📰 LA TORTA DELL’EMPATIA

 

78610323_118466069623809_1526257263319187456_nMolti di voi trovano difficoltà nell’interpretazione dei comportamenti per determinare se si ha a che fare con un narcisista, un individuo normale o un empatico.

Questo è comprensibile per due motivi: –

1. Una mancanza di comprensione dei comportamenti dei vari gruppi di persone; e
2. La presenza del pensiero emotivo che offusca l’applicazione della logica.

Per aiutarti ad acquisire una certa comprensione e per raccogliere la logica ai fini del controllo del Nemico Interno (ovvero il pensiero emotivo) è il momento di parlare di torta e di una torta in particolare La Torta dell’Empatia.

Per comprendere i vari strati della Torta dell’Empatia, utilizzeremo uno scenario semplice. Paul lavora in un ufficio. Lavora con Linda. Linda ha un naso piuttosto grosso, quindi Paul chiama sempre Linda “Babs” in riferimento a Barbara Streisand ogni volta che la vede. A Linda questo non piace. Si turba a essere chiamata ‘Babs’, è sensibile alle dimensioni del suo naso e vorrebbe che fosse più piccolo. I suoi sentimenti sono feriti da questa etichetta.

Strato Uno – Empatia Emotiva Istintiva (“IEE”)

Qui Paolo è un empatico. Non conosce molto bene Linda, ma la conosce abbastanza bene come collega. Non la chiamerebbe Babs. Vede che ha un grande naso ma non gli capita mai di chiamarla per nome. Perchè questo? Paul, in quanto empatico, ha un’Empatia Emotiva Istintiva, il che significa che semplicemente non fa certe cose che sarebbero problematiche. Di conseguenza, la sua Empatia Emotiva Istintiva implica che lui rispetta i confini, non si atteggia con un senso di diritto, dimostra responsabilità, prende in considerazione le altre persone, agisce con onestà e decenza. Non è un santo ma ha questo comportamento istintivo perché in quanto empatico possiede Empatia Emotiva Istintiva. Ha un “cuscinetto” naturale che significa che non adotta particolari comportamenti che potrebbero essere considerati problematici, dannosi o difficili. Non deve pensare a come si comporta, semplicemente si comporta in questo modo.

Questo non vuol dire che si comporta sempre così. La sua Empatia Emotiva Istintiva può essere influenzata negativamente, in quel caso potrebbe offendere qualcuno, comunque questo sarebbe per esempio

• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata da un agente esterno sporadico come il lutto o la stanchezza
• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata dall’intervento di un agente esterno abusante, ovvero il comportamento di un narcisista
• L’Empatia Emotiva Istintiva è ridotta perché Paul conosce bene l’obiettivo e sa che questa persona non si offende per l’etichetta / insulto perché l’ha usata molte volte in passato, l’obiettivo ci ha sempre riso e, ad esempio, è un amico di vecchia data.

Paolo come empatico agisce in modo istintivo, senza doverci pensare così da evitare di causare problemi e quindi non chiama mai Linda per nome.

Strato Due – Empatia Emotiva di Salvaguardia (“SEE”)

Si applica sia agli empatici che alle persone empatiche.

In questo caso Paul vede Linda e pensa

‘Caspita, lei ha un gran nasone, proprio come Barbara Streisand’. Prende in considerazione l’idea di chiamarla e di dire “Ehilà Babs”. Tuttavia, la sua empatia emotiva passa attraverso un processo di pensiero attivo e lui pensa tra sé,

“Aspetta un attimo. Potrebbe non gradire se le dico così. Inoltre, a me non piacerebbe se avessi il naso grosso e qualcuno mi chiamasse Barry Manilow o Cirano De Bergerac.”

Di conseguenza, lui non le dà un soprannome. Domina sul suo comportamento per mezzo di un effetto frenante sui suoi pensieri e azioni mentre la sua empatia emotiva salvaguarda i suoi pensieri e comportamenti. Questo vale per gli empatici, di conseguenza essi hanno i primi due strati della Torta dell’Empatia che influenzano i loro comportamenti, e anche per le persone empatiche (che non sono empatici).

Quindi una tale persona potrebbe trovare per strada un portafoglio con dei soldi dentro e pensa di tenere i soldi ma poi considera che ciò potrebbe causare particolari difficoltà a qualcuno e che preferirebbe che se qualcuno trovasse il suo portafoglio lo restituisse con il denaro intatto.

Strato Tre – Empatia Emotiva Attivata

In questo caso, Paolo chiama effettivamente Linda, “Babs” e lo fa ogni volta che la vede. Lo dice con un sorriso e lo intende come uno scherzo. Non si rende conto che a Linda crea problemi. Linda decide di agire e chiama Paul da una parte. Lei, come empatica, persona empatica o persona normale, non ha bisogno di esercitare il controllo su Paul, ma vuole che il comportamento venga corretto per non sentirsi più ferita. Si approccia a questo desiderio di risolvere la questione in modo costruttivo e tranquillo. La conversazione procede in questo modo: –

Linda “Paul, mi stavo chiedendo se potrei fare una breve chiacchierata con te su qualcosa di personale nella sala pause?”

Paul – “Certo, cos’ è che ti preoccupa?”

Linda – “So che mi chiami Babs e sono sicura che non vuol dire niente e lo intendi solo come uno scherzo, ma io preferirei se non me lo dicessi. Sono un po’ sensibile alle dimensioni del mio naso, capisci. Va bene?”

Paul – “Oh, scusa Linda, non avevo capito che ti stava turbando. Mi dispiace per quello. Certo, non lo dirò più, mi dispiace di aver ferito i tuoi sentimenti. Nessun problema, Linda da ora in poi non lo farò più e grazie per avermene parlato in questo modo, apprezzo che tu venga da me e ti spieghi.”

Linda – “Grazie. Va bene, preferisco lavorare in modo tranquillo.”

Problema risolto.

Paul non era a conoscenza (dato che gli mancano l’Empatia Emotiva Istintiva e l’Empatia Emotiva di Salvaguardia) che il suo comportamento feriva. In ogni modo, la sua intelligenza emotiva era carente. Non aveva nemmeno un cuscinetto incorporato, che lo portasse a non comportarsi in questo modo, né la sua mente lo avvertiva del fatto che il suo presunto epiteto scherzoso non sarebbe stato ben accolto. Tuttavia, quando viene avvertito del fatto che il suo comportamento sta turbando qualcuno, la sua empatia emotiva fa sì che risponda in modo positivo, che sia sinceramente pentito e che successivamente corregga il suo comportamento come richiesto.

Questo è il comportamento degli individui normali. Si comportano in un modo particolare e la risposta a tale comportamento dipende ovviamente dalle circostanze e dal tipo di individuo o degli individui destinatari, ma quando vengono avvertiti del fatto che il loro comportamento sta causando un problema, risponderanno con Empatia Emotiva Attivata. In un certo senso, le persone normali sono persone di vista corta ma non “cattive” e quando viene loro indicato un comportamento “cattivo”, lo correggeranno, ma diversamente, se non ci saranno lamentele continueranno. Non sono inconsapevoli del loro comportamento, ma non lo considerano problematico, l’esempio è Paul che non pensava che Linda sarebbe stata sconvolta perché lo intendeva come uno scherzo, ma la sua empatia emotiva non è sufficientemente sviluppata da portarlo a non comportarsi così fin dall’inizio o interrompere il suo comportamento considerando come potrebbe sentirsi Linda ad essere chiamata “Babs” prima di iniziare a farlo.

Strato Quattro – Empatia Emotiva Minima

Paul ha chiamato Linda “Babs”. Lei non gradisce. A questo proposito gli si avvicina nel modo descritto nello Strato Tre sopra. Questa volta, quando lei lo segnala a Paul, lui risponde così:

“Oh, andiamo, non essere così permalosa, è solo uno scherzo.”

“Bene”, dice Linda, “tu puoi vederlo come uno scherzo, ma a me non piace. Per favore smettila.”

“Davvero? È solo uno scherzo, sai, non c’è bisogno che ti scaldi così”

“Capisco perché pensi che sia solo uno scherzo, ma questo mi turba, Paul, quindi ti chiedo, educatamente, che tu la smetta.”

“Beh, se è davvero un problema per te e ti farà smettere agitarti tanto, ma è solo una battuta.”

“No, per me non lo è Paul, e se continui dovrò parlarne con il capo del personale.”

“Va bene, va bene, calmati, non ce n’è bisogno. Non lo dirò più.”

“Grazie.”

Paul ha impiegato più tempo a comprendere i sentimenti di Linda, è stato sprezzante e ha avuto bisogno sia di convincersi che per lei fosse problematico (in effetti si sforzava di capire perché era problematico a causa della sua Empatia Emotiva Minima) e anche il potenziale problema del coinvolgimento del capo del personale (che Paul non voleva) ha fatto sì che alla fine l’accettasse. Probabilmente, Paul si lamenterà del fatto che Linda sia troppo sensibile con i suoi amici, la chiamerà ancora “Babs” dietro le spalle, ma smette di farlo davanti a lei. Non ha bisogno di controllare la situazione (come farebbe un narcisista) quando lei lo sfida sul suo comportamento, ma la sua reazione è di resistenza e incredulità a causa della sua Empatia Emotiva Minima. Questa è la risposta di una persona che è narcisistica ma non narcisista, ha un po’ di empatia emotiva, ma non molta.

Strato Cinque – Nessuna Empatia Emotiva

Linda solleva di nuovo il problema con Paul. Paul risponde come segue:

“Di cosa stai parlando, non ti ho mai chiamato così.”

“Ehm, sì, l’hai fatto Paul, lo dici ogni volta che mi vedi.”

“Sciocchezze, ti sbagli”.

“No, non mi sbaglio, tu mi chiami Babs per le dimensioni del mio naso.”

“No, non l’ho proprio mai detto. Perchè stai facendo così?”

Paul non ha affatto empatia emotiva. È un narcisista. Linda lo sta sfidando. L’irritazione e il turbamento di lei sono carburante per lui, ma la sua insistenza sul fatto che lui ha commesso qualcosa di sbagliato offende il senso del diritto di Paul (fare e dire come gli pare), offende la sua mancanza di responsabilità (cercando di renderlo responsabile), dimostra la sua mancanza di riconoscimento dei limiti e fa sentire a Paul (inconsciamente) che Linda sta cercando di esercitare il controllo su di lui. Essendo un narcisista, Paul DEVE respingere questo controllo su di lui e quindi viene attivata la sua Prima Linea di Difesa Narcisistica (diniego). Dal momento che è uno scenario ‘lui ha detto / lei ha detto’, questa Prima Linea di Difesa è applicabile.

Linda non ritirerà la sfida, quindi Paul (credendo sinceramente di non averlo mai detto perché il suo narcisismo lo rende cieco del fatto di aver detto così per esercitare il controllo) continua a negare. Linda deve fare marcia indietro, così Paul ha il controllo.

Linda continua

“Guarda Paul, so che potresti sentirti imbarazzato per questo, ma tu l’hai detto e ti chiedo cortesemente di smetterla, per favore?”

Più Carburante di Sfida.

“E io ti sto dicendo che non ti ho mai chiamato così, va bene?” risponde Paul mentre il suo narcisismo lo difende e preme per indurre Linda a ritirare la sua sfida. Linda fa una pausa e sente che non sta andando da nessuna parte e si sente più turbata dalla smentita di Paul e anche confusa. Forse ha detto qualche altra cosa che suona come Babs.

“Quindi stai dicendo che non mi hai mai chiamato Babs?” Chiede.

“È quello che sto dicendo.” Paul dice fermamente. Il suo tono è aggressivo come lo è la sua posizione.

“Perfetto, ok, bene, se dici che è così, allora lasciamo perdere”.

Linda si ritira, innervosita e a disagio per l’esperienza. Paul la lascia andare via perché lei ha fatto marcia indietro, lui ha il controllo e tutto va bene nel suo mondo. Linda rimane sconvolta. Paul come narcisista ed essendo privo di empatia emotiva non l’ha aiutata.

Esaminiamo alcuni esiti alternativi.

A. Linda Resta Inflessibile

“Lo hai detto Paul e se non ti fermi, lo dirò al capo del personale.”

Carburante di Sfida.

‘Non l’ho detto, ma va’ pure e dillo al capo del personale, non farà nulla.’

Diniego mantenuto. Grandiosità (“il capo del personale non può toccarmi”). Mancanza di responsabilità (verso Linda e verso il capo del personale).

“Allora è quello che farò.”

“È la tua fine” dice Paul e se ne va. Andandosene, in effetti, sta somministrando a Linda un Trattamento del Silenzio ed esercita il controllo su di lei dichiarando “è finita, ho vinto perché non me ne importa”. Inoltre mostra ancora una volta la sua mancanza di empatia emotiva, il suo senso del diritto e la mancanza di responsabilità. Ha comunque affermato il controllo e la ribellione di Linda viene annullata in quell’istante. Potrebbe avere qualcosa da affrontare in seguito, ma non se ne preoccupa, ha bisogno di controllo ORA.

B. Linda Porta Un’Alleata

Paul mantiene la negazione così Linda si rivolge a Meghan.

“Per favore, Meghan, dì a Paul che l’hai sentito.”

Meghan obbedisce

“Lo dici sempre Paul, ti ho sentito più volte.”

Più Carburante di Sfida. Paul può mantenere la negazione (Prima Linea di Difesa) oppure se il suo narcisismo ritiene che questa convalida (in particolare diciamo se Meghan ha lo stesso livello di anzianità di Paolo) infrange la Prima Linea della Difesa, scatena la Seconda Linea (manipolazione alternativa).

“Beh, ha iniziato lei, mi affibbia soprannomi, quindi io le sto solo restituendo quello che mi dice.” (Proiezione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome.” (Bugia / Deflessione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome. Gesù, perché è così sensibile. Questo è il problema di avere così tante donne sul posto di lavoro, vi date arie di superiorità decisamente troppo spesso. (Bugia / Deflessione e Offesa)

OPPURE

“Non si è mai lamentata prima, di solito ci ride. Penso che si stia lamentando ora solo perché l’ho respinta quando mi ha chiesto di uscire. (Bugia / Spostamento di Colpa)

Ci sono una serie di esiti diversi basati sulle circostanze e sulla scuola di narcisismo a cui appartiene Paul, ma il punto fondamentale è che lui manca di empatia emotiva, quindi non ha l’istintivo cuscinetto contro questo comportamento, il suo senso del diritto, il bisogno di controllo e la mancanza di riconoscimento dei limiti lo induce a chiamare Linda con questo nome e quando gli viene fatto notare, la sua mancanza di empatia emotiva e il suo bisogno di controllo hanno come risultato gli esiti descritti.

Di conseguenza, puoi utilizzare questa Torta dell’Empatia in una vasta gamma di interazioni con le persone per aiutarti a valutare dove si collocano nello schema del comportamento e come sempre, io, come esperto, sono a tua disposizione attraverso la consultazione per aiutarti a sintonizzare e interpretare cosa sta davvero succedendo e cosa puoi fare al riguardo.

H.G. TUDOR

The Empathy Cake

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

Rispondi