CONOSCERE IL NARCISISTA

👤 MOLTO SENSATO

“Perché trascorri così tanto tempo a guardare dei porno?”

“Non lo faccio.”

“Sì lo fai”

“No, non lo faccio.”

“Sì lo fai. Lo so che lo fai.”

“No non lo sai, tu non mi conosci per niente, questo è parte del problema, se ti prendessi un po’ di tempo per conoscermi, capiresti.”

“E questo cosa vorrebbe dire?”

“Oh giusto, fingi di non sapere di cosa sto parlando. Assolutamente tipico. C’è da stupirsi che mi incazzi con te?”

“Non so di cosa tu stia parlando”

“Eccoci di nuovo”

“Di che stai parlando?”

“Guarda, ripeterlo non cambierebbe le cose. Fai sempre così quando hai sbagliato.”

“Aspetta, io sarei in errore? Stavamo parlando di te e della tua enorme dipendenza dal porno”

“Solo perché tu stai provando a sviare da ciò che sta realmente succedendo”

“No non lo faccio”

“L’hai appena rifatto”

“No non l’ho fatto”

“Sì l’hai fatto. Ogni volta che provo a farti notare qualcosa, tu fai così, non accetterai mai di essere in errore. Cerchi sempre di incolpare me. È scorretto e francamente preoccupante.”

“Aspetta, aspetta, qui è tutto sbagliato”

“Me lo stai dicendo tu”

“Scusa?”

“Scusa è il minimo”

“No, non mi stavo scusando.”

“No avrei dovuto saperlo non è vero? Tu non ti scusi vero, sei più santa di tutti gli altri, hai sempre ragione. accidenti, suppongo che la tua cacca non puzzi nemmeno, non è vero?”

“Non c’è bisogno di fare così”

“Così come?”

“Così, rozzo e volgare”

“Sto solamente esprimendo me stesso.”

“Non hai bisogno di fare così”

“Oh quindi adesso non mi è nemmeno concesso di esprimere un’opinione”

“Non ho detto questo. Smettila di rigirare le cose.”

“Hah, hai proprio una bella faccia tosta, accusare me di rigirare le cose? Tu lo fai continuamente.”

“Quando? Quando mai l’ho fatto?”

“L’altra settimana. Hai provato a farlo per dare l’impressione che avevo sbagliato a stare in giro.”

“Stare in giro quando?”

“L’altra settimana”

“Lo so, ma in che giorno?”

“Era notte.”

“Scusa, intendevo quale notte?”

“Accipicchia, un’altra scusa, chiaro, probabilmente non intendevi questo nemmeno stavolta no?”

“La smetti di fare così?”

“Fare cosa?”

“Rigirare le cose, far sembrare che sto dicendo cose quando non lo sto facendo.”

“Ma lo fai”

“No, non lo faccio; mi stai mettendo in bocca le parole”

“Poco fa hai appena chiesto scusa”

“Sì, lo so ma non era per scusarmi”

“Oh quello lo so; Ho imparato abbastanza da non aspettarmi che tu ti senta dispiaciuta per il modo in cui mi tratti.”

“Perché dici così? Guarda, ti prego, fermati solo per un minuto, voglio parlare con te, avere una conversazione sensata.”

“Stai dicendo che non posso avere una conversazione sensata?Oh questo è proprio affascinante. Non sono l’unico che si agita e…”

“Ti prego smettila.”

“Ma ti sei ascoltata? Continui a interrompermi e ora mi stai dicendo quando posso o non posso parlare?”

“No non lo sto facendo.”

“Ancora negazione. Mi giuri di aver dimenticato ciò che hai appena detto o lo stai facendo di proposito? Provi a incasinarmi la mente vero? Questo è proprio da malati.”

“Io incasinarti la mente. Porca Miseria! Tu sei il re dei fotti mente!”

“Eccola, viene fuori tutto ora, lei non può avere una normale conversazione, oh no, lei deve sempre avere ragione, sempre saggia e presuntuosa, lei non può fare nulla di sbagliato, non è vero?”

“Guarda, finiamola qui.”

“Bene tu hai iniziato e ora quando difendo me stesso non riesci a reggere.”

“Stai facendo così per qualcos’altro.”

“No, quella è la tua tattica.”

“No, non è così.”

“Lo è, tu inizi a parlare di qualcosa e poi lo trasformi in un attacco contro di me.”

“Volevo solo discutere della tua dipendenza dal porno”

“No, volevi provocarmi, farmi arrabbiare e quando non ha funzionato hai continuato a darmi addosso.”

“No, per favore, sto solo tentando di parlarti di qualcosa di importante, non posso sopportare quando succede così”

“Quando succede cosa?”

“Questo.”

“Di cosa stai parlando?”

“Oddio, è così frustrante, perché non puoi chiudere la bocca per cinque minuti e ascoltarmi, chiedo troppo?”

“Perché mai dovrei quando mi parli in questo modo?”

“Scusa, scusa, sto solo… guarda, ti prego,”

“Ora stai dicendo cose senza senso.”

“È solo che è impossibile parlare con te”

“E rieccoci ancora, sempre ad incolparmi quando invece sei l’unica che non riesce a formulare correttamente una frase. Sono stanco che tu mi tratti così, dicendomi quando posso o non posso parlare, accusandomi di cose che non ho fatto, non è né giusto né corretto.”

“Non sto facendo queste cose, per piacere, smettila di dire che faccio così.”

“Ma lo fai, c’è qualcosa che non va in te, ma sembra che tu non riesca a vederlo.”

“Cosa intendi?”

“Tutto questo, le accuse senza fine, girare a vuoto e non sono solo io che lo penso.”

“Cosa vuoi dire con questo?”

“Altre persone lo hanno notato.”

“Tipo chi?”

“Non sarebbe giusto dirlo.”

“Non puoi fare così. Non puoi accusarmi di fare qualcosa ma senza dirmi chi lo ha detto.”

“E rieccoci, dirmi cosa posso o non posso fare.”

“Cielo sei così esasperante.”

“E ora gli insulti, non cambia nulla. Fai sempre così.”

“Non è vero.”

“Sì, lo fai. Non mi ascolti mai, cerchi sempre di addossare la colpa su di me, posso fare una lista delle numerose volte che in passato hai fatto così.”

“No, non è vero, l’ho fatto?”

“Non ne sei più così sicura ora?”

“Sei tu, mi incasini la mente, non posso pensare lucidamente quando fai questi giochetti”

“Non sto facendo giochetti, tu lo fai. Tu hai iniziato. Io stavo semplicemente guardando la televisione per conto mio e tu hai iniziato con i tuoi soliti attacchi serali verso di me. Hai la faccia tosta di insinuare che ti sto confondendo la testa, buon Dio, la tua testa è già incasinata.”

“Non la è.”

“Oh sì che la è, dovresti vedere qualcuno. Non credo nemmeno che ti rendi conto metà delle volte di cosa stai dicendo.”

“Certo che lo faccio; ne sono sicura.”

“Vedi, non sei sicura, forse non intendevi farlo, ma l’hai fatto, continui ad accusarmi di fare le cose che fai tu e questo è ingiusto. Ci deve essere qualcosa che non va in te. Hai bisogno di vedere un medico prima di uscire fuori di testa.”

“Non ho bisogno di un dottore.”

“Lo dico per il tuo bene.”

“Onestamente, no io sto bene, mi sento solo come se stessi arrancando nel fango a volte”

“Credo che sia così che ci si sente quando si hanno problemi mentali.”

“Io non ne ho.”

“Tu sai che la gente di solito dice di non averne, è parte del problema. Dalla tua espressione posso dire che questo ti sorprende ma non dovrebbe, me lo sono dovuto sorbire per mesi, sei fortunata che non ti abbia lasciato.”

“Lasciato me?”

“Sì, sei insopportabile a volte.”

“Io? Ma, ma…”

“Shhh, non peggiorare le cose, ti troveremo qualche aiuto.”

“Non ho bisogno di alcun aiuto.”

“Va tutto bene, andremo da un medico, gli spiegherò tutto. Tu hai bisogno d’aiuto e poi forse potremo superare questa cosa.”

“Non c’è nulla che non va in me.”

“Questo è quello che dicono sempre.”

“No, non c’è nulla che non vada in me.”

“Guarda, c’è, non c’è nessun motivo di negarlo.”

“No sei tu, non io.”

“Oh eccoci di nuovo, pensavo fossimo arrivati da qualche parte. Pensavo che almeno avessi ritrovato un po’ di buonsenso. Non starò seduto qui ad ascoltarti mentre mi accusi per i tuoi difetti. Me ne vado fuori per qualche ora, usa questo tempo per rimetterti in sesto. Tornerò quando torno.”

“Ma cosa diamine è successo? Non ha alcun senso.”

“Ha perfettamente senso per me. Ci vediamo.”

H.G. TUDOR

Perfect Sense