👤 IL BILICO

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Io ho un bilico. È molto speciale e permetto solo a persone speciali di salire su di esso. Bisogna essere speciale per vedere il bilico, a uno come te è permesso perché sei speciale. All’inizio non ti accorgi nemmeno di esserci seduto, ma ci sei. Naturalmente quando ti incontro, avrai una specie di fardello che ti opprime. Potresti essere solo, potresti essere in ripresa da un’altra relazione finita, potresti essere afflitto per un lutto. Potresti avere problemi di soldi, forse hai iniziato un nuovo lavoro che ti sta causando apprensione o i tuoi figli potrebbero rivelarsi problematici. Ci sarà qualcosa che ti sta assillando la mente e ti opprimerà. Anche quando al mondo esterno puoi sembrare felice e gioioso, ci sarà qualcosa. Cose di tutti i giorni, preoccupazioni più profonde e più significative o anche qualcosa di oscuro dal tuo passato, traumi infantili, un’azione terribile compiuta qualche tempo fa o una relazione difficile con il tuo carissimo papà. Forse è il peso dell’aspettativa o il peso schiacciante dello sconforto, ma alla fine ci sarà qualcosa che pesa sulla tua anima. Posso dirlo perché sei seduto sul mio bilico e lo stai appesantendo lasciandoti che tu resti seduto nel punto basso.

Naturalmente quando appaio tutto questo cambia. Non appena io salgo sulla parte rialzata del bilico, mi assicuro che il peso della mia integrità, la mia immensa serietà, la mia presenza importante e il mio grande amore abbassino la mia parte. Non posso fare a meno di farlo, poiché sono un uomo di sostanza e importanza. Ho una grande responsabilità sulle mie spalle dato che guido gli uomini, pionieri in nuovi territori, mi assumo rischi e mi occupo di così tante cose per conto di altri. Almeno questo è quello che dico a me stesso.

Il mio arrivo ti delizia perché ora salti in aria, portato in alto dal peso che è apparso dall’altra parte. Questo bilico è fantastico perché vai sempre più su, correndo per l’aria fino al firmamento. È emozionante e vertiginoso quando voli verso l’atmosfera rarefatta. Ti senti leggero, ti senti elevato e quei fardelli sono in qualche modo svaniti tale è l’effetto della mia presenza. Ti ricordi dalla tua infanzia quando alla fine hai raggiunto l’apice del bilico e ti sei preparato a venir giù di nuovo ma questo è diverso, sembra che non ci sia fine al tuo movimento verso l’alto. Puoi ancora vedermi sotto di te, che ti guardo con venerazione e delizia e questo non fa altro che aumentare il tuo senso di gioia. Ti chiedi se puoi fare lo stesso per me, se puoi mandarmi verso l’alto e provi a spingere verso il basso, ma è inutile, non riesci a raccogliere forza per nulla e continui a salire in alto.

Ti osservo salire alle stelle e i tuoi sorrisi, le risate e le lodi per il mio bilico meraviglioso mi piace, così ti permetto di continuare con la tua ascesa. Le tue esortazioni di ringraziamenti per questa meravigliosa cavalcata mi piovono addosso e io accetto tutto con gratitudine. Tuttavia, ciò che sale deve inevitabilmente scendere e con un violento impiego di forza, comincio a sparare verso l’alto verso il mio legittimo posto sopra di te. Stai improvvisamente cadendo. La tua discesa è rapida e improvvisa ed è sgradevole. Puoi vedere la terra correrti incontro e le tue urla arrivano lunghe e intense. Rido della tua angoscia e faccio sì che il bilico si muova ancora più violentemente mentre io salgo in alto e tu precipiti. Mi vedi davanti a te, che sorrido e rido come se non ci fosse nulla di sbagliato e la confusione ti attanaglia. Perché stai andando giù adesso? Perché sta succedendo così in fretta? Ti oltrepasso e ti saluto mentre tu ti aggrappi al bilico, preparandoti all’impatto, la paura e il terrore che ti avvolgono. Mi vedi ora sopra di te mentre chiudi gli occhi e attendi quell’improvviso tonfo mentre colpisci il terreno ancora una volta, ma non arriverà mai. Sei appena sopra il terreno, molto sotto di me, mentre mi senti versare disprezzo su di te dalla mia posizione elevata. Sembra così strano. Non sono più lontano da te rispetto a quando siamo saliti su questo bilico, eppure sembro così distante, così lontano da faticare persino a riconoscere se sono io. Non ti piace stare quaggiù. È orribile. Vuoi salire ancora una volta e così spingi forte con le gambe per guadagnare qualche presa che ti manda su e giù ma non succede niente. Spingi di nuovo ma non c’è risposta. Io ti sto chiamando, il mio gatto ti invita a scendere giù mentre tu provi ripetutamente a forzare il bilico verso l’alto, ma non serve a nulla. Lacrime di frustrazione si accumulano nei tuoi occhi mentre spingi e tiri il bilico, ma non succede nulla e poi, senza preavviso, senti un sussulto e ricominci a salire. Il sollievo si riversa su di te e cacci via le lacrime mentre quella sensazione di gioia e delizia ricomincia.

Vai su e giù, arrampicandoti per un momento senza sapere quanto in alto andrai prima di iniziare a crollare. A volte la discesa si interrompe a metà e vieni sollevato di nuovo, anche se solo per un secondo prima di scendere giù ancora una volta. È una situazione tumultuosa e ti senti stordito e disorientato. Diventa sempre più difficile sapere cosa succederà dopo oppure se andrai su o giù. Ti aggrappi, le nocche che sbiancano, cercando disperatamente di rimanere sul bilico perché non hai idea di cosa potrebbe accadere se tu provassi a scendere. Saresti catapultato in aria e verso la libertà? O precipiteresti sul duro terreno sottostante e ti frantumeresti in mille pezzi? Se solo il bilico si fermasse per un momento, così potresti orientarti. Hai bisogno di una pausa da questo movimento su e giù su cui non hai alcun controllo. Per tutto il tempo mi vedi di fronte a te, apparentemente deliziato da questa corsa. Come mai non mi sento nauseato o in ansia? Com’è che mi sto godendo così tanto questa corsa casuale? Un minuto è tutto picchi e poi sprofondi ai minimi storici prima che un improvviso strattone fermi la discesa. Hai necessità di scendere ma non hai il coraggio di farlo, quindi decidi di tenerti stretto, ma questo sembra incoraggiarmi.

Chiedi aiuto al gruppo di persone che puoi vedere raccolte qui sotto. Sai che possono vederti ma, mentre vieni abbassato verso di loro, con le mani protese per sollevarti da questa corsa da incubo, vieni improvvisamente strappato verso l’alto e via di nuovo. Sei così confuso. È meglio salire, quella meravigliosa sensazione di sollevamento ti investe, ma questo ti porta via da quelle persone che stanno cercando di aiutarti. Dì loro di aspettare che torni presto, ma li vedi allontanarsi mentre continui a salire di nuovo finché non sono scomparsi. Urli perché rimangano, ma è inutile. Sei isolato, solo e alle stelle ancora una volta.

Un’altra sbandata e stai cadendo ma questa volta la preoccupazione ti afferra il cuore. Non riesci a respirare e il terrore fa sì che l’urlo ti si blocchi in gola. Stai cadendo troppo veloce, più veloce che mai, precipitando verso il basso a siffatta velocità. Guardi dall’altra parte dove dovrei esserci io ma non c’è nessuno lì. Me ne sono andato. Sono sparito senza preavviso e annuncio. Non c’è nessuno rimasto a controllare questo bilico, e tu stai cadendo, cadendo, cadendo. La terra dura e sassosa ti sta correndo incontro. Sei in caduta libera e ci sarà un solo risultato.

H.G. TUDOR

See Saw

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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