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πŸ‘€ BURATTINO APPESO AL FILO

Becky (una ex fidanzata) si volgeva verso di me e qualche volta diceva,

“Mi sento il tuo pupazzetto a volte”

Dovevo girarmi dall’altra parte perchΓ© mi veniva da ridere. Il mio soprannome per lei era pupa. le piaceva che la chiamassi cosΓ¬. Lo usavo giΓ  prima che ci incontrassimo. Effettivamente era uno strumento efficace anche per le altre signorine che stavo frequentando. Susan ricevette questo soprannome allo stesso modo, ma era verso la fine. Voglio dire che posso chiamare entrambe pupa e cosΓ¬ non scambiare i nomi con i soliti melodrammi che potrebbero derivarne. Dio quanto sono bravo.

Quello che Becky non ha capito nel mio chiamarla pupa è che era una corruzione del termine pupazzo e ogni volta che la chiamavo così, ridevo internamente ed ero raggiante esternamente. Lei pensava che stessi sorridendo perché mi piaceva stare con lei.

Tutto riguarda solo questo. Farti diventare il mio pupazzo. Questo Γ¨ il mio scopo. È il mezzo per ottenere il mio carburante da te. Anche se non ho dubbi che ormai ti sia familiare, i mezzi giustificano sempre il fine. Dato questo, assicurandomi che tu diventi il mio pupazzetto ho un’ottima posizione per controllarti ed estrarre cosΓ¬ tanto combustibile quanto posso da te.

Ho bisogno di controllarti in modo che mi ammiri quando voglio. Ho bisogno di controllarti così posso muovere i fili e farti ballare alla mia musica. Io sono il master che muove i pupazzi, il burattinaio.

Per fare di te il mio pupazzetto metto in atto un duplice approccio. Prima ti rendo totalmente dipendente da me. Apro le porte e lascio che afferri il paradiso. In questo modo rimani a bocca aperta per quello che ti do che tu desideri, oh tu davvero, davvero vuoi tutto questo. Secondariamente, rimuoverΓ² ogni forma di supporto reale o potenziale su cui potresti contare per recuperare la tua libertΓ  (famiglia, amici, colleghi e cosΓ¬ via- ho scritto in un altro post di come ci arrivo usando una campagna denigratoria) in modo che tu non abbia nessuno su cui fare affidamento. Quindi, mentre guardi ipnotizzata verso le porte del paradiso, io ti apro la trappola sotto i piedi che porta all’inferno.

Una volta che ti ho attaccato i fili, possiamo iniziare la nostra danza. È lunga. È estenuante. È pericolosa.

H.G. TUDOR

Puppet On A String

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