✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 46

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Al Narci Medio-Rango:

Ricordo di averti incontrato in rete, su un sito di incontri sei anni fa. Non mi avevi attratto fisicamente ma il tuo profilo era scritto in modo così bello. Avevi alluso a Punch Drunk Love come uno dei tuoi film preferiti, che guarda caso era stato uno dei miei. Hai lanciato la rete segnalando che ero nella tua lista “preferiti”. Ho preso l’esca. Non è passato molto tempo prima che avessimo un’interazione sessuale super calda on line. Sembrava che tu mi conoscessi meglio di quanto non conoscessi me stessa. Dopo ti ho scoraggiato a lungo finché non ho accettato di incontrarti di persona. Nel decidere un posto, hai suggerito un caffè nel mio quartiere perché era lo stesso in cui si era svolta una famosa proposta di matrimonio di un film: non ricordo più il film. Ho pensato che fosse molto presuntuoso all’epoca. Sembrava decisamente troppo presto per fare una cosa del genere anche per scherzo. Ho ignorato quella bandiera rossa.

Alla fine ci siamo incontrati. Ti ho dato una seconda possibilità in un secondo appuntamento per assicurarmi di non respingerti troppo presto. Eri così premuroso e volevi vedermi di nuovo così disperatamente che ho sentito di dover essere di mentalità più aperta. Ero turbata dalla tua morigeratezza, dalla tua ammissione di avere importanti allergie alimentari che non ti consentivano di mangiare quasi nulla. Ti sei assicurato che io sapessi che avevi ottenuto punteggi estremamente alti in alcuni test intellettuali che ti avevano reso superiore in intelligenza a quasi tutti. Tu vivevi lontano da me e guidavi una Harley. Io ero una madre single molto socievole con molti amici. La sicurezza era importante. Socializzare e condividere i pasti erano parte della mia vita a cui non volevo rinunciare. E la questione del bere era strana. Non conoscevo alcolisti e anche se mi sembravi molto calmo e non ti soffermavi su questo, era strano per me. È solo più tardi che avrei appreso che vivevi con una compagna di stanza e questa cosa mi ha sconvolto. Avevi 46 anni all’epoca, ma avevi una scusa anche per quello. Semplicemente non l’avevi rivelato subito. Un’altra bandiera rossa. La tua ex era ossessionata da te su Facebook e continuava a mettere like a tutti i tuoi post e anche ai post di persone che lei non conosceva ma aveva visto che avevi messo like tu. Un’altra bandiera rossa. Non mi sentivo nemmeno a mio agio a essere tua amica su Facebook e, una volta che mi son decisa, hai usato questa cosa come arma sia nei tuoi trattamenti del silenzio bloccandomi, e come un modo per farmi sapere che stavi mostrando interesse per altre e rendermi gelosa. Trascorrevamo il tempo esclusivamente nella tua stanza con incontri sessuali selvaggi e appassionati. Non ho mai incontrato i tuoi amici. Un’altra bandiera rossa. Raramente uscivamo e quando succedeva era un incubo a causa dei problemi che avevi col cibo. Mi bombardavi di messaggi e link a canzoni. Non mollavi mai. Una volta, stavamo insieme da circa 4 mesi, sono dovuta andare in Cina per un viaggio di lavoro e mentre stavo lì avevo spazio. Sono tornata e ho rotto con te. Immediatamente tu sei diventato pazzo. Sei andato a letto con un’altra e me l’hai detto. Da quel momento mi è stato fatto il lavaggio del cervello e ho continuato a tornare da te solo perché le cose peggiorassero. Non mi hai parlato che un anno dopo del tuo figlio illegittimo cresciuto. Continuavi a ripescare vecchie fidanzate e mi somministravi trattamenti del silenzio quando io avevo più bisogno di te, mentre ti supplicavo e pregavo di stare con me. Tu sparivi e dicevi che era perché ti eri addormentato. Il tuo telefono era morto. Avevi perso il telefono. Stavi guardando un film. Eri ossessionato da un videogioco. Hai ricominciato a bere. Hai provato a smettere e hai incolpato me. Sono andata alle riunioni di Alonon per cercare di capire ma non era abbastanza per te. Finalmente dopo 5 anni di continue torture e appassionati incontri di sesso mi hai mandato le foto di una ragazza di 30 anni più giovane di te e hai affermato che era la tua nuova ragazza. Hai anche fatto cose come perdere un lavoro ogni 6 mesi. Ti facevi crescere la barba e trascuravi l’igiene personale in modo da sembrare un pazzo. Mentre ti tuffavi in quella relazione che stava andando avanti da un po’ continuavi a scrivermi e allo stesso tempo a svalutarmi orribilmente, rivolgendomi offese orribili, oppure affermavi che mi amavi così tanto e mi pregavi di rimanere in attesa e avere fiducia che avevi intenzione di chiudere con lei quando fosse stato il momento giusto. Ho iniziato a perdere la testa. Alla fine ho scritto alla tua ragazza e le ho mandato le schermate dei tuoi messaggi d’amore per fare in modo che ti lasciasse, ma tu mi hai dipinta come pazza e ogni volta l’hai convinta a restare.

Ci sono troppi episodi dolorosi da elencare in questa lettera.

Tu incolpi costantemente me per tutto questo. Era vero; Ho provato ad andarmene in molte occasioni. Sapevo che qualcosa non andava. Ogni volta che ti lasciavo, ti scagliavi contro di me. Quando tornavo, ricominciavi ad essere una persona spietata, ma dicevi che eri convinto al 100%. Hai sempre detto un sacco di cose ma non ne hai mai fatta nessuna. Non mi era permesso di parlare delle donne in particolare della più recente. La batosta era troppo grande per te e ti aveva portato a bere, dicevi. Non saremmo mai andati avanti se io avessi continuato a rivangare il passato, insistevi. La rabbia e il dolore si accumulavano dentro di me.

Ho dei bei ricordi. Il sesso. Il sesso e il sesso. Ti sei presentato ad aiutarmi quando ero troppo ubriaca alla festa di Natale della mia azienda. Ti sei presentato quando ho avuto un avvelenamento da cibo in una casa di amici e non potevo tornare a casa da sola. Ti sei presentato quando avevo un topo. Mi hai regalato dei bei gioielli. Hai scritto poesie. Mi hai fatto sentire sexy e bella. Ma ora vedo come mi hai manipolato e ho appreso che era tutto falso.

Mi hai respinto senza empatia quando ho chiamato per dire che il mio condominio aveva preso fuoco ed era inabitabile. Eri fuori con una nuova donna quando c’era un uragano nella nostra città e avevo paura a stare da sola. Hai rotto la tua bicicletta e sei stato arrestato dopo essere uscito ubriaco da casa mia. Hai mentito sulle donne che ti chiamavano quando avevamo appena fatto l’amore. Hai sempre usato per me nomi come cagna, puttana, sgualdrina e troia.

Eppure, ancora oggi, controllo la mia casella di posta elettronica 100 volte al giorno. Guardo per vedere se posterai nuovamente la mia musica. Immagino con chi sei. Mi chiedo quali bugie stai di nuovo raccontando. Rispondo gentilmente alle tue email solo per vederti sparire una volta ricevuta la mia risposta perché lo so che stai solo controllando per vedere se ti rispondo.

L’ultima volta che ti ho visto mi hai fatto star male. Mi sono alzata da tavola e sono uscita. Ti ho detto che finalmente ho dormito con qualcuno per la prima volta da quando ci siamo incontrati. Eri geloso e mi ha reso felice sapere che eri turbato. L’ho descritto graficamente perché volevo affondare profondamente quel coltello dentro di te dopo tutte le donne con cui ti ho diviso nel corso degli ultimi 6 anni.

E ancora. Ogni giorno. Io ti controllo.

H.G. TUDOR

A Letter to the Narcissist – No. 46

Pubblicato da

Stella SHELF Unmaskers

Sono la ex vittima di un Narcisista di rango Medio/Superiore che dopo questa esperienza devastante ha deciso di approfondire le sue ricerche sul narcisismo ed è nato questo blog

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