📑 PERCHÉ IL NARCISISTA SEMBRA COSÌ STRANO?

 

WHY-DOES-THE-NARCISSIST-SEEM-SO-ODD.pngÈ corretto affermare che operiamo in tre impostazioni essenziali. Vi sono vari gradi all’interno di queste situazioni, diversi livelli di intensità che sono influenzati da fattori come il tipo di narcisista a cui apparteniamo, ciò che chiediamo da voi, il livello di individuo empatico a cui appartenete e anche molti altri. Tuttavia, ci sono tre impostazioni base. La prima, come puoi aspettarti, è l’impostazione dorata. Siamo al meglio del nostro splendore, della nostra genialità e della tenerezza quando siamo in questo stato. Questo appare sempre durante la tua seduzione da parte nostra e lo ripristineremo di volta in volta e spesso quando ti recuperiamo per riportarti indietro e tenerti appeso a noi. Il secondo è l’impostazione oscura quando promuoviamo la nostra svalutazione nei tuoi confronti. Questa impostazione oscura ci consente di mettere in atto le nostre varie manipolazioni contro di te, una varietà di manipolazioni diverse man mano che inizia l’abuso, e rendiamo la tua vita particolarmente spiacevole. Ciò richiede impegno ed energia da parte nostra e anche se saremo ricompensati con carburante, è necessario un certo grado di applicazione per utilizzare queste manipolazioni contro di te. Quando sveliamo la nostra impostazione oscura risulta sconvolgente e confuso, ma spesso troverai qualche ragione per spiegare il nostro comportamento. Di solito è la ragione sbagliata, ma ne troverai comunque una dato che vuoi capire e avere una giustificazione per spiegare perché qualcuno si sta comportando in un certo modo con te – decidi che siamo stressati, stanchi, affamati, bisognosi di affetto o forse sei indebitamente severo con te stesso in modo che tu, in quel consueto modo empatico, biasimi te stesso per il comportamento che abbiamo tenuto contro di te. Forse non hai ascoltato quando avresti dovuto farlo, forse avresti dovuto capire che volevamo uscire stasera, o che non avremmo voluto il pollo per la seconda volta in questa settimana.

C’è una terza impostazione e questa spesso si rivela più confusa della nostra spiacevole impostazione oscura. Questa impostazione potrebbe essere considerata come un’impostazione neutra, a metà tra il dorato e il buio, ma non lo è. Questa impostazione è sulla strada per l’impostazione oscura ed è più vicina a che non a quella dorata. Questa particolare impostazione è l’impostazione sconosciuta.

Ci saranno momenti in cui non desideriamo impiegare molta energia nella nostra continua svalutazione di te, ma la svalutazione deve continuare. Potrebbe non essere così dura, dal momento che non ci sono urla, violenza, insulti e cose simili. Non è il periodo d’oro perché non mostriamo affetto, non facciamo cose per voi e non esibiamo nulla del fascino che un tempo fluiva così prontamente da noi. Durante questa impostazione sconosciuta non siamo né meravigliosi né terribili, ma ci comportiamo come una persona che non ti conosce veramente e ti rimane sicuramente la sensazione di avere a che fare con qualcun altro.

Se ci telefoni, non metteremo in atto un trattamento del silenzio e ignoreremo le tue ripetute chiamate. Non risponderemo in meno di uno squillo e ti parleremo con affetto ed entusiasmo, invece rispondiamo e ci impegniamo in una conversazione a monosillabi. È come mostrare i denti. Confermiamo che non c’è nulla che non va e tu potresti pensare che ci sia ma non abbiamo risposto con rabbia o durezza. Non ti abbiamo accusato di nulla, non ti abbiamo etichettato in qualche modo ma la conversazione è piatta. È come se la nostra personalità, sia dorata che oscura, fosse svanita e avesse lasciato quasi un automa al suo posto. Facciamo cose, parliamo dei nostri giorni ma con pochi dettagli e certamente nessun entusiasmo. Ti poniamo domande ma sono educate e superficiali come se stessimo facendo il nostro lavoro. Non c’è cattiveria, nessuna maldicenza o deriosione. È difficile da elaborare perché non c’è niente, non può essere quello il caso perché stiamo parlando con te, ma sembra che non succeda niente.

Potremmo chiedere in giro per vederti ma sembrerà come se l’avesse chiesto un controllore. Ci sediamo, rifiutiamo un drink che ci offri e rispondiamo alle tue domande senza offrirti nulla in cambio. Dove è finito il principe azzurro? Dove è finito il mostro? Chi è questo estraneo che assomiglia a noi, sembra proprio come noi ma non si comporta come noi? Non puoi accusarci di essere spiacevoli ma è spiacevole perché hai a che fare con qualcuno che non riconosci. A qualsiasi domanda su cosa non va con noi rispondiamo educatamente e sei certo che non c’è un problema, ma sembriamo senza vita. Ci lusinghi, ci fai i complimenti e anche se li accettiamo non c’è segno di interesse, non c’è reazione.

Perché siamo così? Perché facciamo questo? Perché sembriamo qualcun altro? È come se fossimo stati rapiti dagli alieni nella notte e sostituiti con un robot che non è né meraviglioso né selvaggio, ma è deludentemente qualcos’altro. Questa terza impostazione si verifica durante il periodo di svalutazione. Non è una tregua dalla svalutazione in quanto quella sarebbe di nuovo l’impostazione dorata. Chiaramente non è l’impostazione oscura in quanto si tratta della messa in opera della cattiveria e dell’abuso. Questa terza impostazione è un indicatore della calma prima della tempesta. Mentre ci sono occasioni in cui potremmo passare dall’impostazione dorata a quella oscura in un batter d’occhio, questa terza impostazione viene usata quando desideriamo conservare energia in previsione di scatenare uno scenario particolarmente selvaggio nella fase successiva della svalutazione mentre ci sposteremo verso l’impostazione oscura e ci diamo dentro a mille. Non stai viaggiando guidato da venti deboli, e nemmeno vieni gettato su e giù da una tempesta, invece vieni calmato o mosso da una leggera brezza. Questo è il periodo in cui ci scaldiamo i muscoli, raccogliamo informazioni e tramiamo. Il passaggio di funzioni all’organizzazione e al progettare ciò che verrà, unito all’intenso flusso di energia richiesto per sostenere il brutale intensificarsi di questa svalutazione, implica che adottiamo questa impostazione quasi in automatico. Potresti non vederla mai, questo dipende dalla natura del narcisista con cui ti sei invischiato, ma quando la vedi, dovresti essere consapevole che è in arrivo una tempesta e non solo qualche vecchia tempesta, ma una tempesta supercella di ingenti e feroci proporzioni. Questo è un avvertimento.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Seem So Odd?

👤 PESANTE DA PORTARE È LA CORONA DEL NARCISISTA

 

HEAVY-LIES-THE´S-CROWN - Copia.pngPesante da portare è la corona che si trova in cima alla mia testa mentre guardo fuori sul mio regno. Resto dentro la mia torre dorata, dietro quelle terribili doppie porte che sono chiuse a quattro mandate e sbarrate tre volte. Siedo sul mio trono che è stato modellato dalle anime che ho rubato e legato a questo edificio di acciaio scuro e vetro frastagliato. Sento il basso gemito della loro prigionia mentre io mi siedo e guardo le mie terre che si estendono verso nord, est, sud e ovest. Da questa postazione strategica vedo tutte le cose e sono visto da tutti, ricordando loro chi sono e perché sono il loro meglio. Sono scelto per guidare e governare e devono sempre esibire un adeguato rispetto e lealtà nei miei confronti o subiranno lo stesso destino di coloro che sanno ottenere il mio posto. So che ci sono degli impostori là fuori che cercheranno, attraverso i loro modi perfidi di assaltare la mia cittadella e spodestarmi. Conosco i loro piani. Conosco i loro schemi di tradimento, i loro sussurri sediziosi si fanno strada, portati da me dai miei sempre leali corvi che svolazzano qua e là diffondendo il mio oscuro messaggio e mi nutrono con le risposte di cui mi nutro avidamente nell’ambito di quel tanto necessario sostentamento.

So troppo bene che ci sono quelli che arriverebbero come banditi nella notte e tenterebbero con maliziosa premeditazione di tagliarmi la gola e lasciarmi morire dissanguato, la vita che fuoriesce da me attraverso le numerose ferite da perforazione e quindi devo mantenere le mie difese e cercare questi nemici sleali. Conosco il loro gioco e li tengo d’occhio. Non possono raggiungermi qui però. I miei fedeli Luogotenenti sorvegliano il percorso verso questa cittadella e respingeranno tutti coloro che si avvicinano a me con false intenzioni. So che non si allontaneranno dal proteggere il loro padrone perché li ho modellati a mia immagine per consentire loro di adempiere ai loro ruoli. Equipaggiati con armi annerite che tagliano e strappano, abbatteranno chiunque osi farmi del male. Nessuno è in grado di sferrare quel colpo fatale contro di me però. Sono saggio per i loro piani di danno e assassinio e sento l’odore del loro scandaloso tradimento che gocciola come l’icore da loro con la stessa facilità con cui potrei rilevare l’aroma del giglio o del caprifoglio.

Pesante da portare è la corona che poggia sulla mia testa perché porto su di me il fardello di molti. Non è facile guidare e gestire quelle anime che mi guardano per avere protezione e illuminazione. Come si affollano alla mia cittadella quando sto al mio balcone e concedo loro la grazia del mio regolamento d’oro. Si inchinano davanti a me a migliaia con la loro ammirazione e gratitudine palpabili e mi permettono di bere a pieno nella loro venerazione. In cambio mi assicuro che questi soggetti leali vivano un’epoca d’oro, un’epoca di abbondanza e giubilo, e così continuano a radunarsi sotto di me in ginocchio, sperando in uno sguardo del loro sovrano più eccellente. Questo non è un ruolo per quelli dal cuore debole. Coloro che non hanno forza, non possono sedersi su questo trono perché solo i potenti e i beati sono capaci di cogliere le speranze di migliaia di seguaci e di concedere loro giorni di sole. Solo colui che è venerato e di tale elevazione può fornire un tale soccorso ai molti che reclamano la guida in tempi così oscuri. La mia generosità permette loro di prosperare mentre si prendono cura di queste terre fertili. La mia guida fornisce loro la ragione per coltivare la terra, seminare i loro semi e raccogliere i frutti del regno nel mio nome. È solo attraverso la mia benevolenza che un tale periodo di abbondanza può prosperare.

Spesso devo consegnare alcuni di loro all’ombra, spegnendo il raggio d’oro della luce che illuminava il loro mondo. Lo faccio con il cuore pesante perché mi hanno mostrato qualche servigio ma ora mi offrono poco e come tale devono capire che tale grazia e bellezza fanno parte di un mio dono e, come lo concedo, posso negarlo. I loro lamenti e ululati di dolore e di protesta confermano sempre che la mia decisione è stata quella giusta e traggo grande sostegno dalla loro sofferenza. Tuttavia, tale è la possente attrazione di uno come me che non partono o si allontanano in terre lontane ma invece rimangono, sopportano la tortura e mi chiamano, implorando il mio perdono e implorando la restituzione del mio regno d’oro. Io non sono un uomo malvagio, anche se molti diffondono certe bugie che lo sono e in quanto tale, di tanto in tanto, consentirò a quella luce dorata e benevola d’oro di rischiarare le loro vite ancora una volta e il loro sollievo e la loro gratitudine sarà più edificante.

Ogni giorno devo sedere su questo trono in cima alla mia cittadella autoctona e assicurare il benessere e il buon ordine dei miei sudditi per assicurare che il raccolto giornaliero sia forte, abbondante e potente. Pochi possono farlo con l’efficacia di cui sono capace. Devo ancora incontrarli, ma so che esistono, governando terre lontane dalla mia in un modo che è molto simile al mio. Ogni singolo giorno devo consegnare alcuni soggetti all’ombra e alla vergogna, ogni singolo giorno devo far tornare gli altri all’ovile. Non possono esistere senza di me e io non posso esistere senza di loro. Io sono il loro re, io e la terra siamo una cosa sola.

Oggi è pesante da portare la corona sulla mia testa, ma so che domani arriverà, il raccolto sarà ancora più grande e così ricaricato allevierò il peso e solleverò la testa per permettere ai miei occhi sia dorati che neri di guardare ognuno dei miei soggetti negli occhi come per chiedere loro cosa faranno per me oggi. È pesante il fardello che porteranno per il loro re. Pesante è il loro obbligo nei confronti del loro monarca. Pesante giace il giogo invisibile sul loro collo e le catene che io potrò strattonare per assicurare che domani questo pesante fardello non sarà più pesante.

H.G. TUDOR

Heavy Lies The Narcissist´s Crown

📰 IL DIVARIO DI REALTÀ DEL NARCISISTA

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Il Narcisista Inferiore. Che sia l’autentico perdente che è l’Inferiore Minore, l’Inferiore Centrale di solito inutile o il bullo di successo ma prepotente che è l’Inferiore Maggiore, i tre hanno alcune caratteristiche in comune. Una di queste è il loro stato delirante. L’Inferiore vive in una bolla convinto del suo bell’aspetto, della sua forza innata o della sua sensualità irresistibile. Pensa di piacere a tutti, pensa che se tu non lo apprezzi, devi essere un idiota e non ne vale la pena confondersi con te. Si crede bravo nello sport, nella scrittura, o in qualsiasi altro passatempo e, se non vince o riceve un riconoscimento, il gioco è stato truccato, la vernice era del tipo sbagliato o i giudici sono ritardati. Dopotutto, chiunque non possa vedere che l’Inferiore è un campione spavaldo, beh, deve aver bisogno di farsi visitare la testa, giusto?

L’Inferiore attraversa la vita facendo ciò che vuole, prendendo ciò che vuole, comportandosi come gli pare e a nessuno è permesso impedirglielo o interferire con questo diritto dato da Dio. È completamente ignaro delle sue mancanze – quella pancia gonfia di birra mostra solo una certa gioia di vivere, diventare calvo è un segno di virilità, indossare quella stessa giacca è un marchio di abbigliamento classico. Il suo narcisismo gli consente di mantenere la sua percezione di superiorità (laddove spesso non esiste) attraverso il ricorso a questa illusione. Semplicemente non vede i suoi difetti, le sue inadeguatezze e fallimenti. Il meccanismo di autodifesa delle Doppie Linee di Difesa negherà qualsiasi fallimento o lo allontanerà anche da sé ritendendo che è colpa di qualcun altro o di qualcos’altro. Così, l’Inferiore sfugge alla colpevolezza, mantiene la superiorità, raccoglie carburante e si scaglia attraverso la sua vita scatenando il caos ovunque e senza mai subire conseguenze.

Ora, la crisi da carburante farà scoppiare la bolla, ma questo articolo non riguarda l’effetto della crisi da carburante, ma piuttosto il divario di realtà. Una volta alimentato dal carburante, l’Inferiore non subisce minimamente un divario di realtà. Lui o lei è ignaro ed è servito totalmente dalle illusioni della sua prospettiva narcisistica perché questo è ciò che gli consente di esistere e di funzionare.

E per quanto riguarda il Superiore? Non c’è dubbio che il Superiore possa puntare alla sostanza per sostenere quelle spavalde dichiarazioni. Guarda i soldi, la carriera di alto livello, la vita pubblica di successo, la folla adorante, il potere che viene esercitato, i dischi fatti, i libri venduti, l’arte creata, gli stati invasi, le fabbriche aperte, i gadget inventati e le elezioni vinte. Da capo di industria, campione olimpico, pop star, politico, regale, leader, spin doctor, guaritore, dirigente impegnato, attore acclamato, artista osannato fino a centinaia di altre posizioni e ruoli, il Superiore popola le alte sfere del successo. Il suo narcisismo ha permesso una simile ascesa. Senza alcun senso di rimorso, senza coscienza, con il desiderio di essere il migliore, una totale fiducia nelle proprie capacità, un senso di diritto e di operare con assoluta convenienza, non c’è da stupirsi che i Narcisisti Superiori si arrampichino fino a queste posizioni.

Vi è illusione nel Superiore? Certo, e si manifesta sotto forma di abbellimento ed esagerazione perché l’innata paranoia del narcisista significa che non è mai abbastanza. Può essere popolare ma lui vede che è immensamente popolare perché il narcisismo richiede questo. Il narcisismo gli ha permesso di scalare le vette del potere politico all’inizio e poi alimenta la necessità di rimanere lì e di volere sempre di più e di più perché “non sufficit orbit terrarum” (il mondo non è abbastanza).

Perciò il Superiore avrà un potere considerevole ma vedrà la portata di esso ancora maggiore. Ha ricchezza ma ne abbellisce il grado. La prospettiva narcisistica insiste sul fatto che vi è una realtà più grande di quella in essere. È persino meglio della cosa reale. La combinazione di ciò che è stato raggiunto e il credere in un risultato aggiuntivo si traduce nell’applicazione del potere su una scala impressionante, che a sua volta alimenta il narcisismo. Gira e rigira in tondo. Potrebbe esserci un divario di realtà, ma come nel caso dell’Inferiore, non è evidente al Superiore eccetto quando si manifestano gli effetti di una crisi di carburante.

E il Narcisista di Medio Rango? Anche lui o lei lo può raggiungere. Non sulla scala del Superiore ma più dell’Inferiore. Il Narcisista di Medio Rango, in particolare il Medio Rango Centrale e il Medio Rango Maggiore si assicureranno il successo, un buon lavoro, redditi eccellenti, risultati accademici, risultati sportivi e così via. Molti amici, apprezzati dalla famiglia e dalla comunità (quella bella vecchia facciata lì al lavoro) e convinti della propria innata bontà.

Tuttavia, una delle differenze fondamentali tra i Narcisisti Inferiori e Superiori rispetto al Medio Rango è la base su cui opera l’impiego del divario di realtà. La superiorità dell’Inferiore si basa sulla provocazione aggressiva, anche se in modo rudimentale e basilare. Anche la superiorità del Superiore è basata su provocazioni aggressive ma in un modo molto più snello, raffinato e magnifico. La superiorità percepita del Medio Rango ha il fondamento poggiato su provocazioni passive – i trattamenti del silenzio, le diffamazioni gelose, il fare politica in ufficio, i giochi di pietà e così via.

La conseguenza di ciò è che questa superiorità passiva e difensiva, in contrasto con la superiorità trainante, spingente e aggressiva delle altre due scuole, ha come risultato che il Narcisista di Medio Rango soffre di periodici divari di realtà. Ovviamente li avrà e in modo massiccio come conseguenza di una crisi di carburante, ma come detto sopra, non è l’argomento di questo articolo.

Il Narcisista di Medio Rango è afflitto da casi isolati di distacco tra la sua prospettiva narcisistica e la realtà. Questo fa parte del suo narcisismo perché questo è ciò che gli consente di operare in modo passivo e aggressivo attraverso la ricerca di compassione, l’esibizione di gelosia, l’invito alla pietà e la richiesta di aiuto e sostegno. Di tanto in tanto, il Narcisista di Medio Rango può intravedere ciò che è, in contrasto con ciò che vuole essere. All’improvviso si accorge di essere il lavoratore dipendente di livello intermedio e non sulla buona strada per l’amministrazione. Considerando che l’Inferiore vede che ha una posizione semi-specializzata in fabbrica, la vede anche come ciò che è meglio per lui e non vorrebbe essere una “mezza sega di colletto bianco”, oppure crede di non essere mai riuscito ad ottenerla perché i manager esistenti sono cazzuti che non sanno nulla e non hanno idea di come gestire un’azienda. Il Superiore è già al comando o è sulla strada. Il Narcisista di Medio Rango che una volta credeva di essere destinato a quella posizione dirigenziale si rende improvvisamente conto di non esserlo. Una volta credeva di esercitare la propria influenza in modo da tollerare il suo stato attuale perché era dotato di talento e appena pronto per la promozione, è improvvisamente consapevole che non è così. La carriera calcistica non era così brillante come lui voleva. Lei non è così popolare come vorrebbe essere. Non è in grado di vincere le gare come lei desidera.

La differenza tra ciò che il Medio Rango vuole essere e crede di essere e quello che effettivamente è si manifesta e fornisce un duro colpo al Medio Rango. Può venire dal nulla, un’improvvisa cascata di odio verso se stessi inaspettata e sgradita. Il Narcisista di Medio Rango cerca immediatamente di sfuggire a questo divario di realtà lamentandosi, infuriandosi, mettendo il broncio o diffamando. La loro gelosia di coloro che sono ciò che il Medio Rango vuole essere è senza controllo. L’avvilimento per la sua posizione richiede immediato soccorso da parte di coloro che lo circondano, a fargli arrivare pietà e comprensione fino a che il momento non è passato e con esso il pericolo per la sua esistenza.

Di conseguenza, se mai dovessi vedere un Narcisista di Medio Rango che manifesta una sorta di attacco di panico, un piagnisteo e un lamento sulla sorte della sua vita anche se non vi è alcuna crisi di carburante evidente, allora hai assistito all’apparizione del divario di realtà del Narcisista di Medio Rango

H.G. TUDOR

The Narcissist´s Reality Gap

👥 ALLA FINE DEVE FAR MALE

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Ormai sapete tutti che sono spinto dalla fame che infuria dentro di me perché devo cercare il carburante per nutrire la bestia. Per cominciare, il mio carburante deriva dai complimenti e dall’ammirazione che mi hai fatto durante il nostro periodo d’oro. Sì, quel felice, meraviglioso momento in cui tutto ha un sapore migliore, ha un odore più fragrante, sembra più luminoso e suona più nitido. Mi è stato chiesto: perché non posso contenere il mio bisogno di ricevere ammirazione e complimenti per ottenere carburante? Perché devo intraprendere una linea di condotta così distruttiva che porta scompiglio in tutti coloro che mi circondano. Perché deve far così tanto male? Una domanda legittima.

Nel mio caso, ci sono due ragioni per questo. La prima produce quel vecchio adagio secondo cui la familiarità genera disprezzo. Immagina che la fragola sia il tuo gusto preferito di gelato. Ti porto un grande gelato alla fragola in un cono zuccherino. Ci dai una leccata ed è delizioso. Un gusto così fresco, così cremoso, e dentro ci sono anche piccoli pezzi di fragola. È semplicemente il gelato più gustoso che tu abbia mai presentato alle tue papille gustative. Queste fragole sono state coltivate nel giardino di Dio, allevate dagli angeli e cresciute con l’acqua più pura, il terreno più fertile e il sole vibrante. Il latte è stato preso da mucche che pascolano solo sull’erba più verdeggiante, priva di inquinamento e contaminazione. In effetti, ogni ingrediente che è stato utilizzato nella creazione di questa magnifica confezione ghiacciata è il migliore ed è perfetto. Non solo, è stato realizzato dal Supremo Alto Creatore di Gelato. Te ne porto un altro. Perchè no? Questo è un gelato adatto per i campioni. Mangi questo secondo gelato, ma ormai ti senti pieno. Ne porto un terzo, il sapore è comunque ottimo ma non altrettanto buono. Ora ti do la buona notizia che mangerai gelato alla fragola per colazione, pranzo e cena e non mangerai nient’altro. Presto, lo straordinario gusto del gelato non ti piacerà più. Anzi, cominci ad essere terrorizzato alla vista del gelato quando ti viene portato e il fatto che devi mangiarlo ti fa irritare. Ora ne sei stufo, ha perso la sua attrattiva.

Questo è quello che succede a me. Succede sempre. Dato che sono programmato per cercare una gratificazione istantanea, anche le sensazioni più meravigliose presto sbiadiscono. Non sono fatto per il lungo termine, non ho desiderio di longevità. Se fossi io a mangiare il gelato, avrei bisogno di andare a cercare una stracciatella di menta oppure vaniglia o forse una succulenta bistecca. Ho bisogno di qualcosa di diverso per darmi quella botta. Perché non mollare il gelato alla fragola e cercare quella nuova sensazione di gusto, perché devo sottoporre il gelato a una campagna di comportamenti selvaggi e cattivi? Una ragione è che, dal momento che ho investito tanta energia per ottenere tutto quel gelato alla fragola, non ho intenzione di lasciarlo andare. Devo trattarlo in modo diverso e in questo modo prendermi una pausa dal suo gusto. Con te, ho bisogno di staccarmi dalla lode e dall’ammirazione che mi offri ormai stantie. Semplicemente non fa per me. Allo stesso modo, ho investito energia per sedurti e non voglio lasciarti andare. Devo trattarti in modo diverso per cambiare la dinamica. Ho bisogno di tenerti attorno così mi impegno in una campagna disorientante che fa sì che tu ti attacchi di più a me. Cercherò ovviamente altra ammirazione da nuove risorse. Ci sono così tanti sapori da assaggiare per me. Una volta eri brillante e nuovo. Non più. Qualcun altro è più brillante e più nuovo.

Tornerò da te, come tornerò dal gelato alla fragola. Ho dimenticato quanto mi ha disgustato, quindi lo mangerò di nuovo e wow, ha un buon sapore. Allo stesso modo, ti concederò un breve ritorno al periodo d’oro. Mi prodighi di complimenti e amore nati dal sollievo e me la godo. Vale comunque la legge dei rendimenti decrescenti, e presto mi stanco della tua ammirazione, così come mi stanco del gelato alla fragola e ancora una volta devo prendermi una pausa, senza mai spezzare il legame con te o dar via il gelato. Me ne andrò e tornerò, ogni tanto sarò buono con te per ricevere la tua ammirazione così come ogni tanto prenderò una pallina di gelato alla fragola. In pratica questa familiarità e mancanza di volontà di lasciarti andare fa sì che devo trattarti male per far riemergere il carburante positivo su una base rara mentre attingo carburante negativo per avere il contrasto.

Ho menzionato due ragioni. La seconda ragione nasce da occasionali scorci di realtà. Solitamente, dimoriamo nel nostro falso costrutto in cui ti abbiamo trascinato. Tu puoi ottenere qualcosa, o un collega può ottenere un nuovo contratto, oppure notiamo che un amico acquista un’auto nuova fiammante. Questo ci mette davanti un doloroso promemoria dei nostri limiti e il nostro odio per le luci della ribalta spostate altrove, anche se provvisoriamente. In tal caso dobbiamo attaccare. Dobbiamo denigrare, disprezzare e svilire per creare di nuovo quel contrasto, ti facciamo sembrare cattivo e noi sembriamo buoni. Buttandoti giù te, o l’amico o il collega ci sentiamo potenti e di avere di nuovo il controllo. L’orrenda sensazione svanisce. In queste occasioni, l’invidia e la paura ci spingono ad essere pessimi con te. Dobbiamo farlo per farci sembrare superiori al confronto.

In entrambi i casi dobbiamo fornire un contrasto per mantenere il nostro carburante. Quindi, tutto non può essere rose e fiori in giardino, abbiamo bisogno di spruzzare l’erbicida sopra i fiori che hai cresciuto per assicurarci di ricevere il carburante che è il nostro scopo primario nella vita.

H.G. TUDOR

In The End It Has To Hurt

👤 CHI È IL PAPARINO?

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Mi ricordo quando ti ho incontrata la prima volta. È stato a ballare e naturalmente ho attirato la tua attenzione, volevo che tu catturassi il mio sguardo. Attiro sempre quelle occhiate di ammirazione bisognose quando mi muovo attraverso la folla ma sebbene queste fossero richieste e benvenute, ero focalizzato nell’assicurarmi che tu mi notassi. Sapevo che l’avresti fatto. Era solo questione di tempo. Lo è sempre. Ero seduto vicino ad uno dei banconi. Scelgo sempre questo bancone perché è sopraelevato permettendo a chiunque di vedermi e permettendo a me di vedere tutti ed era da questo punto vantaggioso che ti osservavo. Ti ho vista entrare in sala, il tuo vestito attillato quanto poteva esserlo già faceva voltare le teste e tu sorridevi, ammiccando e soffiando baci mentre scendevi i gradini nella pista da ballo come se tutti nel locale fossero stati lì per te. Eri sicura, d’accordo ma eri troppo sicura e posso vedere cosa ci sta dietro. Ho continuato ad osservarti mentre flirtavi con gli uomini nelle vicinanze, irrispettosa del fatto se fossero o meno con altre donne e sembravi ignara degli sguardi d’odio che ricevevi dalla manciata di fidanzate e o mogli dell’altra metà con cui flirtavi. Ero già interessato a te. Se avessi avuto un senso di (uomo) Ragno mi sarei informicolato.

La tua figura agile è entrata in pista e hai sentito che le luci colorate e i toni bassi erano tutti lì per te mentre cominciavi a ballare. Hai attirato l’attenzione di molti uomini e uno per uno hanno cercato di ballare con te. Potevo vederti sorridere tra te e te mentre giravi la schiena a quelli che non consideravi alla tua altezza. Ognuno di loro era ben vestito e attraente ma li hai rifiutati. Hai girato intorno alla pista finché ti sei avvicinata al tuo obiettivo, un bel tipo ma era più vecchio di quelli che avevi respinto ed era lui la tua scelta. Hai tirato il prescelto verso di te e hai incominciato a ballare con lui. Potevo vedere che il modo in cui ti strusciavi contro quest’uomo sulla pista era provocatorio e allusivo. Mantenevi il contatto visivo con lui, se l’avessi lasciato fuori dal tuo sguardo questo lo avrebbe fatto scomparire. I tuoi occhi bruciavano di sfrenato desiderio e il tuo ancheggiare e contorcerti era decisamente di natura sessuale. L’aggressività sessuale fluiva da te e questo ha catturato il mio interesse. Sei apparsa come un punto luminoso sul mio radar e sapevo che avevo bisogno di saperne di più.

Non è passato molto prima che questo compagno di ballo venisse accantonato e rimpiazzato da una prospettiva dal sapore migliore e più attraente. Io. Mi hai avvolto le braccia intorno al collo mentre ballavamo, incastrando la mia coscia tra le tue gambe, girandoti e premendo il tuo impertinente posteriore sulle mie parti basse ed era chiaro che volessi sedurmi. Sono stato al gioco, ricambiando i movimenti, lasciando che le mie mani scivolassero lungo il tuo corpo e infine guidandoti attraverso l’area bar per sederti vicino su un divanetto mentre ordinavo un drink per entrambi. È stata la prima volta che ti avevo vista da ferma e mi ha concesso di apprezzare in maniera appropriata il tuo aspetto. I tuoi capelli, di un biondo sporco non erano tagliati ma piuttosto mozzati, spuntavano fuori in una varietà di angolazioni che davano l’apparenza di noncuranza ma più probabilmente erano stati accuratamente tirati e attorcigliati al loro posto prima di applicarci un generoso strato di lacca per capelli. Ho dedotto che tu tenessi i capelli corti perché da bambina ti era stato negato il diritto di tagliarli. Devi averli avuti sempre lunghi e dorati, come i capelli di una principessa. Scommetto che tuo padre ti leggeva le storie su La Bella Addormentata Nel Bosco, Biancaneve e Raperonzolo mentre ti pettinava i capelli, dicendoti quanto bello fosse perché erano lunghi. Ho immaginato che li avessi voluti tagliare non appena cresciuta, la lunghezza è dura da mantenere ed inoltre troppo simbolica della sicurezza, l’educazione dei sobborghi e della classe media che hai ricevuto quando volevi essere ribelle. Scommetto che hai combattuto per tagliarti i capelli anche solo di pochi centimetri ma ti è stato proibito di farlo e ora questo stile di capelli punk, mozzati, quasi scannati è stato il saluto a due dita che hai dato al tuo passato. Mi urla la sua storia dato che la riconosco da un miglio.

Il tuo rossetto era di un rosso acceso, gli occhi incorniciati da un mascara nero, eye-liner e un ombretto grigio corazzata. Eri esile. Come uno stecco e ho riconosciuto l’ossatura. Mi hai guardato mentre succhiavi dalla cannuccia facendola scorrere dentro e fuori da quelle labbra contratte mentre tentavi, senza finezza, di suggerire cosa mi aspettava. Eri molto più giovane di me. Immagino almeno quindici anni di differenza. Nulla di vicino all’illegalità naturalmente, non è assolutamente una mia inclinazione, ma un sufficiente divario d’età che fosse notabile e certamente qualcosa che potevano commentare, Lui l’avrebbe commentato, se mi avesse mai incontrato. Se.

Ho visto i tatuaggi sulle tue braccia, grandi maniche dal design floreale e altri simili sulla tua coscia dato che nel sederti sul divano il tuo vestito già corto è salito. Potevo vedere che il disegno era intricato ed esteso lungo la tua coscia sinistra ma non mascherava completamente la linea delle cicatrici. Quelle nette e ordinate righe di incisioni erano state fatte sulla coscia, come tacche sulla testiera del letto. Ti portavano sollievo, temporaneo e momentaneo, ma ti facevano anche vergognare e quindi hai voluto l’inchiostro nel tentativo di mascherare quelle ferite nello stesso modo in cui sapevo che quella sicurezza estroversa, il flirtare e l’aggressività sessuale erano anch’essi solo una maschera. Quella luce sul mio radar splendeva più luminosa e potevo quasi annusare il carburante che sapevo che sarebbe fluito giù dalla tua coscia. Ho tenuto il tuo sguardo, quegli occhi inflessibili provavano a bruciare nella mia mente ma non andavano da nessuna parte, un lieve guizzo di confusione e poi si sono spostati su un’espressione che trasudava desiderio. Non avevi alcuna idea di in quale ragnatela fossi volata ma io sapevo esattamente cos’eri.

“A che ora ti passa a prendere tuo padre?” ho fatto la mia domanda quasi urlando per essere sentito sopra la musica.

Hai tossito, la cannuccia sparata fuori dalla tua bocca mentre spingevi lontano il bicchiere.

“Cosa? Mio padre? Non mi passa a prendere.”hai protestato. La tua espressione non era minimamente divertita ma piuttosto di sdegno e irritazione. Proprio come pensavo sarebbe stata.

“Certamente no. Perché dovrebbe venirti a prendere se stai venendo a casa con me?” ho aggiunto con un ampio sorriso. I tuoi occhi si sono spalancati e hai imitato il mio sorriso.

“Adoro i problemi con la figura paterna”, ho detto piano.

“Cosa?” mi hai chiesto incapace di sentire.

“Ho detto, ti avevo quasi persa” ho replicato in un tono più forte, “Stavo per tornare a casa.”

“Bene, è una fortuna che tu non l’abbia fatto”, hai risposto spostandoti più vicino a me, premendo quell’ossatura fragile e rotta contro di me, cercando il calore, lo scudo e la protezione che ti offrivo. Tu hai trovato il tuo nuovo paparino. Io ho trovato una potente nuova vittima.

H.G. TUDOR

Who’s The Daddy?

👥 È PROPRIO COSÌ

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Ormai sapete tutti che sono spinto dalla fame che infuria dentro di me perché devo cercare il carburante per nutrire la bestia. Per cominciare, il mio carburante deriva dai complimenti e dall’ammirazione che mi hai fatto durante il nostro periodo d’oro. Sì, quel felice, meraviglioso momento in cui tutto ha un sapore migliore, ha un odore più fragrante, sembra più luminoso e suona più nitido. Mi è stato chiesto: perché non posso contenere il mio bisogno di ricevere ammirazione e complimenti per ottenere carburante? Perché devo intraprendere una linea di condotta così distruttiva che porta scompiglio in tutti coloro che mi circondano. Perché deve far così tanto male? Una domanda legittima.

Nel mio caso, ci sono due ragioni per questo. La prima produce quel vecchio adagio secondo cui la familiarità genera disprezzo. Immagina che la fragola sia il tuo gusto preferito di gelato. Ti porto un grande gelato alla fragola in un cono zuccherino. Ci dai una leccata ed è delizioso. Un gusto così fresco, così cremoso, e dentro ci sono anche piccoli pezzi di fragola. È semplicemente il gelato più gustoso che tu abbia mai presentato alle tue papille gustative. Queste fragole sono state coltivate nel giardino di Dio, allevate dagli angeli e cresciute con l’acqua più pura, il terreno più fertile e il sole vibrante. Il latte è stato preso da mucche che pascolano solo sull’erba più verdeggiante, priva di inquinamento e contaminazione. In effetti, ogni ingrediente che è stato utilizzato nella creazione di questa magnifica confezione ghiacciata è il migliore ed è perfetto. Non solo, è stato realizzato dal Supremo Alto Creatore di Gelato. Te ne porto un altro. Perchè no? Questo è un gelato adatto per i campioni. Mangi questo secondo gelato, ma ormai ti senti pieno. Ne porto un terzo, il sapore è comunque ottimo ma non altrettanto buono. Ora ti do la buona notizia che mangerai gelato alla fragola per colazione, pranzo e cena e non mangerai nient’altro. Presto, lo straordinario gusto del gelato non ti piacerà più. Anzi, cominci ad essere terrorizzato alla vista del gelato quando ti viene portato e il fatto che devi mangiarlo ti fa irritare. Ora ne sei stufo, ha perso la sua attrattiva.

Questo è quello che succede a me. Succede sempre. Dato che sono programmato per cercare una gratificazione istantanea, anche le sensazioni più meravigliose presto sbiadiscono. Non sono fatto per il lungo termine, non ho desiderio di longevità. Se fossi io a mangiare il gelato, avrei bisogno di andare a cercare una stracciatella di menta oppure vaniglia o forse una succulenta bistecca. Ho bisogno di qualcosa di diverso per darmi quella botta. Perché non mollare il gelato alla fragola e cercare quella nuova sensazione di gusto, perché devo sottoporre il gelato a una campagna di comportamenti selvaggi e cattivi? Una ragione è che, dal momento che ho investito tanta energia per ottenere tutto quel gelato alla fragola, non ho intenzione di lasciarlo andare. Devo trattarlo in modo diverso e in questo modo prendermi una pausa dal suo gusto. Con te, ho bisogno di staccarmi dalla lode e dall’ammirazione che mi offri ormai stantie. Semplicemente non fa per me. Allo stesso modo, ho investito energia per sedurti e non voglio lasciarti andare. Devo trattarti in modo diverso per cambiare la dinamica. Ho bisogno di tenerti attorno così mi impegno in una campagna disorientante che fa sì che tu ti attacchi di più a me. Cercherò ovviamente altra ammirazione da nuove risorse. Ci sono così tanti sapori da assaggiare per me. Una volta eri brillante e nuovo. Non più. Qualcun altro è più brillante e più nuovo.

Tornerò da te, come tornerò dal gelato alla fragola. Ho dimenticato quanto mi ha disgustato, quindi lo mangerò di nuovo e wow, ha un buon sapore. Allo stesso modo, ti concederò un breve ritorno al periodo d’oro. Mi prodighi di complimenti e amore nati dal sollievo e me la godo. Vale comunque la legge dei rendimenti decrescenti, e presto mi stanco della tua ammirazione, così come mi stanco del gelato alla fragola e ancora una volta devo prendermi una pausa, senza mai spezzare il legame con te o dar via il gelato. Me ne andrò e tornerò, ogni tanto sarò buono con te per ricevere la tua ammirazione così come ogni tanto prenderò una pallina di gelato alla fragola. In pratica questa familiarità e mancanza di volontà di lasciarti andare fa sì che devo trattarti male per far riemergere il carburante positivo su una base rara mentre attingo carburante negativo per avere il contrasto.

Ho menzionato due ragioni. La seconda ragione nasce da occasionali scorci di realtà. Solitamente, dimoriamo nel nostro falso costrutto in cui ti abbiamo trascinato. Tu puoi ottenere qualcosa, o un collega può ottenere un nuovo contratto, oppure notiamo che un amico acquista un’auto nuova fiammante. Questo ci mette davanti un doloroso promemoria dei nostri limiti e il nostro odio per le luci della ribalta spostate altrove, anche se provvisoriamente. In tal caso dobbiamo attaccare. Dobbiamo denigrare, disprezzare e svilire per creare di nuovo quel contrasto, ti facciamo sembrare cattivo e noi sembriamo buoni. Buttandoti giù te, o l’amico o il collega ci sentiamo potenti e di avere di nuovo il controllo. L’orrenda sensazione svanisce. In queste occasioni, l’invidia e la paura ci spingono ad essere pessimi con te. Dobbiamo farlo per farci sembrare superiori al confronto.

In entrambi i casi dobbiamo fornire un contrasto per mantenere il nostro carburante. Quindi, tutto non può essere rose e fiori in giardino, abbiamo bisogno di spruzzare l’erbicida sopra i fiori che hai cresciuto per assicurarci di ricevere il carburante che è il nostro scopo primario nella vita.

H.G. TUDOR

Just The Way It Is

📑 IL NARCISISTA CHE SI DISSOLVE

191024G The Fading Narcissist.pngTutti quelli che fanno parte della nostra Matrice di Carburante hanno un ruolo nel mantenere la nostra esistenza. Il nostro costrutto, ciò che imprigiona il demone e ciò che vogliamo che il mondo veda, deve essere mantenuto per preservare la nostra esistenza. Altrimenti, iniziamo a svanire mentre il costrutto si sbriciola e crolla. Il mantenimento di questo costrutto dipende interamente dalla fornitura di carburante e voi ne fate parte integrante. Come si collegano quindi i vari tipi di dispositivi al fine di impedirci di svanire?

Ho spiegato come attingiamo carburante da fonti primarie, secondarie e terziarie. Queste fonti variano in potenza e sono influenzate naturalmente dal metodo di fornitura del carburante. La fonte primaria rimane la nostra più importante fonte di carburante poiché è questa persona, di solito il partner intimo, con cui stiamo più di chiunque altra, ma anche che ha la maggiore reazione emotiva a ciò che diciamo e facciamo. Pertanto, questa persona ci fornisce la maggior parte del carburante e del tipo più potente. Sono anche coloro che soddisfano Gli Scopi Primari (che includono il carburante) più di chiunque altro. La fonte primaria è naturalmente il più importante fornitore di carburante, motivo per cui seduciamo questa persona con tanta dedizione, scateniamo una così terribile svalutazione e continuiamo a recuperarla dopo la fuga o il disimpegno. Facciamo un tale investimento in te come fonte primaria che consideriamo nostro diritto continuare a prelevare carburante da te, che sia positivo o negativo, che sia ora, la prossima settimana o tra dieci anni. Tu appartieni a noi, nella nostra mente.

Le fonti secondarie sono quelle che danno un buon carburante e sono invariabilmente quelle che fanno parte della nostra facciata. I nostri luogotenenti e la circolo sociale sono tratti dalle fonti secondarie – amici, familiari e colleghi – con cui interagiamo spesso, ma non nella stessa misura della nostra fonte primaria. E le fonti secondarie non danno lo stesso elevato carburante della fonte primaria. Le fonti secondarie svolgono una funzione eccellente come parte della facciata e il mantenimento di questa facciata è importante, quindi preferiamo mantenere le stesse persone e continuare ad aggiungerne. Le fonti secondarie godono invariabilmente di lunghi periodi d’oro con noi. Questo perché la nostra chiamata su di loro è intermittente e quindi è molto meno probabile che consideriamo il loro carburante stantio. Inoltre, possiamo avere molte fonti secondarie ma abbiamo sempre una sola fonte primaria. Quindi, se una tale fonte secondaria non ci ammira molto (ma non ci sta criticando e continua a fornire carburante), non merita una svalutazione. Resta leale, resta parte della facciata e passeremo a un’altra fonte secondaria per aumentare il carburante. Non è necessario svalutare o abbandonare la fonte secondaria iniziale. Perciò potresti vedere la nostra tipologia avere un amico che è “la stella del momento” perché il loro carburante è migliore di altre fonti secondarie e quindi il carburante cede di qualità ma non è un problema dato che possiamo aggiungere un’altra fonte secondaria o passare a un’altra che forse non abbiamo visto da un paio di mesi. Ciò è vantaggioso in quanto significa che la nostra energia può essere conservata per svalutare la fonte primaria mantenendo al contempo una gamma di fonti secondarie funzionanti a portata di mano e la facciata intatta.

Le fonti secondarie raramente smettono di fornire carburante. Non ne hanno bisogno. Una fonte primaria può farlo a causa della caduta in uno stato di salute cagionevole causata dalla svalutazione o perché impara come affrontare la nostra specie come risposta all’abuso. La fonte secondaria, quasi sempre trattata con un periodo d’oro prolungato, non ha bisogno di adottare una posizione di non fornitura di carburante.

Una fonte secondaria potrebbe tuttavia criticarci e, in tal caso, potrebbe essere soggetta a svalutazione, ma di solito sono escluse dal circolo e sostituite abbastanza facilmente. Verrà diffamata e fatta sentire come un’estranea, con il narcisista che usa la facciata e altre fonti secondarie per raggiungere questo scopo. Ci piace creare i nostri gruppi e se qualcuno che è una fonte secondaria minaccia la nostra supremazia o fornisce una critica, verrà espulsa dal gruppo.

L’occasione per la svalutazione della fonte secondaria è rara. Succede solo in due casi. In primo luogo, la risorsa ha criticato il narcisista (questa critica potrebbe giungere attraverso qualcosa che viene detto al narcisista o qualcosa che è stato fatto, ad esempio l’esporre il comportamento del narcisista agli altri) e così la furia viene accesa e il narcisista decide che questa persona deve essere resa un esempio di, prima di essere scartato, per mostrarlo al resto del circolo sociale in carica.

In secondo luogo, in un’istanza ancora più rara può accadere quando il narcisista non ha una fonte primaria. Se c’è assenza di una fonte primaria per un periodo di tempo, diciamo un numero di settimane, i livelli di carburante del narcisista saranno stati messi alla prova. Avrà cercato di sedurre e installare una nuova fonte primaria sostitutiva e il più delle volte il narcisista in quella situazione è in grado di farlo con successo. Tuttavia, supponiamo che ciò non sia avvenuto. Il narcisista si rivolge alle sue fonti secondarie e terziarie (quasi più alle terziarie) e fa affidamento più del solito su di loro perché gli forniscano carburante durante l’assenza della fonte primaria. All’inizio non ci sono problemi, le fonti secondarie forniscono carburante positivo che sostiene il narcisista, ma se ha solo poche fonti secondarie, allora non ci vorrà molto prima che le sue richieste di carburante superino il combustibile positivo che esse possono dare. La qualità inferiore del loro carburante (rispetto alla fonte primaria) viene evidenziata dall’assenza della fonte primaria. È anche perché ne viene posta loro una maggiore richiesta.

Alla fine, la fonte primaria per il narcisista verrà sempre prima di chiunque altro e sarà anche molto più vicina. Non importa quanto sia allettante. Se la fonte secondaria ha a che fare con la sua famiglia, il suo lavoro e così via, potrebbe non essere disponibile a fornire carburante. Se ciò dovesse accadere, in combinazione con l’aumento della domanda e la mancanza di una fonte primaria, la tensione sulle fonti secondarie positive inizierà a rivelarsi. Ciò significa che il narcisista dovrà aggiungere nuove fonti secondarie e / o svalutare le fonti secondarie per passare al carburante negativo, in modo sa essere sostenuto. Questo funzionerà per un periodo di tempo con l’amico confuso della cerchia ristretta che è una fonte secondaria, che sta cercando di capire perché il suo presunto migliore amico lo sta ignorando e subito dopo cerca di ricucire la relazione. Una fonte secondaria tuttavia non sosterrà la svalutazione così a lungo quanto una fonte primaria e potrebbe persino condizionare anche altre fonti secondarie, facendo notare come viene trattata. Il narcisista sta già soffrendo per una riduzione dei livelli di carburante e la supremazia della sua facciata è stata messa in discussione. Questo ne fa aumentare le richieste per lui.

Le fonti terziarie forniscono la minima quantità di carburante e generalmente godono anche di lunghi periodi d’oro – ad esempio la signora che lavora nella stazione di servizio o il postino – dal momento che da loro viene attinto solo su base intermittente. Le fonti terziarie possono anche essere utilizzate immediatamente per il carburante negativo, ad esempio rimproverare un cameriere o gridare al commesso. Noi non li consideriamo necessari per il mantenimento della facciata, il loro carburante negativo fornisce una spinta utile e tale comportamento arrogante può impressionare una fonte primaria (o secondaria) e ricavarne carburante positivo se necessario.

Se non c’è una fonte primaria per un certo periodo di tempo, aumenta la dipendenza dalle fonti terziarie. Ci sarà una maggiore attività nell’uso della tecnologia per attirare queste persone verso il narcisista – come sui siti di incontri, chat rooms o attraverso i social media, ma se l’affidamento è frequente e la qualità del carburante alta, diminuirà rapidamente e coloro che sono stati legati al narcisista in questo modo verranno scartati e sostituiti prontamente con nuove fonti terziarie remote. Ci sarà un alto turnover. Allo stesso tempo, il narcisista probabilmente si butterà sempre di più su fonti fisicamente vicine man mano che il livello del carburante diminuisce. Questo avviene per due motivi. In primo luogo, ha bisogno più che mai del carburante da fonti terziarie e il combustibile negativo è meglio di quello positivo. In secondo luogo, sarà furioso di essersi ritrovato in questa posizione (non avere una fonte primaria senza averne una su cui buttarsi), quindi le fonti terziarie sopportano il peso di questa rabbia.

Un narcisista senza una fonte primaria finirà per allontanare le fonti secondarie e in certi ambienti, ad esempio una piccola città, si darà da fare per sostituirle quando le persone si renderanno conto di quello che lui è. Può mancargli l’energia per mantenere il ricambio delle fonti terziarie remote e passa il suo tempo a scagliarsi contro quelli che sono fisicamente vicini. A questo punto il narcisista è costretto a perdere la facciata (dal momento che così tante persone conoscono il suo comportamento) per continuare a estrarre carburante. È ora che ha tre scelte: –

1. Assicurarsi immediatamente una nuova fonte primaria;
2. Spostare il suo ambiente in modo da poter cercare nuove fonti secondarie e terziarie e ricostruire la sua facciata; oppure
3. Cadere in depressione e inattività mentre i suoi livelli di carburante precipitano.

Il narcisista diventa una stella che si dissolve. Una volta splendente, magnifico e luminoso, la sua perdita della fonte primaria e l’incapacità di trovarne un’altra implica che il seducente splendore svanisce mentre un buco nero l’attende. Comincia a dissolversi quando entra in una crisi da carburante. Così puoi vedere quanto siano fondamentali le fonti primarie nell’esistenza della nostra specie e perché facciamo un tale sforzo per assicurarcele, sostituirle e recuperarle di nuovo.

H.G. TUDOR

The Fading Narcissist

👤 TUTTO NEGLI OCCHI

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Gli occhi sono una delle mie più potenti armi. Sento non so quanti commenti sui miei occhi.
“Ho visto il mondo nei tuoi occhi”
“Tutto quello che ho sempre desiderato, l’ho potuto vedere nei tuoi occhi”
“Non ho mai conosciuto nessuno che dia un’occhiata così maligna”
“C’è la morte dietro ai tuoi occhi”
“Lo sguardo che mi hai dato mi ha ghiacciato dentro”
“Il tuo sguardo vuoto e rettiliano mi inquieta sempre”

All’inizio del coinvolgimento con te, siamo capaci di riflettere indietro ciò che disperatamente vuoi. Speranza, ottimismo, desiderio e fiducia sono tutti specchiati nei tuoi occhi. Non fare l’errore di pensare che siamo noi a generare questi sguardi. Non lo facciamo. Tutto quello che stiamo facendo è assicurarci che tu veda quel che vuoi vedere nel tentativo di intrappolarti. Questo continuo rispecchiare serve a due obiettivi. Primo, ti mostra ciò che desideri e ci rende il più possibile attraenti per te. Secondo, maschera il vuoto assoluto che esiste veramente. Nonostante la mia tipologia ed io impariamo come come comportarci e recitare, noi mimiamo il modo in cui ci si aspetta che rispondiamo, nella maniera più vantaggiosa, non sentiamo veramente nessuna di quelle cose e non le possiamo generare nei nostri occhi.
Siamo capaci di simulare tutto il resto – la risata, il sorriso, lo sguardo sorpreso, l’intonazione di gioia nella nostra voce. Abbiamo accuratamente costruito questi facsimile delle tue emozioni ma ci viene sempre elusa la possibilità di gestirle nei nostri occhi. Però non possiamo arrenderci alla prima difficoltà e farti vedere attraverso la nostra messa in scena. Di conseguenza, abbiamo imparato a gestire magistralmente la tecnica dello specchio. Tu desideri quell’amore e speri così fortemente di vederlo in noi quando in realtà stai solamente vedendo te stessa. Tratteniamo il tuo sguardo più a lungo di chiunque altro. Tu rimani truffata nel pensare che questa sia solo la dimostrazione dell’intensità del nostro desiderio per te. Non è così. Noi dobbiamo guardare direttamente nei tuoi occhi per far splendere indietro quello che ci mandi. Dobbiamo apparire così, la riflessione potrebbe fallire e dobbiamo averti sempre nel nostro sguardo. Come per tutte le nostre finzioni, non siamo capaci di mantenere questa falsità a lungo.

Lo specchio si rompe e i frammenti della riflessione scivolano via lasciando l’abisso privo di emozioni che c’è dietro. L’aridità delle terre che stanno dietro ai nostri occhi è tutto ciò che rimane, prive di qualunque cosa. Ecco perché nelle ultime fasi non vedi nulla quando ci guardi. Non possiamo generare quelle emozioni reali e il nostro specchio ora ha fallito. Il nostro vero sguardo è tutto quello che rimane, freddo, vuoto e senza vita. Le persone dicono spesso che lo sguardo è lo specchio dell’anima. La nostra anima ci ha lasciato molto tempo fa ed è per questo che guardi dentro occhi morti e insensibili. Perfino se la nostra bocca è all’insù in un sorriso, le zampe di gallina ai lati, le sopracciglia verso l’alto, i nostri occhi ci tradiscono. Glaciali e sterili, mostrano la realtà di ciò che siamo; privi di emozioni positive e in bancarotta spirituale.
Tutto quello che siamo capaci di raccogliere è l’odio. Il nostro disprezzo per questo mondo ingiusto è così intenso che irromperà attraverso quando desideriamo indirizzare questo odio contro di te. Questo avviene quando il vuoto svanisce e invece tu sei sottoposta al nostro sguardo malevolo che identifica come un laser. Ho menzionato nel ricordo del barattolo di biscotti come mi sono esercitato con il mio sguardo raggelante per un’intera estate. Questo è il precursore della nostra cattiveria, antipatia e disprezzo. Con consumata facilità possiamo utilizzarlo per intimidirti e segnalare il nostro disprezzo verso di te. È potente, incrollabile e inquietante. Essere oggetto finale del nostro sguardo d’odio non è un’esperienza piacevole. Raccogliamo un tale potere con i nostri occhi, per sedurti e poi romperti, ma la realtà è che abbiamo solo tre impostazioni. Lo specchio, il nulla e l’odio. Non c’è altro. Questo è tutto quello che hanno i nostri occhi.

H.G. TUDOR

All In The Eyes

📰 5 MITI SUL NARCISISTA

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Ho sempre letto diverse opinioni su di me e sulla mia specie, con considerevole interesse. Noto molte osservazioni intelligenti e ben ragionate su quello che facciamo e sul perché lo facciamo. Molte trasmettono una forza considerevole. Altre opinioni sono puramente guidate dalla comprensibile rabbia e dalla ferita che noi abbiamo generato nelle persone, anche se io ho ripetutamente cercato di spiegare, che quando si opera per mezzo delle emozioni si prendono decisioni mediocri e non abbiamo chiaro il quadro. M’imbatto anche in commenti inaccurati che sono stati fatti su noi. Non mi riferisco al disaccordo che si può avere in termini di attacco personale contro di noi. Molte persone ci considerano stronzi o bastardi. Io comprendo questo punto di vista, molti individui della mia tipologia non sarebbero d’accordo, ma non è questo tipo di giudizio di valore che lo fa diventare un mito su di noi. Ci sono altre idee sbagliate più importanti. Come parte del mio lavoro in corso nello spiegare ciò che noi siamo, perché facciamo quello che facciamo e il tuo coinvolgimento in questa dinamica narcisistica, è altrettanto importante spiegare ciò che noi siamo come esporre dettagliatamente ciò che non siamo. Con questo proposito in mente, vado ad elencare cinque miti sulla nostra categoria.

1. Non abbiamo emozioni

Questa opinione ha ottenuto qualche supporto dovuto al fatto che la mia tipologia agisce con una considerevole vacuità interiore. L’ esistenza di questo vuoto può fare in modo che le persone credano che sia perché noi siamo un involucro e un guscio che noi siamo privi di emozioni. Pure il fatto che noi ci nutriamo delle emozioni delle persone rafforza l’opinione che non ne abbiamo di nostre. Noi abbiamo bisogno di rubare le emozioni che le altre persone tentano di farci sentire.
Il fatto è che noi sperimentiamo e sentiamo certe emozioni. Sperimentiamo la noia, la rabbia e il furore. Infatti, la rabbia schiumante che sta sempre lì sotto la superficie, pronta ad essere accesa, è una nostra emozione predominante. Noi conosciamo la noia il disgusto e la ripugnanza. Ci sono molto familiari la gelosia, l’invidia, la vergogna e l’odio. La cattiveria, il malanimo, l’aspettativa, il disprezzo, l’aggressione e il potere sono altre. La nostra scuderia di emozioni è dominata da emozioni negative. Queste sono quelle a cui è stato concesso di comparire e questo succede perché la forza sotto queste emozioni è stata imbrigliata prima per permetterci di raggiungere i nostri scopi. Il nostro odio per essere privi di carburante, ci guida ad estrarlo. Il nostro disgusto per la debolezza fa sì che noi vogliamo sempre mantenere la superiorità e la forza. Sono queste emozioni che ci rendono efficaci e spietati.
Al contrario noi non proviamo gioia o felicità, tristezza o rimpianto, serenità o amore, rimorso o senso di colpa. Queste emozioni sono estranee a noi insieme alle altre. O non le abbiamo mai conosciute o ci sono state strappate per permetterci di operare con maggiore efficacia, liberi da ingombri e ostacoli. Noi comprendiamo le emozioni perché vogliamo che le tue siano dirette verso di noi. Comprendiamo come imitarle e capiamo quando dovrebbero essere espresse (anche se qualcuno della nostra tipologia riesce meglio di altri in questo) ma in definitiva noi sperimentiamo qualche emozione, solo in modo del tutto diverso da te.

2. Imitarci ci fa infuriare

No non è così. Se noi siamo arrabbiati con te e urliamo, e se tu decidi di rispecchiare questo comportamento, tutto quello che fai è fornirci carburante. Se ripeti a pappagallo quello che ti diciamo, se vi è connessa qualche emozione, anche se lo dici con sarcasmo, con un sogghigno e con disprezzo, è carburante. Se tu decidi di tacere perché lo facciamo noi, possiamo renderci conto che il trattamento del silenzio non ci procura il carburante che ci aspettiamo, ma non ci fa infuriare. Invece, noi passeremo semplicemente a una diversa forma di manipolazione per fare in modo che tu ci fornisca carburante. Tu lo trovi difficile dopo un po’ continuare a rispecchiare quello che stiamo facendo, la tua capacità emozionale è tale che di solito si manifesta sotto qualche forma e quindi otteniamo carburante. Noi ci rendiamo conto anche di ciò che stai facendo e se ci stai dando carburante, ti permetteremo di rispecchiarci. Se non lo stai facendo, il tuo rispecchiarci non è una critica quindi non c’è offesa, ma passeremo ad un comportamento diverso per estrarre carburante.

3. Ci manchi quando te ne sei andata

No, ci manca il tuo carburante, non tu. È ciò che ci manca più di tutto. Ci possono mancare anche le caratteristiche che eravamo in grado di rubarti e anche i benefici residui che tu ci hai fornito. È qualcosa che le vittime della nostra tipologia trovano molto difficile da accettare. Sicuramente qualcosa di ciò che abbiamo detto e fatto era genuino? Sembrava fosse così, quindi dev’essere stato sicuramente così? Deve essere stato un caso che noi abbiamo gradito alcune cose che hai fatto? Noi le abbiamo fatte; il carburante, le caratteristiche e i benefici residui. Non ci preoccupavamo se eri spiritosa; salvo che il tuo senso dell’umorismo fosse appropriato per il nostro proposito di farci sembrare migliori con le altre persone. Ci manca solo il sorriso radioso perché ci forniva carburante. La tua ampia conoscenza del vino era ancora un’altra caratteristica che ci faceva sembrare migliori.
Non sono solo queste cose che ci mancano quando te ne sei andata, resta il semplice fatto che se ti abbiamo scartata, noi decidiamo che non valeva più la pena di averti intorno e nella maggior parte dei casi, avevamo individuato e sedotto un rimpiazzo. Con questa persona in sede, ci focalizziamo su queste, tornando da te solo per attivare i recuperi maligni successivi (o quelli benigni più tardi quando il rimpiazzo comincia a diventare stantio). C’è una piccola parentesi che tu ci amassi con tutto ciò che avevi, che tu pensavi che fossimo il tu mondo e nessuno poteva aver fatto per noi quello che hai fatto tu, ma questo è tutto secondo la tua prospettiva. Una volta che ti abbiamo scartato, questo non conta più nulla. Sei diventata un apparecchio malfunzionante e sei stata sostituita. Non ci manca nulla di te.
Sei tu scappi, a noi mancheranno i tre articoli che ho descritto sopra e inoltre noi cercheremo di recuperarli attraverso il Grande Recupero Iniziale e i Recuperi Seguenti ma non pensare che le nostre proteste di non essere in grado di vivere senza di te, come non possiamo immaginare un altro giorno con te e che ci manchi così tanto, non hanno niente a che fare con te come persona. Non è così. Noi siamo incapaci di vivere senza il tuo carburante, non possiamo immaginare un altro giorno senza usare le tue caratteristiche e ci mancano così tanto i tuoi benefici residui. Tutte queste dichiarazioni, suppliche, gesti imploranti e così via sono solo designati per recuperare le tre principali ragioni per cui ci attacchiamo a te. Puoi dire a te stessa che sentiamo terribilmente la tua mancanza se ti fa sentire meglio ma stai ingannando te stessa.

4. Odiamo stare da soli

Noi abbiamo bisogno delle persone. Non c’è dubbio su questo. Abbiamo bisogno delle persone perché abbiamo bisogno dei tre principali benefici, il principale dei quali è il carburante, ma non è la stessa cosa che dire che odiamo stare soli. In questo caso c’è un fondo di verità nella dichiarazione sopra ma richiede un importante requisito. Se siamo stati ben-carburati siamo in grado di stare da soli, di impegnarci in attività solitarie e trascorrere tempo in compagnia di noi stessi senza difficoltà. Naturalmente, più si va avanti, e alla fine il nostro livello di carburante scende, e noi abbiamo bisogno di cercare persone ma non odiamo stare da soli in una situazione simile.
Inoltre, i vantaggi della tecnologia fanno sì che anche se noi possiamo non essere fisicamente vicini a qualcuno, i vantaggi di Skype, dei messaggi di testo, delle chiamate telefoniche, e anche di lettere scritte a mano ci permettono di stare per conto nostro ma in contatto con molte risorse di carburante. Aggiungi a questo il Carburante di Pensiero e hai una situazione per cui noi possiamo essere fisicamente isolati ma con tante connessioni che riusciamo perfettamente bene ad estrarre tutti questi vari tipi di carburante.
Rimuovi comunque tali connessioni, e (ponici) in una situazione in cui i nostri livelli di carburante sono già bassi e noi siamo fisicamente isolati senza strumenti per contattare le persone; ecco, in questo caso potresti vedere che noi odiamo stare da soli.

5. Abbiamo una coscienza

Non l’abbiamo. Pensiamo solo a noi stessi, ai nostri bisogni e a come ciascuna situazione può portarci benefici. Può sembrare che mostriamo una coscienza allo scopo di raggirare le persone, e questo si osserva di più nel Narcisista di Medio Rango e nel Narcisista Superiore, allo scopo di adattarsi a una situazione e alle aspettative delle persone ma noi siamo stati creati senza il bisogno di una coscienza. Se ne avessimo una non saremmo capaci di calpestare le persone come facciamo. Non saremmo capaci di passare sempre avanti, mai preoccupandoci per chi è venuto prima di noi. Semmai ti trovassi in una situazione dove uno della nostra tipologia sembri aver avuto la coscienza punta, tutto ciò significa che noi vediamo un vantaggio nel fingere che sia così e noi desideriamo ingannare te ed altri per i nostri benefici personali.

H.G. TUDOR

5 Myths About The Narcissist

📑 PERCHÉ IL NARCISISTA SEMBRA UNA PERSONA DIVERSA?

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È corretto affermare che operiamo in tre impostazioni essenziali. Vi sono vari gradi all’interno di queste situazioni, diversi livelli di intensità che sono influenzati da fattori come il tipo di narcisista a cui apparteniamo, ciò che chiediamo da voi, il livello di individuo empatico a cui appartenete e anche molti altri. Tuttavia, ci sono tre impostazioni base. La prima, come puoi aspettarti, è l’impostazione dorata. Siamo al meglio del nostro splendore, della nostra genialità e della tenerezza quando siamo in questo stato. Questo appare sempre durante la tua seduzione da parte nostra e lo ripristineremo di volta in volta e spesso quando ti recuperiamo per riportarti indietro e tenerti appeso a noi. Il secondo è l’impostazione oscura quando promuoviamo la nostra svalutazione nei tuoi confronti. Questa impostazione oscura ci consente di mettere in atto le nostre varie manipolazioni contro di te, una varietà di manipolazioni diverse man mano che inizia l’abuso, e rendiamo la tua vita particolarmente spiacevole. Ciò richiede impegno ed energia da parte nostra e anche se saremo ricompensati con carburante, è necessario un certo grado di applicazione per utilizzare queste manipolazioni contro di te. Quando sveliamo la nostra impostazione oscura risulta sconvolgente e confuso, ma spesso troverai qualche ragione per spiegare il nostro comportamento. Di solito è la ragione sbagliata, ma ne troverai comunque una dato che vuoi capire e avere una giustificazione per spiegare perché qualcuno si sta comportando in un certo modo con te – decidi che siamo stressati, stanchi, affamati, bisognosi di affetto o forse sei indebitamente severo con te stesso in modo che tu, in quel consueto modo empatico, biasimi te stesso per il comportamento che abbiamo tenuto contro di te. Forse non hai ascoltato quando avresti dovuto farlo, forse avresti dovuto capire che volevamo uscire stasera, o che non avremmo voluto il pollo per la seconda volta in questa settimana.

C’è una terza impostazione e questa spesso si rivela più confusa della nostra spiacevole impostazione oscura. Questa impostazione potrebbe essere considerata come un’impostazione neutra, a metà tra il dorato e il buio, ma non lo è. Questa impostazione è sulla strada per l’impostazione oscura ed è più vicina a che non a quella dorata. Questa particolare impostazione è l’impostazione sconosciuta.

Ci saranno momenti in cui non desideriamo impiegare molta energia nella nostra continua svalutazione di te, ma la svalutazione deve continuare. Potrebbe non essere così dura, dal momento che non ci sono urla, violenza, insulti e cose simili. Non è il periodo d’oro perché non mostriamo affetto, non facciamo cose per voi e non esibiamo nulla del fascino che un tempo fluiva così prontamente da noi. Durante questa impostazione sconosciuta non siamo né meravigliosi né terribili, ma ci comportiamo come una persona che non ti conosce veramente e ti rimane sicuramente la sensazione di avere a che fare con qualcun altro.

Se ci telefoni, non metteremo in atto un trattamento del silenzio e ignoreremo le tue ripetute chiamate. Non risponderemo in meno di uno squillo e ti parleremo con affetto ed entusiasmo, invece rispondiamo e ci impegniamo in una conversazione a monosillabi. È come mostrare i denti. Confermiamo che non c’è nulla che non va e tu potresti pensare che ci sia ma non abbiamo risposto con rabbia o durezza. Non ti abbiamo accusato di nulla, non ti abbiamo etichettato in qualche modo ma la conversazione è piatta. È come se la nostra personalità, sia dorata che oscura, fosse svanita e avesse lasciato quasi un automa al suo posto. Facciamo cose, parliamo dei nostri giorni ma con pochi dettagli e certamente nessun entusiasmo. Ti poniamo domande ma sono educate e superficiali come se stessimo facendo il nostro lavoro. Non c’è cattiveria, nessuna maldicenza o deriosione. È difficile da elaborare perché non c’è niente, non può essere quello il caso perché stiamo parlando con te, ma sembra che non succeda niente.

Potremmo chiedere in giro per vederti ma sembrerà come se l’avesse chiesto un controllore. Ci sediamo, rifiutiamo un drink che ci offri e rispondiamo alle tue domande senza offrirti nulla in cambio. Dove è finito il principe azzurro? Dove è finito il mostro? Chi è questo estraneo che assomiglia a noi, sembra proprio come noi ma non si comporta come noi? Non puoi accusarci di essere spiacevoli ma è spiacevole perché hai a che fare con qualcuno che non riconosci. A qualsiasi domanda su cosa non va con noi rispondiamo educatamente e sei certo che non c’è un problema, ma sembriamo senza vita. Ci lusinghi, ci fai i complimenti e anche se li accettiamo non c’è segno di interesse, non c’è reazione.

Perché siamo così? Perché facciamo questo? Perché sembriamo qualcun altro? È come se fossimo stati rapiti dagli alieni nella notte e sostituiti con un robot che non è né meraviglioso né selvaggio, ma è deludentemente qualcos’altro. Questa terza impostazione si verifica durante il periodo di svalutazione. Non è una tregua dalla svalutazione in quanto quella sarebbe di nuovo l’impostazione dorata. Chiaramente non è l’impostazione oscura in quanto si tratta della messa in opera della cattiveria e dell’abuso. Questa terza impostazione è un indicatore della calma prima della tempesta. Mentre ci sono occasioni in cui potremmo passare dall’impostazione dorata a quella oscura in un batter d’occhio, questa terza impostazione viene usata quando desideriamo conservare energia in previsione di scatenare uno scenario particolarmente selvaggio nella fase successiva della svalutazione mentre ci sposteremo verso l’impostazione oscura e ci diamo dentro a mille. Non stai viaggiando guidato da venti deboli, e nemmeno vieni gettato su e giù da una tempesta, invece vieni calmato o mosso da una leggera brezza. Questo è il periodo in cui ci scaldiamo i muscoli, raccogliamo informazioni e tramiamo. Il passaggio di funzioni all’organizzazione e al progettare ciò che verrà, unito all’intenso flusso di energia richiesto per sostenere il brutale intensificarsi di questa svalutazione, implica che adottiamo questa impostazione quasi in automatico. Potresti non vederla mai, questo dipende dalla natura del narcisista con cui ti sei invischiato, ma quando la vedi, dovresti essere consapevole che è in arrivo una tempesta e non solo qualche vecchia tempesta, ma una tempesta supercella di ingenti e feroci proporzioni. Questo è un avvertimento.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Seem Like A Different Person?