👤 LA CHIAVE D’ACCESSO

191003D The Key to Entry.pngCon la breve ingiunzione da parte di mia madre di assicurarmi che parlassi o ne avrei subito le conseguenze, tornai nello studio del dottor M. Ci sedemmo e lui sorrise prima di
aggiustarsi i pantaloni della tuta, tirandoli verso la coscia. Lanciai una rapida occhiata alle sue regioni inferiori, ma non era ancora emerso alcun buco.

“Ora signor Tudor, non abbiamo fatto molti progressi la settimana scorsa. Non è un problema. Mi chiedevo se forse ti sentivi più disponibile a parlare con me in questa occasione?”

Iniziai ad annuire e poi parlai.

“Molto bene.”

“Eccellente. Di cosa vorresti parlare?
“Chiese.

“Perché sono qui ovvero perché sono seduto nel tuo studio”, ho chiarito prima che lui iniziasse a fornirmi una risposta intelligente sul significato della mia esistenza. Sapevo perché la mia famiglia aveva insistito che io vedessi il dottor M e, più recentemente, di sottolineare la necessità di parlargli, ma volevo sapere cosa pensava. In questo modo sarei stato più preparato a sviarlo.

“Perché pensi di essere qui con me?” Rispose a caso. Meraviglioso. Era una di quelle persone che rispondevano a una domanda con un’altra domanda.

“Ho chiesto prima io”, sottolineai. Lui annuì.

“La tua famiglia è preoccupata per te.”  Sbuffai, e questo sembrò prenderlo di sorpresa.

“Quei bastardi si preoccupano solo di se stessi.”

“Perché dici così?” Chiese il dottor M prendendo nota della mia osservazione.

“Non importa, va’ avanti, stavi parlando.”

“La tua famiglia è preoccupata per te. Mi sono incontrato con loro e mi hanno fornito informazioni di base. Sono consapevole che sei una persona molto ambiziosa e lo sei sempre stato. La tua famiglia è preoccupata, tuttavia, che non ti fermi davanti a nulla per ottenere quello che vuoi, che tu disprezzi la maggior parte delle persone e che ti lasci dietro una scia di carneficina. Penso che sia un modo sintetico di metterla. Vogliono che io discuta di questo con te e avere la mia opinione.” spiegò.

“Sono tutte stronzate,” osservai. La mia voce era bassa ma il veleno era tangibile. Il dottor M rimase in silenzio.

“Non ho idea di cosa stiano parlando. Non mi fermo davanti a niente per ottenere ciò che voglio? Non si sono mai lamentati dei miei risultati prima. Non gli piace che io li stia mettendo in ombra. Ecco qual’è il problema. Lo fanno sempre. Cercare di fare dei loro problemi i miei problemi, ne sono stufo e stanco. Mi sono fatto la mia strada e l’ho fatto anche maledettamente bene e tutto ciò che vogliono fare è abbattermi. È la gelosia. Ecco perché ho poco a che fare con loro. Te l’hanno detto? Scommetto che hanno cercato di inventare che sono distaccato e che non partecipo mai alle riunioni di famiglia, vero? Non mi invitano mai da loro. Mi tengo maggiormente in contatto con mio fratello minore e lui mi parla di questi incontri e lo scopro sempre dopo l’evento. Mio fratello minore ha parlato con te?”

Il dottor M annuì.

“Chi altro?” Chiesi.

“Entrambi i tuoi genitori, tua sorella, tuo fratello minore e tua cugina, Charlotte.”

“Uh, la solita cricca. Tutti loro sono bugiardi. Hai idea di cosa significhi dover sopportare tutti loro? Mio Dio è un miracolo che io sia un successo. Mia madre cerca sempre di addossare le colpe delle sue mancanze su di me. Le piacerebbe piantare un microchip nella mia testa e controllarmi. Sarebbe l’ideale per lei. Ha controllato mio padre per anni. Non è davvero un tipo cattivo veramente, ma è caduto sotto il suo incantesimo e crede a tutto ciò che dice lei e se non osa farlo, beh, diciamo che ne ha subito le conseguenze troppe volte in passato, così ha imparato la lezione. È una sua debolezza e io lo odio perché è così. Dovrebbe opporsi a lei piuttosto che essere il suo sacco da box metaforico. Cerca sempre di mantenere la pace prima di tutto e poi prende le parti di lei. Ha subito il lavaggio del cervello e mia sorella è altrettanto cattiva. Gesù, lei ha sempre deferito a mia madre, ma poi non ha mai potuto prendere una decisione da sola. Quindi anche Charlie ha avuto il suo peso giusto? Sai perché dottor M? È perché lei mi vuole per sé e io non lascerò che questo accada. Scommetto che non te l’hanno detto vero? È totalmente innamorata di me e, dato che l’ho respinta, ecco che lei va a ripagarmi inventando bugie su di me. Non escluderei che quell’arpia provasse a internarmi, sai. Non vuoi credere a niente delle molte cose che ti dirà.”

Il dottor M stava buttando giù la nota strana mentre parlavo. Sì, prendi degli appunti dottor M e puoi dir loro cosa penso di loro. Come osano? Come osano i bastardi capire che sono io quello col problema. Dovrei esserci abituato, ma mi fa ancora infuriare. Mi alzai, agitato per questo attacco ingiustificato contro di me.

“Questo è quello che fanno sempre dottore. Io sono quello che ha sofferto per mano di loro. Anni interi, ma se la rigirano e cercano di incolpare me. Ho fatto buon viso a cattivo gioco e loro non possono sopportare di vedermi fare le cose bene così congiurano queste cose. Bugiardi tutti loro.”

Stavo camminando su e giù davanti al camino e lottavo per resistere all’impulso di afferrare uno dei tronchi e scagliarlo contro il grande specchio che era appeso sopra il camino.

“Vorrei che fossero tutti morti dottore, non ne hai idea. Le volte in cui avrei voluto che venissero spazzati via in qualche incidente d’auto o che un edificio cadesse su di loro mentre sono dentro. Hanno reso la mia vita un inferno e proprio mentre mi sto liberando di loro tirano fuori questa sceneggiata. Li odio. Sono sorpreso che anche mio fratello si unisca a questo, pensavo che avesse un po’ di buonsenso.”

“Tuo fratello ha espresso notevole preoccupazione per te e vuole aiutarti”, propose il dott. M.

“Non ho bisogno di aiuto. Ti suggerisco di riempire le tue sessioni con loro. Avrai molto materiale per le tue ore di strizzacervelli o per qualunque pubblicazione tu scriva. Mia madre è una maniaca del controllo con un problema col bere, mio ​​padre è senza spina dorsale, mia sorella è una vittima professionista, oh sì, chiedile del suo matrimonio fallito, ma assicurati di avere a portata di mano il cuore sanguinante e i violini. Mia cugina, come ho detto, è una lasciva ninfomane e per quanto riguarda mio fratello, è sceso in basso a mio avviso unendosi a questa cricca di perfidia.”

Sputai fuori le parole mentre agitavo le braccia, facendo mulinare il vento nell’aria. Mi sentivo un po’ meglio per questa esplosione di stizza, tornai al mio posto e mi sedetti. Il dottor M stava ancora scrivendo.

“Quindi dottor M non c’è davvero niente da vedere qui. So che vorrai guadagnare un po’ di soldi da noi e lo rispetto, tu sei come me, vedi un’opportunità e la sfrutti. Niente di male in questo. Lascia che ti dia un consiglio. Devi proporre di lavorare con quei bugiardi e lasciar perdere il tuo coinvolgimento con me. Non hai nulla da ottenere qui ma per quanto riguarda loro, beh, farai una fortuna sistemando quel ginepraio che è la loro vita”.

Mi sedetti di nuovo e sorrisi mentre il dottor M continuava a scrivere. Avevo parlato proprio come lei aveva sollecitato. Avevo fatto come mi era stato detto. Ancora. Questa volta però stavo contrattaccando.

H.G TUDOR

The Key To Entry

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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