👤 COME UN’AUTOSTRADA

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Quando arrivo con la mia lussuosa e costosa macchina è troppo difficile resistere a quella portiera aperta dal lato del passeggero e tu salti su senza esitazione. Non ti condurrò per una corsa gentile attraverso le ondulate strade di campagna e nemmeno per una gita da vagabondi lungo la costa. No. Sempre dritti in autostrada. Tu vieni spinta indietro verso il sedile dalla brusca accelerazione mentre ci allontaniamo veloci. Lasci andare una risata deliziata per l’ondata di eccitazione mentre proseguo dritto nella corsia di sorpasso e la freccia del contachilometri sale man mano che andiamo sempre più veloci. È esaltante essere portate da un pilota così disinvolto e magistrale.

L’autostrada dove ti conduco l’ho costruita io di proposito. Taglia attraverso il panorama, non ci gira intorno, non procede sopra o sotto bensì va dritta attraversandolo. Non ci sono ostacoli per la mia autostrada. È diretta ed efficiente. La sua costruzione ha ucciso ogni cosa che fosse d’intralcio mettendo la sua impronta su tutto quello che la circonda. Niente può evitare che miglio dopo miglio si estenda su tutto il territorio. Nulla può mettersi sulla strada della mia autostrada.

Ti meravigli di quanto velocemente ti possa portare in così tanti luoghi diversi. Sorridi mentre spingi il naso contro il vetro e guardi la segnaletica passare in un flash
“Desiderio”, “Paradiso”, “Eccitazione” e “Piacere” sono tutti scritti sui segnali stradali. La mia autostrada ti porta in questi posti in pochi secondi e non appena ne abbiamo visitato uno torniamo indietro veloci nella notte verso la prossima destinazione. L’autostrada ci porta direttamente nei migliori ristoranti, le destinazioni più esotiche, i concerti dove ci permette di arrivare proprio di fronte al palco e quei luoghi esclusivi e difficili che hai sempre provato a raggiungere improvvisamente sono proprio davanti a te, tutto grazie a questa ampia rete autostradale.

La mia autostrada non ha mai ingorghi per il traffico, è libera da cantieri e prende sempre la via più diretta per una destinazione. Toglie il respiro per quanto veloce ci si viaggia, nonostante tu ti senta sempre al sicuro, nella consapevolezza che mi sto prendendo cura di te su questa strada moderna e ben tenuta.

Occasionalmente vedi persone che riconosci ferme sulla corsia d’emergenza. Sono alcuni della tua famiglia che ci osservano passare veloci. Mentre corriamo vedi i tuoi amici che hanno parcheggiato su un lato della strada. Alzi una mano per salutarli ma è troppo tardi. Li abbiamo già superati lasciandoli indietro lontani, solo una macchia sfocata. Comunque non te ne preoccupi mentre vedi un altro segnale che indica la prossima destinazione e cresce la trepidazione nell’aspettare l’arrivo in questo posto incantevole. Tutti i pensieri sulla famiglia, gli amici e i tifosi sono lasciati indietro, tanto velocemente quanto li abbiamo sorpassati.

Qualche volta pensi di vedere il flash di un segnale di pericolo su uno dei tabelloni in alto ma sto andando così veloce lungo questa ampia autostrada che non ne puoi essere sicura.

“Diceva pericolo incombente?” mi chiedi mentre passiamo velocemente sotto un altro segnale illuminato.

“Oh è solo un test di routine, non hai bisogno di preoccuparti di questo” sorrido e tu sei istantaneamente rassicurata. Ti metti comoda sul tuo sedile mentre il mondo e la tua vita passano in un lampo ma sei troppo focalizzata su ciò che ci attende alla prossima destinazione per preoccuparti di cosa ti scorre davanti. È la corsa della tua vita e non vuoi che si fermi mai.

Improvvisamente l’auto frena bruscamente. Le gomme stridono e rilasciano fumo per la violenza con cui l’auto si è fermata. Vieni sbalzata in avanti dal sedile e quasi sbatti la testa contro il cruscotto. Disorientata ti raddrizzi mentre si apre la portiera del lato passeggero.

“Fuori” ordino. Il sorriso è svanito ed ora è stato rimpiazzato da una faccia che stenti a riconoscere mentre fisso in avanti.

“Scusa? Cosa?” farfugli confusa.

“È ora di andare. Devi andare da quella parte” indico aggressivamente puntando il dito dietro di te.

“Che significa? Perché ci siamo fermati? Non capisco” protesti.

“Fuori! Fuori! Fuori! abbaio e bruscamente ti spavento facendoti scappare fuori e tu rimani tremante sull’asfalto.

“La tua vita è da quella parte”, aggiungo sbattendo la portiera e tu guardi mentre con un ruggito del motore prendo la via di fuga verso un grande segnale con scritto “Carburante in Arrivo”

Mi guardi scomparire dalla vista e poi ti volti a guardare l’autostrada vuota e silenziosa che si estende lontano verso lunghe distanze. Inizia a camminare, confusa e sconvolta.

Il tuo ritorno verso la vita è proprio come la mia autostrada

Lungo e grigio scuro.

H.G. TUDOR

Like A Motorway

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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