👤 LA TORRE RELAZIONALE

191018E The Relational Tower.jpg

Sono seduto in alto nella mia Torre Relazionale. Posso vedere così tante cose da questo trono.

Guardo verso nord e vedo le linee dorate e scintillanti che si estendono da me ai miei leali sudditi attraverso il territorio. Vedo i miei sostenitori, i miei seguaci e la mia compagnia andare avanti con la loro vita quotidiana, restando allo stesso tempo legati a me. Sentono che tale privilegio è connesso a me, al loro sovrano e io mi nutro di quel senso di privilegio e ammirazione, e di quell’adorazione che si intreccia attorno ad esso.

Guardo verso sud e vedo altre linee di oro lucente che collegano me ai miei più devoti luogotenenti. Dal mio punto di osservazione posso dar loro un segnale e obbediranno, eseguendo i miei comandi, rispettando i miei dettami e eseguendo le mie istruzioni. È una fonte di grande conforto guardare verso di loro e osservare la loro operosità nei miei confronti.

Guardo ad est e aggrotto le sopracciglia davanti alle legioni riunite che marciano verso di me. I malcontenti, i respinti, gli sciocchi e gli idioti, tutti quelli che hanno impugnato le armi contro di me e ora marciano nell’aspettativa di spodestarmi. Eppure altre linee si estendono da me a questi traditori. Linee viola scuro, quasi invisibili contro il firmamento glorioso, queste innumerevoli linee che hanno unito permanentemente a me questi trasgressori e mediante le quali io tiro, contorgo e strappo. Essi gemono, piangono e si lamentano del loro destino, ma non c’è speranza per nessun altro perché questi sono coloro che portano la macchia del tradimento, il putrido odore di sedizione sprigiona dai loro strambi contorni. Lasciateli venire, lascia che avanzino verso di me e io li osserverò mentre si infrangono contro la mia torre, come onde contro le rocce mentre vengono mandate a sparpagliarsi e dissolversi in così tanti spruzzi. Li osservo da lontano, talvolta che comandano ai miei luogotenenti di entrare nella mischia per circuire con lusinghe e dirigere, una miriade di oro e viola scintillanti e lucenti quando le linee si intrecciano. Ogni tanto il viola diventa dorato, quando con un mio dono paradisiaco concedo la mirabile gioia ai pochi eletti.

Guardo ad ovest e lì vedo te. Brilli di una tale gloria, la linea d’oro tra te e me che sprizza di effervescenza. Una linea spessa che ti si avvolge attorno ai polsi, al dorso e alla gola, che manda quella preziosa essenza verso di me. Ci sono giorni in cui quella connessione si oscurerà al viola della colpa, la linea spessa si allungherà e si assottiglierà, ma non si spezzerà mai. Ti guardo mentre cammini verso di me, a faccia in su, gli occhi estatici, le mani protese mentre la luce arde più luminosa e quelli che sono inferiori a me avrebbero difficoltà a tenere gli occhi su di te, ma io lo farò sempre. Anche se di tanto in tanto potrei distogliere la mia faccia da te, i miei occhi bui ti cercheranno sempre.

Ti osservo mentre cammini verso di me, i sostenitori, i luogotenenti, gli emarginati e te. Posso vedere tutto da questa posizione elevata mentre organizzo, dirigo e orchestro. So cosa vuoi. So cosa volete tutti, ognuno di voi.

Sono collegato a tutti voi, siete legati a me, alcuni più stretti di altri, alcuni con quelle catene che mordono e bruciano, altri che non sollevano obiezioni alla loro serica schiavitù, ma tutti sono legati a me. Ho fatto in questo modo. Volevo questo. Sono collegato a così tanti di voi. Ho una relazione con ognuno. La nostra vicinanza relazionale varia da estraneo a partner intimo, da seguace ad amico di cerchia ristretta, da collega a familiare e così via. Rapporti. Ne ho a centinaia e ne creo di più ogni giorno, protendendo i miei viticci d’oro e porpora per rimanere esattamente dove voglio essere – al centro della mia torre.

So perché vi dirigete tutti verso di me. Volete entrare in questa torre ed ottenere il permesso da me. Desiderate togliere il lucchetto al vasto cancello e passare attraverso l’imponente portale per permettervi di salire i tortuosi gradini di pietra, passando ogni volta senza ostacoli o complicazioni attraverso le molte porte e i molti cancelli che proteggono il mio santuario.

So che vuoi entrare nel mio santuario.

Alcuni di voi vogliono prendersi cura di ciò che si trova lì. Alcuni di voi desiderano possedere ciò che vi salta agli occhi. Alcuni di voi desiderano chiederne una parte ed esserne per sempre pervasi degli effetti. Alcuni di voi desiderano diffondere ciò che si trova in questo santuario. Alcuni di voi desiderano capire cosa si trova lì. Alcuni di voi desiderano distruggere ciò che viene rivelato.

Di qualsiasi cosa si tratti, le centinaia di relazioni che ho, non importa quanto lunghe, quanto solide e quanto stretto sia il legame o di quale altro tipo possano essere, tutti cercano di entrare nella mia Torre Relazionale e addentrarsi nel santuario.

Questo non può accadere.

Io ho fatto questa torre. L’ho costruita alta. Ho costruito le pareti profonde e spesse, fatte dalle pietre della negazione e le lastre di digressione tutte tenute al posto con la malta di carburante. Ho modellato le spesse assi della porta dalla proiezione, il legno imbullonato insieme attraverso la triangolazione e la serratura creata da uno sguardo d’acciaio e dalla risolutezza ferrea. Il pesante chiavistello che è posto su questa è nato dal trasferimento di colpa. Ho messo molte trappole e insidie all’interno di questa torre per impedire a chiunque di raggiungere il santuario. I gradini di pietra sono spalmati di vetriolo, le pareti sono piene di diffamazione, i calderoni attendono di riversare su di te la loro furia accesa e ti gettano in profonde fosse di disperazione. La pietra è così spessa che qui c’è solo silenzio, come se le pareti stesse ti stessero dando uno sguardo freddo e funesto. Tutto ciò che ho imparato verrà usato per ostacolare la tua progressione, intralciarti e ostacolarti in modo che tu non possa mai raggiungere quel santuario.

So che tutti voi volete andare lì. So che tu vuoi entrare nel profondo di me, nel mio santuario interiore, ma non posso permetterlo. Non oso. Non posso ammettere nessuno. Mai.

Ho costruito questa torre alta. L’ho costruita spessa. L’ho resa impenetrabile.

L’ho costruita per tenerti fuori.

L’ho costruita per tenermi dentro

Siamo sempre connessi ma finché rimango nella mia Torre Relazionale in così splendido isolamento, il mio santuario interiore resta protetto e pure io.

H.G. TUDOR

The Relational Tower

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

Rispondi