📰 CONDIVIDO QUELL’EMOZIONE

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Lo spettro emozionale concesso alla mia tipologia è limitato. La maggior parte delle emozioni positive che sperimenti sono venute meno o fuse in una sola sensazione onnipervasiva che è di potere. Laddove potresti sperimentare gioia, euforia, felicità e piacere, noi sentiamo potere. Quella sensazione crescente che ci scorre attraverso di noi come conseguenza della ricezione di carburante, che sia positivo o negativo. Ottengo una promozione? Mi sento potente. La mia squadra di football vince? mi sento potente. Seduco una nuova vittima? Mi sento potente. Sperimento il divertimento, in effetti, ho un eccellente senso dell’umorismo ma se ti faccio ridere attraverso il mio senso dell’umorismo sento ancora una volta un senso di potere.

Non sento la tristezza. Per il beneficio di guadagnare carburante, sono rimasto seduto davanti a numerosi film che sono descritti come strappalacrime e mi sono intrattenuto alternando la vista del film alla reazione della persona, immancabilmente una partner, mentre le loro espressioni cambiavano da compassione, solidarietà e poi le lacrime cominciavano a sgorgare. Ho guardato lo stesso film eppure non ho sentito nulla. Riconosco che le scene recitate dai relativi attori sono di quelle che possono essere classificate come commoventi, tristi e sconvolgenti ma non sento nulla. Quando sposto il mio sguardo sulla singhiozzante partner accanto a me, inizio a sentire qualcosa. Sento disprezzo per l’esibizione di debolezza nel diventare scossa. Non solo il fatto in sé che queste lacrime scorrono ma perché sono generate da una recita. Quanto facilmente la gente cade preda di ciò che viene recitato, ma sono grato di questo, perché se non lo facessero, la mia esistenza sarebbe molto più difficile. Sperimento un certo grado di divertimento, perché qualcuno viene commosso da qualcosa che non è nemmeno reale. Almeno quando le lacrime cadono perché un animale è stato investito sulla strada, o perché un parente ha esalato l’ultimo respiro su questa terra, c’è un evento autentico che causa dolore. Però, è sempre negli altri. Potresti mostrarmi un montaggio di immagini, frammenti di registrazioni che riassumono ciò che le persone considererebbero che induce una reazione di pianto, che sia di dolore o di gioia e rimarrei impassibile. Non significa niente per me. La capacità di sentire tristezza, lutto, dolore e disperazione è stata rimossa. Una volta le conoscevo. Posso ricordarlo vagamente, o almeno penso di poter ricordare, di essere triste. Non so cosa sia l’emozione ma richiamo l’immagine dalle profondità della mia memoria.

Non conosco la colpa. Il rimorso mi è sconosciuto. Non sento rimorso e nemmeno pentimento. La compassione non è mai stata accessibile per me. Come per l’empatia, non sento nemmeno quella. Sono, per via delle mie elevate abilità e della mia intelligenza, capace di capire ciò che le persone devono sentire. Ho trascorso molti anni a guardare e osservare il modo in cui le persone reagiscono a certe situazioni. Capisco quando viene espressa la felicità, so quando deve essere mostrato il rimorso, riconosco quando la tristezza dovrebbe fare la sua apparizione ma non sento nulla di tutto questo. Vedo il tuo dolore, so che dovrei dimostrare un’espressione preoccupata verso di te e chiederti come stai. Questa è l’aspettativa sociale comunemente accettata. Mentre ti seduco, adotterò effettivamente quella maschera di preoccupazione e compassione al fine di ingannarti facendoti pensare che sono una persona affettuosa e amorevole. Posso indossare la maschera che pone le mie espressioni facciali nel posto corretto. Sono capace di adottare il tono di voce appropriato e mettere le mie mani su di te in modo gentile cosa che è associata all’espressione di preoccupazione per qualcuno eppure nonostante tutte queste espressioni, parole e gesti appresi non sento alcuna preoccupazione verso di te. Non mi sento triste per te, non condivido il tuo dolore, non sono preoccupato per te. D’altra parte so che se devo legarti a me ed estrarre carburante da te, tramite la tua espressione grata e la tua riconoscenza per la mia amorevolezza apparente, sono obbligato a mettere la maschera della compassione. Naturalmente, quando la svalutazione verso di te inizia, non vedo alcuna necessità di fingere e anzi la mia mancanza di compassione porta un suo risultato dato che il tuo dolore aumenta tramite il mio atteggiamento sprezzante, il rifiuto di aiutare e la smorfia di sdegno.

L’Inferiore della nostra tipologia spesso non sa nemmeno quale maschera dovrebbe essere adottata e durante la fase di seduzione invece di brancolare goffamente alla ricerca della maschera appropriata, preferiranno abbandonare la situazione, evocando qualche scusa del perché non possono rimanere ed aiutare. I Narcisisti Medi e quelli Superiori della nostra tipologia capiscono che certe risposte sono preferite da te e quindi le maschere verranno create e indossate, ma solo al fine di raggiungere ciò che vogliamo. Se la situazione richiede che i nostri interessi abbiano maggior beneficio dal fatto di non indossare una maschera, allora questo è ciò che accadrà.

La gente spesso fa l’errore di supporre che siamo totalmente privi di emozioni. Questo è sbagliato. Sì, ci sono molte emozioni che, come ho spiegato sopra, non possediamo, ma non siamo privi di tutte le emozioni. Conosco fin troppo bene le emozioni di odio, rancore, frustrazione, irritazione, vergogna, invidia, ira e gelosia. Perché mi sono concesse queste emozioni e non le altre? Nei miei dibattiti con i buoni dottori e per le mie personali considerazioni su questi argomenti è evidente che nell’evoluzione di ciò che sono, è necessario per me possedere queste emozioni perché sono catalizzatori che fanno sì che io mi comporti nel modo in cui faccio così avrò una spinta, sarò brillante, affascinante, seduttivo, sarò scandaloso, grandioso, belligerante e distruttivo, perché alla fine tutte queste cose devono esistere al fine di obbligarmi a ottenere il prezioso carburante.

Se non diventassi geloso di quelli del mio circolo di amicizie che lodano un amico, non mi sentirei obbligato ad attirare i riflettori dell’attenzione su di me rubandogli la scena, raccontando un aneddoto glorioso o facendo un dramma. Se non fossi geloso non farei questi passi e quindi mi sarebbe negato il carburante.

Se non fossi invidioso della nuova macchina sportiva del mio vicino, non sarei stato spinto a lanciare dell’acido per batterie su di essa durante la notte e poi il giorno successivo guardare dalla finestra la sua reazione inorridita nel vedere i danni. Ancora, non otterrei il carburante.

Non sentirei rancore verso il mondo e il suo trattamento verso di me, non sarei costretto a sedurre la gente in modo che mi fornisca quello scudo dal mondo e dalle sue oltraggiose ingiustizie.

Sono queste emozioni negative, i Motivatori Oscuri, che fanno sì che io abbia sempre la spinta. L’assenza degli Ostacoli – rimorso, colpa, empatia, rimpianto ecc..- implica che io non venga fermato o rallentato nella mia eterna marcia in avanti. Non vengo distratto da quell’unico e necessario compito di ottenere carburante.

Questo approccio non significa che la mia vita sia meno nutrita. Sono comunque capace di apprezzare molto di quello che c’è di bello, coinvolgente, affascinante e scintillante in questo mondo. Posso apprezzare la grandiosità dell’architettura antica di secoli. Posso apprezzare la magnificenza di una composizione musicale. Posso apprezzare la bravura atletica di un corridore che vince l’oro alle Olimpiadi. Posso apprezzare il gusto di una cucina eccellente. Posso farlo per via delle mie elevate funzionalità superiori ad altri della mia tipologia che hanno poco o nessun interesse in tali elementi spettacolari di questo mondo. Mentre apprezzerai un brano musicale in quell’istante, starò utilizzando l’esperienza di questo brano di musica per favorire i miei scopi.

1. Potrei dirti di come sia geniale una canzone perché so che sarai soddisfatta di me per averti detto questo e quindi sorriderai, mi apprezzerai e mi darai carburante;
2. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato suonare Sherazade dall’orchestra filarmonica per vantarmi con altre persone e attingere carburante dalla loro reazione di ammirazione e/o gelosia.
3. Potrei utilizzare l’esperienza di conoscere tutta la musica dei Depeche Mode per risultare attraente per un bersaglio perché lei ama la stessa musica, o solo per dimostrare che ho interesse approfondito in un particolare gruppo in modo che sia di maggior interesse per lei.
4. Potrei utilizzare l’esperienza di aver ascoltato una canzone particolare ad un concerto per vincere contro il tuo racconto di averne sentita suonare una diversa in modo da affermare la mia superiorità su di te e provocare una reazione da parte tua e degli altri.

Tu sperimenti certe emozioni coinvolgendoti in certe esperienze. Io in quel momento sperimento un senso di potere o se non lo faccio, immagazzino l’esperienza per usarla per sentirmi potente quando si unisce a qualcos’altro, di solito un dispositivo.

La mia tipologia imita le emozioni perché siamo incapaci di sentirne molte. Quindi ci appoggeremo alle emozioni che abbiamo visto che esibisci e faremo sembrare come se le sentissimo. Conosco molte delle tue emozioni; non le sento. Ci appoggiamo alle tue emozioni perché dipendiamo dalle tue emozioni per esistere. È una sorta di paradosso il fatto che non abbiamo mai coltivato certe emozioni e/o ci siano state strappate via al fine di renderci agili, efficaci ed efficienti, ma dobbiamo anche ricevere quelle emozioni da te al fine di sostenerci. Non vogliamo vedere la tua gioia diretta verso di noi per qualcosa che abbiamo detto o fatto in modo da poter poi avvertire la gioia, ma piuttosto per il potere che viene rilasciato come conseguenza del fatto che la tua gioia ci fornisce carburante positivo. Sono pieno di odio, gelosia, invidia, furia e rancore ma questo non significa che non ci sia posto per accettare il tuo odio verso di me, anzi gli do il benvenuto. Come conseguenza della mia manipolazione verso di te, voglio che resti qui ad urlare il tuo odio verso di me finché la tua voce diventa rauca e gli occhi ti escono dalla faccia. Il carburante che ottengo da un’espressione così intensa di emozione negativa è immenso. Ancora una volta, mi approprio della tua emozione e la uso per i miei scopi personali. Che sia per prenderla al fine di permettermi di mimarla e copiarla, per farmi apparire più accettabile per le altre persone o che sia per sfruttare la tua emozione come carburante per alimentarmi e permettere alla mia esistenza di continuare, troverò sempre un utilizzo per la tua produzione emotiva. Faccio buon uso delle tue emozioni. Sono l’estremo riciclatore.

H.G. TUDOR

I Second That Emotion

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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