📰 MI FAI AMMALARE

2019-10-23.pngNoi siamo forti, potenti e impermeabili alla malattia o agli infortuni. Siamo roccaforti di invulnerabilità, un esempio autentico e splendente di radiosa salute e vitalità. La nostra superiorità implica che stiamo di una spanna sopra chiunque altro e la debolezza che viene dalla cattiva salute e dall’infermità non è qualcosa che ci riguarda. Eccetto quando decidiamo che deve farlo. Questo è quando giochiamo la carta della malattia. Ci sono tre casi, in generale, in cui lo facciamo.

1. Il primo e quando soffriamo realmente di qualche malattia o ferita. Potrebbe essere una ciglia fratturata ma secondo noi siamo stati accecati con un attizzatoio incandescente. Il dolore, buon Dio, il dolore, è troppo grande e intenso. Ci distrugge e ci fa contorcere nell’agonia. Vieni empatica, fai qualcosa. Fai qualcosa Ora. Placa le nostre ciglia febbricitanti, stecca le nostre membra rotte e benda le nostre ferite. Devi far calare qualunque cosa e tutto. Dimenticati di andare al lavoro oggi, devi chiamare e scusarti non importa quanto sconveniente sia, perché tu sei richiesta per indossare una divisa da infermiera e darci la migliore impressione come Florence Nightingale. Questo leggero tirare su con il naso è polmonite lo sai e per completare l’opera è tutta colpa tua. Insistevi che la finestra della camera da letto venisse lasciata aperta, ora vedi cos’hai fatto. Potrei non superare la settimana. Lo vorresti non è vero? Tu, stronza ingrata dopo tutto quello che ho fatto per te. Lo hai fatto di proposito. Volevi che mi ammalassi così da potermi far soffrire. Ecco quanto orribile ed egoista sei. C’è da stupirsi che io sia stato con altre donne quando è così che vengo trattato da qualcuno che si suppone dovrebbe amarmi? Sì la più piccola bolla, il più piccolo dolorino e la tosse più lieve è tutto ciò di cui c’è bisogno per permetterci di dichiarare che siamo sul letto di morte. Va bene per molti usi. Prima di tutto, lo useremo per evitare di fare cose come faccende domestiche o partecipare ad eventi dove volevi andare. Secondariamente, significa che tu devi donarci un mucchio di attenzioni prendendoti cura di noi. Quelle paroline rilassanti e borse dell’acqua calda portate nel nostro letto ci riforniscono tutte di carburante. Terzo, siamo in grado di provocarti essendo esigenti e punendoti per il non essere all’altezza delle aspettative. Non ci hai portato abbastanza in fretta quella limonata o hai portato quelle pastiglie sbagliate. Ti compareremo ad altri, “Mia madre lo avrebbe fatto meglio e si sarebbe presa meglio cura di me”. Tutto questo è concepito per causare una reazione da parte tua.

2. La seconda occasione in cui giochiamo la carta della malattia è quando tu sei malata o infortunata. Non siamo qui per prenderci cura di te. Buon Dio, assolutamente no. Perché dovremmo? Non è il nostro ruolo. Siamo troppo occupati a cercare il carburante e non abbiamo il tempo o le energie da spendere impegnandoci ad accudirti. Non solo certamente siamo privi di ogni concetto di sentimento secondo cui dovrebbe importarci e ci dovremmo sentire tristi e compassionevoli per qualcuno che non sta bene, non lo consideriamo come un compito che sia degno di qualcuno brillante come noi. Se ti lamenti abbastanza in modo da costringerci a chiamare un dottore pronunceremo la nostra diagnosi al fine di allinearci all’intelligenza del medico. Quando giunge alla conclusione di quale disturbo stai soffrendo dichiareremo,

“Sì, glielo avevo detto che era questo che non andava bene in lei, ma non mi sta a sentire dottore, insisteva per farla venire. Mi dispiace che lei le abbia fatto perdere tempo.”

Faremo in modo di denigrarti e irritarti mentre mostriamo quanto siamo intelligenti perché sapevamo cosa non andava in te (malgrado non fosse così) e il dottore è d’accordo con noi. Possiamo rubare un pezzetto dell’intelligenza del dottore per la nostra struttura già che è qui, non è vero?

Poi inviteremo il dottore ad esaminarci la spalla o la gamba mentre facciamo grandi sforzi spiegando quanto male abbiamo. Questo mantiene i riflettori fermamente su di noi e ti ha infastidito che abbiamo dirottato il tuo consulto. Cercheremo di dichiarare che stiamo molto peggio di te. Tu hai il raffreddore, bene noi abbiamo l’influenza. Lo useremo come un’opportunità per accusarti di cercare attenzioni (un bel pezzo di proiezione qui) mentre precisiamo quanto egoista sei per esserti ammalata quando lo siamo noi. Non abbiamo alcun interesse nell’occuparci di te e abbiamo bisogno di rendere la situazione tutta su di noi. Di conseguenza, fingeremo una malattia o un infortunio per battere i vostri.

3. La terza ragione per la quale giocheremo la carta della malattia è quando siamo a corto di carburante e di energia. Ci può essere un numero indefinito di motivi per cui questo stato di cose si è verificato. Potresti esserti accorta di qualcuno dei nostri comportamenti manipolatori e quindi non stai reagendo così spesso in modo che sia il livello che la qualità di carburante che fornisci sono ridotti. Possiamo anche avere un calo naturale nei nostri livelli di energia o sentire qualche grado di vulnerabilità che significa che le nostre risorse sono tirate più che scarne. Questo ci rende difficile cercare fonti addizionali di carburante. Questa diminuzione di carburante riduce il nostro potere e si rischia che il vile demone che si cela all’interno tenti di scappare e si faccia sentire. Quando questo accade, la creatura sussurra ricordandoci delle nostre deboli identità. Noi non siamo malati. Noi non siamo infortunati. Però ci sentiamo indeboliti, come se fossimo malati o infortunati. Di conseguenza, giochiamo la carta della malattia al fine di ottenere un’iniezione di carburante d’emergenza da parte tua o da chiunque sia a portata di mano. Come soggetto empatico sei programmato a rispondere a questo e non puoi resistere all’opportunità di mostrare la tua natura amorevole per aiutarci e accudirci. L’attenzione che tu ci prodighi ci fornisce il carburante e iniziamo a sentirci nuovamente più potenti. I sibili della creatura sbiadiscono poiché è inglobata all’interno della prigione del nostro edificio fabbricato ancora una volta e la nostra supremazia ritorna. La nostra debolezza si solleva grazie a questa offerta di carburante da parte tua e questo è stato provocato dal fatto che abbiamo giocato la carta della malattia. Lo faremo per guadagnare solidarietà da parte tua, da parte della famiglia e degli amici e anche da professionisti della salute. I nostri disturbi preferiti sono però della varietà invisibile. Depressione, un dolore allo stomaco o alla schiena. Siamo attori brillanti ed esageriamo la nostra sofferenza. Il ritratto del nostro povero sé malato soddisferebbe Ferris Bueller. Come la maggior parte delle cose è solo un’altra invenzione concepita per manipolarti e rifornirci del carburante ma non devi mai osare metterci in dubbio. Noi ovviamente abbiamo ricercato i sintomi a fondo e la nostra Sindrome di Munchausen è predominante. Tu sei tenuta ad aiutarci a risorgere dal nostro letto di dolore oppure sei una cattiva persona e ti taglieremo fuori dalle nostre volontà nell’eventualità che questa terribile afflizione ci mandi la mietitrice. Sarai stufa da morire delle nostre malattie e infortuni ma sarai tenuta a parteciparvi.

H.G. TUDOR

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Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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