📰 BUGIE

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Tu respiri. Io mento. Entrambe le cose ci vengono naturali. Per te, che sei una persona empatica e premurosa permeata dei tratti della decenza, dell’onestà e dell’integrità, l’atto di mentire è un anatema. Anche l’uso di una piccola bugia bianca che esce dalle tue labbra ti fa sentire a disagio. Ti comporti in modo da evitare la menzogna e preferisci rimanere in silenzio piuttosto che lasciare che una bugia sfugga dalla tua bocca. Non solo non menti, detesti che ti venga mentito. La menzogna distrugge la fiducia. La fiducia, nel tuo mondo, è un ingrediente fondamentale per qualsiasi relazione, sia tra coniugi, colleghi, genitori e figli o fornitori di servizi. Senza fiducia non si otterrebbe nulla e il mondo sarebbe un posto più buio. Violare questa fiducia è un atto terribile e qualora la tua fiducia venga infranta dall’emissione di una bugia, reagirai con orrore, rabbia, turbamento e sgomento. Non riesco a pensare a uno strumento migliore per trarre una reazione emotiva dalla tua tipologia dell’emissione di una bugia. Queste cinque lettere (*) creano una parola piccola ma che presenta ogni genere di ripercussioni. Dalle menzogne che accompagnano l’infedeltà, che va a colpire il cuore della relazione, alle menzogne raccontate da chi è al potere per rimanere un demagogo e raggiungere l’opportunismo politico, l’effetto di non dire la verità è sostanziale ed enorme. La menzogna provoca danni. Menti ai tuoi amici e perdi il loro rispetto, menti in un tribunale e commetti spergiuro, menti sulle tue condizioni e commetti frodi, menti ai tuoi figli e inizi a distorcere il loro mondo, menti all’altra metà e distruggi una parte di lei. Una piccola parola che racchiude un colpo d’arma termonucleare. Così facile da dire, così semplice da usare e gli effetti possono essere devastanti. Non c’è da meravigliarsi che la mia specie e io ne apprezziamo l’uso. Economico ed efficace, nessun altro strumento si avvicina al potere di raccontare bugie ed è per questo che le usiamo ripetutamente, spesso e ampiamente.

Il vantaggio del loro utilizzo è di darti una spiegazione lunga e impegnativa che ti guida lungo il sentiero del giardino e intorno alle case, rendendoti confusa e disorientata. Il vantaggio per noi è che la terribile verità di ciò che facciamo si perde in spiegazioni perché l’abbiamo fatto usando le nostre intricate e contorte diatribe. Raccontiamo menzogne dal momento in cui ti seduciamo quando ti descriviamo le nostre belle idee adornate da falsità su come raggiungeremo una promozione in meno di sei mesi, scaleremo l’Everest e l’arredamento della nostra nuova casa straordinaria. Il fatto è che siamo dei fantasisti ed esageriamo i nostri risultati e i nostri progetti in modo che le idee chiare si espandano oltre la realtà. L’uso delle bugie ci aiuta ad evitare il dito puntato contro di noi. Ci metterai alla prova e ci sorprenderai, ma non ci sarà mai uno sbaglio nell’esposizione mentre tessiamo una rete sempre più complessa in cui desideriamo intrappolarti, restando noi senza macchia. Stai notando con stupore come mentre rido sto sfuggendo ancora una volta alle mie responsabilità. Non importa quello che ho fatto, non importa quanto sia esecrabile l’azione, io permetterò che le menzogne escano dalle mie labbra con un’abile semplicità in modo da mantenere il controllo, restare superiore e senza colpa. Spesso sarà una bugia corta e spudorata, progettata per farti restare senza parole e incredula mentre mi allontano ridendo fragorosamente dentro di me alla tua faccia scioccata. In altre occasioni mi impegnerò nella storiella interminabile senza capo né coda, girando e rigirando, aggiungendo sempre di più al racconto in modo che io possa amorevolmente insinuare alla fine che tu sei l’unica da incolpare e questo ti fa reagire di più. Come possiamo avere il coraggio di dire queste cose e rigirare la colpa a te? Guarda, è facile, non abbiamo alcun senso di rimorso o senso di colpa per le cose che diciamo. Tu sei gravata da una coscienza e da un senso morale che fa in modo di farti prendere un percorso per restare sempre sulla strada della verità. Noi non abbiamo questo senso morale. Non abbiamo una coscienza e questo ci permette di intrecciare e distorcere, portando le nostre spiegazioni nel regno della fantasia. Sia che ostentiamo e vantiamo ciò che siamo o che cerchiamo di sfuggire alla colpevolezza noi mentiremo incessantemente. Mi supplicherai di dire la verità. Prometterai che non ci sarà alcuna conclusione, nessun ritorno e nessuna conseguenza, vuoi solo per una volta sentirci dire la verità. Conosci la verità ma vuoi che io te la dica, così per una volta puoi sentirla. Come se per caso avessi intenzione di farlo. Perché dovrei darti qualcosa che vuoi? Perché dovrei cedere il controllo a te? E soprattutto, perché dovrei rinunciare all’opportunità di ottenere carburante da te? Questo è il motivo per cui mentiamo abbondantemente, anche quando la verità potrebbe effettivamente farci più comodo (più comodo se giudicato dal tuo punto di vista naturalmente – non dal nostro): guadagneremo carburante. Le nostre bugie contorte ti causano sempre reazioni e ci fornisci carburante. Se una situazione è carente di emozione sappiamo che basta che ti diciamo una bugia, e più è audace, sfacciata e ridicola più grande sarà la tua reazione perché tu odi le bugie e detesti che ti si menta. Mentre stai di fronte a me frustrata e sconvolta, sto ridendo e sto ancora fuggendo da qualsiasi responsabilità delle mie azioni. Ti ricoprirò di menzogne, di uno strato di menzogna su menzogna, verrai letteralmente inghiottita dalla falsità così non riconoscerai più nemmeno la verità, tanto è il livello di distorsione. Noi mentiamo a tutti. All’uomo nel negozio all’angolo su quanti goal abbiamo segnato a calcio, mentiamo al lavoro per coprirci le spalle e per lanciare coltelli nelle schiene degli altri. Mentiamo a un amico su quanto ci piace solo per far sentire considerato quel piccolo idiota. Ti mentiremo ripetutamente per assicurarci che tu rimanga legata nel rapporto con noi e che tu non possa scappare. Usiamo menzogne per esprimere il nostro falso dolore, il nostro falso rimorso e le nostre promesse di cambiare così non ci lascerai sul serio. Mettiamo in bella mostra le bugie in mezzo alla folla per puntare i riflettori su di noi mentre parliamo di altre persone perché ci piace disturbare tutti. La menzogna è un esempio rinvigorente e illimitato di ciò che noi siamo veramente. Un truffatore, un ciarlatano, un imbroglione e un bugiardo patologico. Non conosciamo altro modo e non desideriamo adottare nessun altro metodo. Mentirò sempre, amerò farlo tutti i giorni perché promuove i miei schemi, sostiene le mie ambizioni, mi evita responsabilità e mi rifornisce sempre di più di carburante.

Io dirò sempre bugie.

E questa è l’unica verità.

H.G. TUDOR

Lies

📰 CIECO O STUPIDO

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Noi amiamo triangolare. Tre è il numero magico. Tu, io e qualcun altro o qualcos’altro. Un’altra vittima? Un rivale? Un leale luogotenente? Una nuova prospettiva? Una persona immaginaria? Un evento temuto? Un oggetto inanimato? Ci sono così tante combinazioni di triangolazione che sono disponibili per noi ed ognuna ha i propri vantaggi e ricompense per la loro applicazione da parte nostra. In questa equazione ci saremo sempre noi, ci sarai sempre tu e poi ci sarà una terza parte. Una delle nostre efficaci manipolative triangolazioni coinvolge i “normali”. Queste sono persone che non sono né empatici o narcisisti ma gente che è generalmente rispettabile, ragionevole e per la maggior parte gentile che potrebbe appartenere ai vostri sostenitori, potrebbero essere membri della nostra facciata ma qualunque cosa siano non sono voi e non sono noi. Queste sono persone a cui ti rivolgi quando non riesci più a sopportare ciò che ti sta accadendo. Quando non riesci a capire cosa succede. Quando la confusione diventa soverchiante. Quando inizi a sentire che c’è qualcosa che non va. Ti rivolgi a questi normali nella speranza che ti possano aiutare, che capiscano i tuoi drammi e/o offrano qualche idea. Questo viene ottenuto raramente perché incontri delle risposte che ti lasciano lì a domandarti se la persona con cui hai appena parlato sia cieca o stupida. Qui ci sono dieci esempi di questo tipo in azione

1. Non ci credo.

Vittima – “È cattivo con me, non mi lascia mai fare nulla autonomamente, urla e mi insulta in modi terribili.”

Normale – “Davvero? non me lo immagino Nigel a comportarsi così, è sempre così amorevole e amichevole ogni volta che lo vedo. Non posso credere che lo abbia fatto.”

2. Te la stai andando a cercare?

Vittima – “Sono stanca che lui mi controlli. Cerco di affermare me stessa, sai, mettere qualche confine, ma mi dice continuamente di tacere, calmarmi e fare ciò che vuole senza nessuna considerazione verso di me.”

Normale – “Beh mia cara sei sempre stata aggressiva, forse lo stai provocando ed ecco perché si sta comportando in questo modo. Non voglio essere scortese ma hai un bel caratterino, lo sai.”

3. Non ricominciare

Vittima – “Lo ha fatto di nuovo. Scomparsa. L’ho chiamata all’inizio di ogni ora e non ha risposto. Non so il motivo. Cioè, tutto sembrava andare bene quando ci siamo alzati stamattina, mi ha sorriso e mi ha chiesto se volevo una tazza di te (analisi dettagliata di esempi di ogni parola e interazione da allora in poi)”

Normale – Occhi assenti, pensa tra sé: ” Non di nuovo. Sono stanco di ascoltare queste cose. Parleranno di nuovo entro domani. Si preoccupa per nulla.”

4. Mi dispiace per lui

Vittima – “Così ha fatto questo, poi quest’altro, poi di nuovo questo e lo fa sempre lo sai. È orribile, orribile ti dico.Non so che fare. Oh ha fatto proprio questo e un po’ di quello.”

Normale – Pensa tra sé: ” Mi dispiace per lui che deve sopportare una nevrotica come lei. Ecco perché è scappato per qualche giorno, probabilmente aveva bisogno di pace e tranquillità.”

5. Qualcuno sta esagerando

Vittima – “È la pura verità, mi ha chiusa in camera e ha minacciato di dare fuoco alla casa con me dentro e l’ho sentito ridere mentre me lo diceva. Continua a minacciare di uccidermi. Mi chiama al lavoro e fa commenti riguardo a quanto siano inaffidabili i miei freni e ride e mette giù.”

Normale – Pensa tra sé “Sì certo, nessuno fa una cosa simile, apprezzo la mia amica ma è un po’ una in cerca d’attenzioni. Un giorno sì e uno no c’è una di queste storie.”

6. Non la penso così.

Vittima – “Così ha detto che se non lo avessi fatto avrebbe detto a tutti in chiesa che andavo a letto con il parroco e che avrebbe postato delle mie foto su internet.”

Normale – “Chi Norman? Non esiste, è un uomo così solido e rispettabile. Non penso farebbe mai una cosa simile. No, lo conosco da anni, non farebbe mai una cosa così.”

7. Lui l’aveva detto che lei era pazza

Vittima – “Mi ha nascosto la borsa così non posso uscire, mi dice cosa posso o non posso mangiare, non mi concede più di un minuto nella doccia e rimane a guardarmi mentre mi lavo. Mi segue per tutta la casa e continua a fissarmi, posso perfino percepire che mi sta osservando quando riesco a sgattaiolare fuori per un po’. Lo so che mi sta seguendo.”

Normale – Pensa tra sé “Proprio come diceva Neil. Ha detto che stava perdendo la ragione e se ne usciva con queste storie di fantasia. È sinceramente preoccupato per lei e ora vedo perché. Povera creatura. E poveretto anche lui.”

8. Alti e bassi

Vittima – “Qualche volta non mi parla per giorni interi. Se ne sta solamente lì seduto con il muso e mi ignora. È orribile. Odio questa cosa.”

Normale – “Oh sai come sono gli uomini. Lo fanno tutti prima o poi. Fa parte degli alti e bassi di una relazione, semplicemente ignoralo e fai le tue cose, cambierà presto idea, vedrai.”

9. Non Coinvolgermi

Vittima – “Ciao sono io, posso venire a trovarti? Ho bisogno di parlare con qualcuno. Lo sta facendo ancora. Ha passato le ultime due ore urlandomi contro e lanciandomi piatti in cucina. Non ne posso più, non so cosa fare. “

Normale – “Mi piacerebbe aiutarti ma io… , ho un appuntamento. Guarda devo andare; ti chiamerà dopo. ” – Non mi farò risucchiare nei loro drammi domestici ho la mia vita a cui pensare.

10. Non ne ho la più pallida idea.

Vittima – (Dopo un’interminabile descrizione di un catalogo di comportamenti assurdi e strani) “Quindi che ne pensi, cosa devo fare? non posso andare avanti così.”

Normale – “Non so davvero cosa dire, non riesco proprio a capire perché sarebbe amorevole con te una settimana e poi orribile in quella seguente, c’è qualcosa che non quadra. Forse se vi foste messi seduti insieme e aveste cercato di far funzionare le cose.” (non ho la più pallida idea di cosa stia succedendo qui.)

Nessuno dei “normali” si gira verso di te e dice,

“Sei stato maltrattato da una persona disturbata”

oppure

“Sei stato intrappolato da un narcisista”

Piuttosto quando descrivi il comportamento ad un “normale” incontri una o più delle risposte spiegate sopra. Noi sappiamo che è così. Sappiamo che ti lascerà ferito, disorientato e privo dell’aiuto e della comprensione di cui hai così disperatamente bisogno. Perché la gente risponde in questo modo?

1. Mancanza di conoscenze. Fortunatamente per la nostra tipologia poche persone conoscono davvero cosa siamo e cosa facciamo.
2. Non andiamo in giro con un cartello messo attorno al collo che afferma “sono un narcisista abusante”. Ci mimetizziamo. La gente pensa che psicopatici e sociopatici si manifestino come qualche pazzo assassino dotato di ascia. Non è così.
3. La gente per quanto gentile non è empatica come te. Quindi, c’è un limite di tempo e risorse che applicheranno per aiutarti. Le persone sono proiettate su se stesse e gli importa molto di più della propria vita che della vostra.
4. La facciata. Il nostro fascino e magnetismo fa sì che la gente creda che siamo persone meravigliose e rispettabili. Questa facciata è difficile da infrangere.
5. Le tua abilità di reazione sono consumate e tu sei distrutto. Questo ti fa apparire sconvolto, isterico e quindi in linea con l’immagine che abbiamo diffuso che tu sei Il Matto.
6. Una vita tranquilla. La gente non ama i conflitti. Vogliono persone armoniose e non vogliono essere coinvolti dai problemi altrui.
7. Dietro la porta chiusa. Le persone adottano sempre il punto di vista secondo cui ci sono sempre due versioni di un’unica storia. Ti ascolteranno ma penseranno che è facile che ci sia qualche spiegazione il che significa che non è così male come lo fai sembrare. Stai provocando l’abusante, te la stai cercando, sei troppo suscettibile e prendi le cose nel modo sbagliato. Il “normale” pensa che la vita potrebbe essere differente dietro la porta chiusa di casa.
8. La gente vuole che le altre persone stiano tranquille e quindi al fine di preservare la pace suggeriranno che il comportamento non è così brutto come è stato detto e spingeranno la vittima ad andare a casa e sistemare le cose, inconsapevoli che non si tratta di qualcosa che può essere sistemato con una chiacchierata e una tazza di te.
9. I racconti di abusi e terribili maltrattamenti sembrano cose inverosimili che il normale non riesce a credere. Non ne hanno esperienza e in combinazione con l’esistenza della facciata semplicemente non riescono a capire come qualcuno possa comportarsi in quel modo.

Tutto questo finisce nel tuo tentativo senza successo di persuadere la gente cosa che diventa ancora più frustrante e stressante per te. Naturalmente, sappiamo bene di come la gente risponderà alle tue proteste e la mancanza di comprensione e conoscenza riguardo alla nostra tipologia ci permette di passare inosservati, muoverci liberamente e continuare a comportarci in questo modo senza essere puniti. Vieni lasciato a domandarti se l’ascoltatore è cieco o stupido. Non è stupido. Ma è cieco riguardo a ciò che siamo realmente.

Proprio come lo eri tu.

H.G. TUDOR

Blind or Stupid

📰 SETTE BUGIE PER SETTE ALTRI

 

191111E 🌼 Seven Lies For Seven Others.jpgLe bugie che diciamo che si riferiscono ad altre persone.

1. Lei è solo un’amica

Oh no lei non la è. Pur essendo del tutto vero che abbiamo amici, sia nel cerchio intimo che in quelli esterni, che sono dell’altro sesso, dovresti essere cosciente che pur potendo essere questo il loro stato attuale, nei termini della loro abilità nel fornirci carburante, una volta avevano un ruolo differente. La parola chiave qui è “solo”. Lo diciamo per enfatizzare che questa persona è un’amica e niente di più così non pensi di poterci attribuire alcuna colpa. La realtà è che questa persona è stata una partner intima ed è stata retrocessa ad amica ma è ancora decisamente in gioco. Le teniamo appese alla speranza di credere che verranno ripristinate e quindi continuano a fornirci carburante. Secondariamente, lei verrà usata per triangolare sia ora come amica contro di te come partner e poi come partner ripristinata contro di te come partner scaricata. Lei verrà tenuta per sostituirti perché ci desidera ancora. Vuole ancora il periodo d’oro. Lei è la competizione che noi incoraggiamo.

2. Lei è solo un’amica, di nuovo.

Guarda, chi è tornata? In effetti non è lei, è un’altra ma corrisponde allo stampo del “solo un’amica” nella descrizione di lei che ti sto facendo per deviare quelle occhiate accusatorie che ci stai dando. Ancora una volta questa persona sarà un’amicizia del cerchio intimo o esterno di amici, forse “solo” una conoscente ma noi abbiamo dei piani per lei. Questo è il tuo rimpiazzo che siamo impegnati a sedurre, come abbiamo fatto con te. Questa è la persona che ci fornirà del fresco e rinvigorente carburante dopo che ti abbiamo buttata giù dal piedistallo. Sta arrivando, credimi. Questa è la competizione.Di nuovo.

3. Sono così orgoglioso di mio figlio/figlia

Io punto in alto e mi aspetto che i miei figli seguano le mie orme, dopotutto, loro sono solo una parte di me, un’ estensione di me e mi aspetto che facciano ciò che desidero, invece di trovare la loro strada nella vita. Li forzerò ad eccellere a scuola, nello sport, nella musica e così via perché i loro successi in realtà sono i miei successi. Mio figlio si è diplomato con onore, ha preso da me la sua intelligenza. Mia figlia ha vinto il campionato d’atletica della contea; sono sempre stato un eccellente corridore. Questi successi dipendono da me e mi prenderò tutti i meriti per questo, spostando i riflettori da loro a me dove devono stare. Non sono per niente orgoglioso di loro. Sono orgoglioso di me.

4. Lei mi maltrattava

Chi ti ha preceduto era una persona orribile. Ho fatto tutto ciò che potevo per lei. Tutto. Ho dato tutto me stesso per la nostra relazione e come sono stato ripagato? Bugie, controllo e soprusi. Lei mi ha impedito di vedere gli amici, mi ha rubato i soldi, ha detto bugie al mio capo così ho perso il lavoro, mi ha colpito e ha reso la mia vita un assoluto inferno. Sono scappato via da lei e lei continua a venirmi dietro perché non riesce a lasciarmi perdere. Ha sempre voluto causarmi dei problemi. Sembra che viva di questo. Ci deve essere chiaramente qualcosa che proprio non va in lei se si comporta in questo modo. Se mai la incontrassi, attenta, lei ti dirà ogni sorta di bugie su di me. Non credere a nulla di ciò che dice, lei è cattiva, pura cattiveria.

Ho detto la mia ex? Qui stavo parlando ancora una volta di me.

5. Lui è un mio carissimo amico

Sì quel famoso attore laggiù. Lo vedi? Sì è proprio lui. È un mio carissimo amico. Lo conosco da anni. Lui pensa che io sia un grande. Abbiamo trascorso dei gran bei momenti insieme. Certo è spesso occupato così non ci vediamo tanto quanto vorremmo, ma quando lo facciamo, ragazzi quanto ci divertiamo. Potrei raccontarti tantissime storie su di lui, ma naturalmente non lo farò, sono un modello di discrezione lo sai. Ci siamo incontrati ad una prima qualche anno fa, ho dimenticato quale sia precisamente, ma abbiamo legato subito. Lo faccio sempre con la gente, semplicemente sono un uomo di mondo, perfetto per legare con le persone. Conosco abbastanza gente famosa se devo essere onesto ma non mi piace molto parlarne. Se andrò là a salutarlo? Naturalmente, con tutta probabilità verrà lui a parlare con me dopo aver finito di parlare con i suoi fan. Gli piace occuparsi di questi impegni prima di parlare con i suoi veri amici. Mentre aspettiamo lascia che ti racconti di qualche altro vip di cui sono amico.

6. La mia famiglia ha problemi

È terribile ma la mia famiglia ha problemi. Speravo non fosse così. Speravo che fossero più come i tuoi. Sembri avere un rapporto così bello con i tuoi genitori e tuo fratello. Io non ce l’ho con i miei. Tutto per via della gelosia, vedi. Terribile no? Sentiti libera di essere triste per me. Bene, Grazie. Sì, sono sempre stato quello di successo della famiglia e per qualche ragione, invece di supportarmi e lodarmi per i miei risultati non ho avuto altro che insulti, girate di spalle e cattiverie. Non importa quanto ci abbia provato, non importa ciò che faccio, è sempre lo stesso. Non ottengo riconoscimenti per i sacrifici che faccio. Non ho comprensione o compassione perché loro sono ossessionati da se stessi, troppo occupati a gridare “Guardami” per preoccuparsi di me. Non è stato facile per me sai? Posso apparire di successo e brillante ma è stato difficile arrivare in cima e loro non mi hanno mai aiutato. Li odio. So che non dovrei dirlo ma diresti lo stesso se fossi stata trattata nel mio stesso modo. Sono spaventato che tu li possa incontrare ad un certo punto, sembreranno tutti dolci e solari all’inizio, ma non farti ingannare. Sotto la superficie sono cattivi.

7. Lui è un bugiardo

Lui? Oh una volta eravamo davvero ottimi amici, ma ora non più, non dopo quello che mi ha fatto. Gli ho prestato dei soldi, abbastanza a dire il vero. Era in un momento difficile per via del lavoro e non riusciva a pagare le bollette, almeno questo è quello che mi ha detto. Poi ho scoperto che aveva dei debiti di gioco e invece di dargli dei soldi gli ho permesso di azzerare quei debiti. Non mi sarebbe dispiaciuto se fosse stato onesto, ha sperperato tutto e ha aumentato i suoi debiti. È tornato con una storia triste riguardo al fatto che aveva bisogno di soldi per spese mediche ed essendo uno stupido altruista ci sono caduto. Chiedi cosa voleva davvero? Oh puoi immaginarlo, più soldi. Sono un tale idiota ma non posso fare a meno di provare ad aiutare le persone. Gli ho detto no dopo quello e sai che mi ha risposto? Invece di capire ed essere grato per tutto quello che ho fatto per lui, ha iniziato a raccontare a tutti che ero io quello a cui doveva dei soldi. Riesci a crederci? Ecco perché non voglio più avere niente a che fare con lui. Mente continuamente quindi stai attenta ci proverà sicuramente e cercherà di metterti contro di me. Grazie al cielo sono arrivato prima io.

H.G. TUDOR

Seven Lies For Seven Others

📰 TI RACCONTERÒ UN SEGRETO

 

191111B I Will Tell You A Secret.jpgIl racconto di un segreto è una manipolazione molto utile.

In primo luogo, potremmo dirti un vero segreto su qualcun altro perché siamo abili nel raccogliere informazioni su altre persone, guadagnando la loro fiducia e la loro confidenza. La tua reazione a questo ci fornirà il carburante. È anche molto probabile che lo dirai a qualcun altro perché, come tutti sappiamo, se vuoi mantenere qualcosa di segreto, non dirlo a nessun altro. Quante volte ti è stato detto un segreto e hai sentito le parole: “Non dirlo a nessuno ma …” prima che la fiducia venisse infranta dalla persona che ti sta parlando e tu continui a fare lo stesso. Non ci vuole molto prima che il segreto sia tra molte persone e non sia più un segreto. Di conseguenza, abbiamo guadagnato carburante e abbiamo anche messo un gatto tra i piccioni dal momento che il segreto di qualcun altro diventa oggetto dei pettegolezzi della giornata e altro ancora. La persona che rappresenta il soggetto di questo segreto rivelato potrebbe metterci di fronte alla nostra indiscrezione, che naturalmente verrà negata e verrà raccolto più carburante.

In secondo luogo, la rivelazione del segreto gira tutta attorno al trascinarti nel nostro mondo. Facendo sembrare che tu sia al corrente di informazioni su qualcun altro, o ancora meglio su di noi, sembra che ti stiamo portando nella nostra cerchia di fiducia, nel nostro spazio di fiducia. È un modo efficace per far sentire speciale una vittima. Questo atto di trasmetterti alcune informazioni a cui è stata data l’etichetta di un segreto è progettato per segnalarti che apparentemente abbiamo fiducia in te. La fiducia è un fattore molto importante nei rapporti tra le persone e, naturalmente, specialmente per coloro che sono di natura empatica. Questa perla di segretezza può essere passata a te come Fonte Secondaria Non Intima (un amico o collega) o come parte della tua seduzione mentre ti installiamo come Fonte Secondaria Intima in lista per diventare la nostra Fonte Primaria Intima. Vogliamo che tu ti senta speciale, vogliamo che tu ti senta degno di fiducia, desiderato e distinto da tutti gli altri. Raccontarti un segreto è un modo sicuro per ottenere questo.

Facendoti pensare che tu sai qualcosa che nessun altro sa di noi, ti senti come se fossi stato ammesso nel santuario. Il nostro obiettivo, quando si tratta di una qualsiasi delle nostre vittime, è di integrarle nel nostro mondo. Ciò implica che sarai abbagliato dall’illusione che abbiamo creato, così starai nel nostro mondo sotto il nostro controllo e ci fornirai ciò che vogliamo, ovvero Gli Scopi Primari. Sia che questo ammaliamento sia fugace – nel caso di un’interazione con una fonte terziaria, o protratto nel tempo – gli anni di manipolazione di una IPPS – l’obiettivo rimane lo stesso. Dobbiamo trascinarti nel nostro mondo, possederti e controllarti e in questo modo otteniamo ciò che vogliamo.

Ci sono molti modi per farlo, ma dirti che un segreto è un modo molto efficace per farlo. Ti diciamo che sei l’unico a sapere tutto di noi, che non ci fidiamo di nessuno tranne te (citiamo una storiella strappalacrime sul motivo per cui non ci fidiamo, e questa si baserà sulla nostra visione del mondo pieno di gente dura e che tradisce) e sappiamo che non lo dirai a nessun altro perché non faresti mai nulla per farci del male. La tua risposta sincera e le assicurazioni che la nostra apparente fiducia è ben riposta in te, ci forniscono carburante. Ci fornisce anche un utile indicatore di come ti stai sottomettendo al nostro controllo e vieni assorbito nel nostro mondo.

Quello che non riesci a capire è che questo presunto segreto che ti abbiamo trasmesso in toni sommessi, in modo riverente come se stessimo tramandando una rivelazione poderosa e sconvolgente, è inventato. Abbiamo i nostri segreti, anzi gran parte della nostra vita viene trascorsa mentre ci muoviamo nell’ombra e ci assicuriamo che quegli scheletri rimangano saldamente nell’armadio. Non vogliamo che tu sappia di questi segreti. Devono rimanere nascosti perché non ci fidiamo affatto di te. Invece, inventiamo un segreto su noi stessi e lo spacciamo come qualcosa di noi che nessun altro sa e che tu sei il destinatario stimato dei nostri segreti più intimi.

Potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con la nostra famiglia, un evento del nostro passato, un traguardo a cui rivolgiamo anche falsa modestia, alcuni peccatucci interessanti che abbiamo commesso. Il contenuto è vario ma finché richiama il ruolo di segretezza richiesta servirà allo scopo. Ricorda che la confidenza del segreto avviene durante la nostra seduzione di te, quando siamo concentrati a trascinarti nel nostro mondo, quando ci agganciamo a te e facciamo sembrare davvero che tu sia l’unica persona al mondo che conta per noi. Il nostro considerevole fascino, la nostra mancanza di interesse o di moralità per le nostre azioni permettono alle menzogne di riversarsi facilmente dalle nostre labbra. Vogliamo che tu ti fidi di noi e che pensi che noi ci fidiamo di te. Aprendo apparentemente il cancello al nostro cuore e alle nostre vulnerabilità più interne, l’affidamento di un segreto a te, ti segnala che dobbiamo fidarci di te. Questo ti sembra meraviglioso. Questa persona straordinaria che ti ha promesso amore e devozione, che ti ha fatto sentire magnifico, che è arrivata come risposta a tutte le tue preghiere è quella che vuoi. Vuoi essere amico di questa persona interessante e in gamba e quando questo nuovo migliore amico ti mette al corrente di un presunto segreto, allora di sicuro questa è la tua ammissione alla nostra cerchia ristretta? Vuoi la grazia e il favore che deteniamo come tuo capo e se il capo si confida con te, allora non significa che tu sei il prescelto sul posto di lavoro? Soprattutto, vuoi che questa persona rimanga il tuo interesse amoroso per sempre e forse di più, e dal momento che condividiamo questo segreto con te e solo con te, allora ciò ti dimostra che ora sei considerato un confidente fidato. La tua euforia è palpabile e tu sei appena stato legato ancora più strettamente a noi.

Certo, dal momento che questo segreto è inventato non percepiamo alcun pericolo percepito perché se tu ci tradissi e svelassi questo segreto, potremmo facilmente negarlo e persino far riferimento a qualcosa che dimostri che non è vero. A questo punto, non abbiamo alcun interesse a tenerti dalla nostra parte in quanto avremo già iniziato a svalutarti. Come individuo empatico che è onesto e corretto, non avrai scelto di rivelare questo apparente segreto per primo. Lo farai solo come reazione a come ti abbiamo trattato e qualora dovessi decidere di rivelarlo, sarai in corso di svalutazione, diffamazione e forse anche di disimpegno. La tua rivelazione è vista o come amarezza e gelosia, o come i deliri di un abusante violento da cui abbiamo cercato di fuggire e il suo contenuto non ha quasi alcun impatto su di noi. A questo punto, non ci interessa che tu abbia scoperto che il segreto è falso, anzi, la tua reazione a questa rivelazione ci fornisce solo carburante.

Sia che la dinamica con noi sia familiare, sociale, lavorativa o romantica, il ripetuto affidamento di segreti ti attira nel nostro mondo. Ti fa sentire speciale, ti fa sentire consacrato come persona speciale per noi ed essere tenuto in tal considerazione da una persona che ammiri, apprezzi e/o ami significa molto per te. Assicura la tua fedeltà, raggiunge il tuo carburante e ci consente di esercitare il controllo su di te. Quel delizioso formicolio di eccitazione quando ti rendiamo il nostro socio-cospiratore con segreti sugli altri o su noi stessi ti dice che dobbiamo davvero fidarci di te e che ora sei più in alto.

Il racconto di segreti viene fatto con molte persone che seduciamo, siano essi amici della cerchia ristretta, colleghi o risorse intime. Raccontare un segreto è un modo magistrale per farti sembrare come se tu fossi l’unico che conta per noi, che ci fidiamo di te e quindi la nostra relazione con te è davvero speciale.

Ora, non un tale segreto comunque.

H.G. TUDOR

I Will Tell You A Secret

👤 CHI È IL PAPARINO?

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Mi ricordo quando ti ho incontrata la prima volta. È stato a ballare e naturalmente ho attirato la tua attenzione, volevo che tu catturassi il mio sguardo. Attiro sempre quelle occhiate di ammirazione bisognose quando mi muovo attraverso la folla ma sebbene queste fossero richieste e benvenute, ero focalizzato nell’assicurarmi che tu mi notassi. Sapevo che l’avresti fatto. Era solo questione di tempo. Lo è sempre. Ero seduto vicino ad uno dei banconi. Scelgo sempre questo bancone perché è sopraelevato permettendo a chiunque di vedermi e permettendo a me di vedere tutti ed era da questo punto vantaggioso che ti osservavo. Ti ho vista entrare in sala, il tuo vestito attillato quanto poteva esserlo già faceva voltare le teste e tu sorridevi, ammiccando e soffiando baci mentre scendevi i gradini nella pista da ballo come se tutti nel locale fossero stati lì per te. Eri sicura, d’accordo ma eri troppo sicura e posso vedere cosa ci sta dietro. Ho continuato ad osservarti mentre flirtavi con gli uomini nelle vicinanze, irrispettosa del fatto se fossero o meno con altre donne e sembravi ignara degli sguardi d’odio che ricevevi dalla manciata di fidanzate e o mogli dell’altra metà con cui flirtavi. Ero già interessato a te. Se avessi avuto un senso di (uomo) Ragno mi sarei informicolato.

La tua figura agile è entrata in pista e hai sentito che le luci colorate e i toni bassi erano tutti lì per te mentre cominciavi a ballare. Hai attirato l’attenzione di molti uomini e uno per uno hanno cercato di ballare con te. Potevo vederti sorridere tra te e te mentre giravi la schiena a quelli che non consideravi alla tua altezza. Ognuno di loro era ben vestito e attraente ma li hai rifiutati. Hai girato intorno alla pista finché ti sei avvicinata al tuo obiettivo, un bel tipo ma era più vecchio di quelli che avevi respinto ed era lui la tua scelta. Hai tirato il prescelto verso di te e hai incominciato a ballare con lui. Potevo vedere che il modo in cui ti strusciavi contro quest’uomo sulla pista era provocatorio e allusivo. Mantenevi il contatto visivo con lui, se l’avessi lasciato fuori dal tuo sguardo questo lo avrebbe fatto scomparire. I tuoi occhi bruciavano di sfrenato desiderio e il tuo ancheggiare e contorcerti era decisamente di natura sessuale. L’aggressività sessuale fluiva da te e questo ha catturato il mio interesse. Sei apparsa come un punto luminoso sul mio radar e sapevo che avevo bisogno di saperne di più.

Non è passato molto prima che questo compagno di ballo venisse accantonato e rimpiazzato da una prospettiva dal sapore migliore e più attraente. Io. Mi hai avvolto le braccia intorno al collo mentre ballavamo, incastrando la mia coscia tra le tue gambe, girandoti e premendo il tuo impertinente posteriore sulle mie parti basse ed era chiaro che volessi sedurmi. Sono stato al gioco, ricambiando i movimenti, lasciando che le mie mani scivolassero lungo il tuo corpo e infine guidandoti attraverso l’area bar per sederti vicino su un divanetto mentre ordinavo un drink per entrambi. È stata la prima volta che ti avevo vista da ferma e mi ha concesso di apprezzare in maniera appropriata il tuo aspetto. I tuoi capelli, di un biondo sporco non erano tagliati ma piuttosto mozzati, spuntavano fuori in una varietà di angolazioni che davano l’apparenza di noncuranza ma più probabilmente erano stati accuratamente tirati e attorcigliati al loro posto prima di applicarci un generoso strato di lacca per capelli. Ho dedotto che tu tenessi i capelli corti perché da bambina ti era stato negato il diritto di tagliarli. Devi averli avuti sempre lunghi e dorati, come i capelli di una principessa. Scommetto che tuo padre ti leggeva le storie su La Bella Addormentata Nel Bosco, Biancaneve e Raperonzolo mentre ti pettinava i capelli, dicendoti quanto bello fosse perché erano lunghi. Ho immaginato che li avessi voluti tagliare non appena cresciuta, la lunghezza è dura da mantenere ed inoltre troppo simbolica della sicurezza, l’educazione dei sobborghi e della classe media che hai ricevuto quando volevi essere ribelle. Scommetto che hai combattuto per tagliarti i capelli anche solo di pochi centimetri ma ti è stato proibito di farlo e ora questo stile di capelli punk, mozzati, quasi scannati è stato il saluto a due dita che hai dato al tuo passato. Mi urla la sua storia dato che la riconosco da un miglio.

Il tuo rossetto era di un rosso acceso, gli occhi incorniciati da un mascara nero, eye-liner e un ombretto grigio corazzata. Eri esile. Come uno stecco e ho riconosciuto l’ossatura. Mi hai guardato mentre succhiavi dalla cannuccia facendola scorrere dentro e fuori da quelle labbra contratte mentre tentavi, senza finezza, di suggerire cosa mi aspettava. Eri molto più giovane di me. Immagino almeno quindici anni di differenza. Nulla di vicino all’illegalità naturalmente, non è assolutamente una mia inclinazione, ma un sufficiente divario d’età che fosse notabile e certamente qualcosa che potevano commentare, Lui l’avrebbe commentato, se mi avesse mai incontrato. Se.

Ho visto i tatuaggi sulle tue braccia, grandi maniche dal design floreale e altri simili sulla tua coscia dato che nel sederti sul divano il tuo vestito già corto è salito. Potevo vedere che il disegno era intricato ed esteso lungo la tua coscia sinistra ma non mascherava completamente la linea delle cicatrici. Quelle nette e ordinate righe di incisioni erano state fatte sulla coscia, come tacche sulla testiera del letto. Ti portavano sollievo, temporaneo e momentaneo, ma ti facevano anche vergognare e quindi hai voluto l’inchiostro nel tentativo di mascherare quelle ferite nello stesso modo in cui sapevo che quella sicurezza estroversa, il flirtare e l’aggressività sessuale erano anch’essi solo una maschera. Quella luce sul mio radar splendeva più luminosa e potevo quasi annusare il carburante che sapevo che sarebbe fluito giù dalla tua coscia. Ho tenuto il tuo sguardo, quegli occhi inflessibili provavano a bruciare nella mia mente ma non andavano da nessuna parte, un lieve guizzo di confusione e poi si sono spostati su un’espressione che trasudava desiderio. Non avevi alcuna idea di in quale ragnatela fossi volata ma io sapevo esattamente cos’eri.

“A che ora ti passa a prendere tuo padre?” ho fatto la mia domanda quasi urlando per essere sentito sopra la musica.

Hai tossito, la cannuccia sparata fuori dalla tua bocca mentre spingevi lontano il bicchiere.

“Cosa? Mio padre? Non mi passa a prendere.”hai protestato. La tua espressione non era minimamente divertita ma piuttosto di sdegno e irritazione. Proprio come pensavo sarebbe stata.

“Certamente no. Perché dovrebbe venirti a prendere se stai venendo a casa con me?” ho aggiunto con un ampio sorriso. I tuoi occhi si sono spalancati e hai imitato il mio sorriso.

“Adoro i problemi con la figura paterna”, ho detto piano.

“Cosa?” mi hai chiesto incapace di sentire.

“Ho detto, ti avevo quasi persa” ho replicato in un tono più forte, “Stavo per tornare a casa.”

“Bene, è una fortuna che tu non l’abbia fatto”, hai risposto spostandoti più vicino a me, premendo quell’ossatura fragile e rotta contro di me, cercando il calore, lo scudo e la protezione che ti offrivo. Tu hai trovato il tuo nuovo paparino. Io ho trovato una potente nuova vittima.

H.G. TUDOR

Who’s The Daddy?

👤 FACCIAMO FINTA

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Eccoci di nuovo. In quel posto fin troppo familiare. Ho perso il conto di quante volte mi sono trovato qui. Nonostante i miei massimi sforzi, le mie coraggiose intenzioni e la mia sincera dedizione, sono rimasto in questo atrio di disperazione. Un po’ di tempo fa questo atrio era un luogo accogliente in cui le piastrelle lucide brillavano e le colonne di marmo luccicavano. L’aria era piena del profumo di gelsomino, mentre la luce del sole si riversava dalla cupola di vetro in alto. Così tanti corridoi e porte conducevano da questo corridoio, offrendo possibilità eccitanti e intriganti, nuove esperienze e opportunità avvincenti. Posso ancora vederti quando hai varcato la soglia, invitato nel mio mondo e sei rimasto a bocca aperta colpito e meravigliato dalla grandezza. Con l’appoggio del mio braccio generoso ed espansivo come al solito ti ho offerto di percorrere liberamente quei corridoi e quelle stanze. Hai sfruttato appieno la mia generosità e perché no? Eri un acquisto molto gradito e speciale.

Adesso guardaci. Il tuo fallimento ha reso questo un luogo freddo e desolato. La cupola ha risentito delle frequenti eruzioni di rabbia frustrata, i vetri una volta chiari ora sono rotti o macchiati della sporcizia del tuo tradimento. Il sole non brilla in questo atrio da molto tempo, infatti, nessuno di noi può ricordare quando è successo l’ultima volta. Gli alti pilastri sono spezzati e scheggiati, a testimonianza dei tuoi assalti ingiustificati alla nostra persona mentre la tua lingua biforcuta di critiche si scagliava su di noi. Le piastrelle sono rotte e irregolari, e ti fanno correre il rischio di inciampare e cadere puntualmente sul pavimento, il freddo schiaffo della tua rovina, un forte richiamo al cambiamento che ha attanagliato questo luogo. Si sente il debole gemito del vento mentre ondeggia, tempestoso e soffiante, cercando l’ingresso attraverso le finestre rotte e le persiane fatiscenti. Questo è il vento vero, o sono le torturate proteste delle ombre e degli spettri che ancora infestano questo atrio? A volte li vedi, le figure abbandonate che scivolano senza speranza lungo i passaggi sporchi, i capi chini come se sembrassero cercare qualcosa. Ogni volta che li vedi provi uno strano senso di familiarità e comprensione con la loro triste condizione anche se non sei sicuro di chi sono. Senza dubbio una conseguenza dei tratti empatici che continuano a farti rimanere qui.

Ti ho lasciato camminare per questi bei corridoi. Ti ho permesso di ammirare le statue, gli ornamenti che adornavano le pareti e le alcove, che ti affascinavano con la loro bellezza. Ti sentivi amato, ti sentivi appagato e ti sentivi al sicuro mentre camminavi in quel luogo e non dovevi né volevi fare un passo indietro attraverso la porta da cui una volta sei entrato tanto tempo fa.

Ora sei seduto sul pavimento gelido, le mani intrecciate e sollevate in un gesto di contrizione e supplica. La tua faccia è segnata dal dolore della ferita e le frasi di disperazione denotano la tua determinazione a rimanere. Brandisco la pesante chiave di ferro che sbloccherà la porta buia che incombe su di te e che rivelerà l’entrata verso il freddo, impuro e aspro mondo al di là di essa, un mondo a cui non desideri tornare. Io tengo la chiave mentre sono in piedi sopra di te e ti guardo e, anche se sento la tua voce, non riesco a distiguere ciò che stai dicendo. Cerchi di rimetterti in piedi, la debolezza ti tira addosso mentre tiri giù la manica del vestito sbrindellato che indossi e inizi a strusciarti contro un pilastro vicino. Ci sputi e cerchi freneticamente di rimuovere la sporcizia come se tu mi mostrassi che il danno può essere in qualche modo annullato. Ti volti e mi guardi, la mano ancora si muove avanti e indietro e vedo l’eterno ottimismo nei tuoi occhi. Quello sguardo che una volta mi sembrava un paradiso e ora serve solo a rafforzare il tuo egoismo nel voler restare qui dopo tutto ciò che hai fatto e tutto ciò che non hai fatto dato che mi hai deluso. Ancora. L’alterazione che avvolgeva la tua voce è scomparsa e ora posso sentirti mentre stai indicando le finestre e le porte che pendono dai loro cardini, i buchi degli schianti su di esse.

“Questo posto una volta era così bello e tu lo hai lasciato cadere nell’incuria, perché l’hai fatto? Io proprio non capisco. Ti ho aiutato a mantenerlo splendente e in una condizione immacolata, ma poi hai semplicemente perso interesse, non collaboravi più con me e ha iniziato a cadere in declino. Era troppo per me mantenerlo da solo anche se dio sa che ho provato, ci ho provato davvero. Non solo tu non mi hai aiutato, ma poi hai iniziato a ostacolarmi, impedendomi di svolgere i miei compiti, trattenendomi e sviandomi.”

Perché mi stai dicendo queste cose? Perché stai cercando di addossare la colpa a me? Perché stai cercando di rendermi responsabile della fine di questo luogo un tempo grandioso? Scuoto la testa e ti indico la chiave, un chiaro segnale del mio intento. Il tuo viso si contorce e le lacrime cominciano a spuntare nei tuoi occhi. Forse potrebbero cadere nella fontana ormai asciutta e portare verso il restauro. Un tale restauro dipende dalla tua tristezza?

“Non farmi andare, per favore, non voglio che questo finisca”, tu implori, con i tuoi occhi, che una volta brillavano di piacere e gioia, e ora sono vitrei, mentre la tua paura dell’abbandono inizia a crescere.

“Questo non deve accadere,” continui mentre metti una mano sul mio braccio, “lasciami restare, voglio solo che siamo felici, essere come eravamo una volta. Sicuramente possiamo farlo? Le nostre risate una volta risuonavano in questo luogo e può succedere ancora. Possiamo riparare il danno, non si tratta di chi lo ha causato, posso metter da parte la questione, voglio solo che siamo insieme e che noi ricostruiamo quello che avevamo una volta. L’abbiamo fatto una volta, so che possiamo farlo di nuovo, uniamo le forze e ricreamo ancora una volta quel momento meraviglioso, facciamo entrare il sole e puliamo via la sporcizia e il dolore che cerca di avvolgere questo posto. Possiamo sistemare il vetro, riparare le porte, strofinare i pavimenti, pulire, riordinare e fare le cose per bene. Possiamo farlo. So che possiamo. Lo sento profondamente dentro di te, lo so che è così.”

Le tue parole sono impressionanti e fiorenti di speranza. Forse si può fare ma poi tu ci deludi e per questo devi pagare il prezzo. Quella considerazione momentanea di allearci con te e recuperare ciò che avevamo una volta è dissipata. Scuotiamo la testa.

“Non può essere recuperato. Non c’è speranza di farlo”, diciamo lentamente.

Una lacrima ti cola sulla guancia e ti alza sul mento come se fosse incerta su dove andare.

“Allora almeno facciamo finta di camminare ancora una volta attraverso sale dorate e profumate. Ti prego? Possiamo fare finta vero?

Sì, possiamo fare finta. È tutto ciò che facciamo sempre.

H.G. TUDOR

Let’s Pretend

📑 TUTTO TRANNE LA VERITÀ

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La bugia. Tutti hanno mentito a un certo punto della loro vita. Coloro che sono di natura empatica, tuttavia, fanno un considerevole affidamento sull’onestà e sulla decenza. Il loro senso di amor proprio e autostima è legato al loro investimento nel dire la verità. Il forte senso di colpa, la necessità di fare la cosa giusta e la consapevolezza delle conseguenze del raccontare bugie implica che la maggior parte delle persone empatiche tende a vagare solo nell’arena della cosiddetta “bugia bianca” allo scopo di proteggere e aiutare. Naturalmente una persona empatica ha la capacità di dire bugie, ma è invariabilmente regolata dai suoi tratti empatici quindi questo non si presenta o se lo fa, è davvero raro.

La nostra specie non ha una tale regolamentazione. Dal momento che siamo privi di empatia, rimorso e senso di colpa, non esistono freni a mano che fermino la bugia mentre si forma nella nostra mente o che impediscano che compaia sulle nostre labbra. Non solo sono queste difese che mancano, il modo in cui siamo stati creati significa che mentire ci serve particolarmente bene e quindi ci incoraggia attivamente a dire bugie. Questa combinazione di una mancanza di difese e l’incoraggiamento, persino la necessità di mentire, crea una fertile zona di riproduzione perché le bugie vengano dette.

Le bugie sono i soldati di fanteria del narcisista. Ce ne sono migliaia disponibili. Sono facili da mettere in atto, adattabili a tutti i tipi di situazioni e completamente spendibili. Dirigiamo le nostre bugie contro le nostre vittime, battaglioni di loro che marciano sulle persone per raggiungere i nostri obiettivi e conquistare.

Com’è che la nostra specie mente? Consideriamola nel contesto in cui uno di noi è sospettato di essere infedele e in effetti lo è stato. Il narcisista è arrivato a casa più tardi dopo aver trascorso la serata con una nuova prospettiva di fonte primaria e gli viene chiesto dove è stato dal partner intimo esistente che è una fonte primaria.

1. Commissione. Una bugia a viso scoperto in cui la verità non viene raccontata ma viene invece detto qualcosa di falso. Nell’esempio sopra riportato, viene fornita in risposta la spiegazione di “Ho lavorato fino a tardi in ufficio”. Poiché non abbiamo alcun concetto di colpa, è abbastanza facile per noi dire una menzogna di commissione. Possiamo farlo anche se ci sono prove che dimostrino che ciò che abbiamo appena detto non può essere vero. La capacità di farlo è qualcosa che le nostre vittime trovano difficile conciliare.
2. Omissione. Apparentemente è stata detta la verità ma manca il dettaglio fondamentale che si traduce in una bugia raccontata per omissione. “Sono stato a trovare Leslie.” In effetti, siamo stati a trovare Leslie, solo che non ti abbiamo detto che siamo stati a letto con lei tutta la sera. La bugia dell’omissione ci offre l’opportunità di fare due cose. Prima di tutto, dichiarare che abbiamo effettivamente detto la verità e che stai solo cercando qualche motivo per trovare colpa in noi – c’è anche una dose di proiezione gettata dentro – e in secondo luogo, spostare la colpare affermando, “Avevi chiesto dov’ero stato, e te l’ho detto, non mi avevi chiesto cosa stavo facendo, avresti dovuto essere più precisa se volevi saperlo, quindi non fare delle tue mancanze qualcosa per incolparmi.”
3. Influenza. Una bugia di influenza è laddove cerchiamo di convincerti che una persona come noi non sarebbe capace di ciò che ci stai accusando. Potremmo rispondere nello scenario di cui sopra affermando ‘non vedo l’ora di tornare a casa dall’amore della mia vita, dopotutto sono un uomo felicemente sposato.’ Affermando che è così stiamo cercando di influenzarti a credere che qualcuno come noi è incapace di essere infedeli. È simile a qualcuno a cui viene chiesto se ha rubato al suo datore di lavoro e questo risponde: “Lavoro qui da 20 anni” affermando così attraverso l’influenza che qualcuno così leale non ruberebbe.
4. Silenzio. Quale modo migliore per evitare le accuse e allo stesso tempo somministrare una delle nostre manipolazioni preferite cadendo in silenzio? Non dicendo nulla possiamo accamparci sull’atteggiamento moralistico sostenendo di non aver detto una menzogna di commissione, e nemmeno ti abbiamo detto una menzogna di omissione perché non abbiamo detto nulla.
5. Esagerazione. Come ci si aspetterebbe, questo è spesso usato allo scopo di farci apparire bene, quindi esagereremo la nostra capacità finanziaria, l’importo che possiamo esercitare in panchina, il numero di partite di calcio a cui partecipiamo, le trattative chiuse e così via e così via. Non vediamo nulla di sbagliato con l’abbellimento perché tutto ciò che facciamo è prendere qualcosa che più o meno è vero e perfezionarlo.
6. Proiezione. Questa è una bugia avanzata basata sul silenzio. In tal modo non rispondiamo alla domanda rispondendovi in modo efficace col silenzio, ma invece andiamo oltre accusandoti della stessa cosa che abbiamo fatto noi. Quindi, nell’esempio risponderemmo dicendo a te “Non preoccuparti di chiedermi dove sono stato io, dov’eri tu questo pomeriggio? Ti ho telefonato due volte e non hai mai risposto. Avresti dovuto essere qui a casa. Che cosa hai fatto eh? Stavi in intimità con quel tuo amico di scuola scommetto”.
7. Giustificazione. In questo caso tu ottieni effettivamente che ti sia detta la verità, ma non c’è ammissione della verità da parte nostra, quindi ti stiamo continuando a mentire. Questo spesso include quelle manipolazioni familiari dei Giochi di Pietà e/o di Spostamento di Colpa. Nell’esempio, questo apparirebbe come, ‘Sì, sì, sono stato con Leslie e a letto con lei, e allora? Se mi dessi un po’ di attenzione e non fossi così dannatamente gelida non avrei dovuto andare altrove, giusto, quindi non iniziare a provare a biasimarmi, è colpa tua.” Abbiamo ammesso l’infedeltà come dato di fatto, ma non ci siamo assunti la responsabilità della malefatta e quindi manteniamo una bugia al riguardo.

Perché ci impegniamo a mentire in modo così ampio?

1. Carburante. Cos’altro? Le nostre menzogne vengono dette per impressionare così da ottenere adorazione e ammirazione. Le nostre menzogne vengono dette per far del male in modo che tu diventi ferito, turbato e arrabbiato. Le nostre menzogne vengono dette per frustrare in modo che tu diventi agitato e ansioso. Il racconto di bugie attraverso una delle diverse forme sopra descritte ci permette di provocare una reazione emotiva e quindi possiamo ottenere il carburante di cui abbiamo bisogno. Più mentiamo, più reazioni possiamo provocare, buone o cattive, a volte buone e cattive dalla stessa bugia e di conseguenza otteniamo più carburante.
2. Controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente e in qualità di vittima dobbiamo controllarti come parte di questo ambiente. Una persona sana non ha bisogno di esercitare un controllo così ampio perché ha sufficiente autostima per non preoccuparsi dell’ambiente circostante o se non ce l’ha, ha sufficiente consapevolezza per rendersi conto che c’è poco da poter fare al riguardo. Questo non vale per noi. Le nostre preoccupazioni di essere smascherati, le nostre preoccupazioni del fatto che gli apparecchi non funzionino come richiediamo di funzionare, si traducono in un’incredibile necessità di controllare l’ambiente e utilizziamo le menzogne come mezzo per ottenerlo. Le bugie ci permettono di guadagnare carburante e quindi ci assicurano che gli apparecchi funzionino, le menzogne ci permettono di apparire migliori di ciò che siamo; in questo modo siamo la persona che riteniamo di essere, le menzogne ci permettono di sfuggire alla responsabilità per ciò che diciamo e facciamo – tutte queste cose e altre equivalgono al controllo sul nostro ambiente.
3. Mantenere un’assenza di colpevolezza. Come detto sopra, raccontando bugie possiamo sfuggire alle conseguenze delle nostre parole e azioni. Il nostro senso del diritto implica che siamo giustificati nel farlo. La nostra incapacità di riconoscere i confini implica che diremo bugie in modo da ottenere l’ammissione da qualche parte senza pagare, quando avremmo dovuto farlo. Racconteremo bugie ovunque per sfuggire a ripercussioni e conseguenze – a te, ai familiari, ai datori di lavoro, ai fornitori di servizi, alle autorità e persino in tribunale. Alcune delle più grandi bugie vengono raccontate davanti all’altare durante i nostri matrimoni. Le bugie sono le chiavi che aprono tutte le porte permettendoci di uscire con facilità e senza conseguenze.
4. Abitudine. Puoi già vedere che ci sono molte bugie diverse che possono essere raccontate, ci sono infinite situazioni in cui possono essere usate e ci sono molte ragioni per le quali le diciamo. Tutto ciò equivale a un effetto aggregato in cui la compulsione di dire bugie è così travolgente che siamo costretti a farlo per abitudine. In realtà ci sembra giusto mentire e dire la verità diventa scomodo, inquietante e alieno, quindi, dal momento che preferiamo sempre il percorso di minor resistenza, sceglieremo di dire la bugia e così ci sentiamo di nuovo a nostro agio.
7. Il credere nella bugia I Narcisisti Inferiore e Medio-Rango in realtà sono deliranti. Loro credono alle bugie che dicono. Sono convinti che ciò che stanno dicendo è vero ed esatto ed è per questo che viene fatto con tale convinzione e regolarità. Questo è difficile da comprendere per coloro che non sono della nostra specie, dal momento che tu credi che dobbiamo essere in grado di vedere e sapere che stiamo mentendo. Non è il caso di quelle due scuole di narcisisti. Il Superiore è in una prospettiva diversa. Noi non crediamo alle nostre bugie. Sappiamo che stiamo mentendo. Non siamo deliranti. Quelli di noi che sono Superiori dicono bugie perché la menzogna è un investimento nella nostra sopravvivenza. Dobbiamo dire bugie perché abbiamo bisogno di carburante, dobbiamo soddisfare il nostro senso di diritto, superare un confine, sfuggire a una conseguenza. La nostra sopravvivenza dipende da questo e quindi la menzogna è un meccanismo necessario. Liberi dal senso di colpa o dal rimorso, possiamo sapere che è una bugia e dirla con facilità.
6. Percezione. Quello che vedi può essere considerato come la verità, ma il nostro bisogno di mantenere il controllo, la superiorità e il sopravvento, così da essere ammirati, adorati, amati e così via significa che non riconosceremo la verità perché non corrisponde a ciò che richiediamo. In effetti diventiamo ciechi a ciò che è la verità, letteralmente non possiamo vederla perché la nostra visione del mondo è stata alterata a tal punto. Questo è istintivo per tutte le scuole del narcisismo. A causa della loro funzione cognitiva inferiore e della loro mancanza di intuizione, i Narcisisti di Inferiore e di Medio-Rango non vedono al di là di questa realtà alterata. Il Superiore può e si rende conto che c’è stata questa alterazione in ciò che vede, ma noi vediamo solo uno svantaggio nell’ammettere la verità, quindi la fabbricazione e le menzogne diventano la priorità.
7. Sfruttamento. Le bugie sono in sé disoneste ma, in particolare, con il Superiore della nostra specie, facciamo uso di bugie perché sfruttano le nostre vittime facendo sì che ci diano ciò che vogliamo, che rispettino le nostre richieste e che ci forniscano quelle cose che riteniamo necessarie per la nostra sopravvivenza. Questo sfruttamento è un gradino sopra e va oltre la solita disonestà che si associa al racconto delle bugie.
8. L’allestimento dei giochi. Di nuovo, questo è di solito la riserva del Superiore della nostra specie, ma il raccontare bugie diventa un gioco per noi. Più bugie sono e meglio è. Se diciamo una bugia e tu la scopri, ne diremo un’altra, anche se possiamo contraddire noi stessi. Non ci preoccupiamo della contraddizione, dopotutto, non siamo responsabili per le conseguenze e ci sono così tante diverse manipolazioni che possono essere usate per deviare, negare e così via, cosa che abbiamo detto solo pochi istanti fa. L’allestimento dei giochi ci intrattiene, fa appello al nostro senso di onnipotenza e si accorda con la nostra funzione cognitiva superiore. Più è elaborata la bugia, maggiore è il senso di realizzazione ottenuto dalla sua costruzione e dai suoi effetti.
9. Confusione. Raccontare bugie confonde coloro che le ascoltano specialmente le persone empatiche che si impegnano a dire la verità, ad essere onesti e a ottenere la verità. Una vittima confusa è quella che rimane nella nostra presa più a lungo.

Le bugie sono una parte essenziale del kit di attrezzi della nostra specie. Le sperimenterai ripetutamente durante il tuo intreccio con la nostra specie ed a tal punto che diventa estenuante cercare di discernere la verità dalla palude di bugie che viene vomitata dalle nostre bocche.

H.G. TUDOR

Everything But The Truth

📑 COME E PERCHÉ IL NARCISISTA MENTE

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La bugia. Tutti hanno mentito a un certo punto della loro vita. Coloro che sono di natura empatica, tuttavia, fanno un considerevole affidamento sull’onestà e sulla decenza. Il loro senso di amor proprio e autostima è legato al loro investimento nel dire la verità. Il forte senso di colpa, la necessità di fare la cosa giusta e la consapevolezza delle conseguenze del raccontare bugie implica che la maggior parte delle persone empatiche tende a vagare solo nell’arena della cosiddetta “bugia bianca” allo scopo di proteggere e aiutare. Naturalmente una persona empatica ha la capacità di dire bugie, ma è invariabilmente regolata dai suoi tratti empatici quindi questo non si presenta o se lo fa, è davvero raro.

La nostra specie non ha una tale regolamentazione. Dal momento che siamo privi di empatia, rimorso e senso di colpa, non esistono freni a mano che fermino la bugia mentre si forma nella nostra mente o che impediscano che compaia sulle nostre labbra. Non solo sono queste difese che mancano, il modo in cui siamo stati creati significa che mentire ci serve particolarmente bene e quindi ci incoraggia attivamente a dire bugie. Questa combinazione di una mancanza di difese e l’incoraggiamento, persino la necessità di mentire, crea una fertile zona di riproduzione perché le bugie vengano dette.

Le bugie sono i soldati di fanteria del narcisista. Ce ne sono migliaia disponibili. Sono facili da mettere in atto, adattabili a tutti i tipi di situazioni e completamente spendibili. Dirigiamo le nostre bugie contro le nostre vittime, battaglioni di loro che marciano sulle persone per raggiungere i nostri obiettivi e conquistare.

Com’è che la nostra specie mente? Consideriamola nel contesto in cui uno di noi è sospettato di essere infedele e in effetti lo è stato. Il narcisista è arrivato a casa più tardi dopo aver trascorso la serata con una nuova prospettiva di fonte primaria e gli viene chiesto dove è stato dal partner intimo esistente che è una fonte primaria.

1. Commissione. Una bugia a viso scoperto in cui la verità non viene raccontata ma viene invece detto qualcosa di falso. Nell’esempio sopra riportato, viene fornita in risposta la spiegazione di “Ho lavorato fino a tardi in ufficio”. Poiché non abbiamo alcun concetto di colpa, è abbastanza facile per noi dire una menzogna di commissione. Possiamo farlo anche se ci sono prove che dimostrino che ciò che abbiamo appena detto non può essere vero. La capacità di farlo è qualcosa che le nostre vittime trovano difficile conciliare.
2. Omissione. Apparentemente è stata detta la verità ma manca il dettaglio fondamentale che si traduce in una bugia raccontata per omissione. “Sono stato a trovare Leslie.” In effetti, siamo stati a trovare Leslie, solo che non ti abbiamo detto che siamo stati a letto con lei tutta la sera. La bugia dell’omissione ci offre l’opportunità di fare due cose. Prima di tutto, dichiarare che abbiamo effettivamente detto la verità e che stai solo cercando qualche motivo per trovare colpa in noi – c’è anche una dose di proiezione gettata dentro – e in secondo luogo, spostare la colpare affermando, “Avevi chiesto dov’ero stato, e te l’ho detto, non mi avevi chiesto cosa stavo facendo, avresti dovuto essere più precisa se volevi saperlo, quindi non fare delle tue mancanze qualcosa per incolparmi.”
3. Influenza. Una bugia di influenza è laddove cerchiamo di convincerti che una persona come noi non sarebbe capace di ciò che ci stai accusando. Potremmo rispondere nello scenario di cui sopra affermando ‘non vedo l’ora di tornare a casa dall’amore della mia vita, dopotutto sono un uomo felicemente sposato.’ Affermando che è così stiamo cercando di influenzarti a credere che qualcuno come noi è incapace di essere infedeli. È simile a qualcuno a cui viene chiesto se ha rubato al suo datore di lavoro e questo risponde: “Lavoro qui da 20 anni” affermando così attraverso l’influenza che qualcuno così leale non ruberebbe.
4. Silenzio. Quale modo migliore per evitare le accuse e allo stesso tempo somministrare una delle nostre manipolazioni preferite cadendo in silenzio? Non dicendo nulla possiamo accamparci sull’atteggiamento moralistico sostenendo di non aver detto una menzogna di commissione, e nemmeno ti abbiamo detto una menzogna di omissione perché non abbiamo detto nulla.
5. Esagerazione. Come ci si aspetterebbe, questo è spesso usato allo scopo di farci apparire bene, quindi esagereremo la nostra capacità finanziaria, l’importo che possiamo esercitare in panchina, il numero di partite di calcio a cui partecipiamo, le trattative chiuse e così via e così via. Non vediamo nulla di sbagliato con l’abbellimento perché tutto ciò che facciamo è prendere qualcosa che più o meno è vero e perfezionarlo.
6. Proiezione. Questa è una bugia avanzata basata sul silenzio. In tal modo non rispondiamo alla domanda rispondendovi in modo efficace col silenzio, ma invece andiamo oltre accusandoti della stessa cosa che abbiamo fatto noi. Quindi, nell’esempio risponderemmo dicendo a te “Non preoccuparti di chiedermi dove sono stato io, dov’eri tu questo pomeriggio? Ti ho telefonato due volte e non hai mai risposto. Avresti dovuto essere qui a casa. Che cosa hai fatto eh? Stavi in intimità con quel tuo amico di scuola scommetto”.
7. Giustificazione. In questo caso tu ottieni effettivamente che ti sia detta la verità, ma non c’è ammissione della verità da parte nostra, quindi ti stiamo continuando a mentire. Questo spesso include quelle manipolazioni familiari dei Giochi di Pietà e/o di Spostamento di Colpa. Nell’esempio, questo apparirebbe come, ‘Sì, sì, sono stato con Leslie e a letto con lei, e allora? Se mi dessi un po’ di attenzione e non fossi così dannatamente gelida non avrei dovuto andare altrove, giusto, quindi non iniziare a provare a biasimarmi, è colpa tua.” Abbiamo ammesso l’infedeltà come dato di fatto, ma non ci siamo assunti la responsabilità della malefatta e quindi manteniamo una bugia al riguardo.

Perché ci impegniamo a mentire in modo così ampio?

1. Carburante. Cos’altro? Le nostre menzogne vengono dette per impressionare così da ottenere adorazione e ammirazione. Le nostre menzogne vengono dette per far del male in modo che tu diventi ferito, turbato e arrabbiato. Le nostre menzogne vengono dette per frustrare in modo che tu diventi agitato e ansioso. Il racconto di bugie attraverso una delle diverse forme sopra descritte ci permette di provocare una reazione emotiva e quindi possiamo ottenere il carburante di cui abbiamo bisogno. Più mentiamo, più reazioni possiamo provocare, buone o cattive, a volte buone e cattive dalla stessa bugia e di conseguenza otteniamo più carburante.
2. Controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente e in qualità di vittima dobbiamo controllarti come parte di questo ambiente. Una persona sana non ha bisogno di esercitare un controllo così ampio perché ha sufficiente autostima per non preoccuparsi dell’ambiente circostante o se non ce l’ha, ha sufficiente consapevolezza per rendersi conto che c’è poco da poter fare al riguardo. Questo non vale per noi. Le nostre preoccupazioni di essere smascherati, le nostre preoccupazioni del fatto che gli apparecchi non funzionino come richiediamo di funzionare, si traducono in un’incredibile necessità di controllare l’ambiente e utilizziamo le menzogne come mezzo per ottenerlo. Le bugie ci permettono di guadagnare carburante e quindi ci assicurano che gli apparecchi funzionino, le menzogne ci permettono di apparire migliori di ciò che siamo; in questo modo siamo la persona che riteniamo di essere, le menzogne ci permettono di sfuggire alla responsabilità per ciò che diciamo e facciamo – tutte queste cose e altre equivalgono al controllo sul nostro ambiente.
3. Mantenere un’assenza di colpevolezza. Come detto sopra, raccontando bugie possiamo sfuggire alle conseguenze delle nostre parole e azioni. Il nostro senso del diritto implica che siamo giustificati nel farlo. La nostra incapacità di riconoscere i confini implica che diremo bugie in modo da ottenere l’ammissione da qualche parte senza pagare, quando avremmo dovuto farlo. Racconteremo bugie ovunque per sfuggire a ripercussioni e conseguenze – a te, ai familiari, ai datori di lavoro, ai fornitori di servizi, alle autorità e persino in tribunale. Alcune delle più grandi bugie vengono raccontate davanti all’altare durante i nostri matrimoni. Le bugie sono le chiavi che aprono tutte le porte permettendoci di uscire con facilità e senza conseguenze.
4. Abitudine. Puoi già vedere che ci sono molte bugie diverse che possono essere raccontate, ci sono infinite situazioni in cui possono essere usate e ci sono molte ragioni per le quali le diciamo. Tutto ciò equivale a un effetto aggregato in cui la compulsione di dire bugie è così travolgente che siamo costretti a farlo per abitudine. In realtà ci sembra giusto mentire e dire la verità diventa scomodo, inquietante e alieno, quindi, dal momento che preferiamo sempre il percorso di minor resistenza, sceglieremo di dire la bugia e così ci sentiamo di nuovo a nostro agio.
7. Il credere nella bugia I Narcisisti Inferiore e Medio-Rango in realtà sono deliranti. Loro credono alle bugie che dicono. Sono convinti che ciò che stanno dicendo è vero ed esatto ed è per questo che viene fatto con tale convinzione e regolarità. Questo è difficile da comprendere per coloro che non sono della nostra specie, dal momento che tu credi che dobbiamo essere in grado di vedere e sapere che stiamo mentendo. Non è il caso di quelle due scuole di narcisisti. Il Superiore è in una prospettiva diversa. Noi non crediamo alle nostre bugie. Sappiamo che stiamo mentendo. Non siamo deliranti. Quelli di noi che sono Superiori dicono bugie perché la menzogna è un investimento nella nostra sopravvivenza. Dobbiamo dire bugie perché abbiamo bisogno di carburante, dobbiamo soddisfare il nostro senso di diritto, superare un confine, sfuggire a una conseguenza. La nostra sopravvivenza dipende da questo e quindi la menzogna è un meccanismo necessario. Liberi dal senso di colpa o dal rimorso, possiamo sapere che è una bugia e dirla con facilità.
6. Percezione. Quello che vedi può essere considerato come la verità, ma il nostro bisogno di mantenere il controllo, la superiorità e il sopravvento, così da essere ammirati, adorati, amati e così via significa che non riconosceremo la verità perché non corrisponde a ciò che richiediamo. In effetti diventiamo ciechi a ciò che è la verità, letteralmente non possiamo vederla perché la nostra visione del mondo è stata alterata a tal punto. Questo è istintivo per tutte le scuole del narcisismo. A causa della loro funzione cognitiva inferiore e della loro mancanza di intuizione, i Narcisisti di Inferiore e di Medio-Rango non vedono al di là di questa realtà alterata. Il Superiore può e si rende conto che c’è stata questa alterazione in ciò che vede, ma noi vediamo solo uno svantaggio nell’ammettere la verità, quindi la fabbricazione e le menzogne diventano la priorità.
7. Sfruttamento. Le bugie sono in sé disoneste ma, in particolare, con il Superiore della nostra specie, facciamo uso di bugie perché sfruttano le nostre vittime facendo sì che ci diano ciò che vogliamo, che rispettino le nostre richieste e che ci forniscano quelle cose che riteniamo necessarie per la nostra sopravvivenza. Questo sfruttamento è un gradino sopra e va oltre la solita disonestà che si associa al racconto delle bugie.
8. L’allestimento dei giochi. Di nuovo, questo è di solito la riserva del Superiore della nostra specie, ma il raccontare bugie diventa un gioco per noi. Più bugie sono e meglio è. Se diciamo una bugia e tu la scopri, ne diremo un’altra, anche se possiamo contraddire noi stessi. Non ci preoccupiamo della contraddizione, dopotutto, non siamo responsabili per le conseguenze e ci sono così tante diverse manipolazioni che possono essere usate per deviare, negare e così via, cosa che abbiamo detto solo pochi istanti fa. L’allestimento dei giochi ci intrattiene, fa appello al nostro senso di onnipotenza e si accorda con la nostra funzione cognitiva superiore. Più è elaborata la bugia, maggiore è il senso di realizzazione ottenuto dalla sua costruzione e dai suoi effetti.
9. Confusione. Raccontare bugie confonde coloro che le ascoltano specialmente le persone empatiche che si impegnano a dire la verità, ad essere onesti e a ottenere la verità. Una vittima confusa è quella che rimane nella nostra presa più a lungo.

Le bugie sono una parte essenziale del kit di attrezzi della nostra specie. Le sperimenterai ripetutamente durante il tuo intreccio con la nostra specie ed a tal punto che diventa estenuante cercare di discernere la verità dalla palude di bugie che viene vomitata dalle nostre bocche.

H.G. TUDOR

How And Why The Narcissist Lies

📰 SEMPRE NELLA MENZOGNA

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Menzogna, invenzione e bugie sono i mattoni e la calce della nostra esistenza. Sono il pane e il burro che ci permettono di avere sostentamento. So che quando tu guardi indietro al periodo d’oro, fatichi sempre a capire che non era reale. Non riesci a comprendere come qualcosa che sembrava così giusto, così vero e così reale potesse essere in realtà qualcosa di così falso. Il nostro comportamento sembrava così genuino. Le nostre dichiarazioni di amore immortale così commoventi ed emotive, come poteva essere una facciata? Sì, ogni tanto pensavi che fossimo un po’ esagerati, ma lo trovavi toccante. Il motivo per cui sembrava così genuino è perché la nostra esibizione era così convincente. Questa esibizione era di un così alto calibro per due motivi. Il primo, perché ci siamo esercitati ripetutamente e possediamo una disinvoltura esperta nell’imitare il comportamento degli altri. Lo abbiamo fatto così spesso e con così tante persone che lo facciamo senza pensare. E nel secondo motivo vi è un’accurata transizione. Lo facciamo senza pensare perché crediamo che sia assolutamente la cosa giusta da fare. Non ci preoccupiamo di esibire una facciata falsa di fronte a te. Non siamo disturbati dal fatto che tutti i nostri sorrisi, baci e convenevoli sono costruiti. Non solo questo non ci pesa perché non siamo progettati per essere gravati da tali preoccupazioni, è anche perché abbiamo la completa ed assoluta convinzione che comportarsi in questo modo è la cosa giusta da fare. Noi abbiamo bisogno di sedurti. Abbiamo bisogno di irretirti e quale modo migliore di farlo se non con questa campagna di amore e desiderio? Dov’è il danno in questo? Ti portiamo dove vogliamo che tu stia, riceviamo mucchi di carburante delizioso e tu ti senti amato, desiderato e posto su un trono in cima a un piedistallo. Di sicuro è un vantaggio reciproco?

È davvero importante che la tua borsa sia una finta Louis Vuitton? Contiene oggetti, fa la stessa funzione e sembra la stessa, quindi dov’è il problema? Quel dvd Blu-ray non è un film con licenza originale, ma puoi sempre guardarlo allo stesso modo con quasi nessun deterioramento nella visione, quindi, di nuovo, qual è il problema? La nostra menzogna funziona per te e funziona per noi.

La nostra facciata nei confronti del mondo di essere affascinante, affidabile e meraviglioso nonostante quella particolare maschera che viene rimossa dietro le porte chiuse è solo un dispositivo necessario. Cosa importa che amici e familiari siano truffati? A loro piaccio, mi ammirano e mi credono così, quindi ancora dove sta il male in questo? Sì, potrebbero non credere a ciò che hai da dire su di me basandosi sulla mia facciata, ma la colpa è tua. Se avessi mantenuto il flusso di carburante questo non sarebbe dovuto accadere. Tutti gli altri là fuori stanno nella beata ignoranza e tu vuoi cambiare le cose. Vuoi che vedano ciò che tu dichiari essere il vero me. Perché? Tutto ciò che farai è turbarli e metterli in allarme. Non è meglio che rimangano avvolti nell’illusione, nella soddisfazione e nell’ignoranza, piuttosto che siano soggetti alla preoccupazione e al timore di cui sembri intenzionato a caricarli? Perché devi proiettare i tuoi problemi sulle altre persone?

Anche quando ti denigro e ti rimprovero anche questo è puramente inventato. Non penso veramente quelle cose orribili che dico e faccio. Le faccio solo perché devo. Devo tenerti al posto, sotto il mio controllo e a vomitare quel carburante negativo che bramo tanto. Se avessi mantenuto la fornitura di carburante di qualità decente, non avrei dovuto dirti queste cose per provocare una reazione. Lo faccio solo perché devo, non intendo niente di tutto ciò. Anche quando tu inneschi la mia furia le mie parole odiose e i perfidi commenti attraverso questa furia esplosiva si basano solo sulla necessità di proteggermi dalle tue terribili critiche nei miei confronti. Non lo dico sul serio, deve solo succedere. Capisci ora perché non è colpa mia? Non c’è una reale intenzione dietro ciò che dico e faccio, sono solo azioni che hanno lo scopo di assicurare che io ottenga il carburante di cui ho bisogno.

Dalla mia seduzione, alla mia facciata a tutte le altre persone e persino alla mia svalutazione di te, tutto si basa su una costruzione. Una serie necessaria di illusioni necessarie per preservare la mia esistenza. Non importa con chi ho a che fare, con chi interagisco o chi entra nella mia sfera di influenza, io lancio le bugie, le falsità e la perfidia. Tutto ciò che dico o faccio è fabbricato, ma ho un’assoluta convinzione della necessità di questo processo in modo che questo, unito a un’assenza di coscienza o di rimorso, mi permetta di sfornare bugie e illusioni come una linea di produzione di fabbrica.

Io sono sempre nella menzogna. E questa è la verità.

H.G. TUDOR

Forever On The Fake

👤 OGNI VITTIMA MENTE

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Devo adottare come prospettiva di base che ogni mia vittima stia mentendo. Non c’è speranza che io faccia diversamente. Tu muovi un’accusa verso di me e io so che stai mentendo perché quel che stai dicendo non ha alcun senso per me. Ti ho dato un perfetto amore da favola e tu lo hai accettato. Sei entrata volontariamente in un’unione con me e con essa hai ricevuto la mia generosità e il mio favore. Non ti sei fatta scrupoli e non hai esitato. Al contrario, hai abbracciato tutto ciò che di meraviglioso ti ho dato. Che siano stati i doni costosi, le eloquenti espressioni del mio amore o la gamma apparentemente senza fine di occasioni incantevoli a cui partecipare, tu hai preso tutto.
Hai una minima idea di quanta energia ho dovuto canalizzare per fare tutto questo per te? I messaggi ripetuti, le “apparizioni a sorpresa” che in realtà erano accuratamente costruite e organizzate, le molteplici telefonate che ti facevo in momenti diversi? Tutto questo ha comportato considerevole energia da parte mia. Eppure ora, che sono stanco e ho perso le staffe tu mi accusi di non tenerci. Come potrei non tenerci? Non sono forse qui con te? Hai dimenticato tutto quello che ho fatto per te? Mi sembra proprio di sì. Cosa era quel voto che hai pronunciato con tutto quell’entusiasmo, nel bene e nel male? Tu hai avuto il bene (infatti hai ricevuto il meglio) e ora è tempo per un po’ di male, ma non riuscirai a tollerarlo, non è vero? No, è chiaro che hai mentito. Hai mentito quando ci siamo sposati perché ora stai rinnegando quel voto. Come pensi mi faccia sentire? È forse una sorpresa che io sia arrabbiato con te se tu mi accusi di cose senza che ne abbia motivo?

Tu mi accusi di non ascoltare. Questa è un’altra bugia. Cosa dovrei ascoltare? Tu tiri in ballo sempre le stesse vecchie accuse infondate. A volte non posso nemmeno capire quello che stai dicendo perché sei così isterica. Come diavolo posso riuscire a sentirti se ti comporti così? È a dir poco assurdo. Tu esplodi e mi critichi con i tuoi amici e la famiglia. Affascinante. Mi stai denigrando ai loro occhi ed è proprio fuori luogo. Sì, io posso farlo riguardo te ma nel mio caso ho delle giustificazioni. Hai anche detto che avresti rinunciato a tutti gli altri, eppure quante volte ti ho presa a flirtare con altri uomini sul tuo posto di lavoro? E riguardo a quelle foto di te e le tue amiche con quegli uomini che hai incontrato in un bar e che avevi postato su Facebook. Tu pensi che non le abbia viste non è vero? Sì, tengo un occhio di riguardo verso ciò che postano i tuoi amici dato che non c’è da fidarsi, ti portano sulla cattiva strada quando tu avevi promesso che non lo avresti fatto. C’è forse da chiedersi perché mi senta obbligato a passare tempo con altre persone quando tu mi tratti così?

Tu hai accettato tutta la meraviglia che ti ho dato e ora quando è tempo di ridare indietro e aggiungere un po’ di equilibrio alla formula, tu cerchi di scappare alle tue responsabilità accusandomi in tutti i modi di misfatti e comportamenti cattivi. La tua ipocrisia non mi va giù. Conosco il tuo gioco, ti vedo. Tu cerchi di spostare l’attenzione dalle tue malefatte dicendo bugie su di me. Ah! Ti ho capito signorinella, da sempre e tu non sei intelligente come me. Tu fraintendi deliberatamente ciò che dico. Tu insinui e sottintendi mentre io mi sono spiegato chiaramente. Non finirò battuto dalle tue menzogne, no non lo sarò. Rimarrò lì forte e ti assicuro che rifletterò indietro tutte le bugie che hai detto. Devo farlo per evitare il tuo desiderio di infrangere e distruggere il mio delicato sé nei tuoi modi perfidi. Non avrei mai pensato che tu potessi essere così cattiva.

H.G. TUDOR

Every Victim is Lying