🎑 I NANI E IL CALZOLAIO

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C’era una volta un calzolaio che lavorava molto duramente ed era molto onesto. Nonostante la sua operosità, tuttavia, non riusciva a guadagnare abbastanza per sopravvivere. Un giorno tornò dalla moglie in attesa dopo essere stato al banco dei pegni,

“Beh, ho impegnato quasi tutto ciò che abbiamo risparmiato tranne un po’ di pelle e i miei strumenti. Possiamo almeno pagare l’affitto questo mese, così avremo un tetto sopra la testa, fino a Natale”, disse.

“È l’affitto il problema, caro marito,” rispose la moglie, “se non fosse così esagerato non saremmo in questo pasticcio. Ogni mese l’agente del proprietario, quell’orribile signor Leff Tennent viene qui e ci dice che il proprietario ha aumentato l’affitto, di nuovo.”

“Lo so mia cara moglie, non capisco perché semplicemente non ci sfratta?”

“È perché tu continui a impegnarti sempre di più per compiacerlo, ecco perché, e ora guardaci. Niente da mangiare e il Natale in arrivo. Cosa dobbiamo fare?”

“Beh, ho abbastanza pelle per un paio di scarpe che farò domani e spero che un cliente benestante me le comprerà e tutto andrà bene. Non preoccuparti mia cara moglie, ci abbiamo l’un l’altro e la nostra onestà, la nostra dignità e la nostra empatia.”

Quindi il marito e la moglie andarono di sopra a sdraiarsi sul materasso di paglia, il loro letto era stato venduto in precedenza.

Al mattino il calzolaio si alzò, disse le sue preghiere con il brontolio dello stomaco vuoto e scese al laboratorio. Sul banco da lavoro c’era un bellissimo paio di scarpe di cuoio realizzate con la massima qualità. Il calzolaio non sapeva cosa dire a una cosa tanto strana. Esaminò la lavorazione e non c’era un punto falso nell’intero lavoro.

Più tardi quel giorno un Narcisista Somatico arrivò dal calzolaio e con l’Empatica adorante al seguito, il Somatico volle mettersi in mostra e comprò le scarpe e senza riguardo per il suo già stravolgente scoperto, pagò il prezzo delle meravigliose scarpe e uscì con un gesto plateale. Il calzolaio era euforico. Il denaro pagato gli permise di comprare abbastanza pelle per due paia di scarpe e cibo che bastasse per lui e sua moglie per una settimana.

La sera, il calzolaio ritagliò la pelle e andò a letto presto per potersi alzare e iniziare a lavorare alle scarpe al mattino. Gli fu comunque risparmiato il disturbo, poiché quando scese al laboratorio scoprì che erano state modellate due paia di magnifiche scarpe con suole rosse.

Non appena il calzolaio aprì il negozio apparve un Narcisista d’Elite e acquistò entrambe le paia di scarpe per un piccolo segreto sporco che doveva tener buono. Il Narcisista d’Elite, in linea con il suo stato e la sua grandezza, pagò profumatamente le scarpe al punto che ci fu denaro sufficiente perché il calzolaio acquistasse la pelle per quattro scarpe e per farsi restituire il suo Ephone dal banco dei pegni.

Ancora una volta il calzolaio ritagliò la pelle e al mattino scese e trovò che il lavoro era stato fatto ancora una volta e trovò quattro paia di stivali levigati e lucidati pronti per la vendita.

Così andò avanti con il calzolaio che comprava sempre più pelle e sua moglie che sperperava soldi sul negozio internet Rainforest rifornendosi di beni essenziali come un lampadario che manda messaggi di testo, un diffusore epod per toilette, un massaggiatore per la testa e un ventilatore di noodle. Giorni felici davvero! Ogni notte il calzolaio tagliava la pelle e al mattino una certa quantità di scarpe e stivali impeccabili lo aspettavano perché lui li vendesse.

Una sera, attorno a Natale, il calzolaio e sua moglie erano seduti davanti al fuoco a chiacchierare e lui le disse,

“Siamo stati assai benedetti da chiunque stia facendo queste scarpe e stivali per noi. Mi piacerebbe stare seduto e guardare stasera per vedere chi viene e fa il lavoro al mio posto.”

Alla moglie piacque l’idea, così lasciarono una luce accesa e si nascosero in un angolo del laboratorio dietro una tenda che era stata appesa là e osservarono cosa succedeva.

Non appena fu mezzanotte entrarono sette nani nudi e si sedettero alla panca del calzolaio e tutto il lavoro che c’era venne terminato. Proprio in quel momento entrò una figura alta e muscolosa. Era il Signor Leff Tennent.

“Giusto, miserabili piccoli malfattori, il mio capo, Nicholas Ark vuole i suoi soldi,” sibilò Tennent ai nani, “quindi stasera abbiamo bisogno della produzione per Noke, Udidas, James Choo Choo Train e Miaow Miaow quindi prendete quelle fatte per prime e poi gli scarti possono essere lasciati al perdente che gestisce questo posto”, ordinò Tennent.

“Chiedo scusa, signor Tennent, ma quando potremo riavere i nostri vestiti?” Chiese uno dei nani, “è piuttosto freddo intorno al vecchio pisello qui dentro.”

“Succhialo dolcezza” annunciò Tennent “Mr Ark non voleva che voi vagaste per la città con le tute arancioni con la scritta Community Payback attaccata dietro, attirando l’attenzione su questo posto, non quando usando il vostro lavoro lui può tagliar fuori gli orfani Cinesi e i bambini indiani delle baraccopoli”.

I nani abbassarono la testa e ci diedero dentro con le loro abilità da calzolai.

“È terribile, bizzarro farli lavorare nudi”, sussurrò la moglie al calzolaio

“Davvero?” borbottò il calzolaio empatico

“Sì, i poveri ragazzi devono avere piuttosto freddo, non c’è da stupirsi che lavorino così velocemente.”

“Ma il fatto che stiano tagliando fuori gli orfani Cinesi e i bambini indiani delle baraccopoli mentre dirottano il mio prodotto su Simboli dello Sfruttamento dei Capitalisti dell’Ovest non ti preoccupa?” Chiese il calzolaio.

“Bene, ora vieni a farne menzione, sì, com’è che non ci avevi pensato?” Chiese la moglie.

Il giorno seguente il calzolaio disse a sua moglie.

“Quei nani nudi ci hanno reso buona la vita e dovremmo esser loro grati, quindi dovremmo fare una buona azione. Mi dispiace vederli correre nudi, beh, tutti tranne quello peloso ooh, mio dio, è liscio e muscoloso, ehm, comunque farò loro una camicia e un cappotto, un paio di scarpe, un panciotto e un paio di pantaloncini”.

“Cazzate e basta simpaticone, accomodali con un pigiamino ciascuno e finiscila.”

Sempre pronto a soddisfare, il calzolaio preparò sette pigiamini tutti etichettati con i nomi dei Peccati dell’Empatico perché aveva sentito che il signor Tennant la sera prima usava i loro nomi.

“Queste pigiamini sono così comodi e caldi che loro ne saranno felici” sorrise il gentile calzolaio.

Il calzolaio fece i vestiti e le scarpe e invece di stendere la pelle tagliata mise gli abiti pronti per i nani prima che lui e sua moglie si nascondessero ancora una volta, e aspettarono il loro arrivo.

Verso mezzanotte apparvero i nani e presero posto, con un’espressione cupa sui loro volti. Eppure, quando videro i pigiamini, sorrisero e risero e li indossarono in un batter d’occhio, mentre la felicità sprizzava da ognuno di loro.

“Che cosa sta succedendo qui, nel nome del forcone di Satana?” Gridò Leff Tennent quando entrò nel negozio.

I nani interruppero i loro balletti e il loro giubilo.

“Dov’è la materia prima?” Chiese Tennent. I nani si strinsero nelle spalle.

“Non ce n’è” disse il calzolaio mentre emergeva da dietro la tenda.

“Cosa vuoi perdente?” Chiese Tennent.

“Questa fabbrica dello sfruttamento è chiusa e tu liberererai questi bei compagni dalla loro servitù debitoria. Mi prenderò cura io di loro ora come dipendenti regolari coi benefici che ne derivano e l’assicurazione sanitaria.”

“Oh no non lo farai,” ringhiò Tennent, “interrompendo questo ordinamento stai violando il contratto e i danni liquidabili accertati sono ehm ingenti, quindi secondo le clausole di questo contratto,” disse Tennent tirando fuori dalla tasca quello che sembrava l’incarto di una barretta di cioccolato, “Mr Ark ha diritto a tutti i tuoi soldi, sequestro di tutti i beni mobili e le attrezzature e il tuo sfratto immediato. Ora fuori dai piedi.”

“Non sono d’accordo!” Dichiarò il calzolaio. “Nel nome della luce e di tutto ciò che è buono, ci ribelleremo a te, chi è con me ragazzi?” Gridò il calzolaio cercando di radunare i sette nani ma quando si voltò verso di loro scoprì che erano tutti profondamente addormentati, una combinazione della loro stanchezza e del nuovo ritrovato calore e comodità dei loro pigiamini.

“Andiamo, cara moglie, possiamo prenderlo!” Disse il calzolaio.

“Non ho paura Calzolaio dei miai Coglioni, Mr Ark mi ha fatto un’offerta di una volta nella vita per supervisionare il suo Negozio del Periodo d’oro sulla Via dell’Illusione, quindi ora sto con lui. Ti ha diffamato bene e l’ha fatto in modo opportuno, pazzo!

E con ciò il muscoloso Leff Tennent cacciò fuori il calzolaio nel freddo della notte, sbatté la porta e la chiuse a chiave.

Mentre sedeva sui ciottoli ghiacciati a rimuginare sul suo destino, il calzolaio sentì lo schiaffo di una mano sul didietro e la risatina fruttuosa della signora Shoemaker mentre sentiva i nani che cantavano,

“Triangolare! Triangolare! Triangolare!”

Il calzolaio sospirò e sentì la prima lacrima di sconforto scivolare giù per la sua guancia mentre la povertà e la sofferenza facevano capolino.

E il signor N Ark, il signor Leff Tennent e la signora Shoemaker si godettero per sempre un ménage a tre divertente e pieno di carburante.

H.G. TUDOR

The Dwarves and The Shoemaker

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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