli aneddoti spiritosi, ovviamente.

Riconosco anche che allo scopo di continuare a estrarre carburante e mantenere la facciata è necessario che io rida dei commenti e delle buffonate altrui. Questo non viene naturale. Se qualcun altro sta raccontando una barzelletta, i riflettori sono puntati su di lui. Non mi piace. Non accende la mia furia, tutt’altro, ma voglio che la risata sia dovuta al mio aneddoto, non ad esempio al ricordo del mio amico Paul di un incidente al lavoro. Riconosco che quello che sta dicendo è divertente e so che altre persone rideranno, ma io non lo trovo divertente perché non è umorismo generato da me. Naturalmente, se lo vedo appropriato per mantenere la facciata e succede spesso, riderò e ridurrò e butterò là un complimento come “molto divertente” o “buona questa” prima di cercare di batterlo con la mia battuta o aneddoto. Non trovo comunque il commento divertente di per sé. Faccio finta di divertirmi allo scopo di adattarmi, mantenendo la facciata e per assicurarmi che le persone rispondano ai miei commenti in modo positivo.

Naturalmente ci saranno momenti in cui ritengo necessario permettere alla mia mancanza di umorismo di manifestarsi. Questo potrei farlo con qualche arrogante novizio del gruppo che pensa di poter prendere il centro del palcoscenico. Mentre butta là uno scherzo o spara fuori una battuta, io resto impassibile. Posso vedere altre persone ridere, ma io non rido. Questo non viene realizzato. Non trovo divertente ciò che viene detto perché mi sta facendo morire di fame carburante e farmi morire di fame di carburante non è una cosa da ridere. Voglio che questo giovane turco sappia che non sono divertito e quindi non riderò e anzi commenterò che l’avevo già sentita in precedenza, (se non l’ho già interrotto dicendo la battuta prima di lui) o che è uno scherzo di cattivo gusto o è razzista o omofobo per guadagnare terreno morale (chi io?!) e farlo rendere al massimo. So che i Luogotenenti in questo gruppo vedranno che sono indifferente. Aspetteranno per vedere se rido e seguiranno l’esempio o se iniziano a ridere e vedono che io non rido, interromperanno le loro risate. Essi valutano le loro posizioni nel gruppo. Anche se altri nel gruppo continuano a ridere, c’è un certo grado di disagio perché alcuni di noi non hanno riso e questo mi fornisce il carburante che voglio. L’ho fatto per me e ho strappato i riflettori da questo intruso.

Naturalmente, quando esterno le mie osservazioni, gli aneddoti spiritosi e così via, sono in forma effervercente. Saccheggerò le gag che ho ascoltato altrove (tutte parte dell’acquisizione dei tratti) e anche se è ben noto che le persone riportano le battute degli altri, dichiarerò di aver inventato io la barzelletta. Spesso il mio umorismo è frutto della foga del momento ed è un genuino commento incisivo o un’osservazione brillante che diverte. Mi piace davvero il carburante che deriva dal far questo. Sono in grado di permettere alla mia frizzante battuta e alla spiritosa presa in giro provocatoria di spiegare le ali in modo che quelli con me ululino dalle risate.

Allo stesso modo, se guardo un film o un programma televisivo che è una commedia, non mi siedo e rido tra me e me. Qual è il senso di questo? Non c’è carburante da guadagnare. Invece, potrei notare inviando un messaggio ad un amico che c’è un bel programma comico in modo che lui o lei risponda in modo da alimentarmi. Se sono con delle persone ed esse stanno ridendo del comico in televisione, lotto per tenere sotto controllo la mia furia. Non voglio che la loro attenzione si concentri su questo Meister delle gag nel televisore, voglio che alimentino me. Quindi, dipende se sto seducendo o svalutando, mi siedo imbronciato alla televisione e disturbo l’interprete in modo che chiunque sia con me reagisca e suggerisca di guardare qualcos’altro o mi rimproveri perché lo interrompo; non mi dispiace finché l’attenzione passa su di me e guadagno carburante. Se è una seduzione, permetterò alle mie risate di uscir fuori per dimostrare che sono un uomo di umorismo e che mi piace guardare la stessa commedia come te. Userò questo anche come piattaforma per raccontare le mie battute così riderai anche tu con me.

A proposito della questione di ridere con me, sono naturalmente contento che tu lo faccia, ma non posso sopportare di essere deriso. Nessuno del mio genere può. Se ridi di me anziché con me, è una critica onnipotente e la furia si accende immediatamente. Spesso in simili circostanze ci sforziamo di contenere la nostra rabbia e assisterete a noi che ci precipitiamo fuori, andiamo via infuriati o facciamo una scenata per causare un brusco arresto della tua burla beffarda e trasformarla in fastidio, preoccupazione, paura o cose del genere. Qualsiasi cosa per fermare le critiche brucianti derivanti dal tuo ridere di noi. Lo odiamo. Abbiamo una completa mancanza di senso dell’umorismo nell’essere derisi in questo modo e alla fine avrà ripercussioni su coloro che stanno ridendo di noi.

Naturalmente io so quando è necessario ridere e decido se unirmi o no. Alcuni della nostra specie non sono così in sintonia e ci mettono un po’ prima di rendersi conto che dovrebbero ridere perché il senso dell’umorismo non c’è. Invece, devono rendersi conto che sarebbe opportuno ridere e assisterai a una pausa prima che inizi la risata. Ascolta attentamente e sentirai che è vuota. Guarda i loro occhi e vedrai che gli occhi non brillano di divertimento ma rimangono fissi e vuoti. Questo spettacolo di umorismo e divertimento è un artificio e fa parte del Carosello delle Maschere che gestiamo.

Infine ci sono comunque dei contesti che mi divertono davvero e mi fanno ridere. Considerando che il presunto umorismo degli altri viene respinto o viene completamente accettato come parte del bisogno di generare carburante, positivo o negativo, e io prendo una decisione su ciò che sarà piuttosto che una reazione istintiva, ci sono occasioni in cui io istintivamente riderò. Sono quelle occasioni in cui qualcun altro ha sofferto una disgrazia, soprattutto se è stata causata da me. Le disgrazie altrui sono un dispositivo meraviglioso e che mi fa sorridere, ridere e far grasse risate. Ciò si accorda con il mio perverso senso dell’umorismo che nasce dal godermi la sfortuna degli altri. Considerando che con i tentativi di umorismo di altre persone devo decidere se rimarrete perplesso o fingere l’ilarità per il gusto di attingere carburante e il mantenimento della facciata, quando vedo che qualcuno sbaglia perché io ho nascosto un rapporto di cui ha bisogno, o esagero in parossismi di allegria dietro la porta del mio ufficio o se so che non sarebbe bello farlo in pubblico, soffoco la mia allegria e le permetto di esplodere quando sono in bagno o con un luogotenente a pranzo più tardi.

I princìpi del mio umorismo sono stati ripetutamente affrontati nelle mie discussioni con i bravi dottori negli ultimi mesi ed essi sono stati interessati ad apprendere questo approccio a valvola di esibire l’umorismo. Comprendono perfettamente che lo uso come un altro dispositivo per la raccolta di carburante. Riconoscono anche che il mio godimento per le disgrazie altrui è legato alla vena di sadismo che mi attraversa, ma abbiamo discusso le origini del motivo per cui io opero in questo modo quasi distaccato quando si tratta di questioni di allegria. Sembra che il mio approccio quasi completamente regolato derivi dal fatto che ho appreso sotto il regno di Madre Narci che la risata era considerata la voce di uno sciocco e che i migliori restavano in silenzio. Per cui, dal momento che ho imparato e sto imparando, gran parte del mio sviluppo si è distorta, la creazione del mio senso dell’umorismo è stata influenzata più o meno allo stesso modo, essendo vista come un prodotto da utilizzare piuttosto che una conseguenza naturale di questioni che sorgono, salvo per quelle in cui sono testimone della sofferenza prodotta a un’altra persona.

Alcuni dicono che se non ridessero, piangerebbero.

A me non è stato permesso il lusso di fare nessuna di queste cose.

Così ho trasformato l’umorismo in un’altra arma; per incantare, rifiutare o sminuire.

Non è davvero una cosa da ridere.

H.G. TUDOR

Game For a Laugh : The Narcissist and Humour

📰 PERCHÉ I NARCISISTI ADOPERANO LO STESSO MANUALE?

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È una domanda che mi viene fatta ripetutamente – Perché i narcisisti agiscono secondo lo stesso copione o perché i narcisisti si comportano nello stesso modo? C’è una qualche Scuola di Narcisismo, un’Università di Manipolazione o un College di Coercizione? Il fatto che molto di ciò che scrivo riguardo i miei comportamenti e di quelli della mia tipologia risuonino con così tante persone naturalmente fa sì che questa domanda venga posta.
Com’è che i narcisisti sanno come comportarsi in queste modalità? Cosa c’è dietro il fatto che i narcisisti usino delle manipolazioni così familiari ed esperte? Come imparano a farlo? In effetti, tale è la similarità delle esperienze che mi viene regolarmente chiesto dalle persone se sono il loro narcisista (non lo sono) e alcuni arrivano perfino a scrivermi quotidianamente chiedendo relativamente al mio comportamento, supplicando e rimproverandomi come se pensassero veramente che sono il narcisista che li sta tormentando (ripeto, non lo sono) ma questo è nato (in parte) dal riconoscimento della similarità per quanto attiene all’agire del narcisista.

Adoperiamo tutti lo stesso manuale e se lo facciamo, come avviene?

La prima osservazione da fare è che anche se ci sono delle somiglianze nel modo in cui agiamo ci sono anche notevoli differenze. Certamente, molti di quelli che sono intrappolati si ritrovano incastrati da tipi simili (per quanto riguarda scuola e gruppo) di narcisisti, quindi i comportamenti appariranno effettivamente similari alla vittima. Però, i Narcisisti Inferiori hanno un raggio minore di manipolazione, sono rudimentali nelle loro attività, hanno una matrice di carburante più piccola che a sua volta causa comportamenti più instabili e casuali e ha una soglia più bassa di furia innescata che immancabilmente si manifesterà come rabbia bollente. Ci sono notevole differenze rispetto al Narcisista Medio e sia Narcisisti Inferiori che Medi sono ancora diversi rispetto al Narcisista Superiore.

Ora, un Narcisista Inferiore potrebbe utilizzare un Trattamento del Silenzio (il segno distintivo del Narcisista Medio) ma è più raro, ci sono delle sovrapposizioni tra le scuole di narcisisti nei termini di alcuni comportamenti. Ad esempio, tutte le scuole potrebbero usare violenza fisica, d’altra parte il Narcisista Inferiore lo fa più spesso e più brutalmente e senza considerazione delle conseguenze, I Narcisisti Medi lo fanno molto meno frequentemente, tendono ad utilizzare spinte, trattenere, sputi e schiaffi invece di prendere a pugni, calci, morsi o testate e i Narcisisti Superiori, dove viene usata la violenza fisica (che è rara) lo faranno per procura o lo faranno in modo che sia meno facilmente individuata. Quindi c’è una somiglianza per quanto riguarda l’uso della violenza fisica ma considerevoli differenze nella sua frequenza e applicazione. Comportamenti simili ma con variazioni.

Per quanto riguarda ottenere coercizione e controllo? L’Inferiore è uno strumento diretto che si basa su un terrore cieco tramite aggressioni fisiche (alla persona e alla proprietà). Il Narcisista Medio si baserà sull’essere gentile e bonario muovendo a pietà e ricattando emotivamente prima di coinvolgere minacce, per quanto rimangano tali. Il Narcisista Superiore utilizza il fascino e delle ricompense prima di usare la minaccia che se richiesto verrà applicata.
Quindi tutte le tre scuole applicano sulle vittime coercizione e controllo ma lo fanno in modi diversi.

E per quanto riguarda le matrice del carburante? I 3 articoli che ho scritto in precedenza riguardo a queste matrici mostrano una comunanza – abbiamo tutti bisogno di carburante – ma differenze significative nella composizione e nell’estensione di queste matrici del carburante. L’Inferiore ha una rete piccola di carburante con un forte affidamento al Partner Fonte Primaria ed è probabile che ne usi uno Non Intimo se dovesse essercene bisogno. Il Narcisista Medio ha una matrice del carburante più allargata, ma si basa in modo significativo sul Partner Intimo Fonte Primaria e meno su quello Non Intimo. Il Narcisista Superiore ha una più grande e variata matrice del carburante e per quanto rimanga il ricorso al Partner Intimo Fonte Primaria, non è così grande come nelle altre due scuole e in realtà la tipologia dei Superiori può perdurare molto più a lungo senza una fonte primaria rispetto alle altre scuole.

Tutti i tre tipi mostrano una furia accesa quando vengono feriti, però l’Inferiore ha il grilletto sensibile in questo senso e per la maggior parte, spesso in modo esclusivo si affida alla rabbia bollente. Il Narcisista Medio ha maggiore controllo rispetto all’Inferiore ma non è migliorato in modo significativo e la loro furia si manifesta più tramite la rabbia gelida. Il Superiore ha un controllo rilevante sulla propria rabbia e lui o lei utilizzeranno sia la rabbia bollente che gelida se il controllo non dovesse rimanere in essere.

Non tutti i narcisisti sono megalomani. Alcuni sono aggressivi, altri passivo-aggressivi. Alcuni sono altezzosi, altri quasi bisognosi. Alcuni si focalizzano sul fisico, altri sull’intellettuale. Alcuni sono di successo e altri no.

Di conseguenza, si può vedere che ci sono filoni simili per quanto riguarda il narcisismo, nei termini di costituzione, mentalità e comportamento ma con eminenti e significative differenze tra le scuole. Quindi non è accurato affermare che tutti i narcisisti agiscono dallo stesso manuale, ma sembra che ci siano somiglianze. Ripeto, come menzionato prima, questa apparenza di essere lo stesso potrebbe anche essere l’esperienza della vittima perché lui o lei sono stati intrappolati da narcisisti della stessa scuola e squadra.

Ma, se le differenze che ho espresso sopra (e ce ne sono parecchie) fossero viste come semplici sfumature dalle vittime e piuttosto si punta sul fatto che seduciamo le vittime, bombardiamo d’amore, svalutiamo, ci sganciamo, ci risentiamo per le ferite, riagganciamo e diffamiamo. Non sono forse tutte le azioni di un narcisista, non sono forse tutti la stessa cosa? Non vediamo tutti le persone come oggetti perché dispositivi? Non manchiamo forse tutti di empatia emotiva? Non sperimentiamo tutti invidia, gelosia e odio? Non utilizziamo tutti il pensiero in bianco e nero? Non abbiamo forse tutti un bisogno soverchiante di controllo del nostro ambiente? Ripeto, queste verrebbero considerate come significative “equivalenze” riguardo la nostra tipologia e supportano la suggestione che agiamo tutti in accordo con un solo, mistico, onnicomprensivo manuale di narcisismo.

È chiaro dai molti commenti che ho letto sul mio blog e sulle piattaforme social, dalle e-mail che ho ricevuto e dal contenuto delle consultazioni che le persone hanno esperienze molto simili per quanto riguarda l’essere vittima della nostra tipologia, che sia un legame romantico, familiare, sociale o lavorativo. Quindi sembra davvero molto che effettivamente agiamo tutti dallo stesso manuale e questo origina la successiva domanda, come può essere? Com’è che i narcisisti “sanno” agire in questo modo, avere la stessa prospettiva, reagire nello stesso modo e avere a che fare con le vittime in una maniera così simile?

È una domanda semplice a cui rispondere.

Non si tratta del caso per cui siccome uno è narcisista allora sa agire nello stesso modo come ogni altro narcisista. No.

È perché agiamo in un modo così simile che siamo narcisisti. Se tu non agisci in questo modo, non sei uno di noi, se lo fai, lo sei ed appartieni al nostro club.

Manipola, manca di empatia emotiva, guarda le persone come dispositivi che ci appartengono per sempre, controlla la gente, senti il bisogno di carburante, mancanza di rimorso, non avere o abbi poco riconoscimento dei limiti, mostra pensiero magico, un senso che tutto ti sia dovuto, non avere concezione di responsabilità, assicura che non è mai colpa nostra, vedi solo in bianco e nero e così via e sei un narcisista. Non viceversa.

È la similarità nel comportamento che ci rende narcisisti, non è che siamo narcisisti quindi ci comportiamo in modo simile.

H.G. TUDOR

Why Do Narcissists Operate From The Same Book?

📰 QUANDO I NARCISISTI SI SCONTRANO – PARTE DUE ⬅

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Qual è la dinamica quando un Narcisista Inferiore e un Narcisista di Medio Rango si intrecciano l’uno con l’altro? In breve, l’Inferiore è classificato da un livello inferiore di funzione cognitiva, una bassa soglia di controllo sulla furia accesa, livelli ridotti di fascino, una gamma più limitata di manipolazioni, una vita spesso caotica in termini di relazioni, lavoro, dipendenze e finanze e una maggiore propensione alla violenza fisica. Il Narcisista di Medio Rango è passivo-aggressivo, con maggiore fascino e funzione cognitiva rispetto all’Inferiore, è meno probabile che usi violenza fisica, ma invece si basa su trattamenti del silenzio e bronci, usa giochi di pietà e cerca compassione, si rivolge ad altri per avere assistenza nel manipolare gli individui e ha una gamma più ampia di manipolazioni su cui contare. Ancora una volta, nessuno di questi individui sa cosa è e non riconoscono la loro specie. In che modo questi due tipi di narcisisti interagiscono tra loro?

Come filosofia generale, l’interazione tra Inferiore e Medio-Rango è quella del gatto e del topo. Entrambi sono in lotta per il carburante, ma hanno a disposizione diversi strumenti per raggiungere questo obiettivo. L’Inferiore sarà l’agente provocatore, con il Medio-Rango che fa il frustrato col tipo, anche se lui o lei scatenerà le sue passive manipolazioni aggressive mentre combatte per il carburante che proviene dall’altro.

All’interno della dinamica narcisistica familiare, non vi è alcuna seduzione tra i due come conseguenza del fatto che i due individui sono uniti a causa della loro parentela. Prendiamo l’esempio di due sorelle adulte. L’Inferiore cercherà di attingere carburante dalla narcisista di Medio-Rango entrando in competizione. È probabile che l’Inferiore sia gelosa della Medio Rango che potrebbe essere percepita come più realizzata e che ha successo, in termini di lavoro, qualità della casa, circolo sociale e cose simili. L’Inferiore considererà questo successo come una critica intrinseca della Medio-Rango il che accenderà la sua furia. Non può fare a meno di scagliarsi contro sua sorella e lo farà accusandola di avere la puzza sotto il naso, di essere la signora Sporcizia, suggerendo che i suoi risultati non sono i suoi ma quelli di altre persone e così via. Qualsiasi cosa pur di ottenere il sopravvento nella dinamica tra le due. L’aggressività mostrata dalla Sorella Inferiore nei confronti della sorella di Medio-Rango fornirà alla sorella di Medio-Rango il carburante, ma la natura della sfida implicherà che anche lei cercherà di attingere carburante da altre persone attraverso il gioco di pietà e la ricerca di compassione. Quindi ci si può aspettare nel contesto, diciamo di una riunione di famiglia, che l’Inferiore sentirà il bisogno di attaccare verbalmente la Medio Rango, spesso con insulti personali come “Hai messo su più peso dall’ultima volta che ti ho visto” o “Ho un vestito come quello, non sta bene neanche a me.”

Se l’Inferiore fa questi commenti in modo rabbioso o selvaggio, la Medio Rango ottiene carburante. Se l’Inferiore (il che è meno probabile) li afferma in una modalità senza carburante, allora questo ferirà la Medio Rango che si ritirerà dall’Inferiore con un trattamento del silenzio e/o cercherà carburante di compassione da terze persone non narcisiste. La reazione ferita della Medio Rango fornirà carburante all’Inferiore. Quindi, quando la Medio Rango piagnucola, “Perché mi prendi sempre in giro?” O “Lasciami in pace, perché devi essere così odiosa?” l’Inferiore guadagna carburante. Se la Medio Rango risponde con un trattamento del silenzio, questo non fornisce alla Sorella Inferiore il carburante, quindi perseguiterà la Medio Rango cercando di interrompere il trattamento del silenzio. È probabile che questa ricerca dia più carburante alla Medio Rango dato che la Sorella Inferiore diventa sempre più infastidita e frustrata dal silenzio. La Medio Rango manterrà il trattamento del silenzio finché non riceverà sufficiente carburante per curare la ferita e poi parlerà di nuovo oppure l’Inferiore, priva di carburante e furiosa a causa delle critiche che derivano dal silenzio, è costretta a cercare carburante altrove.

Se le due sorelle sono da sole, qualsiasi interazione finirà presto in una discussione e la Medio Rango metterà in atto un trattamento del silenzio per difendersi. L’Inferiore continuerà a pungolare la Medio Rango fino a quando non fornirà di nuovo carburante o si interromperà e si scatenerà per scagliarsi contro qualcun altro, imprecando contro il comportamento da bambina di sua sorella mentre lei ha i suoi personali scatti d’ira.

Se le due sorelle sono con altri membri della famiglia, la Medio Rango dapprima si rivolgerà a loro per compassione e aiuterà a fermare l’attacco dell’Inferiore. È probabile che vada a finire in accusa contro accusa e tutti i tipi di manipolazioni in quanto vi è triangolazione, spostamento di colpa, proiezione e simili su scala mondiale. La Medio Rango siederà in silenzio imbronciata o sgattaiolerà via, con l’Inferiore che continua a provocare. Se questo comportamento provocatorio non produce risultati, la sorella Inferiore si rivolgerà agli altri membri della famiglia per il carburante che dovrebbe essere fornito dalla sorella di Medio Rango.

Qualora i due narcisisti siano amici, si verificherà una dinamica interessante. L’Inferiore vedrà il Medio Rango di maggior successo non solo come fonte di carburante, ma anche come qualcuno in grado di fornire benefici residui e tratti caratteriali. Quindi, l’Inferiore sarà desideroso di sedurre il Medio Rango come amico di circolo ristretto.

Il Medio Rango vedrà l’aggressività dell’Inferiore come utile in termini di assicurarsi questa persona come Luogotenente e mirerà a sedurre l’Inferiore perché diventi un amico del circolo ristretto che viene poi utilizzato allo scopo di svolgere il lavoro sporco del Medio Rango.

L’Inferiore, una volta che ha sedotto il Medio Rango, cercherà di utilizzare il passivo Medio Rango per prestiti di denaro, essendo disponibile quando nessun altro potrebbe esserlo per uscire e in genere per estorcere i beni del Medio Rango. Il Medio Rango sarà inizialmente compiacente come parte della propria seduzione dell’Inferiore. È quando il Medio Rango si aspetta di “incassare” con la sua generosità che iniziano i problemi. Il Medio Rango cercherà di manipolare l’Inferiore perché faccia cose per lui o per lei. L’Inferiore può farle in un primo momento ma dopo un po’, il suo senso di diritto implica che si aspetta che gli vengano date cose dal Medio Rango e che non debba fare nulla in cambio. Respingerà questo tentativo di controllo e lo farà in un modo che darà carburante al Medio Rango. Il Medio Rango, spinto dal suo stesso senso di diritto, si aspetta che l’Inferiore esegua i suoi desideri, basandosi sui favori del passato e reagirà in un modo che ferisce simile all’Inferiore che si scaglia. Poiché entrambi si aspettano che l’altro faccia qualcosa in base ai diritti e/o agli investimenti passati e non ottengono la risposta richiesta, ci sarà uno scontro. L’Inferiore chiederà e il Medio Rango si ritirerà. Il probabile ritiro del Medio Rango farà sì che l’Inferiore irrompa in una furia e causi una cessazione temporanea del legame mentre cerca altri “amici” che gli diano ciò a cui ha diritto, non narcisisti. Il Medio Rango, ferito da questo tradimento dell’amicizia, si ritirerà e si lamenterà dell’egoismo dell’Inferiore con chiunque lo ascolti.

Tuttavia non si scartano a vicenda perché percepiscono un bisogno utile l’uno dell’altro. L’Inferiore vede il Medio Rango che ha maggior successo come un fornitore di generosità, generosità a cui ha diritto. Il Medio-Rango vede l’Inferiore come l’utile affilato strumento del Luogotenente, strumento a cui ha diritto. Sfortunatamente per loro, il loro senso di diritto li porterà a scontrarsi, a non preoccuparsi l’uno per l’altro dopo una sfuriata e poi a cercarsi di nuovo l’un l’altro di nuovo attratti dal richiamo dell’utilità reciproca. Naturalmente c’è carburante da raccogliere nell’affare, ma non è così grande come quando si ha a che fare con un individuo empatico e quindi in realtà sono i benefici residui e i tratti caratteriali l’attrazione principale tra l’Inferiore e il Medio-Rango in un contesto sociale.

Le terze persone verranno trascinate nei loro litigi. L’Inferiore offenderà il Medio-Rango e attaccherà verbalmente qualsiasi altra persona che difenda il Medio-Rango. Il Medio-Rango farà l’offeso per far festa a chiunque voglia ascoltare e li manipolerà per provare a ricostruire un ponte con l’infastidito Inferiore.

Che dire della situazione in cui un Narcisista Inferiore e un Medio-Rango sono legati per mezzo del lavoro? Di nuovo, questo è uno scenario non intimo in cui esiste una connessione preesistente tra i due narcisisti. Analogamente all’impostazione sociale sopra descritta, i due narcisisti guarderanno all’altro come carburante, ma anche per il sequestro dei benefici residui. L’Inferiore si aspetta che il Medio Rango gli faccia favori, come diminuire il suo carico di lavoro, sostenerlo per la promozione o un aumento di stipendio, che gli assegni lavori favorevoli e cose simili dal momento che il Medio Rango è in grado di mantenere una posizione leggermente superiore. Il Medio-Rango si aspetterà di dominare sull’Inferiore e lui o lei sarà a completa disposizione del Medio Rango. Quindi l’Inferiore considererà ogni mancanza del Medio Rango di mostrare a lui o lei il suo favoritismo come una critica. La furia dell’Inferiore si accenderà e non riuscendo a tenerla sotto controllo, si scaglierà contro il Medio Rango (e con altri) causando turbative ed eventualmente provvedimenti disciplinari, mentre il “ferito” Medio Rango va di corsa alle Risorse Umane.

Se l’Inferiore detiene il ruolo superiore sul posto di lavoro, allora si aspetterà che il Medio Rango sia il suo servetto. Delegherà considerevoli quantità di lavoro al Medio-Rango che si considererà individuato e preso di mira. Non oserà lamentarsi direttamente con l’Inferiore ma invece farà pettegolezzi con i pari, si lamenterà con un altro capo e potenzialmente solleverà la questione tramite un reclamo. L’Inferiore richiede sottomissione dal narcisista di Medio-Rango come parte di questo ideale di controllo e onnipotenza. Il Medio-Rango, ritenendosi al di sopra degli umili esercizi e responsabile, crede di avere il diritto di evidenziare il comportamento “cattivo e ingiusto” del Narcisista Inferiore. I due continueranno a sfornare carburante l’uno per l’altro con gli attacchi feroci dell’Inferiore contro il Medio-Rango per aver osato sfidarlo e con il Medio-Rango che risponde supplicando l’Inferiore di lasciarlo stare, o chiedendo perché insiste su rendere la sua vita un tormento. I due offriranno sicuramente una specie di spettacolo agli altri dipendenti, pur causando costernazione a coloro che devono lavorare al loro fianco o disciplinare i loro comportamenti. Combatteranno efficacemente l’uno contro l’altro, accusando e contro-accusando di non essere mai colpevoli e che è sempre colpa dell’altro.

In termini di reazione come fonte terziaria, un Medio Rango è probabile che sia gradito a una fonte terziaria Inferiore e fornisca carburante positivo che l’Inferiore accetterà. Un Inferiore, tuttavia, ha maggiori probabilità di essere aggressivo nei confronti di un Medio Rango o di oltraggiare il senso di importanza immediatamente offeso, sottolineando che la fonte terziaria Medio Rango ha fatto qualcosa di sbagliato che avrà come esito l’imposizione del ritiro di servizi, che a sua volta causerà un’esplosione improvvisa da parte dell’Inferiore. Qualsiasi interazione sarà di breve durata e fornirà carburante positivo (da Medio Rango a Inferiore) o una raffica di carburante negativo (da Inferiore a Medio Rango).

Infine, qual è la dinamica tra un Narcisista Inferiore e un Narcisista di Medio Rango nel contesto di una relazione romantica? L’Inferiore, avendo le minori abilità cognitive, può benissimo cercare di sedurre un Narcisista di Medio Rango. Il Medio Rango evidenzierà un certo fascino nei confronti dell’Inferiore, il che farà sicuramente appello sull’Inferiore, il quale solleciterà la seduzione per tentare di assicurarsi il Medio Rango. Il Medio Rango comunque è probabile che consideri che l’Inferiore non soddisfa i tratti empatici richiesti. Anche se il Medio Rango non è consapevole di ciò che vuole nello specifico, ha una consapevolezza istintiva delle caratteristiche di un partner in una prospettiva romantica che lo fanno sentire “migliore”. Queste saranno assenti nell’Inferiore perché non solo i tratti empatici sono assenti, all’Inferiore manca l’ingegno e l’astuzia (e l’energia e l’inclinazione) per simularli nella misura che soddisferebbe il Medio Rango.

Quindi, a meno che il Medio Rango non sia disperato per avere una fonte primaria, è improbabile che possa completare la seduzione di un Inferiore come IPPS. Guarderà altrove e respingerà gli approcci dell’Inferiore giudicando che non “spunta le caselle giuste”. L’Inferiore non proverà a sollecitare la seduzione poiché questo rifiuto da parte del Medio Rango farà innescare la sua furia come conseguenza di questa soglia di controllo bassa. Si scaglierà contro il Medio Rango e sarà costretto a trovare una fonte primaria diversa invece di selezionare un altro narcisista. Quindi, nella maggior parte dei casi, l’Inferiore si infiammerà mentre la sua seduzione viene sviata e il Medio Rango sposterà le sue mire altrove.

Anche se l’Inferiore è in disperato tentativo di assicurarsi una fonte primaria, non sarà in grado di intrappolare il Medio Rango che troverà i suoi bisogni insoddisfatti. Tuttavia, se il Medio Rango è un soggetto che è alla disperata ricerca di una fonte primaria, in tali circostanze potrebbe accontentarsi dell’Inferiore. Naturalmente, l’Inferiore sarà contento che ciò avvenga, visto che l’aumentato livello di fascino e il comportamento complimentoso del Medio Rango soddisfano, almeno all’inizio, il bisogno di carburante dell’Inferiore. Ci sono anche probabilmente tratti caratteriali e benefici residui che si adattano alle esigenze dell’Inferiore. Quindi, se l’Inferiore è il soggetto disperato, ma il Medio Rango non lo è, allora l’Inferiore sarà negato. Se il Medio Rango è la parte disperata e l’Inferiore lo è o non lo è, allora è più probabile che i due formino una coppia romantica assicurandosi l’altro come IPPS.

In questo scenario, l’assenza di sufficienti riserve di carburante positive verrà presto a galla. Il comportamento del Periodo di Bronzo dell’Inferiore non si adatta al Medio Rango per tutti i suoi bisogni di carburante. L’egoismo e l’egocentrismo del Medio Rango non si addicono all’Inferiore e quindi la svalutazione seguirà presto dopo la seduzione. Tuttavia, è qui che si produrrà una dinamica interessante perché in realtà è nella svalutazione che la coppia incontrerà le esigenze l’uno dell’altro per molto più tempo di quanto hanno fatto nella seduzione.

L’Inferiore, deluso e in effetti infuriato per le scarse riserve di carburante del Medio Rango inizierà la svalutazione. Essere in fase di attacco, le sue parole arrabbiate, la sua furia, la sua cattiveria sarà tutto ottimo carburante per il Medio Rango. Questo ovviamente non accetterà le sfide lanciate dal dito puntato dell’Inferiore, ma non può resistere al gustoso carburante che le accompagna. Si getterà sul carburante fornito da lei mentre risponde con le proprie manipolazioni per mantenere il flusso del carburante. Incolperà, negherà, devierà e rifiuterà di collaborare. Tirerà fuori i giochi di pietà, implorerà l’Inferiore di cessare il comportamento offensivo e così via; tutto ciò sarà un eccellente carburante per l’Inferiore, così lei continuerà con le macchinazioni. Andranno avanti e indietro, il gatto che gioca col topo, il topo che sfugge al gatto in uno scenario che li induce a fornire sufficiente carburante negativo l’uno all’altro. Il Medio Rango si rivolgerà a terze persone, come è suo desiderio, sottolineando l’orribile comportamento dell’Inferiore. Tali azioni verranno percepite come critiche da parte dell’Inferiore e lei risponderà con ulteriori comportamenti cattivi e cercherà anche una nuova fonte primaria poiché la svalutazione è a buon punto. Se l’Inferiore individua questa potenziale nuova fonte primaria, le notizie sul suo comportamento raggiungeranno il Medio Rango (o tramite terze persone o dalla stessa subdola Inferiore) e questo ferirà il Medio Rango. Balza via con un trattamento del silenzio e cerca di trovare la sua fonte primaria di ricambio. L’Inferiore non reagirà al trattamento del silenzio, ma si concentrerà invece sulla nuova fonte primaria. Il Medio Rango, visto che il trattamento del silenzio non ha avuto alcun effetto, stabilirà nuovamente il contatto con l’Inferiore. Questo fa presa sull’Inferiore poiché crede di avere nuovamente il sopravvento, anche se il Medio Rango crederà di averlo perché ha fatto in modo che l’Inferiore si impegnasse di nuovo. Quindi, sono di nuovo riuniti per un breve Periodo di Tregua. Naturalmente, nessuno dei due fornirà sufficiente carburante positivo durante questo Periodo di Tregua, perciò la svalutazione ricomincerà.

La campana a morto per la relazione intima tra il narcisista Inferiore e il Medio Rango è quando entrambi iniziano la loro ricerca di una nuova fonte primaria e trovano una prospettiva adatta. Fino a quel momento, il carburante negativo fornito attraverso la svalutazione sta mantenendo i livelli di carburante richiesti a causa del contrasto (qualcosa che come sai è sempre richiesto dalla nostra tipologia) tra i loro rispettivi stili. L’aggressivo Inferiore e il passivo aggressivo Medio Rango. Quindi la loro svalutazione può andare avanti per un po’ di tempo, ma quando uno o entrambi questi narcisisti rivolgono la loro attenzione a una nuova fonte primaria, la fine della relazione arriverà prontamente. O uno o entrambi cattureranno un non narcisista e il rifornimento di carburante da parte di questo individuo (in quanto individuo empatico) farà sì che il narcisista si concentri su quella persona e scarterà il narcisista Inferiore o di Medio Rango che hanno erroneamente installato come fonte primaria.

H.G. TUDOR

When Narcissists Collide – Part Two

📰 QUANDO I NARCISISTI SI SCONTRANO – PARTE UNO ➡

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Molte persone sono curiose di sapere cosa succede quando c’è qualche attività narci con narci? Si riconoscono l’un l’altro? Si cercano l’un l’altro? Come reagiscono l’uno nei confronti dell’altro? Si coalizzano e vi è una mentalità da branco? I narcisisti possono lavorare insieme? Due narcisisti possono avere una relazione sentimentale di successo?

Come sai, io categorizzo il nostro genere in quadri e scuole di narcisisti. L’ultima di queste è legata alla consapevolezza, abilità e funzione cognitiva perciò questa è la questione rilevante quando si considera se gli appartenenti alla nostra tipologia si riconoscono l’un l’altro. Affrontare questa prima questione è davvero semplice. I narcisisti Inferiore e Medio Rango non sanno cosa sono e quindi non sono in grado di riconoscere la propria tipologia. Il Narcisista Superiore, una bestia rara, è consapevole di quello che è, ma di solito non lo ammetterà (a meno che non preveda di ottenere qualche guadagno dal farlo). È tuttavia in grado di riconoscere la propria specie all’interno di tutte e tre le scuole. Con questa piattaforma di consapevolezza e riconoscimento, cosa succede quando i narcisisti si scontrano? Cominciamo dall’Inferiore con l’Inferiore.

Due Narcisisti Inferiori possono facilmente invischiarsi tra loro come conseguenza di essere imparentati. L’esistenza di una connessione familiare implica che non c’è bisogno di un’effettiva seduzione tra i due Narcisisti Inferiori. Se ad esempio i due Narcisisti Inferiori sono due fratelli, ogni volta che interagiscono cercheranno di attingere carburante l’uno dall’altro. Ciò si manifesterà nel cercare di superarsi a vicenda o nel richiedere l’attenzione l’uno dall’altro. Ad esempio, un Narcisista Inferiore Vittima vorrebbe che suo fratello lo aiutasse a scendere alcuni gradini. Il fratello Inferiore Somatico potrebbe essere d’accordo nell’aiutare a ricevere carburante positivo dall’apprezzamento e ringraziamento del Narcisista Inferiore Vittima. Questo è meno probabile che arrivi dal Narcisista Inferiore Vittima e questa incapacità di essere riconoscente porterà il fratello Inferiore Somatico a deridere suo fratello per la sua mancanza di mobilità, la sua scarsa abilità fisica come conseguenza del fatto che l’Inferiore Somatico ha la sua furia innescata dalle critiche che sorgono perché l’Inferiore Vittima non ha espresso ringraziamenti e apprezzamenti sufficienti per l’Inferiore Somatico che lo aiuta. In alternativa, l’Inferiore Vittima richiede l’assistenza del fratello più agile per aiutarlo a scendere alcune scale, ma l’Inferiore Somatico non vede alcun motivo per aiutare. Non è badante e quindi rifiuta. Questo fallimento di assistere è una critica all’Inferiore Vittima, la sua furia è accesa e si scaglierà contro il fratello Inferiore Somatico attraverso il suo soprannome, dicendogli che dovrebbe passare meno tempo in palestra e più tempo ad aiutare suo fratello perché ha bisogno del aiuto e l’inferno che ha diritto ad esso.

Due fratelli Inferiori si forniranno l’un l’altro carburante perché esploderanno di rabbia l’uno verso l’altro. La mancanza di considerazione che avranno l’uno per l’altro (o qualora la fingano per cercare di ottenere un vantaggio) si tradurrà in una duplice inveire l’uno contro l’altro su base ripetuta. Si scambieranno insulti pieni di bile e combatteranno fisicamente, ognuno traendo carburante dalla rabbia dell’altro fino a quando entrambi non si sentiranno soddisfatti o saranno separati da altre persone. Incapaci di rendersi conto di avere a che fare con un individuo della loro stessa specie e poiché si trattano l’un l’altro come Risorse Secondarie non Intime continueranno a unirsi per usarsi l’un l’altro per il carburante, si scontrano, voleranno scintille e poi si separeranno. La natura intermittente della loro interazione, poiché si considerano a vicenda Risorse Secondarie non Intime, implica che la loro relazione continuerà a lungo senza scarto e sarà contrassegnata da turbolenze. Gli estranei, inconsapevoli di ciò che essi sono, considereranno due fratelli Inferiori competitivi, polemici e ripetutamente ai ferri corti. Brameranno l’uno i beni dell’ altro, godranno nel cercare di impegnarsi in una tresca con la loro cognata o con la fidanzata del fratello. Cercheranno di superarsi l’un l’altro, allineati l’uno contro l’altro a causa di ciò che sono, ma attirati l’uno verso l’altro dal legame familiare e dal fatto che sono in grado di ottenere brevi e intense scariche di carburante l’uno dall’altro.

Che dire di due Inferiori che si ritrovano a stare insieme in senso sociale? La seduzione iniziale tra i due sarà efficace dal momento che nessuno dei due sta cercando di rendere l’altro una fonte primaria e quindi i soliti controlli istintivi per l’empatia ecc. saranno meno rigorosi per questo motivo e anche perché gli individui interessati sono Narcisisti Inferiori. È estremamente raro che due Inferiori diventino amici di per sé. Invece sono riuniti attraverso la “colla” di altri non narcisisti. Quindi, un individuo empatico può essere stato irretito dal Narcista Inferiore A attraverso diciamo una squadra di calcio e anche attraverso il Narcisista Inferiore B per essere vicini di casa e questa persona empatica potrebbe benissimo riunire i due Inferiori come parte di un più ampio cerchio sociale. Pertanto, è ipotizzabile che possano diventare amici, molto probabilmente della tipologia del cerchio esterno e perciò sono Risorse Secondarie non Intime.

In modo simile alla situazione dei Narcisisti Inferiori familiari, i due Narcisisti Inferiori sociali si scontreranno l’un l’altro, cercando di superarsi a vicenda, scontrandosi, litigando e cercando di attingere carburante. I loro comportamenti provocheranno l’accensione della furia nell’altro che avrà come conseguenza la fornitura di carburante e anche in questo caso per farla breve scoppieranno prima che il loro fabbisogno di carburante sia soddisfatto e lascino perdere. Le loro interazioni saranno intermittenti e di solito sarà necessario che abbiano luogo interazioni nella matrice di altri non narcisisti presenti sul luogo.

Il primo Inferiore cercherà di ottenere l’approvazione del gruppo sociale. Il secondo si risentirà di questo e si scaglierà contro il primo Inferiore e quindi inizierà il litigio. Quelli all’interno del gruppo considereranno che i due sono semplicemente in preda a uno “scontro di personalità” che non comprendendo veramente la dinamica e passeranno il loro tempo a cercare di mantenere la pace e impedire ai due di attaccarsi a vicenda sia verbalmente che fisicamente. Si accaniranno l’uno contro l’altro quando cercheranno di stabilire il primato all’interno del gruppo e continueranno ad andare avanti finché altri non intervengano. Una volta che accade questo, lasceranno perdere e non si importuneranno l’un l’altro fino alla prossima occasione in cui saranno riuniti. I due Narcisisti Inferiori non passeranno il tempo insieme senza nessun altro presente. La mancanza di un legame familiare significa che sarebbero rimasti uniti fino a che uno dei due non avesse messo l’altro al tappeto l’altro, perciò vi è scarso interesse per i due a socializzare separatamente. Invece, i Narcisisti Inferiori sociali sono sempre riuniti in un gruppo più ampio, in cui si confronteranno tra loro sullo sfondo degli spettatori.

In un contesto lavorativo, i due Narcisisti Inferiori vengono riuniti a causa della connessione del lavoro. Non vi è quindi alcuna seduzione tra di loro, ma il loro collegamento è già stabilito. Si sfideranno, non collaboreranno tra loro, cercheranno di mettere sotto l’altro e useranno terze persone per cercare di elevarsi contro questa persona che verrà immediatamente identificata come un piantagrane e un concorrente. Due Narcisisti Inferiori costretti a lavorare insieme diventeranno un problema per qualsiasi dipartimento delle risorse umane. Non volendo scendere a compromessi, incolpandosi sempre l’un l’altro, sottraendosi alla responsabilità, cercando di trarre una reazione l’uno dall’altro, è improbabile che riescano a lavorare, ma invece passano il loro tempo a cercare di abbassare l’altro. Non sarebbero concentrati sul cercare di superarsi a vicenda, dopotutto sono Inferiori, ma preferirebbero piuttosto provare a mettere l’altro giù, il che significa quindi che se il rivale è sotto di loro essi devono, automaticamente, essere sopra di lui. È un rapporto tumultuoso di insulti, accuse e persino di violenza reciproca che farà sì o che i due vengano divisi in modo che non ci siano interazioni o che entrambi vengano ignorati.

E che dire di due Inferiori che interagiscono come fonti terziarie, diciamo che uno è un cliente in un ristorante e l’altro è un cameriere? Possono, in quanto estranei, cavarsela con una breve quantità di carburante positivo l’uno per l’altro. Il cameriere è gentile e il cliente lo ringrazia. Se l’interazione è breve, entrambi possono farla franca con questa piccola quantità di carburante positivo. Se l’interazione diventa più lunga, aumenta il rischio che si accenda la furia dell’altro. Il cliente Inferiore percepisce una critica attraverso un servizio lento e insulta il cameriere. Questo reagisce e getta un drink addosso al cliente. Entrambi ottengono una botta istantanea di carburante e quindi l’interazione è finita, di nuovo con ogni probabilità attraverso l’intervento di terze persone. I due Inferiori, anche come fonti terziarie, non possono stare per molto tempo l’uno accanto all’altro prima che uno cerchi di attingere carburante all’altro. La bassa soglia di controllo dell’Inferiore implica che qualsiasi interazione con un altro Inferiore, familiare, sociale, collega di lavoro o l’interagire come estranei, comporterà un accesso d’ira tra i due.

Infine, che dire di due Inferiori che si uniscono nel contesto di una relazione intima? Possono due Inferiori considerarsi fonti primarie intime a vicenda? Esiste il rischio che provino a sedursi a vicenda a causa della loro incapacità di riconoscersi reciprocamente e della loro funzione cognitiva inferiore, il che significa che potrebbero non cogliere prontamente la mancanza di tratti empatici. La seduzione può iniziare ma non essere conclusa poiché entrambi scoprono istintivamente che l’altro non fornirà il carburante di cui avranno bisogno e quindi la seduzione viene interrotta. Hanno abbastanza istinto per sapere che la persona che hanno iniziato a sedurre non avrà ciò che richiedono e quindi decidono di non procedere con la seduzione.

Potrebbero tuttavia esserci occasioni in cui due Inferiori sono legati in una relazione romantica e cercano di fare dell’altro una Risorsa Primaria Intima. Questo è insolito, ma può accadere a causa di quanto segue: –

1. Entrambi hanno subito fughe da IPPS empatiche e quindi sono sprofondati in Modalità Caos. In assenza di IPPS in attesa in ballo, sono alla disperata ricerca di una persona e quindi inavvertitamente si agganciano tra loro a causa del loro disperato bisogno di carburante. Il loro stato indebolito e la loro disperazione faranno sì che loro istintivamente siano molto meno esigenti; e/o

2. Simulano l’apparenza di tratti empatici per prendere in trappola l’obiettivo e grazie alla funzione cognitiva inferiore (e soprattutto se non ci sono altri approvvigionamenti di carburante di fonte primaria a portata di mano) non riescono a scoprire che questa cosa è falsa e quindi inizialmente vengono ingannati.

Qualora due Inferiori “si innamorino” in tali circostanze, la natura della relazione sarà turbolenta e di breve durata. Inizialmente, continuando la seduzione, si forniranno a vicenda carburante positivo limitato. Questo perché, dati i loro minori livelli di energia, saranno focalizzati a tenere la bestia sotto controllo piuttosto che a porre l’accento sul fascino e sul magnetismo. Di conseguenza, non vi è tanto un Periodo d’Oro, ma piuttosto un Periodo di Bronzo. Questa scarsa disponibilità di carburante positivo farà sì che entrambi gli Inferiori siano irrequieti, irritabili e in difficoltà a tenere sotto controllo la bestia. Possono essere educati con gli altri per cercare di attingere carburante positivo, ma quando non è disponibile, perché ovviamente hanno a che fare con i propri simili che SI ASPETTANO di ricevere i complimenti e non vedono alcuna ragione di ricambiarli e la loro bassa soglia di controllo implica che la mancanza di carburante adeguato porterà molto rapidamente alla svalutazione.

Di conseguenza, il Periodo di Bronzo tra due Inferiori che si sono nominati IPPS a vicenda avrà vita breve e precipiterà verso la svalutazione. Entrambi si scaglieranno l’uno contro l’altro e così sarà disponibile del carburante adeguato dal momento che scoppiano in furia con l’altro. Sfortunatamente per loro l’accensione della furia significa che hanno bisogno di carburante per sostituire quello usato per la furia e quindi ci sarà un’eruzione esplosiva tra i due e poi saranno costretti a ritirarsi. Cercheranno carburante altrove e una volta soddisfatti torneranno l’uno dall’altro solo perché si verifichi l’esplosione successiva. Finché gli Inferiori possono attingere carburante da altre fonti e continuare ad esplodere con l’altro, vi sarà un periodo di svalutazione turbolento e al vetriolo che continuerà fino a quando uno o entrambi troveranno una fonte di carburante molto più efficace.

Diciamo che l’Inferiore A, trovando il carburante dell’Inferiore B estremamente insoddisfacente, trova una fonte secondaria empatica e inizia una relazione. Il carburante è di gran lunga superiore a quello fornito dall’Inferiore B. L’Inferiore A si muove per promuovere la fonte secondaria empatica a diventare una IPPS. L’Inferiore A ha trovato la fonte di carburante efficace e quindi scarterà l’Inferiore B. Successivamente, l’Inferiore A si concentrerà sulla nuova IPPS e non avrà riguardo per l’Inferiore B. L’Inferiore B percepisce la perdita della sua IPPS come una critica, la sua furia si accenderà e metterà in atto un Grande Recupero Iniziale per provare a riconquistare l’Inferiore A. Questo fallirà. L’Inferiore A resisterà al recupero a causa di ciò che è e anche perché sarà infatuato della nuova fonte primaria. L’Inferiore B potrebbe anche sferrare un attacco all’Inferiore A attraverso questa furia accesa ma sarà costretto rapidamente a trovare una fonte primaria alternativa. Una volta messo in sicurezza, l’Inferiore B, avendo anche lui trovato una nuova fonte primaria empatica, si concentrerà su di lei. Di conseguenza, gli Inferiori A e B non avranno rispetto reciproco e non si recupereranno, neanche quando svaluteranno le loro nuove fonti empatiche primarie, perché la Barra dei Criteri di Esecuzione di Recupero sarà elevata a causa della scarsa fornitura di carburante che hanno sperimentato.

Di conseguenza, in senso romantico, lo scontro di due Inferiori è rara e se dovesse accadere il rapporto sarà caotico, brutale e anche di breve durata con i due che in seguito difficilmente si incroceranno ancora di proposito.

H.G. TUDOR

When Narcissists Collide – Part One

📰 CONDIVIDO QUELL’EMOZIONE

 

78577673_118402996296783_4594636488615919616_n.jpgLo spettro emozionale concesso alla mia tipologia è limitato. La maggior parte delle emozioni positive che sperimenti sono venute meno o fuse in una sola sensazione onnipervasiva che è di potere. Laddove potresti sperimentare gioia, euforia, felicità e piacere, noi sentiamo potere. Quella sensazione crescente che ci scorre attraverso di noi come conseguenza della ricezione di carburante, che sia positivo o negativo. Ottengo una promozione? Mi sento potente. La mia squadra di football vince? mi sento potente. Seduco una nuova vittima? Mi sento potente. Sperimento il divertimento, in effetti, ho un eccellente senso dell’umorismo ma se ti faccio ridere attraverso il mio senso dell’umorismo sento ancora una volta un senso di potere.

Non sento la tristezza. Per il beneficio di guadagnare carburante, sono rimasto seduto davanti a numerosi film che sono descritti come strappalacrime e mi sono intrattenuto alternando la vista del film alla reazione della persona, immancabilmente una partner, mentre le loro espressioni cambiavano da compassione, solidarietà e poi le lacrime cominciavano a sgorgare. Ho guardato lo stesso film eppure non ho sentito nulla. Riconosco che le scene recitate dai relativi attori sono di quelle che possono essere classificate come commoventi, tristi e sconvolgenti ma non sento nulla. Quando sposto il mio sguardo sulla singhiozzante partner accanto a me, inizio a sentire qualcosa. Sento disprezzo per l’esibizione di debolezza nel diventare scossa. Non solo il fatto in sé che queste lacrime scorrono ma perché sono generate da una recita. Quanto facilmente la gente cade preda di ciò che viene recitato, ma sono grato di questo, perché se non lo facessero, la mia esistenza sarebbe molto più difficile. Sperimento un certo grado di divertimento, perché qualcuno viene commosso da qualcosa che non è nemmeno reale. Almeno quando le lacrime cadono perché un animale è stato investito sulla strada, o perché un parente ha esalato l’ultimo respiro su questa terra, c’è un evento autentico che causa dolore. Però, è sempre negli altri. Potresti mostrarmi un montaggio di immagini, frammenti di registrazioni che riassumono ciò che le persone considererebbero che induce una reazione di pianto, che sia di dolore o di gioia e rimarrei impassibile. Non significa niente per me. La capacità di sentire tristezza, lutto, dolore e disperazione è stata rimossa. Una volta le conoscevo. Posso ricordarlo vagamente, o almeno penso di poter ricordare, di essere triste. Non so cosa sia l’emozione ma richiamo l’immagine dalle profondità della mia memoria.

Non conosco la colpa. Il rimorso mi è sconosciuto. Non sento rimorso e nemmeno pentimento. La compassione non è mai stata accessibile per me. Come per l’empatia, non sento nemmeno quella. Sono, per via delle mie elevate abilità e della mia intelligenza, capace di capire ciò che le persone devono sentire. Ho trascorso molti anni a guardare e osservare il modo in cui le persone reagiscono a certe situazioni. Capisco quando viene espressa la felicità, so quando deve essere mostrato il rimorso, riconosco quando la tristezza dovrebbe fare la sua apparizione ma non sento nulla di tutto questo. Vedo il tuo dolore, so che dovrei dimostrare un’espressione preoccupata verso di te e chiederti come stai. Questa è l’aspettativa sociale comunemente accettata. Mentre ti seduco, adotterò effettivamente quella maschera di preoccupazione e compassione al fine di ingannarti facendoti pensare che sono una persona affettuosa e amorevole. Posso indossare la maschera che pone le mie espressioni facciali nel posto corretto. Sono capace di adottare il tono di voce appropriato e mettere le mie mani su di te in modo gentile cosa che è associata all’espressione di preoccupazione per qualcuno eppure nonostante tutte queste espressioni, parole e gesti appresi non sento alcuna preoccupazione verso di te. Non mi sento triste per te, non condivido il tuo dolore, non sono preoccupato per te. D’altra parte so che se devo legarti a me ed estrarre carburante da te, tramite la tua espressione grata e la tua riconoscenza per la mia amorevolezza apparente, sono obbligato a mettere la maschera della compassione. Naturalmente, quando la svalutazione verso di te inizia, non vedo alcuna necessità di fingere e anzi la mia mancanza di compassione porta un suo risultato dato che il tuo dolore aumenta tramite il mio atteggiamento sprezzante, il rifiuto di aiutare e la smorfia di sdegno.

L’Inferiore della nostra tipologia spesso non sa nemmeno quale maschera dovrebbe essere adottata e durante la fase di seduzione invece di brancolare goffamente alla ricerca della maschera appropriata, preferiranno abbandonare la situazione, evocando qualche scusa del perché non possono rimanere ed aiutare. I Narcisisti Medi e quelli Superiori della nostra tipologia capiscono che certe risposte sono preferite da te e quindi le maschere verranno create e indossate, ma solo al fine di raggiungere ciò che vogliamo. Se la situazione richiede che i nostri interessi abbiano maggior beneficio dal fatto di non indossare una maschera, allora questo è ciò che accadrà.

La gente spesso fa l’errore di supporre che siamo totalmente privi di emozioni. Questo è sbagliato. Sì, ci sono molte emozioni che, come ho spiegato sopra, non possediamo, ma non siamo privi di tutte le emozioni. Conosco fin troppo bene le emozioni di odio, rancore, frustrazione, irritazione, vergogna, invidia, ira e gelosia. Perché mi sono concesse queste emozioni e non le altre? Nei miei dibattiti con i buoni dottori e per le mie personali considerazioni su questi argomenti è evidente che nell’evoluzione di ciò che sono, è necessario per me possedere queste emozioni perché sono catalizzatori che fanno sì che io mi comporti nel modo in cui faccio così avrò una spinta, sarò brillante, affascinante, seduttivo, sarò scandaloso, grandioso, belligerante e distruttivo, perché alla fine tutte queste cose devono esistere al fine di obbligarmi a ottenere il prezioso carburante.

Se non diventassi geloso di quelli del mio circolo di amicizie che lodano un amico, non mi sentirei obbligato ad attirare i riflettori dell’attenzione su di me rubandogli la scena, raccontando un aneddoto glorioso o facendo un dramma. Se non fossi geloso non farei questi passi e quindi mi sarebbe negato il carburante.

Se non fossi invidioso della nuova macchina sportiva del mio vicino, non sarei stato spinto a lanciare dell’acido per batterie su di essa durante la notte e poi il giorno successivo guardare dalla finestra la sua reazione inorridita nel vedere i danni. Ancora, non otterrei il carburante.

Non sentirei rancore verso il mondo e il suo trattamento verso di me, non sarei costretto a sedurre la gente in modo che mi fornisca quello scudo dal mondo e dalle sue oltraggiose ingiustizie.

Sono queste emozioni negative, i Motivatori Oscuri, che fanno sì che io abbia sempre la spinta. L’assenza degli Ostacoli – rimorso, colpa, empatia, rimpianto ecc..- implica che io non venga fermato o rallentato nella mia eterna marcia in avanti. Non vengo distratto da quell’unico e necessario compito di ottenere carburante.

Questo approccio non significa che la mia vita sia meno nutrita. Sono comunque capace di apprezzare molto di quello che c’è di bello, coinvolgente, affascinante e scintillante in questo mondo. Posso apprezzare la grandiosità dell’architettura antica di secoli. Posso apprezzare la magnificenza di una composizione musicale. Posso apprezzare la bravura atletica di un corridore che vince l’oro alle Olimpiadi. Posso apprezzare il gusto di una cucina eccellente. Posso farlo per via delle mie elevate funzionalità superiori ad altri della mia tipologia che hanno poco o nessun interesse in tali elementi spettacolari di questo mondo. Mentre apprezzerai un brano musicale in quell’istante, starò utilizzando l’esperienza di questo brano di musica per favorire i miei scopi.

1. Potrei dirti di come sia geniale una canzone perché so che sarai soddisfatta di me per averti detto questo e quindi sorriderai, mi apprezzerai e mi darai carburante;
2. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato suonare Sherazade dall’orchestra filarmonica per vantarmi con altre persone e attingere carburante dalla loro reazione di ammirazione e/o gelosia.
3. Potrei utilizzare l’esperienza di conoscere tutta la musica dei Depeche Mode per risultare attraente per un bersaglio perché lei ama la stessa musica, o solo per dimostrare che ho interesse approfondito in un particolare gruppo in modo che sia di maggior interesse per lei.
4. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato una canzone particolare ad un concerto per vincere contro il tuo racconto di averne sentita suonare una diversa in modo da affermare la mia superiorità su di te e provocare una reazione da parte tua e degli altri.

Tu sperimenti certe emozioni coinvolgendoti in certe esperienze. Io in quel momento sperimento un senso di potere o se non lo faccio, immagazzino l’esperienza per usarla per sentirmi potente quando si unisce a qualcos’altro, di solito un dispositivo.

La mia tipologia imita le emozioni perché siamo incapaci di sentirne molte. Quindi ci appoggeremo alle emozioni che abbiamo visto che esibisci e faremo sembrare come se le sentissimo. Conosco molte delle tue emozioni; non le sento. Ci appoggiamo alle tue emozioni perché dipendiamo dalle tue emozioni per esistere. È una sorta di paradosso il fatto che non abbiamo mai coltivato certe emozioni e/o ci siano state strappate via al fine di renderci agili, efficaci ed efficienti, ma dobbiamo anche ricevere quelle emozioni da te al fine di sostenerci. Non vogliamo vedere la tua gioia diretta verso di noi per qualcosa che abbiamo detto o fatto in modo da poter poi avvertire la gioia, ma piuttosto per il potere che viene rilasciato come conseguenza del fatto che la tua gioia ci fornisce carburante positivo. Sono pieno di odio, gelosia, invidia, furia e rancore ma questo non significa che non ci sia posto per accettare il tuo odio verso di me, anzi gli do il benvenuto. Come conseguenza della mia manipolazione verso di te, voglio che resti qui ad urlare il tuo odio verso di me finché la tua voce diventa rauca e gli occhi ti escono dalla faccia. Il carburante che ottengo da un’espressione così intensa di emozione negativa è immenso. Ancora una volta, mi approprio della tua emozione e la uso per i miei scopi personali. Che sia per prenderla al fine di permettermi di mimarla e copiarla, per farmi apparire più accettabile per le altre persone o che sia per sfruttare la tua emozione come carburante per alimentarmi e permettere alla mia esistenza di continuare, troverò sempre un utilizzo per la tua produzione emotiva. Faccio buon uso delle tue emozioni. Sono l’estremo riciclatore.

H.G. TUDOR

I Second That Emotion

📰 LO SGUARDO

191129F The Stare.jpgGli occhi appaiono in primo piano nella relazione con un’altra persona. Tu guardi negli occhi di qualcuno per leggere in lui, per consentire a lui di leggere in te, distogli lo sguardo da qualcuno per trasmettere certe emozioni, eviti di incontrare lo sguardo di qualcuno per trasmetterne altre. Ho già parlato degli occhi della nostra specie in precedenza, ma passiamo a un elemento specifico dell’uso degli occhi nella dinamica narcisistica e cioè lo sguardo.

Di solito, fissare un’altra persona è considerato rozzo e maleducato, sebbene possa denotare attenzione e persino infatuazione, ma anche quello sguardo da un ammiratore infatuato può essere considerato maleducato, figuriamoci lo sguardo interminabile di un passante che non può credere a ciò a cui lui o lei sta assistendo. Lo sguardo quando viene impiegato dalla nostra specie assume un impiego completamente diverso e si manifesta in vari momenti durante il tuo impegno con noi.

1. Lo Sguardo nella Seduzione

Non è usato da tutti i nostri simili, ma se vi sei stato sottoposto, lo saprai e lo ricorderai bene. Era il momento in cui quei brillanti occhi blu si agganciavano ai tuoi occhi e fissavano profondamente dentro di te. Quegli occhi scintillanti di smeraldo sembravano incantati mentre ti fissavano. Gli intensi occhi marroni che sembravano sciogliersi mentre ti fissavano incerto. Qualunque sia il colore dei nostri occhi, quando hai ricevuto per la prima volta uno sguardo seducente, il colore sembrava diventare più luminoso, la luce splendeva in essi e l’intensità del nostro sguardo era immensa. Non era tanto l’essere guardato, ma piuttosto un evento in sé. Il nostro sguardo fisso era insolito perché probabilmente non lo avevi mai sperimentato da nessun altro in precedenza. Volevi distogliere lo sguardo, combattuto tra un senso di disagio, ma l’ipnotizzante qualità dei nostri occhi ti ha fatto tornare a guardare di nuovo in essi.

In quel momento, il nostro sguardo implacabile ti diceva che tu e solo tu eri importante. Non c’era nient’altro di significativo nell’universo. Lo sfondo svaniva, i suoni circostanti si attenuavano e tutte le distrazioni venivano allontanate. Volevamo mostrarti che la nostra devozione per te andava oltre ogni altra cosa. Solo permettendo a noi stessi di fissarti per così tanto tempo siamo stati in grado di trasmettere la profondità del nostro amore, l’enormità del nostro desiderio per te, la portata del nostro bisogno di stare con te. Il tempo è rallentato e poi si è fermato, la tua pelle fremeva dall’esperienza di questo sguardo allettante. Il tuo respiro ti si fermava nei polmoni, il tuo viso sembrava arrossire e l’ondata di dipendenza ti travolgeva, mandandoti un brivido su e giù per la spina dorsale, attorno al collo e contorcendoti lo stomaco. In quell’istante noi siamo diventati il tuo universo mentre ti mostravamo il mondo nei nostri occhi.

Eppure, ciò che hai davvero visto mentre quei due occhi continuavano a penetrare profondamente in te, era te stesso. Abbiamo iniziato questo rapporto sapendo che guardarti per un periodo di tempo non convenzionale ti avrebbe fatto sentire a disagio e affascinato, così ci avresti mostrato cosa c’era nei tuoi occhi. Ci avresti rivelato il tuo desiderio, il tuo amore, le tue speranze, i tuoi desideri e la tua dedizione. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato rispecchiare a te quello che ci avevi mostrato, amplificato attraverso gli auspici dell’imitazione per la quale siamo diventati famosi. In quel momento, mentre sostenevamo il tuo sguardo dall’altra parte del tavolo, o dopo quel bacio, o mentre giacevamo sopra di te, ti abbiamo mostrato te stesso e così abbiamo piantato i semi che ti hanno fatto innamorare di noi, ma in realtà ti eri innamorato di te stesso. Questo è il motivo per cui il tuo amore è diventato qualcosa che va oltre qualsiasi cosa tu abbia mai sperimentato prima. Questo è il motivo per cui era profondo, potente e assoluto, perché il tuo subconscio vedeva ciò che voleva vedere e queste reazioni potenti e immense accese in te.

Il mondo turbinava nei nostri occhi, il tuo mondo. Abbiamo offerto possibilità illimitate attraverso la promessa che ti abbiamo rispecchiato e mantenendoti in questo sguardo ti abbiamo detto che ti volevamo sopra qualsiasi cosa e ogni altra cosa. Ti volevamo. Ti volevamo. Volevamo TE.

2. Lo Sguardo nella Svalutazione: Neutralità

In “Perché il narcisista sembra così strano”, ho spiegato riguardo all’impostazione sconosciuta in cui la persona che una volta ha illuminato la tua vita, diventa come un estraneo, quasi un automa. Questo è un cambiamento che si verifica quando inizia la svalutazione. Non è sempre presente dato che alcuni della nostra specie si spostano direttamente negli oscuri abusi della svalutazione prima che scatti l’allarme, ma c’è un preavviso di ciò quando la persona che una volta entrava con un sorriso allegro e un bacio, entra e si siede e basta, privo di qualsiasi emozione esistente.

Se sperimenti questo, allora potresti anche sperimentare lo sguardo in questo frangente. Questo sarà uno sguardo vuoto che è accentuato dall’espressione vuota che lo accompagna. Non è uno sguardo di confusione o malintesi; non è uno sguardo di oscurità, ma è invece lo sguardo vuoto di una persona vuota. Stai guardando il vuoto che esiste in tutti i nostri simili. Questo rappresenta il punto di svolta. Lo sguardo seduttivo brillava, ardeva e splendeva delle emozioni positive costruite che ti avrebbero indotto a rispondere con carburante positivo. Quello è andato. L’oscurità della svalutazione non è ancora iniziata con il suo disegno del carburante negativo. Invece, stai assistendo alla via di mezzo. Gli occhi che sono privi di calore o odio, svuotati di passione o malizia, solo uno sguardo fisso che trasmette il vuoto interiore.

Questo farà sì che tu divenga confuso. Ti porterà a chiedere se tutto va bene e a domandarti cosa è successo. Sarai disorientato su dove sono andati quegli sguardi mesmerici e scintillanti. Perché non vieni più guardato con quello sguardo penetrante ed edificante? Dove siamo andati? Se avevamo un’anima, è come se fosse stata risucchiata da dentro di noi, lasciando solo questo guscio. Non puoi lamentarti di essere trattato male, dal momento che non sono stati ancora messi in atto abusi contro di te. Questo sguardo vuoto e robotico è un avvertimento di ciò che sta per accadere e se dovessi vederlo in coloro con cui ti relazioni, tienine di conto e rimedia con la partenza perché ti sta segnalando che ti attende uno sguardo molto peggiore.

3. Lo Sguardo nella Svalutazione: Malevolenza

Questo, forse, è lo sguardo che più si associa alla nostra specie. Quando sei sottoposto al nostro sguardo malevolo, i nostri occhi si scuriscono, enfatizzati dalla contorsione dei nostri lineamenti che ci fa apparire come qualcos’altro. Il verde incandescente, il blu splendente e il marrone beato sono svaniti. Gli occhi grigi scintillanti non sono più, il nocciola idilliaco è stato bandito e invece un nero oscuro e torvo ha preso il loro posto.

Questo sguardo ti farà fare un passo indietro sotto il suo impatto. L’odio che è contenuto nell’oscurità dell’inchiostro ti renderà freddo, ti manderà ghiaccio nel cuore ed è abbastanza da farti scoppiare in lacrime. Il terrore ti afferra perché quando ti viene indirizzato questo sguardo, stai vedendo il male nel nostro essere. L’odio puro e non adulterato che abbiamo per te. È ribollente, denso e vizioso. Grava su di te, ricordandoti le tue debolezze e vulnerabilità, un bagliore annerito che continua a dirigersi verso di te, premendo su di te, costringendoti a sentirti piccolo e miserabile.

Potresti aver colto qualche occasionale sguardo malevolo da noi, solo un lampo di odio, ma quello è qualcos’altro. Quei brevi sguardi erano avvertimenti che potevano essere usati solo per un istante per evitare il rilevamento da parte di terzi e la frattura della facciata. Questo è uno sguardo fisso. A volte può essere accompagnato da sibili di minaccia e insulti. A volte è ammantato di silenzio, le occhiate minacciose sono un chiaro avvertimento che un periodo di silenzio ti sta per fare visita.

La persona che pensavate fossimo sarà completamente assente. Il tuo mondo è stato annientato in un istante e sostituito da due sfere di nero scintillante, che ti dicono che sei odiato. Totalmente odiato e quello che è molto peggio verrà a farti visita in concomitanza con questo sguardo di cattiveria concentrata.

4. Lo Sguardo nello Scarto

Puoi forse essere testimone di questo se ti viene effettivamente detto dello scarto. Più spesso, appare post scarto quando provi a vederci, a supplicare le nostre risposte, a pregarci di tornare con te e così via. Questo sguardo è di puro disprezzo. Disprezzo e disgusto per te. Come diavolo siamo arrivati ad accoppiarci con una persona così debole, così patetica e disgustosa come te. Ci fai rabbrividire a pensare che una volta ti abbiamo anche guardato con favore, amore e desiderio. La vergogna che proviamo a scegliere qualcuno come te viene gettata da parte per essere coperta da uno sguardo sprezzante, progettato per indebolire la tua posizione e dirti senza mezzi termini che non vogliamo avere nulla a che fare con te. Abbiamo una persona molto migliore. Questo sguardo è per spingerti a stare lontano e per proibirti di ricordarci che una volta ti avevamo promesso il mondo. Non vogliamo ricordare certe questioni. Qualcun altro riceve quelle promesse ora. Sei uno sfortunato promemoria di una parte di noi che preferiamo tenere chiusa lontano e questo sguardo lo trasmette attraverso l’odio e il disprezzo.

5. Lo Sguardo nel Recupero

Il Recupero Successivo Maligno come puoi aspettarti adotta lo stesso approccio dello sguardo malevolo sopra descritto. Se dovessimo contattarti per cercare di convincerti a tornare da noi, che si tratti di post-scarto o di post-fuga, cercheremo di sostenere il tuo sguardo ancora una volta. Questa volta quei nostri occhi brilleranno di nuovo ma di speranza, desiderio e contrizione. Vulnerabilità, dolore e rimorso possono fare da protagonisti nello sguardo languido e supplichevole che ora terremo su di te.

Ancora una volta questo è puro artificio. Tutto quello che stiamo facendo è rispecchiare ciò che ci mostri. La speranza che potremmo aver visto l’errore del nostro comportamento. Il desiderio che noi arriviamo alla consapevolezza di aver sbagliato. Il dolore per una persona che deve comportarsi in questo modo. Il rimorso per esserti impegnato con una persona così vile. Il desiderio che hai che il periodo d’oro risplenda ancora una volta. È tutto costruito dal momento che ti rimandiamo allo specchio ciò che vediamo, ma allo scopo di ingannarti di nuovo e con le rassicurazioni evasive e le promesse che non verranno mai mantenute, ti riagganciamo nella nostra presa.

Lo sguardo è un’arma importante quando ci impegniamo con te. È un dispositivo che produce quelle emozioni che noi non possediamo e ti permette di vedere la realtà della persona con cui ti sei invischiato quando alzi lo sguardo sul vuoto e ti sottrai alla malevolenza.

H.G. TUDOR

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