📰 FIUTARE IL SANGUE


191205B Scenting Blood.jpgNel nostro impegno con i nostri apparecchi e in particolare con le nostre fonti primarie, cerchiamo ripetutamente di estrarre carburante. Siamo stati progettati per attirare quei fornitori di carburante nella nostra presa, dai colleghi con cui lavoriamo, ai membri della famiglia agli amici interessati in modo che, piuttosto che circondarci di dispositivi con funzioni limitate, ci assicuriamo che tutti quelli che ci sono affezionati è più probabile che ci forniscano carburante. Come ho spiegato prima, ci piace preservare la nostra energia e operare in modo efficace ed efficiente. Come parte di tale approccio ci piace appurare se riusciamo a percepire il carburante nelle nostre interazioni con voi, allo stesso modo in cui uno squalo sente il sangue nell’oceano e sa che l’attende un bottino più grande. Ci sono alcune reazioni che tu hai che ci dicono immediatamente che c’è più carburante pronto per essere estratto. Proprio come un piccolo taglietto sulla gamba può far cadere gocce di sangue ed essere fiutato dallo squalo predatore, ci sono alcune cose che ci dirai che ci dicono che dovremmo tuffarci e cogliere il vantaggio. Ci sono commenti che farai, che ci indicano che hai in mano un serbatoio di carburante appena sotto la superficie e tutto ciò che dobbiamo fare è aprirti e abbuffarci di quel carburante che ci attende. La tua reazione ci dice che la tua emozione è lì, a pochi minuti dall’essere estratta, sequestrata e raccolta, in modo che, invece di occuparci di qualcos’altro, ci fa più comodo concentrare i nostri sforzi su di te.

È come fissare una grande massa d’acqua dietro una parete di vetro. Vogliamo che quella massa d’acqua arrivi a uscir fuori, a travolgerci e cadere a cascata su di noi. Non vogliamo dedicare il tempo a martellare questo vetro temprato nella speranza di farlo crollare. Non vogliamo spendere le nostre energie a picchiare con lo scalpello e trapanare ma invece vogliamo trovare il punto debole. Vogliamo identificare quella pecca, quella debolezza, quell’apertura, il che implica che con un’accurata applicazione di pressione, il costrutto si frantumerà e l’acqua si riverserà su di noi in un istante. Tu non sei diverso. Sei pieno di carburante. Questo è il motivo per cui ti abbiamo scelto. Potresti essere una super cisterna di carburante co-dipendente che richiede che venga praticata una breccia nella carena, potresti anche essere un pozzo di carburante super empatico che ha solo bisogno di un piccolo foro di trapano o una pompa di carburante empatica in cui una punta di spillo nel tubo consentirà al carburante di sprigionarsi. Sei un deposito di carburante che cammina e a volte possiamo solo fare una cosa, dire una cosa e il carburante uscirà a fontana, verrà sparato fuori, sgorgherà da te, pronto perché noi lo succhiamo tutto, mentre ci rimpinziamo del tuo delizioso e potente carburante e beviamo in profondità delle tue vaste risorse.

Sei tu che ci dai l’indicazione che sei pronto a far fluire il carburante, che la diga può essere facilmente violata e una volta fornita questa indicazione, ci vuole solo una piccola quantità di pressione, un minimo di applicazione e la più semplice delle manipolazioni per farti esplodere e otteniamo così tanto carburante. Sei lì lì per fornire il carburante, sta quasi per traboccare, ce n’è così tanto e tu ci dici che è lì, spesso con una sola frase, quindi noi applichiamo la pressione e il geyser erutta.

Queste indicazioni si possono applicare sia al carburante positivo che a quello negativo. I commenti di per sé forniranno una piccola quantità di carburante ma sono indicatori, i portali che ci dicono che in quel momento c’è tutto un mucchio di carburante aggiuntivo pronto per essere sfruttato ed è facile da fare. Questo è il motivo per cui quando ci fornisci gli indicatori positivi ci tuffiamo e ti invitiamo ad ampliare l’osservazione che hai fatto, i commenti che hai scambiato perché sappiamo che dietro ciò che hai detto c’è di più e lo vogliamo. Questo diventa ancora più evidente con gli indicatori negativi. Questi per noi rappresentano una vera e propria luce verde per saziare il nostro desiderio di carburante nel modo in cui un pugile soddisferebbe la sua sete di sangue. Hai sbandierato la chiave di fronte a noi con il tuo commento e noi ci concentreremo su quel commento e su ciò che questo significa per ottenere il carburante accumulato dietro di esso.

Se dovessi dirci queste cose, dovresti essere consapevole del fatto che ci hai appena mandato un telegramma per avvisarci che c’è carburante da guadagnare e qualsiasi cosa che stavamo facendo verrà dimenticata mentre giriamo e fissiamo i nostri occhi su di te. Come lo squalo in cerca, è stato rilevato l’odore del sangue e una preda facile e appagante è a portata di mano. Le nostre fauci fredde si serreranno intorno a te mentre ti perforiamo e iniziamo a bere rumorosamente la sovrabbondanza di carburante. Quali sono quindi questi indicatori, quali sono le cose che ci dici di cui dovresti essere consapevole che ci comunicano che c’è carburante pronto e in attesa di essere estratto, sfruttato e consumato?

Gli Indicatori Positivi

1. Ti amo
2. Come sei riuscito a farlo?
3. Non c’è nessuno come te.
4. Dove hai preso quella maglietta?
5. È stato fantastico.
6. Questo è un risultato eccezionale.
7. Potrei ascoltarti parlare per ore.
8. Potrei baciarti per sempre.
9. Morirei per te.
10. Non posso immaginare di essere da nessuna altra parte in questo momento, se non con te.
11. Ho finalmente trovato ciò che stavo cercando.
12. Se morissi ora, non avrebbe importanza.
13. Non so cosa farei senza di te.
14. Farei qualunque cosa per te.
15. Appartengo a te.

Gli Indicatori Negativi

1. Dove sei stato?
2. Adesso ti odio.
3. Non lasciarmi
4. Perché devi farmi del male in questo modo?
5. Chi è lei?
6. Ho solo bisogno di sentirmi amato.
7. Mi manchi sempre.
8. È così?
9. Cosa vuoi fare con me?
10. Sei ingiusto.
11. Per favore ascoltami.
12. Non urlare contro di me.
13. Non capisco.
14. Per favore parla con me.
15. Per favore fermati.
16. Ho bisogno di dormire.
17. Ti prego sii ragionevole.
18. È il mio compleanno.
19. Per favore, per il mio bene, fallo e basta.
20. Ora mi stai spaventando.

Lascia che cominci la smania di nutrimento.

H.G. TUDOR

Scenting Blood

📰 CONDIVIDO QUELL’EMOZIONE

191205A 🌼 I Second That Emotion.jpg

Lo spettro emozionale concesso alla mia tipologia è limitato. La maggior parte delle emozioni positive che sperimenti sono venute meno o fuse in una sola sensazione onnipervasiva che è di potere. Laddove potresti sperimentare gioia, euforia, felicità e piacere, noi sentiamo potere. Quella sensazione crescente che ci scorre attraverso di noi come conseguenza della ricezione di carburante, che sia positivo o negativo. Ottengo una promozione? Mi sento potente. La mia squadra di football vince? mi sento potente. Seduco una nuova vittima? Mi sento potente. Sperimento il divertimento, in effetti, ho un eccellente senso dell’umorismo ma se ti faccio ridere attraverso il mio senso dell’umorismo sento ancora una volta un senso di potere.

Non sento la tristezza. Per il beneficio di guadagnare carburante, sono rimasto seduto davanti a numerosi film che sono descritti come strappalacrime e mi sono intrattenuto alternando la vista del film alla reazione della persona, immancabilmente una partner, mentre le loro espressioni cambiavano da compassione, solidarietà e poi le lacrime cominciavano a sgorgare. Ho guardato lo stesso film eppure non ho sentito nulla. Riconosco che le scene recitate dai relativi attori sono di quelle che possono essere classificate come commoventi, tristi e sconvolgenti ma non sento nulla. Quando sposto il mio sguardo sulla singhiozzante partner accanto a me, inizio a sentire qualcosa. Sento disprezzo per l’esibizione di debolezza nel diventare scossa. Non solo il fatto in sé che queste lacrime scorrono ma perché sono generate da una recita. Quanto facilmente la gente cade preda di ciò che viene recitato, ma sono grato di questo, perché se non lo facessero, la mia esistenza sarebbe molto più difficile. Sperimento un certo grado di divertimento, perché qualcuno viene commosso da qualcosa che non è nemmeno reale. Almeno quando le lacrime cadono perché un animale è stato investito sulla strada, o perché un parente ha esalato l’ultimo respiro su questa terra, c’è un evento autentico che causa dolore. Però, è sempre negli altri. Potresti mostrarmi un montaggio di immagini, frammenti di registrazioni che riassumono ciò che le persone considererebbero che induce una reazione di pianto, che sia di dolore o di gioia e rimarrei impassibile. Non significa niente per me. La capacità di sentire tristezza, lutto, dolore e disperazione è stata rimossa. Una volta le conoscevo. Posso ricordarlo vagamente, o almeno penso di poter ricordare, di essere triste. Non so cosa sia l’emozione ma richiamo l’immagine dalle profondità della mia memoria.

Non conosco la colpa. Il rimorso mi è sconosciuto. Non sento rimorso e nemmeno pentimento. La compassione non è mai stata accessibile per me. Come per l’empatia, non sento nemmeno quella. Sono, per via delle mie elevate abilità e della mia intelligenza, capace di capire ciò che le persone devono sentire. Ho trascorso molti anni a guardare e osservare il modo in cui le persone reagiscono a certe situazioni. Capisco quando viene espressa la felicità, so quando deve essere mostrato il rimorso, riconosco quando la tristezza dovrebbe fare la sua apparizione ma non sento nulla di tutto questo. Vedo il tuo dolore, so che dovrei dimostrare un’espressione preoccupata verso di te e chiederti come stai. Questa è l’aspettativa sociale comunemente accettata. Mentre ti seduco, adotterò effettivamente quella maschera di preoccupazione e compassione al fine di ingannarti facendoti pensare che sono una persona affettuosa e amorevole. Posso indossare la maschera che pone le mie espressioni facciali nel posto corretto. Sono capace di adottare il tono di voce appropriato e mettere le mie mani su di te in modo gentile cosa che è associata all’espressione di preoccupazione per qualcuno eppure nonostante tutte queste espressioni, parole e gesti appresi non sento alcuna preoccupazione verso di te. Non mi sento triste per te, non condivido il tuo dolore, non sono preoccupato per te. D’altra parte so che se devo legarti a me ed estrarre carburante da te, tramite la tua espressione grata e la tua riconoscenza per la mia amorevolezza apparente, sono obbligato a mettere la maschera della compassione. Naturalmente, quando la svalutazione verso di te inizia, non vedo alcuna necessità di fingere e anzi la mia mancanza di compassione porta un suo risultato dato che il tuo dolore aumenta tramite il mio atteggiamento sprezzante, il rifiuto di aiutare e la smorfia di sdegno.

L’Inferiore della nostra tipologia spesso non sa nemmeno quale maschera dovrebbe essere adottata e durante la fase di seduzione invece di brancolare goffamente alla ricerca della maschera appropriata, preferiranno abbandonare la situazione, evocando qualche scusa del perché non possono rimanere ed aiutare. I Narcisisti Medi e quelli Superiori della nostra tipologia capiscono che certe risposte sono preferite da te e quindi le maschere verranno create e indossate, ma solo al fine di raggiungere ciò che vogliamo. Se la situazione richiede che i nostri interessi abbiano maggior beneficio dal fatto di non indossare una maschera, allora questo è ciò che accadrà.

La gente spesso fa l’errore di supporre che siamo totalmente privi di emozioni. Questo è sbagliato. Sì, ci sono molte emozioni che, come ho spiegato sopra, non possediamo, ma non siamo privi di tutte le emozioni. Conosco fin troppo bene le emozioni di odio, rancore, frustrazione, irritazione, vergogna, invidia, ira e gelosia. Perché mi sono concesse queste emozioni e non le altre? Nei miei dibattiti con i buoni dottori e per le mie personali considerazioni su questi argomenti è evidente che nell’evoluzione di ciò che sono, è necessario per me possedere queste emozioni perché sono catalizzatori che fanno sì che io mi comporti nel modo in cui faccio così avrò una spinta, sarò brillante, affascinante, seduttivo, sarò scandaloso, grandioso, belligerante e distruttivo, perché alla fine tutte queste cose devono esistere al fine di obbligarmi a ottenere il prezioso carburante.

Se non diventassi geloso di quelli del mio circolo di amicizie che lodano un amico, non mi sentirei obbligato ad attirare i riflettori dell’attenzione su di me rubandogli la scena, raccontando un aneddoto glorioso o facendo un dramma. Se non fossi geloso non farei questi passi e quindi mi sarebbe negato il carburante.

Se non fossi invidioso della nuova macchina sportiva del mio vicino, non sarei stato spinto a lanciare dell’acido per batterie su di essa durante la notte e poi il giorno successivo guardare dalla finestra la sua reazione inorridita nel vedere i danni. Ancora, non otterrei il carburante.

Non sentirei rancore verso il mondo e il suo trattamento verso di me, non sarei costretto a sedurre la gente in modo che mi fornisca quello scudo dal mondo e dalle sue oltraggiose ingiustizie.

Sono queste emozioni negative, i Motivatori Oscuri, che fanno sì che io abbia sempre la spinta. L’assenza degli Ostacoli – rimorso, colpa, empatia, rimpianto ecc..- implica che io non venga fermato o rallentato nella mia eterna marcia in avanti. Non vengo distratto da quell’unico e necessario compito di ottenere carburante.

Questo approccio non significa che la mia vita sia meno nutrita. Sono comunque capace di apprezzare molto di quello che c’è di bello, coinvolgente, affascinante e scintillante in questo mondo. Posso apprezzare la grandiosità dell’architettura antica di secoli. Posso apprezzare la magnificenza di una composizione musicale. Posso apprezzare la bravura atletica di un corridore che vince l’oro alle Olimpiadi. Posso apprezzare il gusto di una cucina eccellente. Posso farlo per via delle mie elevate funzionalità superiori ad altri della mia tipologia che hanno poco o nessun interesse in tali elementi spettacolari di questo mondo. Mentre apprezzerai un brano musicale in quell’istante, starò utilizzando l’esperienza di questo brano di musica per favorire i miei scopi.

1. Potrei dirti di come sia geniale una canzone perché so che sarai soddisfatta di me per averti detto questo e quindi sorriderai, mi apprezzerai e mi darai carburante;
2. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato suonare Sherazade dall’orchestra filarmonica per vantarmi con altre persone e attingere carburante dalla loro reazione di ammirazione e/o gelosia.
3. Potrei utilizzare l’esperienza di conoscere tutta la musica dei Depeche Mode per risultare attraente per un bersaglio perché lei ama la stessa musica, o solo per dimostrare che ho interesse approfondito in un particolare gruppo in modo che sia di maggior interesse per lei.
4. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato una canzone particolare ad un concerto per vincere contro il tuo racconto di averne sentita suonare una diversa in modo da affermare la mia superiorità su di te e provocare una reazione da parte tua e degli altri.

Tu sperimenti certe emozioni coinvolgendoti in certe esperienze. Io in quel momento sperimento un senso di potere o se non lo faccio, immagazzino l’esperienza per usarla per sentirmi potente quando si unisce a qualcos’altro, di solito un dispositivo.

La mia tipologia imita le emozioni perché siamo incapaci di sentirne molte. Quindi ci appoggeremo alle emozioni che abbiamo visto che esibisci e faremo sembrare come se le sentissimo. Conosco molte delle tue emozioni; non le sento. Ci appoggiamo alle tue emozioni perché dipendiamo dalle tue emozioni per esistere. È una sorta di paradosso il fatto che non abbiamo mai coltivato certe emozioni e/o ci siano state strappate via al fine di renderci agili, efficaci ed efficienti, ma dobbiamo anche ricevere quelle emozioni da te al fine di sostenerci. Non vogliamo vedere la tua gioia diretta verso di noi per qualcosa che abbiamo detto o fatto in modo da poter poi avvertire la gioia, ma piuttosto per il potere che viene rilasciato come conseguenza del fatto che la tua gioia ci fornisce carburante positivo. Sono pieno di odio, gelosia, invidia, furia e rancore ma questo non significa che non ci sia posto per accettare il tuo odio verso di me, anzi gli do il benvenuto. Come conseguenza della mia manipolazione verso di te, voglio che resti qui ad urlare il tuo odio verso di me finché la tua voce diventa rauca e gli occhi ti escono dalla faccia. Il carburante che ottengo da un’espressione così intensa di emozione negativa è immenso. Ancora una volta, mi approprio della tua emozione e la uso per i miei scopi personali. Che sia per prenderla al fine di permettermi di mimarla e copiarla, per farmi apparire più accettabile per le altre persone o che sia per sfruttare la tua emozione come carburante per alimentarmi e permettere alla mia esistenza di continuare, troverò sempre un utilizzo per la tua produzione emotiva. Faccio buon uso delle tue emozioni. Sono l’estremo riciclatore.

H.G. TUDOR

I Second That Emotion

👤 POSSEDERE

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Io voglio possederti.

Voglio trascinarti nel mio mondo. Un mondo in cui le mie regole sono le uniche regole che contano. Quando ti guardo per la prima volta, faccio in modo di accertarmi della tua idoneità alla proprietà. Potresti essere posseduto solo nel senso che sei una fonte terziaria con cui interagisco una volta, ma in quel momento, possiedo te e possiedo il carburante che scorre da te.

Vorrei marchiarti come mia proprietà. Il mio apparecchio Il mio giocattolo. Io ti possiedo e questo implica che non ti possiede nessun altro. Io ho i diritti esclusivi.

Posso assegnarti il ruolo di fonte secondaria, nel caso in cui tu passi di grado e tu diventi mio, soggetto al contratto non scritto che governa te e me. Devi essere fedele, obbediente, rispettoso e un fornitore di carburante.

Se tu fossi la mia fonte primaria, l’ambita posizione di principale fornitore dell’assai prezioso e desiderato carburante, allora anche in quel caso devi essere di proprietà. Devi essere sottoposto al mio controllo totale ed egemonico. Una volta che deciderò che tu sei la persona giusta, non mi fermerò. Una volta che la luce è diventata verde, una volta che le prime gocce allettanti del tuo carburante hanno iniziato ad essere assunte da me, non c’è speranza per nient’altro.

Devi essere mio. Devo possederti.

All’inizio penserai che ti guardo con occhi innamorati. In effetti lo faccio mentre trasformo le mie preziose orbite negli specchi che ti danno ciò che vuoi vedere. Dietro il loro sguardo argenteo, si stanno formando le mie macchinazioni tramate. Sto assorbendo il tuo modo di sorridere, come arricci il naso, come giochi con i tuoi capelli sul lato sinistro della testa, mai sul destro. Ascolto il modo in cui dici “scone” – lo dici in modo che faccia rima con tone (tono) o gone (andato)? Ogni parola che uscirà dalla tua bocca apparterrà a me. Voglio sapere tutto di te. Ogni aspetto della tua vita ora deve appartenere a me. Quando la mia mano ti tocca e senti quella scossa elettrica tra me e te, è la mia connessione con te mentre comincio a scaricare la tua vita.

È vero che ti ho già monitorato, esaminato la tua vita da lontano, fatto indagini e osservato prima di lanciare il mio accordo di fusione. Ho eseguito il compitino, ma ora voglio dominare, conquistare e inglobare. Devo avvolgerti nel mio mondo perché poi così posso essere sicuro che risponderai come richiedo. Leale, affidabile e funzionale.

Gradualmente ti svuoto della tua identità, consumandola per il mio uso personale. Questo fa parte del processo di possederti. Non conosco confini, non vedo limiti, non riconosco restrizioni. Ho deciso che deviappartenere a me e quindi questo è ciò che deve accadere con l’accumulo progressivo e incrementale di ciò che sei tu. Io sono collegato a te, il supremo parassita che ti succhia la vita. I tuoi soldi diventano i miei soldi, la tua casa diventa la mia casa, i tuoi amici diventano i miei apparecchi. Non c’è un vero me. Non c’è sostanza e quindi devo rubare ciò che sei tu per conferire l’aspetto della sostanza.

L’unico modo che comprendo per farlo è possederti. Renderti parte del mondo costruito che ho intessuto. Questa splendida finzione inganna così rapidamente e mentre apro il sipario e ti invito a entrare nella mia terra meravigliosa, tu accetti e una volta dentro diventi mio. Il mondo reale viene lasciato fuori. Il mondo reale delle regole, dei modelli, delle procedure e della correttezza non è più adatto a te. Ora io ti possiedo e, di conseguenza, sei soggetto alla mia natura capricciosa, all’applicazione arbitraria delle mie regole e delle mie dichiarazioni. Niente di tutto questo avrà senso per te quando inizi a capire cosa sta succedendo, ma a quel punto sarà troppo tardi. La tua integrazione dentro di me sarà così talmente fuori controllo che potresti anche urlare e l’unica voce che sentirai sarà la mia.

Il mio possesso di te implica che ti dico con chi parlare e chi ignorare. Il mio possesso
implica che quell’abito è sbagliato e quell’altro è giusto finché non è il contrario. Ieri è domani che diventa oggi. Pensi che Josef K abbia sopportato l’incubo kafkiano del nulla ha senso? Non hai ancora visto nulla.

Io devo controllare tutto. Il mio spazio, il tempo e l’ambiente intorno a te. Questo è il motivo per cui sembra che io operi come se non avessi alcun concetto del tempo, ma è perché non opero con il Tempo Medio di Greenwich, ma piuttosto con il Tempo di Essere Cattivo. Divido in compartimenti, spostandomi tra mondi che non devono mai entrare in contatto tra loro, dove i giocatori e gli attori all’interno di essi si muovono verso di me. Ballano sulla melodia che suona il mio piffero invisibile. Non devo lasciare nulla al caso. Non mi piace il caso. È la mia rovina. Voglio prevedibilità e alla fine capirai che ci sono pochi che sono prevedibili come la mia specie. Portiamo eccitazione, portiamo caos, portiamo dramma ma è tutto così prevedibile. Le stesse manipolazioni, solo variazioni sul tema. Alcuni di noi hanno più corde al loro arco dell’oscuro cupido, ma le frecce avvelenate che spariamo hanno tutte gli stessi effetti. Controllo e carburante.

È solo assicurandoci che ti possediamo, che possiamo essere certi e convinti che farai come vogliamo, che non sarai sleale o traditore con noi. Dobbiamo collegarti a noi e come una sanguisuga gigante succhiare l’essenza stessa da te, prendendo il tuo carburante, la tua sicurezza, la tua autostima, la tua fiducia in te stesso e spogliarti di queste cose per assicurarci che vi sia obbedienza e rispetto.

Voglio possedere così da sapere che vincerò. Voglio possederti così posso esistere.

Voglio possederti in modo che tutto ciò che fai sia una conseguenza delle mie decisioni e delle mie azioni, il che mi assicura che tu mi fornisci la mia linfa vitale ogni volta che lo chiedo. Tu ci sei su chiamata e su richiesta, la mia fonte primaria di salvezza, la ragione della mia esistenza, e non oso concedere il minimo spiraglio di autonomia per paura di perdere quel controllo.

Voglio possederti per sottolineare la mia superiorità. Voglio possederti per ricordare a me stesso che io sono potente. Voglio possederti in modo che venga ripetutamente ribadito che io sono colui che controlla.

Voglio possederti per smettere di essere lo schiavo che sono.

H.G. TUDOR

Own

📰 LE 5 VOLONTÀ DEL NARCISISTA

191204F The 5 Wants of the Narcissist.jpg1. Voglio il tuo carburante

Voglio il tuo carburante. Lo voglio tutto e lo voglio da te, da lui, da lei, da loro e soprattutto da te. Lo voglio dal momento in cui mi alzo fino al momento in cui vengo abbracciato dal sonno. Voglio che esso si riversi su di me, potente e abbondante, che sgorghi da te. Voglio il tuo carburante positivo, la gioia, l’adorazione, l’amore, la passione e la lode. Voglio il tuo carburante negativo, l’odio, la rabbia, le lacrime e la paura. Versalo sopra di me, immergimi in quel carburante edificante, rinvigorente e sostenitore. Non ce n’è mai abbastanza e voglio continuare a sentire il flusso mentre il tuo carburante aumenta le fiamme dentro di me, che bruciano e si alzano, e mi alimentano mentre lascio una scia su tutto ciò che faccio. Voglio il tuo carburante ora, domani e sempre.

2. Voglio travolgerti

Sono immenso, un gigante, un principe tra gli uomini, un colosso che si muove con facilità e con un obiettivo sulla terra. Voglio sottometterti a me, assicurandomi che non resti traccia di te mentre ti integro pienamente in ciò che io sono. Voglio che i miei tentacoli ti raggiungano, facendosi strada verso i vapori di carburante che emanano da te, i loro sensi che sondano e ti rintracciano. Voglio che si attorciglino su di te e ti trascinino nella mia direzione, legandoti a me fino a che non ti assorbo stabilmente nel mio mondo e nella mia falsa realtà. Voglio che tu sia agganciato, connesso, bloccato, attaccato e incorporato man mano che ti consumi e ti circondi della mia grandezza. Non resisterai per l’euforia e la gioia che provi poiché quando avviene questo processo è irresistibile. Voglio possederti, voglio che tu diventi parte di me, voglio che non ci sia inizio per te e nessuna fine per me.

3. Voglio essere l’unico

Voglio essere quello a cui pensi tutto il tempo. Voglio essere la persona a cui orbiti intorno, il tuo sole, il tuo centro dell’universo. Voglio essere quello che è riconosciuto per la sua grandezza, per la sua brillantezza e le sue conquiste. Non mi interessa che le abbia esagerate o rubate ad altri con cui mi sono imbattuto, avendo strappato via i tratti della loro personalità per aggiungerli alla mia. Non mi mi preoccupo di quello. Tutto quello di cui mi importa è che io sono quello verso cui le teste si girano quando entro in una stanza. Sono quello che viene applaudito. Voglio essere colui che conduce, conquista e punisce. Colui che distrugge mondi e ne crea di nuovi, un dio. Voglio essere quello da cui si diffonde il potere in modo che sia tangibile a tutti quelli che mi guardano. Voglio essere colui che sconvolge e meraviglia. Voglio essere colui che fa. Voglio essere quello che governa, che presiede e che decide. Voglio essere quello su cui ti affidi, a cui ti rivolgi e consacri anche te stesso. Voglio essere quello che è accreditato per tutti i successi, voglio essere colui che è il tuo alfa e il tuo omega, il tuo primo pensiero e il tuo ultimo pensiero. Voglio essere quello il cui nome pronunci assieme al tuo ultimo respiro.

4. Voglio la tua essenza

Sono il ladro di anime, il ciarlatano che viene con promesse ricoperte di zucchero e ti offre il mondo in cambio della tua stessa essenza. Non ti rendi mai conto che questo è il costo di questa transazione, ma voglio succhiare l’essenza da dentro di te, svuotarti di essa e adoperarla per me stesso. Voglio lasciarti un involucro rotto e prosciugato. Voglio che la tua essenza riempia lo squarcio che perdura dentro di me. Voglio che quell’essenza dolce e meravigliosa fluisca attraverso di me, che allevi il dolore, che lenisca il frenetico frenetico e porti conforto e sollievo. Come un fiume purificatore, voglio che la tua essenza passi attraverso di me, spazzando via il male che mi pervade. Voglio che la tua essenza asciughi via la sporcizia, rimuova il fango e porti via le macchie. So che io flirto con ogni tipo di immondizia, ma la tua essenza mi salverà da una simile tentazione. Ecco perché la voglio.

5. Voglio che questo si fermi

O lo faccio?

H.G. TUDOR

The 5 Wants of the Narcissist

📰 PERCHÉ NON DIRÀ COSA NON VA?

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Qualcosa non va.

Il fatto che qualcosa non vada ha molte manifestazioni nella dinamica narcisistica. Potresti sperimentare un’improvvisa eruzione di ira, la messa in atto di un trattamento del silenzio mentre ci segui per casa cercando di carpire da noi quale diavolo è il problema. Potrebbe essere che ci supplichi di spiegare mentre tutto ciò che noi facciamo è fissarti con uno sguardo malevolo senza dire nulla. Può degenerare in te che vieni accusata di varie trasgressioni che non hanno senso e certamente non possono essere la cosa che davvero non va poiché le accuse sono completamente infondate. Sei fedele ma accusato di avere ripetute tresche. Non ha senso. Ti è stato detto che non ascolti mai, ma è tutto ciò che hai sempre mostrato di fare. L’argomento delle accuse al vetriolo chiaramente non è ciò che veramente non va.

Potremmo sparire, sottoporti a una sconcertante insalata di parole, trascinarti in una conversazione circolare, triangolarti con l’altra persona angelica, ma ancora non saprai nulla di ciò che effettivamente non va.

Ci esorti ripetutamente a spiegare, elaborare, dettagliare che cos’è a provocare questo comportamento, solo perché parliamo e ti aiutiamo a capire. Sicuramente è una richiesta ragionevole e sensata? Che si tratti di trattamenti del silenzio, triangolazioni, accusarti abusivamente in maniera verbale, picchiarti e tante altre manifestazioni avranno tutti un tratto comune; non ti diremo cosa c’è che non va.

Perché è così preoccupante? Lasciando da parte la spiacevole sensazione di essere colpito, offeso e tutti gli altri effetti delle varie manipolazioni che vengono usate contro di te, il semplice fatto è che alla gente non piace non sapere le cose. Essere all’oscuro è fonte di perplessità e causa ansia. Non sapere qualcosa destabilizza le persone, le rende incerte e disorientate. Proprio come non sapere se ti sei assicurato una promozione, se hai preso il diploma dai risultati degli esami, dov’è il tuo bambino più piccolo quando sei in un supermercato o quale sarà l’esito di una decisione che cambierà la tua vita, la sensazione di non sapere è una cosa che causa ansia a molte persone.

Ciò diventa particolarmente problematico per gli individui empatici. Quando non viene detto cosa c’è che non va da parte di un’altra persona importante, un membro della famiglia o un amico, è anche peggio per un individuo empatico perché questo offende molti tratti empatici.

1. Vuoi essere d’aiuto. Quando vedi che qualcuno è turbato da qualcosa, è una reazione istintiva da parte tua volerlo aiutare e non puoi fare a meno di provare ad aiutarlo. Se non ti viene detto di cosa si tratta, non puoi aiutarlo e aumenta la tua frustrazione.
2. La tua propensione all’autoanalisi. Se non ti viene spiegato qual è il problema, passerai una notevole quantità di tempo a cercare di risolverlo mentre riguardi le conversazioni, analizzi gli eventi recenti, intanto cerchi l’influenza di una terza persona che ha causato il nostro comportamento e alla fine analizzerai se hai causato tu il problema e se sì come.
3. La tua capacità di autoincolparti. Senza essere fornito dei dettagli di ciò che sta causando il nostro comportamento, ti abbandoni al comportamento dei due punti sopra e alla fine tutte le strade portano a un punto di mea culpa mentre ti autopunisci e decidi che devi aver fatto qualcosa di sbagliato. Dopotutto, nessuno si arrabbia senza alcuna ragione?
4. Sei un cercatore di verità. Di conseguenza, è necessario conoscere la verità su ciò che ci sta rendendo furiosi o che ci fa mettere il broncio.
5. Sei un devoto d’amore. La persona che ami è turbata, arrabbiata o tormentata e questo ti fa soffrire. Soffri per il contagio emotivo che ne deriva e senti il nostro dolore come il tuo e a qualsiasi costo vuoi farlo cessare.
6. Ti aspetti l’onestà in tutti i rapporti e specialmente da quelli vicino a te. Ti aspetti che siamo onesti e ti diciamo cosa ci infastidisce.
7. Sei un risolutore di problemi e devi risolvere il problema che è così evidente nel suo aspetto.
8. Sei un buon ascoltatore. Tu vuoi ascoltare e se solo spiegassimo cosa ci sta sconvolgendo così tanto, ti siederesti prontamente ad ascoltare, ma per favore, per favore, che solo ti dica cosa c’è.

L’insieme di questi fattori implica che la nostra mancanza di dirti cosa non va offende così tanto di ciò che è importante per te, con il risultato che ti senti preoccupato, confuso, ferito, ansioso e persino arrabbiato. Questo porta naturalmente ad un punto; carburante.

Dal tuo punto di vista, sai che se parli di un problema ti senti meglio. Un problema condiviso e tutto il resto. Sai anche che hai le competenze e gli strumenti per far sì che tutto vada bene. Hai quella altruistica volontà di occuparti dei bisogni degli altri e di curare gli ammalati. Vuoi collaborare, risolvere il problema, in questo modo ci sentiremo meglio e, a tua volta, ti sentirai meglio anche tu. Non puoi rinunciare non sapendo di cosa si tratta. Devi sapere.

Questo desiderio quasi inevitabile di sapere cosa c’è che non va, ha come risultato che le persone cadono in trappola per il fatto di trovare una ragione per cui non ne stiamo parlando. Questo perché la vittima non sa con cosa ha a che fare. Lui o lei non capiscono che hanno a che fare con uno della nostra specie, bensì in questo modo verranno presi in una delle tante trappole fuorvianti. Questi sono proposti da ragioni popolari ed errate sul motivo per cui alcune persone non parleranno di un problema e nasceranno dall’ignoranza riguardo alla nostra specie. In tal caso sentirai commenti come

“È il tipo forte e silenzioso.”

“Ha problemi a fidarsi delle persone, ecco perché non dice niente.”

“Si sente stupido ad ammettere di avere un problema.”

“Vuole sistemare le cose da solo.”

“Lei non farà affidamento su altre persone. È l’orgoglio.”

“Ha sempre imparato a gestire le cose da solo.”

“Impassibile credo.”

“Lui non gestisce bene le emozioni.”

Sebbene ci possa essere un fondo di verità nell’applicare questi commenti alla situazione, essi non sono la ragione dirimente per aver omesso di comunicarti il problema. La ragione per cui una persona della nostra specie non ti dirà cosa non va va oltre questi commenti.

L’Inferiore

Se sei invischiato con un Narcisista Inferiore non ti dirà cosa non va perché non sa cosa c’è che non va. La sua capacità meno sviluppata di controllare il suo ambiente implica che la minima turbativa minaccia il suo controllo nel suo complesso. Non stai facendo quello che vuole ma non sa quello che vuole. Tutto ciò di cui si rende conto è che qualcosa non va, ma non riesce a identificare cosa. Non è in grado di articolare che cos’è e ciò si manifesta con una sua maggiore irritazione e fastidio. In effetti, l’irrequietezza che prova dalla sensazione di sentirsi come se stesse perdendo il controllo è ciò che sta dietro al suo bisogno di scagliarsi contro di te.

Il tuo desiderio di essere d’aiuto serve solo a infastidirlo ancora di più. Mentre continui a chiedere qual è il problema, in realtà stai rimarcando il difetto e ripetutamente ricordandogli il problema che non è in grado di identificare. Di conseguenza, la sua logica distorta concluderà facilmente che tu sei il problema. Tu sei il problema e i tuoi ripetuti richiami a questa mancanza costituiscono una critica. La furia viene quindi innescata ed esploderà con una furia accesa. Cerchi ancora di accertarti che cosa è sbagliato, ma tutto ciò che fai è versare carburante (in entrambi i sensi) sul fuoco che infuria nell’Inferiore.

Il Medio-Rango

Il Medio-Rango giunge alla stessa conclusione dell’Inferiore, ovvero sei tu il problema. Lo fa molto più velocemente come conseguenza della sua maggiore capacità cognitiva. Non riesce a capire bene cosa di ciò che stai facendo sta causando il suo senso di terrore, quella sensazione di instabilità e vulnerabilità, ma riconosce che è qualcosa che ha che fare con te. Devi essere tu. Non dirà comunque che sei tu perché l’attenzione generata da te che continui a fargli domande lo fa sentire meglio, perché ovviamente è carburante. Sente che sei tu il problema, quindi ha senso tenerti a fare ipotesi su quale potrebbe essere il suo problema. Dopotutto, dovresti essere in grado di capire cosa c’è che non va, senza che lui debba dirtelo, se ci ami veramente. Dovresti essere in grado di accertare il problema e risolverlo perché ci aspettiamo questo livello di telepatia e di critica.

Il Medio-Rango non può dirti cosa è sbagliato, perché proprio come l’Inferiore, non lo sa, ma sa da subito che è qualcosa che ha a che fare con te. Quindi lui vuole che tu trovi una soluzione e risolva il problema e lui non ti fornirà alcuno spunto, perché dovrebbe? Potrà parlare in termini vaghi per mantenere in funzione il gioco di indovinelli, così verrai condotto verso punti morti e vicoli ciechi e per tutto il tempo si otterrà carburante.

Il Superiore

Come ci si aspetterebbe, il Superiore sa perfettamente cosa è sbagliato. Lui sa che sei in colpa (perché ovviamente tutto deve essere colpa tua) e questo è perché stai fallendo nel tuo ruolo. Se funzionaissi come un apparecchio efficace, non si sentirebbe in questo modo. Ovviamente non stai funzionando e quindi devi essere punito fino a quando non inizierai a funzionare di nuovo. Nota con questo in realtà non intende identificare un problema e risolverlo, ma piuttosto che tu inizi a fornire carburante, ad adempiere alle richieste del Superiore e sottometterti al suo controllo.

Il Superiore non ti dirà mai qual è il problema. Fare ciò significherebbe fornire al nemico informazioni segrete e questo non può accadere. Dirti che non stai funzionando e che stai erodendo il suo senso del controllo equivarrebbe a cederti un ulteriore controllo. Il nostro senso di diffidenza ci impedirà di divulgare tali informazioni. Invece, nell’ambito di riconquistare il controllo, il Superiore sa che farti grondare di carburante mentre lo preghi di parlare con te fa tutto parte del gioco che deve essere giocato. È superiore e non è il suo compito darti un’idea della sua mente oscura. Sei lì perché ti vengano fatte pressioni e lui si diletterà nel fare lo stesso tenendoti all’oscuro, sconvolto mentre implori che lui ti parli. Può intraprendere lunghi, ma alla fine insignificanti monologhi, dando spettacolo e pontificando, ma tutto questo viene fatto per legarti in modo più o meno lungo.

Cosa devi fare?

Riconosci che sta accadendo questo e ora capisci il perché.

Chiedi una volta cosa non va. Non aspettarti di ricevere una risposta o se te l’aspetti, non aspettarti che sia significativa o utile. Hai comunque assolto il tuo obbligo chiedendoci qual è il problema.

Capire che chiederci ripetutamente qual è il problema ci sta solo fornendo carburante e ci permette di riprendere il controllo. Se continui a chiedere, noi continueremo semplicemente con il gioco di non dirti nulla. Una volta che vediamo il flusso del carburante, vogliamo che continui a fluire.

Invece, chiedi e se non ricevi alcuna risposta o una risposta priva di significato, afferma solo

“Ok, sono sicuro che me lo dirai quando sarai pronto.”

Poi vai via

Non stai dando carburante, quindi non abbiamo fiutato “sangue” e perciò non c’è frenesia da cibo. Il tuo commento non è una critica, tuttavia, perché hai permesso che il potere venisse attribuito a noi lasciando a noi la decisione. Puoi quindi andare avanti con quello che vuoi fare. Sì, verrai accusato di non avere interesse, ma non reagire. Sì, è probabile che ti trovi ad affrontare ulteriori pressioni per attingere carburante da te, ma allontanati da noi o se non puoi mettiti a fare altre cose e se senti il bisogno di dire qualcosa, fallo in modo neutrale.

“Te l’ho chiesto e capisco che me lo dirai quando deciderai che lo vuoi. Va bene.”

Chiedendo una volta, lasciando la decisione a noi, ribadendo quella posizione (se necessario) non incoraggiando la frenesia da carburante e non ferendoci, la particolare manipolazione che stiamo intraprendendo di non dirti cosa c’è che non va svanirà. Ti sarai quindi risparmiato preoccupazione, energia e ansia.

H.G. TUDOR

Why Won’t He Say What Is Wrong?

📰 RISCHIO DI RECUPERO: IL BISOGNO DELL’ULTIMA PAROLA

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Spesso ribadisco come la chiave per capire con chi sei stato invischiato e quindi massimizzare le tue prospettive di andare avanti, è comprendere che operiamo da una prospettiva diversa da te. Questo è il motivo per cui così tanto di ciò che diciamo e facciamo sembra strano, irrazionale e decisamente perverso, eppure completamente normale e comprensibile per noi. Uno di quei modi in cui la prospettiva influisce sulla dinamica tra la mia specie e la tua tipologia è il fatto che vogliamo sempre l’ultima parola. Ora, naturalmente, potresti esserti detta che dal momento che consideriamo la relazione narcisistica come una (relazione) che dura per sempre, come può esserci davvero un’ultima parola? Ancora una volta, questo non ci importa e questo evidenzia la natura contraddittoria del modo in cui ci comportiamo. Noi siamo quelli che hanno il controllo e dobbiamo sempre esercitare questo stato di cose. Pertanto, all’interno della relazione formale vogliamo l’ultima parola in ogni discussione o questione. Vogliamo l’ultima parola quando diamo la nostra opinione su qualcosa. Vogliamo l’ultima parola quando la relazione formale è stata portata a termine. Infatti, anche se tu termini la relazione formale e ci sfuggi, continueremo a sostenere che abbiamo avuto l’ultima parola e l’abbiamo terminata noi. Oscureremo la situazione per mantenere il controllo e il senso del potere, indipendentemente da ciò che potrebbe effettivamente essere accaduto. Ciò ti causa confusione, frustrazione e sconcerto, il che naturalmente è tutto un buon carburante per noi.

La necessità dell’ultima parola è anche un dispositivo progettato per metterci in rotta di collisione con la tua tipologia. Anche tu vuoi avere l’ultima parola. Vuoi essere in grado di dire la tua. Senti semplicemente che è giusto che tu venga ascoltato. Tu credi che sia un aspetto fondamentale di ogni relazione che tu venga ascoltato e infatti ti trovi così infastidito, turbato e frustrato dal modo in cui operiamo, questo desiderio di avere l’ultima parola, di farci rigar dritti e affermare la tua posizione diventa tutto più importante per te. Se la relazione formale è finita, vuoi anche avere l’ultima parola. Vuoi farci sapere cosa pensi veramente di noi. Vuoi fare un ultimo appello alla normalità che credi ancora si annidi da qualche parte dentro di noi. Vuoi farti sentire da noi, ascoltare e in qualche modo accettare che noi abbiamo torto e tu hai ragione. Questo tuo desiderio di dire l’ultima parola è considerevole e va contro al nostro stesso desiderio che, naturalmente, porta a conflitti, drammi e opposizione, tutto ciò crea carburante che è ciò che noi vogliamo. Sei rimasto infuriato se non hai potuto dire la tua. Sei furioso se ti è stata negata la possibilità di esprimere chiaramente come ti senti. Sei turbato dal fatto che il tuo desiderio di dire ciò che vuoi dire sia stato ignorato, non rispettato e calpestato. Tu vuoi il fine ultimo. Tu vuoi una sorta di chiusura, e avere l’ultima parola mentre entrambi ci fissiamo l’un l’altro attraverso le rovine fumanti della nostra Relazione Formale è qualcosa che ti preme enormemente. Lo sappiamo. Questo è il motivo per cui lo rendiamo così dannatamente difficile da raggiungere, sia parlando sopra di te, urlandoti, allontanandoci o semplicemente scomparendo. Ti senti a pezzi, rinnegato, insoddisfatto e questo ci dà sia il Carburante di Pensiero che il Carburante di Prossimità se restiamo a testimoniare la reazione.

Il bisogno di avere l’ultima parola ti porta anche a essere suscettibile di venire recuperato perché senti che ci sono delle questioni in sospeso che devono essere sistemate. Lo sappiamo e ci basiamo su questo per tenerti agganciato e fornirci carburante senza mai permetterti di sistemare correttamente quelle questioni. Fa tutto parte del modo in cui continuiamo a manipolarti. Senza dubbio ti sei trovato in una situazione del genere. Ora te ne sei andata e sappi che l’ultima cosa che devi fare è interagire con noi in questo modo, non importa quanto possa essere allettante. Hai imparato che si tradurrà solo in carburante, se gestito in modo errato e nell’ipotesi peggiore potresti anche soccombere di nuovo al nostro fascino e trascinato di nuovo nella Relazione Formale. Eppure il desiderio di dire quelle cose che avresti voluto poter dire così tanto tempo fa o anche più di recente rimane forte e potente. Naturalmente quello che puoi dire ora forse differisce da quello che potresti aver risposto allora, quando non sapevi bene come sai ora. Non sapevi con cosa ti eri invischiato, né come eri stato manipolato e quindi le tue parole avrebbero assunto una forma diversa rispetto a se le avessi dette ora, armato di conoscenza e consapevolezza.

Ripensaci, quando è nato il bisogno di dire quelle ultime parole, se avessi potuto dirle, a quell’epoca, quali sarebbero state?

H.G. TUDOR

Hoover Risk : The Need For The Last Word

👥 COME IL NARCISISTA RIVOLTA UN TRATTO CONTRO DI TE

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Il suono del mio cellulare mi aveva avvisato dell’arrivo di un messaggio. Non c’era nulla di strano in questo. Ne arrivano decine quotidianamente e si raggiunge il centinaio e oltre quando inizia la gloriosa seduzione di un nuovo obiettivo di prima scelta. Ho dato un’occhiata mezzo interessato al mio cellulare e ho visto un nome che ha attratto un maggior livello di interesse. È di Jane. Una ex. Una delle tante ex. Ho smesso ciò che stavo facendo e raggiunto il mio cellulare ho aperto il messaggio

“Sarebbero 2 anni oggi, x”

È cresciuta una fiamma dentro di me per questa improvvisa offerta di carburante. Ancora meglio essendo non richiesta. Santo cielo, sarebbero stati due anni? Come vola il tempo. Il potere fluiva, generato da questo benvenuto pizzico di carburante. Cara Jane, sempre la migliore nel ricordarsi le date. Mi mandò un biglietto e un regalo per celebrare un mese insieme. Ha danzato sul palo da pole-dance per commemorare un mese dalla prima volta che abbiamo fatto sesso (no il ballo sul palo e il regalo erano per date differenti, nel caso te lo stessi domandando. Dopotutto sono un gentiluomo). Mi ha mandato un biglietto per ricordarmi che erano tre mesi dal nostro primo bacio, un mese da quando ho passato la prima notte a casa sua, sei mesi da quando abbiamo posato gli occhi l’uno sull’altro. La chiamavo “La Cronista” per la sua abilità nel ricordare gli anniversari di certi momenti chiave della nostra relazione. All’inizio ero adeguatamente sorpreso dalla sua memoria e dal potere di richiamare alla mente ma poi ho realizzato che aveva assistenza. In una particolare occasione stavo dando una buona occhiata in casa sua mentre lei era fuori, aprendo cassetti, armadi e così via al fine di apprendere di più riguardo a questo seducente personalità che avevo sedotto e nel processo di questa pesca a strascico ho trovato un diario. Sulla parte posteriore aveva una lista di momenti chiave della nostra relazione con la data scritta di seguito. Primo appuntamento, primo bacio, prima volta che abbiamo fatto sesso, prima volta che abbiamo usato dei soprannomi, primo weekend fuori, primo “ti amo” e così via. Ogni pietra miliare, dal banale al fondamentale era stata accuratamente scritta nella sua ordinata calligrafia (scriveva sempre con una penna stilografica Mont Blanc- qualcosa che mi piaceva finché un giorno dopo avermi accusato di aver dimenticato il compleanno di sua madre ho deciso di piegarle il pennino. Non lo avevo dimenticato. Non l’ho volutamente ricordato). Ogni momento, ogni occasione erano stati accuratamente dedicati nel retro di questo diario con accanto la data inserita. Ero impressionato mentre mi sedevo a leggerlo, sentivo il carburante della sua dedizione ed ammirazione riversarsi su di me. Lei non era lì a farlo ma leggendo quelle voci ordinate sapevo solo quanto noi due significavamo per lei, solamente quanto fossi importante per lei e il carburante fluiva. Ricordo che stavo seduto sul suo letto stringendo il diario rilegato in pelle e realizzando che Jane stava incontrando le mie aspettative e che avevo speranze così grandi per lei. Non ha mai dimenticato nulla. Naturalmente gli anniversari più tradizionali – compleanno, Natale e via dicendo erano stati trasmessi e non solo per me, ma amici stretti, famiglia e perfino Matrinarcisarcato.

Ovviamente questa devozione servile verso la memoria di eventi non poteva rimanere inutilizzata da parte mia. Quando è caduta in disgrazia e sono iniziate la sua denigrazione e svalutazione le avrei sempre inviato un promemoria scritto con inchiostro nero (usando una migliore penna stilografica Mont Blanc) su un pezzo increscapato di spessa carta bianca inserito in una piccola busta elegante. Avrei lasciato questi promemoria sul suo cuscino, sul sedile dell’auto, sotto il tergicristallo, nella sua borsa, sul suo pc e così via.

– 1 settimana da quando ti ho parlato l’ultima volta –
– 2 mesi dal nostro primo litigio –
– 5 giorni da quando ti ho telefonato –
– Un mese da quando abbiamo fatto l’amore l’ultima volta –
– Tre mesi da quando ti ho portata da qualche parte –

Non avevo idea se il tempo fosse davvero corretto per alcuni di essi, era l’effetto che cercavo. Qualche volta mi avrebbe telefonato e chiesto perché l’avevo fatto. Se fosse stato durante il trattamento del silenzio non avrei detto nulla ma avrei ascoltato, permettendo al suo tono teso di nutrirmi. Altre volte l’avrei semplicemente fissata per poi ringhiare un insulto, facendole fare un salto e il suo sguardo impaurito mi avrebbe naturalmente fornito ulteriore carburante. In altre occasioni non avrebbe fatto in modo di contattarmi ma non aveva importanza perché Sapevo come avrebbe reagito poiché stavo usando contro di lei la cosa che amava di più fare come tenero gesto da parte sua a me nella nostra relazione. Amiamo prendere ciò che è meraviglioso e poi maltrattarlo, farlo arrugginire, distorcerlo e deformarlo in modo che assomigli totalmente a qualcos’altro e questo atto di profanazione è effettivamente potente nel suo effetto.

Presto, ho accelerato il loro uso ad un certo punto consegnandoli quotidianamente sotto la sua porta.

– Un giorno da quando ho realizzato che ti odio –

– Due giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Tre giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Quattro giorni da quando ho realizzato che ti odio

– Cinque giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Sei giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Sette giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Otto giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Nove giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Dieci giorni da quando ho realizzato che ti odio –

– Non ti odio. Ti amo. –

Questa ultima nota era un recupero tregua notevolmente efficace che l’ha fatta chiamare immediatamente e ho risposto immediatamente e lei piangeva di sollievo riversando su di me con tale potenza, quel meraviglioso carburante. Ancora una volta usando l’ottimo strumento che utilizzava nella nostra relazione sono stato capace di piegarlo e piegare lei al mio volere.

Alla fine è stata messa da parte, la nuova prospettiva di Andrea è capitata sotto il mio sguardo e la cara Jane è stata rimossa, senza che nemmeno le fosse concesso di essere un ricordo. Questo fino a quando è arrivato il messaggio.

Una mossa stupida da parte sua entrare in contatto con me in questo modo ma avendo ricevuto il messaggio, sapevo che era inevitabile che l’avrebbe fatto e in effetti so che quando saranno 3 anni, 5 anni o 10 anni continuerà a mandare questi promemoria. La sua memoria è stata condizionata in questo modo. Nonostante il dolore che immancabilmente le causerà il fatto di aver voluto che io sapessi che lei ricordava ancora. L’aggiunta di una singola “x” è stato il semaforo verde che mi ha detto che il mio recupero successivo (ovviamente ce ne sarebbe stato uno) avrà successo e che lei risponderà ad esso. Pericoloso applicare quei baci. Lei è entrata nella mia sfera di influenza. Non la volevo indietro, ero occupato con Andrea e con quella seduzione, ma questo promemoria mi ha detto che ci sarebbe stato del carburante che stava solo aspettando di essere raccolto. Tutto ciò che dovevo decidere era come l’avrei fatto. Non c’era necessità di essere maligni a riguardo, un recupero successivo benigno avrebbe funzionato ma in quale forma e per quanto? Questo era ciò che occupava la mia mente mentre ancora una volta ricordavo la dolce Jane e il suo carburante delizioso. Così gentile da parte sua ricordarmelo.

H.G. TUDOR

How The Narcissist Turns A Trait Against You

📰 LE REPLICHE GRANATE DELL’EMPATICO

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Vi sono occasioni in cui sei stato il bersaglio di una delle nostre narci-granate che ti sono state gettate mentre ci allontaniamo dalla strage che ne consegue, succhiando il carburante e meravigliandoci della nostra genialità. Naturalmente ci saranno stati periodi in cui hai desiderato avere qualcosa da poterci lanciare contro per provocare un qualche tipo di impatto, un commento o un gesto che non richiede molto sforzo ma che riesce a darci un colpo. Il problema è che, fino al momento in cui hai ricevuto il beneficio del mio insegnamento, dovrei immaginare che le tue risposte al tuo particolare narcisista siano state su queste linee:

Urlare e lanciarci insulti dal momento che perdi la pazienza

Gridare mentre ci chiami con tutti i nomi che puoi pensare

Lanciarci qualcosa con un grido di frustrazione

Chiudere la porta sbattendola seccato

Dirci cosa pensi di noi mentre sei infuriato dalla rabbia

Ovviamente, da avido studente, saprai che tutte queste risposte e altre ancora non hanno alcun impatto su di noi se non quello di fornirci carburante. Puoi lanciarmi quanti più insulti riesci a pensare, ma se lo fai mentre gridi a squarciagola con la tua voce piena di rabbia o con le lacrime che ti escono dalle guance, le parole selvagge mi alimentano e basta. Ora, con lo scopo di estrarre più carburante e di avere in mano qualcosa per andare a lamentarmi con altre persone (guadagnando così più carburante e diffamandoti per giunta) ti provocherò ancora di più. Una volta che hai perso te stesso nelle emozioni, continueremo a spingere, a stimolare e provocare per farti fornire ancora più carburante. Faremo finta di essere feriti, fingeremo di essere arrabbiati nella reazione, potremmo anche simulare di aver paura di te. È tutto costruito e progettato per attirare più carburante. Di conseguenza, non dovresti reagire in questo modo. Invece, quando fai queste repliche, devi farlo senza mostrare alcuna emozione. Se lo fai, l’effetto previsto fallirà. Se lo fai senza esprimere emozioni, non fornirai carburante e l’effetto sarà che ci sentiremo criticati e questo ci ferirà. Sii consapevole che una volta ferita la nostra furia si accenderà. Questo può significare che ci ritiriamo, che possiamo scatenare una furia fredda (trattamento del silenzio) o una furia accesa (insulti, violenza) e quindi dovresti procedere con cautela. Farai la migliore esecuzione di queste repliche quando te ne stai andando in modo da lasciare la tua replica granata empatica dietro di te ad esplodere e ferirci. In alcuni casi, andar via può non essere possibile e quindi devi considerare attentamente il tipo di narcisista con cui hai a che fare e la sua probabile reazione alle critiche. Con l’avvertimento di stare fuori portata, ecco le dieci repliche critiche da utilizzare contro il narcisista.

1. Indicarci e Ridere

Indicaci e fai una risata vuota. Una risata lenta e vuota, ripetuta, non darà emozioni. In alternativa, indica e dici solo “HAW ha” in modo esagerato, simile al personaggio dei Simpson, Nelson Muntz. Non sapremo perché stai ridendo e il fatto che tu ci stia indicando, ma che ci stai dando una risata derisoria ci sembrerà una critica significativa.

2. “Sei bravo con le emozioni, carente nella sostanza.”

A noi piace pensare che siamo importanti e di notevole sostanza. Tu sei quello emotivo, non noi, anche se ovviamente noi siamo quelli che prosperano sulla tua attenzione emotiva. Suggerire che noi siamo emotivi (quando ovviamente abbiamo una gamma limitata di emozioni) implica che non abbiamo il controllo. Suggerire che non abbiamo sostanza (il che allude al nostro bisogno di adottare le caratteristiche degli altri e mette in discussione la nostra importanza) si aggiunge alla critica. L’Inferiore sarà ferito dall’insinuazione che lui è emotivo e senza importanza, il Superiore, sapendo quello che è, sarà ferito dalla pesante allusione di sapere cosa siamo, unito all’insinuazione sulla mancanza di controllo e di importanza. Un doppio smacco.

3. Fingi di dormire quando stiamo parlando

Non c’è emozione nel chiudere gli occhi ed emettere un leggero russare mentre sei seduto o sdraiato e noi ci imbarchiamo in uno dei nostri lunghi monologhi. Una volta che ci rendiamo conto che non stai prestando attenzione, le critiche ci feriranno.

4. “Devo andare altrove.”

Se questo viene detto senza emozione, ci stai dicendo che la nostra presenza non è magnetica e abbastanza imponente. Esci e lasciaci alla nostra furia accesa con questa ferrea osservazione.

5. “Jim ne ha uno solo che il suo è meglio.”

Utile per quando ci stiamo vantando di qualche bene materiale. “Jim” potrebbe essere una persona che conosciamo entrambi o potresti inventarlo, la cosa fondamentale è sottolineare che qualunque oggetto possediamo, allora “quello di Jim” è migliore. Può essere che il suo ha un colore più bello, o il suo è più grande, più veloce, più spazioso, più duro, più resistente.In ogni caso, questo ci ferirà. Puoi anche continuare a tirare fuori il personaggio immaginario di Jim in ripetute occasioni e presto questa cosa ammaccherà la nostra corona e ci causerà una ferita.

6. “Non stavo ascoltando; puoi ripetere quello che hai detto per favore?”

Tu dovresti sempre ascoltarci. Noi siamo importanti. Qualsiasi indizio del fatto che non sia così equivale a una critica e se effettivamente ci dici che non lo stavi facendo, allora è anche peggio.

7. Addormentarti mentre facciamo sesso con te

Contestare la nostra padronanza sessuale olimpica in questo modo è una critica enorme. Non è necessario che vi sia un rapporto sessuale completo. Se stai per sfiorarci, addormentati o viceversa. Il migliore utilizzo è con un Medio Rango in quanto tende a andarsene ferito col muso lungo piuttosto che a scoppiare in collera.

8. “Non è così interessante per me.”

Qualsiasi suggerimento che siamo stupidi o noiosi quando ti stiamo manifestando qualcosa o ti stiamo deliziando col nostro ultimo racconto di brillantezza costituirà una critica feroce.

9. “Fammi sapere quando hai finito.”

Questo può essere applicato a così tante diverse attività. Ci aspettiamo che tu sia un partecipante disponibile ed entusiasta o uno spettatore entusiasta. Se fai questa osservazione quando ci stiamo mettendo mostra per qualcosa e poi te ne vai, saremo feriti da questa critica.

10. “No, questo non ha senso.”

Ricordi quanto sei frustrato nelle nostre conversazioni circolari e con l’incapacità di fare il punto della situazione? Bene, questa è la tua occasione per cambiare le carte in tavola. Probabilmente capisci, ma insinuando che non ci stiamo spiegando chiaramente quando detto senza emozione equivale a una critica. Possiamo provare a spiegare di nuovo. Se così ripeti il commento. Puoi quindi andartene mentre la nostra furia si infiamma e senza dubbio ti insultiamo dicendoti che sei stupido e ottuso, ma chi è quello che è appena stato ferito?

H.G. TUDOR

The Empaths Riposte Grenades

📰 NARCISISTA V IPPS, CANDIDATA IPSS E IPSS DA SCAFFALE

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Questo articolo vi fornisce l’analisi di un’interazione tra un narcisista somatico di fascia media e tre empatici standard (uno del Gruppo Magnetici e gli altri due del Gruppo Portatori). L’attenzione non è sulle scuole e sui gruppi dei soggetti (anche se il succo sarà evidente), ma piuttosto sulla dimostrazione della natura dell’interazione e su come il narcisista considera i due gruppi.

Il narcisista ha un partner convivente (Empatico Standard Portatore) e quindi questa persona è una Fonte Primaria Intima (“IPPS”) in svalutazione. Hanno una relazione formale come partners da due anni. La svalutazione è iniziata un anno fa.

La Candidata a Fonte Secondaria Intima (“CANIPSS” – Empatico Magnetico Standard) vive nella stessa città del narcisista. Lei è single. Si sono incontrati su un sito di incontri. Si sono conosciuti di persona e si frequentano da tre settimane. La relazione formale è narcisista e CANIPSS, incontri precoci.

Anche la Risorsa Secondaria Intima da Scaffale (“SIPSS” – Empatico Standard Portatore) vive nella stessa città del narcisista e della CANIPSS. È single e ha incontrato il narcisista nello stesso sito di incontri. Si sono incontrati più volte e si conoscono da due mesi. La relazione formale è narcisista e SIPSS, appuntamenti stabiliti. La SIPSS è vista come bianca e attualmente si trova sullo scaffale.

Il narcisista si sveglia e pensa immediatamente alla CANIPSS. Questo è un Attivatore di Recupero (“HT”). È vista come bianca, ha il suo numero di telefono, sono amici su siti di social media, i criteri di esecuzione di Recupero vengono incontrati facilmente e quindi attiva un recupero inviando un messaggio. Consideriamo che un recupero si verifica come parte della seduzione.

“Ciao, la scorsa notte ti ho sognato, meglio non dirlo però, potresti lasciarti prendere troppo prima del lavoro.”

La CANIPSS risponde dopo pochi secondi tramite messaggio.

“Wow, mi piace, dai, puoi dirmelo.” Carburante positivo, potenza alta come CANIPSS, quantità bassa (messaggio scritto) e frequenza una tantum.

Soddisfatto dall’effetto del carburante e dalla risposta rapida (che segnala al narcisista che la CANIPSS è sotto il suo controllo) risponde

“Diciamo che ci siamo divertiti entrambi. Sarebbe anche meglio farlo di persona.”

La CANIPSS risponde di nuovo dopo pochi secondi tramite messaggio.

“La pensi così? Sembri abbastanza fiducioso, non sono una preda facile lo sai, lol. “Carburante per la sfida positiva (potenza come sopra).

Il narcisista, sfidato da questo messaggio, lo vede come un’opportunità per affermare la sua avvertita superiorità, ma in modo benevolo.

“Ovviamente. So cosa sto facendo. Dovrai lasciare che mi scopra.”

La CANIPSS risponde di nuovo dopo pochi secondi.

“Potrei farlo. Avevi qualcosa in mente? “Carburante positivo (potenza e altro come prima)

Il narcisista è sostenuto dal carburante ma capisce anche che la CANIPSS è chiaramente interessata e quindi sta prendendo lentamente il controllo. Risponde rapidamente tramite messaggio.

“Che ne dici se ti portassi a cena fuori stasera?”

Arriva un messaggio dalla SIPPS.

“Ciao, come stai? Stavo giusto pensando alla scorsa settimana e quanto ci è piaciuto quel nuovo ristorante thailandese. Che ne dici di andarci di nuovo? Sono libera stasera o domani.” Carburante positivo, potenza elevata (come SIPSS), quantità bassa in quanto parole scritte, frequenza una tantum.

Il narcisista in ogni caso non risponde, anche se la SIPSS è vista come bianca. Lei è sullo scaffale e lui è concentrato sulla CANIPSS mentre attende con impazienza la sua risposta al suo suggerimento.

La CANIPSS risponde.

“Non posso stasera. Ho qualche impegno.”

Questo rifiuto ferisce il narcisista. Solo in maniera moderata, tuttavia, come il testo. È leggermente irritato da questo, ma poiché si trova nel periodo della seduzione con la CANIPSS e la vede come bianca mantiene il suo controllo in modo che la furia accesa non si manifesti. Risponde per messaggio alla CANIPSS.

“Che ne dici di domani sera?”

Proprio in quel momento appare la IPPS (la partner convivente) sulla porta della camera da letto. È in svalutazione ed è vista come nera.

“Siamo di nuovo al telefono? Non lo lasci mai, giurerei che è saldato alla tua mano. “Dice corrugando la fronte e scuotendo la testa. Sfida negativa. Potenza molto elevata (IPPS), quantità significativa (presenza, parola, tono, linguaggio del corpo, espressione facciale), frequenza una tantum.

Questo è Carburante di Sfida negativo. Lei dimostra irritazione e fastidio. È una sfida perché sta “attaccando” il diritto del narcisista di usare il telefono quando vuole lui. Anche perché asserisce che non sta facendo qualcosa giusto perché è al telefono. Il narcisista non si preoccupa di mandare sms ad un’altra donna e la sua compagna lo ha beccato al telefono (anche se non sa con chi sta interagendo), ma piuttosto è la suddetta Sfida che deve essere affrontata.

“Sì, sono al telefono perché qualcuno deve lavorare sodo e portare i soldi per pagare per te e il tuo miserabile guardaroba, no?” Risponde con un commento provocatorio volto a ricavare ulteriore carburante negativo ma soprattutto a battere la sfida lanciata dalla IPPS.

La IPPS si mette le mani sui fianchi (carburante negativo, potenza molto elevata, quantità moderata – presenza, espressione facciale, linguaggio del corpo, frequenza una tantum.

“Sì, sai di cosa sto parlando.” Incita il narcisista con un’altra osservazione provocatoria. Mentre lei dice questo, lui invia un altro messaggio alla CANIPSS.

“Conosco questo ottimo ristorante tailandese che adorerai, offro io naturalmente.” (Ovviamente questo è lo stesso ristorante thailandese dove il narcisista era andato con la SIPPS evidenziando la sua mancanza di distinzione tra le persone con cui è impegnato dal momento che per lui sono apparecchi.)

Invece di attendere la sua risposta neanche un minuto dopo aver suggerito il ristorante, la sua mancanza di riconoscimento dei confini e il senso di diritto gli fa mandare questo messaggio. Inoltre, la visione nera che ha della IPPS rimane in netto contrasto con la visione bianca della CANIPSS. Nella sua mente la IPPS è una traditrice, e la CANIPSS la salvatrice sempre più fedele.

“Oh, e tu non compri mai vestiti vero?” Ribatte la IPPS in segno di fastidio. Sfida negativa Carburante, potenza molto elevata, quantità significativa (presenza, parola, tono, espressione facciale, lingua del ragazzo), frequenza una tantum. Sfida dal momento che la IPPS sta insinuando che lui è un ipocrita.

“Posso comprare quello che mi piace, tirchia stronza ingrata, me lo guadagno.” Il narcisista aumenta la provocazione con un insulto gratuito progettato per raccogliere più carburante ma soprattutto per ristabilire la superiorità.

“Oh e suppongo che non faccio nient’altro che gestire la casa e fare un lavoro, vero? Ad ogni modo, non ho tempo per questo, ci vediamo alle 13 per pranzo, giusto?”

Questo è Carburante di sfida negativo perché lei sta insinuando che il narcisista è ingrato e non fa tanto quanto lei (quindi lei è superiore) e inoltre sta cercando di chiudere la discussione avendo l’ultima parola che sfida anche il concetto di superiorità del narcisista. Appena lei dice questo arriva un messaggio della CANIPSS.

“Sì, domani sarebbe fantastico, sarò libera alle 20:00, fammi sapere il nome del ristorante, non posso aspettare e se sei bravo dopo puoi tornare per il caffè.”

Carburante positivo, alta potenza, bassa quantità e frequenza una tantum. Il controllo del narcisista è in aumento.

“Eccellente. Non posso aspettare. Indossa qualcosa di caldo, quel vestito blu ti sta davvero bene.” Risponde di nuovo lui.

La sua natura perentoria nel dire alla CANIPSS cosa indossare dimostra il suo senso del diritto e un possesso sempre maggiore dell’apparecchio che lei rappresenta per lui. Inoltre, a causa di questo senso del diritto e della mancanza di responsabilità, non vede nulla di sbagliato nel fare ciò e rendere la IPPS impaziente che lui risponda. Sta in piedi ad aspettare, fissandolo, fornendo ulteriore carburante negativo. La sua sfida con lui non è ancora stata affrontata. Il narcisista è edificato dal carburante positivo della SIPSS, carburante più positivo dalla CANIPSS ma soprattutto dal carburante negativo della IPPS. La sua giornata è iniziata davvero bene e sono solo le 7-30 del mattino.

“Oh, non ce la faccio, devo portare a termine la presentazione con Ian.” Risponde il narcisista. Questa è una bugia, ma la sua mancanza di coscienza significa che non ha alcun problema nel dichiarare questo alla IPPS.

“Non l’avevi detto prima, bene digli che non puoi farlo”, risponde la IPPS irritata. Carburante di Sfida negativo (sta dicendo al narcisista cosa fare), potenza molto elevata, quantità significativa, frequenza una tantum.

Il narcisista è nuovamente sotto attacco e le sue risposte verbali non sono riuscite ad affermare la superiorità come richiesto. Tuttavia non ha problemi di carburante. Dal momento che è stato accusato di non aver detto qualcosa alla IPPS, risponde verbalmente

“Sì, l’ho detto ieri, ma non ascolti, non lo fai mai, troppo concentrata su te stessa.” Nega la sua accusa di non averle parlato dell’impegno con Ian che fa parte della Prima linea di difesa del narcisista. Sta anche cercando di porre fine alla sua sfida spostando il fulcro della discussione (una risposta istintiva) attraverso la manipolazione della Proiezione accusandola della stessa cosa che fa lui.

“No, non l’hai fatto. Non hai detto niente”, dice lei irritata. Ancora una volta Carburante di Sfida di tipo negativo. La potenza e il resto rimane lo stesso.

Il narcisista sposta di nuovo la manipolazione (istintivamente) ignorandola. Trattamento del Silenzio con Presenza. La condizione di lei, dal momento che è vista nera, gli fa pensare di affermare ulteriormente la sua superiorità, anche se la IPPS non saprà cosa sta facendo, lui nella sua mente sta guadagnando la sua superiorità attraverso questo prossimo atto.

Il narcisista manda un messaggio alla SIPSS.

“Ciao, lieto di sentirti, stavo giusto per mandarti un messaggio quando mi hai scritto.” (Una bugia ma che farà sentire la SIPPS desiderata).

“Che ne dici di pranzare oggi alle 13? Offro io. Il ristorante tailandese è aperto anche a pranzo.”

(Nota la seconda offerta di un pasto a qualcuno al di fuori della sua relazione – un gesto somatico di generosità)

La IPPS sta aspettando una risposta. Sta ancora fornendo carburante negativo dalla sua posizione, cipiglio e occhi fiammeggianti. Il narcisista continua a ignorarla mentre mantiene il Trattamento del Silenzio con Presenza.

La SIPSS risponde al messaggio

“Sì, bene, avevo qualcosa da fare alle 12:30 ma posso spostarlo per te (Empatica Portatrice – affermazione di pochi limiti) Ci incontreremo alle 13, non vedo l’ora.”

La SIPSS è ancora sullo scaffale (breve scambio), ma verrà presa dallo scaffale per l’appuntamento del pranzo – dando per scontato che il narcisista ci sia. Potrebbe non esserci, se le circostanze glielo richiedono. Lei resta visualizzata come bianca.

Il suo messaggio è carburante positivo di alta potenza, bassa quantità e frequenza una tantum.

“Oh dimenticatelo!” Sibila la IPPS che resta ignorata mentre il narcisista inizia a sfogliare una serie di foto che si è scambiato con la SIPPS che gli fornisce una piccola quantità di combustibile per il pensiero accanto al combustibile negativo che la IPPS continua a pompare mentre lei viene ignorata e infastidita.

La IPPS si scatena e sbatte la porta principale lasciando la casa. Quest’ultimo atto fornisce altro carburante negativo perché si tratta di un gesto secco. Il narcisista ben alimentato sorride e finalmente si alza dal letto. Sono solo le 7:37 del mattino e la sua giornata è iniziata piuttosto bene per lui.

La IPPS rimane in svalutazione e dipinta di nero.

La Candidata IPSS è la candidata principale nella seduzione, dipinta di bianco e il narcisista la recupererà ripetutamente in modo benevolo durante il giorno, in vista della serata dell’indomani.

La SIPPS è sullo scaffale fino all’ora di pranzo, dipinta di bianco e sempre posizionata dietro la candidata IPSS .. senza alcuna prospettiva di un cambiamento immediato da quello stato.

H.G. TUDOR

Narcissist v IPPS, Candidate IPSS and Shelf IPSS

📰 NARCISISTA CONTRO IPSS DA SCAFFALE (“IPSS”)

191203E Narcissist v Shelf Intimate Partner Secondary Source (“IPSS”).jpg

Quella che segue è l’analisi di un’interazione tra un Narcisista di Medio Rango e un Empatico standard Geyser. I due sono in una relazione formale di Narcisista e Risorsa Secondaria Intima da Scaffale (“SIPSS”), che coloro che non beneficiano di tale conoscenza vedrebbero come una persona sposata che ha una relazione con qualcuno che è L’Altra Donna / L’Altro Uomo.

1. Il narcisista e la SIPSS hanno passato il fine settimana insieme in una città costiera. Pertanto, la SIPSS è pronta per l’estensione della durata. È dipinta di bianco. Il narcisista ha ricevuto carburante positivo di una potenza molto buona (SIPSS), quantità massiccia (di persona, interazione sessuale) e costantemente (insieme per tutto il fine settimana).

2. Il weekend finisce e lasciano insieme la città costiera. La SIPSS fuori dallo scaffale e verniciata bianco.

3. I due si separano e tornano alle rispettive case. La SIPSS è ora SULLO scaffale. Questa non è svalutazione. La SIPSS rimane dipinta di bianco.

4. Il giorno seguente, SIPSS invia un messaggio al narcisista

“È stato bello passare il weekend con te. Non vedo l’ora di farlo di nuovo.”

Questo è puro carburante positivo. Ottima potenza, una frequenza fuori campo, quantità molto bassa, dal momento che è breve e in forma scritta.

Non c’è risposta per un’ora. Il narcisista risponde con

“È stato fantastico. Sì, lo faremo di nuovo presto. Ho davanti una settimana intensa, quindi ti scriverò più tardi. Mi manchi.”

La SIPSS rimane sullo scaffale. Rimane dipinta di bianco. Questa era una briciola di conforto data dal narcisista. È stato piacevole, mantiene l’impegno ma segnala alla SIPSS che non dovrebbe aspettarsi di sentire spesso il narcisista.

5. Il giorno seguente non vi è alcun contatto tra i due. Questo non è un trattamento del silenzio, la SIPSS rimane sullo scaffale e dipinta di bianco.

6. Il giorno dopo, al narcisista viene in mente del fine settimana. La SIPSS è entrata nella sua sesta sfera di influenza. Questo è un Attivatore di Recupero. La sua Risorsa Primaria Intima è uscita inaspettatamente di sera. Lei in svalutazione. La sua uscita ha ferito il narcisista, le manda un messaggio sgradevole per provocarla allo scopo di ottenere carburante. Ha bisogno di carburante per curare la ferita, può facilmente contattare la SIPSS tramite SMS, social media o telefono, lei non ha un partner, non lo ha ferito, fornisce carburante eccellente e quindi la Barra di Recupero è molto bassa e i Criteri di Esecuzione di Recupero vengono soddisfatti. Il narcisista telefona alla SIPSS. Lei è stata presa dallo scaffale. Parlano, il carburante viene fornito, si lamenta di sua moglie con la SIPSS (triangolazione) e parla per circa un’ora. La chiamata termina. La SIPSS ritorna sullo scaffale e rimane dipinta di bianco.

7. Non vi sono contatti tra loro per tre giorni.

8. La SIPSS invia un messaggio di testo al mattino presto al narcisista

“Come stai? Volevo solo farti sapere che mi manchi.”

Carburante positivo. Potenza molto buona, periodicità sporadica, quantità molto bassa.

Vi è una risposta immediata dal narcisista tramite messaggio

“Mi manchi anche tu.”

La SIPSS invia un altro messaggio.

“Non vedo l’ora che ci incontriamo di nuovo.”

Carburante positivo. Potenza molto buona, periodicità sporadica, quantità molto bassa.

Non vi è risposta dal narcisista. La SIPSS rimane sullo scaffale. È dipinta di bianco. Il narcisista non ha dato un trattamento del silenzio, ma la mancanza di risposta è puramente sintomatica di essere sullo scaffale.

9. Il giorno successivo la SIPSS invia di nuovo un messaggio al narcisista al mattino

“Ciao, stai bene?”

Carburante positivo, frequenza una tantum di potenza molto buona, quantità molto bassa.

Non vi è risposta. La SIPSS è ancora sullo scaffale, dipinta di bianco e questo non è un trattamento del silenzio.

10. Aspetta trenta minuti e invia di nuovo un messaggio.

“Per favore, mi rispondi, odio non sentire tue notizie.”

Carburante positivo, potenza molto buona, frequenza una tantum, quantità molto bassa.

Dieci minuti dopo, il narcisista risponde con un messaggio

“Ero nella doccia. Mi aspetta una giornata intensa. Ti scrivo più tardi.”

Questa è una briciola di conforto. La SIPSS è sullo scaffale e dipinta di bianco.

11. Non vi è stato più contatto tra i due e ora sono le 17:00. La SIPSS scrive di nuovo

“Trovo davvero difficile non sentirti.”

Questo è carburante positivo, potenza molto buona, periodicità sporadica, quantità molto bassa.

Non vi è risposta dal narcisista. La SIPSS è sullo scaffale e dipinta di bianco.

12. Aspetta dieci minuti e di nuovo scrive

“Pensavo avessi detto che mi avresti scritto più tardi? Questo fa male.”

Questo è ora Carburante di Provocazione. La sua ammissione di ferita è carburante negativo (anche se in quantità molto ridotta dal momento che è contenuta in un messaggio) – tuttavia sta cercando di prendere il narcisista su qualcosa che ha affermato. Il narcisista NON è ferito da questo, ma considera questa come una sfida alla sua superiorità perché la SIPSS sta cercando di farlo sentire responsabile e sembra che il suo controllo sia stato minato.

13. Il narcisista risponde con un messaggio due minuti dopo

“Ti ho detto che ho avuto una giornata intensa, sono in riunione”.

Sta fornendo una spiegazione e affermando la sua superiorità cercando di chiudere la questione. Non è stato provocatorio e non sta cercando carburante dalla SIPSS.

14. La SIPSS risponde immediatamente

“Scusa, non lo sapevo. Quando mi manderai un messaggio o mi chiamerai? “

Questo è di nuovo Carburante di Provocazione. La scusa rappresenta una piccola quantità di carburante positivo, la richiesta di una chiamata è leggermente impegnativa, ma si aggrega con il messaggio di testo precedente. Il narcisista non è stato in grado di affermare la superiorità nella misura richiesta.

Lui risponde immediatamente

“Non ho idea. Sono occupato. Ora non posso parlare.”

Non è alla ricerca di carburante (sarà ben rifornito qualsiasi cosa stia facendo, magari in un incontro o se non in un incontro in qualche altra interazione), ma dovrà affermare la superiorità e sta cercando di chiudere la sfida. La SIPSS rimane sullo scaffale e resta dipinta di bianco

15. La SIPPS non cede. Lei subito risponde:

“Sarà stasera? Voglio parlare con te, mi piacciono sempre le nostre chat. Detesto non sentirti.”

Di nuovo Carburante di Provocazione positivo.

Non vi è risposta dal narcisista. La sua mancanza di risposta è progettata per affermare la superiorità interrompendo la conversazione e quindi la sfida della SIPSS. La SIPSS rimane sullo scaffale e verniciata di bianco.

16. La SIPSS scrive di nuovo: –

“Sarà stasera? Voglio che parliamo, per favore.”

Nessuna risposta dal narcisista. Vale lo stesso punto sopra.

17. La SIPSS scrive di nuovo: –

“Solo sì o no, non altro, mi manchi.”

Carburante di provocazione positivo.

Nessuna risposta dal narcisista. Vale lo stesso punto sopra.

18. La SIPSS scrive di nuovo: –

“Mi rispondi? Ti ci vuole solo un secondo. Non ignorarmi.”

Carburante di provocazione negativo. L’irritazione è carburante e la richiesta di rispondere, la dichiarazione perentoria sul tempo impiegato e il comando di non ignorare sono le sfide.

Nessuna risposta dal narcisista. Vale lo stesso punto.

19. La SIPSS scrive di nuovo: –

“Rispondimi. Non è giusto. Smettila di ignorarmi. Farai meglio a rispondermi o ti chiamerò a casa sul telefono fisso.”

Carburante di provocazione negativo. Disturbo più critiche e minacce.

20. Il narcisista risponde

“Ho detto che sono OCCUPATO. Smettila di scrivermi. Ho detto che ti avrei scritto dopo, ma non puoi lasciar perdere, vero? Osi chiamare la mia casa. Se lo fai, ecco fatto, è finita. Mi hai fatto incazzare.”

Il narcisista è irritato perché la SIPSS non ha accettato la sua superiorità. Non ferisce perché viene fornito carburante.

La SIPSS ha ripetuto l’errore di smettere di inviare messaggi e di essere paziente ora significa che è dipinta di nero. Non ha accettato la superiorità del narcisista. Lei non è stata remissiva. Il narcisista ora ignorerà completamente i suoi messaggi. Viene sottoposta a una svalutazione correttiva che è un trattamento del silenzio assente.

21. La SIPSS sconvolta spara altri dieci messaggi. Non fa minacce ma insulta il narcisista e si lamenta che lui è ingiusto e indifferente. Sono rispettivamente carburante puro o carburante di provocazione. Il narcisista non risponde. La SIPSS si rende conto che non ci sarà risposta, quindi smette di inviare messaggi. Non chiama a casa al telefono fisso.

Il narcisista, in accordo con la svalutazione correttiva, non contatta la SIPSS per tutta la notte.

La SIPSS è sullo scaffale, dipinta di nero e soggetta a una svalutazione correttiva.

22. Il giorno successivo la SIPSS invia un messaggio a mezzogiorno

“Mi dispiace davvero di averti tormentato ieri, so che lavori duro, è solo perché volevo sentirti. Non lo farò più. Ti adoro e aspetterò solo di sentirti.”

Questo è puro carburante positivo. Il narcisista leggendo questo istintivamente riconosce che la sua superiorità è stata accettata di nuovo con la capitolazione. Il messaggio è un attivatore di recupero. Il narcisista vede che la SIPSS abbassa la cresta e la vede di nuovo bianca. I criteri di esecuzione di recupero sono soddisfatti e telefona alla SIPSS. La conversazione dura solo 5 minuti, ma assicura alla SIPSS che parleranno la sera.

La SIPSS è ancora sullo scaffale, dipinta di bianco e la svalutazione correttiva è terminata.

23. Il narcisista ricorda la sua promessa di chiamare. Questo è un attivatore di recupero. I criteri di esecuzione di recupero sono soddisfatti (ricorda il carburante eccellente della SIPSS: è facile da contattare, non ha ferito, non ci sono ostacoli) e quindi la chiama davvero e parlano per due ore quella sera mentre la IPPS è fuori al poligono di tiro. In seguito a questa telefonata la SIPSS viene tolta dallo scaffale, verniciata di bianco. Durante la conversazione viene fornito carburante positivo. È di ottima qualità in quanto proveniente da una SIPSS, la frequenza è costante per la durata della chiamata ed è di quantità moderata poiché è una telefonata.

Una volta che la chiamata termina, la SIPSS è di nuovo sullo scaffale e verniciata di bianco.

24. Intorno a mezzanotte con la IPPS profondamente addormentata al narcisista in un flash, viene in mente la telefonata (attivatore di recupero) e di nuovo i Criteri di esecuzione di recupero vengono soddisfatti (in modo simile ai punti precedenti al 23) quindi invia un messaggio alla SIPSS. Lei risponde immediatamente. Si messaggiano per un’ora. Durante questo scambio la SIPSS è fuori dallo scaffale e verniciata di bianco. Viene fornito carburante positivo. È di ottima qualità, quantità bassa e molto frequente perché è in forma scritta. Il narcisista sta intrattenendo un’altra SIPSS online attraverso i social media e quindi ha due linee di rifornimento aperte a questo punto.

Al termine del messaggio, la SIPSS viene riposta sullo scaffale ed è dipinta di bianco. Il narcisista si impegna ancora con l’altra SIPSS e lo fa attraverso Skype impegnandosi in una masturbazione reciproca. Una volta concluso, la chiamata termina e anche quella SIPSS va sullo scaffale.

Pertanto, questa breve serie di interazioni fornisce lo schema dei comportamenti, chiarisce come viene considerato l’apparecchio, come funziona una svalutazione correttiva, mostra il passaggio dal bianco al nero al bianco, il carburante raccolto, il tipo di interazione che si verifica e anche la relazione con altri apparecchi.

H.G. TUDOR

Narcissist v Shelf Intimate Partner Secondary Source (“IPSS”)